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Maremma Magazine - Maggio 2020 - 3_Maremma Magazine 26/04/2020 21:17 Pagina 1 Poste Italiane s.p.a. - Spediz. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Grosseto ? Contiene I.R. M A G A Z I N E di 48 za e l a i c Spe l?emergen e sul S in pagin ONAVIRU COR remma Ma La Maremma tra lockdown e voglia di rinascere... IN QUESTO NUMERO Mensile di informazioni turistiche e culturali ? Anno XVIII ? NUMERO 3 ? MAGGIO 2020 ? ? 3,50 Quando la Maremma sconfisse una terribile piaga: la malaria Inoltre... Banca Tema: ?La sfida è enorme ma noi siamo vicini al territorio e alla comunità? Morellino Classica Festival, pronta al via l?edizione 2020... ?Giardino Viaggio di Ritorno?, arte pura per riflettere sul senso della vita ?Una storia maremmana? nei quadri del pittore Bacherini Sulle tracce del patrimonio culturale francescano ? LA VOCE DEI LETTORI LA VOCE DEI LETTORI UN MENSILE FANTASTICO Maremma Magazine è un mensile fantastico ed io lo compro sempre perché mi consente di scoprire tanti aspetti interessanti della Maremma corredati da bellissime foto. Complimenti vivissimi all?editore di cui sono stata insegnante qualche anno fa... Giovanna Carboni LA MAREMMA È GREEN Spett.le Redazione, se vi fa piacere, condividete questo post #MaremmaToscanaGreen, un libro a distribuzione #GRATUITA che mostra che una vacanza sostenibile è possibile! La Maremma è Green grazie a virtuosi progetti eco-sostenibili scovati grazie alla passione di chi vive, lavora e viaggia in modo sostenibile, da sempre. Da un?idea dell?#AgriturismoBiologicoSantEgle, con il patrocinio del WWF, del Comune di Sorano, del Comune di Pitigliano e grazie ad un bando della Camera di Commercio di Grosseto, prende vita un libro che suggerisce itinerari green nella provincia di Grosseto. Una vera e propria guida per chi, anche in vacanza, non scende a compromessi e vuole fare un turismo ad impatto Zero sull?ambiente, alloggiando in luoghi eco-friendly, mangiando a km zero ed acquistando direttamente da produttori agricoli biologici e biodinamici. Un vademecum green per chi viaggia senza rompere i fragili equilibri di un territorio. Il libro punta i riflettori verso le realtà virtuose della provincia di Grosseto, dove il lavoro rispetta il pianeta ed offre al turista green un luogo dove la vacanza è sostenibile a 360°. Nel libro si parla di amore per la Maremma attraverso le splendide Terme d?acqua calda, di vacanze spirituali per ogni credo religioso ed olistico, gli incontaminati itinerari naturalistici, i sorprendenti parchi artistici. Una guida ricca di suggerimenti per una vacanza attiva, senza dimenticare chi viveva in modo green la Maremma sei secoli fa, i nostri predecessori e rispettosi del pianeta, gli affascinanti Etruschi e non per ultimi i 28 splendidi comuni della provincia di Grosseto. Fai crescere il turismo sostenibile in Maremma! Condividi questo progetto: www.maremmatoscanagreen.it Erika Mugnai I CAMMINI DI MAREMMA Buonasera, seguiamo con interesse il vostro lavoro. Siamo un?associazione di promozione sociale che opera su base volontaria. Il nostro progetto è di creare una ?rete? di sentieri della Maremma (che vogliamo chiamare cammini), che metta in comunicazione tutte le zone del nostro territorio, superando gli stretti confini dei singoli Comuni. Al momento stiamo predisponendo un primo tracciato per conto dell?Ambito Turistico Territoriale Maremma Toscana Sud (che comprende 14 Comuni, capofila Grosseto), che va da Orbetello a Talamone di circa 60 km. e che consegneremo nei prossimi giorni. Mentre alleghiamo alcuni nostri materiali per consentirvi una maggiore informazione, restiamo a disposizione per ogni ulteriore necessità, qualora lo riterrete opportuno, anche con un incontro presso la vostra Redazione. Per approfondire: Web: www.camminidimaremma.it Facebook: Cammini di Maremma Instagram: Cammini di Maremma Cordiali saluti Nivio Fortini Presidente ?Cammini di Maremma ? APS? Grosseto Gent.mo Nivio Fortini, il progetto ci è piaciuto ed infatti ne abbiamo tratto un servizio pubblicato proprio in questo numero a pag. 84. L?auspicio è che possiate portarlo a termine e che possiate metterlo a disposizione del territorio. Buon lavoro Maremma Magazine La Redazione Avete idee e consigli da darci, complimenti o critiche da fare, oppure più semplicemente volete commentare un articolo o dire la vostra su un certo argomento? Questo spazio è per voi. Scriveteci via mail all?indirizzo redazione@maremma-magazine.it Compatibilmente con lo spazio a disposizione pubblicheremo il vostro intervento. 6 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 14 68 SOMMARIO VIVI 14...........La Maremma tra lockdown e voglia di ripartire... 20...........Garanzie per prestiti, moratorie fiscali, indennizzi e contributi: le richieste di Confcommercio 24...........Confartigianato: ?Ora il Governo dimostri tutto il suo coraggio? 28...........Sconforto, avvilimento e voglia di non mollare: il sentiment di alcune aziende maremmane 32...........Nucleo Fenice, una cabina di regia per far rinascere Grosseto e la Maremma 36...........Il turismo maremmano in ginocchio: danni per milioni di euro. È crisi nera! 44...........Consumiamo prodotti italiani. L?appello di Confagricoltura e CIA Grosseto 48...........Enologia toscana, il settore vicino al collasso. Servono al più presto misure urgenti 52...........Il futuro dell?energia rinnovabile, al tempo del Coronavirus 56...........Banca Tema: ?La sfida è enorme ma noi siamo vicini al territorio e alla comunità? 60...........Quando la Maremma riuscì a sconfiggere una terribile piaga: la malaria 64...........Morellino Classica Festival, edizione 2020 pronta al via pandemia permettendo 68...........?Una storia maremmana? nei quadri del pittore 72 Bacherini in mostra a ?Il Quadrivio? 72...........?Giardino Viaggio di Ritorno?, arte pura che fa riflettere sul senso della vita 78...........Sulle tracce del patrimonio culturale francescano in Maremma? 84...........Obiettivo: creare una ?rete? di sentieri o meglio di Cammini di Maremma 88...........Il Castello di Montemassi, un luogo magico dove si respira la storia SCOPRI C?è da vedere 92...........Metti un tour alla scoperta delle mura di Massa Marittima 88 In copertina, una distesa di papaveri nella zona del Lago dell?Accesa vicino a Massa Marittima) Foto Federico Giussani SOMMARIO ? 9 108 Chicche di Maremma 96...........Generazioni, quando una parola esprime il senso di un comune patrimonio. Storia di un?amicizia: Boero Bellezzi e Alfio Cavoli Personaggi 100........Gregorio VII da Sovana, il Papa rivoluzionario che cambiò la Chiesa ed il mondo occidentale L?angolo del libro 104.........Alessandro Pugi, quando sperimentare i vari generi letterari diventa un?arte 106........?Storie nostre? il libro dedicato a Monterotondo Marittimo GUSTA Vino e dintorni 108........Caseificio Il Fiorino: ?Purtroppo le difficoltà sono enormi, ma noi non mollia- 112 118 mo!? WINE NEWS 110........Morellino di Scansano DOCG, al via la modifica del disciplinare per aggiungere ?Toscana? in etichetta 111........Mantellassi annulla i festeggiamenti per i 60 anni di attività: ?È l?ora della responsabilità per tutti? 111........Marchesi Mazzei affida a Zed_Comm le attività di ufficio stampa e pr Di vino in cibo 112 ........San Felo, dal cuore della Maremma Toscana? con la Maremma Toscana nel cuore Il vino del mese 116........San Michele n°3 Rosato di Poggio L?Apparita, una bella espressione di sangiovese vinificato in rosé La ricetta 118........Le Frittelle di San Giuseppe, ottime sempre e non solo a marzo per la festa del Babbo 10 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 LE NEWS 120........L?attività di Fondazione Grosseto Cultura al tempo del Coronavirus 120........#comprainmaremma, un gruppo Facebook per il rilancio della microeconomia locale 121........Rinviata la scadenza del Premio ?Cipressino d?Oro? 122........Raccontare la città deserta con ?I giorni del silenzio? 122........Medialibrary on line, il nuovo servizio dalla biblioteca comunale Chelliana 122........Accademia Italiana della Cucina, tornano le borse di studio per gli studenti dell?ISIS Leopoldo II di Lorena 123........Capalbio Libri raccon- 123 ta ?il piacere di leggere? sul web e sui social con le testimonianze degli scrittori e degli ospiti del festival 124........Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo, studenti di talento cercasi 124........Follonica, digitale e su FB la Biblioteca della Ghisa 125........Massa Marittima, rinviato il Premio Letterario Gennai previsto per il 18 aprile 125........Torna il Premio Letterario ?Città di Grosseto? 126........La Cava di Roselle rinuncia alla stagione estiva 127........Manciano street music festival, si lavora per la decima edizione? 127........Castiglione della Pescaia, arrivano dal mare 15.300 metri cubi di sabbia per gli arenili che vanno da Rocchette a Capezzolo 12 L?EDITORIALE DEL DIRETTORE L?EDITORIALE di Celestino Sellaroli E ora? Piccola riflessione di un imprenditore? al tempo del Coronavirus D opo la sosta forzata del mese scorso, causa emergenza coronavirus che non ci ha consentito di stampare il numero di aprile (pubblicato solo on line), torniamo in edicola (ed ovviamente anche sulla nostra piattaforma digitale) con un?edizione importante, ricchissima di contenuti. A far da apripista ? e non poteva essere diversamente ? è uno speciale, di ben 48 pagine, dedicato all?emergenza coronavirus in Maremma. Un?emergenza che ha messo in ginocchio tutto e tutti, con conseguenze ancora da decifrare e danni (economici, sociali e aggiungerei anche psicologici) certissimi, al momento difficili da quantificare, ma sicuramente ingenti, al punto che ci sarà da rimboccarsi le maniche ? e neanche poco ? per farvi fronte e non andare a picco. A fase 2 non ancora avviata (nel momento in cui scriviamo) il pensiero, oltreché naturalmente alle vittime del Covid19, va a coloro che sono stati costretti a chiudere baracca e burattini per due mesi ed oggi sono chiamati a ripartire (forse), in un nuovo mondo, così come tratteggiato dallo tsunami che si è abbattuto in questo drammatico inizio 2020, nel quale è stata tracciata una profondissima linea di demarcazione tra un prima ed un dopo Coronavirus. Mettendosi nei panni di chi fa impresa, cosa peraltro non difficile, dato che Maremma Magazine è un?impresa editoriale che sta sul mercato da 17 anni, mai avremmo pensato di ritrovarsi a scrivere un editoriale così intriso di incertezze verso il futuro. È impossibile prevedere cosa succederà di qui a breve e quanto le nostre vite cambieranno nei prossimi mesi. Di sicuro, non potrà tornare tutto come prima. Non è con un click che si rimette in moto l?economia. Non è con un click che ripartiranno i consumi. Non è con un click che potremo voltare pagina. Ci sarà tanto disorientamento tra gli esseri umani, probabilmente cambieranno le priorità di ognuno di noi, le relazioni sociali non saranno più le stesse. Così come diversa sarà la nostra percezione del mondo. Tornando agli aspetti imprenditoriali non c?è cosa più deleteria dell?incertezza. Perché quando vivi alla giornata non puoi programmare, non puoi capire che strada prendere, non sai su quali risorse potrai contare, ecc. ecc. Però una cosa la sai. Sai che devi andare avanti, che non puoi arrenderti, che devi inventarti qualcosa, che hai fatto tanta strada e non puoi gettare la spugna. No, non puoi farlo, perché l?impresa che hai costruito è un qualcosa di vivo, che ormai alligna in te. Ed anzi, di più, per tantissimi imprenditori è come un figlio che ha bisogno di attenzioni, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. E allora cerchi appigli, a destra e a manca, per non disperdere energie e continuare a combattere contro il nemico che, in questo caso, se da un lato si chiama Covid-19, dall?altro si chiama sconforto e rassegnazione, da cui è necessario affrancarsi nella consapevolezza che non possa finire tutto così e che ci dovrà pur essere una strada per superare questa delicatissima situazione. Confesso che, in questi giorni drammatici, per ricaricarmi, sono andato a rileggere alcuni editoriali scritti in momenti cruciali della mia storia imprenditoriale, come il primo del lontano marzo 2003, oppure quello scritto in occasione del decennale nel 2013 o, ancora, quello più recente che ha accompagnato il 15° compleanno festeggiato nel 2018. In ognuno di quegli scritti ho ritrovato entusiasmo, passione e voglia di guardare con fiducia al futuro. Stimoli importanti, che anche se in questo momento sembrano persi, devono necessariamente essere ritrovati? Insomma, lo avrete capito lo sconforto è tanto, la preoccupazione è doppia, ma ancora più robusto è il desiderio di non desistere e di non mollare. Questo nostro progetto di valorizzazione del territorio che stiamo portando avanti ormai da 17 anni e nel quale crediamo fortissimamente, ha ancora molto da dare. E ce la metteremo tutta per superare le difficoltà? In fin dei conti è nei momenti bui che è necessario tirare fuori il meglio di sé, magari cercando di dare seguito alle parole piene di speranza di Albert Einstein che, nell?opera (raccolta di saggi brevi) ?Il mondo come io lo vedo? del 1934, così definisce le crisi: ?La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall?angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l?inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ?superato?. