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Monterotondo Marittimo, il “montano pittoresco borgo” che ha dato i natali a Fucini La Maremma, il birdwatching ed il turismo naturalistico Storie di monete, ricchezze e tesori di una Maremma d’altri tempi I “Manoscritti restaurati dell’Archivio Vescovile”, preziosa fonte di notizie Padre Ugolino per un giorno a Grosseto La Canonica di San Niccolò a Montieri 12 SOMMARIO 4 ...........La Voce dei Lettori 13 .........L’editoriaLe Primo Piano 12 ..........“Infrastrutture: motore per lo sviluppo”. Basterebbe prenderne atto, una volta per tutte! 18 ..........La Maremma, il birdwatching ed il turismo naturalistico 22 ..........L’Archivio Vescovile ed i suoi manoscritti, una fonte straordinaria di notizie per indagare la memoria della nostra comunità 26 ..........La Canonica di San Niccolò a Montieri, un luogo ricco di mistero, di fascino e… di magia 30 ..........Storie di monete, ricchezze e tesori nascosti di una Maremma d’altri tempi 34 ..........Monterotondo Marittimo, il “montano pittoresco borgo” che ha dato i natali a Fucini 38 ..........Anna Bonelli e quell’infinita passione per la lettura, per la cultura e per il sapere. Per 18 30 professione e diletto! 42 ..........Padre Ugolino per un giorno a Grosseto. E il tuffo nei ricordi è stato memorabile! 47 ..........Nilo Bacherini, la semplicità di un’arte che arriva dritta al cuore 50 ..........Il bello e il gusto trattati sotto diversi aspetti, in un contesto paesaggistico da favola, Le Mortelle 54 ..........Il ciaffagnone, un prodotto alimentare tipico e tradizionale mancianese 58 ..........Riccardo Giusti “Sirpe”, quando lo sconfinato amore per la Maremma ti spinge a… tatuartela addosso! 62 ..........Il CRISBA, eccellenza di Maremma che dà lustro al territorio L’agenda 68 ..........“In Cauta Mente”, mostra personale di Piero Ardenghi 69 ..........“I rossi al mare” fanno 10! 34 In copertina, uno scatto sul tema delle infrastrutture foto Federico Giussani SOMMARIO • 7 68 71 ..........LE SAGRE 72 ..........AMO! Un successo, adesso spazio ad “Oltre Idea Sposi” 73 ..........“Camminare sulle Mura” 2015-2016 raddoppia 75 ..........I MERCATINI 76 ..........Brachetti, che sorpresa! Il nuovo show a Grosseto 77 ..........Decolla la rassegna teatrale indipendente del Teatro Studio 79 ..........LE MOSTRE 80 ..........C’è un Ottetto d’archi per “La voce di ogni strumento” Le rUBricHe C’È DA VEDERE... 782 ........Metti un itinerario alla scoperta delle Colline Metallifere LA MAREMMA VISTA DAI… MAREMMANS 86 ..........Pitigliano, un piccolo gioiello incastonato nel tufo / Pitigliano, a small jewel nestled in the tuff L’ARTE DI OSPITARE 90 ..........Tenuta dell’Uccellina, un luogo magico e… con un’anima! Ideale per eventi e cerimonie L’ANGOLO DEL LIBRO 94 ..........Buriano, la storia di un paese attraver- 8 • Maremma Magazine • Novembre 2015 80 86 so le immagini d’altri tempi 95 ..........“C’era una volta… Follonica” nei racconti di Iolanda Raspollini 96 ..........“La Primavera. Racconti sul filo della memoria tra Firenze e la Maremma” il bis editoriale di Roberta Pieraccioli VINO E DINTORNI 98 ..........Edoardo Donato nuovo presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma WINE NEWS 100 ........Terenzi sostiene la Charity Dinner della Fondazione Umberto Veronesi 100 ........Fattoria Mantellassi e la Vendemmia 2015, per la Maremma un vino a cinque stelle 101 ........Obiettivo: valorizzare la carne bovina maremmana 101 ........Il rosso senza solfiti della Tenuta Casteani tra i vini top hundred del 14° Golosario LA RICETTA 102 ........La Ribollita piatto povero toscano tra i più conosciuti nel mondo, tutto da gustare Le neWS 104 ........Inaugurato l’itinerario storico-artistico per non vedenti ed ipovedenti al Museo diocesano d’arte sacra di Grosseto 104 105 ........Le BCC della provincia di Grosseto verso la fusione 106 ........Fare rete per rafforzare il sistema turistico 106 ........Faro delle isole formiche, prosegue il percorso di valorizzazione della struttura 107 ........Monte Argentario, presentate l’app e il sito AMareMaremma 107 ........“Trail nel Parco della Maremma: esempio virtuoso di come lo sport promuove il turismo” 108 ........Celebrata la Festa di Corpo del reggimento “Savoia Cavalleria” (3°) 108 ........10 anni di Fondazione Il Sole e 31 anni di Aggbph 108 ........Aperto a Follonica lo Sportello per il turismo accessibile 109 ........Linea per l’Aeroporto di Fiumicino, fino alla fine dell’anno il ritorno costa meno 109 ........Follonica tra sicurezza e turismo e... un’Arma in più! 110 ........“Un evento calamitoso straordinario”, l’analisi del Consorzio Bonifica 6 Toscana Sud 111 ........La Asl 9 di Grosseto premiata al “Quality and safety day” per la gestione dell’emergenza pediatrica 111 ........Grosseto, al via la riqualificazione della Troniera sotto il Bastione Maiano 4 L’EDITORIALE L’EDITORIALE di Celestino Sellaroli I Io sto con le pecore… l fenomeno delle predazioni. Non passa praticamente giorno senza leggere sui quotidiani locali (in quest’ultimo periodo ridotti purtroppo a due, ma questa è un’altra storia…) notizie riguardanti uccisioni di pecore da parte di lupi. Un fenomeno serio che sta mettendo in ginocchio tanti piccoli allevatori che di questo, e solo questo, nella maggior parte dei casi, vivono. Senza contare l’indotto soprattutto nel settore caseario. Bene, anzi male. Perché nonostante gli sforzi il problema non viene risolto, anzi a giudicare dalla frequenza sempre maggiore degli episodi, sembra addirittura aggravarsi. Che fare? Di tavoli, dibattiti, confronti, progetti, se ne fanno parecchi, ma la soluzione pare sia difficile da trovare. Da un lato ovviamente ci sono i piccoli imprenditori agricoli dediti alla zootecnia, avviliti ed esasperati da una situazione sempre più difficile da sostenere. Dall’altra gli ambientalisti e gli animalisti, schierati, non si sa perché, quasi tutti dalla parte del lupo. Eppure questa cosa suona davvero strana, almeno in chi scrive. Sarà che caratterialmente sono sempre portato a schierarmi dalla parte del più debole e a difendere le ragioni dei più umili, sarà per la difficoltà di comprendere la classificazione di animali di serie A e di serie B, sarà che l’immagine di una pecora sgozzata mi colpisce nel profondo dell’animo, sarà per tante altre mille ragioni, certo è che nel “duello” pecora-lupo io non riesco proprio a dare ragione al “cattivo”, e mi schiero nettamente a favore della prima. Il lupo infatti ha già di per sé tanti vantaggi (competitivi, direbbe qualcuno), per cui aggiungerci anche il carico del sostegno di pensatori liberi, scevri da condizionamenti di sorta e/o interessi specifici sull’argomento, quali ci riteniamo, non ci sembra proprio il caso. Il lupo è più forte per natura, uccide i più deboli in modo efferato e per di più è anche protetto a livello europeo e nazionale, ovvero è libero di perpetrare le proprie scorribande a proprio piacimento, sicuro di poterla sempre fare franca e di godere di una sorta di immunità ed impunità perenne a prescindere… rispetto a qualsiasi forma di… reato commesso, che in questo caso sono tutt’altro che lievi, visto che si parla di… omicidi volontari plurimi, se non addirittura di stragi. Per contro le pecore, sono miti ed indifese, sono fondamentali per tanti allevatori, producono latte e di conseguenza formaggi e sono indispensabili per tante aziende che proprio attraverso le pecore si sostentano, e più in generale sono importanti per l’economia del territorio (basti un dato, oltre 2/3 del formaggio Pecorino Toscano DOP arriva dalla Maremma). Banalizzazioni? Può darsi. Di fatto il rapporto di forza è assolutamente tutto sbilanciato da una parte. Eppure sono in tanti a pensarla diversamente e a ritenere il lupo intoccabile per il fatto che trattasi di una specie in via di estinzione da tutelare contro tutto e tutti. Sicuramente è così, e non a caso a livello europeo (già l’Europa… meglio stendere un velo pietoso considerando i danni che sul fronte agricolo e non solo spesso fa) si è deciso di proteggerlo e di ammantarlo di una sorta di sacralità, anche per il pregio ambientale che la sua presenza conferisce o conferirebbe alle zone in cui è presente. Può essere, ma crediamo che la Maremma sia bella lo stesso anche senza lupi. O se proprio ci devono essere che non facciano danni uccidendo a destra e a manca povere ed indifese pecore, mettendo in ginocchio, si diceva all’inizio gli allevatori, che rappresentano un presidio fondamentale per il mantenimento del territorio e necessitano di risposte concrete e immediate da parte delle istituzioni. Senza andare troppo lontano, in Francia il problema è stato affrontato in modo drastico consentendo gli abbattimenti laddove strettamente necessari. Potrebbe essere una strada da percorrere anche in Italia? Difficile rispondere. Da noi si punta di più sulla necessità di favorire la convivenza pacifica ed amichevole tra due specie che in natura non sono sullo stesso piano e non vanno propriamente d’accordo. Una contraddizione in termini che rende complicata la soluzione di una vicenda che si protrae da troppi anni e che rischia adesso – lo ribadiamo ancora una volta – di affossare l’intero settore allevatoriale ovino maremmano. Strutture di ricovero (ovili) idonee, recinzioni metalliche, elettrificate, strumenti elettronici di videosorveglianza, cani da guardiania, cartelli (ma i lupi sanno anche leggere?), cattura e successivo collocamento dei predatori e nei casi più nefasti idonee forme di risarcimento dei danni, diretti e indiretti. Gli sforzi non mancano, le misure di prevenzione sono uno strumento concreto di difesa e possono avere una funzione deterrente nello scoraggiare i predatori, ma tra il dire ed il fare, si sa, c’è di mezzo il mare. E intanto le pecore continuano a morire… con il rischio che ben presto in via di estinzione non saranno più i lupi, ma… gli allevatori! EDITORIALE • 11 PRIMO PIANO PRIMO PIANO INFRASTRUTTURE “Infrastrutture: motore per lo sviluppo”. Fondamentali per far crescere il territorio e la sua economia! Il futuro viaggia sempre su strada, per cui adeguare le infrastrutture significa sostenere il territorio e le sue aziende creando vantaggi competitivi per chi vuole fare impresa. È la sintesi delle Assise generali di Confindustria Toscana Sud – delegazione di Grosseto tenutesi il 9 ottobre scorso e dedicate al problema delle vie di comunicazione, non solo della provincia di Grosseto, ma dell’intera area vasta. Un problema che resta sentito e impedisce il pieno sviluppo delle potenzialità di questa parte della Toscana. 12 • Maremma Magazine • Novembre 2015 GLI APPROFONDIMENTI DEL MESE Foto Federico Giussani Nella foto la Variante Aurelia a nord di Grosseto C ome ogni anno Confindustria Grosseto ha organizzato una giornata dedicata all’analisi dell’economia locale. Lo spunto di riflessione di questa edizione, che si è svolta il 9 ottobre scorso a Grosseto alla presenza del Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, del vice presidente di Confindustria Antonella Mansi, del presidente di Confindustria Toscana Sud - Delegazione di Grosseto Mario Salvestroni e del direttore Irpet Stefano Casini Benvenuti, è stato offerto dalla situazione infrastrutturale della nostra provincia, ma non solo. Nell’occasione lo sguardo è andato anche alle prospettive per l’economia della Toscana del sud in un’ottica di maggiore condivisione e programmazione. È stato dunque un momento per riflettere sui ritardi che impediscono lo sviluppo dell’economia di questa parte della Toscana, in particolare la mancanza delle strutture viarie, come la Due Mari e la Tirrenica, nonché le vie di collegamento alle zone amiatine e alle colline metallifere e su tutti gli aspetti infrastrutturali. Nello specifico il direttore dell’Irpet, Stefano Casini Benvenuti, ha illustrato l’analisi dello stato di salute dell’economia maremmana con uno particolare riferimento al suo sviluppo se fossero realizzate le principali infrastrutture viarie. Nel chiedere il completamento della Due Mari e la realizzazione dell’Autostrada Tirrenica, Confindustria Grosseto ha puntato il dito sullo stato di degrado delle attuali arterie. Causa il peggioramento delle condizioni climatiche, ma I relatori PRIMO PIANO • 13 PRIMO PIANO Nella foto la S.S. Aurelia a sud di Grosseto •••• L’appuntamento annuale di Confindustria Toscana Sud – Delegazione di Grosseto è stato un momento di riflessione sulle due arterie principali la cui situazione grava sulle spalle della Maremma, la Due Mari e la Tirrenica, nonché le vie di collegamento alle zone amiatine e alle colline metallifere 14 • Maremma Magazine • Novembre 2015 anche della lentezza con cui vengono effettuate le manutenzioni, si verificano sempre più frequentemente interruzioni che comportano un ulteriore peggioramento dei collegamenti non solo per le imprese, ma per tutti i cittadini. In particolare il dibattito si è concentrato sulla situazione della via Cassia nel passaggio sul fiume Paglia che, dopo più di un anno, è ancora in stallo e su quella attualissima della galleria a Casal di Pari sulla via Senese. Per quanto riguarda i collegamenti nella provincia di Grosseto, sono da sempre una reale difficoltà, che va via via peggiorando e che impedisce di creare le condizioni per fare impresa, soprattutto per chi pensa a nuovi investimenti sul nostro territorio. I vari studi effettuati sul tema fino ad oggi dimostrano come la situazione grossetana si stia aggravando anno dopo anno, risultando sempre tra le ultime province, sia a livello nazionale che regionale per percentuale di presenza di infrastrutture. Confindustria Toscana Sud, per la delegazione di Grosseto ha dunque deciso di affrontare questo spinoso argomento perché senza una dotazione di infrastrutture non c’è futuro per chi voglia fare impresa in Maremma. Già nel 2007 le tre delegazioni unite avevano individuato nelle infrastrutture un problema concreto del sud della Toscana, rilevando come la dotazione viaria della provincia di Grosseto, fatto 100 la media nazionale, era addirittura pari a 48, dato peraltro peggiore rispetto al 2001 che risultava pari a 71. Sullo stesso indice nel 2013 la nostra provincia risulta ancora ad un valore pari a 49,5 rispetto ad un valore 102 della Toscana. Le Assise a cui hanno partecipato come detto il Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, la vice presidente di Confindustria Antonella Mansi, il presidente della delegazione di Grosseto Mario Salvestroni e il direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti ha rappresentato, dunque, un momento di riflessione sulle due arterie principali la cui situazione grava sulle spalle della Maremma, la Due Mari e la Tirrenica, nonché le vie di collegamento alle zone amiatine e alle colline metallifere. “Il nostro territorio ha bisogno di una dotazione viaria minima – afferma Mario Salvestroni, presidente di Confindustria Grosseto – che colleghi la costa con l’interno anche sulle direttrici a sud e a nord della Due Mari. La strada del Nella foto uno dei tanti tracciati del Corridoio Tirrenico di cui si parla da oltre cinquant’anni Cipressino che collega alla Due Mari tutta la zona dell’Amiata in cui operano industrie di vera eccellenza, aspetta ancora un minimo intervento, sempre promesso ma mai attuato, come pure la strada regionale di collegamento tra Follonica, Massa Marittima e l’entroterra aspetta ancora importanti interventi di adeguamento”. Nell’occasione il direttore dell’Irpet, Stefano Casini Benvenuti, ha illustrato la sua ricerca sull’autostrada tirrenica, mostrando come il completamento della Tirrenica inciderebbe sulla nostra economia. Nella sua relazione, inoltre, il Presidente Mario Salvestroni ha evidenziato come per una ripresa delle imprese sia necessario alleggerire la morsa fiscale, infatti “Il credito – ha commentato Salvestroni –, nonostante la liquidità immessa nel sistema bancario non riesce ad arrivare alle aziende. La liquidità, di cui ora abbonda il sistema bancario, è una condizione necessaria per la concessione del credito alle imprese, ma non sufficiente, perché, nei confronti delle aziende che hanno i rating deteriorati da 7 anni di crisi economica le banche sono costrette ad accantonamenti del proprio patrimonio di vigilanza di tale entità da rendere poco conveniente l’erogazione dei finanziamenti, anche a condizioni vicine al tasso di usura. Le responsabilità non vanno ricercate nel sistema bancario, dal momento che con queste regole, le aziende con i migliori rating finiscono per ricevere, dal sistema, finanziamenti che generano liquidità in eccesso che viene impiegata in attività finanziarie anziché in investimenti nell’economia reale”. La posizione del Governatore della Toscana Enrico Rossi “Se non si completa il corridoio tirrenico questo territorio rischia di essere condannato a non avere prospettive di sviluppo. Occorre quindi un sostegno chiaro a favore di questa infrastruttura per non perdere un’occasione decisiva”. Questa la posizione espressa dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi al convegno “Infrastrutture motore di sviluppo” organizzato a Grosseto da Confindustria. Nel corso della tavola rotonda il Governatore della Toscana ha concentrato il suo intervento su due opere infrastrutturali: il completamento del corridoio tirrenico e della Due Mari: “Bisogna andare avanti senza tentennamenti •••• Enrico Rossi (Governatore della Toscana): “Se non si completa il corridoio tirrenico questo territorio rischia di essere condannato a non avere prospettive di sviluppo. Occorre quindi un sostegno chiaro a favore di questa infrastruttura per non perdere un’occasione decisiva”. PRIMO PIANO • 15 PRIMO PIANO Nella foto la S.S. Aurelia a sud di Grosseto, dalle parti di Capalbio, ancora a due corsie per realizzare queste due opere: è una condizione necessaria per il turismo, per l’agricoltura, per l’industria di quest’area”. Un parere confermato anche dalle cifre rappresentate dal direttore di Irpet Stefano Casini Benvenuti nella sua relazione: la realizzazione delle due infrastrutture permetterebbe la diminuzione di circa il 5, 6% del costo dei trasporti nell’area e farebbe lievitare il Pil dell’1, 1,5%. Del tutto prioritario, per Rossi, è quindi accelerare il cammino di queste infrastrutture sostenendole in tutte le sedi. In particolare il Presidente ha evidenziato come il corridoio tirrenico viva una fase decisiva: “In questi ultimi mesi ho avuto molti contatti con il ministro Del Rio e con il sottosegretario Lotti e ho ragione di credere che questa può davvero essere la volta buona. Io sono fiducioso”. Per il Presidente occorre però che dal territorio parta un segnale chiaro e forte per sostenere la necessità inderogabile di completare questo “buco nelle infrastrutture europee che va da Rosignano a Civitavecchia”. “Sarebbe poi ridicolo – ha aggiunto Rossi – se il collegamento a quattro corsie arrivasse sino ad Ansedonia senza proseguire nella nostra regione: avremmo fatto l’autostrada solo per i villeggianti romani. E invece il corridoio tirrenico è strategico per attrarre investimenti e creare lavoro su questo territorio che ha potenzialità straordinarie ma che non può valorizzarle senza avere i necessari collegamenti viari”. Entrando poi nel merito della situazione attuale per la Due Mari, in particolare per il tratto Siena-Grosseto, il presidente Rossi ha fatto presente che i lavori sono in corso e che il governo ha 16 • Maremma Magazine • Novembre 2015 stanziato i fondi necessari al completamento: “Proprio stamani ho percorso quest’arteria – ha concluso – e nei tratti già realizzati ho notato come vi sia già un incremento di traffico: segno delle grandi potenzialità di questo collegamento”. La posizione di Legambiente fortemente critica verso il Corridoio Tirrenico “L’autostrada tirrenica non serve alla Maremma. La scelta migliore per quanto riguarda il corridoio Tirrenico rimane l’adeguamento dell’Aurelia, trasformandola in superstrada a quattro corsie e risolvendo così le problematiche legate alla sicurezza e a un collegamento viario efficace e moderno sull’asse tirrenico”. Questa la posizione di Legambiente espressa per bocca di Angelo Gentili della Segreteria nazionale che aggiunge: “Non ha infatti alcun senso continuare a pensare a un’autostrada, con ingente esborso economico, tempi lunghissimi di realizzazione, impatto ambientale significati- vo, oltre a un pedaggio elevato per i cittadini residenti. Non è la grande opera autostradale in se stessa che porta sviluppo alla Maremma come dimostrato in numerosi casi eclatanti in Italia e nel mondo, ciò non di meno è necessario assicurare un collegamento razionale, efficiente e sicuro, rapportato ai limitati flussi di traffico attuali, che non permettono nemmeno di ripagare l’investimento effettuato”. “Legambiente invita con forza le istituzioni, nazionali, regionali e locali a provvedere con la massima urgenza e senza indugi a raddoppiare i pericolosissimi tratti a due corsie dell’attuale Aurelia, che mettono a rischio l’incolumità degli automobilisti che l’attraversano e nello stesso tempo porre le basi per adeguare l’attuale Aurelia trasformandola in una superstrada a quattro corsie.Nello stesso tempo è necessario migliorare e implementare la tratta ferroviaria Tirrenica, per favorire in modo significativo questo tipo di trasporto più sostenibile e meno energivoro”. PRIMO PIANO TURISMO La Maremma, il birdwatching ed il turismo naturalistico DI DEBORAH CORON GREEN ECONOMY: DIAMO I NUMERI SUL TURISMO NATURALISTICO L’Osservatorio Permanente sul Turismo Natura, presentando il suo 12° Rapporto Ecotur (a cura di ISTAT, Enit e Università dell’Aquila, con il coordinamento scientifico del prof. Tommaso Paolini), evidenzia una sostanziale stabilità dei flussi stranieri in Italia. I parchi e le aree protette si confermano il segmento più rappresentativo del turismo naturalistico: a livello nazionale il 2014 ha registrato 102 milioni di visite 18 • Maremma Magazine • Novembre 2015 con un fatturato di 11,883 miliardi di euro. La classifica delle prime 10 aree protette più richieste dai turisti italiani presso i tour operator è guidata dal Parco Nazionale d’Abruzzo (30%) seguito da Gran Paradiso (21%), Dolomiti Bellunesi (20%), Cinque Terre (16%), Stelvio (15%), Circeo (7%), Foreste Casentinesi (6%), Arcipelago Toscano (5%) e Gran Sasso-Laga (3%). Le preferenze dei turisti stranieri vedono in testa le Dolomiti Bellunesi (20,1%), seguite dai Parchi nazionali delle Cinque Terre (14,4%), Stelvio (11,7%), Arcipelago Toscano (10,2%), Appennino Tosco-Emiliano (8,6%), Abruzzo (7%), Gargano (6,1%), Gran Paradiso (6,1%), Cilento (2,9%), Gran Sasso-Laga (2,5%). Mentre l’arcipelago Toscano è visitato dal 5% dei turisti italiani e dal 10,2% degli stranieri, i parchi e le aree naturalistiche maremmani sono grandi assenti dalla top ten delle aree protette più richieste dai turisti presso i tour operator. Il visitatore prevalente ha un’età compresa tra i 31 e i 60 anni (52%), possiede Se il primato toscano nel turismo deriva soprattutto dalla bellezza naturalistica del territorio, dal patrimonio culturale e dall'enogastronomia, la scarsità di investimenti nel turismo naturalistico in Maremma ha impoverito l’intero indotto. Indagine sullo stato dell’arte di quella che potrebbe e dovrebbe essere un’offerta importante nel nostro territorio, ma che invece per tante ragioni pare non essere sfruttata al meglio… animal watching (8 %) ed altri sport. L’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) ha oltre 1500 soci con 2,5 milioni di clienti l’anno; l’AGAT (Associazione Guide Ambientali Toscane) ha solo 250 guide che rappresentano approssimativamente la metà del totale (500mila clienti l’anno stimati). IL TURISMO NATURALISTICO Nel turismo naturalistico una delle motivazioni di base del viaggio è l’osservazione e l’apprezzamento della natura e delle culture tradizionali. È un turismo sostenibile che utilizza in maniera virtuosa il capitale naturale di un territorio attraverso la conoscenza, che acquista il valore dei beni da fruire e non il loro “consumo”, pone attenzione alle risorse locali e alla loro valorizzazione, in un’ottica eco-sostenibile. L’ecoturismo contribuisce alla protezione della natura e delle zone rurali generando benefici economici per le comunità locali, le organizzazioni e le autorità che gestiscono le zone naturali con l’obiettivo di proteggerle, costituendo una fonte di impiego e di reddito alternativo, facendo opera di sen- sibilizzazione allo stesso tempo verso le popolazioni locali e i turisti. Per far questo è necessario sviluppare una coscienza forte dei legami tra natura e uomo e degli effetti che le attività umane, e quindi anche quelle strettamente legate al turismo, hanno sull’ambiente. Esistono molti modi per essere turisti naturalisti: per mezzo di semplici escursioni nei borghi rurali e in natura (visite ai parchi, soggiorni nelle oasi, passeggiate accompagnate da guide naturalistiche), le attività di osservazione degli animali (animal watching, fotografia), le attività sportive come byking, trekking o ippoturismo), l’apprendimento (l’obiettivo principale dell’educazione ambientale è diffondere la cultura della sostenibilità all’interno della gestione del territorio che viene considerato e studiato come rete di relazioni fisiche, biologiche, sociali, individuali). Un viaggio realmente naturalistico, comunque, deve tenere conto di molti fattori, come la scelta dei mezzi di trasporto, la sistemazione, l’utilizzo di guide specializzate. Va particolarmente di moda lo Slow Tourism (Turismo lento): un turismo ricreativo che si propone per un breve Nella foto un Airone cenerino; a destra un Falco pescatore un diploma di scuola superiore (49%), o una laurea (38%), soggiorna in un albergo o in una pensione e visita il Parco in coppia o con la sua famiglia, con una permanenza che si attesta sempre più sul weekend lungo e la vacanza settimanale (aumentati dal 12 al 31% a discapito delle gite di una giornata, scese dal 47 al 33%) e una capacità di spesa media (48%) e alta (16%). Lo sport preferito che pratica in mezzo alla natura è la bicicletta (29% delle preferenze), vero traino del settore, seguito dal trekking (25%) e dall’escursionismo (24%), sci (12%), PRIMO PIANO • 19 PRIMO PIANO •••• Mentre l’arcipelago Toscano è visitato dal 5% dei turisti italiani e dal 10,2% degli stranieri, i parchi e le aree naturalistiche maremmani sono grandi assenti dalla top ten delle aree protette più richieste dai visitatori presso i tour operator arco di tempo (quello della vacanza o del fine settimana), quale alternativa ai viaggi organizzati “mordi e fuggi”, riporta il turista a ricaricare le proprie energie tornando a uno stile di vita semplice, allineato ai ritmi dell’ambiente naturale, concedendosi il tempo di “osservare”, “gustare”, “sostare”, e soprattutto di non guardare l’orologio. La vacanza d’osservazione e di studio di alcune specie animali attira sempre più turisti, in particolare il birdwatching, nato in Gran Bretagna dove conta ben 1,2 milioni di aderenti; l’interesse e il rispetto per gli animali si coniugano alla possibilità di esplorazione e conoscenza del territorio in tutti i periodi dell’anno, in particolare anche quelli molto lontani o esterni alle aree maggiormente turistiche. L’Italia non ha una bella reputazione tra i birdwatcher, che sono nella maggioranza nord-europei, a causa della convinzione che un gran numero di cacciatori Nella foto il Cannareccione 20 • Maremma Magazine • Novembre 2015 Nella foto il Fenicottero rosa o maggiore massacri gli uccelli migratori (per esempio sullo Stretto di Messina) che vengono a svernare in Italia o in altri paesi dell’Europa meridionale. La Commissione Europea ha più volte emesso dei provvedimenti d’infrazione contro l’Italia, con il pagamento di sanzioni molto onerose, per le leggi regionali sulla caccia in deroga e sui richiami vivi. LA TESTIMONIANZA Sul tema qualche elemento interessante ce lo fornisce Bruno Parisotto, fotografo naturalista per passione, che ha seguito l’evoluzione del birdwatching nelle aree umide maremmane. Allora Parisotto, qual è la sua esperienza in proposito? Ho fatto la guardia volontaria nel Padule della Diaccia Botrona ai tempi in cui, scaduta la concessione come riserva di caccia (istituita dal 1935 fino al 1987), la Provincia di Grosseto aveva continuato ad autorizzare l’attività venatoria: da qui la denuncia del WWF e il sequestro cautelativo disposto dalla magistratura (con il procuratore di Grosseto, dottor Federico) e un’interrogazione parlamentare nel 1993 (Fulco Pratesi). Da quel momento, però, le cose non sono cambiate molto: ci sono sempre e solo due capanni di osservazione (uno presso la Casa Rossa Ximenes - ora Museo Multimediale - e l’altro presso i Ponti di Badia) i cui accessi sono privi di camminamenti coperti che nascondano agli animali l’avvicinamento degli esseri umani: è sufficiente l’arrivo di una sola persona per vanificare le ore di appostamento di chi si sia già reso invisibile all’interno. Se poi si tratta di un osservatore improv- visato italiano, spesso non attrezzato, vestito con colori sgargianti e che magari chiacchiera al cellulare o crede di portare la famiglia allo zoo, il danno è irreversibile. Ben diversa è l’educazione dei birdwatcher stranieri, che sono la stragrande maggioranza in Maremma, bambini compresi: in comune tra di loro hanno una specifica formazione multidisciplinare, assumono un comportamento adeguato al luogo, hanno un profondo e consapevole rispetto per l’ambiente e senso civico, insieme a una grande sensibilità e ammirazione per lo spettacolo che la natura non manca mai di regalare! Dove si può praticare il birdwatching e quali sono gli strumenti necessari? Si può praticare in città, in un orto, nei Parchi, nelle aree protette (in particolare le aree umide sono abbastanza difficili da raggiungere, l’accesso viene limitato; in alcuni casi servono permessi speciali oppure è indispensabile essere accompagnati da guide): la Maremma ha un immenso patrimonio naturalistico, unico e spesso sconosciuto ai suoi stessi abitanti! Occorre avere un buon binocolo, con un buon equilibrio tra ingrandimento, campo visivo e luminosità. È molto comune l’uso del telescopio da osservazione con un treppiedi: permette di studiare gli uccelli da distanze maggiori ed è utile in particolare per quelli acquatici; il digiscoping consiste nell’utilizzare il telescopio come lente per la macchina fotografica digitale. L’attrezzatura può pesare oltre 10 kg, quindi non è comodo percorrere grandi distanze a piedi per raggiungere gli osservatori. Da novembre a febbraio un numero straordinario di specie di uccelli si raduna per esempio sul Monte Argentario, eppure arrivano pochissimi turisti naturalisti in Maremma. Come mai? I periodi migliori per l’avvistamento degli uccelli sono da marzo a maggio, durante la migrazione primaverile e immediatamente dopo la stagione estiva, per tutto l’autunno. Ma da metà settembre fino alla fine di gennaio è aperta la caccia, per cui è possibile praticare il birdwatching solo nei giorni in cui è chiusa (due a settimana): gli spari spaventano continuamente gli uccelli e si corre il rischio, con la nostra presenza, di allontanarli spingendoli proprio verso i cacciatori. Il birdwatching può rappresentare un’alternativa evoluta rispetto alla caccia? Ne sono certo: il birdwatching offre un identico contatto diretto con la natura, tempo libero all’aria aperta, ma con la consapevolezza di aver dato un reale contributo alla sopravvivenza di tante specie e alla conservazione del loro ambiente integro, oltre che alla loro conoscenza. Si può praticare ovunque e si possono organizzare viaggi nei luoghi più belli del mondo per praticarlo. Inoltre, grazie alle macchine digitali, la fotografia naturalistica è diventata molto più semplice e alla portata di tutti. Anche i costi, rispetto all’arte venatoria, sono più accessibili: non servono licenze, munizioni, né mantenere cani da caccia… I RIMEDI Per individuare cosa manca al territorio italiano, e in particolare alla Maremma, per diventare più attraenti per il turismo naturalistico soprattutto straniero e competitivi, si è dimostrata interessante e ricca di spunti la conferenza che si è svolta il 3 maggio 2015 nell’ambito della Fiera Internazionale del Birdwatching e del Turismo Naturalistico a Comacchio (Fe) nel Parco del Delta del Po, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle più importanti organizzazioni europee del turismo ambientale. Si tratta dell’unico Country event specializzato e professionale in Italia, dove incontrare circa 200 espositori tra enti territoriali ed aziende, poter provare le attrezzature sul campo e scoprire offerte sulle mete turistiche naturalistiche internazionali. In sintesi ecco le indicazioni emerse su cosa è necessario attuare: - Migliorare le infrastrutture delle aree protette e dotarle di parcheggi, camminamenti, osservatori, di una segnaletica dei punti di avvistamento; - Organizzare punti di prima accoglienza per il turista che diano tutte le informazioni per muoversi sul territorio, con personale e guide che conoscano più lingue; - Migliorare la rete dei trasporti soprattutto green e favorire il cicloturismo; - Promuovere meglio e di più il nostro territorio, per esempio con proposte promosse sui giornali e sulle riviste specializzati europei e sul web; - Coinvolgere i turisti in progetti di sostenibilità ambientale, sensibilizzandoli sul fatto che con il loro soggiorno danno un contributo a proteggere un’area naturale; - Promuovere programmi di educazione ambientale per i cittadini e le scuole. Foto del servizio di Bruno Parisotto PRIMO PIANO STORIA I “Manoscritti restaurati dell’Archivio Vescovile”, una fonte straordinaria di notizie per indagare la memoria “Manoscritti restaurati dell’Archivio Vescovile”: questo il tema dell’importante convegno che si è svolto il 15 ottobre scorso all’Archivio di Stato di Grosseto. Nell’occasione è stata posta attenzione su quel vasto, e ancora non abbastanza esplorato, patrimonio culturale rappresentato dai documenti archivistici in generale e dell’Archivio Vescovile in particolare, una straordinaria fonte per indagare la memoria della nostra comunità 22 • Maremma Magazine • Novembre 2015 Nella foto il gruppo di lavoro I l 15 ottobre scorso si è tenuta all’Archivio di Stato la presentazione dei “Manoscritti restaurati dell’Archivio Vescovile”. Questa iniziativa, come ha affermato Maddalena Corti, Direttrice dell’Archivio di Stato di Grosseto, è la riconferma della proficua collaborazione tra Archivio di Stato e Diocesi, una bella consuetudine iniziata negli anni Ottanta e recentemente rinvigorita, dopo un periodo di rallentamento. Le due istituzioni hanno realizzato insieme iniziative di grande rilievo per la storia della città e del territorio: uno studio sulla Mensa Vescovile, con relativa mostra e catalogo; l’Inventario dell’Archivio Vescovile, utile e importante strumento per la ricerca documentaria, e negli anni Novanta la stampa anastatica del manoscritto di Francesco Anichini, “Storia ecclesiastica della Città e Diocesi di Grosseto”, di cui ultimamente sono state curate la trascrizione e l’edizione. Un rapporto molto stretto che deriva anche dalla necessità di attribuire stessa dignità e importanza a tutti i documenti, di proprietà pubblica o privata, e di renderli ugualmente disponibili per il cittadino, dal momento che l’archivio è il luogo della memoria di una collettività, indispensabile per la ricostruzione delle vicende locali e, come ha detto Gabriela Todros, funzionaria della Soprintendenza Archivistica della Toscana, l’organo preposto alla tutela, vigilanza e valorizzazione del patrimonio documentario, gli archivi ecclesiastici sono un patrimonio culturale prezioso, equiparabile in tutto alle opere d’arte possedute dalla Chiesa, un bene di interesse pubblico da mettere a disposizione dell’intera comunità. L’Archivio Vescovile, come quello di Stato, ha l’obbligo di garantire la consul- tazione del materiale conservato secondo tre requisiti fondamentali: l’apertura agli studiosi dell’archivio stesso (a Grosseto già possibile e agevolata dalla sistemazione di una nuova saletta di lettura), la predisposizione di strumenti di corredo e la disponibilità dei supporti cartacei. Questi due ultimi requisiti non risultavano fino ad oggi pienamente soddisfatti, date le pessime condizioni di molti documenti, straziati dalla sequenza di sciagure (bombardamento e alluvione) verificatesi negli anni Quaranta, e l’inadeguatezza dello strumento principe per la ricerca archivistica, cioè l’inventario. L’affluenza di un gran numero di nuovi documenti portati in archivio dopo l’inventario Bueti del 1988, ha reso infatti indispensabile la revisione della vecchia pubblicazione con l’integrazione del materiale recentemente acquisito, per approntare uno strumento più completo e fruibile. Per risanare i gravi danni occorsi al materiale cartaceo si sono rese necessarie operazioni di restauro complesse e costose, finanziate dalla sensibilità della Regione Toscana, dalla Fondazione Ber- tarelli e in parte dalla stessa Diocesi con i contributi della CEI. Un connubio di forze sia pubbliche che private che hanno reso possibile il recupero e la restituzione al mondo esterno di materiali altrimenti destinati a una fine ingloriosa. Come ha sottolineato Olivia Bruschettini, dell’Ufficio Beni Culturali, la collaborazione del settore privato a supporto dell’attività pubblica è vitale per la collettività e istituti come la Fondazione Bertarelli, il cui rappresentante Stefano Alessandri ha rassicurato circa l’attenzione al mondo culturale “che ci ha sempre contraddistinto e che sempre ci troverà sensibili a queste iniziative”, ci aiutano a lasciare, a chi verrà dopo, un’eredità preziosa e importantissima. Monsignor Franco Cencioni, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, commosso nel guardare queste opere tornate a nuova vita, avendo avuto “come penitenza iniziale del mio sacerdozio l’incarico di ripulirli, foglio per foglio, con pennello e raschino”, ha confermato l’apertura della Diocesi a una visione più ampia sulla cultura, rimarcando l’importanza di recuperare le nostre radici e di saper comunicare i come e i perché della storia. Sulla questione dell’inventario è intervenuto l’archivista Gianluca Camerini, incaricato del riordino dell’Archivio Vescovile, progetto che porta avanti insieme alla dottoressa Lenni, con la collaborazione della Sovrintendenza e dell’ufficio della CEI. Camerini ha definito il concetto di Archivio Vescovile, ovvero il luogo “dove vivono i documenti”, e le diverse sezioni che lo compongono, distinguendo i documenti prodotti dalla Curia, che contengono la vita e la storia religiosa PRIMO PIANO • 23 PRIMO PIANO •••• L’Archivio Vescovile è una fonte di straordinaria importanza perché contiene documenti prodotti dalla Curia, relativi alla vita e alla storia religiosa dell’istituzione ecclesiastica e della comunità e documenti della Parrocchia, che custodiscono la vita delle singole persone. dell’istituzione ecclesiastica e della comunità, da quelli della Parrocchia, che custodiscono la vita delle singole persone. Si è soffermato, inoltre, sulla felice situazione di Grosseto per quanto riguarda i registri parrocchiali, sia perché la loro concentrazione all’archivio centrale della Diocesi garantirà una conservazione adeguata e una maggiore possibilità di consultazione, alleggerendo così i parroci da un ulteriore, gravoso impegno, sia perché gli atti in essi contenuti sono stati completamente digitalizzati, e presto queste riproduzioni saranno consultabili, consentendo di rallentare il degrado dei registri già danneggiati e preservare dall’usura quelli ancora in buono stato. Dopo le questioni di carattere generale, è stato il momento di entrare dentro ai documenti restaurati, diversi volumi contenenti le relazioni delle visite pastorali compiute dai vescovi della diocesi di Grosseto tra il XVII e il XVII secolo, e una Bolla pontificia del XII secolo. Olivia Bruschettini ha spiegato come si svolge materialmente una ricerca sull’origine delle opere e degli edifici della diocesi e come attraverso le visite pastorali si può giungere alla scoperta, a volte anche casuale, di notizie preziose per ricostruire la storia degli edifici sacri e delle opere che si trovano, o si trovavano, al loro interno. Maria Grazia Lenni, collaboratrice dell’Archivio Vescovile, ha proposto la definizione di Visita Pastorale e la storia di questa pratica, dalla nascita delle pri- 24 • Maremma Magazine • Novembre 2015 me comunità cristiane, alla svolta epocale del Concilio di Trento, che nel XVI secolo rivoluzionò letteralmente il mondo della Chiesa, riformando dal punto di vista morale e disciplinare il Clero e introducendo un rigido protocollo per tutte le attività pastorali di Vescovi e Parroci, per finire con le innovazioni del Concilio Vaticano II, che delineò in senso più moderno la figura del vescovo e restituì alla Visita Pastorale una dimensione più dialogante