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell?incompetenza. L?inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c?è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l?unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla?. EDITORIALE ? 13 VIVI PRIMO PIANO - VIVI - SCOPRI - GUSTA EMERGENZA CORONAVIRUS: LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI La Maremma tra lockdown e voglia di rinascere... DI LORENZO MANTIGLIONI P urtroppo, nonostante siano passati circa due mesi dal lockdown totale (o quasi) del nostro Paese, la situazione non pare volgere al meglio. Abbiamo compreso, ascoltando gli esperti del settore medico e la politica, che il Covid-19 è un nemico subdolo e, purtroppo, difficile da abbattere. Servono le cure, il vaccino e una struttura sanitaria potenziata ed attrezzata. Il cammino, dunque, è ancora lungo. Inoltre, come se non fosse già abba- 14 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 stanza, il virus si è fatto mattatore fatale di settori che vanno al di là della salute pubblica, come l?economia. Il mondo, il nostro mondo, quello del turismo e quel del commercio, in cui le nostre città e il Made in Italy hanno da sempre fatto da padroni e fornito ottimi risultati, sta soffrendo in maniera irricevibile. Ogni giorno l?idea che il Covid-19 esondi ben oltre la salute di tutti quanti noi, colpendo il lavoro e le certezze delle famiglie, è sempre più chiara. Serve uno Stato (decisamente con la ?s? maiuscola) che faccia da argine. Serve una sorta di corpo unico, di squadra unita ed amalgamata, che comprenda le Regioni, le Province ed i Comuni (senza alcuna eccezione), forte del ribattere colpo su colpo di quella che potrebbe essere la più grande sciagura di questo secolo, almeno dal punto di vista del Belpaese. In tutto questo quadro, complesso e GLI APPROFONDIMENTI DEL MESE Foto Alberto Pastorelli Dopo due mesi di chiusura totale, con un?attenzione massima alla salute pubblica, bisogna necessariamente guardare al futuro. Se lo spettro del Covid-19 mette in pericolo la vita delle persone, è importante ricordare che un?altra grande vittima di questa crisi è la nostra economia. Necessita, sempre di più, un programma (prudente) di ripartenza per salvare tutta la nostra comunità Nella foto Cala di Forno (Talamone - Orbetello); sullo sfondo l?Isola del Giglio contorto, in cui la salute di tutti è messa a repentaglio da un nemico invisibile che soffoca i polmoni, c?è la nostra Maremma. Una terra coraggiosa, vissuta da un popolo che nelle situazioni di difficoltà ha sempre dimostrato di avere una marcia in più, sia nell?animo che nell?impegno, che deve provare ad affrontare il futuro nel miglior modo possibile. Il tema degli aiuti economici, del supporto ai più deboli (argomento rivendicato anche da papa Francesco), degli incentivi agli imprenditori e alle piccole e medie imprese, è il sale di ciò che saremo nei prossimi anni. È necessario, soprattutto ora che siamo in prossimità (speriamo!) della tanto attesa ?Fase 2?, razionalizzare le strategie di ripartenza, comprendere dove intervenire ed accrescere la liquidità di chi vive, da sempre, nel settore del turismo e del commercio. Il domani della Maremma, e così per tutta l?Italia, si gioca tutto in queste settimane in cui lo Stato deve essere una spalla fedele alla quale potersi appoggiare con fiducia. Ed è questo il grande appello che emerge dalle nostre interviste. Una richiesta, doverosa e fondamentale, di chi rappresenta le Istituzioni e le categorie lavorative della nostra zona. Si tratta di indicazioni, di suggerimenti (più che fortemente consigliati), di bisogni necessari, che devono essere ascol- PRIMO PIANO ? VIVI ? 15 VIVI ???? Indicazioni, proposte, suggerimenti che si spera possano essere ascoltati e sviluppati nelle strategie governative ? e non solo ? delle prossime settimane. È ciò che emerge dalle interviste ad alcuni rappresentanti delle istituzioni e delle assozioni di categoria che abbiamo raccolto tati e sviluppati nelle strategie governative ? e non solo ? delle prossime settimane. Bisogna evitare, proprio perché il lockdown totale del Paese è stato una catastrofe sotto ogni punto di vista (a partire dal numero dei deceduti), che la ?Fase 2? prolunghi l?ora più buia. Bisogna provare a rifar sorgere il sole, quello estivo, quello che rende il nostro Paese, e ovviamente la Maremma, un luogo di speranza e di crescita. RICCARDO BREDA, Camera di commercio di Grosseto e Livorno Riccardo Breda, presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, sono stati fatti dei passi in avanti nella tutela di chi opera nel vostro settore? 16 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ?Purtroppo le difficoltà sono talmente forti che ad oggi non c?è una soluzione nei fatti concreti. Anche i decreti, fatti in ragione nel fornire liquidità, non hanno dato le risposte sperate. Stiamo aspettando, ovviamente, nuove risorse per risolvere il problema del credito. Finora possiamo parlare di qualche parziale boccata d?ossigeno. Chi opera nel settore del commercio e del turismo, inoltre, ha subìto una perdita maggiore rispetto a chiunque. Dunque, tutto quello che si può fare va assolutamente fatto. Intendo, per esempio, la sospensione dei costi fissi delle aziende e delle tasse per alcune categorie di soggetti.? Quale settore, in Maremma, sta soffrendo maggiormente questa fase di lockdown e di futura (e lenta) ripresa? ?Questo è un momento di difficoltà per tutti. Forse alcune imprese se ne accorgeranno fra qualche mese, ma sicuramente chi sta soffrendo di più, oggi, sono le attività di bar e ristorazione e le attività turistiche. Pensiamo a chi doveva, già nel mese di marzo, assumere personale e ordinare il materiale per la stagione che stava per iniziare. Loro si trovano in una situazione di totale stallo. Ovviamente, poi, bisogna ricordare l?industria del benessere, come i parrucchieri e gli estetisti.? Bisogna ribadire che lo Stato giocherà un ruolo chiave nella cosiddetta ?Fase 2?. Gli aiuti dovranno continuare ad esserci e dovranno essere ancora più sostanziosi. ?Assolutamente sì. Io sostengo, ormai da qualche settimana, che doveva essere messa in piedi da subito una task-force atta ad organizzare la ripartenza. Inoltre, serve un coordinamento delle riaperture assolutamente armonioso su tutto il territorio nazionale, evitando ciò che è successo con le librerie e le cartolibrerie. È fondamentale, se davvero vogliamo ripartire, abbattere poi il muro della burocrazia. Questo è il primo grande passo da compiere, altrimenti sarà tutto inutile.? LUCA AGRESTI, vicesindaco Comune di Grosseto Abbiamo rivolto le nostre domande, sempre relative alla situazione del Covid-19, anche a chi rappresenta la nostra istituzione comunale, come Luca Agresti, vice-sindaco ed assessore con delega alla Cultura ed al Turi- smo. Partiamo dal turismo: quanto è grave la situazione? ?La situazione è molto grave sia nel presente che in prospettiva. Dobbiamo, però, continuare ad impegnarci al massimo, soprattutto nella cosiddetta ?Fase 2?. Stiamo sicuramente vivendo anche un cambiamento culturale e quindi dobbiamo assolutamente tenerne di conto.? Cosa ha fatto il Comune, nelle sue potenzialità, per tutta la collettività grossetana che merita di essere evidenziato? ?Dobbiamo essere fieri, come ente comunale e come (soprattutto) comunità cittadina, di come ci siamo comportati in questo contesto difficilissimo. Siamo riusciti, tutti quanti, soprattutto con riferimento alla collettività nostrana, a muoverci nel miglior modo possibile. Inoltre, un ringraziamento va a tutti gli operatori del servizio sanitario, della Protezione civile e a tutte le associazioni di volontariato, che hanno permesso di gestire la ?Fase 1? nella maniera adeguata.? Possiamo dire che i grossetani sono stati virtuosi, almeno fino ad oggi, nel rispetto delle regole del lockdown? ?Sicuramente sì. Possiamo dire di essere molto soddisfatti.? La ?Fase 2? sarà un momento particolarmente delicato. Il governo nazionale, e quindi poi anche il Comune, avrà un ruolo chiave in termini di aiuti. Senza quelli, sarà difficile ripartire. ?Noi dobbiamo assolutamente ribadire che la realtà degli enti locali, soprattutto quella dei Comuni, non permette per ovvie ragioni di essere il lancio dell?economia. Sarebbe un errore strutturale. Dobbiamo auspicare che il Governo e le Regioni siano il motore primo per il reperimento delle strutture, di promozione di riforme e di semplificazione della macchina burocratica. Gli enti locali dovranno fare, ovviamente, tutto ciò che rientra nelle loro potenzialità e competenze.? Le restrizioni relative al distanziamento sociale quanto influiranno sul turismo? E non solo su quello? ?Abbiamo davanti a noi un grande cambiamento culturale quindi dobbiamo adeguarci alle nuove esigenze. Il governo deve quanto prima, tramite il comitato tecnico-scientifico, fornire delle indicazioni più precise possibili I AdF, acqua garantita e di qualità, più attenzione al cliente e mobilità green n merito all?emergenza abbiamo sentito anche i vertici di AdF Acquedotto del Fiora. Come state vivendo questa emergenza? Sempre operativi e vicini ai cittadini anche da lontano. Nell?imprevedi- all?innovazione, nei servizi e nel metodo di lavoro. AdF lo ha fatto con la nuova filosofia ?Attenzione al cliente?, per offrire servizi sempre più performanti e al passo con i tempi, che consentono di essere #lontanimavicini. Ha attivato il nuovo numero smart bile situazione che stiamo vivendo, AdF non è mai venuta meno al fondamentale compito di garantire a tutti un servizio essenziale, efficiente e di qualità. Lo sta facendo con le massime garanzie e dotazioni di sicurezza per gli operativi sul territorio e con un ampio programma di smart working, che vede al lavoro da casa oltre 230 dipendenti. Nonostante le oggettiva difficoltà vengono effettuate le manutenzioni e, dove possibile, portati avanti progetti e investimenti. Si può essere vicini alla collettività e all?utenza anche operando da remoto, giusto? Esattamente. La crisi che il mondo sta attraversando insegna che è necessario essere resilienti, ovvero gestire il cambiamento senza subirlo. Mettersi in discussione e puntare 0564 448844 per cellulari e chiamate dall?estero, che non prevede alcun costo aggiuntivo rispetto al proprio piano tariffario, e ha lanciato una campagna per l?attivazione della bolletta web, comoda, sicura ed ecologica. È stato anche potenziato lo sportello online MyFiora, disponibile sia su fiora.it che come app, da cui è possibile anche effettuare i pagamenti delle bollette comodamente da casa. Che futuro prevedete? AdF ha continuato a lavorare per il benessere della comunità e del territorio guardando non solo al presente ma anche al futuro: sono in fase di preparazione tanti progetti per il rilancio degli investimenti nel territorio e a breve diventerà operativo AdF Green, il progetto di mobilità elettrica all?insegna della sostenibilità, per una ripartenza il più verde possibile. PRIMO PIANO ? VIVI ? 17 VIVI perché serviranno ai cittadini e alle aziende ad adeguarsi al cambiamento dei tempi. Servono delle regole e delle disposizioni chiare, proprio per evitare che nuovi costi vadano a ricadere sulle imprese e sui cittadini.? RICCARDO GINANNESCHI, assessore del Comune di Grosseto Sul tema, inoltre, è intervenuto anche Riccardo Ginanneschi, assessore del Comune di Grosseto con delega all?Europa, allo Sviluppo economico, al Commercio e alle Piccole e medie imprese. Assessore, si aspettava qualcosa in più dall?Unione Europea? Anzi, qualcosa? ?Sì, certamente. Gli aiuti della comunità europea porterebbero dei vantaggi, in primis, per l?Italia e poi, a cascata (e in parte), anche per gli enti locali. Auspico che arrivino delle risorse in più nei nostri settori produttivi.? Andiamo sul tema dello sviluppo 18 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Foto Giovanni Rossetti ???? È necessario far partire prima possibile la Fase 2, in modo da far tornare a splendere il sole, quello estivo, quello che rende il nostro Paese, e ovviamente la Maremma, un luogo di speranza e di crescita... economico e del commercio: quanto questa situazione di lockdown e di una ?Fase 2? continuamente prorogata ha complicato il quadro generale? ?La situazione è ovviamente preoccupante. La crisi del Covid-19 sta mettendo in serio rischio le presenze dei turisti nella nostra Maremma. Tutto ciò si riflette poi in altri settori, come quello agro-alimentare. Purtroppo non possiamo prevedere cosa succederà dopo il 4 maggio, in quanto nessuno può sapere (ad oggi) se ci saranno o meno variazioni delle misure restrittive. Devo aggiungere, inoltre, che è difficile pensare a soluzioni di convivenza con il virus, soprattutto per determinate attività. Penso, in primis, a al mondo della ristorazione o anche al comparto del balneare.? Qual è il punto di vista delle istituzioni sul tema delle piccole e medie imprese, a seguito di questa crisi drammatica? ?Abbiamo creato una sorta di taskforce, voluta dal sindaco, chiamata ?Nucleo Fenice?. Composto da sette tavoli e quindi sette sotto-nuclei, che dovranno produrre, in vari ambiti (come le infrastrutture-tecnologia, finanziamenti-tributi e semplificazione), degli atti concreti rivolti ad aiutare le piccole e medie imprese.? Premettendo che nessuno si sarebbe mai immaginato di trovarsi in una situazione così complessa, provando a restare nel realismo, le chiedo: che cosa si augura per le prossime settimane? ?Io mi auguro che ci sia maggiore chiarezza da parte di chi gestisce il nostro Paese e la nostra regione. Questo in ragione della tutela del cittadino (soprattutto), ma anche poi degli enti locali che operano sul territorio.? GIOVANNI CASO, Confesercenti Abbiamo posto le nostre domande anche a Giovanni Caso, presidente di Confesercenti sul tema della situazione attuale relativa al Covid-19. Partiamo dal tema più discusso in questi giorni: riaprire o non riaprire? ?Più che riaprire bisogna pensare di ridisegnare un?attività imprenditoriale da capo. Questa situazione che si è verificata, porta l?imprenditore a riguardare i conti economici. I ricavi di oggi saranno molto più bassi rispetto al passato, riducendo la consistenza dei fatturati. Se noi rapportiamo questi bilanci, figli della crisi relativa al Covid-19, ai costi di gestione attuali (come l?Imu o la Tari) che sono alti, rischiamo che l?im- prenditore soffochi sotto il peso di una realtà durissima. Serve dunque una sospensione totale delle tasse, altrimenti non sarà possibile ripartire.? Quanto lo Stato dovrà continuare ad aiutare questi settori nella fase di ripartenza? Il rischio è che, dopo tanta attesa, non ci sia più nessuno pronto a ricominciare. ?È veramente difficile fare delle previsioni. Dobbiamo immaginare che la nostra economia, pre-lockdown, era come un paziente in crisi di ossigeno. Con il Coronavirus è stata evidenziata ancora di più quella carenza. Se non alimentiamo l?economia con la liquidità, non andremo da nessuna parte. Guardi, non sono affatto catastrofico ma sono semplicemente realista.? Come si può pensare di costruire una stagione balneare, e non solo, con sistemi così stringenti in tema di distanziamento sociale? Si parla di pannelli in plexiglass, di ombrelloni contingentati e decisamente distanziati rispetto al passato. Che effetto può avere tutto ciò sulla stagione turistica? ?Ciò comporterà alla possibile riduzione del personale, purtroppo. È necessario aiutare gli imprenditori, perchè sono loro che creano lavoro. Questa stagione è già compromessa e rischierà di aumentare la tensione tra le persone che frequenteranno le nostre coste. Immaginiamoci, per esempio, i bambini che giocano sulla spiaggia. Se il pallone, che usano per divertirsi, finisce sotto un ombrellone, che cosa può succedere? Alla fine andare al mare è una sorta di gesto legato alla sensazione di leggerezza e di libertà, oggi, invece, rischia di essere un luogo di paura e di preoccupazioni. Purtroppo la situazione è davvero difficile. Qui si parla della salute delle persone e dell?economia nazionale. È necessaria una ristrutturazione economicofinanziaria notevole per ricostruire un mondo nuovo, adeguato alle linee che gli esperti del mondo medico ci forniranno.? Quanto è in crisi il settore del commercio? ?La crisi è assolutamente notevole. Le piccole e medie imprese, se ci pensiamo bene, sono il volano dell?economia sia nazionale che europea, quindi servono degli aiuti concreti atti a ridare speranza e respiro.? L?intervento dell?assessore Gian Luca Gozzo (Comune di Monte Argentario) S cegliere di accettare un ruolo di governo locale è già di per sé un impegno di grande responsabilità, anche perché capita nel momento in cui vanno riscritte le regole di pianificazione comunale; trovarsi poi in mezzo alla tempesta del coronavirus decuplica le responsabilità. In primo luogo, affrontare l?emergenza sociale, sanitaria ed economica, ricostruendo la macchina amministrativa secondo nuovi canoni e nuove disposizioni è un?esperienza irripetibile. Il nostro comune, come tanti, un qualcosa di nuovo su cui nessuno poteva essere preparato e nessuno aveva un?esperienza su cui basarsi, ma in Italia la burocrazia riesce sempre a farla da padrona, pure nell?emergenza. La politica e la pubblica amministrazione dovrà però fare uno scatto di responsabilità, non solo per gli aiuti e il sostegno di tipo economico per le imprese e i cittadini, ma anche per offrire strumenti normativi per poter ripartire. Nel mio percorso politico-amministrativo lancerò un appello forte verso tutti gli enti Porto Santo Stefano nonostante, e fortunatamente, poco colpito in termini di contagiati, ha dovuto riscrivere un modello organizzativo con il telelavoro da casa dei propri dipendenti, coordinarsi con altri enti per la gestione della situazione sanitaria, trovare la collaborazione delle associazioni del volontariato per le nuove problematiche sociali. Non ultimo l?aspetto sociologico di una comunità impaurita dal contagio e da un incerto futuro. Tutto questo cercando un equilibrio tra disposizioni governative e regionali da rispettare e far rispettare e le esigenze e le problematiche dei cittadini e degli operatori. Il quadro che si è formato è ovviamente sovraordinati affinché si faccia uno sforzo per semplificare e tagliare i tempi morti della procedura di realizzazione e approvazione dei nuovi strumenti urbanistici. Realizzare il nuovo Piano Strutturale e il nuovo Piano Operativo di un territorio non è semplice, ma mai come questa volta serve fare presto e bene, perché alla fine di questa devastante emergenza bisogna essere pronti con i nuovi strumenti per permettere alle nostre imprese di investire e far ripartire l?economia e il lavoro. Gian Luca Gozzo Assessore al governo del territorio e all?ambiente del Comune di Monte Argentario PRIMO PIANO ? VIVI ? 19 VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS: COMMERCIO Garanzie per prestiti, moratorie fiscali, indennizzi e contributi: le richieste di Confcommercio Garanzie adeguate per prestiti e burocrazia zero, indennizzi e contributi a fondo perduto, moratorie fiscali: queste le richieste di Confcommercio per uscire dall?emergenza. Le critiche dell?associzione all?ordinanza della Regione Toscana che impone ?altre regole e oneri, invece che sostenere la ripartenza? La posizione di Confcommercio ?Alle imprese serve liquidità vera, altrimenti tantissime imprese chiuderanno per sempre?. Confcommercio lancia uno straziante grido d?allarme a nome degli imprenditori del territorio grossetano. ?In queste lunghe settimane ? dicono dall?associazione di categoria ? siamo ancor più vicino alle imprese del territorio, cercando di dare delle risposte alle loro necessità, e per dare voce al loro pensiero. Serve liquidità prima di tutto, ma sono fondamentali anche misure di compensazione dei danni subiti in termini di crollo dei fatturati. Dunque, accanto ai prestiti, contributi a fondo perduto commisurati all?oggettivo impatto dell?emergenza sanitaria che si è tramutata in emergenza economica e sociale. Non solo, le imprese hanno bisogno di moratorie fiscali per evitare 20 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 le pesanti scadenze nel mese di giugno. E poi l?azzeramento della burocrazia. Questi gli interventi di base, che si devono affiancare a stanziamenti adeguati, sia per la cassa integrazione che per una robusta indennità per i lavoratori autonomi ed i professionisti. Quanto alle locazioni commerciali, è necessario il riconoscimento dello status giuridico di causa di forza maggiore che consentirebbe a chi è in affitto di chiedere un indennizzo per il canone che non riesce a pagare. Inoltre il credito d?imposta va esteso anche ai contratti d?affitto d?azienda?. Secondo Confcommercio, certo in tutta sicurezza, ma si deve ripartire il prima possibile, che significa accelerare il passo sulla preparazione sanitaria, tecnologica e organizzativa per quella che sarà la cosiddetta ?Fase 2?. In questo contesto, arriva una dura critica alla Regione Toscana. ?Le ordinanze del Governatore Rossi ? affermano con amarezza da Confcommercio Grosseto ? non aiutano, anzi aggravano la situazione degli imprenditori con altre regole e oneri. In particolare l?ordinanza numero 38 del 18 aprile. Non ha senso l?aumento, rispetto alle disposizioni nazionali, della distanza interpersonale di 1,80 metri fra lavoratori e fra clienti all?interno delle attività, anche addirittura nei mercati all?aperto, così come la responsabilità per i datori di lavoro di verificare che i propri dipendenti non presentino sintomi collegabili al virus e la gestione di maggiori operazioni di sanificazione a carico di ogni impresa. E poi l?indicazione, ?ove possibile? della sistemazione dei pannelli di separazione tra lavoratori e clienti alle casse e sui banchi, che può avere un senso al supermercato o in banca, ma che non è praticabile nei negozi di vicinato. Questa ordinanza, come quella di Pasquetta, porta con sé carichi in più che vanno ad incidere pesantemente soprattutto per le attività che sono rimaste operative e per quelle che hanno già avuto il via libera per riaprire, oltretutto senza il benché minimo sostegno economico per affrontare gli oneri richiesti. Va bene stabilire misure per la sicurezza, ma queste ultime devono essere anche pratiche e fattibili. Ci stupisce soprattutto ? concludono da Confcommercio Grosseto ? l?incongruenza del ragionamento del Governatore, che spinge sulla ripartenza altrimenti ?ci sarà una Grosseto (Corso Carducci) PRIMO PIANO ? VIVI ? 21 VIVI ???? I pubblici esercizi chiedono al Governo un piano per la ripartenza: ?Non escludeteci dalla fase 2?. Il presidente provinciale della Fipe Danilo Ceccarelli fa il punto sulla drammatica situazione dei bar e ristoranti della provincia di Grosseto crisi gravissima?, e poi mette paletti che frenano e danneggiano la piccola imprenditoria?. Le difficoltà dei pubblici esercizi Sempre da Confcommercio è arrivato anche il commento del presidente provinciale Fipe Danilo Ceccarelli sulla situazione dei pubblici esercizi della provincia di Grosseto. Commento che assume le forme di un vero e proprio grido di dolore. I danni sono già incalcolabili, e la preoccupazione cresce ogni giorno di più, alimentata in particolare dall?incertezza sui tempi e le modalità di riapertura. Bar e ristoranti sono fermi da settimane, così come le discoteche, mentre gli stabilimenti balneari non possono iniziare a preparare la stagione. ?Al primo posto ? spiega Danilo Ceccarelli presidente provinciale (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) della Confcommercio ? ci sono certamente la salute e la sicurezza di tutti noi cittadi- 22 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ni. L?emergenza sanitaria è la priorità, ma crediamo che sia giunto il momento di iniziare a pensare, attraverso un confronto tra il Governo e le associazioni di categoria, a come e quando ripartire, perché non possiamo stare chiusi per altri mesi. Rappresentiamo a livello nazionale 300mila imprese che danno lavoro ad 1 milione e duecentomila persone. C?