e meno prescrittiva. L’architetto Alessio Caporali, illustrando la Visita Pastorale compiuta dal vescovo Antonio Maria Franci tra il 1782 e il 1783, ha ricordato come le descrizioni contenute in questo tipo di documento siano determinanti per ricostruire la storia degli edifici e i mutamenti del costruito, e costituiscano una base irrinunciabile sia per i restauri che per identificare il luogo in cui sorgevano edifici non più rintracciabili sul terreno. Tamara Gigli ha parlato della Bolla papale di Celestino II del 1143 (del cui restauro è artefice don Franco, che in onore all’impegno dei privati l’ha finanziato personalmente), a partire dalla definizione del termine e dalla descrizione della struttura, fino all’analisi del contenuto di questo prezioso documento, che è il più antico tra quelli posseduti dalla Diocesi ed è l’unica delle tre Bolle firmate a Grosseto nel XII secolo ad essere rimasta nell’Archivio Vescovile locale, mentre le altre due, rispettivamente del 1138 e del 1188, si trovano in quello senese. L’ultimo intervento è stato quello, molto tecnico, ma affascinante, della restauratrice Veronica Wick, che è intervenuta materialmente per ricostituire l’integrità delle carte, talmente malridotte da non poter essere maneggiate senza provocare danni gravissimi e irrecuperabili. La muffa, lo sporco e lo sbriciolamento di porzioni del supporto scrittorio, oltre ai danni spesso causati dall’acidità dell’inchiostro che corrode la carta, rendevano i documenti ormai inutilizzabili. Il meticoloso lavoro di restauro conservativo ha permesso di restituirle di nuovo alla comunità, anche se non più destinate a un uso pubblico troppo disinvolto. Il Prefetto di Grosseto, Anna Maria Manzone, ha messo in luce una questione fondamentale in questo tipo di operazione, osservando che è un lavoro che ha richiesto tempo, impegno e professionalità, ma anche amore, interesse e passione, che sono le motivazioni che determinano la riuscita di qualunque iniziativa. Molto di questo appassionante lavoro è ancora da fare e l’auspicio è che con il contributo di persone sensibili e generose, l’apertura della Diocesi alle esigenze culturali locali dia la possibilità a un’utenza specialistica, ma anche a quella comune, di lavorare alla crescita di Grosseto e del suo territorio, valorizzando, ciascuno secondo le proprie capacità, un grande patrimonio, con la cura e il rispetto che gli sono dovuti. (M.G.L.) L L’Archivio Vescovile, tracce di storia di una comunità ’incontro che si è svolto il 15 ottobre scorso all’Archivio di Stato dedicato alla presentazione dei “Manoscritti restaurati dell’Archivio Vescovile” è stato di grande rilevanza, perché ha posto l’attenzione su quel vasto, e ancora non abbastanza esplorato, patrimonio culturale rappresentato dai documenti archivistici. In effetti mentre gli edifici di culto, esposti alla vista di tutti, fanno da sfondo alla vita quotidiana, e le opere contenute al loro interno o nei musei suscitano un diffuso interesse a motivo di devozione o di cultura personale o di amore per l’arte, l’archivio, chiuso in stanze inaccessibili, resta un po’ nell’ombra. Ma in realtà esso, lungi dall’essere distante e avulso dalla concretezza della vita, raccoglie le tracce di ogni momento importante della storia personale e familiare di tutti coloro che hanno soggiornato in questo luogo. Anche se l’archivio vescovile del capoluogo maremmano ha avuto una vita decisamente avventurosa, essendo stato colpito da numerose e terribili calamità, come il devastante incendio del XVI secolo, il bombardamento del 1943 e l’alluvione del 1944, eventi tragici che hanno deturpato un patrimonio che doveva essere ben più consistente, esso possiede tuttavia il materiale prodotto all’interno dell’istituzione ecclesiastica negli ultimi quattro secoli, una mole ancora cospicua di carte, registri e pergamene che raccontano le vicende quotidiane e straordinarie, edificanti e deprecabili, accadute al suo interno. Dal momento che l’archivio è il luogo in cui la memoria viene costruita e raccolta, esso ha come suoi precipui doveri quelli di conservare convenientemente il materiale in suo possesso, di riordinarlo e renderlo fruibile ai ricercatori, e di utilizzare al meglio i mano- scritti per diffondere la conoscenza dei loro contenuti. Tre le direzioni nelle quali si snoda l’attività della curia per realizzare l’intento di rivitalizzare il suo patrimonio documentale: recupero, riordinamento e valorizzazione. Nella prima fase è importante compiere un’attenta opera di valutazione del materiale archivistico risparmiato dalla violenza degli eventi umani e naturali per poter procedere all’eventuale restauro delle carte maggiormente danneggiate. Questo tipo di restauro, detto appunto conservativo, effettuato con sofisticate tecniche e una accurata selezione dei materiali da utilizzare, non può ricostituire l’antica integrità del documento, ma riesce comunque a preservare i manoscritti da ulteriori ingiurie e a facilitare la lettura di ciò che resta. Altro passaggio fondamentale è il riordinamento, affidato a persone qualificate, al fine di strutturare l’archivio in maniera più rigorosa e coerente con le disposizioni degli enti preposti, restituendogli dignità e senso dopo lunghi periodi di abbandono. In quest’ottica si inserisce anche il recente riassetto logistico dell’archivio, che ha acquisito una nuova e più efficiente sistemazione, con una sala di lettura più ampia e luminosa e maggiori spazi per la conservazione dei documenti. Il lavoro di recupero e riordinamento, ancora in corso, è stato affiancato da una ricerca accurata e approfondita che ha coinvolto molti studiosi, locali e non, esperti in varie discipline, che hanno analizzato il materiale archivistico per parlare di persone, luoghi e oggetti che raccontano di una ricchezza non trascurabile, e talvolta sorprendente, del nostro territorio. Questi studi sono confluiti, negli ultimi anni, in numerosi volumi pubblicati dall’Ufficio dei Beni Ecclesiastici della Diocesi. Inutile nascondersi che questo progetto presuppone un notevole dispendio di energie, non solo intellettuali, e necessita di un grande investimento economico, sostenuto dalla Regione Toscana e dal prezioso contributo della Fondazione Bertarelli. PRIMO PIANO • 25 PRIMO PIANO STORIA La Canonica di San Niccolò a Montieri, un luogo ricco di mistero, di fascino e… di magia Vicende storiche, leggende, simbolismi, significati. C’è un po’ di tutto questo nel complesso ecclesiastico della Canonica di San Niccolò situata sul versante nord-orientale del poggio di Montieri comprendente una serie di edifici disposti all’interno di un ampio pianoro in prossimità del fosso della canonica. Un luogo ricco di mistero, di fascino e… di magia DI PAOLO GALIANO G li archeologi dell’Università di Siena, sotto la direzione della Prof.ssa Giovanna Bianchi, hanno riportato alla luce, grazie alla segnalazione di un gruppo di giovani di Montieri guidati da Oriano Negrini, i ruderi di un insediamento sul Poggio di Montieri (GR), a circa 2 km ad ovest di questa cittadina delle Colline Metallife- Nella foto Montieri San Niccolò dall'alto 26 • Maremma Magazine • Novembre 2015 re situata tra Massa Marittima e Siena: le operazioni di scavo, iniziate nel 2008 e completate nella prima fase nel 2014, hanno rivelato l’esistenza di un piccolo centro costruito su di un terrazzamento artificiale, la Canonica di San Niccolò, di cui si era perso anche il ricordo, costituito da alcuni edifici destinati a lavorazioni artigianali, un’area adibita a cimitero ed una chiesa di pianta esapetale. La parte più importante della scoperta è stata la chiesa, in quanto essa presenta una rara pianta circolare su cui si aprono sei absidi disposte radialmente, rientrando così nella tipologia delle chiese definite per la loro forma “chiese esapetali” o “esaconche”, di cui costituisce un esemplare per ora unico nel suo genere in Italia e poco adoperato in tutta Europa, dall’Italia al Caucaso1. In attesa della pubblicazione ufficiale e completa è interessante presentare alcune notizie sul ritrovamento, in quanto una pianta così insolita suscita numerose domande sulle sue origini, sui suoi committenti e sulle maestranze che l’hanno costruita, ma anche sul significato della particolare struttura. Le fonti scritte medievali dànno notizia della Canonica solo a partire dalla prima metà del XII secolo e fino alla metà del XIV, senza nulla dire circa la data della sua costruzione: gli elementi al momento disponibili indicano che la chiesa esapetale è stata costruita nella prima metà dell’XI secolo, ma il sito è stato frequentato fin dall’antichità, visto che nello scavo è stata recuperata una punta di freccia del tipo detto “di Rinaldone”, periodo preistorico che si fa risa- Nella foto Montieri San Niccolò la chiesa lire al IV-III millennio a.C., e vi sono segni di un primo insediamento di IX-X secolo, desumibili dai reperti ceramici e da altri elementi ritrovati nello scavo, ma troppo scarsi per poter definire forma e funzione di questo primo abitato2. La struttura architettonica della chiesa esapetale costituisce “il solo esempio di questo genere in Italia”3 e viene definita “un unicum nel panorama italiano… e, vista la regolarità delle absidi e della loro disposizione spaziale, possiamo ipotizzare che la chiesa venne costruita in conformità a un progetto di alto livello elaborato secondo precise regole geometriche”4: le maestranze che la edificarono non potevano consistere in semplici lavoratori locali ma dovevano essere “di alto livello tecnico”, lapicidi che utilizzarono “pietre ben squadrate di medie dimensioni disposte in maniera regolare lungo filari orizzontali5. Chi fossero le maestranze che eressero la Canonica è possibile solo congetturarlo, e, data la presenza nella regione già nei secoli precedenti dei cosiddetti “Maestri Comacini”, architetti e lapicidi di grande valore che lavorarono in Italia e in tutta Europa, forse potrebbero essere stati essi i costruttori dell’edificio liturgico. I suoi commit- tenti sono altrettanto ignoti, ma si doveva trattare di personaggi di particolare rilievo, considerati i costi di un’opera del genere. Diverse le possibili ipotesi (i Vescovi di Volterra? i conti della Maremma, quali i Pannocchieschi, i Gherardeschi o gli Aldobrandeschi?), ma è anche possibile pensare a qualche esponente della piccola ma potente aristocrazia terriera locale, di diretta discendenza dai Longobardi che fin dal VII secolo avevano preso possesso della Tuscia. Tra gli elementi ancora misteriosi emersi dagli scavi occorre citare in particolare la piccola fossa scoperta nel pavimento della chiesa esapetale, scavata quasi di fronte all’ingresso principale, contenente nello strato superficiale residui carboniosi (resti di un fuoco rituale?) misti con i frammenti di un calice di vetro (oggetti di vetro sono frequenti nelle necropoli longobarde come segno di distinzione sociale6) e più in profondità uno splendido gioiello, ora esposto alla Pinacoteca di Siena, una fibula del tipo “ad umbone” o forse un filatterio pettorale, gioiello di eccellente fattura in oro, smalti, paste vitree e pietre semipreziose, la cui origine non è al momento nota7. Ancora più importante è stato il ritrovamento in un ambiente quadrangolare, annesso ad uno degli absidi della chiesa e comunicante con essa tramite una porta, contenente lo scheletro di un personaggio maschile: la sepoltura è di sicuro precedente la costruzione dell’edificio liturgico (gli archeologi la fanno risalire con la tecnica del C14 al 1030 circa), e questo indica che la chiesa è stata costruita allo scopo di onorare e proteggere la tomba dell’ignoto. Si tratta di un’usanza molto frequente fin dal periodo delle tombe dei Martiri cristiani e che proseguì per tutto il Medioevo, e, considerata la storia della regione in cui la Canonica si trova, molto caratteristica delle necropoli dei Longobardi. Bisogna precisare che nulla di riferibile al mondo longobardo è stato trovato negli scavi della Canonica e quindi si tratta solo di un’ipotesi, per altro suffragata dalla presenza almeno fino al pieno Medioevo a Montieri (come nel resto della Toscana) di una classe signorile, i “Lambardi” o “Lombardi”, di sicura origine longobarda. Intorno alla chiesa sono state trovate le sepolture di almeno trecento individui8, i cui resti con il test del C14 possono essere datati tra seconda metà PRIMO PIANO • 27 PRIMO PIANO •••• In attesa della pubblicazione ufficiale e completa presentiamo alcune notizie sul ritrovamento, in quanto una pianta così insolita suscita numerose domande sulle sue origini, sui suoi committenti e sulle maestranze che l’hanno costruita, ma anche sul significato della particolare struttura… dell’XI e il XIII secolo; quindi il cimitero avrebbe iniziato a formarsi in un’epoca di poco posteriore alla prima sepoltura privilegiata e sarebbe perdurato a lungo nel tempo, segno dell’importanza della Canonica come luogo di culto. Il mistero che avvolge il personaggio per cui la chiesa venne costruita non trova alcun riscontro scientifico che possa darne spiegazione, ma alcune leggende tuttora presenti a Montieri e in alcuni paesi limitrofi, incentrate su di un Cavaliere e un tesoro che egli porta con sé, possono aprire qualche spiraglio di luce. L’analisi di esse, per mezzo delle indicazioni formulate dal russo Propp 1 La chiesa esapetale di Montieri e le costruzioni simili presenti in Europa nonché l’analisi del possibile simbolismo della pianta a sei absidi sono oggetto di un saggio pubblicato da GALIANO Le chiese del Fiore, ed. Adytum, Lavarone (TN) 2015, dal quale sono tratte le informazioni qui esposte. 2 BENVENUTI, BIANCHI, BRUTTINI, BUONINCONTRI, CHIARANTINI, DALLAI, DI PASQUALE, DONATI, GRASSI, PESCINI Studying the Colline 28 • Maremma Magazine • Novembre 2015 Nella foto Fibula di Montieri; in basso a destra Fiore a sei petali - disegno F. Agostini e dall’americano Campbell nello scorso secolo9 sulle cosiddette “fiabe di magia”, consente di riconoscerne i caratteri, trasformati in favola dal passaggio nel folklore popolare, di un mito e di un rito iniziatico, che presentano tutte le caratteristiche presenti in miti e riti analoghi. Secondo il testo riassunto da Negrini10 un Cavaliere giunge a Montieri in pericolo di morte, “gravemente ferito e grondante sangue” secondo le parole della leggenda, e “fu ridestato dalla sua catalessia”, stato che si può interpretare come il momento culminante dell’iniziazione, in cui si deve attraversare (e non solo metaforicamente) il Regno dei NOTE Metallifere mining area in Tuscany: an interdisciplinary approach, in “IES yearbook”, 2014 pagg. 261-287. 3 FERDANI e BIANCHI 3D survey and documentation in building archaelogy, in “Institute of Electrical and Electronics Engineers”, Ottobre 2013. 4 FALLERI Archeologia delle architetture del complesso ecclesiastico medievale della Canonica San Niccolò: analisi degli elementi architet- Morti, solo grazie alla cura di alcune donne, entità femminili capaci di “guarire” che possono essere identificate con entità “angeliche” protettrici, quali le Lasa etrusche o meglio le Fravashi iraniche, considerando che i Longobardi avevano la loro lontana origine nel mondo indoiranico. Con la sua guarigione il Cavaliere dona alle “donne” i tesori che ha portato con sé, donazione che potrebbe significare, come insegna Campbell11, che l’eroe è arrivato al di là della condizione “angelica”, cioè della condizione intermedia tra l’essere umano e il suo Principio, per cui può “arricchire” il mondo angelico con la sovrabbondanza del suo “stato glorioso”. tonici, Università di Siena, tesi di Dottorato anno accademico 2010-2011 pag. 30. 5 FALLERI Archeologia delle architetture cit. pag. 23. 6 PAROLI La necropoli di Castel Trosino: un laboratorio archeologico, in L’Italia centro-settentrionale in età longobarda, Atti del Convegno, Ascoli Piceno, 6-7 Ottobre 1995, Firenze 1997. 7 Prossima la pubblicazione di BIANCHI, MIT- La complessità dei significati contenuti nella chiesa di Montieri può trovare una spiegazione nella pianta stessa della chiesa, costruita sulla base di una serie di semplici intrecci di cerchi nei quali si ravvisa però una sapienza profonda, che apre la strada a molteplici meditazioni sul simbolismo geometrico di essa. Come si vede dalla figura, i sei cerchi che descrivono le sei absidi vanno a formare il cosiddetto “Fiore della Vita”, che costituisce uno degli elementi iconografici presente nell’arte di tutto il Medioevo europeo (e che non costituisce, come si crede, un motivo iconografico esclusivo dell’Ordine dei Cavalieri Templari), formato da sei “mandorle”, la figura geometrica entro la quale viene raffigurato il Cristo o la Madre sul portale delle chiese, nei mosaici o nei dipinti. La mandorla, o vesica piscis (con riferimento anche al Cristo il cui acronimo in greco dava la parola ΙXΘΥΣ, pesce), costituiva nel Medioevo il simbolo per eccellenza della “porta di passaggio” dal divino all’umano, dall’invisibile al visibile, dal sacro al profano, una porta di transizione fra i due mondi attraverso cui il divino si manifesta e al tempo stesso consente all’umano di divinizzarsi. A sua volta l’esagono inscritto nel cerchio di base determina la formazione, per mezzo del prolungamento dei suoi lati, di un doppio triangolo incrociato, il Sigillo di Salomone, immagine dell’unione del Maschile e del Femminile, la “punta” maschile e il “vaso” femminile, in Alchimia il simbolo dell’unione del Fuoco e dell’Acqua. L’analisi completa del simbolismo della chiesa a sei petali porterebbe il discorso al di là dei limiti di un articolo, ma quanto detto forse è sufficiente a stimolare la curiosità dei lettori più attenti di conoscere un luogo ricco di storia, di fascino e di magia qual è la Canonica di Montieri. CHELL, AGRESTI, OSTICIOLI, SIANO, TURBANTI MEMMI, PACINI La fibula di Montieri (GR). Indagini archeologiche alla Canonica di S. Niccolò e la scoperta di un gioiello medievale, in “Prospettiva”, ed. Centro Di, Firenze, fasc. 155-156 8 BENVENUTI et al. Studying the Colline Metallifere mining area in Tuscany cit. 9 PROPP Morfologia della fiaba (ed. Newton Compton, Roma 1992 – I edizione russa 1928); Id. Le radici storiche dei racconti di magia (ed. Bollati Boringhieri, Torino 1985 – I edizione russa 1945). CAMPBELL L’eroe dai mille volti, ed. Guanda, Parma 2000 (I edizione USA 1949). 10 NEGRINI La leggenda del Re Minatore, ed. Effigi, Arcidosso (GR) 2014 pagg. 52-53 e pag. 61. 11 CAMPBELL L’eroe dai mille volti cit. pag. 41. PRIMO PIANO STORIA Storie di monete, ricchezze e tesori nascosti di una Maremma d’altri tempi Sono storie dal grande fascino e di rilevante interesse numismatico quelle che emergono a seguito degli importanti ritrovamenti di monete di altre epoche avvenuti nel grossetano ed in particolare ad Alberese da cui proviene il tesoro di fiorini d’oro scoperto nel 1932 e a Roselle di cui ora è disponibile il corpus delle monete provenienti dagli scavi archeologici e dal territorio S i è da poche settimane concluso il XV Congresso Internazionale di Numismatica, il più importante appuntamento nel settore della numismatica mondiale, promosso dall’International Numismatic Council e patrocinato, in questa edizione, dalla Presidenza della Repubblica Italiana. A far da scenario all’evento, che si svolge ogni sei anni e che è stato ospitato in passato anche a Parigi, Madrid, New York, Washington e Londra, è stata l’incantevole Taormina dove, dal 20 al 25 set- tembre, oltre 700 studiosi e curatori di importanti medaglieri provenienti da tutto il mondo si sono riuniti per conoscere le ultime scoperte ed i risultati degli studi più importanti in campo numismatico. Tra questi, due hanno riguardato il territorio grossetano e sono stati accolti con grande interesse dalla comunità scientifica internazionale. Si tratta della pubblicazione del tesoro di fiorini d’oro scoperto nel 1932 nella Tenuta di Alberese e del corpus delle monete provenienti dagli scavi archeo- logici di Roselle. “Ci sono ritrovamenti che possono essere di grande aiuto per il progresso degli studi – racconta Massimo De Benetti, studioso grossetano che ha presentato a Taormina i due lavori realizzati come consulente numismatico della Soprintendenza archeologica –. Per quanto riguarda i fiorini d’oro, ad esempio, sono ancora molti gli aspetti da chiarire legati all’inizio della loro coniazione, avvenuta a partire dal 1252. Per questo motivo il ritrovamento Nella foto la Villa Granducale ad Alberese (Grosseto) 30 • Maremma Magazine • Novembre 2015 Nella foto uno dei Fiorini d'oro di Firenze (circa 1265-1275) rinvenuto ad Alberese di Alberese, che offre un campione consistente di queste monete ed è l’unico tesoretto conosciuto recuperato integro con fiorini di questo tipo, appare di particolare importanza. E non solo per gli studi numismatici. La storia del ritrovamento si lega molto probabilmente a quella dell’abbazia di San Rabano e i documenti rintracciati permettono di fare alcune ipotesi sulla provenienza e la possibile destinazione di questa ricchezza. In breve, di aggiungere informazioni preziose ed utili a ricostruire alcuni aspetti della storia del nostro territorio”. Ripercorriamo brevemente la vicenda della scoperta di Alberese che testimonia anche un momento particolarmente importante per la Maremma, quello delle bonifiche che l’hanno trasformata nel territorio che noi oggi conosciamo. Nei primi anni ’30 del secolo scorso la Tenuta di Alberese era al centro di una grande opera di trasformazione fondiaria come conseguenza della politica di bonifica integrale voluta allora dal Governo. Qui l’Opera Nazionale per i Combattenti, a cui la Tenuta era stata affidata, dette avvio ai lavori per la messa a coltura di nuove terre, affidate a famiglie numerose di ex combattenti provenienti dal Veneto per la conduzione a mezzadria, ed alla realizzazione di canali, strade e tutte quelle opere necessarie alla vita di una comunità che si andava formando e che portarono alla nascita dell’odierno centro di Alberese. Proprio nei pressi della fattoria granducale, gli operai al lavoro nell’uliveto dissotterrarono un gruzzolo di 76 fiorini d’oro, immediatamente recuperati e poi trasferiti a Firenze dove tuttora sono custoditi presso il museo archeologico nazionale. Di questa scoperta poco o nulla era rimasto nella memoria collettiva, e anche quelle poche testimonianze che furono raccolte nei primi anni ’80 del secolo scorso, furono erroneamente scambiate per leggende. Oggi la storia della scoperta e lo studio accurato delle monete sono contenute nel bel volume realizzato dalla Soprintendenza e dalla Tenuta di Alberese grazie al sostegno di uno sponsor privato e della Regione Toscana (“Il tesoro di Alberese. Un ripostiglio di fiorini d’oro del XIII secolo”, a cura di Massimo De Benetti). La ricerca storica condotta dal Prof. Roberto Farinelli dell’Università di Siena indica come altamente probabile l’appartenenza di questa ricchezza alla vicina abbazia di San Rabano. Tra l’altro proprio nel periodo in cui il tesoro fu probabilmente nascosto (siamo negli anni ‘80 del Duecento) all’abbazia era stata destinata un ingente somma di denaro da parte del conte Ildebrandino il Rosso di Sovana, che nel suo lascito testamentario fa espresso riferimento alla consegna di fiorini d’oro per ottemperare alle sue volontà. E forse non è un caso, che il valore del tesoretto sia praticamente equivalente al censo che l’abbazia doveva versare alla Chiesa di Roma. L’ipotesi più plausibile è che chi trasportava questa ricchezza, trovandosi in una situazione di pericolo nei pressi dell’odierno centro di Alberese, fu costretto ad occultarla senza avere più la possibilità di poterla recuperare. Con Roselle si torna ancora più indietro nel tempo. La catalogazione delle monete recuperate negli scavi archeologici ha permesso di raccogliere dati utili a ricostruire le vicende storiche ed economiche dell’antica città. Le monete più antiche appartengono a zecche campane ed etrusche (IV-III secolo a.C.), mentre la parte più consistente dei rinvenimenti è pertinente al periodo repubblicano, quando Roselle conobbe un rinnovato sviluppo (II sec. a.C.) successivo alla conquista romana del 294 a.C. Particolarmente numerose sono le monete di età imperiale, in particolare del periodo concomitante con la crescita e la monumentalizzazione della PRIMO PIANO • 31 PRIMO PIANO •••• I due casi maremmani sono stati recentemente presentati al XV Congresso Internazionale di Numismatica, il più importante appuntamento nel settore della numismatica mondiale, promosso dall’International Numismatic Council e patrocinato, in questa edizione, dalla Presidenza della Repubblica Italiana, svoltosi a Taormina dal 20 al 25 settembre scorsi città (I sec. d.C.), mentre si registra una riduzione significativa nel IV secolo, quando cessarono nuove attività edilizie. Dopo un vuoto di alcuni secoli, l’evidenza numismatica riappare alla fine dell’VIII secolo, con un raro denaro di Carlo Magno, e più tardi con alcune monete di XI e XII secolo, a ricordare il ruolo avuto da Roselle come sede vescovile fino al 1138, prima di cadere definitivamente in rovina. Ma resta ancora molto da scoprire. Le ricerche in corso continuano, infatti, a riportare alla luce materiali di particolare interesse. È il caso, ad esempio, di due monete etrusche in argento da poco recuperate e di cui si conosceva fino ad oggi un solo esemplare dello stesso tipo, ma senza dati di provenienza. Nella foto un momento del XV Congresso Internazionale di Numismatica svoltosi recentemente a Taormina Adesso il ritrovamento effettuato a Roselle potrebbe dare spunto a nuove ipotesi sulla produzione e circolazione di queste monete e sul ruolo avuto dalla città in epoca etrusca. I nuovi dati raccolti costituiscono, inoltre, una importante integrazione al corpus delle monete rinvenute negli scavi archeologici della città e pubblicato nel 2013 dal Comune di Grosseto e dalla Soprintendenza (“Le monete dagli scavi di Roselle e dal territorio”, a cura di Massimo De Benetti e Fiorenzo Catalli, Edizioni Effigi). Il territorio di Grosseto, quindi, si conferma ancora una volta luogo privilegiato della ricerca, dotato di uno straordinario patrimonio storico ed archeologico di cui queste ricerche Foto CoinsWeekly costituiscono un ulteriore contributo per la sua conoscenza. Oltre all’interesse scientifico, occorre infine ricordare che la presentazione al Congresso di Taormina è stata anche l’occasione per far conoscere a livello internazionale due aree di particolare rilevanza ed interesse turistico per il territorio grossetano: l’abbazia di Santa Maria all’Alberese, meglio nota come San Rabano, nel Parco Naturale della Maremma, e l’area archeologica di Roselle. Luoghi di grande fascino che continuano a stupirci con la loro storia ancora in gran parte da svelare. Per informazioni: massimo.debenetti@gmail.com http://independent.academia.edu/Mas simoDeBenetti Nella foto Roselle. Denaro di Carlo Magno della zecca di Milano (post 781) 32 • Maremma Magazine • Novembre 2015 PRIMO PIANO MAREMMA DA SCOPRIRE Monterotondo Marittimo, il “montano pittoresco borgo” che ha dato i natali a Fucini Prosegue con questo numero il viaggio alla scoperta di una Maremma per così dire minore, fatta di piccoli paesi, dimenticati, quasi ignoti al turismo, come anche alle nostre escursioni domenicali, fuori dalle promozioni spesso stereotipate o lontani dalle principali vie di comunicazione, ma forse proprio per tutto questo dal grandissimo fascino. Ottava tappa: Monterotondo Marittimo “ DI LAURA LUZZETTI AMERINI Mons Rotundus in Val di Cornia siede sul ripiano di un poggio che fa parte di quelli che si inoltrano fra il torrente Milia e il fiume Cornia, dal lato del levante. Dalle memorie superstiti appare che in Monte Rotondo sino dal secolo XII ebbero signoria e residenza i conti Alberti in base ad un privilegio di Federico I del 1163. Nel 1334, terminata la guerra tra Pisani e Senesi, gli abitanti di Monterotondo giurarono fedeltà e ubbidienza al Comune di Massa Marittima, di cui Monterotondo seguì i posteriori destini”. Così il Repetti nel suo Dizionario geografico-fisico-storico della Toscana. In seguito, Monterotondo si sottomise a Firenze per atto pubblico del 7 Renato Fucini 34 • Maremma Magazine • Novembre 2015 dicembre 1554. Lo scrittore Targioni, ricordato dallo stesso Repetti, nel suo viaggio a Monterotondo nell’inverno del 1745, trattò espressamente del territorio in questione, parlando delle boscaglie, degli animali, dei minerali di cui era doviziosa la contrada e della allumiera di Monte Leo. “L’operosità della sua gente, i provvedimenti governativi per ordine di Leopoldo di Lorena nel 1786, migliorarono moltissimo la situazione economica dal momento che selve e boscaglie si videro cangiate in vigneti fruttiferi, in uliveti e campi ben coltivati”. Il paese che ho visitato in una calda giornata di primavera è situato all’estremità settentrionale della provincia di Grosseto, arroccato sopra un’altura di 515 metri sul livello del mare e situato al centro di una zona ricca di castagni e di lecci. Monterotondo è il “montano pittoresco borgo” che ha dato i natali allo scrittore Renato Fucini (1834-1921) e rispecchia nel nome la sua particolare conformazione geografica; è proprio un girotondo di case su un’altura verde con, sullo sfondo, il profilo delle colline metallifere in provincia di Pisa. Entrando nel borgo, si individua sul- la sinistra una stradina a sterro che porta alla Rocca. Questa fu edificata nel periodo senese (1399) e in parte ricostruita durante il periodo mediceo su progetto dell’artista Bartolomeo Neroni detto “il Riccio”. Il castello, nel tempo, è andato in rovina e della sua struttura si conserva soltanto qualche traccia di muro e la base di una torre successivamente trasformata in cisterna. Attraverso una porta in pietra si entra nel cuore del paese e in Via Casalini ci troviamo di fronte al Palazzo Comunale i cui due archi posti sulla facciata sono di chiara origine medioevale, mentre il resto della costruzione risente di numerosi rimaneggiamenti. La facciata è dominata dalla torre costruita nel ‘600 che divide l’edificio in due parti: quella di destra più antica e quella di sinistra restaurata nel recente periodo fascista. Di fronte al Palazzo, si trovano le Logge, situate nella parte centrale del paese, “punto di incontro dei due assi di penetrazione del centro abitato”. Lo stile è neorinascimentale, riferibile al primo ‘800, data la particolare fisionomia dell’edificio, non rilevata in alcun documento storico o relazioni di visita. Nella parte più alta di Monterotondo Monterotondo Marittimo sorge la Chiesa di San Lorenzo che si presenta con una struttura tardo cinquecentesca. Tuttavia, già prima doveva esistere una chiesa medievale più piccola, come dimostrano i documenti d’archivio. La facciata a capanna è piuttosto spoglia, ma all’interno, vi si riscontrano due dipinti di un certo pregio: una Madonna col Bambino su tavola, opera del “Maestro di Monterotondo Marittimo o di Pomarance” nonché un dipinto su tela del primo Ottocento raffigurante “Esequie di una Santa”. Peccato che la casa dove nacque Renato Fucini non sia visitabile, essendo proprietà privata. Ci si allontana da Monterotondo nelle prime ore del pomeriggio per giun- gere alle cosiddette Biancane dominate dalla grande ciminiera di refrigerazione della centrale geotermica che, attraverso condotte, sfrutta i soffioni boraciferi del territorio “i cui bianchi pennacchi si vedono innalzarsi per la campagna”. È uno spettacolo affascinante con i copiosi cespugli di biancospino e di scopo che ricoprono le pendici della collina e con quelle lingue calde che sgorgano dalla terra, che si innalzano, si gonfiano, si sfaldano e si abbassano come in una danza. Il nome del parco naturalistico deriva dalla colorazione bianca delle rocce, che caratterizza tutto il paesaggio. Le emissioni di idrogeno solforato causano, infatti, una reazione chimica con il calcare trasformandolo in gesso. Inoltre, il gas, con- densandosi, provoca la formazione di piccoli laghi, chiamati localmente “lagoni”, come il Lago Boracifero situato a valle del paese: luogo interessante dal punto di vista geologico, povero di fauna ittica a causa dell’elevata temperatura, ma quanto mai utile per la coltivazione degli ortaggi, dal momento che viene sfruttato il vapore del sottosuolo come fonte di calore. Stupisce la ricca fioritura del Brugo, un basso arbusto che si spinge coraggiosamente fino a breve distanza dalle bocche di uscita dei vapori e che in alcuni mesi dell’anno (giugno e luglio) tappezza il terreno con un manto verde punteggiato di macchie color ciclamino. Ma le Biancane hanno anche il fascino di una spettacolarità paesaggi- PRIMO PIANO • 35 PRIMO PIANO •••• Ci sono luoghi nella terra di Maremma che non sempre capita di incontrare, luoghi che vedi per la prima volta e ti sembrano alla fine del mondo; incantano, perché non te lo aspetti, perché si crede di conoscere tutto della terra dove siamo nati, e invece non è così… stica notevole, perché di lassù la vista si apre sulla campagna ben coltivata fino al Santuario di Frassine e, all’orizzonte si estende sull’isola d’Elba, la Corsica e la costa di Piombino e di Follonica. Il viaggio continua in questa zona così caratteristica al confine delle province di Pisa e di Livorno e, nella discesa verso la pianura, si incontra l’abitato di Frassine con il suo Santuario: qui siamo proprio nel cuore di un’antica leggenda. Infatti, sembra che nel 1350, “Un contadinello di nome Folco rimase colpito dal comportamento di uno dei torelli che portava ogni tanto al pascolo e che, addentrandosi in una macchia adiacente al prato, ne usciva del tutto cambiato da sembrare un agnellino. Un giorno il torello si fermò e si inginocchiò con il muso rivolto in alto e l’espressione estatica. Il contadino allora, addentrandosi nella macchia di frassini scorse la statua di una Madonna”. In quel luogo, la devota gente di Monterotondo, decise, allora, di costruire le mura di una chiesa. Così, quella Madonna lignea, scampata ad un incendio in una triste notte del 1252 e portata in salvo da un religioso verso la direzione di Massa Marittima, ma in seguito lasciata in un bosco dallo stesso monaco, sarà ritrovata molto tempo dopo grazie all’episodio miracoloso di cui sopra e divenuta oggetto di grande devozione. Alcuni autori la qualificano come un’opera di scuola pisana del XIV; la tradizione, invece, considera la statua scolpita su un tronco di cedro del Libano e portata dall’Africa dai santi Cerbone e Regolo rifugiatisi in Maremma durante le persecuzioni ariane. L’attuale santuario, fondato dalla comunità di Monterotondo nel XV secolo, ha avuto nel tempo, ampliamenti e rimaneggiamenti; nel ‘900 furono aggiunte le ampie arcate laterali e i loggiati soprastanti. La chiesa presenta un’unica navata con transetto. Una ricca decorazione caratterizza l’arco trionfale e l’altare maggiore adorno di capitelli, stucchi, statue, putti alati di stile baroccheggiante. Al centro la statua lignea della Vergine del Frassine. Bibliografia: E. Repetti, Dizionario geograficofisico-storico della Toscana 1863 Guida storico-artistica alla Maremma a cura di Bruno Santi 1995, Nuova Immagine Editrice Alfio Cavoli, Leggenda della Maremma e della Tuscia, Editrice Scipioni Giuseppe Guerrini, Torri e Castelli della Provincia di Grosseto, Nuova Immagine Editrice Monterotondo Marittimo, Santuario della Madonna del Frassine 36 • Maremma Magazine • Novembre 2015 Foto Naida Costantini Colombi PRIMO PIANO DONNE DI MAREMMA Anna Bonelli e quell’infinita passione per la lettura, per la cultura e per il sapere. Per professione e diletto! Per lo spazio dedicato alle Donne di Maremma questo mese andiamo ad incontrare Anna Bonelli, responsabile della storica biblioteca Chelliana di Grosseto. Una “maremmana doc” nata qualche anno fa a Casteldelpiano e residente a Grosseto ormai da trentacinque anni che ci racconta della voglia di leggere di noi maremmani, e non solo… S DI DIANORA TINTI ono innamorata della cultura e del sapere, e non ne faccio mistero, perciò eccomi qui questo mese con una Donna di Maremma, Anna Bonelli, che di questi argomenti se ne intende parecchio. Una “maremmana doc” nata qualche anno fa a Casteldelpiano e residente a Grosseto ormai da trentacinque anni. Una donna vera, spontanea, con quel pizzico di schiettezza tipica delle nostre parti e che francamente non guasta. Come ho anticipato, da molti anni si occupa di cultura e attualmente dirige la Biblioteca Chelliana di Grosseto. Alle spalle, due lauree cum laude in “Scienze della documentazione archivistiche e biblioteconomiche” (triennale) ed in “Valorizzazione della documentazione scritta e multimediale” (magistrale) presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia di Viterbo. Sentiamo cosa ci racconta della voglia di leggere di noi maremmani, e non soltanto… Tu, Anna, sei responsabile della storica biblioteca grossetana Chelliana: quali sono le difficoltà riscontrate in relazione alla diffusione della 38 • Maremma Magazine • Novembre 2015 cultura della lettura nel nostro territorio? Anche qui in Maremma si riscontrano le stesse difficoltà presenti in tutto il territorio nazionale: bassa percentuale di lettori, che sono per la maggior parte donne, crisi economica che ha colpito anche il settore editoriale, proposte di lettura percepite come una costrizione dalla popolazione scolastica in età preadolescenziale, forte tendenza all’utilizzo della rete a discapito della ricerca delle fonti sui testi cartacei, etc. Si deve partire dal presupposto che un territorio, una comunità con bassi indici di lettura ha bassi livelli di sviluppo e non sa valorizzare le sue potenzialità. Per questo è assolutamente necessario che le biblioteche segnalino a gran voce la loro presenza e che riaffermino il proprio ruolo culturale nel tessuto connettivo della realtà sociale di appartenenza. Ritieni che in Maremma, e forse purtroppo non soltanto qui, si stia perdendo il gusto di leggere? Negli ultimi tre anni, attraverso l’indagine effettuata in tutte le aree italiane, tranne che nel Nord-Est dove si registra una positiva controtendenza, tutte le altre zone del paese segnano drammaticamente un notevole passo indietro e si conferma in maniera evidente la crisi della lettura. Alcuni dati sconfortanti: i lettori del Nord-Ovest sono passati dal 53% al 49%, quelli del Centro addirittura dal 52% al 42% e al Sud dal 39% al 31%. La scarsa propensione alla lettura viene anche dal livello di istruzione e dalla difficoltà di accedere ad altre opportunità culturali e di partecipazione ad eventi ed iniziative. Parlando con la gente, anche qui spesso si obietta che la cultura, quindi anche il libro, ha un prezzo a volte troppo alto. Comunque oggi la scarsa diffusione della lettura nel nostro Paese non è soltanto simbolo di impoverimento culturale e di mancanza di risorse economiche, ma anche seria questione sociale poiché la lettura costituisce da sempre una fonte di arricchimento non solo culturale ma soprattutto intellettivo, sociale e morale. A questo proposito voglio citare Nicola Lagioia, vincitore del Premio Strega 2015, il quale afferma che occorre formare lettori e non sfornare consumatori per tornare a far crescere il numero di lettori in Italia, sensibilmente in calo negli ultimi anni, perché per un lettore un libro sarà sempre un Anna Bonelli bene primario. Lo stato di salute delle biblioteche non si misura tanto in termini di ricchezza di dotazioni, quanto nell’abbondanza di utenti. Come stanno le cose in Maremma? La rete documentaria provinciale grossetana, denominata SDIG ossia Sistema Documentario Integrato Grossetano, è attualmente composta da 25 biblioteche, 15 comunali e 10 appartenenti ad enti e istituzioni pubbliche o private. La rete provinciale grossetana aderisce anche alla rete documentaria regionale. Gli utenti iscritti in provincia sono circa 30.000 e rappresentano solo il 13% del totale degli abitanti, di poco superiore ai 225.000, rispecchiando all’incirca la percentuale nazionale dei frequentatori delle biblioteche. La dotazione documentaria dello SDIG si aggira intorno alle 600.000 unità bibliografiche. Nel 2014 il numero dei prestiti di libri e altri materiali posseduti dalle biblioteche della provincia ammonta a circa 116.000. Presso la maggior parte delle nostre strutture prevalgano i visitatori abituali e le biblioteche vengono frequentate per motivi legati principalmente al prestito, allo studio, all’utilizzo di Internet e alla necessità di effettuare ricerche scolastiche. I volumi più richiesti in lettura o prestito riguardano la narrativa contemporanea mentre i libri più consultati sono quelli dedicati a ragazzi e bambini. Nel pensare comune spesso le biblioteche sono associate a luoghi impermeabili alle nuove tecnologie. Secondo te è così? E, comunque, come viene visto e percepito oggi il luogo “biblioteca”? Fortunatamente si è smesso da tempo di pensare alla biblioteca come una istituzione monolitica e impermeabile alla società e con la sola funzione di