è poi l?indotto, perché il pubblico esercizio è un comparto fondamentale nella filiera agroalimentare, essendo un mercato di sbocco rilevante per le produzioni nazionali, ed anche nella filiera del turismo, concorrendo all?attrattività dei nostri territori?. Solo per il settore ristorazione, il Centro studi della Fipe su scala nazionale ha stimato una perdita di 8 miliardi di euro di fatturato a fine 2020. Il sindacato ritiene dunque indispensabile cominciare a restituire speranza e un futuro ai pubblici esercizi. Così, in vista della ?fase 2? dell?emergenza, dalla Fipe Confcommercio arriva una proposta. ?Riteniamo sbagliato, in quella che sarà la seconda fase, a partire dal 14 aprile (data successivamente spostata al 4 maggio, ndr), escludere completamente bar e ristoranti ? sostiene Ceccarelli ? che, a nostro avviso, potrebbero riaprire, ovviamente garantendo tutte le misure di sicurezza per il contenimento del contagio. Su questo fronte la Fipe, a livello nazionale, sta dialogando con il Governo per arrivare il prima possibile ad un piano di riapertura?. La proposta della Fipe è di estendere ai pubblici esercizi le procedure di distanziamento, con ingressi contingentati, che vengono già utilizzate per esempio nei negozi alimentari, panifici, macellerie ecc. In alternativa, la Fipe chiede di consentire almeno il take away, ovvero l?asporto. ?Al momento ? aggiunge Ceccarelli ? è consentita solo la consegna a domicilio. Le pizzerie già effettuavano il delivery, e devo dire che numerosi ristoranti tradizionali della nostra provincia si sono attrezzati o si stanno attrezzando, e per esempio le offerte dei pranzi pasquali sono numerose. È comunque un modo per guardare avanti, per non spegnere il ?motore?, rispondendo alle esigenze dei cittadini, ma non si può parlare di business, per la maggioranza non è comunque una soluzione economicamente sostenibile. La moria delle nostre attività è alle porte, non c?è più molto tempo. Riprendendo le parole del nostro presidente nazionale, abbiamo bisogno di un?iniezione di liquidità, di un sostegno economico vero e di prospettive concrete?. Confindustria: ?È il momento di pensare ad una ripartenza sicura? «Sostenere la liquidità delle imprese ma soprattutto programmare la ripartenza delle attività produttive per evitare la crisi sociale assicurando la salute dei lavoratori». È il commento di Francesco Pacini, presidente della delegazione di Grosseto di Confindustria « La tenuta del sistema economico ? dice il presidente della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud, Francesco Pacini ? dipende, in particolare, da due fattori: l?assicurazione della liquidità alle imprese con la conseguente possibilità, data agli imprenditori, di mantenere gli impegni presi nei pagamenti e garantire così continuità a tutto il sistema e poi dalla possibilità di organizzare una ripartenza graduale e sicura di tutto il sistema produttivo. Anche il nostro territorio, come tutto il resto d?Italia sta affrontando una delle fasi più delicate della sua storia. Per la nostra terra e per i nostri imprenditori non è certo la prima delle crisi che abbiamo affrontato, ma questa ha contorni e caratteristiche che richiederanno grande velocità e attenzione nelle risposte che riusciremo a dare. Siamo di fronte a due guerre: una contro il virus e il contagio, e una contro la recessione affinché non si trasformi in depressione economica. Confindustria, a livello nazionale e territoriale, sta agendo a supporto del nostro sistema imprenditoriale con tutte le energie a disposizione affrontando le varie fasi che molto rapidamente si sono succedute: i protocolli per la sicurezza dei lavoratori, che rappresentano la nostra risorsa più preziosa, l?accompagnamento verso l?utilizzo degli ammortizzatori sociali, che purtroppo sta riguardando la grande maggioranza delle nostre imprese, e infine la cosa più dolorosa di tutte, cioè la chiusura temporanea delle attività non rientranti tra i settori individuati dal Governo, in questa prima fase, come essenziali. Su questo, mi preme sottolinearlo, i nostri imprenditori hanno agito con grande senso di responsabilità». «Adesso ? spiega ancora Pacini ? è tempo di affrontare un?altra emergenza. Dobbiamo spingere sulla prossima priorità, la liquidità delle imprese per Francesco Pacini mantenere in vita il nostro sistema economico e prepararsi alla ripartenza, trasformando le preoccupazioni nella necessità di non mollare, nel gusto della sfida, nella voglia di reagire». Fin da subito Confindustria, a livello nazionale, ha presentato proposte articolate: «L?ultima ? ricorda il presidente Pacini ? lo scorso 20 marzo, quando abbiamo inviato al Governo e a tutte le forze politiche un documento per governare questa fase di transizione assicurando liquidità a breve a tutte le nostre imprese (piccole, medie e grandi) attraverso il potenziamento del fondo di garanzia. Liquidità che alla fine di questo periodo dovrà trasformarsi in un prestito a 30 anni, al pari di un debito di guerra, che le imprese si accolleranno e pagheranno. Una misura che ovviamente richiede un diretto coinvolgimento delle banche con le quali abbiamo avviato un confronto anche a livello territoriale, in modo da capire le opportunità che può offrire il sistema del credito, in attesa del potenziamento delle garanze che i vari istituti dovranno ricevere dallo Stato». La mobilitazione di Confindustria avviene anche a livello europeo, in modo da creare un consenso diffuso e accelerare la realizzazione di quelle azioni che solo l?Europa può compiere, senza le quali sarà difficile superare questa crisi. Il Governo ha attualmente posticipato al 3 maggio il blocco delle attività produttive non essenziali: «Per questo motivo ? dice ancora Pacini ? è necessario pensare a una ?fase 2?, che inizia dal 4 maggio e non sappiamo con precisione quando terminerà, nella quale è necessario riflettere rapidamente su come far ripartire l?economia, riaprendo il prima possibile le imprese che hanno dovuto interrompere l?attività produttiva, solo se in grado di adottare tutte le misure possibili per evitare il contagio dei lavoratori. L?esperienza di queste ultime settimane infatti ci dimostra che adottando con rigore le misure di contenimento del contagio (utilizzo dei dispositivi di protezione, distanziamento dei lavoratori, riorganizzazione dei layout aziendali) è possibile continuare a produrre in sicurezza. È grazie a questa esperienza che possiamo e dobbiamo pensare a una riapertura delle fabbriche e delle attività produttive. In questo momento dobbiamo quindi confrontarci tutti insieme su quali scenari affrontare nelle prossime settimane affinché la crisi economica, ormai già esplosa, non si trasformi in una crisi sociale». Francesco Pacini inoltre vuole condividere le parole dell?ormai ex presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, e il suo appello rivolto a tutti gli imprenditori: «Dobbiamo sottolineare che la tenuta del sistema economico e delle filiere dipende anche da noi, dalla nostra etica della responsabilità e dai nostri comportamenti. Ogni impresa, indipendentemente dalla sua dimensione, categoria o settore merceologico, è funzionale alla sopravvivenza del nostro tessuto produttivo. Mantenere gli impegni presi nei pagamenti, salvo gravi e comprovate difficoltà, è la decisione che garantisce continuità a tutto il nostro sistema. Adesso è il momento della responsabilità sociale, e possiamo e vogliamo essere il centro e i promotori della nuova rinascita». PRIMO PIANO ? VIVI ? 23 VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS: ARTIGIANATO Confartigianato: ?Ora il Governo dimostri tutto il suo coraggio? ?È ora che il Governo dimostri tutto il suo coraggio? con queste parole rivolte alla politica nazionale il presidente di Confartigianato Grosseto e di Artex, Giovanni Lamioni riassume il suo pensiero sulla ?cura anticrisi? del Governo e sulle posizioni dell?Europa. Una ricetta concreta per provare ad uscire dal dramma in cui siamo purtroppo sprofondati Giovanni Lamioni 24 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Grosseto ? Il Governo Conte, in questa prima fase di emergenza ? spiega Lamioni ?, ha varato una manovra economica per il rilancio delle imprese e delle professioni. Provvedimenti che inevitabilmente incrociano anche il tema delle scelte dell?Europa rispetto al rilancio dell?economia durante e dopo la pandemia. Non sono solito dare dei voti all?operato del Governo ma se dovessi sintetizzare il mio pensiero in questa delicata situazione mi fermerei ad un 5. Il Governo, dopo aver decretato la chiusura di moltissime imprese per ragioni di salute, ha cercato di intervenire con un?azione di assistenza, provando, tra ferie e cassa integrazione, a limitare il più possibile il prezzo che andranno a pagare milioni di lavoratori. Sono state stanziate forme di sostegno economico minime, 500/800 euro mese per alcuni professionisti e lavoratori di diversi settori, che non solo non risolvono i problemi di oggi ma che hanno anche limitazioni e non sono a tutti accessibili. Prendiamo atto però che si tratta di uno sforzo. Inoltre a favore dei professionisti e delle imprese, sono state promesse garanzie per linee di credito che se hanno nelle garanzie dello Stato una tutela verso i capitali degli imprenditori hanno molti limiti per essere davvero utili. Deve essere chiaro a tutti ? aggiunge il presidente di Confartigianato Grosseto ? che le forme di aiuto più semplici che andrebbero a finanziare la sopravvivenza delle partite iva e delle piccolissime aziende individuali, ovvero il prestito bancario a garanzia 100% dello Stato fino a 25.000 euro, sono vinco- late, in percentuale, al fatturato dell?anno precedente. Se un professionista o un piccolo imprenditore, e in Italia sono quelli che in maggioranza hanno più problemi a farsi pagare dai clienti e a emettere fattura, non hanno fatturato almeno 100.000 euro nel 2019 non potranno dunque chiedere i 25.000 euro di prestito; ne consegue che se non arriveranno a quella cifra non potranno far fronte agli stipendi di collaboratori o dipendenti, alle tasse e a tutti gli altri oneri, affitti e spese vive, necessari per andare avanti almeno per i prossimi mesi. A questo si devono aggiungere tutte le altre forme di finanziamento, sempre tramite prestiti bancari, che hanno solo garanzie parziali dallo Stato e che non solo espongono in parte gli imprenditori, ma hanno, in alcuni casi, necessità di verifica bancaria. Insomma ? aggiunge Lamioni ? un aiuto che a detta di molti imprenditori è utile solo alle grandi imprese che possono permettersi di rischiare perché le banche non le faranno mai fallire e che in questo modo otterrebbero linee di credito con interessi sotto il 3%, più economiche di quelle che oggi le espongono pesantemente, tanto da non essere a rischio di richieste il rientro dalle banche. Personalmente ritengo che ci siano diversi modelli che già si stanno mettendo in campo in altri Paesi e che forse potremmo guardare con più attenzione. Senza arrivare all?ipotesi cinese del finanziamento a fondo perduto alle aziende, e questo perchè noi siamo un paese diverso anche sotto il profilo del rapporto Stato-imprese ci sono altri esempi di buona gestione della crisi. La strada intrapresa dagli Stati Uniti, in parte, potrebbe essere anche la nostra: prestito garantito al 100% dallo Stato, in particolare dall?agenzia governativa per le piccole imprese, senza commissioni e con un tasso di interessi dello 0,5%, una alternativa alle commissioni che in Italia si pagherebbero alle banche e al tasso almeno del 2%. Non solo. Faccio presente che le domande negli Stati Uniti vengono presentate, accettate e finanziate in due giorni massimo. Ma questo modello richiederebbe un significativo investimento pubblico di garanzia, inoltre dobbiamo essere consapevoli che le banche vogliono sicuramente fare il loro guadagno. A mio parere ? continua Lamioni ? ci vogliono due rivoluzioni che non abbiamo ancora avuto il coraggio di fare e che se non fatte saranno il chiaro segnale che nulla abbiamo capito del fatto che siamo entrati in un nuovo mondo. Così come il Governo ha chiuso le imprese e ha chiesto ai cittadini di rimanere in casa per tutelare la salute pubblica, ora deve avere lo stesso coraggio e fare quello che in questa nuova fase è necessario per ripartire, per salvare milioni di lavoratori, le imprese e le famiglie. Si deve abbandonare il modello del debito pubblico così come concepito nei parametri nati per l?Euro. Una crisi come questa si vince se il debito passa dal 3 al 10% e se il Governo, dopo aver salvato tutte le banche con i soldi e gli aiuti della BCE e con soldi propri dal 2008, oggi ne assume temporaneamente, ed eccezionalmente, una parte del controllo per PRIMO PIANO ? VIVI ? 25 VIVI ???? Giovanni Lamioni: ?A mio parere ci vogliono due rivoluzioni che non abbiamo ancora avuto il coraggio di fare e che se non fatte saranno il chiaro segnale che nulla abbiamo capito del fatto che siamo entrati in un nuovo mondo? Giovanni Lamioni finanziare quelle misure straordinarie per la sopravvivenza e per il rilancio dell?economia e del lavoro. Solo in questo modo si garantirà il finanziamento alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese per tenere in piedi consumi ed economia. Questa è l?unica strada possibile per il rilancio economico nei prossimi anni. A chi mi ricorda che dobbiamo fare i conti con le volontà europee ? continua ? il presidente ? rispondo che il dibattito politico sull?Europa non interessa a me come non interessa ai lavoratori o agli imprenditori che hanno fatto crescere questo Paese anche quando l?Europa ci costringeva a tagliare la spesa pubblica e a ridurre gli investimenti per la crescita economica. Sono certo però che l?Europa legge i giornali e sicuramente non sono sfuggite le previsioni di Goldman Sachs, solo per fare uno dei tanti esempi, sul crollo dell?economia europea post crisi. Un crollo che in Italia arriverebbe quasi a un -12% di PIL. In conclusione ? puntualizza Lamioni ? se non si decide di considerare il debito come un investimento sul tenore di vita e di crescita in Europa e non come un peso, non solo al Governo italiano sarà impedito di avviare provvedimenti coraggiosi e necessari, ma sarebbe la fine della stessa Europa». Un grazie agli artigiani che non si sono fermati! In questi giorni stiamo assistendo al grande senso di solidarietà del nostro Paese. Stiamo vivendo un?esperienza senza precedenti che chiama ciascuno ad un forte senso di responsabilità. Ogni giorno i media ci aggiornano in merito al grandissimo impegno del personale medico e sanitario, della protezione civile, delle forze dell?ordine e di tanti volontari che, in prima linea nella guerra al coronavirus, lavorano senza sosta. Senza nulla togliere a questi esempi indiscussi di generosità vogliamo però ricordare i tanti artigiani, che nessuno cita, che consentono a tutti noi di avere servizi importanti?. Sono le parole di Gianni Lamioni presidente di Confartigianato Grosseto che invita a non dimenticare lo sforzo che molte piccole imprese artigiane del territorio stanno affrontando per stare a fianco alle famiglie e per evitare la paralisi totale della comunità. ?Ci sono tante piccole e micro imprese che nell?anonimato continuano a fornire servizi ai cittadini ? sottolinea il presidente ? artigiani che i dipendenti di Confarti- 26 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 gianato Grosseto continuano ad assistere affinché possano continuare ad erogare le loro prestazioni. Pensiamo per esempio all?autotrasporto che rifornisce il commercio alimentare e la grande distribuzione; agli autoriparatori che intervengono sulle riparazioni urgenti ai veicoli; le imprese di pulizie; gli elettricisti e gli idraulici; le ditte di riparazione di computer e di apparecchiature per le comunicazioni; i servizi di informazione, le edicole, i tecnici dei sistemi di rete e le lavanderie. Sono solo alcuni esempi di un?Italia che non si è mai fermata, un?Italia che non fa notizia ma che oggi più che mai è essenziale per garantire servizi ai privati ma anche alle strutture pubbliche come gli ospedali e i presidi di assistenza sanitaria. Altro esempio è quello di molti tassisti nostri associati che, nel pieno rispetto delle norme anti contagio, si sono resi disponibili a consegnare farmaci e beni alimentari alle famiglie. Dai dati che abbiamo potuto raccoglie ? precisa il presidente ? anche se l?attività è necessariamente più limitata, sono moltissimi i nostri artigiani che non hanno mai smesso di essere a disposizione della comunità e, con il DCPM del 10 aprile, molti servizi tra i quali la silvicoltura, il taglio del bosco e la cura e manutenzione del verde, saranno nuovamente garantiti. Sono imprenditori che offrono il loro contributo in questa battaglia di primavera contro il Covid-19 sempre nel totale rispetto delle norme previste dal Ministro della Salute. Una emergenza sanitaria che come Confartigianato abbiamo subito recepito e che ci ha visti in prima linea attraverso un forte campagna di informazione e comunicazione verso i nostri soci. Poiché i danni economici conseguenti alla crisi da coronavirus saranno rilevanti ? conclude Lamioni ? non possiamo sottacere sul ruolo importante che, pur lontani dai riflettori, queste micro e piccole imprese artigiane, assieme a quelle del commercio e dell?agricoltura, continuano ad offrire. Siamo certi che, ancora una volta sarà proprio grazie al loro senso di forte responsabilità che possiamo sperare in una ripresa economica meno dolorosa e più celere di quanto la realtà ci prospetta?. VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS: LE AZIENDE Sconforto, avvilimento e voglia di non mollare: il sentiment di alcune aziende maremmane Rocca di Montemassi (Roccastrada) Dopo i commenti e le prese di posizione dei rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, diamo voce a chi ha subito e subisce sulla propria pelle le terribili conseguenze di questa drammatica situazione che si è venuta a creare, ovvero i titolari di alcune aziende dell?enogastronomia maremmana e dell?accoglienza Alessandro Gallo ? Direttore Tenuta Rocca di Montemassi (Roccastrada) «Questa situazione ha colto tutti di sorpresa. Nessuno si aspettava che il mondo che tutti noi conoscevamo si fermasse. Ovviamente il primo impatto è stato come per ciascuno di un noi una revisione e un riadattamento sul piano personale e privato, a partire dal nostro quotidiano che in molti casi ha subito dei cambiamenti fortissimi. Subito dopo c?è stato il bisogno di ripensare la struttura del lavoro e di riadattare le dinamiche lavorative in questo nuovo contesto confuso e difficile. Le aziende agricole come le nostre sono sempre state operative, ma la gestione di questa nuova inimmaginabile situazione per garantire la sicurezza dei nostri dipendenti e il proseguo dei lavori è diventato l?elemento prioritario. Il primo pensiero è stato quello di mantenere un filo diretto di comunica- 28 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 zione con tutti i dipendenti attraverso i referenti di reparto ed i nuovi mezzi di comunicazione, innanzitutto per cercare di tranquillizzarli sulle naturali preoccupazioni legate alla salute e al futuro delle proprie famiglie. Subito dopo abbiamo riorganizzato i reparti cercando nella primissima fase di portare avanti solo i lavori necessari alla produzione sospendendo le altre attività. Ovviamente, applicando il decreto, il settore che ha subito un totale arresto e su cui ci sono anche più incertezze per l?immediato futuro, è quello dell?ospitalità. Devo dire che vedere la Tenuta senza ospiti ci ha messo non poca malinconia. Grazie al fatto che siamo un?azienda produttiva, abbiamo potuto aprire piuttosto velocemente una fase di prima ripresa: la natura non si ferma, neanche a causa del coronavirus e la primavera porta con sé il risveglio della vita vegetale e delle nostre vigne. Abbiamo ritenuto giu- sto avere un?attenzione per le persone. Per questo abbiamo dato un?opportunità di lavoro stagionale nei vigneti ai nostri collaboratori giovani formati e deputati all?ospitalità che sono purtroppo fermi e poi a persone del territorio che in questo frangente si sono ritrovate senza lavoro. E così quest?anno la gestione verde dei vigneti sarà affidata, oltre che alle persone che da anni si prendono cura dei vigneti, alle giovani leve dell?ospitalità e a persone del territorio che in condizioni diverse sono deputate ad altro ma che hanno visto nella campagna un?occasione per ripartire. Abbiamo sempre cercato di mantenere le attività della Tenuta legate al territorio in cui è inserita; a maggior ragione in questo momento così particolare ci è sembrato importante non dimenticare che facciamo parte di una comunità al cui interno ci sono tante persone che sono costrette ad affrontare questa parti- Nella foto la barricaia dell?azienda Terenzi a Scansano colare circostanza nell?incertezza. Siamo convinti così di non restare bloccati dalla paura e di scoprire nuovi punti di forza che ci permetteranno di ripartire con più determinazione non appena la situazione si normalizzerà». Balbino Terenzi - Amministratore Soc. Agricola Terenzi (Scansano) «Proprio in questi giorni in cui si sarebbe dovuto svolgere il Vinitaly, dove noi produttori del Vino Italiano eravamo abituati al carosello dei politici che ogni anno facevano a gara per mettersi in mostra, decantando l?importanza del vino italiano come ?punta di diamante? del nostro Bel Paese, le nostre vigne contravvenendo al lockdown imposto dal governo, hanno deciso in ogni caso di germogliare, come ogni primavera. Questo significa per noi, da qui a alla fine della vendemmia ovvero fino a tutto il mese di ottobre, l?inizio del dispendio- so e faticoso lavoro che la viticoltura di precisione comporta. Non si tratta di comune agricoltura, bensì di seguire una per una ed in larga parte ancora esclusivamente a mano almeno 5.000 piante di vite per ogni ettaro. Si è parlato molto in questi giorni dei settori più duramente colpiti come il turismo e la ristorazione, senza ricordarsi della ?punta di diamante? rappresentata dal Vino, quello con cui i politici brindavano facendosi fotografare al Vinitaly. Ebbene oggi mi preme ricordare che, a parte una minoranza di aziende vinicole che lavorano con la grande distribuzione, la nostra ?punta di diamante? vive, sia in Italia che all?estero, quasi esclusivamente di ristorazione e turismo, sia per gli hotel che serviamo, e sia perché noi aziende stesse spesso e volentieri abbiamo incorporata una forte componente enoturistica, composta da migliaia di agriturismi e punti vendita aziendali sparsi per il nostro Bel Paese. Le conseguenze sono devastanti in quanto, oltre a non vendere più nulla, le nostre aziende, a differenza di hotel e ristoranti che hanno chiuso i battenti portandosi a casa almeno gli incassi, sono rimaste con mesi di incassi ancora da riscuotere e con costi fissi enormi della gestione di ettari di vigneti, ed in molti casi oliveti, oltre alle cantine nelle quali il vino, che rischia ora di rimanere invenduto nelle botti, continua a richiedere cure ed attenzioni, anche queste dispendiose. Mentre in Svizzera la liquidità alle imprese è già disponibile in 48 ore, il nostro governo ha annunciato interventi mirabolanti e poderosi, per somme di cui non dispone e che nella realtà nessuno ha ricevuto. Questi annunci non trovano riscontro nella realtà delle banche che stanno già protestando, in quanto non saranno in grado di mantenere la rapidità PRIMO PIANO ? VIVI ? 