custodire, conservare e tramandare le raccolte librarie e documentarie al suo interno. In verità oggi il vecchio concetto di biblioteca è distante da tutta la gente comune in quanto non è in grado né di offrire spazi riconosciuti come identitari né, tanto meno, è al passo con le potenzialità delle nuove tecnologie (dalla possibilità di scaricare brani musicali dal web alle nuove forme di forum in rete, etc.), né, ancora, offre occasioni per costruire relazioni di gruppo vissute come proprie, soprattutto sul piano espressivo e artistico. Pur essendo in Italia numerose biblioteche che sono cattedrali di conservazione in quanto assolvono egregiamente al compito di preservare le grandi collezioni storiche a stampa, piace immaginare la biblioteca pubblica come un luogo fisico pieno di luce, con tavoli spaziosi provvisti di prese per i computer portatili e divisi in area del silenzio e area dove si può parlare per studiare insieme, fare progetti, con rete wi-fi, area salotto e mostre, un piccolo auditorium, una caffetteria e così via. Ma PRIMO PIANO • 39 PRIMO PIANO •••• Anna Bonelli: “Il bibliotecario è una sorta di stregone, un alchimista che nel suo alambicco sa ben dosare tecnicismo e passione per la cultura in genere. Non si può delineare il confine di demarcazione tra questi due aspetti che dunque si integrano e formano il bagaglio indispensabile all'esercizio della nostra professione”. soprattutto bisogna pensarle con scaffali pieni di libri comuni, ma anche film e album musicali. La Biblioteca Chelliana punta sull’innovazione, sull’uso di internet e dei social network? La Chelliana è una biblioteca comunale di pubblica lettura con un consistente retroterra storico e si rivolge all’intera comunità cittadina e provinciale proponendosi come una biblioteca multimediale di cultura e informazione generale, indirizzata non solo al pubblico specializzato degli studiosi, ma anche a coloro che amano coltivare il 40 • Maremma Magazine • Novembre 2015 piacere di leggere, di informarsi, di ascoltare e di vedere. Oggi svolge un ruolo importante, anche nell’era dei social networks: è diventata un luogo di partecipazione, condivisione e scambio, inclusione sociale, proponendosi come spazio fisico di intermediazione di saperi, linguaggi e culture, ma anche come luogo di costruzione della cittadinanza, un presidio sociale e culturale capace di utilizzare i media digitali e l’universo della rete, intesi come strumenti in grado di aggiungere valore e qualità all’offerta proposta al pubblico. Per questo è stato necessario un profondo cambiamento, che ha stravolto innanzitutto le strategie di comunicazione e i linguaggi della biblioteca stessa attraverso l’acquisizione prima di internet e poi del web 2.0. Oggi perché le persone dovrebbe frequentare una biblioteca? Qual è il valore aggiunto rispetto al reperimento di libri e nozioni attraverso Internet? Prendo spunto dal volume di Stefano Parise dal titolo Dieci buoni motivi per andare in biblioteca, pubblicato dall’Editrice Bibliografica nel 2011. Questo è l’indice: La biblioteca è tua - La biblioteca è per te - In biblioteca si legge - In biblioteca si apprende, a tutte le età - In biblioteca si formano le opinioni - In biblioteca nessuno è straniero - La biblioteca è social - La biblioteca è digital - La biblioteca risponde - Biblioteca è libertà - Biblioteca è memoria Ecco, per tutto questo ancora ha un senso andare in biblioteca e riscoprire ogni volta il suo valore insostituibile proprio attraverso la testimonianza di chi la frequenta. Recentemente ho intervistato un noto scrittore italiano secondo il quale oggi il libro deve essere principalmente in ebook, perché la cultura si fa sul web. Sei d’accordo con questa affermazione? No. Certamente la cultura sul web è indispensabile per fare ‘rete’, per impossessarsi dei nuovi linguaggi, per arrivare più velocemente alle notizie. Non importa che si preferiscano gli ebook piuttosto che i libri cartacei ma ricordiamoci sempre quanto è importante l’interazione umana, il rapporto tra i singoli che non deve limitarsi esclusivamente alla virtualità del web. Oltretutto l’obiettivo deve essere, anche nel passaggio alla pubblicazione su Internet o in forma di ebook, quello di affermare l’autorevolezza e la qualità dei contenuti veicolati: infatti la cultura in generale sul web, in assenza di un filtro scientifico e soprattutto editoriale, corre seri pericoli di qualità e affidabilità delle notizie pubblicate. Per fare il tuo lavoro è necessario amare la cultura tout court, oppure è sufficiente essere un buon tecnico? Il bibliotecario è una sorta di strego- ne, un alchimista che nel suo alambicco sa ben dosare tecnicismo e passione per la cultura in genere. Non si può delineare il confine di demarcazione tra questi due aspetti che dunque si integrano e formano il bagaglio indispensabile all‘esercizio della nostra professione. Quali sono i pregi e i difetti del tuo lavoro? Lo storico d’arte e bibliotecario francese Michel Melot, nel saggio La Saggezza del bibliotecario del 2005, definisce il bibliotecario come “l’organizzatore dell’universo” facendo poi una serie di associazioni tra l’architettura e la biblioteca e definendo lo stesso bibliotecario un architetto, colui insomma che organizza il sapere come una struttura architettonica, permeabile alle trasformazioni che il progresso tecnologico impone. Quindi il maggior pregio oggi sta sicuramente nel saper gestire e trattare l’informazione, nell’essere un professionista e un manager al passo con i tempi che sa trattare di sistemi informativi e ha competenze nell’information literacy ovvero nell’identificare, individuare, valutare, organizzare, utilizzare e comunicare le informazioni. Parlando di difetti in questo lavoro penso che noi bibliotecari fino ad oggi ci siamo impegnati moltissimo nel lavoro di reference orientato a favorire un apprendimento sociale dentro le biblioteche. Di contro però abbiamo lavorato meno a contatto con il tessuto produttivo locale (aziende, studi professionali, imprenditori, lavoratori) ma oggi anche questi soggetti hanno bisogno di informazione ponderata e aggiornamento continuo. Quindi meno iniziative nel salotto buono della biblioteca – tanto lo sappiamo fare bene – e più contatto con il mondo imprenditoriale dove si potranno individuare i nuovi portatori di interesse, i cosiddetti stakeholders, che finora per le biblioteche sono stati quasi esclusivamente rappresentati dalle amministrazioni pubbliche, dalle istituzioni scolastiche e universitarie e dall’associazionismo culturale in genere. Ti consideri un’intellettuale? Sì, nel senso letterale del termine, ossia utilizzare le capacità intellettive per contribuire consapevolmente non solo alla propria crescita culturale ma anche e soprattutto a quella degli altri. Nella vita privata sei una lettrice? Cosa leggi e quali sono i tuoi autori preferiti? Sono appassionata del genere thriller e mi piacciono gli scrittori anglosassoni: in questo momento sto leggendo La ragazza del treno di Paula Hawkins ma aspetto il nuovo romanzo di Nicola Ammaniti, che si intitola Anna, che uscirà a giorni nelle librerie. E poi adoro Giampaolo Pansa e Corrado Augias per la saggistica di autore, Stephen King come Andrea Camilleri, Anne Todd, Sophia Kinsella, Sebastiano Vassalli, Pedro Chagas Freitas, etc. Per non parlare degli “indimenticabili”, i capolavori della letteratura di tutti i tempi che hanno accompagnato la mia giovinezza e che ogni tanto amo rispolverare. Come afferma Umberto Eco: «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro». Consiglieresti ad un giovane di intraprendere la tua professione? Assolutamente sì! PRIMO PIANO AMARCORD Padre Ugolino per un giorno a Grosseto. E il tuffo nei ricordi è stato memorabile! Attento ai giovani e al mondo, fondatore di una scuola materna e degli Scout cittadini e passato alla storia come il prete che ha celebrato nel lontano 1964 a Grosseto il matrimonio tra Celentano e Claudia Mori. Parliamo di Padre Ugolino frate francescano presso il Convento di San Francesco dal 1949 al 1975, di ritorno in Maremma per un giorno, quarant’anni dopo… DI ROSSANO MARZOCCHI Padre Ugolino 42 • Maremma Magazine • Novembre 2015 Nella foto l’ingresso di Padre Ugolino nella sala Friuli L a sala Friuli del convento di San Francesco a Grosseto gremita fino all’inverosimile il 26 settembre per un appuntamento d’eccezione, l’incontro con Padre Ugolino. Chi è stato presente ha capito benissimo che non si è trattato di un revival, ma un incontro sincero e appassionato con un protagonista d’eccezione. La sala Friuli ha potuto contenere a fatica tutti i “ragazzi e le ragazze” che hanno avuto tra gli anni Cinquanta fino ai Settanta, Padre Ugolino come educatore e che gli hanno voluto fare festa, una festa intensa, affettuosa, fatta di ricordi e ricca di frutti. Organizzato dai frati minori, con in testa Padre Paolo Fantaccini, e con la collaborazione della Proloco, è stata per la parrocchia un’occasione per aprire il nuovo anno pastorale dopo l’estate. “Bentornato Padre Ugolino, ci siamo ritrovati più volte ai campi scout – gli ha detto il vescovo Rodolfo Cetoloni – Sento con piacere che qui il tuo ricordo è ancora vivo”. Seduti a fianco di Padre Ugolino, oltre al Vescovo, anche Paolo Lecci e Umberto Carini, rispettivamente presidenti del Consiglio Comunale e della Proloco cittadina. Il religioso è ricordato anche per aver celebrato, in stile manzoniano, in gran segreto all’alba del 14 luglio 1964, le nozze della coppia più bella del mondo, Adriano Celentano e Claudia Mori. Nato nel 1924 nell’aretino, a Montalone e maremmano d’adozione, Padre Ugolino entra in convento all’età di dodici anni, e da allora non ha mai dismesso il saio, anzi ha confessato: “Ho avuto molte tentazioni nella mia vita, ma mai quella di tornare indietro”. Giunto a Grosseto nel 1949, Padre Vagnuzzi mostrò subito una grande attenzione verso i giovani. Convinto sostenitore del metodo scoutistico, all’epoca pressoché sconosciuto in Maremma, pochi mesi dopo il suo arrivo costituì il primo “Reparto Scout San Giorgio Grosseto 1°”, per il quale riservò alcuni locali del convento di San Francesco, con ingresso da via Saffi, dove la gente iniziò a vedere entrare e uscire schiere di giovani col fazzolettone al collo. Ma Ugolino Vagnuzzi si fece spazio anche nell’etere: prima sulle frequenze di Radio Montecarlo, poi sulle antenne delle prime tv fiorentine, come Canale 48 e Tele Toscana Uno, che diresse personalmente. A Grosseto, nel convento in cui visse per molti anni, allestì perfino uno studio di registrazione, un modo per fare informazione e diffondere, al microfono il messaggio cristiano e francescano. All’inizio degli anni Settanta presso lo stesso convento cittadino istituì una scuola materna, una delle più grandi e funzionali d’Italia, alla quale si adeguarono, copiandone l’esempio, altre scuole comunali e statali; una scuola, quella di San Francesco, a cui era non facile iscrivere i bambini per il gran numero di richieste. Proprio le quattro maestre di allora, nell’occasione hanno voluto rendere omaggio e portare il loro saluto Nella foto da sinistra Umberto Carini, Padre Ugolino, il Vescovo Rodolfo Cetoloni e Paolo Lecci PRIMO PIANO • 43 PRIMO PIANO •••• La sala Friuli ha potuto contenere a fatica tutti i “ragazzi e le ragazze” che hanno avuto tra gli anni Cinquanta fino ai Settanta, Padre Ugolino come educatore e che gli hanno voluto fare festa, una festa intensa, affettuosa, fatta di ricordi e ricca di frutti. affettuoso al frate francescano. Hanno commosso e fatto sorridere il religioso e l’intera platea, ricordando alcuni momenti di un tempo che oggi sembra lontanissimo. Ma il periodo grossetano di Padre Ugolino vide altre creazioni, oltre la scuola. Fu fatta l’Opera Giuseppe Friuli, voluta dalla benefattrice Niccolina Nocentini insieme al marito, l’avvocato Alfredo Friuli, in memoria del figlio Giuseppe, deceduto qualche anno prima in un incidente automobilistico. Sempre a Grosseto, Vagnuzzi diventò giornalista e in questa veste girò il mondo, curò una rubrica su Tv Sorrisi e Canzoni, poi su Grand Hotel, con lo pseudonimo di Fra’ Ginepro, e ancora, Famiglia Cristiana e Topolino e il Giornalino, dove si firmava Don Dino. Nella foto una delle tante iniziative organizzate nella parrocchia di San Francesco ai tempi di Padre Ugolino; qui siamo verso i primi anni ‘70 del secolo scorso e il frate francescano e al tavolo con Mino Reitano È stato anche scrittore di libri, ventuno, come “I perché di Padre Ugolino”, “Un tempo che fu” e l’ultimo, come lui stesso ha dichiarato “Addio a La Verna”. In fin dei conti il suo modo di fare apostolato. E l’incontro di sabato 26, apertosi con la canzone “I migliori anni della nostra vita” di Renato Zero e l’imitazione di Celentano con “Azzurro” cantata da Giuseppe e chiuso con “Il canto del tramonto” degli scout e la benedizione congiunta del frate e del Vescovo, ha avuto anche il sapore della sfida a migliorarsi e guardare al futuro. Padre Ugolino ha ricordato con entusiasmo i momenti salienti della sua vita, le impressioni vissute nei numerosi viaggi, incluso l’incontro e l’abbraccio con i lebbrosi del Madagascar e il mes- saggio evangelico attraverso la comunicazione radiofonica e televisiva che ha fatto giungere al cuore della gente. Numerosi gli interventi di scout, studenti e amici che hanno voluto ricordare gli insegnamenti ricevuti, messi a frutto nella vita, e la chiusura dell’incontro da parte di Padre Paolo che l’ha organizzato con entusiastica volontà e che ha visto progressivamente la sala riempirsi a dismisura e non viceversa come avviene normalmente. A margine del convegno, una mostra fotografica allestita nel chiostro sotto la supervisione di Padre Paolo da Marco Gandolfi e Paola Addamo, riguardante il periodo della feconda permanenza del religioso a Grosseto in cui si sono ritrovate le maestrine di allora, gli aspiranti, gli scout e una giovane coppia di sposi. Nella foto Padre Ugolino con Adriano Celentano e Claudia Mori, da lui uniti in matrimonio a Grosseto all’alba del 14 luglio 1964 44 • Maremma Magazine • Novembre 2015 P Due chiacchiere con il grande comunicatore adre Ugolino, lei è stato il frate francescano che ha dato una svolta notevole di modernità anche al convento, con la scuola materna all’avanguardia, la sala Friuli, il centro di comunicazione radio, lei ha girato il mondo, studiando i rapporti fra le varie religioni, tenendo conferenze e incontri, ma soprattutto ha riunito tanti i giovani intorno a sé, dando loro una formazione morale e sociale. oggi questi giovani sono qui, sono tanti, molti affermati professionalmente, e le manifestano affetto e gratitudine. Si vede che lei ha seminato bene. La generosità dei grossetani in tutti i sensi nei miei confronti dal lato economico e morale, mi hanno dato una spinta verso la speranza e io quella non l’ho mai abbandonata, infatti mi sono accorto che più lavori facevo, più denari arrivavano, io non ho mai firmato una cambiale, anzi non l’ho mai vista, come pure non ho lasciato nessun debito da nessuna parte, ai miei frati dicevo (allora ero guardiano superiore) di stare tranquilli e di non aver paura, perché abbiamo l’aiuto della Provvidenza. come ricorda il suo periodo grossetano? É stato il periodo più bello della mia vita perché qui ci ho trascorso 26 anni, poi dopo ho preso il volo perché mi sono imbarcato in una nuova avventura francescana, quella del giornalismo. c’è qualcosa che avrebbe voluto fare e non l’ha fatto, per cui si rammarica? Tante volte i desideri arrivano più in là di una realtà che non si riesce a realizzare, dispiace lasciare questi desideri in sospeso, però vedo che i miei successori qui stanno facendo dei lavori veramente belli e quindi io quei desideri li vedo appagati in loro perché essi hanno capito il mio stile di lavoro e di vita e capito anche la necessità di realizzare opere sempre più belle. non le domanderò se si è pentito di farsi frate, perché lei ha sempre dichiarato che è contento della scelta fatta, allora le chiedo, al contrario, perché ha scelto di farsi frate. Ho deciso di farmi frate perché io sono innamorato di San Francesco e quando la mia mamma mi parlava di lui io stavo con la bocca aperta e le orecchie tese per poter ascoltare bene perché mi piaceva tanto e poi mi ricordo che una volta trovai nel convento de La media di oggi; troppo facile, troppo libera e sfacciatamente diretta? Sfacciatamente direi no, perché ci sono alcuni punti particolari della comunicazione sociale dove in realtà viene rispettata la persona altrui, la morale, la religione. Ci sono altri punti in cui non accetto quel tipo di fare televisione, cioè facendo di tutt’erba un fascio senza guardare in faccia alla morale, alla religione, all’amore verso il prossimo che è quello Nella foto la Chiesa di San Francesco a Grosseto Verna una papalina, è quella che ho in testa, ero accompagnato dalla mamma, mano nella mano; a un certo punto vidi la papalina in terra, allungai la mia mano presi la papalina e me la misi in tasca per non farla vedere alla mia mamma. Mentre si tornava a casa sentivo bruciare questa papalina qua dentro, allora pensai: sarà meglio che io ne parli con la mamma. Le dissi: saresti contenta se mi facessi frate? Lei si mise a piangere dalla gioia. Lei, esperto di comunicazione, cosa ne pensa della comunicazione e dei che conta. La televisione deve essere pura, deve essere pulita, io l’ho fatta al Canale 48 per vent’ anni ed ho voluto fare una televisione cristiana, moralmente a posto che trascinasse gli altri verso il bene e non che insegnasse agli altri il male. grazie davvero, Padre Ugolino, per il tempo che ci ha dedicato oggi, per gli anni che ha dedicato alla gente e ai giovani di grosseto e per i frutti che da quel periodo sono nati. Rossano Marzocchi PRIMO PIANO • 45 ARTE Nilo Bacherini, la semplicità di un’arte che arriva dritta al cuore Al via nella bella cornice del Castello Aldobrandesco di Arcidosso, la mostra del pittore maremmano Nilo Bacherini dal titolo “Ricerca poetica: dall'Amiata al mare” che vede esposti una trentina di quadri, soprattutto dipinti ad olio di grandi dimensioni, integrati da alcune suggestive opere di grafica T DI CORRADO BARONTINI aglio del nastro il 16 ottobre scorso, nella bella cornice del Castello Aldobrandesco di Arcidosso, per la mostra del pittore marem- mano Nilo Bacherini dal titolo “Ricerca poetica: dall’Amiata al mare”, una bella personale con al centro una trentina di quadri, soprattutto dipinti ad olio di grandi dimensioni, integrati da alcune suggestive opere di grafica. L’evento, al quale ha partecipato lo stesso Bacherini, è stato inaugurato dal PRIMO PIANO • 47 PRIMO PIANO •••• Nonostante la sua lunga carriera artistica che lo ha visto partecipare a mostre nazionali e internazionali, rimane un sognatore, un uomo che, attraverso la pittura, esprime i propri pensieri fatti di emozioni e di un vissuto che lega la sua vita alla vita culturale grossetana e toscana. Nilo Bacherini Nella foto da sinistra Corrado Barontini, Adriano Crescenzi, Sabrina Melani, Giancarlo Capecchi e Nilo Bacherini giornalista Giancarlo Capecchi, dallo scrivente, dal vice sindaco Sabrina Melani e dall’assessore alla Cultura Adriano Crescenzi. Nell’invito alla mostra una breve nota dell’antropologo Pietro Clemente che presenta in questo modo l’artista ed il suo lavoro: “...Nilo Bacherini ha per me soprattutto una poetica dei colori e dei racconti (ogni opera è come se dovesse raccontare una storia), incontra le mie stesse memorie con la Casa Rossa, con l’immagine dei maggerini, le barche del padule, ma colori e forme sembrano voler entrare in un racconto più grande che ha anche un valore di N Nilo Bacherini ilo Bacherini vive e lavora a Grosseto. Nel dopoguerra fa parte, come scultore e grafico, del Circolo artisti “La Chimera”. Dal 1964 si dedica interamente alla pittura e al disegno, ispirandosi inizialmente a tematiche neorealiste e successivamente ad un simbolismo lirico che evoca i tratti più caratteristici del paesaggio, della fauna e dell’umanità locale. Promotore a Grosseto di numerose e importanti iniziative culturali, Bacherini rifugge l’isolamento della provincia 48 • Maremma Magazine • Novembre 2015 visione, o di profezia. Un racconto che riguarda l’uomo e la natura e la minaccia del disequilibrio, e l’uomo e la sua stessa conoscenza del mistero che in lui si incorpora, l’uomo materia sessuata, l’uomo animale entro il regno della natura, l’uomo la cui ragione potente porta alla autodistruzione. [...] Stare in mezzo alle opere, nel laboratorio di un artista, in una mostra è proprio interrogarsi sui linguaggi. Le opere quindi ci fanno interrogare, aprono sensibilità nuove, fanno pensare senza ricorrere al linguaggio verbale. Forse ci liberano anche dai ‘grumi’ della vita quotidiana. Nel lessico dell’economia e da sempre sostiene una rete di relazioni con critici e artisti di altre città. Nel 1972 soggiorna a Parigi, nel 1974 si reca a Berlino e a Dresda. Nel 1980 è uno dei fondatori della rivista “Corriere delle Arti” diretta da Lino Pasquale Bonelli, nel 1984 partecipa, invitato, alla mostra “50 Artisti italiani al congresso mondiale per la pace” di Copenaghen (Danimarca) e, nel 1988, istituisce il Centro Studi e Ricerche “Identità Maremmana”. Una sua antologica è ospitata, nel 2007, al Museo Magi di Pieve di Cento non c’è cosa come l’opera artistica che faccia venire in mente il concetto di valore d’uso, la non mercantilità, la gratuità, il dono, il sentire come piacere. Anche se poi esiste il mercato dell’arte, che paga però il successo, la fama, la moda, compra l’opera ma non la paga, l’opera nasce fuori del mercato...”. Nilo quando disegna o dipinge, ma anche nei suoi interventi scritti, si racconta e ci racconta continuamente la storia della Maremma, con un linguaggio simbolico che richiama alla memoria le tante vicende che hanno segnato la vita e l’aspetto di questa terra. Naturalmente sono molteplici i temi che Bacherini tratta nelle sue tele, tutti comunque tendono a valorizzare l’uomo e la sua opera creativa a difesa della natura e denunciano le cose non vanno quando prevale il consumismo e l’aggressività sul buon senso. Nilo, che è nato nel 1929, è uno degli artisti più prestigiosi del nostro territorio e nonostante la sua lunga carriera artistica che lo ha visto partecipare a mostre nazionali e internazionali, rimane un sognatore, un uomo che, attraverso la pittura, esprime i propri pensieri fatti di emozioni e di un vissuto che lega la sua vita alla vita culturale grossetana e toscana. Proprio la “Mostra dell’Arte in Maremma nella prima metà del ‘900” (allestita a Grosseto nel 2005 e curata da Enrico Crispolti) venne realizzata grazie all’interessamento e alla proposta di Bacherini. Nilo Bacherini è per tutta la Maremma una grande risorsa, un artista che valorizza, con le sue opere, il territorio grossetano “dall’Amiata al mare” al punto da dipingerlo continuamente; ma è anche l’animatore culturale che rinnova la memoria delle cose successe in questa terra e propone di valorizzarle. La mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2016, si potrà visitare nei giorni di sabato e domenica e nelle altre giornate festive. Info: Comune di Arcidosso tel. 0564 966438, sito web www.comune.arcidosso.gr.it - Pro Loco di Arcidosso tel 0564 968084 - mail locoarcidosso@yahoo.it Foto del servizio di Elena Barontini e nel 2008 all’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo. Sempre nel 2008 espone al Cassero Senese di Grosseto, nel 2011, al Premio Internazionale Sulmona e alle “Giubbe Rosse” di Firenze e, con una personale, alla Fattoria La Principina, per il 60° della fondazione del C.N.A. Nel 2012 una sua personale alla sala Cedav della Fondazione Grosseto Cultura, Teatro degli Industri di Grosseto. Nello stesso anno la Regione Toscana allestisce una sua personale a Palazzo Panciatichi di Firenze. Nel 2013 è in mostra alla Sala Pegaso per iniziativa della Provincia di Grosseto con l’intervento del critico d’arte Corrado Marsan e Riccardo Ghiribelli (Direttore artistico delle Giubbe Rosse di Firenze) con consegna del premio alla carriera dal Presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras. Recentemente, oltre a portare avanti la propria attività pittorica, sta lavorando ad un libro di memorie autobiografiche. PRIMO PIANO CULTURA Il Bello e il Gusto trattati sotto diversi aspetti, in un contesto paesaggistico da favola, Le Mortelle “Il Bello e il Gusto - Architettura, Psicologia, Urbanistica e Fotografia”: è stato questo il filo conduttore del convegno di fine estate andato in scena alla fattoria Le Mortelle, vicino a Castiglione della Pescaia che ha visto la partecipazione di qualificati relatori chiamati a parlare dell’interessante tema M DI ROSSANO MARZOCCHI entre scriviamo i grappoli d’uva sono già nei cesti, se non in cantina, con l’anticipo dovuto al gran caldo che ha accelerato la maturazione dei vigneti. La cantina non è una qualunque, ma quella de Le Mortelle, scavata in uno spazio architettonico contemporaneo in cui il contrasto tra la roccia originaria e la struttura all’avanguardia che la ospita ha un fascino particolare. Quando l’opera dell’uomo riesce a creare armonie e suggestioni con l’ambiente circostante, il risultato non può che essere di straordinaria bellezza. E proprio il bello è uno dei due temi affrontati nel convegno dello scorso 29 agosto. L’altro tema, immancabile per chi come Antinori, proprietaria dell’azienda, in quanto maestra del vino, è il 50 • Maremma Magazine • Novembre 2015 gusto: “Il Bello e il Gusto”, trattati sotto più aspetti, in un contesto paesaggistico da favola, nel cuore della Maremma. La cantina è in gran parte interrata, nell’ottica di un impatto ambientale il più ridotto possibile ed è stata costruita usando materiali naturali, sfruttando la termoregolazione delle rocce presenti in profondità nel suolo. La struttura di forma cilindrica a ipogeo si dispone su tre livelli: al suo interno vengono effettuate tutte le varie fasi del ciclo produttivo del vino, dal ricevimento delle uve, alla vinificazione, allo stoccaggio fino all’invecchiamento in barrique nel piano interrato. La particolare forma architettonica consente di sfruttare le migliori tecnologie per la produzione del vino: tutto il ciclo produttivo avviene infatti “per caduta”, a partire dall’arrivo delle uve nella parte sopraelevata, passando per i processi di vinificazione nella parte intermedia fino all’affinamento nella parte più interrata. La fattoria Le Mortelle si trova in località Ampio, vicino a Castiglione della Pescaia, in un luogo originariamente faceva parte di un complesso più ampio chiamato La Badiola, già individuato sulle carte geografiche da Leopoldo II a metà dell’800. Gli Asburgo Lorena, bonificando l’area malarica di Grosseto, vollero rendere i possessi della Badiola e dell’Alberese delle fattorie-guida per l’allevamento di bovini. L’azienda appartiene alla famiglia Antinori, che dal 1999 ha lavorato sia ai vigneti che alla nuova cantina con la convinzione che l’area, ancora emergente nel panorama vitivinicolo italiano, sia Nella foto di Luigi Angelica uno scorcio sul vigneto de Le Mortelle; sotto alcuni momenti dell’interessante convegno altamente vocata alla produzione di vini di qualità e che qui si possano esprimere al meglio le caratteristiche del terroir e delle varietà coltivate. Mortella è il nome del mirto selvatico che caratterizza queste zone costiere ed è simbolo della fattoria: da questo arbusto mediterraneo profumato, deriva anche il suo nome. Il convegno La cantina delle Mortelle si colloca sulla sommità della collina che sovrasta la tenuta e nell’area coperta, assai elegante sovrastante la stessa cantina e con una vista mozzafiato, si è svolto il convegno “Il Bello e il Gusto - Architettura, Psicologia, Urbanistica e Fotografia” – ideato e condotto egregiamente da Vanna Francesca Bertoncelli, che da anni opera, come psicologa, a Grosseto. L’evento ha affiancato l’ormai tradizionale festa di fine estate organizzata dalla proprietà. “Del concetto di bello – ha esordito la Bertoncelli nella presentazione – oltre alla filosofia con l’estetica e l’etica, si occupano anche le neuroscienze. Il nostro cervello è sensibile al bello che coglie attraverso un complesso lavoro di elaborazione. Ma che cosa è percepito come bello? Non è così soggettivo come si pensa e viene ritenuto bello ciò che viene riconosciuto come tale dal nostro cervello”. L’architetto Pietro Pettini, presidente dell’Ordine degli Architetti di Grosseto, ha illustrato, attraverso una lettura storico-paesaggistica, la trasformazione del paesaggio maremmano nel corso dei secoli con particolare riferimento alla zona di Castiglione della Pescaia. L’uomo, la storia, il paesaggio sono stati il filo conduttore di un racconto dove uomo e natura si intrecciano: dal lago Prile che, divenuto palude, sarà causa della malaria che infesterà la zona per secoli condizionandone la storia, alla bonifica; dalla Diaccia Botrona all’etrusca Vetulonia, dall’isola Clodia passando per l’eremo di san Guglielmo di Malavalle, alla casa rossa dello Ximenes. Nell’intervento “Grande bellezza, cantina, rocce, vino a Le Mortelle”, l’architetto Andrei Perekhodtsev, con il video di Hydea (società di Firenze che ha progettato e curato la direzione lavori de Le Mortelle), ha presentato la cantina in itinere, dall’idea progettuale, alla realizzazione con la valutazione del pae- PRIMO PIANO • 51 PRIMO PIANO Nelle foto scorci della Fattoria Le Mortelle •••• Oltre al convegno di sicuro interesse, hanno fatto il resto la visita alla cantina e poi il sole, il tramonto, i colori, decisi della natura, la cura puntuale che la proprietà sta mettendo per valorizzare il complesso. Un bel mix che ha offerto alle numerose persone salite fin là un momento di conoscenza storica approfondita e vasta e anche di ristoro non solo alimentare… 52 • Maremma Magazine • Novembre 2015 saggio e dell’ambiente sia naturale che umano attraverso il lavoro dei progettisti, tra i quali gli architetti Giorgio Salimbene e Serena Sangaletti e Adinolfo Lucchesi Palli, ideatore della cantina. Fabio Ratto, agronomo della Tenuta Le Mortelle, nel suo intervento “Ampio: territorio, ambiente, paesaggio”, ha parlato dello studio scrupoloso ed appassionato che sta alla base di un lavoro rispettoso del paesaggio e dell’ambiente, attento all’identità culturale e sociale del territorio illustrando le essenze arboree ed arbustive autoctone. Caterina Angelica, che si occupa di fotografia e di art interior, con “Auditorium”, il video realizzato per l’evento, ha immaginato di vedere la cantina con gli occhi del padrone di casa, del vino, creatura viva, con una sua personalità, che qui ha dimora. Una lettura interpretativa nuova della realtà d’interni attra- verso il linguaggio fotografico dove le nostre abitazioni e gli oggetti del nostro quotidiano acquistano una nuova dimensione e nuovi significati. E poi tanto altro, soprattutto l’impegno di uomini e donne per dare concretezza ai concetti di bellezza e di gusto, perché – come ha detto la Bertoncelli – il bello ci aiuta a vivere meglio anche sul piano del comportamento, come già, oltre duemila anni fa, sostenevano i greci quando affermavano che bello e buono vanno insieme. Oltre al convegno di sicuro interesse, la visita alla cantina e poi il sole, il tramonto, i colori, decisi della natura, la cura puntuale che la proprietà sta mettendo per valorizzare il complesso hanno fatto il resto, offrendo alle numerose persone salite fin là un momento di conoscenza storica approfondita e vasta e anche di ristoro non solo alimentare. PRIMO PIANO ENOGASTRONOMIA Il ciaffagnone, un prodotto alimentare tipico e tradizionale mancianese Una specialità tutta da gustare a base di farina e acqua, ma non solo. È il ciaffagnone tipico prodotto di Manciano che nel rispetto della ricetta tradizionale può essere degustato e apprezzato in un solo modo: va cotto lì per lì, su una padellina unta con lardo, deve essere sottilissimo, va condito con cacio e ripiegato in quattro e subito mangiato accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso Una chicca per buongustai. Provare per credere! I DI LUCIO NICCOLAI l ciaffagnone è un prodotto alimentare tipico e tradizionale di Manciano, generalmente poco conosciuto, nella sua specificità, fuori dal perimetro paesano. Tutte le descrizioni che più volte e più autori hanno tentato o provato ad abbozzare in guide gastronomiche, libri e articoli (più recentemente anche in siti dedicati) non solo sono molto lontane dal rappresentare realisticamente questo prodotto peculiare mancianese, ma neppure riescono a fornirne un’idea verosimile: non ne colgono i caratteri specifici, confondendolo con altre tipologie di prodotti alimentari, in virtù della forma in cui viene presentato, o dei supposti componenti dell’impasto. Il risultato di queste descrizioni sbagliate è la diffusa confusione sul prodotto, il suo uso e le forme del suo consumo. Prova ne sia l’esternazione dell’ignaro lettore del sito Cibo di strada che, schifato, si chiede: «ma se po’ magnà • Marem- [sic] na [sic] crepes cor pecorino?…ma dai…!!» (Sergio, 4/12/14). Detta così, in effetti, farebbe schifo anche a me. Ma io non mangio crepès, né, tanto meno, le mangerei con la nutella. Forse, per definire il ciaffagnone mancianese bisognerebbe dire ciò che il ciaffagnone non è, ciò a cui non assomiglia, sottolinearne le specificità e le differenze rispetto ad altri prodotti alimentari (a volte lontani parenti) che, solo apparentemente e ad uno sguardo (o un assaggio) superficiale, potrebbero apparire simili (caso mai nella forma piuttosto che nel sapore). Ad esempio: il ciaffagnone non è una crèpes (anche se a prima vista potrebbe assomigliargli: diversi sono gli impasti e le modalità di cottura); non è neppure una frittata (anche se l’impasto contiene uova e si cuoce in una padella come una frittata, ma con un uovo si fanno fino a dieci ciaffagnoni!); e così via. Questioni nominaliste, si penserà. Ma non solo di parole e definizioni più o meno precise si tratta. Perché queste, a ben vedere, evocano, o possono evocare, le forme e la storia dell’uso di un prodotto alimentare, la sua funzione culturale e sociale. Un tentativo di definizione Ma intanto, per tutti coloro che non sanno cosa sia il ciaffagnone, sarà necessario tentarne una definizione. Come suggerisce Paolo Maccari, architetto e cultore di storia locale, in un recente articolo, il ciaffagnone è uno di quegli innumerevoli prodotti alimentari a base di farina e acqua, sostitutivi del pane o delle paste alimentari, caratterizzati da una rapidissima cottura che li rende immediatamente disponibili per l’uso ed il consumo, di norma accompagnati da qualche condimento che – naturalmente – varia a seconda dei luoghi e in funzione delle disponibilità. Qualche giorno fa ho visitato una mostra a Firenze (30.000 anni fa la prima farina) dedi- cata alle ricerche archeologiche nell’area del Bilancino: molto prima che si diffondesse la coltura del grano, le popolazioni locali seccavano gli amidacei contenuti nelle tife di palude e – una volta macinati – li usavano come farina che, impastata con l’acqua, veniva manipolata in forma di sfogliatine o schiaccine che venivano cotte in pochi minuti su semplici pietre poste sui focolari. Il ciaffagnone mancianese, come queste schiacciatine del Bilancino, fa parte di quella infinita serie di prodotti alimentari – universalmente diffusi e conosciuti – di tradizione antica o antichissima, alla quale appartengono anche i più noti testaroli, azime, necci, migliecci, cecine, piadine e così via (le farine utilizzate mutano a seconda dei contesti geografici, storici e ambientali dei luoghi di uso e consumo: dai cereali, ai legumi, alle castagne ecc.). Il ciaffagnone, però, si differenzia dagli altri prodotti ricordati, perché nell’impasto, oltre alla farina e all’acqua, si aggiungono anche delle uova, in una proporzione più o meno equilibrata tra i vari componenti, fino a formare un impasto liquido, leggero, della densità del latte. Un po’ di storia In assenza di documentazioni certe sulle origini del ciaffagnone, non è mancato chi abbia pensato opportuno inventare e diffondere una leggenda che – per contesti storici e ambientazioni – appare quanto mai improbabile, ma che per curiosità è utile riferire. Una donna mancianese – non si sa come e perché, visto che Manciano, ancora, non faceva parte dello stato mediceo – si sarebbe trovata a servire alla corte di Francia alla reggia di Caterina dei Medici e avrebbe fatto assaggiare ai signori lì radunati i tipici ciaffagnoni mancianesi! I cuochi francesi avrebbero subito imparato la lezione e creato le crepès. In realtà, leg- PRIMO PIANO • 55 PRIMO PIANO •••• Un piatto tipico e tradizionale, che merita anche uno specifico riconoscimento e l’inserimento nell’elenco delle PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) della Regione Toscana, e in questo senso, sulla base di un’approfondita ed inedita ricerca documentaria, storica e culturale, si è mossa finalmente l’Amministrazione comunale di Manciano, avviando l’iter necessario. gende relative all’introduzione nella cucina francese di ricette toscane (facilmente rintracciabili nei ricettari medievali) ad opera di Caterina, (dall’anatra all’arancia, alla besciamella, dalla zuppa di cipolle – quest’ultime rigidamente di Certaldo – alle pezzette della nonna) sono ampiamente diffuse in tutta la regione. In particolare le pezzette della nonna, piatto tradizionale diffuso nelle campagne fiorentine, ricorda, nella tipica ripiegatura in quattro, il ciaffagnone ma, come impasto, è simile alle crepès, mentre il ripieno a base di ricotta (condimento) ricorda piuttosto il tortello maremmano. Di fatto dunque, la finta leggenda, che vorrebbe dimostrare il Manciano 56 • Maremma Magazine • Novembre 2015 primato del ciaffagnone, di fatto rischia di avvalorare una non richiesta né utile derivazione da una tradizione alimentare fiorentina! Non è escluso, invece, che prodotti alimentari simili per impasto, forma e consumo, si diffondessero lungo le strade delle dogane e gli itinerari della transumanza, dal Mugello, dal Casentino (a San Casciano dei Bagni c’è una sagra del Ciaffagnone: è un caso di omonimia, per un prodotto alimentare decisamente diverso da quello mancianese) e dall’alto Lazio (le fregnacce di Acquapendente sono simili al ciaffagnone), senza nulla togliere alla specificità dei prodotti diffusi localmente, sicuramente espressione delle necessità alimentari e delle peculiari forme e modalità di produzione e consumo di ogni comunità e delle sue condizioni economiche e sociali. Il ciaffagnone mancianese – sia per la rapidità di preparazione e cottura che per il condimento esclusivo di cacio pecorino stagionato – sembrerebbe dunque rimandare alla cultura della transumanza e alla secolare pratica delle migrazioni stagionali che, per questo territorio, hanno avuto, nel corso del tempo, una rilevante incidenza: si consideri che ancora nel 1861 (dopo l’abolizione delle servitù di pascolo e delle dogane) circa un terzo della popolazione del comune (1300 su 4300) era rappresentata da “avventizi”, cioè da popolazione stagionale che si trasferiva da settembre a maggio in Maremma con le proprie greggi. D’altra parte, a ben guardare, sono molti gli elementi alimentari (dall’acquacotta al buglione d’agnello), e non solo (si pensi ad esempio alla ruzzola, originariamente giocata con una forma di cacio stagionato), ancora profondamente radicati nelle tradizioni locali che rimandano alla transumanza. Tra tutte, potremmo ricordare la grande qualità della produzione dei formaggi, sia freschi (già Artusi riteneva eccellente la ricotta maremmana) che stagionati di cui Manciano e la Maremma vantano una riconosciuta professionalità ed esperienza. La degustazione In un articolo pubblicato proprio 50 anni fa, Alfio Cavoli descriveva, con la sua maestria, il piacere della degustazione di quello che, a ragione, considerava il piatto tipico per eccellenza del suo paese: «Il ciaffagnone ben riuscito dev’essere [...] quasi trasparente. […] Per quanto riguarda la cottura, il ciaffagnone vuole preferibilmente la fiamma. Prima di versare la pasta nella padella, se ne deve ungere il fondo con [...] lardo [...], allo scopo d’evitare che il ciaffagnone vi aderisca. Data la sua particolare sottigliezza, il ciaffagnone si “rivolterà” dopo pochi istanti. [...] Man mano che i ciaffagnoni escono dalla padella, vengono generosamente cosparsi in tutta la loro modesta superficie di ottimo pecorino, con tassativa esclusione di altri caci. Fra il pecorino maremmano e il ciaffagnone sussiste un patto d’alleanza così indissolubile che non appena venisse rotto si provocherebbe il più acceso risentimento delle papille gustative.» Inoltre, scrive ancora Alfio Cavoli, «non si potrebbe concepire un pranzo a base di ciaffagnoni in assenza di ottimo vino delle nostre fertili colline: sarebbe un’assenza ingiustificata e degna di essere annoverata fra le più grandi sventure che affliggono le persone di gusto e di appetito. Poiché il ciaffagnone desidera il buon vino come il buio desidera la luce. Anche questa fratellanza del ciaffagnone con Bacco non potrebbe essere turbata senza provocare il più immediato risentimento del palato e la più grande desolazione dello stomaco. Mangiare i ciaffagnoni senza vino sarebbe come mettersi sotto il naso, con la pretesa di aspirarne il profumo, un fiore di plastica. Non so se ho reso l’idea…». Si possono dunque rintracciare alcuni degli elementi tipici che caratterizzano e differenziano il ciaffagnone da ogni altro e qualsiasi prodotto simile: l’impasto, lo spessore sottilissimo, il condimento esclusivo di cacio pecorino stagionato, l’abbinamento con il vino. Non che i ciaffagnoni non si possano consumare in altre maniere (ottimi, ad esempio, in forma di cannelloni, con ripieno di ricotta e spinaci, oppure presentati con una striatura di miele), ma il vero ciaffagnone mancianese è, e non può che essere, quello così passionalmente descritto da Alfio! Un piatto tipico, dunque, e tradizionale, che merita anche uno specifico riconoscimento e l’inserimento nell’elenco delle PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) della Regione Toscana, e in questo senso, sulla base di un’approfondita ed inedita ricerca documentaria, storica e culturale, si è mossa finalmente l’Amministrazione comunale di Manciano, avviando l’iter necessario. Un piccolo passo, se si vuole, ma necessario e opportuno per difendere la specificità del prodotto e avviare una fase più consapevole di valorizzazione di un cibo tradizionale che già ora è presentato con successo e ampiamente apprezzato in occasione delle più importanti manifestazioni culturali e gastronomiche del paese, da Vivamus alla Festa delle cantine. Ma attenzione, per degustarlo davvero bisogna seguire le precise indicazioni di Alfio, che sono poi quelle che vi darebbe ogni mancianese: il ciaffagnone deve essere cotto lì per lì, su una padellina unta con lardo, essere sottilissimo, condito con cacio e ripiegato in quattro e subito mangiato accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso. Diffidate dalle imitazioni e da tutto ciò che non sia espressamente e precisamente questo. PRIMO PIANO CURIOSITÀ Riccardo Giusti “Sirpe”, quando l’infinito amore per la Maremma ti spinge a… tatuartela addosso! L’amore per la Maremma, una sorta di malattia o di sindrome per molti, può svelarsi in vari modi. C’è chi lo dimostra con lo scritto. Chi con la poesia e la letteratura. Chi con i video o con una scrittura teatrale. Chi con il cinema. Chi in altre forme. Riccardo Giusti, il “Sirpe” lo ha fatto con i tatuaggi… DI CELESTINO SELLAROLI L ’amore per la propria terra, che spesso si eleva... a malattia, il senso di appartenenza, l’orgoglio di potersi definire maremmano, la memoria, le tradizioni: sono tutti temi che ci appassionano e che trattiamo spes- Riccardo Giusti “Sirpe” 58 • Maremma Magazine • Novembre 2015 so nel nostro magazine. Temi importanti che si legano a doppio filo con il concetto di identità culturale di un popolo, da approfondire, preservare e tramandare. Merce sempre più rara di questi tempi contraddistinti da esodi di massa, contaminazioni razziali ed interculturali, etniche. Ineluttabili in un mondo globalizzato come quello nel quale viviamo in cui per tanti motivi si è costretti ad emigrare. Ma le radici sono radici. E vengono avanti a tutto e a tutti. Ne sa qualcosa Riccardo Giusti, per tutti (anche per la mamma) il “Sirpe”, grossetano e maremmano doc fino al midollo, al punto che, quale segno del suo smisurato amore verso la propria terra natale, la Maremma, ha deciso di... tatuarsela addosso. Già, proprio così. Riccardo è talmente innamorato e orgoglioso delle proprie radici che ha voluto imprimersi in modo indelebile sulla pelle alcuni simboli di questo straordinario angolo di Toscana: la cartina della Maremma, Canapone e le Mura Medicee, con tanto di scritte “Civitas Grosseto” e “Sine Cura”. Ne siamo venuti a conoscenza per caso, quest’estate, dibattendo su Facebook delle vicende del Grosseto Calcio (fortunatamente conclusesi con un lieto fine). La cosa ci ha incuriosito non poco. Di qui l’idea di realizzare un servizio che a partire dal suo caso personale evidenziasse cosa significa amare la propria terra, al punto – dicevamo prima – da tatuarsela addosso. Ecco cosa è emerso dall’incontro. Allora Riccardo, partiamo dalle origini. Cosa rappresenta per te la Maremma? Per me la Maremma rappresenta la madre di tutte le Terre. Un posto tranquillo dove “nidificare” e mettere su famiglia. La Maremma è un posto DIFFERENTE. Accogliente che non ti tradisce mai. Amara, ma dolce. Ti ammalia, ti circonda, ti stringe, ti rapisce se sei forestiero e di passaggio. Ti trascina a te se ti allontani, ti irrora se sei lontano di una convinzione: prima o poi farai ritorno a casa. Perché la Maremma è una malattia dalla quale non si guarisce. Per me rappresenta una costellazione di diamanti, i Canapone La Maremma Le Mura Medicee nostri paesi, che la rendono sicura e la fanno splendere di rara bellezza. Rappresenta l’essere padrone, ma non troppo, del mare, dei paludi con piccoli barchini, giardiniere al servizio di un eden floro-faunistico senza eguali. Mi piace essere rappresentato dal solengo (cinghiale solitario, ndr) con il quale i nostri nonni e babbi hanno intrapreso epiche, ma corrette battaglie. La Maremma per me rappresenta un film a colori tutti i giorni. Dai poggi di Tirli e Buriano ti giri passando sul mare e finendo con il cuore sull’Amiata dove il sole sorge e ti saluta. La sposerò la Maremma... anche se si è già sposata e qualcuno me lo ha fatto notare... “Ti amo Maremma fin dove al mar ti sposi e ti vesti di tramonti” (celebre verso del Maestro Bruno Vannucci, artista romano ma maremmano di adozione, ndr). Veniamo al dunque. Perché hai deciso di tatuarti addosso pezzi (simboli) di Maremma e di Grosseto in particolare? Ho deciso di tatuarmi in sequenza Canapone, le Mura medicee e la Maremma, la nostra provincia, perché nutro un grandissimo amore per la città di Grosseto, e un profondo senso di appartenenza verso la mia terra difficile da spiegare. Non nego che forse tutto questo, con i tempi che corrono, possa sembrare anche anacronistico. Ma quando le persone vedono i miei lavori sul braccio destro devono capire. E ne sono orgoglioso. Le Mura medicee sono il simbolo della nostra città. Un rifugio sicuro in adolescenza. Caratteristiche, gemelle anche se più piccole di quelle lucchesi, sono le uniche continuate senza rotture (quasi) nel mondo. Mi identificano come Grossetano. E sono guardate a vista da Canapone, altro tatuaggio fatto, alias Leopoldo II di Lorena, ma per tutti i grossetani “Canapone”. Per un eroe dei due mondi già proiettato nel futuro con lo sguardo speranzoso verso la donna, la Maremma, sconfiggendo il serpe che è la malaria. Provo un grandissimo piacere quando la gente mi chiede che cosa sono questi tatuaggi. Godo quando alla fine mi inquadrano come GROSSETANO. La cartina della Maremma, tatuata per ultima, presenta anche la suddivisione dei 28 comuni grossetani. È colorata di giallo e rosso e mi identifica per quello che sono: MAREMMANO. Termine che in altri posti in Italia – e mi è successo spesso – usano per offenderti, convinti che per noi sia un’offesa. Secondo te si può parlare di orgoglio maremmano di cui andare fieri? Assolutamente sì. Si può tranquillamente parlare di orgoglio Maremmano di cui andare fieri. Almeno io ne vado fiero ogni giorno, sia adesso, che sono ritornato a casa dopo aver girato l’Italia per lavoro, ma anche e soprattutto quando ho vissuto lontano dalla Maremma nelle grandi città dove l’orgoglio Maremmano l’ho tirato fuori. Anche perché alla fine viene fuori da sé, c’è poco da fare e non puoi trattenerlo. In una società complessa ed articolata come quella di oggi, in cui anche a Grosseto non mancano le commistioni e/o contaminazioni, come dovrebbe manifestarsi questo orgoglio finalizzato a dare maggior forza alla nostra identità culturale? PRIMO PIANO • 59 PRIMO PIANO •••• Riccardo Giusti: “Ho deciso di tatuarmi in sequenza Canapone, le mura medicee e la Maremma, la nostra provincia, perché nutro un grandissimo amore per la città di Grosseto, e un profondo senso di appartenenza verso la mia terra, difficile da spiegare e forse anche un po’ anacronistico (...)” È vero, commistioni e contaminazioni non mancano e i vandali moderni nemmeno. Mi chiedi come dovrebbe manifestarsi questo orgoglio? Di base il concetto “metti una sella all’ultimo cavallo che voglio andar via da questa terra...”, non mi è mai piaciuto. Non mi rassegno alla scomparsa della civiltà contadina, dalla quale veniamo e vengo. Non applaudo a questo triste evento, cancellando un patrimonio culturale incredibile. Entro volentieri e con orgoglio in una trattoria in un bar o in una bottega artigiana. Noi siamo questi. Ovvio nel 2015 i tempi sono cambiati. Va tutto più veloce il mondo è sempre più frenetico. Ma sono convinto che a nessuno di noi Maremmani tutto questo piaccia. Immagini, ritratti, mostre convention, fiere della Maremma che fu non devono gettare nello sconforto, ma devono servire per trarre spunti orgogliosamente e far capire quali sono le nostre radici, le nostre tradizioni, il nostro passato. Usanze di origine remota le ho sempre appiccicate sulla pelle e le trasformazioni della storia non me le spazzeranno via mai. Con orgoglio. “Vivesse Maremma morrei contento”. Un’ultima domanda, il soprannome Sirpe da cosa deriva? Giocavo nei pulcini del Grosseto e da piccino avevo i denti in fuori. Enzo Galli il Mister mi dette il nomignolo di Serpe. Poi nel tempo si è trasformato in Sirpe. Oggi più o meno tutti mi chiamano così. Anche mia mamma mi chiama Sirpe invece di Riccardo! 60 • Maremma Magazine • Novembre 2015 A casa del Sirpe si respira la Maremma! E ntrare in casa di Riccardo Giusti, alias il Sirpe, è spalancare le porte della Maremma. Rami contorti dal mare salutano da sopra un mobile, ecco le spiagge immacolate, in un angolo fa capolino una busta piena di storia biancorossa, ecco il Grifone, sulla mensola spiccano i biglietti di centinaia di trasferte, ecco il tifoso, sul tavolo si materializzano una spalla di maiale condita con pepe e sale, salsicce, un pezzo di pecorino erbario di Roccastrada, ecco le abitudini e la storia, delicatamente avvolte in panni bianchi e profumati. Il colpo d’occhio è affascinante, mille sensazioni galleggiano libere e spontanee, vanno lontano, ritornano, si siedono accanto. Poi guardi lui, il Sirpe. Viso ironico, vero, dove danzano la luce, i profumi di fieno e erba medica della sua terra, fronte dove si contano rughe d’espressione, occhi azzurri, capelli raccolti indietro, sorriso complice, abbronzatura ancora viva. Una faccia di Maremma, quella reale. La fierezza di appartenere a queste antiche zolle si è tradotta in calamita. Il Sirpe, chiamando a raccolta le naturali molecole del suo dna, volando sopra paludi, malaria, stenti, sudore e lacrime dei terrazzieri, disperazione e speranza, boschi, macchia mediterranea, sabbia, scogli, monti e colline, fiumi e laghi, pinete, tramonti e mare cristallino, ha voluto disegnarsi l’humus dei suoi avi sulla pelle. L’ulteriore gesto d’amore ha significato indossare Canapone e il perimetro delle mura medicee sull’avambraccio destro con le scritte “Civitas Grosseto” e “Sine cura” ovvero città di Grosseto e senza preoccupazioni. All’interno dello stesso braccio l’intero disegno della provincia, Giglio compreso, con tutti i comuni. Così il Sirpe prolunga la Maremma conducendola a spasso per il mondo. Una bandiera di memorie e identità, un portavoce del passato, un testimone del presente aperto verso il domani. Riccardo abbraccia idealmente la famiglia: il babbo Adriano (guai a usare il termine papà) scomparso, la mamma Emma Martinelli, sorella di Elsa l’attrice, denudando il proprio lato istrionico, il fratello Giorgio (detto Piede) poliziotto, tutti nati a Grosseto. “Io sono venuto alla luce nel ‘70 all’ospedale vecchio” dice con un tono da fiore all’occhiello. Per il nonno, Sirpe modula la voce: “Si chiamava Etrusco Ottavio Saletti, era impresario edile, ha costruito Roccamare. La ditta si chiamava Seo. Sua anche la chiesa Madonna della Medaglia Miracolosa in via Roma. Sulle vetrate, in alto a destra, si può ancora leggere la scritta Seo. L’ingegnere si chiamava Ganelli, il vescovo era Galeazzi. Su quell’altare si sono sposati i miei genitori”. Manuela, la compagna, lo guarda riassaporare i ricordi, riavvolgere il nastro. “Chi nasce in Maremma – continua Riccardo – viene a contatto con odori, paesaggi, scorci, atmosfere, emozioni, che nessun altro posto riesce a dispensare. Una passeggiata nel Parco della Maremma tra Collelungo e Cala di Forno è pura utopia per chi vive in una qualunque città del nord, come è impossibile abbia vissuto le scivolate con le buste di plastica, o le camere d’aria, alla Steccaia e sappia che li trovavamo e succhiavamo la liquirizia nel dopo bagno. Solo qui si vivono questi momenti”. I ricordi del Sirpe sgorgano come acqua dal rubinetto: “Poi ci sono usi e costumi che lentamente stiamo smarrendo. Nel pranzo domenicale non mancava mai il piccione arrosto e l’acqua cotta di nonna Elide. Per i miei 40 anni Elide ha preparato intere bacinel- le, quelle di plastica colorata, e la bellezza di 40 tortelli tutti chiusi a mano con la forchetta. La sfoglia naturalmente era tirata con le braccia”. Per lavoro Riccardo ha dovuto allontanarsi da Grosseto: “Ho abitato a Milano perché prestavo servizio all’aeroporto Malpensa. Era il ’98. Mi ero portato un poster dell’Uccellina sistemandolo sulla parete davanti al letto. La mattina ero salutato da questo panorama, quando uscivo il cielo… non c’era…, tutto e tutti erano grigi. Il termine maremmano lo usavano quasi come offesa non sapendo che questo mi dava la carica giusta, stimolava l’orgoglio ed era un vanto. Poi sono andato 8 anni allo scalo Peretola di Firenze e, infine, a Fiumicino. Adesso lavoro all’isola del Giglio all’hotel Campese di Manuela”. Un ritorno felice, come la loro storia affettiva. “La stagione è stata positiva – riassume Sirpe – abbiamo soprattutto turismo in arrivo dal centro nord dell’Italia, di stranieri pochi”. Mancano le leggende della terra di Maremma, Riccardo rimedia raccontandone due avute dalle voci familiari. “Si narra che tutte le case di Scansano hanno all’ingresso almeno quattro gradini perché il lupo mannaro non è in grado di salire più di tre scalini alla volta. Me lo ha detto nonno Etrusco. La seconda si chiama occhio malo dove si raccomanda di non affacciarsi all’interno di un pozzo perché l’occhio che appariva nell’acqua attirava dentro le persone. Questa non ricordo chi l’ha narrata”. Dalla soffitta dei ricordi Sirpe prende anche questa perla: “Siamo negli anni ’70. Caterina, la sorella del mio babbo, era insegnante alla scuola elementare dei Marrucheti dove arrivavano scolari da Arcille, Baccinello, Campagnatico. C’era lezione di matematica, precisamente sulle divisioni. Lei chiese ad un alunno quante volte il 3 stava nel 7. La risposta fu: ci sta 2 volte e il resto ci ciotola”. Riccardo ride ancora su questa scenetta. “Si faceva merenda – aggiunge – con due fette di pane e il prosciutto tagliato a mano, alto e saporito. Oppure con pane vino e zucchero e le pesche nel vino. Mia nonna ripete sempre che il futuro è il passato. Io ci credo”. Alla fine Sirpe ripassa il vocabolario: “L’ovulo è il cucco, la formica si chiama cudera, l’ombra è la meria, la fettina fritta si dice a pallini”. Dopo prende il sopravvento la passione per il Grifone, i viaggi, le delusione e le gioie: “Allo stadio di Messina siamo arrivati in bicicletta, primi a farlo in Italia, meritandoci l’attenzione di Militello con tanto di servizio a Striscia la notizia”. Un lampo, la commozione arriva spontanea. Meglio chiudere l’uscio delle memorie. Ultima parola a Manuela: “A Riccardo piace moltissimo il mare ma non fa il bagno”. Inutili e aleatorie le negazioni del Sirpe. Giancarlo Mallarini PRIMO PIANO • 61 PRIMO PIANO AZIENDE AL TOP | Storie di imprese e di imprenditori di Maremma Il CRISBA, eccellenza di Maremma che dà lustro al territorio La ricerca scientifica in Maremma e a livelli d’eccellenza. Utopia? No è realtà e trova sempre maggiori conferme grazie al CRISBA il Centro di Ricerche Strumenti Biotecnici nel settore Agricolo-forestale, istituito nel luglio 2010 a Grosseto con il patrocinio della Provincia di Grosseto ed il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena all’interno dell’Istituto Superiore “Leopoldo II di Lorena”. C e ne siamo occupati anche in passato, ma quando si ha a che fare con delle eccellenze ecco che ripetersi può diventare naturale. L’eccellenza di cui torniamo volentieri a parlare è il CRISBA (Centro di Ricerche Strumenti Biotecnici nel settore Agricolo-forestale), importante e attivo Centro di Ricerche scientifiche istituito nel luglio 2010 a Grosseto con il patrocinio della Provincia di Grosseto ed il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Il Centro è sito all’interno dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore (ISIS) “Leopoldo II di Lorena” di Grosseto, del quale rappresenta un’autonoma articola- 62 • Maremma Magazine • Novembre 2015 zione scientifica regolata da uno statuto che ne definisce gli organi, le finalità e la gestione amministrativo-contabile. Il Centro di Ricerche ha nel dott. Lorenzo Moncini il responsabile e coordinatore delle attività di ricerca scientifica (oltreché componente del Comitato Scientifico), ed ha come Direttrice la Professoressa Giampaola Pachetti, che intervistiamo per conoscere meglio questa importante realtà maremmana. Ed è con loro che a distanza di due anni facciamo il punto sull’attività svolta e sulle ultime novità. Riavvolgiamo il nastro e torniamo all’ottobre 2013, mese ed anno in cui è uscito l’ultimo articolo dedicato al CRISBA su Maremma Magazine. Che è successo da allora? In questi anni il CRISBA ha proseguito le attività di sperimentazione, conseguendo risultati scientifici di prestigio per l’innovazione dell’agricoltura nel nostro territorio. Su quali campi siete stati particolarmente attivi? Una delle linee di ricerca più importanti ha riguardato lo studio di un microrganismo benefico testato da anni come biofertilizzante in collaborazione con l’Università di Pisa. In passato il CRISBA ha valutato l’efficacia di tale isolato microbico per l’ortovivaismo del pomodoro, dimostrando l’aumento nella velocità di accrescimento delle piante trattate con il fungo, capace anche di difendere la coltura da numerosi patogeni. Questi risultati, pubblicati in riviste del settore nonché resi noti a Pechino nell’Agosto 2013 al 10° Congresso Internazionale di Patologia Vegetale, sono stati il punto di partenza per ulteriori sperimentazioni recentemente presentate in un articolo de L’Informatore Agrario (n°26 del 2 Luglio 2015), la più importante rivista di agricoltura specializzata in Italia. I risultati di queste ricerche svolte in pieno campo con la collaborazione di ASPORT-Grosseto, appaiono particolarmente interessanti: viene dimostrata la capacità del fungo di crescere all’interno delle radici delle piante di pomodoro, che godono così di una migliore capacità di assorbimento degli elementi nutritivi dal terreno (il ferro in particolare) e vedono incrementata la propria produttività. Su tali pre- Nella foto da sin. la direttrice Giampaola Pachetti, il responsabile della ricerca Lorenzo Moncini, il Sig. Ottavio Milli, proprietario della Eruosider sas e il Preside Alfonso De Pietro supposti in questi ultimi mesi il CRISBA ha quindi avviato un nuovo ciclo di sperimentazione su superfici estensive fornendo in uso gratuito ad alcuni coltivatori del territorio il microrganismo in questione. L’inoculo necessario a questi nuovi test è stato formulato e prodotto dall’azienda Isagro, si tratta quindi anche di una prima prova di composizione in agrofarmaco del microrganismo studiato dal CRISBA, che potrebbe aprire la strada alla possibilità di vedere applicata su vasta scala una delle attività sperimentali del Centro. Oltreché su questa materia sappiamo che vi siete mossi anche sul fronte ambientale, terreno a voi particolarmente caro, con la reintroduzione in natura di piante autoctone dunali quali ad esempio il Giglio di mare. Proprio così. Anche sul fronte ambientale continua l’impegno dei ricercatori, che dal 2010 portano avanti un’iniziativa per la salvaguardia dell’ambiente costiero maremmano. In particolare il CRISBA propaga e reintroduce in natura alcune piante autoctone dunali, prima fra tutte il Giglio di mare (Pancratium maritimum), una specie vegetale protetta le cui piante vengono propagate a partire da seme e, una volta raggiunta l’età adulta, reintrodotte in duna. In questi anni il CRISBA ha effettuato quattro piantumazioni portando in ambiente centinaia di Gigli di mare a Marina di Grosseto (2011), Castiglione della Pescaia (2012), Scarlino (2014) e Roccamare (2015). Gli interventi di reintroduzione in ambiente, svolti con gli studenti durante iniziative pubbliche che sono una preziosa occasione per sensibilizzare la popolazione all’importanza della tutela dell’ecosistema dunale maremmano, oggi fanno registrare alte percentuali di attecchimento. A distanza di anni dagli interventi le piante appaiono infatti perfettamente adattate, hanno fiorito e disseminato nuovi semi in natura. Questo programma di salvaguardia della biodiversità locale pochi mesi fa è valso una Menzione Speciale “Scuole che producono sterminata bellezza” (Premio Nazionale Legambiente), ed è inoltre arricchito da un’altra iniziativa. Quale? Il Centro, in collaborazione con l’Associazione Terramare, ha attivato infatti un progetto per il monitoraggio e la mappatura mediante strumenti informatici della specie nelle nostre dune che, grazie all’invio di segnalazioni d’avvistamento del Giglio di mare da parte della collettività (dal sito www.terramareitalia.it), permette di definire la diffusione geografica della specie in Maremma e di conoscere lo stato di conservazione dell’ambiente costiero. Che altro bolle in pentola? Su quali altri fronti vi state muovendo? A queste attività il CRISBA ne aggiunge molte altre che riguardano la micropropagazione vegetale, lo svolgiUna delle fasi della micropropagazione vegetale delle piante in laboratorio PRIMO PIANO • 63 PRIMO PIANO •••• “In questi anni il CRISBA ha proseguito le attività di sperimentazione, conseguendo risultati scientifici di prestigio per l’innovazione dell’agricoltura nel nostro territorio”. mento di prove sperimentali su commissione nonché la diagnostica fitopatologica. In quest’ultimo caso viene infatti offerto un prezioso servizio agli agricoltori locali che possono rivolgersi al Centro per una consulenza circa le malattie che affliggono le proprie colture agrarie in pieno campo. Vengono così consegnati campioni di piante infette ai ricercatori del CRISBA che, dopo averle sottoposte ad indagini in vitro e mediante tecniche di microscopia ottica, appurano l’agente responsabile della malattia e consigliano le migliori strategie di intervento per la risoluzione del problema. Al proposito proprio negli ultimi mesi il Centro ha identificato e segnalato su riviste del set- Da molti anni il Centro è attivo nella propagazione e reintroduzione in natura del Giglio di Mare, una specie vegetale protetta per la quale è stato attivato anche un programma di mappatura informatica: la collettività, tramite smartphone, può segnalare infatti l’avvistamento della pianta nelle nostre dune. tore il diffondersi del “Mal dello sclerozio” su pomodoro nella Toscana tirrenica e in Maremma in particolare, una patologia causata da un fungo (Sclerotium rolfsii) che attacca numerose colture causando lesioni del colletto, avvizzimenti e perdite produttive. Questa serie di attività viene svolta senza trascurare la formazione degli studenti del Leopoldo di Lorena, che partecipano in prima persona alle attività di sperimentazione del Centro e che ogni anno usufruiscono di un corso pomeridiano di esercitazioni pratiche in microbiologia e micropropagazione vegetale. La formazione non è tuttavia limitata all’Istituto di appartenenza, infatti alle Nelal foto uno dei minisilos sperimentali riempito di mais 64 • Maremma Magazine • Novembre 2015 attività sperimentali partecipano anche tre studenti dell’Università di Pisa e dell’Università della Tuscia, che svolgono il proprio tirocinio universitario proprio presso il CRISBA. E la cerealicoltura, da sempre di grande importanza per la Maremma? La valorizzazione della cerealicoltura maremmana è l’attività che continua a contraddistinguere maggiormente il CRISBA, con particolare riferimento alle strategie per la riduzione del rischio di contaminazione da micotossine prodotte da funghi fitopatogeni. Queste sono infatti sostanze altamente pericolose quando ingerite, che possono contaminare diverse matrici agroalimentari fra cui i cereali e per le quali sono in vigore stringenti limiti di legge, a causa dei numerosi effetti negativi che hanno sulla salute umana ed animale (dalla tossicità acuta sino ad essere causa di tumori). Le indagini del Centro hanno riguardato la fase di produzione in campo, tramite la selezione di microrganismi benefici che possono essere utilizzati come strumento per la difesa biologica delle colture dai patogeni che causano la «Fusariosi della spiga di grano», malattia dei cereali che provoca perdite produttive e problemi connessi proprio all’accumulo di micotossine. I risultati sinora ottenuti sono stati presentati in numerosi convegni nazionali e internazionali, fra cui il 12° Seminario Europeo su Fusarium a Bordeaux (2013). Allo stesso tempo il CRISBA Nella foto un un esempio di test nel quale risulta il maggior vigore di piantine di insalata trattate con un fertilizzante sperimentale (trattato, a destra); sotto campioni di grano appositamente inumiditi nel corso di una prova sperimentale di conservazione ad umidità iniziale estremamente elevata (63%). Dopo 7 giorni di stoccaggio il grano sviluppa muffe quando conservato nei comuni silos (a sinistra) mentre presenta un perfetto stato sanitario se mantenuto in silos con atmosfera arricchita d’azoto (a destra). agisce anche sulla fase finale della filiera, analizzando prodotti cerealicoli già trasformati (farine alimentari e mangimi) sempre con il fine di controllare i livelli di contaminazione da micotossine; un’azione che è stata valorizzata anche dalla collaborazione con Unicoop Tirreno, interessata in particolare al monitoraggio della salubrità di prodotti trasformati a base di mais. Tutto ciò è stato da stimolo per la novità più interessante e promettente del Centro Ricerche che, con l’intento di focalizzare la propria attenzione anche sulla fase intermedia della filiera, ovvero la conservazione dei cereali, ha siglato un accordo con la Eurosider sas di Ottavio Milli. Parliamone. Durante l’immagazzinamento molti fattori influenzano la qualità delle granaglie stoccate, soggette a fenomeni di degradazione aerobica e all’azione di organismi infestanti, come gli stessi funghi produttori di micotossine. Per cercare di ovviare a questi inconvenienti solitamente si ricorre all’utilizzo di sostanze chimiche disinfestanti ad alta tossicità. Eurosider, un’azienda grossetana leader nella produzione di sistemi di generazione d’azoto e d’ossigeno on site, ha messo a punto, brevettato e fornito al CRISBA un sistema innovativo per il controllo automatico dell’atmosfera di conservazione applicato a minisilos. In questi viene immesso azoto ad alta purezza prodotto tramite il frazionamento dell’aria per permeazione selettiva, un sistema capace di modificare l’atmosfera di conservazione risultando promettente per affidabilità tecnologia, impatto ambientale nullo e bassi costi d’esercizio. Il Centro Ricerche sta testando quindi in esclusiva l’efficacia di tali impianti nel rendere l’ambiente di conservazione inospitale per gli organismi infestanti ed idoneo anche al contrasto della degradazione spontanea cui vanno incontro i cereali in stoccaggio. Un sistema che non prevede il ricorso a sostanze chimiche e che risulta applicabile anche negli impianti di conservazione su larga scala comunemente utilizzati dai centri di stoccaggio. I risultati preliminari delle sperimentazioni appaiono molto inco- raggianti, il CRISBA ha già appurato l’efficacia del brevetto nel contrastare l’infestazione delle cariossidi da parte di funghi filamentosi e insetti dannosi, come il Punteruolo del grano (Sitophilus granarius) che si ciba dei cereali danneggiandoli e predisponendoli anche all’attacco di microrganismi patogeni. La collaborazione con Eurosider rappresenta un buon esempio di sinergia fra ricerca e industria, che conferma l’impegno del CRISBA del “Leopoldo II di Lorena” nel promuovere l’innovazione tecnico-scientifica per l’agricoltura del nostro territorio. PRIMO PIANO • 65 L’AGENDA L’AGENDA DOMENICA 1° NOVEMBRE • Gavorrano - GAVORRANO Vs. Colligiana Decima giornata del girone di andata del Campionato di Calcio Serie D Girone E, presso lo Stadio Comunale • Grosseto - Eventi al Museo 2015 Ciclo di iniziative culturali a cura del Museo di Storia Naturale della Maremma Strada Corsini, 5 Strada Corsini, 5. Programma: Di Scienza e di Natura ore 17.30 Delle erbe e degli animali. Omaggio a Mario Rigoni Stern e a Primo Levi. Con Simone Giusti e Andrea Sforzi. Info: tel. 0564 488571, www.museonaturalemaremma.it • Manciano – Top Secret Maremma Confidential Antiche tradizioni, luoghi segreti, storia ed ecccellenze … alla scoperta della Maremma nascosta… (fino al 1° novembre). Info: www.topsecretmaremma.it • Orbetello - GUSTATUS Il Senso del Gusto, Profumi e sapori della tradizione contadina e lagunare. Manifestazione per la valorizzazione delle tradizioni eno-gastronomiche e culturali del territorio orbetellano, quest’anno alla sesta edizione, promossa dall’Amministrazione Comunale di Orbetello • Parchi Val di Cornia - Halloween al Castello Museo del Castello e delle Ceramiche Medievali in orario di apertura - Una giornata dedicata ai piccoli fantasmi che potranno fotografarsi in catene e nella 66 • Maremma Magazine • Novembre 2015 gabbia della tortura. Il fantasma più spaventoso sarà proclamato vincitore dagli utenti della pagina Facebook della Parchi Val di Cornia. Con la partecipazione del fabbro artigiano Fabio Gonnella. Info e prenotazioni: tel. 0565 226445 www.parchivaldicornia.it - prenotazioni@parchivaldicornia.it • Porto Santo Stefano - Campionato invernale di Porto Santo Stefano Manifestazione velica a cura dello Yacht Club Santo Stefano alla sua decima edizione, riservata a imbarcazioni di altura IRC e ORC che si sfidano nelle acque antistanti Porto Santo Stefano e l’Argentario. Info: www.ycss.it • Scansano - Ghiaccio Forte: una città etrusca a guardia dell’Albegna Visita guidata della città etrusca di Ghiaccio Forte (Scansano, GR) con la guida ambientale escursionistica Irene Belli. Ritrovo: ore 10:00 di fronte all’ingresso dell’area archeologica. A pagamento. Info e prenotazione (necessaria): tel. 347 0819484 • Sovana (Sorano) – Escursione Visita guidata Necropoli Monumentale Etrusca di Sovana. A pagamento. Info e prenotazioni 3406933470 info@carlagae.com MARTEDÌ 3 NOVEMBRE • Grosseto - Introduzione alla Psicosintesi Esperienza in gruppo: evento gratuito aperto a tutti, “assaggio” del percorso introduttivo alla Psicosintesi, ore 18.00-19.30. Conduce gli incontri STE- FANO PELLI, Psicologo - Counsellor professionista SIPT – Formatore d’Istituto. L’iniziativa è per chi desidera fare un’esperienza di prova gratuita presso il Centro di Psicosintesi (in via Lago di Varano n. 71). Info: tel. 349 1273413 o 339 8046055 MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE • Grosseto - Psicosintesi Spazio di Yoga (tradizione Vanda Scaravelli) “...quando il movimento diventa meditazione...” aperto a tutti con Beatrice Gratelli. Due prove gratuite mercoledì 4 h 10.00-11.30 e venerdì 6 novembre h 13.30-15.00. Un approccio allo yoga adatto a qualsiasi età, dove poter fluire con lentezza, consapevolezza e leggerezza, per raggiungere benessere fisico, mentale e spirituale. Beatrice Gratelli incontra lo yoga nel 2008 trovandone conforto e gioia. Molto presto inizia a frequentare i seminari di Sandra Sabatini, una delle tre allieve di Vanda Scaravelli. I suoi studi continuano insieme alla sua attività di insegnante. • Grosseto - 1, 2, 6… Stella! Incontri cena cine letterari a cura di Roberta Lepri, in collaborazione con il CRAL della Banca della Maremma. Programma del 4 Novembre: Marco Vichi - Scrittore tra i più noti e amati in Italia, tradotto in vari paesi, famoso tra l’altro per la serie di romanzi che hanno come protagonista il commissario Bordelli. Si occupa anche di teatro, di cinema e di musica. Il suo ultimo romanzo, Il console, edito da Guanda, si svolge nel I sec. d.C. Film scelto: GLI EVENTI DEL MESE GIORNO PER GIORNO «I duellanti» di Ridley Scott. • Grosseto - Corse al galoppo - Riunione Autunnale 2015 Convegno di corse al galoppo in piano e ad ostacoli, presso l’Ippodromo del Casalone (via Aurelia antica). Info: tel. 0564 24214 • Scansano – Commemorazione L’Amministrazione Comunale commemora i caduti in guerra presso il Parco della Rimembranza GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE • Follonica - Incontri d’Autunno Ciclo di incontri al Museo del Magma tesi alla massima valorizzazione del museo cittadino. Programma: ore 16.00 Presentazione della Guida al Magma per i bambini “Acqua, fuoco, aria, terra: la musica e la bellezza” curata dalla autrice Emanuela Nava. A seguito dell’incontro i bambini potranno partecipare ad un laboratorio didattico alla presenza di… Leopoldo di Lorena, e ricevere la Membership card MAGMA JUNIOR con la quale potranno partecipare gratuitamente per un anno intero, a tutti i laboratori pomeridiani organizzati al Museo. Info: tel. 0566 59027 / 50243, www.magmafollonica.it • Gavorrano - Lettura di gruppo Lettura di gruppo per bambini e adulti con Stefano Stefani, dalle 16.30 alle 17.30 • Gavorrano - Presentazione letteraria Presentazione del libro Nero Assoluto di Lorena Laurenti - Nero Assoluto Saga presso la Biblioteca Comunale di Gavorrano, ore 17.30 • Grosseto - UniTre Grosseto Presentazione del libro di Giuseppina Scotti “I porti dell’anima” a cura dell’UniTre Grosseto presso la Sala Corso Unitre, via Garibaldi, ore 18. Intervengono Anna Maria Cocozza e Laura Luzzetti. Info: tel. 377 4275826 • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della salute” con l’ausilio di un istruttore di ginnastica finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 • Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2015/2016 Cartellone di spettacoli organizzato dall’Amministrazione Comunale di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, presso il Teatro Moderno e il Teatro degli Industri. Programma: Teatro degli Industri - Due partite di Cristina Comencini, con Giulia Michelini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti, Giulia Bevilacqua, regia Paola Rota, produzione Artisti Riuniti. Info: Teatro degli Industri, tel. 0564.21151; Teatro Moderno, tel. 0564.22429 • Grosseto - IN CAUTA MENTE Mostra personale di Piero Ardenghi presso la Galleria Eventi in via Varese18 (centro storico). Inaugurazione: 5 novembre ore 17,30. Info: www.pieroardenghi.it • Manciano - Manciano [In]Formazione per Fare Turismo Seminari didattici sul turismo a cura dell’assessorato al Comune di Manciano assieme all’OTD “Osservatorio Turistico di Destinazione”. Programma: ore 15:00 Robi Veltroni - Internet nel mondo della Ristorazione (Nuovo Cinema Moderno Manciano). Info: www.mancianopromozione.com VENERDÌ 6 NOVEMBRE • Follonica - Coppa Toscana Gara Interregionale Karate a cura dell’A.S.D. Sport Karate Follonica presso il Palagolfo. Info: Franco Fabbretti 328.4771262, skfollonica@libero.it • Grosseto - Psicosintesi Spazio di Yoga (tradizione Vanda Scaravelli) “...quando il movimento diventa meditazione...” aperto a tutti con Beatrice Gratelli. Due prove gratuite mercoledì 4 h 10.00-11.30 e venerdì 6 novembre h 13.30-15.00. Un approccio allo yoga adatto a qualsiasi età, dove poter fluire con lentezza, consapevolezza e leggerezza, per raggiungere benessere fisico, mentale e spirituale. Beatrice Gratelli incontra lo yoga nel 2008 trovandone conforto e gioia. Molto presto inizia a frequentare i seminari di Sandra Sabatini, una delle tre allieve di Vanda L’AGENDA • 67 L’AGENDA “In Cauta Mente”, mostra personale di Piero Ardenghi Si intitola “In Cauta Mente” ed è la mostra personale di Piero Ardenghi che sarà inaugurata il prossimo 5 novembre, per proseguire fino al 15, nella cornice della Galleria Eventi in via Varese 18 (centro storico). S i tratta di un’antologica con la quale l’artista montalcinese di nascita, ma maremmano d’adozione, ripercorre la sua produzione degli ultimi sei anni. «In - cauta - mente, in mente cauta, incautamente. Un trabocchetto di parole, una provocazione lanciata all’interlocutore, un calembour arguto, le cui regole sono stabilite dall’autore. Tra le sillabe di questa sfida lessicale sembra fare capolino il profilo sottile di Piero Ardenghi, che ci sorride e gioca con noi, accompagnandoci in un percorso in cui la pittura è andata a indagare le forme, studiandole, scindendole, scomponendole, ricomponendole e mutandole, in un incauto processo di metamorfosi”. Così la Prof. Marcella Parisi, storica dell’arte, introduce la mostra nella sua nota critica». «La mostra – aggiunge – narra di un uomo che, pur nella discrezione di un carattere riservato e schivo, ha trovato nella pittura il modo per interloquire finemente con il mondo e con gli altri. La multiforme visione delle cose che Ardenghi ci restituisce, è un viaggio nella dimensione figurativa incautamente rivisitata e trasfigurata. Perché i dipinti dell’artista, pur tenendo d’occhio la classicità fiorentina, filtrata attraverso la frequentazione avvenuta in età giovanile con l’amico Pietro Annigoni, hanno un taglio moderno, rileggono la tradizione toscana del paesaggio e della figura, reinterpretandone le forme attraverso un punto di vista nuovo. 