29 VIVI ???? Sono parole intrise di preoccupazione, ma anche di voglia di uscirne quelle che abbiamo raccolto da Alessandro Gallo, direttore Tenuta Rocca di Montemassi (Roccastrada), Balbino Terenzi, amministratore Soc. Agricola Terenzi (Scansano) e Gian Luca Gozzo, direttore Hotel Baia d?Argento (Monte Argentario) promessa a causa della complessità delle norme previste per l?esecuzione. Il testo del decreto non è ancora in Gazzetta Ufficiale, e pesa l?incertezza sul doppio ruolo di garanzia del ?Fondo di Garanzia delle PMI? e di ?Sace?, dibattito politico assurdo ed irrispettoso, che ha anche ritardato di 10 giorni il concepimento del decreto stesso. Inoltre alcune delle importanti misure previste richiedono l?assenso della UE con tempi troppo lunghi per le nostre vigne che purtroppo non aspettano. Non è stata prevista alcuna minima somma a fondo perduto, il Governo limita, infatti, il suo intervento garantendo le banche dalle insolvenze debitorie, aggiungendo debito ad altro debito, anziché sostenere le aziende con trasferimenti diretti sui conti aziendali. E nemmeno le garanzie fornite saranno al 100%, anche qui con una giungla di regole e sottoregolette che nulla hanno dell?urgenza e della semplificazione tanto auspicata. La durata dei finanziamenti garantiti è fino a sei anni, mentre per esempio Confindustria chiedeva giustamente tempi superiori ai normali finanziamenti ipotecari, addirittura a 30 anni, come sarebbe ovvio pensare trovandosi le imprese costrette a fare altro debito per cause di forza maggiore. Il lockdown avrà per noi effetti prolungati nel tempo, almeno fino a tutto il 2021. Le aziende vinicole che hanno azzerato i fatturati durante l?emergenza, nella ?fase due? continueranno per almeno un anno a riportare ingenti perdite ed hanno quindi bisogno di sovvenzioni per pagare i costi fissi, e non di aggiungere 30 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Nella foto l?Hotel Baia d?Argento (Monte Argentario) altro debito da restituire in sei anni. Stiamo correndo il grosso rischio di mandare in default la ?punta di diamante? del sistema Vino Italiano, a vantaggio della forte concorrenza straniera, e con gravi conseguenze in termini di disoccupazione. Secondo le prime stime di Unione Italiana Vini, nel 2020 il settore perderà almeno il 35% su base annua, arrivando fino a oltre il 60% per la maggior parte di aziende che dipendono esclusivamente da ristoranti e turismo, mentre i finanziamenti promessi arriveranno a coprire, in misura massima prevista, soltanto il 25% del fatturato. La mia azienda ha già perso a fine marzo il 40% su base trimestrale e l?80% su base mensile, e la situazione può solo peggiorare con il perdurare delle misure di sicurezza necessarie al contenimento dell?epidemia. Dove sono finiti i politici che eravamo soliti venire a bersi un bicchiere al Vinitaly? Se lo chiedono in molti mentre ogni mattina, in una Italia fantasma, si preparano come ogni anno a lavorare nelle vigne ed in cantina». Gian Luca Gozzo - Direttore Hotel Baia d?Argento (Monte Argentario) «Ad oggi sono tante le sensazioni che si sono provate e si provano di fronte ad una situazione così inimmaginabile e devastante. Prima di tutto c?è stata l?impotenza: ci siamo trovati tutti senza soluzioni e armi come primo impatto. È stata un?ondata talmente forte che non abbiamo potuto alzare alcuna difesa, perché non avrebbe retto, per cui abbiamo fatto l?unica cosa possibile da fare ovvero non fare niente se non bloccare tutte le campagne promozionali dell?avvio della stagione. Poi è subentrato il rammarico di non aver potuto riaprire con uno sprint che la bella settimana di Pasqua ci avrebbe sicuramente offerto in termini di presenze; e quindi un bell?incoraggiamento per la stagione 2020. Subito dopo è arrivata la rabbia di veder cadere, una ad una, le prenotazioni degli stranieri prima di tutto nel periodo primaverile e poi per tutti gli altri mesi, a cui poi sono seguite quelle degli italiani impauriti e confusi. Ora c?è naturalmente la rassegnazione: una stagione che prevedeva un ulteriore miglioramento rispetto alla passata, oggi ha solo due sicurezze, quella di doverla giocare ?in difesa? e ?in sopravvivenza? (sia dell?attività che dei posti di lavoro) e quella che ogni previsione sarà sbagliata. Per il futuro nutriamo speranza, e non può essere altrimenti. Dai numeri del contagio, sembra che si possa riprendere, con tutte le precauzioni che saranno protocollate, a giugno, ma intanto è importante ripartire. È vero anche che ci dovremo augurare di non morire della solita italica epidemia burocratica. E ci faremo accompagnare dall?ottimismo e dalla certezza di poter offrire ai nostri ospiti una vacanza tranquilla, sia in termini di sicurezza rispetto al contagio sia perché il nostro territorio offre relax nella natura, mare pulito, ambiente tutelato e ospitalità genuina. Sono questi ultimi i temi che dovremo comunicare tutti insieme per rilanciarci tutti insieme. Perché il mare riabbraccerà tutti noi». VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS: NUCLEO FENICE Nucleo Fenice, una cabina di regia per far rinascere Grosseto e la Maremma Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha chiamato a raccolta la Camera di Commercio, le categorie economiche, stakeholder, sindacati, istituti di credito: è nata la cabina di regia denominata ?Nucleo Fenice? finalizzata ad accorciare il più possibile i tempi del rilancio economico non appena l?emergenza Coronavirus sarà superata Grosseto, palazzo comunale 32 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 C Nella foto Grosseto (via Porciatti) al tempo del Coronavirus on l?intento di individuare strategie per uscire dalla crisi, risollevare il territorio e accorciare il più possibile i tempi del rilancio economico non appena l?emergenza Coronavirus sarà superata, il Comune di Grosseto ha chiamato a raccolta la Camera di Commercio, le associazioni di categoria, sindacati, istituti di credito e stakeholder ed ha istituito una cabina di regia denominata Nucleo Fenice. «Nei momenti di massima emergenza, parlerei di guerra aperta contro il virus ? spiega il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ?, è compito delle istituzioni farsi carico del coordinamento delle azioni di ripresa: la difficoltà sta nel gestire al meglio tutti gli aspetti della crisi in atto e ? allo stesso tempo ? mettere in campo un?organizzazione che, non appena arriveranno i primi segnali positivi a livello sanitario, ci permetta di decollare senza perdere neanche un secondo prezioso. Il rischio, altrimenti, è quello di vedere il sistema economico collassare nel giro di qualche settimana. Mi impegno quindi a istituire il Nucleo Fenice, organismo che unirà gli sforzi del Comune di Grosseto e di tutti coloro che vorranno aderire: Camera di commercio e associazioni di categoria, sin- dacati, istituti di credito, stakeholder. Serve uno strumento di raccordo estremamente pratico ed efficace che ci aiuti nel percorso di ripresa, che offra semplificazione amministrativa e che funga da ricettore di finanziamenti economici e da guida su come ottenerli, oltre che da soggetto di pianificazione strategica a livello territoriale. Anche attraverso il ricorso e il supporto a figure professionali esperte. Diventa fondamentale cogliere le occasioni che si presenteranno per il nostro territorio e un ruolo indispensabile lo avranno ? accanto alle istituzioni ? i rappresentanti di categoria, che con noi stanno affrontando l?emergenza. In questi giorni ho ascoltato e accolto i problemi dei vari settori economici, delle singole aziende, degli operatori economici: ci sono tante paure e infinite incertezze. Fin dagli esordi ho sostenuto che stiamo combattendo una doppia guerra: sul fronte sanitario e su quello economico. Per questo ho pensato al Nucleo Fenice, perché rinascere dalle nostre ceneri sarà la prossima grande impresa da compiere». Una cabina di regia per il rilancio dell?economia L?iter procedurale è passato attraver- so una prima riunione che di fatto ha avviato la nascita della cabina di regia che si occuperà del rilancio dell?economia del territorio grossetano. «Ci troviamo in una situazione di emergenza legata al Coronavirus ? sottolinea il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ? e i sindaci in tutta Italia sono stati incaricati di gestire la situazione su più fronti. Per questo la decisione di prendermi l?onore e l?onere di creare un organo che metta insieme tutti i soggetti che avranno un ruolo attivo nella ripresa. Il Comune di Grosseto è inoltre una delle aziende più grandi del territorio comunale, oltre ad essere baricentrico per molti procedimenti che hanno impatto sul territorio: concessioni, permessi, autorizzazioni, contributi, fiscalità, progetti territoriali, richiesta finanziamenti. C?è un altro aspetto fondamentale: il Comune si rapporta in modo diretto e indiretto con i cittadini: ha quindi il polso anche della situazione economica e sociale». «Visto che gli effetti della crisi sono concreti ? dice il sindaco ?, altrettanto concreti vorremmo che fossero gli strumenti messi in campo attraverso il Nucleo Fenice. Il Comune farà la sua parte: attraverso le proposte dell?Amministrazione comunale, attraverso i PRIMO PIANO ? VIVI ? 33 VIVI ???? Antonfrancesco Vivarelli Colonna: ?L?intento è quello di creare uno strumento di raccordo pratico ed efficace che ci aiuti nel percorso di ripresa, che offra semplificazione amministrativa e che funga da ricettore di finanziamenti economici e da guida su come ottenerli, oltre che da soggetto di pianificazione strategica a livello territoriale? canali istituzionali e politici, attraverso il coordinamento delle azioni esterne che arrivano dai possibili stakeholder. E dalla prima riunione è emerso che tanti tra i soggetti partecipanti hanno già in mente idee che ben si sposano con i nostri intenti: continuiamo su questa strada nell?ottica di una stretta collaborazione per il bene di Grosseto. Siamo inoltre pronti a coinvolgere anche la provincia in questo progetto, nel caso questo sistema di lavoro possa contribuire a sostenere la crescita dell?intero territorio». A coordinare il Nucleo fenice sarà il segretario comunale Luca Canessa, mentre ogni tavolo operativo avrà un suo moderatore. Ecco l?organizzazione dei singoli tavoli: settore agro-industriale-alimentare (che fa capo al sindaco Vivarelli Colonna), mondo professionale che riunisce gli ordini professionali (assessore Fabrizio Rossi), mondo del lavoro con i sindacati (assessore Giacomo Cerboni), sviluppo economico con gli istituti di credito e la Camera di commercio (assessore Giacomo Cerboni), attività produttive e commercio (assessore Riccardo Ginanneschi), infrastrutture ed edilizia con Ance e le associazioni (assessore Riccardo Megale), turismo (assessore Luca Agresti). Nelle scorse settimane si sono svolte diverse riunioni dei tavoli operativi. Al termine, verrà redatto un documento di sintesi dell?attività, che diventerà oggetto di approfondimento della pros- 34 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Antonfrancesco Vivarelli Colonna sima riunione generale già programmata per martedì 12 maggio. La riunione settore agro-industriale-alimentare «La prima riunione del Tavolo ? spiega Vivarelli Colonna ? è servita ad affrontare il delicato tema della ripresa del settore agro-industriale-alimentare sia legato all?aspetto prettamente agricolo, che a quello della commercializzazione dei prodotti e turistico-rurale. L?Amministrazione comunale ? con il supporto del servizio Gestione del territorio ? è pronta a implementare l?informazione rivolta agli operatori del settore e relativa alle opportunità che il nuovo Piano operativo del Comune di Grosseto potrebbe portare anche per questa categoria con particolare riferimento all?attività di agricampeggio e agri camper. Auspicabile anche lo snellimento delle procedure per la Scia agrituristica. Altra proposta avanzata nel corso della riunione è stata la nota di sollecito che il Comune è pronto ad inviare alla Regione Toscana perché possa nel più breve tempo possibile sbloccare le erogazioni della Pac 2019 da parte di Artea per quelle aziende che sono state oggetto di sorteggio di controllo per la verifica delle congruità delle superfici aziendali. Analogo approccio anche per la premialità nel settore zootecnico, considerato che è ancora in corso la determinazione dei premi relativi. Tra gli spunti di riflessione anche la necessità di rimodulare il PSR, in particolare la segnalazione di alcune valide opportunità che potrebbero arrivare dalla Regione: Finanziamento sul territorio comunale di progetti pilota per la realizzazione di campi prova per la tecnica della subirrigazione; Finanziamento sul territorio comunale della Misura 11 agricoltura biologica-mantenimento al fine di affrancare definitivamente tali realtà produttive; Finanziamento sul territorio comunale di un progetto pilota relativo alla sperimentazione di tecnologie tecniche e buone pratiche colturali al fine di limitare il disagio olfattivo derivante dall?esercizio di impianti di produzione di e.e. da fonti rinnovabili (biogas)». «L?Amministrazione comunale è inoltre intenzionata ? aggiunge Vivarelli Colonna ? a una intermediazione finalizzata ad una possibile unione d?intenti tra la grande distribuzione e i piccolo presidi territoriali, per cui si è aperto un primo confronto proprio per la valorizzazione del prodotto locale. Ricordo che è aperto fino al 29 giugno il Bando per la gestione del nuovo Polo Agroalimentare della Provincia di Grosseto». «Ho affrontato anche il tema della lettera dei caseifici sulle sorti delle attuali produzioni delle aziende locali: siamo a disposizione - per questa categoria e le altre - a trovare soluzioni che valorizzino il prodotto locale sia nei piccoli esercizi sia delle grandi distri- ???? Nelle scorse settimane si sono svolte diverse riunioni dei tavoli operativi. Al termine, verrà redatto un documento di sintesi dell?attività, che diventerà oggetto di approfondimento della prossima riunione generale già programmata per martedì 12 maggio buzioni. A questo proposito sono già state gettate le basi per creare i contatti tra le varie realtà interessate. Accolgo anche la richiesta di fare pressione per attivare i voucher per andare incontro alle esigenze occupazionali del mondo agricolo: questo permetterebbe di far lavorare i nostri giovani che al momento sono fermi dalle altre attività». L?incontro con gli istituti di credito Successivamente sono stati incontrati gli istituti di credito che operano sul territorio di Grosseto, in vista della convocazione del Tavolo sullo Sviluppo economico. «Le banche ? spiegano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l?assessore al Bilancio Giacomo Cerboni ? ci hanno garantito che ci sono, ci saranno e faranno il loro ruolo sia per le aziende sia per le famiglie, e ovviamente hanno assicurato massima collaborazione con l?Ente comunale. Intanto la sospensione delle rate e dei mutui è già una prima risposta. Gli istituti di credito sono anche alle prese con la revisione e ristrutturazione delle formule di credito già esistente. Ci sono ovviamente delle regole e dei presupposti da rispettare anche in base allo stato dell?emergenza. C?