68 • Maremma Magazine • Novembre 2015 (...) Tutti i suoi soggetti, i profili dei paesi toscani come le forme sinuose delle figure, sono caratterizzati da una rifrazione cromatica fondata sui verdi, grigi, ocra e rossi, stesi a campiture piatte, lisce e continue racchiuse dentro netti confini, cloisonné ossessivo, che riduce le immagini a presenze cesellate. La tradizione e il mondo antico sfumano e cedono il passo ad un mondo nuovo, in cui Ardenghi non si abbandona all’ovvio descrittivo ma ci dà un’immagine della realtà come cristallizzata da un incantesimo. Per l’artista dipingere è una vera esperienza esistenziale, utile a superare gli ostacoli che si interpongono nella vita, un’esperienza antropologica, dettata dall’uomo e ad esso destinata. Come lui stesso dice, “Il dipingere è ‘dipendenza’, bisogno interiore, una forma di comunicazione, uno sfogo fisico, mentale, intimo, personale”. Quindi, al gioco di parole che ha scelto come titolo della sua mostra antologica, a noi piace associare l’idea di una mente cauta che, incautamente, si avventura nello spazio infinito dell’universo arte, come un argonauta alla ricerca del suo vello d’oro». L’inaugurazione è prevista il 5 novembre alle ore 17,30. Le visite saranno possibili con il seguente orario: tutti i giorni dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 17,00 alle 19,30. Info: tel. 0564 456416 – 339 8163661, www.pieroardenghi.it - www.pieroardenghi.altervista.org Scaravelli. I suoi studi continuano insieme alla sua attività di insegnante. • Grosseto – “Libroterapia. Di relazioni ci si ammala, di relazioni si guarisce” Ciclo di incontri a cadenza mensile a cura dell’UNITRE, l’Università delle Tre Età, in collaborazione con l’Amministrazione comunale cittadina” nelle sale del Museo archeologico comunale dalle ore 10 alle ore 12. Relatrice: Dott.ssa Rachele Bindi, Psicologa, Psicoterapeuta. L’ingresso al Museo è gratuito solo per gli iscritti a UNITRE ma pagando il biglietto chiunque può assistere alla lezione. Programma del 6 novembre: “Prima lettura: la relazione con se stessa”; • Massa Marittima - Novembre Grosso Storia e cultura, Enogastronomia, Musica e… molto altro! Un mese ricco di eventi per riscoprire i tesori delle Colline Metallifere. Durante tutto il mese ingresso ridotto ai Musei di Massa Marittima. Programma: ore 17 Sulle note del mistero: la musica perduta degli Etruschi. Documentario con la regia di Riccardo Bicicchi. Interverranno Simona Rafanelli, etruscologa, Stefano Cocco Cantini, musicista e Roberta Pieraccioli, coordinatore della Rete Museale Provinciale - Massa Marittima, Palazzo Abbondanza. Ingresso libero. A cura del Comune di Massa Marittima. Info: tel. 0566.902289, www.novembregrosso.it • Pitigliano - SANTI VINAI 2015 Degustazioni ed iniziative varie nel centro storico. Per tutta la durata della manifestazione dalle ore 19.00 apertura stand gastronomico “Santi Vinai 2015”: cena a base di prodotti locali con musica dal vivo, a seguire DJ Set. Nell’occasione troverà spazio il Progetto “Campagna Amica nel piatto”: l’Associazione Cantine nel tufo e la Coldiretti si uniscono per creare una sinergia tra i produttori agricoli italiani di “Campagna Amica” ed i ristoratori pitiglianesi che privilegiano l’utilizzo di materie prime di esclusiva provenienza italiana. Durante i Santi Vinai questi ristoranti proporranno un piatto dedicato a questa iniziativa. Programma: ore 17.30 Sala Petruccioli - PRESENTAZIONE OGGETTI CERAMICI - Presentazione degli oggetti ceramici recuperati nella Sala Petruccioli sec. XIV-XVIII a cura di Riccardo Pivirotto. Evento realizzato dalla Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano | ore 22.30 musica dal vivo con i “Picasso Avenue” a seguire Mr Kikko DJ. Info: tel. 0564 617111 • Porto Santo Stefano - “I Rossi al Mare” Serata dedicata all’insidioso e nello stesso tempo suggestivo abbinamento pesce-vino rosso a cura della Condotta Slow Food Argentario nel rinnovato e storico locale dell’Osteria La Pace, a partire dalle ore 20.00. Info e prenotazioni (attenzione i posti sono limitatissimi): e-mail slowfood.argentario@gmail.com oppure per telefono al cellulare 338 8041794 (Alessandra). Prezzi: Euro 40,00 a persona ed Euro 35,00 per i soci Slow Food. SABATO 7 NOVEMBRE • Campiglia M.ma (Li) - FESTA D’AUTUNNO Nel centro storico di Campiglia verranno degustati prodotti tipici della nostra enogastronomia, tutto contornato da mercatino artigianale e musica live. • Civitella Marittima (Civitella Paganico) “FESTA DEL BUCO UNTO” e DEL VINO NOVELLO Degustazione prodotti tipici, olio novo, vino novello, stand gastronomico al coperto, mercatino, giochi, cantine aperte e musica itinerante lungo le vie del borgo, per una festa organizzata dalla Pro Loco Civitella Marittima che richiama sempre tanta gente. Programma: ore 12.00 Apertura stand gastronomico al coperto; ore 15.00 Apertura mercatino dell’artigianato e hobbystica; ore 16.00 Apertura cantine; ore 19.00 Apertura stand gastronomico al coperto. Musica dal vivo nelle piazze del borgo con: GLI SPUTNIK! LABO DJ • Follonica - Incontri d’Autunno Ciclo di incontri al Museo del Magma tesi alla massima valorizzazione del museo cittadino. Programma: ore 17.00 “Da Monachino alla Maremma” Prof. Andrea Ottanelli. Ingresso intero 5 euro, ridotto 4 euro. Info: tel. 0566 59027 / 50243, www.magmafollonica.it • Follonica - Teatro Fonderia Leopolda Stagione Teatrale 2015/2016 a cura del Comune di Follonica, in collaborazione con AD Arte con la direzione artistica di Eugenio Allegri presso il Teatro Fonderia Leopolda. Inizio spettacoli ore 21.15. Programma: Za & Office Dervish ideato e danzato da Ziya Azazi. Coreografia di Ziya Azazi in Residenza Teatrale alla Leopolda • Gavorrano - Presentazione letteraria Presentazione del libro L’ultima Astronave, volume I de Il Ciclo dei Mondi di Gianluca Ranieri Bandini presso la Biblioteca Comunale di Gavorrano, ore 17 • Grosseto - Eventi al Museo 2015 Ciclo di iniziative culturali a cura del Museo di Storia Naturale della Maremma Strada Corsini, 5 Strada Corsini, 5. Programma: ore 17.30 M’ammalia, la settimana dei Mammiferi (promosso da ATIt e ANSM); con Adriano Martinoli, Presidente ATIt. Info: tel. 0564 488571, www.museonaturalemaremma.it • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della Cultura” finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 • Grosseto – Seminario di Psicosintesi “IL TEATRO INTERIORE. Oltre il conflitto, verso la pace” Seminario di Biopsicosintesi per chi vuole conoscere e accettare di più se stesso, per condividere emozioni, gesti, parole e azioni, per scoprire la capacità di creare ogni giorno il proprio “copione originale”, con amore, presso il Centro di Psicosintesi (in via Lago di Varano n. 71). Relatore: Stefano Pelli Psicologo - Counsellor professionista SIPT – Formatore d’Istituto. Orario: sabato 14.00-19.00, domenica 9.30-18.00 (prevista pausa pranzo). Info e iscrizioni tel. 339 8046055 • Grosseto - NON BERE! La VITA ti aspetta Concerto Musica Nuda con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti a cura del COESO – SDS Grosseto, presso il Teatro degli Industri, ore 21.30. Nuovo appuntamento con la musica nell’ambito della campagna “Non bere! La vita ti (a)spetta”, promossa dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Grosseto e dal Coeso Socità della Salute, per promuovere stili di vita corretti e consapevoli tra i giovani. “Si tratta dell’ennesima iniziativa pubblicata pensata per dare rilievo a un lavoro che, da oltre un anno impegna il Comune e il Coeso”, spiega Antonella Goretti, assessore alle Politiche sociali. “Abbiamo, infatti, deciso di investire sulla salute dei nostri giovani, aiutandoli a comprendere i rischi legati a stili di vita e comportamenti sbagliati e cercando di trasmettere l’idea che il divertimento non è necessariamente sballo”. Ingresso 12€, ridotto 10€ (giovani under 22 anni, abbonati stagione teatrale 2015/2016), prevendite nei circuiti Box Office e ticket one e rivenditori autorizzati e disponibili al botteghino del Teatro degli Industri, sabato 7 novembre, dalle 17. Info: tel. 334 1030779, mail promozione.cultura@comune.grosseto.it - www.facebook.com/comunegrossetocultura • Manciano - Castro, la città perduta Escursione con la guida ambientale escursionistica Irene Belli. Ritrovo: ore 10,00 in Largo d’Antona (parcheggio davanti a Poste Italiane) a Manciano, trasferimento con mezzi propri fino all’inizio del sentiero. A pagamento. Info e prenotazione (necessaria): tel. 347 0819484 • Pitigliano - SANTI VINAI 2015 Degustazioni ed iniziative varie nel centro storico. Per tutta la durata della manifestazione dalle ore 19.00 apertura stand gastronomico “Santi Vinai 2015”: cena a base di prodotti locali con musica dal vivo, a seguire DJ Set. Nell’occasione troverà spazio il Progetto “Campagna Amica nel piatto”: l’As- al 2005, ogni autunno la Condotta Slow Food Argentario propone “I Rossi al Mare”, una serata dedicata all’insidioso e nello stesso tempo suggestivo abbinamento pesce-vino rosso. Ed ogni anno con delle novità e curiosità, che ne fanno una degustazione sempre seguita dai soci e simpatizzanti, tanto che si è giunti alla decima edizione. Il prossimo appuntamento è per venerdì 6 novembre, a partire dalle ore 20.00 nel rinnovato e storico locale dell’Osteria La Pace, in Porto Santo Stefano, che ha riaperto proprio durante la passata stagione estiva. «L’iniziativa – sottolinea il Fiduciario della Condotta Giancarlo Alocci – diventa anche un’occasione per provare la cucina di un giovane chef, Francesco Carrieri, che sta emergendo nel panorama ristorativo dell’Argentario e che propone un menù ric- co di spunti e di sapori: La Ribollita Fronte Mare, Palamita in crema di zucca, Risotto alla Ficamaschia, Ombrina in guazzetto mediterraneo, Stinchi di morto resuscitati da mousse di nocciola con ricotta e cannella. Se il menù offre il pesce dei nostri mari, i vini in abbinamento provengono da zone confinanti con la nostra Maremma, pur prodotti con lo stesso vitigno, il sangiovese. Il primo è “Dinostro”, un sangiovese appunto in purezza del Podere Il Castellaccio di Bolgheri, mentre il secondo “Nudo”, un altro sangiovese in purezza biodinamico dell’Azienda Agricola Bambagioni Stefano, zona Montecucco». La cena sarà guidata, come al solito, da un esperto Slow Food che illustrerà il menù e le sue pietanze, insieme all’abbinamento scelto e su cui i partecipanti potranno esprimere il proprio spassionato giudizio. «Può essere anche questa un’occasione D sociazione Cantine nel tufo e la Coldiretti si uniscono per creare una sinergia tra i produttori agricoli italiani di “Campagna Amica” ed i ristoratori pitiglianesi che privilegiano l’utilizzo di materie prime di esclusiva provenienza italiana. Durante i Santi Vinai questi ristoranti proporranno un piatto dedicato a questa iniziativa. Programma: ore 10.30 ESCURSIONE CON VISITA GUIDATA. Raduno presso il punto di raccolta Ufficio IAT Pitigliano con visita al “Museo Archeologico Etrusco” a seguire aperitivo in una delle antiche cantine scavate nel tufo | ore 11.30 OLIO E VINO NELLE TERRE DEL TUFO “Sala Petruccioli” - Incontro e dibattito organizzato dalla BCC di Pitigliano sulle tematiche legate all’olio e al vino nelle Terre del Tufo. Presentazione del corso sommelier professionale per l’anno 2016 | ore 15.00 MERCATO DELL’OLIO Sala Mostre “Ex granai Fortezza Orsini” - Apertura mostra dell’olio nuovo. I produttori propongono aperitivi e degustazione dei prodotti oleari all’interno degli ex granai della Fortezza Orsini - MERCATO DEI PRODOTTI A KM ZERO Piazza Garibaldi - Apertura mercato prodotti organizzato dalla Coldiretti di Grosseto | ore 22:30 musica dal vivo con i “Muppets” a seguire DJ Davide Lo Conte. Info: tel. 0564 617111 • Roccastrada - “Un autunno al Museo… del vino” Pomeriggio dedicato all’artigianato artistico e alla riscoperta di tradizioni e prodotti tipici del territorio nella cornice del Museo della Vite e del Vino di Roccastrada. Info: per partecipare ai laboratori della rassegna è richiesta la prenotazione, contattando i numeri 0564 563376 e 347 1857911 (Paola), 334 8017656 (Cinzia) e 327 3693504 (Laura), oppure scrivendo all’indirizzo mail roccastrada.museodelvino@gmail.com. Il costo dei laboratori è di 6 euro a persona, inclusa la merenda. “I rossi al mare” fanno 10! – conclude Alocci – per rinnovare la propria tessera oppure per cominciare ad avvicinarsi a Slow Food e la sua attività, garantendosi così delle agevolazioni sulle iniziative delle varie condotte, compreso l’evento stesso dei “rossi al mare”». Prezzi: Euro 40,00 a persona ed Euro 35,00 per i soci Slow Food. Info e prenotazioni (posti limitati): email slowfood.argentario@gmail.com oppure tel. 338 8041794 (Alessandra). L’AGENDA • 69 L’AGENDA • Roccastrada - Premio Sem Benelli 2015 Rassegna stabile di teatro amatoriale alla 15esima edizione organizzata dalla Compagnia Instabile dei Dintorni, con il patrocinio del Comune di Roccastrada, in collaborazione con il Coeso - Consorzio per la gestione delle Politiche Sociali, presso il Teatro Comunale dei Concordi, ore 21. Programma: Commedia brillante di Cinzia Berni “Signorine in trans”, della Compagnia Maskere di Opera, in provincia di Milano • Tatti (Massa Marittima) - SAPORI D’AUTUNNO Nel caratteristico borgo delle colline metallifere si aprono le porte delle antiche cantine che nell’occasione espongono i prodotti dell’artigianato e della gastronomia maremmana. La festa nel Centro Storico è allietata da artisti di strada. Info: tel. 338 9663433 DOMENICA 8 NOVEMBRE • Capalbio – Giornata Europea dell’Enoturismo Iniziativa enogastronomica a cura del Comune di Capalbio, in collaborazione con l’associazione CaplabioèVino, Cooperativa Le Orme e Associazione culturale Il Frantoio. Programma: ore 10.30 Tour Arte& Vino partenza da P.zza Provvidenza, visita con degustazione a 4 cantine dell’Ass. CapalbioèVino che ospitano l’iniziativa ArteèVino e pranzo con menù tipico al Ristorante Il Frantoio. € 40.00 su prenotazione 335 7504436; ore 11.00 Visita turistica del paese ritrovo in P.zza Belvedere, visita turistica gratuita alla scoperta del centro storico di Capalbio; dalle ore 10.30 alle 18.00 Cantine aperte, degustazione con assaggio di 2 vini per cantina, ticket € 10,00 (valido in tutte le cantine di CapalbioèVino dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00) - Circuito Enoturistico nei ristoranti ade- 70 • Maremma Magazine • Novembre 2015 renti all’iniziativa sconto del 50% sui prezzi alla carta dei vini di Capalbio. Info: www.comune.capalbio.gr.it | www.recevin.com • Campiglia M.ma (Li) - FESTA D’AUTUNNO Nel centro storico di Campiglia verranno degustati prodotti tipici della nostra enogastronomia, tutto contornato da mercatino artigianale e musica live. • Civitella Marittima (Civitella Paganico) “FESTA DEL BUCO UNTO” E DEL VINO NOVELLO Degustazione prodotti tipici, olio novo, vino novello, stand gastronomico al coperto, mercatino, giochi, cantine aperte e musica itinerante lungo le vie del borgo, per una festa organizzata dalla Pro Loco Civitella Marittima che richiama sempre tanta gente. Programma: ore 9.00 Ritrovo davanti alla chiesa escursione in Mountain Bike e trekking organizzato in collaborazione con ASD Civitella Bike & Trekking; ore 10.30 Apertura mercatino dell’artigianato e hobbystica; ore 12.00 Apertura stand gastronomico al coperto - Gruppo musica itinerante “San Rocco”; ore 17.00 Alla Locanda nel Cassero “Concorso del miglio vino artigianale” riservato ai produttori locali - Street band: ZASTAVA ORKESTAR; ore 19.00 Apertura stand gastronomico al coperto • Follonica - Le Domeniche a teatro Rassegna di spettacoli nell’ambito della stagione teatrale 2015/2016 presso il Teatro Fonderia Leopolda. Inizio spettacoli ore 16.30. Programma: COMPAGNIA MILO E OLIVIA Klinke. Regia: Philip Radice. Teatro Circo Comico Poetico. Tecniche usate: Acrobatica a terra, giocoleria, verticalismo, equilibrismo, tessuti aerei. Durata: 60 minuti circa. Età consigliata: per tutti! • Gavorrano - GAVORRANO Vs. Vald. Montecatini Undicesima giornata del girone di andata del Cam- pionato di Calcio Serie D Girone E, presso lo Stadio Comunale • Grosseto - GROSSETO Vs. Ostia Mare Undicesima giornata del girone di andata del Campionato di Calcio Serie D Girone G, presso lo Stadio Comunale Olimpico “Carlo Zecchini” • Grosseto – Seminario di Psicosintesi “IL TEATRO INTERIORE. Oltre il conflitto, verso la pace” Seminario di Biopsicosintesi per chi vuole conoscere e accettare di più se stesso, per condividere emozioni, gesti, parole e azioni, per scoprire la capacità di creare ogni giorno il proprio “copione originale”, con amore, presso il Centro di Psicosintesi (in via Lago di Varano n. 71). Relatore: Stefano Pelli Psicologo - Counsellor professionista SIPT – Formatore d’Istituto. Orario: sabato 14.00-19.00, domenica 9.30-18.00 (prevista pausa pranzo). Info e iscrizioni tel. 339 8046055 • Grosseto - Teatro Studio - Spazio 72 Rassegna teatrale organizzata dal Teatro Studio in collaborazione con Spazio72 e Circolo Arci Khorakhané di Grosseto, presso i locali di Spazio 72 in via Ugo Bassi, 72. Programma: PER BAMBINI varietà comico-surreale per grandi e piccini – “La valigia dei sogni” - Compagnia Teatrale Saltapalchi con Esther Cerri e Valeria Petri. Info: tel. 392 0686787, teatrostudio@gmail.com • Massa Marittima - Novembre Grosso Storia e cultura, Enogastronomia, Musica e… molto altro! Un mese ricco di eventi per riscoprire i tesori delle Colline Metallifere. Durante tutto il mese ingresso ridotto ai Musei di Massa Marittima. Programma: ore 10 La canonica a forma di fiore e il mistero del cavaliere. Visita guidata al sito archeologico della Canonica di San Niccolò, unico in Italia per la sua forma caratteristica – Montieri. Prenotazione obbligatoria allo 0566.902289 - 5 euro | ore 16.30 Musica al Museo: un filo di accordi e note LE SAGRE 6-7-8 novembre • Pitigliano SANTI VINAI 2015 Degustazioni ed iniziative varie nel centro storico. Per tutta la durata della manifestazione dalle ore 19.00 apertura stand gastronomico “Santi Vinai 2015”: cena a base di prodotti locali con musica dal vivo, a seguire DJ Set. Nell’occasione troverà spazio il Progetto “Campagna Amica nel piatto”: l’Associazione Cantine nel tufo e la Coldiretti si uniscono per creare una sinergia tra i produttori agricoli italiani di “Campagna Amica” ed i ristoratori pitiglianesi che privilegiano l’utilizzo di materie prime di esclusiva provenienza italiana. Durante i Santi Vinai questi ristoranti proporranno un piatto dedicato a questa iniziativa. Info: tel. 0564 617111 7-8 novembre • Tatti (Massa Marittima) SAPORI D’AUTUNNO Nel caratteristico borgo delle colline metallifere si aprono le porte delle antiche cantine che nell’occasione espongono i prodotti dell’artigianato e della gastronomia maremmana. La festa nel Centro Storico è allietata da artisti di strada. Info: tel. 338 9663433 7-8 novembre • Civitella Marittima (Civitella Paganico) “FESTA DEL BUCO UNTO” e DEL VINO NOVELLO Degustazione prodotti tipici, olio novo, vino novello, stand gastronomico al coperto, mercatino, giochi, cantine aperte e musica itinerante lungo le vie del borgo, per una festa organizzata dalla Pro Loco Civitella Marittima che richiama sempre tanta gente. Nelle cantine degustazione vino della aziende del territorio. Durante i due giorni sarà possibile effettuare una visita guidata con degustazione al “FRANTOIO DELLE COLLINE ARDENGHESCHE” - disponibile con servizio navetta tramite prenotazione. 7-8 novembre • Campiglia M.ma (Li) FESTA D’AUTUNNO Nel centro storico di Campiglia verranno degustati prodotti tipici della nostra enogastronomia, tutto contornato da mercatino artigianale e musica live. 7-8 / 14-15 novembre • San Giovanni d’Asso | Crete Senesi MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO BIANCO DELLE CRETE SENESI Ormai da 30 anni si svolge a San Giovanni d’Asso (SI) cuore delle Crete Senesi, nel secondo e terzo fine settimana di novembre, la Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi. L’evento, oltre alla vendita del prezioso tubero, interessa tutti i prodotti tipici delle Crete Senesi in un mix di agricoltura e artigianato. Mostre, degustazioni, mercatini, visite guidate in tartufaia, spettacoli e molto altro ancora. Info: tel. 0577 718811 - 349 7504247 8 novembre • Capalbio GIORNATA EUROPEA DELL’ENOTURISMO Iniziativa enogastronomica a cura del Comune di Capalbio, in collaborazione con l’associazione CaplabioèVino, Cooperativa Le Orme e Associazione culturale Il Frantoio. Programma: ore 10.30 Tour Arte& Vino partenza da P .zza Provvidenza, visita con degustazione a 4 cantine dell’Ass. CapalbioèVino che ospitano l’iniziativa ArteèVino e pranzo con menù tipico al Ristorante Il Frantoio. € 40.00 su prenotazione 335 7504436; ore 11.00 Visita turistica del paese ritrovo in P .zza Belvedere, visita turistica gratuita alla scoperta del centro storico di Capalbio; dalle ore 10.30 alle 18.00 Cantine aperte, degustazione con assaggio di 2 vini per cantina, ticket € 10,00 (valido in tutte le cantine di CapalbioèVino dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00) - Circuito Enoturistico nei ristoranti aderenti all’iniziativa sconto del 50% sui prezzi alla carta dei vini di Capalbio. Info: www.comune.capalbio.gr.it | www.recevin.com 14-15 novembre • Montelaterone (Arcidosso) “FESTA VERDE ORO E FESTA DELLA BIRRA AMIATINA ARTIGIANALE” Stand gastronomico, cantine aperte, mercatini, musica itinerante per il centro storico, degustazione di prodotti tipici e della birra di castagne e concerto di Santa Cecilia della Corale G. Verdi di Arcidosso. Info: 0564 968084 14-15 novembre • Marsiliana (Manciano) FESTA DELL’OLIO NUOVO Manifestazione gastronomica a cura dell’Associazione Pro loco Marsiliana 14-15 novembre • Petricci (Semproniano) “PRODOTTI POVERI PER RICCHI SAPORI” Nelle antiche cantine paesane aperte per l’occasione, si possono riscoprire gli antichi sapori degustando i piatti della tradizione gastronomica e i prodotti locali tipici accompagnati da musica e vin brulé. La manifestazione sarà animata da vari spettacoli itineranti per le strade del paese. 29 novembre / 6-7-8 dicembre • Suvereto (Li) SAGRA DI SUVERETO Dedicata al Cinghiale, all’Arte e al Folklore, si tiene nel centro storico la prima decade di Dicembre. Gastronomia tipica a base di cinghiale, presente in gran numero nei boschi intorno al paese, folklore, mostre, convegni, vendita di prodotti tipici, corteo storico in costume del ‘200 con la giostra degli arcieri e la rievocazione storica della concessione della Carta Libertatis. Info: tel. 0565 829923 5-6 dicembre • Seggiano OLEARIE Festa dell’olio e non solo. Convegni sull’olio e stands gastronomici con olio di olivastra seggianese e altri prodotti della tradizione locale. Saranno proposte delle visite guidate nel paese di Seggiano. In serata, musica, vin brulé e caldarroste per le vie del paese. Durante il periodo della festa saranno aperti cantine, punti di ristoro per panini, bruschetta, castagne e specialità. I ristoranti locali, al di fuori della festa serviranno un pranzo a base di prodotti tipici. Attivo servizio navetta gratuito dalla Piazza alla Fonte al centro storico e dai ristoranti convenzionati. Info: www.leradicidiseggiano.it - 334 5035334, tel. 0564 950972 5-6 dicembre • Manciano SEGUENDO UN FILO D’OLIO Manifestazione gastronomica a cura dell’Associazione Pro loco Manciano L’AGENDA • 71 L’AGENDA AMO! Un successo, adesso spazio ad “Oltre Idea Sposi” Archiviata l’edizione 2015 di AMO! lo staff di Grossetofiere è pronto per il prossimo appuntamento “Oltre Idea Sposi” che si svolgerà nei giorni 14 e 15 novembre nel padiglione espositivo del Centro fiere S i è chiusa con successo la terza edizione della fiera AMO!, manifestazione dedicata ai macchinari agricoli usati e alle macchine per la raccolta delle olive. Due splendide giornate che hanno attirato sul Centro Fiere Grosse- puntualizza il Direttore Carlo Pacini – stiamo raccogliendo i frutti di una gestione oculata e mai lasciata al caso delle nostre attività, lo dimostrano i dati di bilancio ed un palinsesto fieristico attento alle richieste provenienti dalle attività del nostro territo- tano numerosi agricoltori, non solo della provincia di Grosseto, arrivati per stringere affari con le aziende espositrici. “Una manifestazione unica nel sua genere – ha commentato il Presidente Vivarelli Colonna – che rappresenta un vero e proprio servizio per gli agricoltori. Ha funzionato la nostra campagna di comunicazione indirizzata esclusivamente alla categoria degli operatori in agricoltura”. Ottimi i risultati ottenuti dagli espositori del settore macchine per la raccolta delle olive che grazie al periodo favorevole hanno potuto stringere affari con i numerosi visitatori presenti. “Questo tipo di manifestazione – commenta un espositore – per la nostra azienda funziona molto bene, perchè il pubblico è selezionato e chiunque ha visitato il nostro stand era propenso a concludere affari”. “Suscitiamo l’interesse anche delle grandi Fiere e questo ci rende molto orgogliosi – rio”. Archiviata questa edizione di AMO! lo staff di Grossetofiere è pronto per il prossimo appuntamento “Oltre Idea Sposi” che si svolgerà nei giorni 14 e 15 novembre p.v. nel padiglione espositivo del Centro fiere. Come per la passata edizione si prevede il tutto esaurito degli spazi espositivi ed un programma ricco di attrazioni non solo per i futuri sposi. “Il compito che i soci ci hanno assegnato – conclude il Presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna – non è certamente facile, in un contesto di estrema razionalizzazione delle risorse pubbliche, ci troviamo oltre a realizzare in completa autonomia finanziaria i nostri programmi, anche a sostenere i costi del Centro Fiere che è un’infrastruttura pubblica, ma non ci lamentiamo con la chiarezza di idee e la giusta pianificazione i risultati saranno sempre migliori». 72 • Maremma Magazine • Novembre 2015 lungo un’eternità. Esibizione musicale con gli allievi dell’Accademia Omero Martini e non solo... - Massa Marittima, Museo Archeologico. Ingresso libero. In collaborazione con l’Associazione Musicale Accademia Omero Martini. Info: tel. 0566 902289, www.novembregrosso.it • Parchi Val di Cornia - Passeggiata alla scoperta del mondo dei funghi Parco naturale di Montioni dalle ore 10.00 - La passeggiata lungo i sentieri del bosco vedrà la collaborazione dell’Associazione Micologica di Piombino che accompagnerà i visitatori alla scoperta del mondo dei funghi. Al termine della visita pranzo sul tema dei funghi all’Ostello La Baciocca. Info e prenotazioni: tel. 0565 226445 - sito web www.parchivaldicornia.it • Pitigliano - SANTI VINAI 2015 Degustazioni ed iniziative varie nel centro storico. Per tutta la durata della manifestazione dalle ore 19.00 apertura stand gastronomico “Santi Vinai 2015”: cena a base di prodotti locali con musica dal vivo, a seguire DJ Set. Nell’occasione troverà spazio il Progetto “Campagna Amica nel piatto”: l’Associazione Cantine nel tufo e la Coldiretti si uniscono per creare una sinergia tra i produttori agricoli italiani di “Campagna Amica” ed i ristoratori pitiglianesi che privilegiano l’utilizzo di materie prime di esclusiva provenienza italiana. Durante i Santi Vinai questi ristoranti proporranno un piatto dedicato a questa iniziativa. Programma: ore 10.30 ESCURSIONE CON VISITA GUIDATA - Raduno presso il punto di raccolta Ufficio IAT Pitigliano con visita al quartiere ebraico e all’antica Sinagoga a seguire aperitivo presso la rivendita “Narcisi e Bussi” | ore 11.00 RADUNO AUTO D’EPOCA Piazza della Repubblica - Arrivo e raduno delle auto d’epoca, oltre 30 equipaggi provenienti da tutta Italia | ore 15.00 MERCATO DELL’OLIO Sala Mostre “Ex granai Fortezza Orsini” - Apertura mostra dell’olio nuovo. I produttori propongono aperitivi e degustazione dei prodotti oleari all’interno degli ex granai Fortezza Orsini. A seguire sarà premiato il “Miglior olio 2015” delle Terre del Tufo da una giuria composta da sommelier professionisti - MERCATO DEI PRODOTTI A KM ZERO Piazza Garibaldi - Apertura mercato prodotti organizzato dalla Coldiretti di Grosseto. Info: tel. 0564 617111 • Porto Ercole (Gr) - XXXXI Campionato Invernale dell’Argentario 2015-2016 Manifestazione velica organizzata dal CNVA Circolo Nautico e della Vela Argentario di Cala Galera (Porto Ercole) in collaborazione con il Marina Cala Galera, gli Operatori del Marina Cala Galera, l’Associazione J/24, l’U.V.A.I e con il patrocinio del Comune di Monte Argentario nelle acque antistanti il porto di Cala Galera (Porto Ercole, Monte Argentario, Grosseto). 3° Prova Regata costiera valida per l’“Argentario Coastal Race”. Info: C.N.V.A. tel. 0564/833804, www.cnva.it • Sorano – Escursione Visita guidata La Valle del Torrente Lente (traversata Vitozza - Sorano). L’insediamento rupestre medievale di Vitozza - Sorgenti e Valle Torrente Lente - Via Cava di San Rocco - Sorano. A pagamento. Info e prenotazioni 3406933470 info@carlagae.com • Tatti (Massa Marittima) - SAPORI D’AUTUNNO Nel caratteristico borgo delle colline metallifere si aprono le porte delle antiche cantine che nell’occasione espongono i prodotti dell’artigianato e della gastronomia maremmana. La festa nel Centro Storico è allietata da artisti di strada. Info: tel. 338 9663433 MARTEDÌ 10 NOVEMBRE • Grosseto - Introduzione alla Psicosintesi Esperienza in gruppo: evento gratuito aperto a tutti, “assaggio” del percorso introduttivo alla Psicosintesi, ore 18.00-19.30. Conduce gli incontri STEFANO PELLI, Psicologo - Counsellor professionista SIPT – Formatore d’Istituto. L’iniziativa è per chi desidera fare un’esperienza di prova gratuita presso il Centro di Psicosintesi (in via Lago di Varano n. 71). Info: tel. 349 1273413 o 339 8046055 MERCOLEDÌ 11 NOVEMBRE • Grosseto - Corse al galoppo - Riunione Autunnale 2015 Convegno di corse al galoppo in piano e ad ostacoli, presso l’Ippodromo del Casalone (via Aurelia antica). Info: tel. 0564 24214 • San Martino sul Fiora (Manciano) - Festa del Patrono A cura dell’Associazione Pro Loco San Martino GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE • Gavorrano - Giochi da tavolo Giochi da tavolo intelligenti e di manipolazione oggetti per ragazzi e adulti, con Bandus, attivazioni ludiche, presso la Biblioteca Comunale di Gavorrano, ore 15.15-17.45. • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della salute” con l’ausilio di un istruttore di ginnastica finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare A basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 • Manciano - Manciano [In]Formazione per Fare Turismo Seminari didattici sul turismo a cura dell’assessorato al Comune di Manciano assieme all’OTD “Osservatorio Turistico di Destinazione”. Programma: ore 15:00 Nicola Carraresi - Rewind Manciano Informazione seconda parte (Nuovo Cinema Moderno Manciano). Info: www.mancianopromozione.com VENERDÌ 13 NOVEMBRE • Follonica - Gara Internazionale di Endurance Ippodromo dei Pini e Parco di Montioni (fino al 15 novembre) • Grosseto – Incontro di Psicosintesi INCONTRI del VENERDI: “Stasera con…” Incontri quindicinali. Spazio di ascolto musicale, letture, visione e condivisione in gruppo con il metodo della Psicosintesi presso il Centro di Psicosintesi (in via Lago di Varano n. 71), ore 18.00-19.00. Coordinano Francesca Piselli e Rosy Mazzaccherini. INGRESSO LIBERO. Info: tel. 349 1273413 o 339 8046055 SABATO 14 NOVEMBRE • Follonica - Gara Internazionale di Endurance Ippodromo dei Pini e Parco di Montioni (fino al 15 novembre) • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della Cultura” finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 • Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2015/2016 Cartellone di spettacoli organizzato dall’Amministrazione Comunale di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, presso il Teatro Moderno e il Teatro degli Industri. Programma: Teatro degli Industri - ORCHESTRA NAZIONALE JAZZ GIOVANI TALENTI diretta da Paolo Damiani. L’orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti è composta da studenti provenienti dai dipartimenti jazz dei Conservatori italiani e dalle scuole come Siena jazz e i Civici Corsi di Jazz di Milano. Info: Teatro degli Industri, tel. 0564.21151; Teatro Moderno, tel. 0564.22429 • Massa Marittima - Novembre Grosso Storia e cultura, Enogastronomia, Musica e… molto altro! Un mese ricco di eventi per riscoprire i tesori delle Colline Metallifere. Durante tutto il mese ingresso ridotto ai Musei di Massa Marittima. Programma: ore 11 Il Ritratto: il sacro e il profano. Inaugurazione della mostra a cura di Paola Imposimato - Massa Marittima, Complesso Museale di San Pietro all’Orto. Ingresso libero. A cura del Comune di Massa Marittima | ore 17 Il Grosso massetano. Inaugurazione nuovo allestimento. Interventi di Massimo Sozzi, esperto di numismatica, Marco Paperini, Assessore alla Cultura del Comune di Massa Marittima - Massa Marittima, “Camminare sulle Mura” 2015-2016 raddoppia l via la nuova stagione di “Camminare sulle Mura” che nell’edizione 2015/2016 “raddoppia” e vede l’impegno della Uisp Grosseto e dell’Associazione “Diritti alla Meta”, oltre che il patrocinio del Comune di Grosseto. Quest’anno, dal 15 ottobre scorso fino al 26 maggio, sono previsti due appuntamenti settimanali: il giovedì e il sabato. Il primo è rappresentato da vere e proprie “Passeggiate della Salute” e potranno contare sull’ausilio di un istruttore di ginnastica. Il secondo si articola nelle consuete “Passeggiate della Cultura” che, nel solco dell’iniziativa 2014, puntano a conoscere, riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino. In questa edizione i partecipanti potranno usufruire dell’ingresso gratuito ai musei comunali e del supporto (grazie ad un piccolo contributo simbolico) della professionalità della Cooperativa “Le Orme” che mette a disposizione le proprie guide ambientali. “Questa iniziativa mi ha convinto dall’inizio – ha commentato il Sindaco Bonifazi durante l’incontro di presentazione con i rappresentati di Diritti alla Meta e della UISP – e per questa ragione ho cercato di rafforzarla e aiutarla a crescere ulteriormente. Davvero bravi gli ideatori e organizzatori”. Secondo il Presidente della UISP Grosseto, Sergio Stefanelli - “ (…) quest’anno crescono le ambizioni e l’ampiezza di “Camminare sulle Mura” anche grazie alle scelte della Regione Toscana che intende favorire l’abbinamento tra attività motorie e riscoperta di luoghi suggestivi”. “Siamo orgogliosi del successo del 2014 – ha commentato Franco d’Angelo, tra gli ideatori dell’iniziativa – con ben 800 partecipanti e quest’anno siamo convinti di poter fare anche di più e meglio. Grazie a tutti quelli che stanno sostenendo questa iniziativa”. Info e prenotazioni: UISP (di cui i partecipanti diventano soci) tel. 0564 417756. Utile anche la pagina facebook “Cammina sulle Mura di Grosseto”. Grosseto, Mura Medicee, Cassero senese L’AGENDA • 73 L’AGENDA Museo Archeologico. Ingresso libero. A cura del Comune di Massa Marittima. Info: tel. 0566 902289, www.novembregrosso.it • Montelaterone (Arcidosso) - “FESTA VERDE ORO E FESTA DELLA BIRRA AMIATINA ARTIGIANALE” Stand gastronomico, cantine aperte, mercatini, musica itinerante per il centro storico, degustazione di prodotti tipici e della birra di castagne e concerto di Santa Cecilia della Corale G. Verdi di Arcidosso. Info: Pro loco di Arcidosso 0564 968084 • Petricci (Semproniano) - “PRODOTTI POVERI PER RICCHI SAPORI” Nelle antiche cantine paesane aperte per l’occasione, si possono riscoprire gli antichi sapori degustando i piatti della tradizione gastronomica e i prodotti locali tipici accompagnati da musica e vin brulé. La manifestazione sarà animata da vari spettacoli itineranti per le strade del paese. • Roccastrada - Premio Sem Benelli 2015 Rassegna stabile di teatro amatoriale alla 15esima edizione organizzata dalla Compagnia Instabile dei Dintorni, con il patrocinio del Comune di Roccastrada, in collaborazione con il Coeso - Consorzio per la gestione delle Politiche Sociali, presso il Teatro Comunale dei Concordi, ore 21. Programma: La Compagnia I Carmenauti di Casoria, in provincia di Napoli, presenterà la commedia “Il mercante”, con traduzione e adattamento di Carmela Giacometti da “Il Mercante di Venezia” di William Shakespeare. DOMENICA 15 NOVEMBRE • Follonica - Gara Internazionale di Endurance Ippodromo dei Pini e Parco di Montioni (fino al 15 novembre) • Grosseto - “La voce di ogni strumento” Stagione musicale alla quinta edizione organizzata dal Reggimento Savoia Cavalleria (3°) in collaborazione con il Ce.Mi.Vet. con il patrocinio di Comune di Grosseto, Fondazione Grosseto Cultura e Club Lions “Aldobrandeschi” di Grosseto, con la direzione artistica di Gloria Mazzi. Ingresso ad offerta. Il ricavato verrà devoluto a favore di: Avis Provinciale, Associazione Italiana Sclerosi Multipla e Associazione La Farfalla ONLUS. Al termine di ogni concerto verrà gentilmente offerta una degustazione di vini e prodotti di aziende locali. Programma del 15 novembre: ore 18.00 SAVOIA CAVALLERIA - Trio Florentia - Andrea Tacchi: violino, Luca Provenzani: 74 • Maremma Magazine • Novembre 2015 violoncello, Fabiana Barbini: pianoforte. Informazioni e prenotazioni: Chiara Ghilardi cell. 345.1672770, mail info@eventigo.it, gloriamazzi74@gmail.com • Grosseto-San Giovanni d‘Asso - MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO BIANCO Il Tartufo in tutti i modi (e due...!) TRENO A VAPORE da Grosseto Via Monte Antico a San Giovanni d’Asso in occasione della tradizionale Mostra mercato del Tartufo Bianco. Partenza dalla stazione ferroviaria di Grosseto alle ore 9.30. Si attraversa la Valle dell’Ombrone fino ad entrare nella Val d’Orcia per raggiungere Monte Antico. L’arrivo a San Giovanni è previsto alle 11.35. In questo caso il treno ripercorre la stessa tratta per tornare a Grosseto. La partenza è prevista alle 16.30 e l’arrivo alle 18.40. Il programma potrebbe subire leggere variazioni, per questo è preferibile chiedere sempre conferma prima della partenza. I posti sono limitati ed è necessario prenotare (tel. 0577 48003, e-mail: info@visionedelmondo.com) • Massa Marittima - Novembre Grosso Storia e cultura, Enogastronomia, Musica e… molto altro! Un mese ricco di eventi per riscoprire i tesori delle Colline Metallifere. Durante tutto il mese ingresso ridotto ai Musei di Massa Marittima. Programma: ore 15 Conia una moneta come nel Medioevo! Laboratorio di archeologia sperimentale per bambini - Massa Marittima, Piazza del Duomo - Museo Archeologico. Ingresso libero. Info: tel. 0566.902289, www.novembregrosso.it • Montelaterone (Arcidosso) - “FESTA VERDE ORO E FESTA DELLA BIRRA AMIATINA ARTIGIANALE” Stand gastronomico, cantine aperte, mercatini, musica itinerante per il centro storico, degustazione di prodotti tipici e della birra di castagne e concerto di Santa Cecilia della Corale G. Verdi di Arcidosso. Info: Pro loco di Arcidosso 0564 968084 • Petricci (Semproniano) - “PRODOTTI POVERI PER RICCHI SAPORI” Nelle antiche cantine paesane aperte per l’occasione, si possono riscoprire gli antichi sapori degustando i piatti della tradizione gastronomica e i prodotti locali tipici accompagnati da musica e vin brulé. La manifestazione sarà animata da vari spettacoli itineranti per le strade del paese. • Pitigliano – In memoria di Ferrero Pizzinelli L’Associazione La Piccola Gerusalemme dedicherà il pomeriggio al ricordo del maestro Ferrero Pizzinelli , recentemente scomparso, presso la sala “Augusto Brozzi” c/o museo ebraico di Pitigliano alle ore 16.00. “Ferrero Pizzinelli – sottolinea Elena Servi presidente dell’Associazione La Piccola Gerusalemme, Museo Ebraico di Pitigliano –, insegnante elementare, fu maestro di cultura e di vita negli anni della sua professione e in quelli della sua lunga esistenza per i suoi alunni e per tutti coloro che, come noi ebbero la fortuna di conoscerlo. Uomo di valore nella sua grande modestia, aperto e cordiale, la sua faccia bonaria e sorridente rifletteva le doti della sua anima e della sua intelligenza, ispirando fiducia e simpatia al primo incontro. Pittore e scrittore per diletto e per passione, ha lasciato dipinti e poesie che rivelano le sue capacità di attenta osservazione e di introspezione. Noi, che gli fummo compaesani, colleghi ed amici, lo ricordiamo con rimpianto a due mesi e mezzo dalla sua scomparsa”. Info: tel. 0564 614230 – 328 1907173, www.lapiccolagerusalemme.it • Pitigliano - Escursione Visita guidata Le Vie Cave tra Pitigliano e Sovana (traversata Pitigliano - Sovana). Vie Cave della Madonna delle Grazie - Fratenuti - San Giuseppe Pian dei Conati - Tomba Pisa, Colombario, Tomba della Sirena, Sovana. A pagamento. Info e prenotazioni 3406933470 info@carlagae.com • Petricci (Semproniano) - GUSTATREKKING Escursioni e degustazioni a cura dell’Associazione Terramare. Anche quest’anno l’Associazione Terramare propone un modo per scoprire la Maremma, a piedi e attraverso i sensi, in un periodo dell’anno (da Ottobre a Dicembre) che vede protagoniste le feste paesane tradizionali. Programma del 15 novembre: PETRICCI (Semproniano) - Strada Terra Madre orario da definire a seguire visita alla “FESTA VECCHI SAPORI PER RICCHI SAPERI”. Info e prenotazioni: ass.terramare@gmail.com – 340 2600957 – 328 4211416, www.terramareitalia.it • Porto Santo Stefano - Campionato invernale di Porto Santo Stefano Manifestazione velica a cura dello Yacht Club Santo Stefano alla sua decima edizione, riservata a imbarcazioni di altura IRC e ORC che si sfidano nelle acque antistanti Porto Santo Stefano e l’Argentario. Info: www.ycss.it MARTEDÌ 17 NOVEMBRE • Gavorrano - Dungeons & Dragons Incontro con Paolo della Pro Loco presso la Biblio- I MERCATINI ogni martedì, mercoledì, giovedì e sabato • Grosseto MERCATINO DI CAMPAGNA AMICA FILIERA CORTA Mercato di prodotti locali (frutta, verdura, formaggi, ricotta, primo sale, olio, vino, zafferano, miele e grappa) da parte delle aziende agricole del territorio, promosso da Coldiretti. Location: ogni giovedì dalle ore 8.00 alle ore 13.00, nel Chiostro di San Francesco in Piazza San Francesco; ogni mercoledì e sabato dalle ore 8 alle ore 13 nel cortile del Sacro Cuore; ogni martedì e sabato dalle ore 8 alle ore 13 in via Roccastrada; ogni giovedì dalle ore 8 alle ore 13 presso il cortile della Chiesa del Cottolengo ogni martedì, giovedì e sabato • Grosseto MERCATO CONTADINO DELLA MAREMMA Mercato rionale promosso da CIA GROSSETO, che offre al consumatore la possibilità di acquistare direttamente nel suo quartiere i prodotti tipici della maremma di alta qualità. Gli appuntamenti si svolgono il martedì a Barbanella (Parcheggio della Fondazione Il Sole in viale Uranio), il giovedì a Gorarella (piazza Donatello, tra via Giotto e Viale Michelangelo) e il sabato nel quartiere “Cittadella” (parcheggio via Svizzera-via Repubblica Dominicana), sempre con orario 7.0013.30. Info: tel. 0564462257 - 0564 452398 ogni giovedì • Grosseto MERCATO SETTIMANALE DELLA CITTÀ Consueto mercato settimanale in via Ximenes e p.zza del Mercato - ore 7.30-13.30 1 novembre • Orbetello GUSTATUS Antiquariato, collezionismo, artigianato nel Centro Storico 7-8 novembre • Orbetello “ORBETELLO ANTIQUARIA” Mostra mercato del piccolo antiquariato, curiosità oggettistica varia e modernariato, per le vie del Centro storico. Orario: dalla mattina alla sera. Info: tel. 0564/860447 7-8 novembre • Civitella Marittima (Civitella Paganico) FESTA DELL’OLIO In occasione della festa dell’olio viene organizzato il mercatino artigianale e hobbystica e varie 7-8 novembre • Pitigliano SANTI VINAI 2015 Degustazioni ed iniziative varie nel centro storico. Per tutta la durata della manifestazione dalle ore 19.00 apertura stand gastronomico “Santi Vinai 2015”: cena a base di prodotti locali con musica dal vivo, a seguire DJ Set. Nell’occasione troverà spazio il Progetto “Campagna Amica nel piatto”: l’Associazione Cantine nel tufo e la Coldiretti si