è infatti molta confusione ? come confermato dai rappresentanti degli istituti di credito ? sull?accesso alle agevolazioni e ai finanziamenti, che sono veri e pro- pri finanziamenti e non risorse a fondo perduto. Come tali richiedono degli impegni. I consorzi Fidi possono essere uno strumento utile in questa emergenza. Molto importante è quindi sensibilizzare le imprese e i commercialisti che seguono le seguono sui passi che faranno, così come la gestione delle associazioni di categoria: c?è da gestire l?emergenza ma anche la ricostruzione. Su questo punto l?Amministrazione comunale si è detta disponibile a coordinare questo processo con delle riunioni private. Particolare attenzione per il sociale: valutiamo la possibilità di soluzioni di accessi al micro-credito per le nuove povertà, con l?intervento di garanzia da parte del Comune con effetto moltiplicatore da parte degli istituti di credito». Il tavolo del turismo Quindi è stata la volta del Tavolo del Turismo, svoltosi alla presenza anche degli operatori del Settore culturale. «C?è un grande sentimento di incertezza da parte della categoria turistica sui tempi e sulle modalità di riapertura. Il Comune di Grosseto ? commentano il vicesindaco Luca Agresti ed il sindaco di Antonfrancesco Vivarelli Colonna ? ha dato massima disponibilità alle associazioni per districarsi nel miglior modo possibile, anche a livello tecnico, tra le disposizioni legate alle riaperture. Un supporto arriverà dagli uffici comunali. L?attenzione si concentrerà ? tra le altre cose ? su un piano integrato di promozione turistica e marketing territoriale di respiro nazionale, con una strategia su cui lavorare in questo momento in vista della ripresa». Il Tavolo della comunicazione Il Nucleo Fenice ha aperto le porte anche al mondo della comunicazione: diversi i soggetti che hanno aderito all?appello teso a creare una strategia di rilancio anche nel campo del marketing territoriale. «Sono fiero ? sottolinea il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ? della risposta dei comunicatori maremmani, che hanno aderito al progetto del Tavolo della comunicazione con grande entusiasmo e mettendosi a disposizione del nostro progetto di rilancio dell'economia. Un'altra grande dimostrazione del gran cuore grossetano. Questi professionisti ci stupiranno con la loro creatività e avranno il compito ? difficilissimo ma altrettanto affascinante ? di raccontare la nostra Maremma che, come la Fenice, rinasce dalle ceneri attraverso video, grafica, foto, immagini! Ci aspettiamo grandi cose!». Nel prossimo numero daremo spazio alle sintesi dei diversi Tavoli e al documento conclusivo e riepilogativo che sarà presentato come detto il prossimo 12 maggio. PRIMO PIANO ? VIVI ? 35 VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS: TURISMO Il turismo maremmano in ginocchio: danni per milioni di euro. È crisi nera! DI CELESTINO SELLAROLI Agriturist Grosseto Quasi 10 milioni di euro e 240mila presenze in meno per Pasqua, 25 aprile e per il primo maggio. A tanto ammonta il danno nel settore agrituristico della maremma al tempo del Coronavirus. La denuncia è quella di Saverio Bazan, presiedente di Agriturist Grosseto, componente di Confagricoltura, che parla di una vera e propria catastrofe in arrivo per queste aziende agricole per le quali l?agriturismo, sebbene attività connessa a quella agricola, rappresenta una componente fondamentale per il reddito. ?Come è facile intuire ? spiega Bazan ? il danno che le nostre aziende registreranno fino a giugno è totale, con la mancanza di incassi del 100%. La Pasqua, il 25 aprile e il primo maggio sono per noi le basi, nonché elemento 36 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 fondamentale per la partenza della stagione, che nella nostra zona è oramai ristretta ad un arco di quattro, cinque mesi al massimo. È una situazione irreale, vedere in questi giorni i nostri agriturismi completamente vuoti, e stringe il cuore non poter neppure completare i lavori cui usualmente sono oggetto in questo periodo, al fine di accogliere al meglio gli ospiti?. Bazan inizia a snocciolare le cifre di questa ecatombe. In provincia di Grosseto sono circa 1.200 le strutture agrituristiche le quali, supponendo di avere una capacità media di 10 posti letto ciascuna, in 20 giorni di lavoro da qui a giugno, avrebbero portato sul nostro territorio circa 240mila presenze turistiche, con un incasso stimabile in 9,6 milioni di euro, ossia una cifra dagli 8 ai 9mila euro per impresa agricola. ?Dopo alcune stagioni altalenanti, questa primavera ? spiega il presidente di Agriturist Grosseto ? aveva tutti i presupposti per essere positiva, con prenotazioni in crescita e con permanenze per periodi abbastanza lunghi, che non si vedevano da tempo. La cosa che preoccupa adesso, mal digerita la perdita primaverile, è la stagione estiva che inizia ad essere intaccata, con giugno completamente cancellato e luglio a rischio?. Sul tema aiuti il presidente Bazan non ha dubbi. ?Per le misure sul sostegno al reddito degli imprenditori, delle loro aziende e dei dipendenti, sentiamo parlare solo di slittamenti, di rinvii e di scadenze che comunque sono molto onerose. È chiaro che queste misure, di Botta clamorosa per il comparto turistico maremmano che accusa perdite ingenti sia nell?alberghiero che nell?extra-alberghiero. Il settore agrituristico nel nostro territorio ha visto annullare il 100% delle prenotazioni per la primavera con quasi 10milioni di mancati incassi e 240mila presenze turistiche in meno. E ora è a rischio anche la stagione estiva? Cala Violina (Scarlino) fronte alla prospettiva di un fatturato che per tutto l?anno rischia di essere prossimo allo zero, potrebbero essere non sufficienti. Mi riferisco ai pagamenti diretti verso il fisco, alla previdenza e agli impegni bancari. Confagricoltura con Agriturist stanno portando avanti, presso tutti i livelli istituzionali, una attività sindacale e di rappresentanza molto intensa, affinché le nostre istanze siano trattate con somma urgenza. In questi giorni è in corso una discussione sui voucher che, soprattutto nell?ottica della stagione lavorativa che si prospetta, possono costituire un utilissimo strumento retributivo e contributivo, ed essere restituiti al settore agricolo per il quale sono stati creati, prima che ad abusarne fossero stati altri. Insomma ? chiude il presidente di Agriturist Grosseto ?, quando torneremo a lavorare non sarà più possibile avere i medesimi oneri del passato, consapevoli dei sacrifici cui stiamo andando incontro. Sacrifici che da professionisti dell?agricoltura siamo abituati ad affrontare. Per questa ragione pretendiamo che altrettanto facciano Stato, Regione e Comuni, nel supportare il nostro settore?. Confartigianato Imprese Grosseto In tema di turismo balneare riportiamo anche le considerazioni di Confartigianato Imprese Grosseto che chiede al Governo di fare chiarezza sul futuro delle imprese legate a questo comparto affinché possano essere accompagnate in questo complesso periodo normativo ed economico verso una ripartenza cer- ta e improntata ad una soddisfazione dei propri clienti e delle proprie aspettative. ?Anche se giudichiamo positivamente la decisione del Governo di consentire ai proprietari dei bagnetti di poter accedere alle strutture per iniziare i lavori di manutenzione necessari dopo mesi di chiusura, ora è fondamentale sapere in tempi celeri quali saranno le linee guida necessarie per essere a norma e per affrontare questa anomala, ma imminente, stagione estiva?. A parlare è Attilio Ganozzi referente di Confartigianato Imprese Grosseto del settore. ?Voglio essere positivo e voglio credere che se non si perde tempo prezioso ? precisa Ganozzi ?, non tutto è perso. La riapertura di fatto è il problema minore: basta aprire l?ingresso, pianta- PRIMO PIANO ? VIVI ? 37 VIVI re gli ombrelloni, posizionare sedia e sdraio e siamo pronti; ciò che invece dobbiamo sapere è come affrontare la parte gestionale. Il nostro settore è stato oggetto di bufale che sicuramente non giovano a chi deve mettersi a norma, per questo sarebbe opportuno fare subito chiarezza. Lo chiediamo per attivarci, per poter dare delle risposte ai clienti e ai nostri dipendenti che vivono momenti di apprensione. Inoltre non è ancora chiaro cosa succederà dopo il 3 maggio e non sappiamo come sarà la cosiddetta ?fase 2?. La nostra speranza è di poter riaprire gli stabilimenti con l?inizio dell?estate, in modo da non perdere del tutto la stagione balneare che è, almeno in parte, compromessa. Oltre alla certezza che avremo spese ingenti a fronte di mancati guadagni, dobbiamo capire come conciliare la sicurezza sanitaria senza privare i nostri clienti di quel senso di serenità, convivialità e spensieratezza all?aria aperta, che cercano quando vengono al mare. Il nostro lavoro, proprio per la sua conformazione, necessita di essere regolamentato con attenzione e lungimiranza; la nostra richiesta non vuol mettere ulteriore pressione alle istituzioni in un momento già difficile, ma soluzioni non ben ponderate, decreterebbero la fine di un settore che tanto ha dato, e che tanto può continuare a dare al nostro territorio. Gli ultimi decreti ci consentono di avviare la manutenzione necessaria, la rimozione di materiale ligneo che si è depositato sulle spiagge e la messa in sicurezza della costa; ora ? conclude ? proprio per il ruolo importante che 38 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Rocchette (Castiglione della Pescaia) Foto Giancarlo Gabbrielli ???? Attilio Ganozzi (Confartigianato Imprese Grosseto): ?Voglio essere positivo e voglio credere che se non si perde tempo prezioso, non tutto è perso. La riapertura di fatto è il problema minore: basta aprire l?ingresso, piantare gli ombrelloni, posizionare sedia e sdraio e siamo pronti; ciò che invece dobbiamo sapere è come affrontare la parte gestionale? abbiamo in termini di offerta turistica, chiediamo al Governo di attivarsi tempestivamente per consentirci di poter lavorare nelle migliori condizioni possibili con l?obiettivo di prevenire altre emergenze e questo a vantaggio di tutto il sistema?. Assocamping Confesercenti Sempre nell?ambito del settore turistico stagionale una profonda crisi sta attraversando anche il mondo dei campeggi e dei villaggi turistici, mondo ? così come afferma Bernardo Pesciullesi di Assocamping Confesercenti ? che deve ancora decidere se aprire o meno nei prossimi mesi estivi. «Si prospettano ? sottolinea Pesciullesi ? due scenari possibili. Nel primo, ormai persi i flussi previsti per Pasqua e i ponti di aprile e maggio, si può prevedere una riapertura, nella migliore delle ipotesi, da metà giugno. E già questo fa sorgere dubbi per molte imprese se può valer la pena o meno riattivare una struttura che comporta investimenti, manutenzione, personale