uniscono per creare una sinergia tra i produttori agricoli italiani di “Campagna Amica” ed i ristoratori pitiglianesi che privilegiano l’utilizzo di materie prime di esclusiva provenienza italiana. Durante i Santi Vinai questi ristoranti proporranno un piatto dedicato a questa iniziativa. Previsti anche dalle ore 15.00 il MERCATO DELL’OLIO, mostra dell’olio nuovo con aperitivi e degustazione dei prodotti oleari all’interno degli ex granai della Fortezza Orsini ed il MERCATO DEI PRODOTTI A KM ZERO organizzato dalla Coldiretti di Grosseto in piazza Garibaldi. Info: tel. 0564 617111 7-8 / 14-15 novembre • San Giovanni d’Asso | Crete Senesi MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO BIANCO DELLE CRETE SENESI Ormai da 30 anni si svolge a San Giovanni d’Asso (SI) cuore delle Crete Senesi, nel secondo e terzo fine settimana di novembre, la Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi. L’evento, oltre alla vendita del prezioso tubero, interessa tutti i prodotti tipici delle Crete Senesi in un mix di agricoltura e artigianato. Mostre, degustazioni, mercatini, visite guidate in tartufaia, spettacoli e molto altro ancora. Info: tel. 0577 718811 - 349 7504247 8 novembre • Grosseto “GROSSETO SHOPPING” Consueto mercato della seconda domenica del mese degli ambulanti in piazza Esperanto dalla mattina alla sera, a cura di ANVAConfesercenti. Info: Confesercenti tel. 0564 43881 14-15 novembre • Grosseto OLTRE IDEA SPOSI Torna a novembre ‘Oltre Idea Sposi’, la fiera dedicata ai futuri sposi allestita nel Padiglione espositivo presso il Centro Fiere di Grosseto in loc. Madonnino a Braccagni dove sarà riprodotta l’atmosfera di festa, di colori, e di emozioni propri dei matrimoni. Il visitatore sarà indirizzato in un percorso ricco di occasioni con proposte non solo strettamente legate alla cerimonia, ma anche per i settori connessi al mondo degli sposi. Categorie merceologiche: abbigliamento sposi e cerimonia, calzature e accessori, oreficeria, cosmetica/coiffeur, bomboniere e confetteria, pasticcerie, catering e banquetting, ristoranti, location e strutture ricettive, fiori, musica e intrattenimento. fotografi e videomaker, regalistica, articoli e accessori per la casa, wedding planner, autonoleggio, agenzie di viaggio, agenzie immobiliari ed altro ancora… Orario: sabato novembre 14.30-20.00; domenica novembre 11.00-20.00. Ingresso e parcheggio gratuito. Info: tel. 0564 418783 www.grossetofiere.it - info@grossetofiere.it 14-15 novembre • Montelaterone (Arcidosso) FESTA DELL’OLIO Mercatino arte e ingegno, artigianato, prodotti tipici locali all’interno delle cantine 15 novembre • Siena “L’ANGOLO DEL COLLEZIONISTA” “Mercatino” del collezionismo per collezionisti e non…! organizzato da Siena ’90, tutte le terze domeniche del mese (ad esclusione del mese di agosto) in Piazza del Mercato. Info: tel. 0577 281619, www.siena90.it 21 novembre • Grosseto “L’ANGOLO DEL COLLEZIONISTA” “Mercatino” del collezionismo per collezionisti e non…! organizzato da Siena ’90, il sabato precedente la quarta domenica da settembre a maggio in Piazza Dante. Info: tel. 0577 281619, sito www.siena90.it L’AGENDA • 75 L’AGENDA Brachetti, che sorpresa! Il nuovo show a Grosseto Doppio appuntamento il 20 e 21 novembre al Teatro Moderno di Grosseto con lo straordinario e imprevedibile varietà magico di illusionismo contemporaneo che vedrà protagonista Arturo Brachetti dal titolo “Brachetti che sorpresa!” A l Teatro Moderno di Grosseto il 20 e il 21 novembre alle ore 21 sbarcherà un imprevedibile varietà magico di illusionismo contemporaneo. “L’uomo dei mille volti” Arturo Brachetti presenterà infatti il nuovo show: Brachetti che sorpresa! Sul palco con lui maghi, illusionisti e comici strampalati: Luca Bono, il duo Luca&Tino, Francesco Scimeni e Kevin Michael Moore. Arturo viene catapultato in un grande videogame in cui incontra personaggi stravaganti tra cui il misterioso 328328 che, come un moderno Virgilio, lo accompagnerà nelle varie prove per passare dal livello 3 al livello 4. Riuscirà a ritrovare la sua valigia rossa perduta? Brachetti, il più grande trasformista al mondo, entusiasma il suo pubblico e propone il meglio del quick change, quell’arte da lui stesso reinventata che lo ha reso celebre e acclamato ai quattro angoli del pianeta: in un battito di ciglia (forse due) si trasforma davanti agli occhi degli spettatori dal cappello alle scarpe, cambiando abito ma soprattutto anima. Un caleidoscopio di personaggi che realizza con grandi costumi o solo con pochi oggetti, per ricordarci che “con poco si può fare tutto, basta lasciarsi andare alla fantasia”. Artista a 360°, Arturo è capace di passare dalla trasformazione ad altre performance che lasceranno il pubblico a bocca aperta: il fascino delle ombre cinesi, l’emozione del sand painting, il divertimento del fumetto western vivente e altro ancora. Compagni di avventura i suoi eclettici 76 • Maremma Magazine • Novembre 2015 e insoliti amici: Luca Bono, “l’enfant prodige della magia”, giovane talento dell’illusionismo internazionale con l’impossibile tra le mani; Luca&Tino, artisti esilaranti e stralunati, definiti dal prestigioso quotidiano francese Le Figaro i “Laurel e Hardy italiani”; Francesco Scimemi, illusionista comico tanto geniale quanto imprevedibile, Kevin Michael Moore, alias 328328, il Morpheus di Brachetti che sorpresa! Due le novità tecniche assolute: il laser, manipolato e utilizzato durante la narrazione; e la scenografia realizzata con l’innovativa tecnica del video mapping, per la prima volta impiegata in Italia in uno spettacolo di varietà. Dopo l’edizione 2014 con la regia di Davide Livermore, Brachetti che sorpresa 2015 è realizzato con la regia di Davide Calabrese e la consulenza artistica di Leo Ortolani. Tra The Matrix e i Pink Floyd, Brachetti che sorpresa! prende spunto dall’immaginario collettivo per raccontare una storia che in fondo è quella di ognuno di noi. Filo conduttore è l’illusionismo, che Arturo interpreta in chiave contemporanea: un sorprendente viaggio nella fantasia in cui il grande artista, come un cicerone, condurrà il pubblico per mano. Brachetti che sorpresa! è stato finora applaudito in Italia da 115.000 spettatori nelle due stagioni di rappresentazione Biglietti da € 55 a 33 (d.p. inclusi) Prevendite presso Circuito Box Office www.boxol.it e www.ticketone.it teca Comunale di Gavorrano, ore 15.15-17.45 circa. MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE • Grosseto - Corse al galoppo - Riunione Autunnale 2015 Convegno di corse al galoppo in piano e ad ostacoli, presso l’Ippodromo del Casalone (via Aurelia antica). Info: tel. 0564 24214 GIOVEDÌ 19 NOVEMBRE • Grosseto - UniTre Grosseto Conferenza del dott. Carlo Botta su “Expo 2015 Alimentazione mondiale. Il precario equilibrio tra solidarietà e business”, a cura dell’UniTre Grosseto presso la Sala Corsi Unitre, via Garibaldi, ore 18. Info: tel. 377 4275826 • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della salute” con l’ausilio di un istruttore di ginnastica finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 • Manciano - Manciano [In]Formazione per Fare Turismo Seminari didattici sul turismo a cura dell’assessorato al Comune di Manciano assieme all’OTD “Osservatorio Turistico di Destinazione”. Programma: ore 15:00 Nicola Carraresi - Compendio su strategia social e digitale del Comune di Manciano (Nuovo Cinema Moderno Manciano). Info: www.mancianopromozione.com VENERDÌ 20 NOVEMBRE • Grosseto - Brachetti, che sorpresa! Ad Arte Spettacoli propone al Teatro Moderno ore 21.00 un varietà magico di e con Arturo Brachetti e con Luca Bono, Luca & Tino, Francesco Scimemi, Kevin Michael Moore. Regia di Davide Calabrese. Consulenza artistica di Leo Ortolani. Produzione Arte Brachetti srl. Biglietti da € 55 a 33 (d.p. inclusi). Prevendite: Circuito Box Office www.boxol.it e www.ticketone.it • Paganico - Cena d’autunno Degustazione guidata dei distillati offerti dall’Azienda Nannoni Grappe presso la Tenuta di Paganico in via della Stazione 10 - 58045 Paganico (GR), ore 20.15. MENU: Medaglioni di polenta con lardo di Cinta e pecorino stagionato - Pappa al pomodoro, Tortelli alla zucca e amaretto, Arrosto di Cinta con cipolle borettane e castagne, Erbe selvatiche saltate, Mont Blanc - Torta di zucca - Cantuccini alle noci e alle mandorle. SELEZIONE DI DISTILLATI NANNONI GRAPPE: Grappa Cuore di Vinsanto, Medaglia oro al Concours Mondial de Bruxelles; Grappa di Brunello riserva, Doppia medaglia oro 2015 al China wine & Spirit Award; Acquavite di Miele Millefiori, Doppia medaglia oro 2015 e Trofeo Acquavite dell’anno al China Wine & Spirit Award; Brandy, Medaglia oro al Word Spirit Award in Austria. Cena e degustazione 35€. Info e e prenotazioni 334 6296798, www.tenutadipaganico.it azienda@tenutadipaganico.it SABATO 21 NOVEMBRE • Follonica - Incontri d’Autunno Ciclo di incontri al Museo del Magma tesi alla massima valorizzazione del museo cittadino. Programma: ore 17.00 “Il sistema Museale di Valle Trompia”. Info: tel. 0566 59027 / 50243, www.magmafollonica.it • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della Cultura” finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 • Grosseto - Conferenza di Psicosintesi Conferenza “Musicosintesi: una proposta di liberazione della creatività e della gioia di esserci” con Alessandra Marson - Musicoterapista iscritta A.I.M. Supervisore e Magister nel Modello Benenzon Counsellor Psicosintetico Professionista iscritto al C.N.C.P. con specializzazione in Counselling Psicosintetico dell’Adolescenza e in Psicosintesi Transpersonale - Autrice del libro: “Il Canto dell’Anima - Alle origini del dialogo sonoro nella diade madre-feto” (L’UOMO Edizioni, Firenze 2009), presso la sede del Centro di Psicosintesi, in Via Lago di Varano, 71, ore 18. INGRESSO LIBERO. Info: tel. 349 1273413 o 339 8046055 • Grosseto - Brachetti, che sorpresa! Ad Arte Spettacoli propone al Teatro Moderno ore 21.00 un varietà magico di e con Arturo Brachetti e con Luca Bono, Luca & Tino, Francesco Scimemi, Kevin Michael Moore. Regia di Davide Calabrese. Consulenza artistica di Leo Ortolani. Produzione Arte Brachetti srl. Biglietti da € 55 a 33 (d.p. inclusi). Prevendite: Circuito Box Office www.boxol.it e S www.ticketone.it • Grosseto - Teatro Studio Migrazioni, performance teatrale (da Eschilo ad Erri de Luca, un viaggio nel tempo e nelle storie di eterne migrazioni) - nell’ambito dei “Colloqui del Tonale” diretti da Velio Abati, presso Podere il Tonale, Rispescia (Gr) ore 18.00 - solo su invito. Info: tel. +39 392 0686787 www.teatrostudio.it • Grosseto - Eventi al Museo 2015 Ciclo di iniziative culturali a cura del Museo di Storia Naturale della Maremma Strada Corsini, 5 Strada Corsini, 5. Programma: Incontro di Citizen Science - ore 16.30 Riconoscere gli uccelli delle aree umide. Francesco Pezzo (MSNM). Incontro a pagamento, gratuito per i soci di Fondazione Grosseto Cultura. Info: tel. 0564 488571, www.museonaturalemaremma.it • Grosseto - “TRENT’ANNI D’ARTE” “Bagart, arte a portata di mano, quando diventa oggetto d’uso comune”. Mostra di CRISTINA MAMBRINI a cura dell’associazione Primavera Maremmana nella cornice della Sala d’Arte Pascucci, Galleria Modigliani, Piazza valeri 3. Inaugurazione sabato 21 novembre ore 17.00 • Massa Marittima - Novembre Grosso Storia e cultura, Enogastronomia, Musica e… molto altro! Un mese ricco di eventi per riscoprire i tesori delle Colline Metallifere. Durante tutto il mese ingresso ridotto ai Musei di Massa Marittima. Programma: ore 17 Nobildonne etrusche di Populonia. Un viaggio tra bellezza e sapienza. Ne parliamo con Cinzia Murolo, Curatore del Museo Archeologico del territorio di Populonia. Introduce l’Assessore alla cultura Marco Paperini - Massa Marittima, Museo Archeologico. Ingresso libero. A cura del Comune di Massa Marittima. Info: tel. 0566 902289, www.novembregrosso.it DOMENICA 22 NOVEMBRE • Bagno Vignoni (Si) - Escursione Visita guidata Anello di Bagno Vignoni (Val d’Orcia). Fiume Orcia e ruderi antico ponte, macchia mediterranea, strade bianche panoramiche, il Parco dei Mulini, Castello Vignoni Alto, Bagno Vignoni. A pagamento. Info e prenotazioni 3406933470 info@carlagae.com • Gavorrano - GAVORRANO Vs. Gualdocasacastalda Tredicesima giornata del girone di andata del Campionato di Calcio Serie D Girone E, presso lo Stadio Comunale • Grosseto - GROSSETO Vs. San Cesareo Tredicesima giornata del girone di andata del Campionato di Calcio Serie D Girone G, presso lo Stadio Comunale Olimpico “Carlo Zecchini” • Manciano - Teatro Studio Le origini e il Teatro Studio: da Manciano a Grosseto quarant’anni di teatro e di esperienze associative (intervista) - nell’ambito di “Incontri Informali Autogestiti”, Circolo Arci Manciano, via Marsala Manciano (Gr) ore 18.00 - ingresso gratuito. Info: tel. +39 392 0686787 www.teatrostudio.it • Massa Marittima - Novembre Grosso Storia e cultura, Enogastronomia, Musica e… molto altro! Un mese ricco di eventi per riscoprire i tesori delle Colline Metallifere. Durante tutto il mese ingresso ridotto ai Musei di Massa Marittima. Programma: ore 10 Massa sottosopra: noi speleologi. Decolla la rassegna teatrale indipendente del Teatro Studio i inaugura l'8 novembre alle ore 18.00 la quinta edizione della Rassegna Teatrale del Teatro Studio di Grosseto, sempre ospitata dal Circolo Arci Khorakhanè, presso Spazio72, in via Ugo Bassi 72 a Grosseto. “Prendono parte alla Rassegna – sottolineano gli organizzatori – diverse Associazioni Teatrali Professionali del territorio, che come ogni anno, utilizzano la vetrina di questo evento per presentare i propri lavori ad un pubblico attento e partecipativo, quello che si è raccolto in questi anni intorno alle attività di Spazio72 e intorno al Teatro Studio. Teatro Studio e Khorakhané offrono alle compagnie professioniste locali, emergenti o consolidate, una occasione di esibirsi e animano i loro spazi, le loro sedi, le loro Associazioni di una importante attività culturale, sociale, di incontro e di scambio tra le persone”. È, quella di Spazio72, una Rassegna Indipendente, non finanziata, un patto col pubblico (formato da altri soci) che la vorrà continuare a sostenere, resa possibile dall’impegno assiduo e volontaristico della Direttrice Artistica e Presidente Daniela Marretti e di tutti i componenti del Teatro Studio. “Come sempre – aggiungono – la Rassegna si rivolge sia agli adulti che ai bambini, sia alle famiglie che ci piace sostenere, tanto che la scelta degli spettacoli per i piccoli viene sempre fatta tra le proposte di spettacoli che possano incantare e divertire anche gli adulti”. Di seguito i prossimi appuntamenti domenica 8 novembre – PER BAMBINI - varietà comico-surreale per grandi e piccini – “La valigia dei sogni” Compagnia Teatrale Saltapalchi con Esther Cerri e Valeria Petri domenica 6 dicembre - PER GRANDI - teatro-canzone - “Elvis, il treno della ribalta” - Teatro dello Sbaglio di con Cosimo Postiglione e Amedeo Monda (chitarra) domenica 24 gennaio - PER BAMBINI - teatro comico - “Il Circo inventato” - Teatro del Topo Birbante con Stefano Stefani e Irene Paoletti domenica 31 gennaio - PER GRANDI - reading musicale - “Frammenti di Stelle” omosessuali, rom, donne nel firmamento della Shoah - Teatro Studio con Enrica Pistolesi, Luca Pierini, Daniela Marretti, Massimo Pallini (chitarra) Info: 392 0686787 www.teatrostudio.it Nella foto di Maria Luisa del Giglio, Isabella Tattarletti in scena a febbraio con lo spettacolo "È arrivato Zampanò!" L’AGENDA • 77 L’AGENDA Escursione a Grotta Verde. Prenotazione obbligatoria allo 0566.902289 - 5 euro. In collaborazione con il Gruppo Speleologico di Massa Marittima | ore 15 Gli etruschi erano alla moda? Laboratorio di archeologia sperimentale per bambini su cosmetici, estetica ed abbigliamento di 3000 anni fa - Massa Marittima, Museo Archeologico. Ingresso libero. Info: tel. 0566.902289, www.novembregrosso.it • Orbetello – “Corri nella Maremma” Trofeo di podismo promosso dalla Provincia di Grosseto con la collaborazione di Uisp e della Fondazione italiana atletica leggera, per valorizzare le principali manifestazioni podistiche presenti sul territorio provinciale e contribuire alla promozione delle località che le ospitano. Gara: Corri nella Riserva. Data: domenica, 22 novembre 2015. Ora: 10.00. Località: Riserva Naturale della Feniglia – Orbetello. Ritrovo: 8.30 - Parcheggio della Feniglia. Chilometri: 10. Organizzatore: GS Trisport Costa d’ArgentoInfo: www.corrinellamaremma.it • Porto Ercole (Gr) - XXXXI Campionato Invernale dell’Argentario 2015-2016 Manifestazione velica organizzata dal CNVA Circolo Nautico e della Vela Argentario di Cala Galera (Porto Ercole) in collaborazione con il Marina Cala Galera, gli Operatori del Marina Cala Galera, l’Associazione J/24, l’U.V.A.I e con il patrocinio del Comune di Monte Argentario nelle acque antistanti il porto di Cala Galera (Porto Ercole, Monte Argentario, Grosseto). 4° Prova Regata sule boe. Info: C.N.V.A. tel. 0564/833804, www.cnva.it MARTEDÌ 24 NOVEMBRE • Santa Caterina (Roccalbegna) – Rito della Focarazza e Festeggiamenti religiosi in onore di Santa Caterina. Per ricordare il terribile martirio della Santa, alla quale la frazione deve il nome, il 24 novembre si celebra una suggestiva festa del fuoco nella quale viene innalzato e incendiato un tronco di cerro con delle fascine che vengono poste intorno al tronco detto Stollo. La manifestazione comincia alle 17.30 con la S.S. Messa seguita dalla benedizione e dalla processione fino ad arrivare allo Stollo che subito dopo viene conteso tra le contrade del paese nel Palio che da esso prende il nome. Una volta, chi vinceva il Palio dello Stollo bruciava il tronco e in seguito ne spargeva le ceneri per propiziare il raccolto. La manifestazione è ormai conosciuta in tutta la regione 78 • Maremma Magazine • Novembre 2015 MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE • Grosseto - Corse al galoppo - Riunione Autunnale 2015 Convegno di corse al galoppo in piano e ad ostacoli, presso l’Ippodromo del Casalone (via Aurelia antica). Info: tel. 0564 24214 • Orbetello - Teatro Studio “Donne” - performance teatrale a tema - Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, organizzata dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Orbetello -Auditorium, Orbetello (Gr) ore 17.00 - ingresso gratuito. Info: tel. +39 392 0686787 www.teatrostudio.it GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della salute” con l’ausilio di un istruttore di ginnastica finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 VENERDÌ 27 NOVEMBRE • Grosseto – Incontro di Psicosintesi INCONTRI del VENERDI: “Stasera con…” Incontri quindicinali. Spazio di ascolto musicale, letture, visione e condivisione in gruppo con il metodo della Psicosintesi presso il Centro di Psicosintesi (in via Lago di Varano n. 71), ore 18.00-19.00. Coordinano Francesca Piselli e Rosy Mazzaccherini. INGRESSO LIBERO. Info: tel. 349 1273413 o 339 8046055 • Massa Marittima - Novembre Grosso Storia e cultura, Enogastronomia, Musica e… molto altro! Un mese ricco di eventi per riscoprire i tesori delle Colline Metallifere. Durante tutto il mese ingresso ridotto ai Musei di Massa Marittima. Programma: ore 17 Teatri di Guerra 1915. Monologhi di Federico Guerri - Massa Marittima, Biblioteca Comunale. Ingresso libero. A cura del Comune di Massa Marittima | ore 21 Apocrifa Orchestra in concerto. Un gruppo di musicisti poliedrici danno vita ad un tributo a De Andrè creativo e unico nel suo genere - Massa Marittima, Sala San Bernardino. Offerta minima 8 euro. In collaborazione con il Terziere di Borgo. Info: tel. 0566.902289, www.novembregrosso.it • Porto Santo Stefano - Teatro Studio “Donne” - performance teatrale a tema - Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, organizzata dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Monte Argentario Centro Culturale, sotto la fortezza, Porto Santo Stefano ore 18.00 - Ingresso gratuito. Info: tel. +39 392 0686787 www.teatrostudio.it SABATO 28 NOVEMBRE • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della Cultura” finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 • Massa Marittima - Novembre Grosso Storia e cultura, Enogastronomia, Musica e… molto altro! Un mese ricco di eventi per riscoprire i tesori delle Colline Metallifere. Durante tutto il mese ingresso ridotto ai Musei di Massa Marittima. Programma: ore 14.30 Fumacchi e Formaggi. Passeggiata tra vapori e rocce calde e visita al caseificio geotermico con degustazione - Monterotondo M.mo. Prenotazione obbligatoria allo 0566.902289. 7 euro. Info: tel. 0566.902289, www.novembregrosso.it • Roccastrada - Premio Sem Benelli 2015 Rassegna stabile di teatro amatoriale alla 15esima edizione organizzata dalla Compagnia Instabile dei Dintorni, con il patrocinio del Comune di Roccastrada, in collaborazione con il Coeso - Consorzio per la gestione delle Politiche Sociali, presso il Teatro Comunale dei Concordi, ore 21. Programma: Premiazione e spettacolo fuori concorso. La serata di premiazione del Premio Sem Benelli si aprirà, alle ore 21, con lo spettacolo fuori concorso della Compagnia Instabile dei Dintorni di Roccastrada, che porterà in scena “La dama di Chez LE MOSTRE Nella foto di Elena Barontini il vernissage della personale di Nilo Bacherini ad Arcidosso IN CORSO > fino a mercoledì 11 novembre (dal 23 luglio) • Vetulonia (Castiglione della Pescaia) ANTICHITÀ SEQUESTRATA. A VETULONIA L’ITALIA ANTICA SI RITROVA A TAVOLA Mostra presso il Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” p.zza Vetluna. Info: tel. 0564 948058, museovetulonia@libero.it > fino a fine novembre (dal 12 luglio) • Sovana (Sorano) GLI ETRUSCHI IN 3D Viaggio alla scoperta degli Etruschi con rilievi, ricostruzioni in 3D e rendering delle tombe etrusche, presso Palazzo Pretorio, piazza del Pretorio n. 12/a. Info: tel. 0564 614074, info@leviecave.it > fino a lunedì 30 novembre, ogni sabato • Grosseto UOMINI E ELEFANTI NELLA MAREMMA PREISTORICA Mostra allestita presso le Casette del Cinquecento - Cassero Senese, aperta al pubblica ogni sabato fino al 30 novembre dalle 17 alle 20. INFO: tel. 0564 488571 - 0564 453128 > fino a venerdì 11 dicembre (dal 18 ottobre) • Grosseto “CRISALIDE” NASCITA DI UNA NINFA Mostra fotografica personale di Massimo Carolla a cura di Claudia Gennari presso il Bar Dribling in via Ximenes 57 > fino a giovedì 31 dicembre (dal 16 maggio) • Grosseto “PAESAGGIO E RISORSE ALIMENTARI IN MAREMMA NELL’EPOCA MODERNA” Mostra che cerca di ritrovare i tratti salienti del rapporto tra suolo, attività agro-forestali e vita socio-economica in Maremma nei secoli passati presso l’Archivio di Stato di Grosseto. Filo conduttore dell’esposizione le antiche mappe, in grado di restituire l’idea del paesaggio in quel tempo. > fino a giovedì 31 dicembre (dal 2 agosto) - PROROGATA • Sorano “IL MEDIOEVO OSCURO DI SOVANA” Le recenti ricerche storiche e archeologiche hanno permesso di gettare una nuova luce sulla presenza longobarda nel territorio di Sovana durante l’alto medioevo, un periodo considerato spesso di povertà e barbarie. Mostra presso la Fortezza Orsini - Museo del Medioevo e del Rinascimento. Ingresso a pagamento € 2,00. Info: Uffici turistici 0564/614074 - 633099; Fortezza Orsini 0564/633424 > fino a mercoledì 6 gennaio (dal 25 settembre) • Massa Marittima LE FORME CALPESTABILI. OMAGGIO A FRANCO FONTANA Mostra a cura di Riccardo Zipoli, con i ragazzi della scuola Media Don Curzio Breschi di Massa Marittima presso il Chiostro di Sant’Agostino. Orario: dalle 9 alle 19 > fino a domenica 10 gennaio 2016 (dal 16 ottobre) • Arcidosso “RICERCA POETICA: DALL’AMIATA AL MARE” Mostra di Nilo Bacherini nella bella cornice del Castello Aldobrandesco. Esposte una trentina di opere, soprattutto dipinti ad olio di grandi dimensioni, integrati da alcune suggestive opere di grafica. INIZIANO 1>3 novembre • Grosseto UNITRE GROSSETO Mostra di pittura degli artisti Atto PRATESI e Ginco PORTACCI organizzata dall’UniTre Grosseto con il patrocinio e collaborazione della Città di Grosseto, presso la Chiesa dei Bigi, via Vinzaglio, ore 16-19.30. Info: tel. 377 4275826 1>8 novembre • Grosseto “SYMBIOSIS” Mostra fotografica di LEONARDO MAMBRINI a cura dell’associazione Primavera Maremmana nella cornice della Sala d’Arte Pascucci, Galleria Modigliani, Piazza valeri 3, Grosseto. Orario: 10-12 / 17-19.30. Inaugurazione domenica 1 novembre ore 17.00 5>15 novembre • Grosseto IN CAUTA MENTE Mostra personale di Piero Aerdenghi presso la Galleria Eventi in via Varese18 (centro storico). Inaugurazione: 5 novembre ore 17,30. Orario: tutti i giorni 10,30-13,00 / 17,0019,30. Info: www.pieroardenghi.it 5>15 novembre • Porto Santo Stefano “LA GRANDE GUERRA DELL’ITALIA SUL MARE NELLE TAVOLE A COLORI DI ACHILLE BELTRAME” Mostra documentale di grande valore culturale che vede esposte le copertine della Domenica del Corriere realizzate dal famoso giornalista e pittore e raffiguranti gli eventi bellici navali tra il 1915 e il 1918 presso la galleria ARTEMARE in corso Umberto 7577. Orario: tutti i giorni 10-13 e 16-20 entrata libera. Info: tel. 339 6930708 - 0564 810336 21>28 novembre • Follonica “I DIRITTI FONDAMENTALI DEL CITTADINO: DIRITTO DI ISTRUZIONE, DIRITTO DI LAVORO, DIRITTO ALLA SALUTE, DIRITTO ALLA SICUREZZA E DIRITTO DI MOVIMENTO” Mostra delle opere finaliste del concorso fotografico “I diritti fondamentali del cittadino: Diritto di istruzione, diritto di lavoro, diritto alla salute, diritto alla sicurezza e diritto di movimento” organizzato in occasione della Festa della Toscana, dal Fotoclub Follonica BFI in collaborazione con la città di Follonica e con gli istituti scolastici, riservato ai ragazzi elle classi 2^ e 3^ delle Scuole Medie Inferiori di Follonica ed ai ragazzi di tutte le classi degli Istituti Superiori follonichesi presso il Salone Espositivo del Casello Idraulico di via Roma. Orario: tutti i pomeriggi dalla 17.00 alle 19.30. Info: www.comune.follonica.gr.it, www.fotoclubfollonica.com 21>29 novembre • Grosseto “TRENT’ANNI D’ARTE” “Bagart, arte a portata di mano, quando diventa oggetto d’uso comune”. Mostra di CRISTINA MAMBRINI a cura dell’associazione Primavera Maremmana nella cornice della Sala d’Arte Pascucci, Galleria Modigliani, Piazza Valeri 3. Orario: 10-12 / 17-19.30. Inaugurazione sabato 21 novembre ore 17.00 L’AGENDA • 79 L’AGENDA C’è un Ottetto d’archi per “La voce di ogni strumento” La stagione musicale “La voce di ogni strumento” organizzata dal Reggimento Savoia Cavalleria e dal Centro Militare Veterinario ospita a novembre l’Ottetto d’archi dell’Orchestra Regionale della Toscana Maxim”, commedia brillante, con traduzione e elaborazione di Riccardo Rombi da Georges Feydeau. • Scansano - Teatro Studio Presentazione dei libri Er giorno che impiccorno Gammardella, Quella puttana de condanna a mmorte, a cura di Emanuele Coglitore, letture di Mario Fraschetti e Alberto Zuchi di sonetti di Gioacchino Belli - nell’ambito della Festa della Toscana 2015, organizzata dal Comune di Scansano, Assessorato alla Cultura ore 18.00 - ingresso gratuito. Info: tel. +39 392 0686787 www.teatrostudio.it DOMENICA 29 NOVEMBRE N ote di nuovo protagoniste al Reggimento Savoia Cavalleria di Grosseto in via Senese con la stagione musicale La voce di ogni strumento - Musica tra le stellette. La rassegna benefica, ormai alla sua quinta edizione, quest’anno unisce due realtà militari del territorio maremmano: il Reggimento Savoia Cavalleria e il Centro Militare Veterinario ed è diretta dalla Prof.ssa Gloria Mazzi e dal direttore organizzativo Giuseppe Cirianni. Il 15 novembre alle ore 18 sarà la volta dell’ottetto d’archi dell’Orchestra Regionale della Toscana che suonerà l’Ottetto in Si Bem. Magg. Di Bruch e l’Ottetto in Mi Bem. Magg. Op. 20 di Mendelssohn: la ricchezza, la duttilità e la preziosità del doppio quartetto risultano di particolare bellezza, dando vita ad atmosfere uniche e sonorità ricercate. Il gruppo nasce in seno all’Orchestra Regionale della Toscana, formazione nata nel 1980 su iniziativa della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Firenze e da allora si è affermata come una delle realtà musicali più interessanti nel panorama italiano ed internazionale. La duttilità nell’affrontare i repertori più diversi, insieme al costante impegno nel valorizzare il lavoro d’insieme, sono le caratteristiche che contraddistinguono l’Orchestra Regionale della Toscana e contribuiscono alla formazione dei 80 • Maremma Magazine • Novembre 2015 gruppi da camera al suo interno. Tra questi si distingue l’Ottetto d’Archi, che ha partecipato a rassegne e festival di prestigio affrontando con curiosità ed entusiasmo un repertorio ricercato. Il gruppo riesce a far confluire le idee e le esperienze dei singoli in un lavoro armonico ed equilibrato. I suoi componenti sono approdati a questa formazione dopo aver sperimentato gli organici cameristici più tradizionali e sono Andrea Tacchi, Daniele Giorgi, Patrizia Bettotti e Susanna Pasquariello ai violini, Stefano Zanobini e Caterina Cioli alle viole e Luca Provenzani e Giovanni Simeone ai violoncelli. Al termine del concerto verrà offerta una degustazione di prodotti enogastronomici di aziende maremmane. Per partecipare è necessario prenotare inviando una mail a info@eventigo.it o mandando un sms al numero 345 1672770 con nome e cognome e numero di persone partecipanti. Ingresso ad offerta. Il ricavato verrà devoluto in beneficenza alle associazioni AISM, AVIS e La Farfalla onlus. L’evento successivo, dedicato agli auguri di Natale, è previsto per domenica 13 dicembre alle ore 18.00 al Teatro degli Industri con il quartetto jazz composto da Rita Marcotulli al pianoforte, Ares Tavolazzi al contrabbasso, Stefano Cocco Cantini al sassofono e Alfredo Golino alla batteria. • Follonica - Incontri d’Autunno Ciclo di incontri al Museo del Magma tesi alla massima valorizzazione del museo cittadino. Programma: ore 10.00 Festa della Toscana – Premio DASA assegnato al Magma quale migliore Museo per il lavoro in Europa per il 2015, presentato e collocato nella sala d’ingresso del Magma stesso. Info: tel. 0566 59027 / 50243, www.magmafollonica.it • Follonica - Festa della Toscana Durante la commemorazione della Festa della Toscana si terrà il Consiglio Comunale Solenne e la premiazione delle opere partecipanti al concorso fotografico per studenti organizzato dal Fotoclub Follonica in collaborazione con il Comune di Follonica e gli istituti scolastici della città. Saranno premiate le tre migliori opere delle scuole medie, le tre migliori opere delle scuole superiori, e saranno poi assegnati il premio speciale delle Pari Opportunità, il premio speciale del Pubblico ed infine saranno consegnati dei riconoscimenti alle cinque migliori opere non vincitrici. • Follonica - Le Domeniche a teatro Rassegna di spettacoli nell’ambito della stagione teatrale 2015/2016 presso il Teatro Fonderia Leopolda. Inizio spettacoli ore 16.30. Programma: TEATRO PIRATA Voglio la luna Spettacolo vincitore Premio Eolo Award 2013 Miglior Progetto Educativo per il Teatro Ragazzi e Giovani. Ideazione e Regia: Simone Guerro. Drammaturgia: Lucia Palozzi. Con: Diego Pasquinelli, Fabio Spadoni, Simone Guerro. Allestimento e figure: Ilaria Sebastianelli, Alessio Pacci. Tecnica utilizzata: Teatro d’attore e di figura. Durata: 50 minuti. Età consigliata: per famiglie e bambini dai 3 ai 10 anni • Grosseto - UniTre Grosseto Teatro dell’Addolorata a Gorrarella, ore 17.00 La compagnia teatrale Barbetta dell’Unitre rappresenta “Venti anni di sogni”, pezzi scelti tratti dai lavori che la compagnia ha rappresentato in venti anni di teatro Unitre. Regia di Alma Spampani e Laura Luzzetti. Info: tel. 377 4275826 • Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2015/2016 Cartellone di spettacoli organizzato dall’Amministrazione Comunale di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, presso il Teatro Moderno e il Teatro degli Industri. Programma: Teatro Moderno - bisbetica La bisbetica domata di William Shakespeare messa alla prova di William Shakespeare con Nancy Brilli, Matteo Cremon, Valerio Santoro, Fabio Bussotti, Gennaro Di Biase, Dario Merlini, Brenda Lodigliani, Stefano Annoni, Igi Meggiorin, Anna Vinci, regia Cristina Pezzoli, produzione La Pirandelliana. Info: Teatro degli Industri, tel. 0564.21151; Teatro Moderno, tel. 0564.22429 • Massa Marittima - Novembre Grosso Storia e cultura, Enogastronomia, Musica e… molto altro! Un mese ricco di eventi per riscoprire i tesori delle Colline Metallifere. Durante tutto il mese ingresso ridotto ai Musei di Massa Marittima. Programma: ore 15 e ore 17 La miniera ani- mata: la gita delle 7. Pettegolezzi, segreti, battute e fatiche di 4 minatori durante un turno di lavoro - Massa M.ma, Museo della Miniera. Prenotazione obbligatoria allo 0566.902289 - 6 euro. Info: tel. 0566.902289, www.novembregrosso.it • Porto Santo Stefano - Campionato invernale di Porto Santo Stefano Manifestazione velica a cura dello Yacht Club Santo Stefano alla sua decima edizione, riservata a imbarcazioni di altura IRC e ORC che si sfidano nelle acque antistanti Porto Santo Stefano e l’Argentario. Info: www.ycss.it • Suvereto (Li) - SAGRA DI SUVERETO Dedicata al Cinghiale, all’Arte e al Folklore, si tiene nel centro storico la prima decade di Dicembre. Gastronomia tipica a base di cinghiale, presente in gran numero nei boschi intorno al paese, folklore, mostre, convegni, vendita di prodotti tipici, corteo storico in costume del ‘200 con la giostra degli arcieri e la rievocazione storica della concessione della Carta Libertatis. MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE • Grosseto - Corse al galoppo - Riunione Autunnale 2015 Convegno di corse al galoppo in piano e ad ostacoli, presso l’Ippodromo del Casalone (via Aurelia antica). Info: tel. 0564 24214 GIOVEDÌ 3 DICEMBRE • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della salute” con l’ausilio di un istruttore di ginnastica finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 SABATO 5 DICEMBRE • Grosseto - Camminare sulle Mura Passeggiata “della Cultura” finalizzata a riscoprire e valorizzare il grande patrimonio culturale e artistico delle Mura e del centro storico cittadino, organizzata da UISP Grosseto in collaborazione con Dritti alla Meta Coop. Le Orme, Museo di Archeologia e Museo di Storia Naturale della Maremma, con il patrocinio del Comune di Grosseto. Ritrovo Piazza Dante h 15,15 partenza h 15,30. Per partecipare basta presentarsi senza prenotare. La partecipazione è gratuita, per eventuali informazioni tel. UISP Grosseto 0564 417756 • Grosseto - Eventi al Museo 2015 Ciclo di iniziative culturali a cura del Museo di Storia Naturale della Maremma Strada Corsini, 5 Strada Corsini, 5. Programma: Caffè della Scienza - ore 17.30 Homo sapiens, una storia al plurale. Le ultime scoperte sulla diversità umana. Telmo Pievani (Università di Padova). Info: tel. 0564 488571, www.museonaturalemaremma.it • Montorgiali (cansano) – Musica sacra Rassegna Nazionale di musica sacra alla quinta edizione organizzata dall’Associazione i Cantori del Borgo presso chiesa di S. Biagio in Montorgiali ore 21,00 DOMENICA 6 DICEMBRE • Gavorrano - GAVORRANO Vs. Sansepolcro Quindicesima giornata del girone di andata del Campionato di Calcio Serie D Girone E, presso lo Stadio Comunale • Grosseto - GROSSETO Vs. Castiadas Quindicesima giornata del girone di andata del Campionato di Calcio Serie D Girone G, presso lo Stadio Comunale Olimpico “Carlo Zecchini” • Grosseto - Teatro Studio - Spazio 72 Rassegna teatrale organizzata dal Teatro Studio in collaborazione con Spazio72 e Circolo Arci Khorakhané di Grosseto, presso i locali di Spazio 72 in via Ugo Bassi, 72. Programma: PER GRANDI - teatro-canzone - “Elvis, il treno della ribalta” - Teatro dello Sbaglio di con Cosimo Postiglione e Amedeo Monda (chitarra). Info: tel. 392 0686787, teatrostudio@gmail.com • Porto Ercole (Gr) - XXXXI Campionato Invernale dell’Argentario 2015-2016 Manifestazione velica organizzata dal CNVA Circolo Nautico e della Vela Argentario di Cala Galera (Porto Ercole) in collaborazione con il Marina Cala Galera, gli Operatori del Marina Cala Galera, l’Associazione J/24, l’U.V.A.I e con il patrocinio del Comune di Monte Argentario nelle acque antistanti il porto di Cala Galera (Porto Ercole, Monte Argentario, Grosseto). 5° Prova Regata sule boe valida per il “Trofeo Telethon”. Info: C.N.V.A. tel. 0564/833804, www.cnva.it e-mail: cnva@cnva.it • Suvereto (Li) - SAGRA DI SUVERETO Dedicata al Cinghiale, all’Arte e al Folklore, si tiene nel centro storico la prima decade di Dicembre. Gastronomia tipica a base di cinghiale, presente in gran numero nei boschi intorno al paese, folklore, mostre, convegni, vendita di prodotti tipici, corteo storico in costume del ‘200 con la giostra degli arcieri e la rievocazione storica della concessione della Carta Libertatis. L’AGENDA • 81 LE RUBRICHE LE RUBRICHE C’È DA VEDERE | Perle e itinerari da scoprire in terra di Maremma Metti un itinerario alla scoperta delle Colline Metallifere Massa Marittima La Maremma è il cuore selvaggio di una Toscana di terra e di cielo, grandi spazi e tempi dilatati, che possono diventare lo scenario ideale per viaggiare all’aperto, magari nella zona delle Colline Metallifere, in armonia con un territorio dove la dimensione del viaggio rispetta i ritmi dell’uomo… L ’itinerario nella zona dell’Alta Maremma parte da Massa Marittima, una meravigliosa città d’arte circondata dalla campagna maremmana e ricca di bellezze storiche, ambientali ed architettoniche ereditate da un florido passato. Dal borgo medievale, fino alla città nuova, si possono 82 • Maremma Magazine • Novembre 2015 percorrere i vicoli antichi e ripidi che si intrecciano nel centro storico e salgono fino alla parte alta del borgo; qui è facile trovare angoli suggestivi e caratteristici e punti panoramici che si affacciano a valle fino al mare. Molti dei luoghi più significativi, sono racchiusi dalla piazza della città: la meravigliosa Cattedrale di San Cerbone, il Palazzo Comunale, le Fonti che cingono il famoso affresco dell’Abbondanza e il Palazzo del Podestà sede del museo archeologico. Salendo in Città Nuova si incontrano gli edifici risalenti al XIII secolo: la Torre del Candeliere e la Fortezza Senese, il chiostro di Sant’Agostino ed il complesso APPUNTAMENTI FISSI E SEZIONI TEMATICHE Massa Marittima, Duomo; a destra La Maestà del Lorenzetti Massa Marittima, Mura Museale di San Pietro all’Orto in cui è possibile ammirare la Maestà di Ambrogio Lorenzetti. A pochi chilometri troviamo il Lago dell’Accesa un piccolo bacino di origine carsica, profondo circa 45 metri, caratterizzato da acque cristalline, premiato a più riprese con le “Vele”, dalla Guida Blu di Lega Ambiente e Touring Club. La vegetazione che cresce sulle rive è quella tipicamente lacustre: canne, falaschi, giunchi pioppi e d eucalipti, mentre le colline circostanti sono ricoperte dalla macchia mediterranea. Si tratta di un’area interessante sia dal punto di Lago dell’Accesa vista naturalistico, che da quello archeologico; nei pressi del lago è stato riportato alla luce un insediamento etrusco (IX-VI sec. a.C.) di particolare importanza. La presenza degli Etruschi nell’area del Lago dell’Accesa era legata ai vicini giacimenti minerari di argento, piombo e materiali ferrosi; ancora oggi rimangono numerose tracce visibili degli abitati: le fondamenta degli edifici abitativi di quelli adibiti alla lavorazione del minerale e resti di tombe. Ecco che la tappa massetana può proseguire al Museo Archeologico situato nel meraviglioso Palazzo del Podestà, nella Piazza principale di Massa Marittima, che racchiude i reperti ritrovati nell’insediamento etrusco del Lago dell’Accesa. L’attività mineraria che riprese a svilupparsi nel territorio massetano fin dal XIX secolo, vede arrivare nel territorio manodopera specializzata da tutta Italia, e nascono Villaggi Minerari, quali Ribolla, Gavorrano e Niccioleta. L’itinerario approda così presso il Villaggio Minerario di Niccioleta; un Villaggio raccontato anche attraverso la storia della strage nazifascista dei minatori nel 1944, quando furono fucilati LE RUBRICHE • 83 LE RUBRICHE dalle mitragliatrici 83 minatori. Il percorso si completa con la visita al Museo della Miniera, 700 metri di gallerie scavate nella roccia in cui è possibile rivivere il duro lavoro del minatore. Sempre in zona Colline Metallifere da visitare è la Canonica di San Niccolò a Montieri, situata all’interno di un incantevole bosco dominato da imponenti esemplari di castagni, faggi, aceri e conifere che conserva intatto l’aspetto selvaggio e naturale e che offre al visitatore la possibilità di riconoscere le numerose tracce lasciate dagli animali selvatici. L’edificio, che ospitava un convento di monaci agostiniani, ha due particolarità che al momento la rendono unica sul territorio italiano: la prima è la sua singolare pianta architettonica Monterotondo Marittimo 84 • Maremma Magazine • Novembre 2015 Montieri a forma di fiore a sei petali; la seconda è la sua natura economico commerciale; infatti più che alla cura delle anime, i monaci erano impegnati nel controllo diretto della coltivazione del minerale che veniva estratto nelle vicine miniere. Partendo dal paese di Montieri e salendo in direzione del Poggio in cui si possono osservare alcuni aspetti di tipo geologico, archeominerario senza trascurare l’aspetto naturalistico, si può osservare una cava di diaspro misto a calcare, sulle pareti della quale sono visibili le tracce delle antiche asportazioni. Proseguendo lungo il sentiero, una deviazione porta alla Buca delle Fate, cunicolo che conduce ad altre gallerie da cui si estraeva, fin dal periodo etrusco, minerale argentifero (galena argentifera). Allungandosi lungo il crinale del Poggio e, continuando a salire, si raggiunge il Parco Comunale “Il Piano”, dal quale si arriva nuovamente al centro del castello minerario di Montieri. Infine, chiudiamo con il Parco delle Biancane a Monterotondo Marittimo una zona straordinaria per le manifestazioni geotermiche di superficie che ne hanno modificato l’habitat naturale, rendendo uniche le sue caratteristiche geologiche e climatiche e offrendo al visitatore un panorama misterioso e affascinante, dominato da colonne di vapore che si sprigionano dal sottosuolo, presenza di fumarole, putizze e lagoni, insieme a pozzi geotermici e centrali elettriche. LA MAREMMA VISTA DAI MAREMMANS | Appunti di viaggio Pitigliano, un piccolo gioiello incastonato nel tufo / Pitigliano, a small jewel nestled in the tuff TESTO DI CINZIA TAGLIAFERRI PER #MAREMMANS TRADUZIONE DI GIANLUCA FASCETTO Un piccolo gioiello incastonato nel tufo nel sud della Maremma Toscana che strega e merita senz’altro una visita in qualunque periodo dell’anno. Parliamo di Pitigliano borgo di straordinario fa-scino, ricchissimo di arte, bellezze paesaggistiche, cultura e storia legata anche alla importante e numerosa comunità Ebraica qui ospitata da secoli e secoli / A small jewel nestled in the south of Maremma Tuscany that definitely deserve a visit at any time of the year. It’s Pitigliano, amazing and charming hamlet so rich in arts, beautiful landscapes, culture and history also related to the important Jewish community living there for many centuries. 86 • Maremma Magazine • Novembre 2015 È difficile resistere alla bellezza del paese di Pitigliano, piccolo gioiello incastonato nel sud della Maremma Toscana. Pitigliano appare all’improvviso mentre stai guidando già da un po’, ed inizi ad essere stanco della strada. Il paese è davanti a te dopo l’ennesima curva, e l’immagine ti mozza il fiato. Sei costretto a fermarti di colpo. Hai un bisogno quasi compulsivo di fotografare il panorama, per conservare, per portare via questa immagine di bellezza. Vedi uno scoglio tufaceo che si innalza con forza e contrasta tutta la gamma dei verdi della vallata intorno, e sopra lo scoglio disposte a caso, le case di tufo arroccate l’una sull’altra. Le costruzioni non sembrano edificate dall’uomo, ma nate da sole come frutti spontanei di un’eruzione, figlie naturali della roccia. Rimani fermo lì e osservi il paese intero, le sue arcate, i lavatoi, le inaspettate finestre e le grotte incuneate nello scoglio. Percepisci odore di storia, di storie. Mentre ascolti il rumore leggero del fiume che scorre in basso, alzi gli occhi e vedi nel cielo sopra te, i corvi che creano dei nuovi girotondi. Da questa immagine inizio, solo per raccontare un’altra storia. Dalla fine del 1500 fino alla seconda guerra mondiale Pitigliano ospitò una importante e numerosa comunità Ebraica. Negli anni 70, cioè dopo la seconda guerra mondiale, solo pochi Ebrei vivevano ancora a Pitigliano. Fra i pochi rimasti, c’era un vecchio e piccolissimo Ebreo di nome: Ayò. Ayò conosceva tante storie e amava narrarle. Ayò raccontava per esempio, che la magia di Pitigliano era scritta nella musica. “Solo poche e speciali persone – diceva Ayò – sanno leggere la musica di Pitigliano. Nella musica è scritta e narrata la magia di questi luoghi. Nessuno sa – continuava l’anziano ebreo – dell’esistenza di uno spartito musicale, visibile solo nelle notti di luna piena, visibile solo se in “certe case” del borgo e del ghetto si accendono “certe luci” … Se “tutto” questo accade, e tu sei capace di capire e di suonare, corri… vai sulla LE RUBRICHE • 87 LE RUBRICHE strada, sì, la SS 74 Maremmana e fermati lì sulla curva, quella in prossimità della chiesa Madonna delle Grazie. Fermati in quel luogo e da lì osserva il paesaggio; osserva bene Pitigliano le luci e le ombre proiettate dalle finestre delle sue case, non ti stancare. Resisti, se sai resistere dopo un po’ vedrai apparire davanti ai tuoi occhi uno spartito musicale. Quella è la musica di Pitigliano, ancora in attesa di essere suonata!”. **** Pitigliano, a small jewel nestled in the tuff It's hard to resist the beauty of the town of Pitigliano, a small jewel nestled in the south of Maremma Tuscany. Pitigliano appears suddenly when you are driving for a while and you start getting tired of the road. After a curve the town is just in front of you and the image takes your breath away. You are forced to stop. You feel an almost compulsive need to photograph the landscape to keep with you its beauty. You see a tuff promontory rising strongly and contrasting the whole range of greens of the valley, on the top, randomly placed, the tuff houses per- Rubrica in collaborazione con l’associazione di promozione sociale nata nel 2013 con lo scopo di promuovere la Maremma Toscana, valorizzandone la cultura, l’arte, le tradizioni, l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, lo sport, i prodotti, il turismo e le eccellenze del territorio attra- 88 • Maremma Magazine • Novembre 2015 ched on each other. The buildings don’t seem to be built by men, but borned from the sun, “the spontaneous fruits of an eruption”, natural daughters of the rocks. You stand still there, looking at the whole village, its arches, wash houses, the unexpected windows and the caverns embedded in the rock. You feel the smell of history, of stories. While listening to the faint sound of the river flowing at the bottom, you look up and see the sky above you with crows that are drawing new circles on it. I begin from this picture, just to tell a different story. From the late 1500 until the Second World War, Pitigliano hosted a large and important Jewish community. In the 70's, after the Second World War, only a few Jews were still living in Pitigliano. Among them, there was an old and very little Jew named Ayo. Ayo knew many stories and loved to narrate them. Ayo told, for example, that the magic of Pitigliano was written in the music. “Only a few special people - says ayo knows how to read the music of Pitigliano. The magic of these places is written and narrated into the music. Nobody knows - continues the old Jew - the existence of a musical score, only visible in full moon nights and only if ‘certain lights’ were lit inside ‘certain houses’ of the village and the ghetto... If that happens and if you are able to understand and play, then run... go to the road, the ‘SS74 Maremmana’, and stop there on the curve, the one near the church ‘Madonna delle Grazie’. Observe the landscape from there, look carefully at the Pitigliano lights and shadows from the windows of houses. Don’t get tired, hold on. If you can resist, after a while, you'll see a musical score in front of your eyes. That is the music of Pitigliano, still waiting to be played!". Link web dell’autrice del servizio https://plus.google.com/u/0/+cinziatagliaferri/posts verso i maggiori canali di comunicazione con particolare attenzione alle nuove tecnologie. Contatti: Blog: www.maremmans.it Mail: info@maremmans.it Facebook: Facebook.com/Maremmans Twitter: Twitter.com/Maremmans Instagram: Instagram.com/Maremmans LE RUBRICHE L’ARTE DI OSPITARE | L’accoglienza in Maremma Tenuta dell’Uccellina, un luogo magico e… con un’anima! Ideale per eventi e cerimonie È un agriturismo (ma non solo) con un’anima quello di cui parliamo questo mese nella nostra consueta rubrica dedicata all’accoglienza e alle strutture ricettive di qualità, rubrica che in questo caso incrocia il proprio percorso con la Tenuta Agricola dell’Uccellina nel cuore del Parco della Maremma, cornice ideale per eventi e cerimonie L a Maremma dal punto di vista dell’accoglienza in questi anni è cresciuta tantissimo. Le strutture ricettive di livello e delle più diverse tipologie (alberghi, agriturismi, bed & breakfast, ecc.) non mancano. Ma poche sono quelle che hanno un’anima. Proprio così: un’anima. Sembrerà strano, ma anche quattro mura ed un tetto, quando si parla di ospitalità, possono averla. Soprattutto in occasioni particolari come gli eventi, le ricorrenze e le cerimonie, nelle quali il contesto riveste un ruolo non secondario rispetto a con ciò che in quel dato momento viene ospitato. Che poi è quasi sempre qual- 90 • Maremma Magazine • Novembre 2015 cosa di speciale che deve entrare nell’album dei ricordi. Una di queste strutture è la Tenuta Agricola dell’Uccellina a pochi chilometri da Grosseto, nel cuore del Parco Naturale della Maremma in loc. Collecchio (Magliano in Toscana). L’azienda si estende su un’area collinare di 400 ettari (tra terreni coltivati, boschi e macchia mediterranea) che digrada fino al mare con le incantevoli calette. L’ubicazione all’interno del Parco della Maremma, rende la Tenuta la naturale chiave di accesso alla scoperta della Maremma Toscana, incorniciata dalla maestosità delle antiche torri moresche che ne ricordano la storia (la Torre Bassa è anche il simbolo della Tenuta che la ospita). Agriturismo unico nel suo genere per la posizione esclusiva, per la bellezza delle risorse naturali circostanti e per la varietà delle attività ricreative disponibili, la Tenuta Agricola dell’Uccellina diventa il luogo ideale per gli amanti della comodità e del relax, per coloro che desiderano trascorrere una vacanza attiva e rigenerante a stretto contatto con la natura. Ma anche per coloro che desiderano organizzare un momento speciale, una cerimonia. Determinante è stata la scelta della Proprietà che ha reso partecipe il Circolo dei Buongustai di Fabio Campoli nella realizzazione di un progetto con l’obiettivo non solo di maturare standard e qualità con classe e raffinatezza ma di far emergere quell’anima di cui parlavamo all’inizio, un’anima che in questo caso prende corpo anche grazie al contesto di rara suggestione in cui opera. Già perché la Tenuta Agricola dell’Uccellina non è un luogo qualunque. È uno di quei luoghi, che potremmo definire “da cartolina” che hanno il pregio di dare immediatamente l’idea di una terra, un luogo magico che sintetizza alla perfezione l’essenza di quello straordinario angolo di Toscana qual è la Maremma. Ed è qui che dal dicembre 2013 ha preso forma – a complemento della struttura – il ristorante La Torre del Gusto un progetto gastronomico attento alle “buone cose” realizzato con la supervisione del Circolo dei Buongustai che con il suo Presidente, Fabio Campoli, chef di fama internazionale nonché pioniere di un nuovo modo di interpretare questa figura sempre più rinomata e popolare anche grazie a trasmissioni televisive di successo, ha saputo reinterpretare la tradizione del territorio. Natura, semplicità, gusto e accoglienza: questi i punti di forza che rendono speciali i momenti a La Torre del Gusto. Una cucina fatta di materie prime altamente selezionate, in parte prodotte all’interno della Tenuta, come l’olio, il vino, il miele e la carne maremmana biologica, altri forniti dai consorzi e dai piccoli produttori del territorio. Questi prodotti vengono valorizzati dall’accuratezza gastronomica del Circolo dei Buongustai grazie ad una ricerca attenta, che combina la tradizione locale con la filosofia delle buone cose, in un percorso di riscoperta del “gusto semplice”. Dal pane alla pasta fatta in casa, fino ai dolci tradizionali da credenza o ai piatti rustici e tipici della zona presenti sullo scenografico bancone della Salsamenteria: le frittate, i fagioli al coccio, i patè, le focacce. Cuore del menù i secondi di carne, da quelli classici alla versione hamburger, rigorosamente di carne maremmana biologica. I commensali possono scegliere tra Imperiale, Reale e Supremo le tre versioni di carni regine del menù, nonché gli speciali Magno, la Torre e il Raffinato dell’Hamburgheria. Tra i dessert è degna di nota la speciale “Cioccolì”, crema di nocciole, cioccolato e olio extravergine d’oliva biologico della Tenuta. Sapori genuini, tipici della cucina casereccia tradizionale che sa tuttavia scegliere al meglio gli ingredienti da utilizzare, per garantire qualità, salubrità e gusto autentico. LE RUBRICHE • 91 LE RUBRICHE Il ristorante, così come l’intera struttura, è aperto tutto l’anno ed è a disposizione per chi è in cerca di una location particolare dove poter organizzare un qualunque evento. “Il nostro punto di forza – sottolinea Giovanna Omacini, responsabile degli eventi della Tenuta che con passione e dedizione ne ha perfettamente interpretato l’essenza – è dato dalla capacità da un lato di trasmettere la magicità del contesto all’evento che ospitiamo, dall’al- 92 • Maremma Magazine • Novembre 2015 tro di creare una perfetta armonia tra la Tenuta e ciò che in essa si svolge. Un risultato non banale, che non viene da sé ma è il frutto dello sforzo e dell’impegno non indifferente di tutto lo staff e che riusciamo ad ottenere grazie all’atmosfera della location, ma soprattutto grazie alla cura particolare che mettiamo nell’organizzazione. Ed è proprio questa fusione, questa sintesi a trasmettere ancora più suggestione all’evento rendendolo unico. Il mix ideale tra happe- ning e cornice diventa allora una vera e propria forza trainante, un valore aggiunto che qui siamo in grado di offrire e di mettere a disposizione della nostra clientela. E non è poco se l’obiettivo è quello di rendere piacevole, anzi indimenticabile una cerimonia ed una giornata particolare. Alla fine – conclude Giovanna – questo ci porta a lavorare più sulla qualità che sulla quantità, aspetto che rende ancora più magico ed esclusivo un evento alla Tenuta Agricola dell’Uccellina”. Al di là delle cerimonie private la struttura ospita anche manifestazioni importanti e di respiro nazionale, come il workshop agroalimentare” di tre giorni, andato in scena a fine gennaio, Saporitaly 2015, 130° “format” della “Trinit International Trade & Events di Verona” ispirato al concetto “dalla terra alla tavola” che ha inteso promuovere il qualificato incontro tra l’“offerta” e la “domanda” di prodotti tipici regionali italiani del food & beverage, riveniente dai più “importatori-distributori” di rango, di specialità agroalimentari, di alcuni Paesi dell’UE, del bacino Mediterraneo e del Maghreb. La Delegazione ha trovato ospitalità presso la “Tenuta Agricola dell’Uccellina”, prontamente resasi disponibile ad ospitare l’evento e proponendosi essa stessa per le sue risorse ambientali, come “valore aggiunto”, ai numerosi prodotti che sono stati presentati, degustati ed oggetto di contrattazione. I delegati esteri e i produttori provenienti in maggioranza, da diverse altre regioni (Piemonte, Veneto, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Molise, Lazio, Puglia, Campania, Puglia), ma anche dalla provincia di Grosseto e dalle altre Province toscane, sono stati in tutto 38 (di cui 24 espositori e 14 buyers). O ancora, per proseguire con gli esempi, il grande banchetto svoltosi a fine giugno nell’ambito dell’Argentario Sailing Week organizzato dallo Yacht Club di Porto Santo Stefano. O la cena stellata del 2 ottobre scorso alla presenza degli chef fregiati della prestigiosissima stella della guida Michelin che non a caso hanno scelto la Tenuta Agricola dell’Uccellina per un loro importante rendez-vous. Re-intepretare un contesto naturale e storico dalle mille sfaccettature come quello della Maremma, con tutte le sue preziose caratteristiche, è la mission che la Tenuta Agricola dell’Uccellina si è prefissa per contribuire alla valorizzazione del territorio, delle sue tradizioni e del suo sistema turistico. “La Tenuta Agricola dell’Uccellina, in sinergia con II Circolo Ippico Uccellina, il ristorante “La Torre del Gusto” e la Fattoria Didattica, sue intrinseche realtà – sottolinea Fabio Petroni proprietario della struttura –, si propone come volano di coesione territoriale organizzando e promuovendo numerose attività dedicate, per una fruibilità che non sia mirata solo al turismo stagionale ma anche a chi il “luogo” lo vive quotidianamente, ovvero i residenti del territorio”. Tutto ciò ha dato conferma di come sia possibile dar vita e interesse 365 giorni l’anno a una realtà dalle alte potenzialità, qual è la Tenuta Agricola dell’Uccellina, location suggestiva e – si diceva all’inizio – con un’anima, tutta da scoprire. Info: www.tenutauccellina.it LE RUBRICHE • 93 LE RUBRICHE L’ANGOLO DEL LIBRO| La Maremma in libreria Buriano, la storia di un paese attraverso le immagini d’altri tempi Si intitola “Buriano l'album di un paese - Tutte le fotografie” ed è un libro interamente fotografico ideato e realizzato da Renzo Ronchi e Carlo Bonazza, ed. Photoedizioni che racconta un passato non tanto lontano da oggi attraverso una serie di frame nei quali un piccolo borgo di Maremma può ancora riconoscersi e capirne la storia rintracciando la propria identità. DI CORRADO BARONTINI U n libro interamente fotografico, questo “Album di un paese”, che sistema in modo egregio la ricerca più che decennale condotta da Renzo Ronchi. L’indagine prima rivolta alla formazione e alla storia della comunità di Buriano (pubblicata in un volume esemplare: “Le radici e la memoria, Buriano e le sue famiglie” edita nel 2004) con uno sguardo antropologico e sociologico, oggi si conclude con questo album, esempio unico di questo genere per la completezza delle 94 • Maremma Magazine • Novembre 2015 fotografie raccolte (circa 1500 per una popolazione di neanche 200 abitanti). Poche le parole di presentazione: “È notte, devo credere che il vento si sia calmato e nemmeno piova perché l’acqua nelle grondaie e la tramontana tengono compagnia a chi è sveglio e lo distraggono.” Esordisce così Pier Giorgio Zotti, che abita proprio a Buriano, in una sua nota “La conta della mamma di Renzo Ronchi”. L’altro collaboratore-autore è il fotografo Carlo Bonazza che nella sua intro- duzione scrive: “Nel riprodurre le immagini per la stampa mi sono comportato come un fotografo che sviluppa e stampa le foto altrui. Mi piace considerarmi un ipotetico fotografo di paese a cui si porta il rullino scattato per lo sviluppo. Come “C’era una volta… Follonica” nei racconti di Iolanda Raspollini I tale e come nella realtà sono stato per anni, ho cercato di rendere al meglio le stampe, di minimizzare gli errori, decidendo il contrasto e il taglio finale dell’inquadratura, correggendo l’esposizione, raddrizzando un orizzonte storto o schiarendo un’immagine scura. Ho utilizzato i procedimenti digitali oggi disponibili come una versatile e docile camera oscura, che rimane l’eterno strumento del fotografo stampatore”. Come si vede la competenza e la sensibilità diventano garanzia per la riuscita di un’opera come questa che pur riguardando una piccola comunità, finisce per incuriosire e offrire uno sguardo per far vedere un passato non tanto lontano da oggi ma che diversamente dalle immagini digitali fa capire le “piccole cose familiari”, i momenti cerimoniali, i costumi, gli atteggiamenti, i contesti nei quali un paese può ancora riconoscersi e comprendere attraverso le foto la storia familiare rintracciando la propria identità. Le foto, ci dice Renzo Ronchi, sono suddivise per decenni e arrivano fino agli anni ‘70 del novecento “che sono il limite scelto, in quanto ho preferito rimanere sui periodi delle foto in bianco e nero, anche se ci sono alcune concessioni al colore”. A questa impostazione generale, scrive ancora Ronchi, fanno eccezione due argomenti che sono partecipati da tutto il paese: “la festa del Romitorio, momento tradizionale e identitario e il mare d’estate a Castiglione della Pescaia”. Entrare nelle case per conoscere attraverso le immagini le varie storie delle persone... a me sembra un progetto che serva per conservare a lungo una memoria che è più consistente dell’oralità perché offre la concretezza d’uno scatto, fissando il momento magico e irrepetibile di un’espressione o di un evento. Queste foto raccolte nell’album “hanno l’odore delle case e dei cassetti – scrive ancora Bonazza – Toccate, scritte, sicuramente anche baciate, piegate, tagliate, strappate, addirittura cucite. Una volta esposte nuovamente alla luce queste vecchie fotografie hanno cambiato sostanza: sono diventate reliquie.” L’ultima foto di questo album fa vedere un angolo del paese, durante la festa del Romitorio: la gente ascolta la musica e si mette a ballare... è una bella immagine d’altri tempi che offre uno spaccato della vita di relazione dove il piacere del divertimento ha il sopravvento sulla circostanza festiva. Chiude il libro un elenco dettagliato delle persone presenti nelle foto disposto in ordine alfabetico. racconti, quasi un romanzo breve, “C’era una volta… Follonica” di Iolanda Raspollini, furono pubblicati per la prima volta a cura del Comune di Follonica nel 1999. La scorsa estate nella sala dei Fantasmi del Magma “C’era una volta… Follonica” è stato nuovamente presentato al pubblico con una nuova veste grafica, per i tipi della Editrice “La Bancarella”. I racconti nacquero nel 1995, quando, invitata insieme ad altre persone dall’allora sindaco Emilio Bonifazi a riproporre un discorso sul recupero dell’Ex Ilva che destasse attenzione sui cittadini, Iolanda Raspollini scrisse l’embrione di “C’era una volta… Follonica”. “Per comporre i tre racconti che costituiscono l’opera – dice la scrittrice – attinsi ai dati storici dalle ricerche di archivio condotte e pubblicate dagli ottimi studiosi i cui nomi figurano nella bibliografia; per stimolare la mia fantasia mi bastò sfogliare i testi delle ricerche per immaginare luoghi, voci, rumori, esseri umani impegnati nelle varie attività, colti nella vivacità delle loro caratteristiche personali, capaci di far risuscitare, in qualche modo, un’epoca e un mondo così importanti per la nostra identità storica e culturale”. L’evento è stato introdotto dall’assessore allo Sviluppo Politiche Culturali Barbara Catalani e, oltre all’autrice del libro Iolanda Raspollini, sono intervenuti Domenico Lobianco, già assessore alla Cultura per il Comune di Follonica nella legislatura 1995-1999 e Miria Magnolfi, Direttrice della Biblioteca della Ghisa. LE RUBRICHE • 95 LE RUBRICHE L’ANGOLO DEL LIBRO| La Maremma in libreria “La Primavera. Racconti sul filo della memoria tra Firenze e la Maremma” il bis editoriale di Roberta Pieraccioli Bis editoriale per Roberta Pieraccioli che dopo il successo de “La resistenza in cucina. Ricette del tempo di guerra per resistere in tempo di crisi” (Ouverture Edizioni), torna ora in libreria con “La Primavera” (sempre per i tipi di Ouverture Edizioni), una raccolta di racconti molto intensi e coinvolgenti ambientati tra Firenze e la Maremma, come dice il sottotitolo L a Primavera: una stagione dove tutto sembra possibile, dove si sogna il futuro senza che si sia ancora squarciato il velo delle illusioni, dove le speranze sono alimentate dal fiorire della natura. Ma La Primavera è anche il titolo dell’ultimo libro di Roberta Pieraccioli (Ouverture Edizioni), un simbolo dell’atrocità della guerra e di tutta la sua forza distruttrice. Roberta Pieraccioli ha pubblicato nel 2014 La resistenza in cucina. Ricette del tempo di guerra per resistere in tempo di crisi (Ouverture Edizioni), interessante excursus storico-culinario sul cibo di guerra, che ha riscosso un successo di pubblico superiore alle aspettative ed è stato presentato in una trentina di luoghi in tutta la Toscana anche con cene a tema. E torna ora in libreria con una raccolta di racconti molto intensi e coinvolgenti ambientati tra Firenze e la Maremma, come dice il sottotitolo, da Massa Marittima a Monterotondo e Follonica, in un continuo rimando tra storia e memoria, tra passato e presente, dove gli anni Quaranta del secolo scorso fanno da sfondo a vicende cariche di patos e di vivacità, grazie alle quali l’autrice indaga a fondo i diversi aspetti dell’animo umano e nelle quali speranza e illusione, dolcezza e crudeltà si snodano in un continuo confronto, spesso violento e drammatico e dove 96 • Maremma Magazine • Novembre 2015 però la speranza non si perde mai, come indicano le immagini della copertina dove un giovane donna sorride perdendosi lontano con lo sguardo come la Silvia di Leopardi e un giovane uomo sorride apertamente al futuro pur indossando un uniforme militare. Nei racconti che compongono il libro, Roberta Pieraccioli prende spunto da fatti realmente accaduti, come il ritrovamento della testa della statua della Primavera di Pietro Francavilla del ponte Santa Trinita di Firenze, fatto saltare in aria dai tedeschi nella notte tra il 3 e il 4 agosto del 1944, o l’ingresso degli Alleati a Massa Marittima il 24 giugno dello stesso anno, o ancora l’entrata in vigore in Italia delle leggi razziali nel 1938 e il primo bombardamento di Firenze nel settembre del 1943, e ne elabora narrazioni in grado di far immergere il lettore in un passato ancora molto vicino e forse ancora in buona parte da indagare, non tanto o non solo nei suoi aspetti storici quanto in quelli della vita di tutti i giorni, quella della più normale quotidianità. La parte finale del libro è un omaggio alla staffetta partigiana Norma Parenti, Medaglia d’oro per la Resistenza, cui l’autrice dedica un testo molto coinvolgente scritto nel 2014 per lo spettacolo dell’attrice fiorentina Daniela Morozzi Articolo femminile. SCHEDA Titolo: La Primavera - Racconti sul filo della memoria tra Firenze e la Maremma Autore: Roberta Pieraccioli Dati: 2015, rilegato brossura con bandelle, 168 pagine Formato: 15x21 ISBN: 978-88-97157-45-8 Prezzo: 12,00 € LE RUBRICHE VINO E DINTORNI | Notizie varie dal mondo del vino e non solo Edoardo Donato nuovo presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Cambio al vertice del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana. Il Consiglio di Amministrazione ha eletto come nuovo presidente Edoardo Donato che raccoglie il testimone da Osvaldo Allegro. «Sono onorato e anche emozionato per la fiducia accordatami» le prime parole del giovane trentaquattrenne grossetano E doardo Donato è il nuovo presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, eletto all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione tenutosi a fine agosto a Grosseto in rappresentanza della Cantina “I Vini di Maremma”. Trentaquattro anni, grossetano, Donato sarà affiancato da due vicepresidenti, Fabio Ratto, direttore dell’azienda Le Mortelle della famiglia Antinori e Balbino Terenzi, presidente della società agricola Terenzi. Fanno parte del rinnovato CdA Federico Giovannetti per l’azienda Castello d’Albola, Luca Petri per il Frantoio La Pieve, Piero Sabatino per l’azienda Val delle Rose, Adriano Baiguini per la Tenuta Il Sassone, Pericle Paciello per l’azienda Rocca di Frassinello ed Edoardo Ventimiglia per l’Azienda Sassotondo. «Sono onorato e anche emozionato per la fiducia accordatami, consapevole delle grandi responsabilità che l’assunzione di questa carica comporta, ma posso garan- 98 • Maremma Magazine • Novembre 2015 tire fin da subito che mi impegnerò con tutte le mie energie affinché il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana possa crescere e consolidare la sua presenza sul territorio, adottando tutte le azioni di promozione, valorizzazione e tutela del marchio «Maremma Toscana» che la Edoardo Donato norma gli consente». Queste le prime parole del neopresidente Donato, il quale ha inoltre ringraziato, insieme a tutti gli altri consiglieri, il presidente e il CdA precedenti per gli importanti obiettivi conseguiti, in primis il riconoscimento ministeriale del Consorzio con incarico “erga omnes” a svolgere le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi per la Doc «Maremma Toscana», ottenuto con decreto del 18 febbraio 2015 pubblicato nella gazzetta ufficiale del 13 marzo 2015 e la forte crescita della base sociale. E a proposito dell’elezione di Donato al vertice del Consorzio parole di soddisfazione sono arrivate anche dai presidenti di Confagricoltura e Cia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna ed Enrico Rabazzi che hanno rivolto un messaggio sincero di augurio a colui che ha preso le redini del Consorzio da Osvaldo Allegro. “Siamo convinti che il neo presidente LE RUBRICHE del Consorzio Tutela Vini della Maremma, Edoardo Donato –sottolineano i due –, saprà fare un ottimo lavoro. A lui e al nuovo Cda rinnoviamo gli auguri per una proficua attività a vantaggio delle aziende consorziate, e al contempo garantiremo la massima collaborazione per tutte le iniziative che riterrà giusto intraprendere per portare a compimento gli obiettivi prefissati”. “Del resto – continuano – partecipazione, inclusione, e condivisione sono state le parole d’ordine che il neo presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Grossetana ha adottato e vorrà immediatamente declinare dopo la sua elezione e dopo le innumerevoli riunioni che si sono già succedute con il rinnovato Cda”. Per i due presidenti è arrivato il momento di mettere mano ai programmi delle attività e di predisporre un lavoro per discutere i percorsi di valorizzazione della Doc direttamente con tutta la base associativa e per tale ragione auspicano a breve la convocazione di un’apposita assemblea dei soci. Vivarelli e Rabazzi liquidano poi alcune recenti dichiarazioni apparse sulla stampa frutto di presunti mal di pancia o di umori non proprio concilianti, sottolineando che “chi si è messo a disposizione in una democratica elezione, lo ha fatto con spirito di servizio e con la massima libertà, senza vincoli di mandato elettorale e senza lacci o lacciuoli di sorta. Questo concetto, rappresenta il valore aggiunto del Consorzio. Valore che sovente non è riscontrabile in altri contesti. La sua forza è esplicabile nella libertà di agire per il bene comune ed è per questa ragione che vogliamo ribadire la nostra assoluta disponibilità al confronto, al dialogo e alle idee, sincere e vere, non forviate da espressioni, condizionate della emotività del momento o frutto di una sconfitta che ancora oggi è poco digerita. Assicuriamo – concludono i due presidenti – che da parte nostra rifuggiamo dal pensare a vinti e vincitori, certi che questo sia anche il pensiero del nuovo cda. Se qualcuno, in maniera strumentale, immagina ciò è in errore ed è vittima palese di un ragionamento contrario allo sviluppo della vitivinicoltura maremmana, di cui il Consorzio, come dimostrano i numeri, sta diventando un punto di riferimento con un 30% in più di uve rivendicate, un +234% di vino certificato e un +320% di vino imbottigliato”. 100 • Maremma Magazine • Novembre 2015 WINE & FOOD NEWS TERENZI SOSTIENE LA CHARITY DINNER DELLA FONDAZIONE “UMBERTO VERONESI” Si è brindato con i vini firmati Terenzi alla cena di gala per la raccolta fondi organizzata dalla delegazione di Como della Fondazione Umberto Veronesi e andata in scena lunedì 12 ottobre presso il Teatro Sociale di Como. Balbino 2014, Vermentino di Maremma Toscana Doc, e il Morellino di Scansano Riserva Docg Purosangue 2012 hanno accompagnato le creazioni dello chef Davide Oldani, che condivide con Fondazione Umberto Veronesi l’attenzione ad un’alimentazione sana, primo e fondamentale strumento di prevenzione. L’evento, che Terenzi ha convintamente deciso di sostenere, è stato l’occasione per approfondire e divulgare l’importanza di prendersi cura di sé, mangiando bene e facendo attività sportiva, come hanno testimoniato alcuni ospiti d’eccellenza. Anche quest’anno l’ampia adesione all’iniziativa della cittadinanza comasca ha permesso di ottenere risultati importanti: i fondi raccolti saranno devoluti al progetto SAM (Salute Al Maschile), che la Fondazione ha lanciato quest’anno per sostenere un ricercatore specializzato nella ricerca sulle malattie oncologiche maschili e al progetto Gold for Kids, dedicato all’oncologia pediatrica. FATTORIA MANTELLASSI E LA VENDEMMIA 2015, PER LA MAREMMA UN VINO A CINQUE STELLE È andata. Con un occhio al meteo e uno sguardo a un cielo che sembra essere diventato sempre più capriccioso. Ed è andata bene, una di quelle vendemmia insomma che hanno finalmente riportato l’entusiasmo ai viticoltori dopo gli affanni della scorsa stagione. Da Fattoria Mantellassi, produttrice del Morellino di Scansano, eccellente D.O.C.G della Maremma, arrivano notizie straordinariamente positive. A partire proprio dal tempo che ha regalato a questa bellissima terra un’estate calda e asciutta, con temporali nella seconda metà di agosto che possono senz’altro definirsi positivi, in quanto hanno dato frescura e nuova energia alle viti, una situazione ottimale per portare a completamento la maturazione delle uve. A settembre, in azienda, parte dei bianchi era già in fermentazione mentre il ciliegiolo e i primi sangiovese potevano definirsi già pronti.Tutto questo grazie a una vendemmia cosiddetta “da manuale”, che ha permesso di prolungare la permanenza delle uve in pianta per massimizzarne la complessità aromatica e il corpo regalando vini ricchi di freschezza ma senza eccessive acidità. Etichette a cinque stelle, dunque, sia per corpo sia per struttura. Una conferma viene proprio da Giuseppe Mantellassi che commenta così la produzione 2015. “Finalmente possiamo dire senza timori che quella del 2015 sarà un’annata che non passerà inosservata! Erano alcuni anni che non sentivo l’aria in cantina profumare di odori di tale complessità e fragranza. Questo non può che essere il preludio a vini da non dimenticare”. Un ottimismo da non sottovalutare perché, in casa Mantellassi, la passione per il “fare bene” è supportato da capacità professionali consolidate nel tempo. Non resta che tenersi pronti “a stappare”! OBIETTIVO: VALORIZZARE LA CARNE BOVINA MAREMMANA Il 13 ottobre scorso nella sala conferenze di Confagricoltura Grosseto, è stata organizzata una riunione pubblica in cui è stato presentato il progetto “Carne bovina Maremmana”, inserito nel Piano Integrato di Filiera per l’annualità 2015 e in scadenza il 30 ottobre. Il progetto, del valore complessivo di 4 milioni di euro, ha come obiettivo valorizzare e rilanciare la produzione di carne bovina nel territorio maremmano, produzione afferente al settore zootecnico, tradizionalmente molto radicato e presente in Provincia di Grosseto, che negli ultimi anni ha attraversato, a causa di ragioni complesse ed articolate, una stagione di crisi che ne ha determinato una progressiva contrazione. “La storica vocazione alla zootecnia del territorio maremmano – commenta il presidente di Confagricoltura Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – vede oggi un tentativo di rilancio per la filiera produttiva della carne con l’apertura del nuovo mattatoio, impianto industriale tanto atteso che deve rappresentare per la provincia di Grosseto un forte elemento incentivante della produzione di carne, concorrendo in modo determinante alla riduzione dei costi per gli allevatori”. La sinergia fra l’attività di allevamento e quella di macellazione si realizzerebbe ulteriormente con lo sviluppo di una linea per la trasformazione e lavorazione della materia prima ed il suo confezionamento, la cui realizzazione è prevista all’interno dello stabilimento, in modo da valorizzare ulteriormente, sotto il profilo commerciale e gastronomico, il prodotto locale. Il rosso senza solfiti della Tenuta Casteani tra i vini top hundred del 14° Golosario Il rosso Casteani Doc Maremma Toscana Sangiovese “Spirito Libero Rosso 3:9” 2013, della linea senza solfiti, è stato proclamato tra i vini Top Hundred del 14° Premio Golosario, che ha scelto i 100 migliori di vini d’Italia U n altro prestigioso riconoscimento per la Tenuta Casteani, azienda vitivinicola di Gavorrano, nella Maremma grossetana. Il suo rosso Doc Maremma Toscana Sangiovese “Spirito Libero Rosso 3:9” 2013, della linea senza solfiti, è stato infatti proclamato tra i vini Top Hundred del 14° Premio Golosario, che ha scelto i 100 migliori di vini d’Italia. La selezione, ideata dai giornalisti Paolo Massobrio e Marco Gatti, dal 2002 continua a confermarsi una delle migliori occasioni per i talent scout del vino italiano e le cantine premiate a Milano si potranno anche ritrovare sul best seller “il Golosario” segnalate dalla corona radiosa. Il riconoscimento premia l’impegno e la dedizione del titolare della Tenuta Casteani, Mario Pelosi, ingegnere romano, che a 60 anni ha conseguito una seconda laurea, in enologia, e poi l’ha messa a frutto nel 2002 quando, con la moglie Gloria, sommelier anche lei, ha deciso di investire in questa proprietà in Maremma. Sono 15 ettari rivolti verso il Tirreno, che hanno letteralmente rivitalizzato una zona abbandonata un tempo mineraria. Principio fondamentale della sua attività è la rispettosa agricoltura integrata. Tra i suoi vini eccelle la linea di quelli «senza solfiti». «L’importante premio di ‘Golosaria’, che si assomma ai diversi altri già ottenuti in Italia e all’estero, tra cui a Bruxelles ed Hong Kong – dichiara Mario Pelosi – è una nuova stimolante attestazione che giunge proprio mentre la nostra azienda è impegnata a celebrare la sua decima vendemmia. In questi anni abbiamo puntato sulla qualità e genuinità dei nostri vini, con un occhio di riguardo per quelli senza solfiti». «In tale contesto Spirito Libero – precisa Pelosi – è la nostra linea di vini senza solfiti aggiunti, dove la sola quantità di anidride solforosa presente è quella che si sviluppa naturalmente nel corso della fermentazione. I solfiti, additivi utilizzati per la conservazione degli alimenti con funzione antibatterica e antiossidante, possono anche generare intolleranze nell’uomo, oltre ad avere effetti negativi sull’aroma del vino e pertanto abbiamo cercato un metodo di produzione innovativo che, coniugando la tradizione con le moderne tecniche, permettesse di produrre un vino senza l’aggiunta dei solfiti». LE RUBRICHE • 101 LE RUBRICHE LA RICETTA| Prelibatezze da cucinare e... gustare La Ribollita piatto povero toscano tra i più conosciuti nel mondo Questo mese nello spazio dedicato alle ricette parliamo di un piatto toscano molto conosciuto nel mondo, un piatto povero della cucina fiorentina e non solo che riempie lo stomaco con verdure, pane e fagioli e buon olio extra vergine: in una parola la Ribollita o zuppa di magro alla contadina DI ALISSA MATTEI M olte volte qualcuno tra gli ospiti di Casa Montecucco mi chiedono di offrire quale primo piatto la ribollita, piatto toscano molto conosciuto nel mondo ed anche se a malincuore devo prepararlo, rendendolo il più possibile leggero, secondo il mio stile. È vero non amo la ribollita, devo 102 • Maremma Magazine • Novembre 2015 ammetterlo, mi rifiuto di preparalo in estate per ovvi motivi, visto che il cavolo nero non è possibile averlo buono se non fa un po’ di tramontana; ma oggi in autunno con un bel vento del nord, propongo questo piatto tanto amato dal mio amico viennese. Naturalmente, come molte altre preparazioni toscane, è un piatto povero della cucina fiorentina e non solo; riempie lo stomaco e propone verdure, pane e fagioli e buon olio extra vergine. La storia ci racconta che la ribollita nasce nel Medioevo, quando i servi mangiavano gli avanzi dei banchetti dei padroni, e così facevano ribollire il pane con le verdure avanzate e la zuppa pote- va durare a lungo. Prima di portarla a tavola dunque veniva ribollita. La ribollita fa parte della tradizione fiorentina come piatto del venerdì, si può chiamare anche zuppa di magro alla contadina, secondo quanto tramandato da Pellegrino Artusi nel “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”. Tuttavia cento anni dopo lo scrittore senese, poeta ed esperto di gastronomia Giovanni Righi Parenti nel suo La cucina toscana in ottocento ricette tradizionali descrive una ricetta simile. Tuttavia questo autore colloca la ribollita nella zona del senese, anche se l’uso sembra sia poi spostata in regioni limitrofe. La ribollita sarebbe la conseguenza di un’altra ricetta: la zuppa di fagioli di Siena. Qualunque sia la sua origine, si tratta di una preparazione davvero apprezzata da tutti e che accentua la sua bontà se condita con olio extra vergine nuovo con la sua ricchezza di sapori e profumi. Ingredienti per 8 persone Pane raffermo senza sale 1 Kg Fagioli cannellini 1/2 Kg Sedano coste e foglie 1 Pomodorini rossi 10 Carote 2 Cipolle fresche 6 Bietole 1/2 Kg Cavolo verza 1/2 Kg Cavolo nero 1/2 Kg Pepe qb Sale qb Olio extra vergine di olivain abbondanza Come si prepara Lessare i fagioli borlotti e cannellini a bassa temperatura con aglio e salvia e sale, dopo averli fatti rinvenire una notte con un cucchiaio di bicarbonato. Preparare un soffritto con olio extra vergine, cipolla fresca, carote e coste di sedano; aggiungere qualche pomodorino tagliato a piccoli pezzi, lasciare cuocere; dopo aggiungere il cavolo verza tagliato fine ed infine i fagioli. Lasciare sobbollire, aggiungendo acqua in modo da coprire le verdure ed infine il cavolo nero (solo la foglia), bietole e foglie di sedano. Lasciare un poco riprender il bollore (10 minuti) e poi aggiungere il pane a pezzi e lasciare a fuoco spento per almeno due ore. Il pane si gonfierà con l’acqua e cambierà l’aspetto della zuppa, rendendola soda. Con un cucchiaio e non con il frullatore mi raccomando, girare in modo da sminuzzare il pane ; servire caldo o tiepido con una buona quantità di olio nuovo bello verde e piccante e pepe nero. *Alissa Mattei e Luciano Cipriani vi aspettano per assaporare questo, come tanti altri prelibati piatti della cucina maremmana, ma non solo, presso l’Agriturismo - Ristorante Casa Montecucco, situato tra Giuncarico e Ribolla, in loc. Castel di Pietra 58020 Gavorrano. Info per prenotazioni: tel. 0566 80135, e-mail casamontecucco@libero.it LE NEWS LE NEWS Inaugurato l’itinerario storico-artistico per non vedenti ed ipovedenti al Museo diocesano d’arte sacra di Grosseto I “Santi Girolamo e Antonio abate” di Sano di Pietro (XV secolo), la “Madonna delle ciliegie” del Sassetta (XVI secolo), una “Adorazione dei pastori”, dipinto di piccole dimensioni del XVIII secolo e il “Giudizio universale”, antico dipinto su tavola attribuito a Guido da Siena, esposti al Museo archeologico e d’arte sacra della Maremma, da oggi sono “visibili” anche da visitatori non vedenti od ipovedenti. Le tre opere, infatti, fanno parte dell’itinerario storico-artistico all’interno del museo diocesano, in piazza Baccarini a Grosseto, che amplia ulteriormente il percorso tattile “L’arte dell’invisibile”, con cui la Diocesi, in collaborazione con l’associazione di volontariato “Madre Teresa” rende accessibili anche a persone con disabilità sensoriale i luoghi di fede e di cultura della città di Grosseto. L’itinerario, curato come l’intero percorso tattile, da Olivia Bruschettini dell’ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici e da Sabrina Morandi, dell’ufficio diocesano progettazione, è stato inaugurato il 23 settembre scorso alla presenza del vescovo Rodolfo, del sindaco Emilio Bonifazi, dell’assessore alla cultura Giovanni Stellini, dei rappresentanti dell’Unione italiana ciechi, degli operatori degli 104 • Maremma Magazine • Novembre 2015 uffici diocesani che hanno curato l’iniziativa, dell’associazione “Madre Teresa” e della direttrice del Museo archeologico e d’arte della Maremma, Maria Grazia Celuzza, che ha fatto gli onori di casa. Si arricchisce, così, ulteriormente il percorso inaugurato nella Cattedrale di San Lorenzo a marzo 2014, quando – lungo la navata di sinistra – furono collocate le prime tre tavole tattili riproducenti la piantina del Duomo, il Fonte battesimale e il dipinto della Madonna delle Grazie. Successivamente, a ottobre 2014, furono installati altri tre supporti, nella navata di destra, che riproducono la facciata principale della Cattedrale, il Crocifisso del Vecchietta e le vetrate con santi di Benvenuto di Giovanni, quest’ultimo dotato anche di un impianto di illuminazione a led per consentire ai visitatori ipovedenti di godere di alcuni particolari. Le riproduzioni tattili collocate nel museo diocesano d’arte sacra, come le precedenti, sono state realizzate dagli artigiani grossetani Beppe e Marco Anselmi, che da anni collaborano con l’Unione italiana ciechi, partner prezioso della Diocesi per la realizzazione dell’intero percorso di accessibilità ai luoghi di fede e di arte sacra della città. I visitatori non vedenti ed ipovedenti potranno, come in Cattedrale, “vedere” le tre opere attraverso il tatto, potendo così conoscere le arti visive bidimensionali, tradotte in linguaggio plastico, tattilmente leggibile. «Dopo la nostra Cattedrale – commenta il vescovo Rodolfo –, ora anche il museo d’arte sacra si impreziosisce di questo percorso, che vuol testimoniare l’attenzione che la Chiesa di Grosseto mette per rendere fruibile davvero a tutti il patrimonio storico-artistico. Come nei secoli passati l’arte sacra ha rappresentato la più popolare e penetrante forma di catechesi anche per coloro che non avevano la possibilità di studiare, oggi essa deve continuare a svolgere questo suo compito di evangelizzazione ed è bello poterlo fare rendendola accessibile a chi, a motivo della cecità, non potrebbe altrimenti godere NOTIZIE VARIE DALLA MAREMMA della bellezza che le opere artistiche esprimono, non solo sul piano estetico, ma anche più profondamente umano. Anche così si costruisce un nuovo umanesimo attraverso il Vangelo». A tal proposito il Vescovo ha citato l’episodio evangelico dell’uomo dalla mano inaridita sanato da Gesù: «A lui – ha commentato il presule – il Signore comandò di allungare la mano.Talvolta, invece, noi uomini realizziamo strutture dimenticandoci di chi, attorno a noi, ha la ‘mano inaridita’ è, cioè, segnato da forme diverse di disabilità. Il percorso realizzato in Cattedrale e al museo rappresenta il tentativo di mettere al centro coloro che comprendono molto più di noi il valore e il dono dei sensi e di dire loro, come Gesù, “allunga la tua mano!”». «Ringrazio il nostro Vescovo e i suoi collaboratori – dichiara il Sindaco Emilio Bonifazi – per la sua lungimiranza. Il nostro museo archeologico viene tutto valorizzato dalla presenza dello splendido museo dell’arte diocesana. È un gioiello cittadino di cui andare fieri e il percorso per non vedenti ed ipovedenti, realizzato sulla base del progetto della Diocesi, non è solo un rafforzamento dell’offerta culturale cittadina, ma anche la rigorosa conferma del presupposto che la cultura è per tutti oppure non è”. «Una scelta preziosa – osserva l’assessore alla Cultura, Giovanna Stellini – che va incontro alle esigenze delle persone ipovedenti e che viene messa a disposizione di tutta la città. Un ulteriore passo avanti per il complesso del Museo archeologico comunale, già oggetto nel 2014 di una profonda opera di riqualificazione degli interni e di rilancio attraverso mostre di grande successo. Grazie alla Diocesi per questa bella iniziativa». Peraltro il percorso “L’arte dell’invisibile”, che in poco più di un anno dal suo avvio ha portato a Grosseto numerosi gruppi di persone con disabilità sensoriali, attratte dall’idea di poter assaporare il bello dell’arte sacra attraverso il tatto, non si è esaurito soltanto nell’installazione dei supporti. L’ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici, infatti, ha promosso anche percorsi sensoriali per non vedenti attraverso la stimolazione dei sensi e il coinvolgimento emozionale, grazie alla possibilità di toccare l’arte e lasciarsi emozionare da essa. Le BCC della provincia di Grosseto verso la fusione Avviato il percorso finalizzato alla fusione delle tre Banche di Credito Cooperativo della provincia di Grosseto (Banca della Maremma Credito Cooperativo di Grosseto, Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano, Banca di Saturnia e Costa d’Argento Credito Cooperativo) G randi novità in vista sul fronte degli istituti di credito maremmani. Il 9 ottobre scorso, i Consigli di Amministrazione delle tre Banche di Credito Cooperativo con sede nella provincia di Grosseto (Banca della Maremma Credito Cooperativo di Grosseto, Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano, Banca di Saturnia e Costa d’Argento Credito Cooperativo), hanno deliberato il testo della lettera di intenti per l’avvio di un progetto di fusione per unione. I tre Presidenti hanno firmato il documento e hanno informato in merito tutti i dipendenti delle tre banche riuniti presso l’auditorium della Bcc di Pitigliano. Il progetto prevede la costituzione di una unica BCC che, nascendo dall’u- nione di tre realtà cooperative sane, storicamente e fortemente radicate sul territorio, sia più forte, competitiva, efficiente e solida per servire meglio i soci e l’economia locale, possa meglio assecondarne e stimolarne lo sviluppo, mantenendo salde radici e legami con le comunità di riferimento. Nel contesto dei profondi cambiamenti nella struttura del settore bancario conseguenti all’avvio dell’Unione Bancaria Europea e del processo di autoriforma in atto del Credito Cooperativo Italiano, tale operazione intende garantire e rafforzare la presenza di un attore bancario autenticamente locale su di un territorio che ne ha assoluto bisogno. I soci, i collaboratori e le comunità locali saranno al centro del progetto di aggregazione e di sviluppo della banca che nascerà da tale progetto di fusione. LE NEWS • 105 LE NEWS Fare rete per rafforzare il sistema turistico Si è parlato di turismo nel terzo incontro de “la Regione in Comune”, a Castiglione della Pescaia, con Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana che ha fatto il punto della situazione in relazione al comparto e annunciato alcune significative novità in materia. T urismo e sistema di accoglienza sono stati al centro del terzo incontro de “la Regione in Comune”, a Castiglione della Pescaia. “I dati sul turismo del 2014 – spiega Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana – ci mostrano un inizio di ripresa e la stagione estiva 2015 ha sicuramente segno positivo. Bene, non dobbiamo fermarci, ma proseguire con politiche mirate alla promozione e alla valorizzazione del territorio. Dalla lettura dei dati emergono le realtà che hanno saputo guadagnare reputazione ed insieme offrono un buon risultato alla provincia di Grosseto e alla regione tutta. Dobbiamo cogliere il messaggio che viene da queste eccellenze, come Castiglione della Pescaia, e costruire un sistema dell’accoglienza strutturato, mettere in campo politiche chiare di promozione. La strada tracciata dalla Regione Toscana con la riforma dell’Apet (Agenzia regionale di promozione turistica) che sta prendendo forma proprio in questi giorni, va in questa direzione: verso, cioè, la creazione di un ente che sia riferimento unico a livello regionale per la promozione turistica per tutti i Comuni che, con la chiusura delle Province, si trovano a gestire direttamente queste competenze. Una sorta di cabina di regia tra i Comuni per organizzare accoglienza e informazione, con la consapevolezza delle peculiarità che caratterizzano ogni territorio”. “Non possiamo che essere d’accordo con la costruzione di un sistema ricettivo più 106 • Maremma Magazine • Novembre 2015 ampio e coordinato – commenta Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione della Pescaia –. Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio bellissimo, è nostro compito promuoverlo e valorizzarlo nel migliore dei modi. Penso, ad esempio, alla concretizzazione del progetto della ciclopista tirrenica che permetterebbe di attraversare in bicicletta tutta la costa della Maremma, da Follonica ad Orbetello, ma anche alla realizzazione di infrastrutture moderne come il collegamento ferroviario veloce dall’aeroporto di Pisa alla città di Grosseto per rendere il nostro territorio più facilmente raggiungibile”. “Rendere la Maremma più accessibile – conclude Marras – è sicuramente uno dei punti chiave per lo sviluppo del turismo ed è giusto pensare, dunque, anche al sistema portuale che ci caratterizza fatto di piccoli scali con funzioni, spesso, non solo di attracco turistico. È importante, anche in questo caso, fare rete per rendere più competitive le strutture. Al contempo dobbiamo portare avanti il progetto dell’albergo diffuso, che significa recuperare i piccoli borghi storici offrendo la possibilità di viverli ai turisti e, contemporaneamente, costruire un sistema di promozione internazionale. Per crescere, serve un sistema turistico maturo che conosca gli strumenti efficaci del marketing contemporaneo. Che sappia integrare l’offerta tra costa ed entroterra. Che offra lo star bene oltre al bel panorama. La sfida è globale e la vince chi riesce a raccontarsi come territorio unico e omogeneo”. Faro delle isole formiche, prosegue il percorso di valorizzazione della struttura Prosegue il percorso avviato dal ministero della Difesa per la concessione in uso a soggetti privati di alcune strutture di proprietà demaniale e statale non più funzionali alle esigenze della difesa. Tra i beni interessati da questo percorso, c’è il faro della Formica grande di Grosseto, uno degli undici fari italiani al centro di un progetto di valorizzazione dell’Agenzia del demanio e dei ministeri della Difesa, dei Beni culturali e dell’economia. Sin dal mese di giugno, il Comune di Grosseto è parte attiva di questo percorso: dopo il primo incontro avvenuto a Roma ad inizio estate, alla presenza del ministro Roberta Pinotti, del colonnello Paolo Andreoli della società Difesa Servizi e del vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi, gli enti coinvolti hanno dato vita ad un tavolo tecnico che si è riunito il 24 settembre scorso presso il Municipio di Grosseto. “Il faro delle Formiche – ha spiegato il vicesindaco Paolo Borghi, che ha seguito tutto l’iter di questo percorso – non soltanto svolge una funzione di punto di riferimento per i navigatori, ma oggi può rappresentare un’occasione di fruizione in chiave turistica delle isole Formiche. Stiamo quindi seguendo questo processo con grande attenzione, sin dal primo incontro con il ministro della Difesa Roberta Pinotti lo scorso mese di giugno, e come Comune di Grosseto ci siamo attivati per valutare nuovi possibili utilizzi di questa struttura, così come siamo impegnati da tempo nella valorizzazione e nel recupero di una serie di proprietà statali non più utilizzate da tempo: nel nostro territorio infatti ci sono tanti beni statali che vogliamo riacquisire e destinare a fruizione pubblica, perché non ha senso lasciarli in abbandono”. Difesa Servizi sta lavorando alla predisposizione di un bando di evidenza pubblica, per assegnare in concessione una serie di beni tra cui proprio il faro all’isola delle Formiche, che consta nelle immediate vicinanze di un immobile ad uso abitativo di un piano di 194 metri quadrati di superficie, edificato nel 1901 e ristrutturato nel 1919. Sarà un bando pubblico aperto a tutti i soggetti interessati, sia pubblici che privati, finalizzato ad assegnare questi beni in concessione d’uso per un periodo non inferiore a 50 anni, con la possibilità per il concessionario di riqualificare e ristrutturare gli edifici. Permettendo inoltre l’utilizzo di questi beni per attività turistiche, ricettive, sociali, sportive o didattiche. Intanto il Comune di Grosseto, con il sindaco Emilio Bonifazi, ha sottoscritto un accordo con il Ministero della Difesa, l’Agenzia del demanio e la Regione Toscana per individuare, attraverso un percorso condiviso, la futura destinazione urbanistica dei fari delle “Formiche”. L’obiettivo è la riqualificazione e l’utilizzo per attività turistico-ricettiva. Sarà adesso compito dell’amministrazione comunale avviare le procedure per approvare gli adeguati strumenti urbanistici secondo le norme previste, in materia di governo del territorio, dalla Regione Toscana. Spetterà invece all’Agenzia del demanio, tramite la società in house Difesa servizi spa, dare inizio alle azioni finalizzate a individuare, tramite gara pubblica, i soggetti cui sarà affidata, per conto della stessa società, la gestione economica delle strutture e delle loro pertinenze. Questo atto è l’ultima tappa di un percorso che ha visto una serie di incontri tra il Comune, con il vice sindaco Paolo Borghi e gli uffici del Patrimonio, e il Ministero della Difesa. Monte Argentario, presentate l’app e il sito AMareMaremma Presentazione ufficiale il 15 ottobre nella sala consiliare del Comune di Monte Argentario per l’app e il sito AMareMaremma realizzate con il progetto BE@CTIVE, promosso dall’Unione delle Province Italiane (UPI) e finanziato dall’Agenzia Nazionale Giovani (ANG). Si è trattato dell’evento finale del progetto AMareMaremma, serie di percorsi didattico/multimediali nella fascia costiera della provincia di Grosseto che ha avuto come partners la Provincia di Grosseto (capofila), i Comuni di Monte Argentario e Grosseto, l’Accademia Mare Ambiente, il Club subacqueo Grossetano e la cooperativa “La Peschereccia” di Orbetello. Dopo il saluto dei partecipanti, Provincia di Grosseto e Comuni di Monte Argentario e Grosseto e dei partners, Club subacqueo Grossetano, Accademia Mare Ambiente e cooperativa La Peschereccia è stato dato spazio alla presentazione del progetto, dell’App e del sito web. Hanno fatto seguito le conclusioni e la premiazione delle scuole superiori che hanno partecipato al progetto co-finanziato, nell’ambito dell’iniziativa BE@CTIVE. Intanto, in attesa che l’app gratuita venga resa disponibile per smartphone e iPhone, è possibile consultare il sito internet www.amaremaremma.it per scoprire gli ecosistemi della fascia costiera della provincia di Grosseto che presenta habitat naturali di eccellenza per il loro stato di conservazione e per la biodiversità. Coste sino ad oggi non particolarmente interessate da attività industriali di impatto significativo e che devono essere mantenute tali, anche per incentivarne la vocazione turistica. Ed il progetto “AMareMaremma” ha proprio come obiettivo generale quello di favorire l’utilizzo delle nuove tecnologie integrate nei tablet e negli smartphone per incoraggiare un moderno approccio all’apprendimento didattico induttivo, portando l’attenzione dei ragazzi dai 14 ai 18 anni sulla naturalità del mondo che li circonda. “Trail nel Parco della Maremma: esempio virtuoso di come lo sport promuove il turismo” È andata in archivio riscuotendo un buon successo l’edizione “0” del Trail Maremma, gara che si è svolta domenica 11 ottobre all’interno del Parco della Maremma, alla quale hanno preso parte oltre cento atleti tra i partecipanti alla TPM di 23 Km e alla WTPM di 16 Km. Gli atleti, provenienti da tutte le parti d’Italia, hanno apprezzato il percorso immerso nella natura che ha permesso di fare un itinerario variabile tra terreni in salita, pianeggianti e in discesa e di varia natura tra terra battuta, sabbia e piccoli tratti in asfalto. Ottima l’organizzazione che grazie all’aiuto di tanti volontari ha messo a punto una gara di un alto livello, come confermato da molti dei partecipanti. Particolare e interessante la serata del sabato dove, dopo la consegna del pacco gara, c’è stato il briefing per la descrizione della gara a tutti i partecipanti, aperto da un’esibizione del bravissimo Fabio Cicaloni che con grande enfasi e professionalità ha raccontato la leggenda di San Rabano e accennato alla canzone Maremma Amara. La domenica, con condizioni metereologiche di favore, ha visto alle ore 9.00 la partenza di tutti i partecipanti e l’arrivo del primo atleta dopo 1 ora e 55 minuti: Checcacci Riccardo (GP Alpi Apuane) famoso in questo tipo di gare; la prima donna, Perna Jessica, con un tempo di 2 ore e 13 minuti (Pol. Otello Putinati). Primo classificato della WTPM di 16 Km. Caselli Marco, con un tempo di 1 ora e 51 minuti. “Due giorni – ha commentato il presidente Paolo Vagaggini – tra sport, natura e amicizia con grande entusiasmo da parte di tutti e una gran voglia di mettersi al lavoro per la prima edizione. Un grazie particolare al Comune di Grosseto che ha contribuito alla manifestazione, alla Camera di Commercio e a tutti gli sponsor, quali Mediolanum e Salomon, oltre ad altre aziende del luogo che hanno messo a disposizione tanti prodotti locali per le premiazioni”. “Desidero congratularmi con gli organizzatori per l’ottima riuscita della manifestazione – ha sottolineato Riccardo Breda, presidente CCIAA, tra i principali enti patrocinatori dell’evento –. Già al momento della presentazione dell’iniziativa è stato evidente che si tratta di un progetto di grande interesse per le potenzialità future e le ricadute sul turismo maremmano, in un settore in crescita. Siamo dunque particolarmente lieti che la macchina organizzativa abbia affrontato in modo così brillante la prima prova, un esordio oltre le aspettative che promette interessanti LE NEWS • 107 LE NEWS sviluppi per il futuro. La Camera di commercio rinnova il proprio appoggio ad iniziative di questo genere, esempi virtuosi di come gli eventi sportivi possano, grazie al coinvolgimento e al contributo di appassionati e atleti, trasformarsi in un valido veicolo di promozione e animazione economica per il nostro territorio”. Celebrata la Festa di Corpo del reggimento “Savoia Cavalleria” (3°) Si è svolta il 2 ottobre presso la caserma “Gen. C. A. Emanuele Beraudo di Pralormo” di Grosseto, alla presenza delle autorità militari, civili e religiose, la celebrazione della festa di Corpo del reggimento “Savoia Cavalleria” (3°). Quest’anno a causa delle condimeteo non favorevoli la cerimonia si è svolta nei locali del refettorio. Presenti nell’occasione ed accolti dal 102° Comandante di reggimento, Colonnello Aurelio Tassi, il Generale di Brigata Giovanni Maria Iannucci, Comandante della Brigata paracadutisti “Folgore” e tutte le autorità civili e militari della Maremma. Momento particolare e sentito della cerimonia è stato il cambio del Comandante del 1° gruppo squadroni esplorante, ovvero la pedina operativa del reggimento. Al Ten. Col. Domenico Leotta, cedente e destinato ad assumere un prestigioso incarico presso lo Stato Maggiore della Difesa, subentra il Ten. Col. Paolo Scimone proveniente dallo Stato Maggiore dell’Esercito. Sono trascorsi oramai 73 anni da quel fatidico 24 agosto 1942 quando ad Insbuschenskij seicento sciabole ebbero la meglio di 2500 soldati sovietici in superiorità tattica, di numero e di equipaggiamento. Ma pare ancora risuonare come eco, nel piazzale della caserma “Gen. C. A. Emanuele Beraudo di Pralormo”, il frago- 108 • Maremma Magazine • Novembre 2015 re degli squadroni a cavallo lanciati alla carica che, caso vuole, hanno chiuso in terra di Russia ufficialmente un’epopea che ha visto il binomio cavallo e cavaliere uniti in battaglia. Molto è cambiato da quell’estate del ’42: lo Stendardo del reggimento per questo fatto d’arme venne decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, rientrato in Italia venne disciolto a seguito delle vicissitudini che seguirono l’8 settembre del ’43 e ricostituito in Milano nel 1946. Ora “Savoia”, dopo due trasferimenti di sede, dopo la partecipazione a numerose Operazioni di mantenimento della pace all’estero ed in Madrepatria sta vivendo da protagonista un processo di evoluzione che lo vede il primo reggimento di Cavalleria Paracadutisti dell’Esercito Italiano divenendo la pedina esplorante della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Compito arduo per le “Cravatte Rosse” dal basco amaranto, che sul solco tracciato dai Cavalieri di Insbuscenskij sapranno, anche in questo caso, cogliere al meglio questa sfida gettando il cuore oltre l’ostacolo. 10 anni di Fondazione Il Sole e 31 anni di Aggbph Dieci anni di Fondazione Il Sole e 31 di Associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap (Aggbph): traguardi importanti, ma anche occasione per un convegno dal titolo “Il Welfare siamo noi (la comunità)”, dedicato a una riflessione a tutto tondo sul welfare locale per le persone con disabilità, che si è tenuto il 3 ottobre scorso nella sala Elisa Vannuccini del centro sociale della Fondazione Il Sole, in viale Uranio 40 a Grosseto. «La festa per i dieci anni della Fondazione – spiega il presidente Massimiliano Frascino – è stata solo il “pretesto” per organizzare il convegno/seminario. Non vogliamo essere né autocelebrativi né autoreferenziali, e per questo abbiamo pensato a un’occasione di confronto vero con le diverse componenti della nostra comunità, istituzioni, aziende e cittadini, con l’obiettivo di ragionare su come migliorare la rete dei servizi sul territorio, consapevoli di essere una tessera di un mosaico articolato. In questo senso il titolo che abbiamo dato a questa giornata “Il Welfare siamo noi (la comunità)”, rimanda all’idea che il welfare locale per le persone disabili, ma direi in generale, non può prescindere dalla responsabilizzazione collettiva della società in cui viviamo. Ovverosia: se tutti fanno qualcosa in una logica di rete, è più facile generare benessere sociale in modo diffuso. Cogliendo anche il risultato di alimentare l’economia sociale di mercato, o economia civile che dir si voglia». Dopo i saluti del sindaco Bonifazzi, e gli interventi introduttivi di Flavia Cianferoni (Aggbph), Marcucci e Frascino (Il Sole), si è tenuta la sessione dedicata al “Dopo di Noi”, coordinata da Fabrizio Boldrini (Coeso-Sds), con gli interventi dell’On Elena Carnevali che ha illustrato la Legge sul Dopo di noi in approvazione alla Camera dei Deputati proprio in questi giorni, di Marisa Biancardi, vicepresidente del Dipoi – Coordinamento toscano delle organizzazioni per il Durante e Dopo di Noi e Mauro Camuffo, responsabile Ufsmia Neuropsichiatria infantile. Quindi è stato dato spazio alla discussione sulle alleanze per il welfare che cambia. A coordinare gl’interventi Massimo Campedelli, della Sssup Sant’Anna di Pisa, con relazioni di Stefania Saccardi, assessore alla Salute e Welfare Regione Toscana, il professor Giorgio Fiorentini, docente di Economia e Management delle imprese sociali all’Università Bocconi di Milano, Giacomo Galletti, ricercatore Agenzia regionale di sanità della Toscana, Ernesto Bindi, imprenditore titolare dell’azienda EMSistemi di Grosseto. A concludere la giornata la tavola rotonda “Costruire la rete per garantire i servizi e produrre benessere sociale: chi fa che cosa?” con Bruno Calzolari, segreteria SPI CGIL Toscana; Leonardo Marras, consigliere della Regione Toscana (capogruppo Pd); Fabio Becherini, Cda Fondazione Il Sole; Sabrina Cavezzini, presidente Coeso SdS; Daniele Testi, Sub commissario Asl9; Luca Terrosi, presidente rete di imprese sociali UP. Umanapersone; Andrea Bilotti, Università di Siena e Ordine regionale Assistenti sociali. Aperto a Follonica lo Sportello per il turismo accessibile È stato inaugurato il 17 ottobre scorso dal Sindaco Benini lo Sportello per il turismo accessibile, in Via Roma (Gazebo Proloco). L’ufficio offre servizi orientati all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla creazione di destinazioni e itinerari turistici totalmente accessibili. "La qualità – dice il sindaco Andrea Benini – sarà il fattore decisivo per vincere la sfida del turismo. Qualità dei servizi offerti e anche qualità del tessuto cittadino, in termini di civiltà e capacità di accoglienza. Il diritto alla bellezza è universale, ed è fondamentale che tutti possano fruirne con naturalezza e con facilità, senza barriere, materiali o culturali. È per questo che è nato lo Sportello per il turismo accessibile. Sarà uno strumento concreto di informazione, sui percorsi turistici o le opportunità legate allo sport o al divertimento, di formazione, di antenna per i bandi e le occasioni di finanziamento, di crescita civile favorendo una cultura dell'accoglienza moderna, civile, inclusiva. Grazie a tutti coloro hanno lavorato per l'apertura dello sportello H a Follonica. Grazie a Monica Giovannetti, alla Proloco, a Katiuscia Giannelli, all'Anmil, alle tante associazioni e alle tante persone che hanno messo un pezzo della loro vita, della loro esperienza, della loro competenza a servizio di una città accogliente e ospitale. Per tutti”. L’Ufficio sarà aperto dal 2 novembre, dal lunedì al venerdì ore 9.30-12.30. Info: Proloco tel. 0566/52012 Linea per l’Aeroporto di Fiumicino, fino alla fine dell’anno il ritorno costa meno Proseguono fino alla fine dell’anno le agevolazioni pensate per chi acquista il biglietto di andata e ritorno della linea a prenotazione di Tiemme per l’Aeroporto di Fiumicino. Dopo il positivo trend registrato nei mesi di luglio e agosto infatti, utilizzare il collegamento da Siena per lo scalo internazionale romano, con fermate anche a Paganico, Grosseto e Orbetello, continuerà fino al 31 dicembre a garantire un risparmio in caso di acquisto immediato della formula andata e ritorno, con il viaggio di rientro che costerà 9 euro. Il servizio a prenotazione, curato in sinergia da Tiemme Spa, Bybus e l’azienda Sit di Roma, prevede 6 corse quotidiane, sette giorni su sette, di cui 3 da Siena e 3 dallo scalo romano. Le parten- Follonica tra sicurezza e turismo e... un’Arma in più! A conclusione di un iter durato venti anni, a settembre, la sede della Compagnia Carabinieri si è trasferita da Massa Marittima, deliziosa, storica cittadina dell'entroterra, a Follonica nella zona 167 ovest, nell'immobile realizzato dall'Amministrazione Comunale. S e il turismo rappresenta una risorsa per il territorio, la sicurezza è una risorsa per il turismo. Insieme possono costituire un’opportunità di sviluppo per Follonica nel XIX secolo secondo polo dell’industria metallurgica della Toscana ed oggi moderna cittadina che proprio sul settore turistico punta il suo sviluppo. Quando si parla di sicurezza è opportuno fare un distinguo: c’è sicurezza e sicurezza. C’è una sicurezza percepita, condizionata dall’esperienza personale e che non si basa su dati statistici e probabilistici e c’è una sicurezza reale. I due stati pur essendo in un rapporto di correlazione tra loro non sono sovrapponibili. In settembre, a conclusione di un iter durato venti anni, la sede della Compagnia Carabinieri si è trasferita da Massa Marittima, deliziosa, storica cittadina dell’entroterra, a Follonica nella zona 167 ovest, nell’immobile realizzato dall’Amministrazione Comunale. Nel giugno scorso a Grosseto, nel salone di rappresentanza del Palazzo del Governo il prefetto Anna Maria Manzone, il sindaco di Follonica Andrea Benini, il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Stefano Lombardi, alla presenza del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Grosseto Gerardo Iorio avevano siglato l’accordo che per alcuni aspetti può definirsi “storico” e di esempio per altre Amministrazioni. Intervenuti all’evento il Presidente della Provincia Emilio Bonifazi, il Presidente del Tribunale di Grosseto ed il Sostituto Procuratore, i Sindaci dei Comuni interessati, i vertici delle Forze dell’Ordine ed i rappresentanti della Stampa. La presenza a Follonica dell’Arma con la conoscenza del territorio, la vicinanza alla gente ed il rapporto di prossimità ai cittadini che da sempre caratterizza l’operare dei Carabinieri va ad incidere sulla sicurezza reale ma anche a modulare la percezione della sicurezza sia da parte dei residenti che dei turisti. La sicurezza pubblica anche in riferimento alla viabilità, in ultima analisi la sicurezza del territorio, ha un ruolo decisivo per l’industria turistica con le ricadute che questa ha per la realtà economica della città del golfo. Un turismo dove l’attenzione all’ambiente e al paesaggio, alla cultura e alle tradizioni locali, alla cucina, allo sport e allo svago divengono accoglienza. Vanna Francesca Bertoncelli LE NEWS • 109 LE NEWS Piena del fiume Ombrone di fine estate, l’analisi del Consorzio Bonifica 6 Toscana Sud È stato un evento calamitoso straordinario, di proporzioni immani quello verificatosi sul finire dell’estate che ha portato, a seguito delle piogge eccezionali nel senese, alle esondazioni del fiume Ombrone e degli affluenti Bestina ed Arbia. Il commento presidente del Consorzio Bonifica 6 Toscana Sud Fabio Bellacchi “ Un evento straordinario, di proporzioni immani”, così ha descritto il presidente del Consorzio Bonifica 6 Toscana Sud Fabio Bellacchi l’evento calamitoso avvenuto il 24 agosto 2015, che ha portato da 270 a 325 ml di pioggia nel senese provocando l’esondazione del fiume Ombrone e degli affluenti Bestina ed Arbia, con il conseguente allagamento dei centri storici di Buonconvento, Asciano e Monteroni, la chiusura della Cassia e di un tratto della ferrovia Siena-Grosseto, ingenti danni ai terreni coltivati tra le province di Siena e Grosseto e che ha trascinato una enorme quantità di legname nonché detriti e reflui fognari sulle spiagge di Principina, Marina di Grosseto e Fiumara. Sono stati interessati da danni i comuni di Murlo, Monteroni d’Arbia, Buonconvento, Asciano e Rapolano nel senese, mentre nel grossetano il comune di Civitella Paganico ha avuto danni alle abitazioni ed ai coltivi, nonché le strade interrotte a Monte Antico, Campagnatico ha subito l’esondazione del 110 • Maremma Magazine • Novembre 2015 fiume Ombrone presso S.Antonio ed infine il comune di Grosseto ha avuto considerevoli danneggiamenti alle coltivazioni golenari ed alle spiagge a causa dell’accumulo del legname sulle battigie ma soprattutto del divieto di balneazione emanato dall’Arpat in virtù dell’alta concentrazione di batteri provenienti probabilmente dagli scarichi fognari. “Si è trattato dei reflui dei piccoli centri che l’Ombrone incontra nel suo tratto senese, mentre il depuratore del capoluogo non è stato interessato dall’onda di piena grazie ai tagli manutentivi della vegeta- zione che il Consorzio Bonifica ha provveduto ad effettuare già da un anno a questa parte nel fiume Arbia” – ha spiegato il Presidente Fabio Bellacchi –. “La quantità d’acqua ricevuta in poco tempo dal fiume Ombrone, che – ricordiamo – ha carattere torrentizio, è stata enorme, e le conseguenze disastrose. Parliamo di un fiume non arginato fino alle porte di Grosseto, sulle cui sponde è presente una vegetazione abbondante e strutturata, che al passaggio di acque impetuose viene sradicata e trasportata fino al mare. La manutenzione ottimale del fiume deve prevedere il taglio della vegetazione “vecchia” al fine di favorire la presenza di quella giovane e flessibile, non dannosa in caso di piena, anzi particolarmente utile al consolidamento delle sponde grazie al suo apparato radicale. L’altro elemento fondamentale per un corretto flusso delle acque è la rimozione della ghiaia depositata nell’alveo del fiume, in particolare presso le località Monte Antico e S.Antonio”, ha concluso il Presidente del Consorzio Bonifica 6 Toscana Sud. ze dalla Stazione Fs (piazzale Rosselli) di Siena sono alle 6.15, alle 12.45 e alle 15.15, mentre dalla fermata di piazza Gramsci il bus Gran Turismo transita alle 6.25, alle 12.55 e alle 15.25. Alla fermata di Paganico (effettuata solo in caso di pre acquisto del biglietto almeno 15 minuti prima della partenza dal capolinea) i transiti sono fissati alle 7.05, alle 13.35 e alle 16.05. A Grosseto (fermata di piazza Marconi, di fronte alla Stazione Fs) il bus si ferma alle 7.25, alle 13.55 e alle 16.25. Infine, a Orbetello (via della Stazione) il bus effettua fermata alle 8.00, alle 14.30 e alle 17.00. L’arrivo a Fiumicino delle tre corse è fissato, rispettivamente, alle 9.30, alle 16 e alle 18.30. Le partenze dall’Aeroporto avvengono invece alle 8.30, alle 10.45 e alle 19.30: dallo scalo romano gli utenti devono raggiungere il terminal 3 (stalli 1 e 2) dove il servizio effettua capolinea. La prenotazione e l’acquisto del biglietto possono essere effettuati direttamente on line, tramite i siti www.tiemmespa.it e www.sitbusshuttle.com nonché i punti vendita abilitati sul territorio. Info: 800-922984 da telefono fisso e 199168182 da cellulare La Asl di Grosseto premiata al “Quality and safety day” per la gestione dell’emergenza pediatrica Una card contraddistinta da un colore, a seconda del peso del bambino, a disposizione dei medici dei pronto soccorso e del 118 della Asl 9, per la gestione dell’emergenza in età pediatrica. Il progetto, che l’Azienda grossetana ha messo in pratica per prima in Toscana, si chiama “Pedicard” ed è stato premiato come “good practice” dalla Regione, il 6 ottobre a Firenze, in occasione della Giornata per la sicurezza e qualità delle cure sanitarie: il “Quality and safety day”, istituito nel 2011 dalla Regione e organizzato dal Centro regionale Gestione rischio clinico e sicurezza dei pazienti, con l’obiettivo di promuovere le pratiche per migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza. Oltre alla Asl di Grosseto, tra i progetti presentati alla Commissione Qualità e Sicurezza della Regione Toscana, sono state premiate anche le Aziende di Lucca e di Firenze. È la quarta volta in cinque anni che l’Azienda sanitaria di Grosseto viene premiata. Nel 2011, infatti, era stato il progetto per il braccialetto identificativo, nel 2012 il Codice rosa e nel 2013, il dvd dell’Emodinamica per il consenso informato al paziente, ad ottenere questo importante riconoscimento. Come spiegano i sanitari della Pediatria e del Dipartimento di Emergenza e accettazione della Asl 9,“pedicard è uno strumento operativo, basato su un metodo di classificazione americano, che suddivide in nove fasce di peso i bambini da 3 a 36 kg, attribuendo un colore a ciascuna fascia. A ogni colore corrisponde una card, sulla quale sono riportate le misure degli strumenti da utilizzare per le visite e i dosaggi dei farmaci da somministrare, calibrati su ogni fascia di peso. La mazzetta delle nove pedicard è a disposizione dei medici del 118 e dei pronto soccorso della Asl, che possono, così, intervenire con maggiore rapidità e sicurezza per la stabilizzazione dei piccoli pazienti. In tre anni, da quanto il progetto è partito, è stato condiviso con 140 medici in specifici corsi di formazione”. A ritirare il riconoscimento, a Firenze, Susanna Falorni, direttore della Pediatria della Asl 9, e Sergio Bovenga, direttore della rete aziendale per la Gestione del rischio clinico. Al via la riqualificazione della Troniera sotto il Bastione Maiano Presentato ad inizio ottobre il progetto di riqualificazione (con tavole grafiche, relative allo stato attuale e alle prospettive) della Troniera del Bastione Maiano. A presentare il tutto il vicesindaco e assessore al Patrimonio, Paolo Borghi e l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Monaci, affiancati dai tecnici progettisti supportati anche da animazioni video, realizzate in collaborazione con Netspring. “Un lavoro che interviene in un’area storica della città – ha spiegato il vicesindaco Paolo Borghi – e che prosegue in un’opera che ha visto e sta vedendo il recupero completo della nostra splendida cinta muraria. Oggi è quindi un giorno importante – ha prosegui- to Borghi – perché ogni cittadino grossetano sa quanto sia stato faticoso il lavoro su questo bastione negli ultimi due anni; ora possiamo dire di aver raggiunto risultati davvero importanti”. “C’è un disegno complessivo di recupero del centro storico che la Giunta Bonifazi ha portato avanti – ha sottolineato l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Monaci – indiscutibilmente testimoniato dai lavori al Maiano per oltre 300mila euro finiti a dicembre 2013, da quelli che stiamo presentando oggi, dal rilancio del Cassero e di varie troniere, dal progetto di percorso ciclopedonale, nuova illuminazione e videosorveglianza lungo le Mura, ma anche i lavori a Palazzo Mensini per riportarci la Chelliana o l’inizio del recupero del vecchio ospedale”. Il progetto intende riqualificare la “Camera 1”, composta dalla “Cannoniera A” e dalla “Cannoniera B”, a cui si accede da via Saffi.Approvato nel dicembre 2014, prevede un investimento di 215mila euro (80mila già impegnati) ed è già stata espletata la gara di affidamento del primo stralcio. L’intervento specifico opererà nella prima galleria d’ingresso da via Saffi e nella prima parte scoperta (“Cannoniera A”). Poi, a giorni, partirà anche la procedura per l’affidamento del secondo stralcio. Gli altri lavori riguarderanno la galleria di collegamento tra le due cannoniere, che diventerà uno spazio per eventi culturali e mostre temporanee, e la “Cannoniera B”, pensata per piccoli concerti, presentazioni di libri e altro ancora. Infine è prevista la riqualificazione anche del vano tecnico dell’ex ascensore, demolito negli anni passati dopo lo stop imposto dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Siena. Sarà possibile sistemarci un piccolo punto di ristoro ma anche un magazzino e un bagno a norma per i disabili. LE NEWS • 111 MAREMMA MAGAZINE Mensile di informazioni turistiche e culturali sulla Maremma Registrazione presso il Tribunale di Grosseto n. 8 del 23 settembre 2002 Iscrizione ROC n. 10360 del 26.8.2004 Poste Italiane spa Spediz. in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Grosseto DIRETTORE RESPONSABILE Celestino Sellaroli REDAZIONE Maurizio Bernardini, Vanna Francesca Bertoncelli, Angelo Biondi, Francesca Costagliola, Claudia Della Monaca, Stefano Fabbroni, Sara Landi, Maria Grazia Lenni, Rossano Marzocchi, Paolo Mastracca, Alissa Mattei, Dianora Tinti, Antonella Vitullo, Eleonora Zannerini, Sabino Zuppa CONSULENZA EDITORIALE Corrado Barontini EDITORE CS Editore DIREZIONE, REDAZIONE E PUBBLICITÀ CS Editore, Via Tripoli n. 10 - 58100 Grosseto - Tel. 0564 20426 - Fax 0564 429364 - Cell. 349 2872103, email maremma.magazine@virgilio.it oppure info@maremma-magazine.it, sito web www.maremma-magazine.it STAMPA Tipolitografia Ambrosini Gianfranco Zona Industriale Loc. 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