e costi elevati di gestione per un periodo così breve da non essere sufficiente a coprire nemmeno le spese fisse». «Nella seconda ipotesi, quella più negativa, si paventa l?obbligo alla non riapertura in quanto campeggi e villaggi vengono intesi come luoghi di assembramento e come tali difficilmente potrebbero garantire le adeguate misure di contenzione richieste. In quest?ultimo caso, ovvero saltare una stagione, per molti vorrebbe dire non riaprire mai più». «Il Governo ? prosegue Pesciullesi ? da un lato deve adottare misure economiche per salvare un intero settore, dall?altro servono azioni per potersi rimettere in moto il prima possibile e salvare almeno in parte una stagione che si presenta comunque drammatica. In entrambi gli scenari ipotizzati è chiaro che le imprese turistiche non saranno in grado di sostenere il carico fiscale, tributario e contributivo ordinario. Sarà dunque necessario prevedere un annullamento, o una forte riduzione, di tali oneri come Imu, Irap, Tari, costi accessori delle utenze. Su questo stiamo lavorando a tutti i livelli, ma prima di tutto deve essere lo Stato ad adottare provvedimenti specifici perché tali richieste non siano vane». «Altro aspetto completamente tralasciato dall?ultimo decreto ? aggiunge Pesciullesi ? è quello degli affitti su cui insistiamo con forza e per il quale dovranno essere adottate misure specifiche (ad esempio incentivi fiscali ai proprietari) che aiutino la necessaria rinegoziazione dei canoni di locazione in funzione del mancato fatturato. L?altra urgente e lecita richiesta è di prolungare la moratoria di mutui, leasing e finanziamenti in essere con banche ed istituti finanziari, condizioni che sono proprie di quasi tutte le imprese ricettive, per almeno 18 mesi. Infine, ma non ultima per importanza, è la tutela dei dipendenti che in molti casi non rientrano nelle agevolazioni dei recenti decreti e per tutti quelli ancora non assunti a causa dell?emergenza improvvisa che si è andata a creare». «Per quanto riguarda l?altro aspetto dovremo aspettarci uno scorcio di sta- ?Turismo al collasso, a rischio il 13% del pil e il 20% della forza lavoro? Lettera aperta di Mario Malerba, imprenditore del turismo alle istituzioni: ?C?è bisogno di sostegno immediato alle persone, asset strategico e cuore pulsante del nostro settore, un popolo di 7.880.000 elettori!? ? Apprezzo gli interventi e le lettere aperte dei più importanti imprenditori e delle associazioni di categoria del turismo: le nostre aziende stanno affrontando l?inimmaginabile. Rispetto ad altri settori merceologici, le imprese turistiche sono poco capitalizzate, a causa della bassa marginalità, dell?alto livello di concorrenza e della struttura verticale del mercato di intermediazione: non hanno patrimonializzato e non sono strutturalmente predisposte a superare una crisi pandemica come quella che stiamo vivendo. Il mercato italiano del turismo, salvo poche e conosciute Società, è costituito da microimprese che spesso non hanno voce: nel solo comparto delle agenzie di viaggi si contano 40.000 addetti polverizzati in circa 9.000 realtà tra agenzie di viaggi con singole partite IVA, network con sedi centrali e filiali e, ultima tendenza, Personal Travel Agents, ovvero professionisti che prestano i loro servizi di consulenza in smart working. Anche tra i tour operator c?è molta dispersione, con circa 120 aziende per un totale di 8.500 lavoratori. Alberghi e ristoranti sono per la maggior parte a gestione familiare: i ristoranti, ad esempio, sono 40.000 per un totale di 400.000 addetti. La situazione non cambia sul fronte delle imprese specializzate in eventi, incentive e business travel, che nel 2018 hanno realizzato un totale di 421.503 eventi e spesso sono società di persone con pochi dipendenti. Persino nel settore dell?incoming, che fino all?anno scorso ha convogliato in Italia milioni di stranieri, si osservano centinaia di piccole aziende. L?intento di questa lettera aperta è sottolineare che tutte le persone, gli imprenditori e i lavoratori che operano nel settore turistico, in base alle statistiche, rappresentano una variabile compresa tra il 15% e il 20% della forza lavoro italiana e producono un giro d?affari che rappresenta il 13% del PIL. Queste persone hanno bisogno di un sostegno immediato: giorni e mesi di inattività porteranno a chiusure, licenziamenti, fallimenti. Il Governo non può limitarsi a cure palliative: la cassa integrazione e gli altri interventi adottati nei DL emanati sino ad oggi rappresentano dei piccoli passi, ma adesso si deve immettere immediatamente liquidità a lungo termine a tasso zero, prorogando il pagamento di tasse, contributi, mutui e altre spese almeno di un anno, come suggeriscono le proiezioni elaborate dagli analisti economici. La politica tutta deve muoversi per sostenere il turismo: serve un tavolo tecnico con i ministeri interessati, i rappresentanti di tutte le categorie e le banche. Se si lasciano alla deriva tutte queste persone, non si rischia solo il collasso di un comparto economico, si rischia il collasso del Paese: il turismo, infatti, ha forti ripercussioni sull?immagine e sulla tenuta stessa del Sistema Italia. Gli operatori che si occupano di incoming, portando gli stranieri in Italia agevolano e promuovono il Made in Italy nel mondo, così come gli addetti del business travel sono la chiave strategica delle nostre esportazioni. Anche chi opera nell?outgoing gioca un ruolo di primo piano, perché permette ai cittadini del mondo di incontrare gli Italiani e di scoprire la loro innata empatia che, mi sento di dire, è il motore di tutto il nostro sistema import/export! Aggiungo che i professionisti del turismo sono prima di tutto persone che una domenica di un certo giorno, mese, anno si recheranno alle urne? un popolo stimato di 7.880.000 elettori, considerando anche l?indotto, su 50 milioni di aventi diritto al voto! La mia lunga esperienza nel turismo mi ha insegnato a combattere soprattutto per le giuste cause. Non chiedo niente per me, ma porto avanti con forza e attraverso ogni canale possibile il mio messaggio, che è comune a quello di tanti imprenditori del settore: se non si salva subito la filiera produttiva del turismo, che è una delle più importanti in Italia come numeri e come immagine, il Paese intero non ce la farà?. Mario Malerba da trentotto anni è alla guida di catene alberghiere, reti di agenzie di viaggi e altri marchi di successo del turismo che hanno accompagnato più volte le vacanze e le trasferte di lavoro degli Italiani. Oggi coordina Team Valore, un gruppo di 200 agenzie di viaggi distribuite sul territorio nazionale, ma, soprattutto, è una voce autorevole e priva di ogni vincolo o legame istituzionale, pronta a lanciare un grido di dolore per il comparto, che da qualche settimana si trova a fronteggiare una crisi senza precedenti. PRIMO PIANO ? VIVI ? 39 VIVI ???? Rete d?Imprese H3 Amiata (www.bookingamiata.com): ?Facciamo presto. L?anno 2020 è ormai economicamente irrecuperabile; scoprire il giorno prima della fase 2 come dovremo adeguare le nostre strutture sarà il colpo di pistola alla tempia!? Nella foto uno scorcio di Maremma vista da Montenero d?Orcia (Castel del Piano) gione estiva senza stranieri, con un flusso turistico prevalentemente toscano e dalle regioni limitrofe. Ma chi vorrà, e chi potrà permetterselo malgrado la crisi economica che non sta risparmiando nessuno, venire in vacanza dopo un periodo di rinunce così difficile e prolungato dovrà trovare strutture pronte all?accoglienza». «Per questo ? conclude Pesciullesi ? chiediamo con forza di poter riaprire le nostre strutture quanto prima, facendo capire che campeggi e villaggi non rappresentano un pericolo per la salute pubblica ma anzi, una possibilità di vacanza all?aria aperta salutare e sicura». Rete d?Imprese H3 Amiata Dando uno sguardo alla situazione del comparto turistico del Monte Amiata, alle considerazioni circa le perdite si aggiungono le forti preoccupazioni per il dopo emergenza. Di questo si fa portavoce la Rete d?Imprese H3 Amiata (www.bookingamiata.com) che fotografa una situazione assai delicata. «In questo momento ? si legge in una nota ?, molti imprenditori si sono ritirati in casa e forse, come Noi, hanno troppo tempo per pensare e le angosce stanno arrivando a livelli importanti. Chi dovrebbe rassicuraci, ci invita ad ?essere pronti alla ripartenza? o a ?preparare azioni per la ripartenza? e da pochi giorni ?essere pronti alla fase 2?. Questo lo stiamo facendo, la maggior parte degli imprenditori con cui ci confrontiamo come gruppo di lavoro di BookingAmiata (in prevalenza operato- 40 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ri del turismo) si sono concentrati nel mondo dei webinar (discussioni online) per aumentare la formazione e la conoscenza del settore o delle strategie di marketing. Stiamo quindi, proprio preparandoci alla fase 2. Negli ultimi giorni però si è fatto forte anche il dibattito su cosa ci aspetterà in questa fase 2, è di ieri la notizia che la Cina dopo un tentativo di ripartenza, deve di nuovo mettere il piede sul freno per evitare i contagi di ritorno o comunque mantenere il fattore R0 basso; per cui si sono fatte ipotesi di come si potranno condurre le nostre attività convivendo con la necessità di controllare il contagio. Prima di arrivare a fare fantasiose ipotesi (solo terrorismo mediatico) ? aggiunge la nota ? quello che chiediamo con forza è che si eviti di decidere con lo stesso tempismo dei famigerati DPCM governativi! L?anno 2020 è ormai economicamente irrecuperabile, scoprire il giorno prima della fase 2 come dovremo adeguare le nostre strutture sarà il colpo di pistola alla tempia! Facciamo degli esempi circolati sui media. Immaginatevi un ristorante che dovrà dimezzare i coperti per la distanza sociale, ma immaginatevi anche l?adeguamento della cucina (perché la distanza vale anche per i lavoratori), immaginate i nuovi registri delle pulizie, e nei servizi turistici, immaginatevi i pulmini degli autonoleggi (nove persone?), le escursioni di gruppo, i servizi termali, nei dehor si potranno utilizzare spazi all?aperto? Il wedding o le cerimonie? Dovremo misurare la temperatura ai clienti? Bene! Non aspettiamo oltre, Associazioni di Categoria, Azienda USL, Amministrazioni, Dipartimenti Regionali, convocate dei tavoli e discutetene! Tracciamo delle linee comuni; non rispondeteci ?eh si! ma è troppo presto non si sa? perché poi sarà troppo tardi! Il nostro obiettivo ? conclude la nota di Rete D?Imprese H3 Amiata ? è iniziare una nuova era, l?era Sostenibile, dove l?uomo produrrà relazioni, rispetto, crescita e non solo reddito ad ogni costo. E ritorneremo ad essere ospiti del mondo e non zozzi e maleducati inquilini, a ?passare sulla terra leggeri?. Perché ?Nessuno si salva da solo? Cit. Papa Francesco». Comune di Monte Argentario Sulle prospettive dell?imminente stagione estiva interviene anche Francesca Ballini, assessore al turismo e commercio del Comune di Monte Argentario. ?Dopo l?iniziale paura di dover rinunciare alla prossima stagione estiva, l?ottimismo e la voglia di ripartire si riaffacciano a Monte Argentario, in quanto i dubbi sulla stagione 2020 che ci hanno assalito durante il lockdown iniziano a diradarsi e qualche speranza di poter riaprire le porte al turismo si sta facendo più concreta. Quando ancora tante attività sono in attesa di riaprire, la voglia di ripartire è tanta. Ovviamente, durante tutta questa stagione, il contenimento del virus, il rispetto delle norme igienico-sanitarie e l?aiuto a famiglie e aziende in difficoltà ? spiega l?assessora ? saranno gli obiettivi principali per l?amministrazione. Ma quale migliore aiuto ci può Turismo, la bella notizia si chiama... ?L?Amiata chiamò? In mezzo alle tante criticità che il Coronavirus si è portato dietro esistono anche delle belle notizie. Una di queste è il progetto ?L?Amiata chiamò? ideato e coordinato da Luisa Colombini che va nella direzione del fare gruppo, quanto mai utile soprattutto in periodi critci come questo... ? L?Amiata chiamò? non si ferma più. Si è ormai trasformata in un vero e proprio progetto di rinascita e divulgazione culturale della Montagna incantata l?idea di Luisa Colombini, coordinatrice del Sistema Museale Amiata, di aprire le porte chiuse dei musei, delle esposizioni dei castelli e delle ville, delle biblioteche, delle librerie, aprirle con la magica chiave delle iniziative e delle invenzioni di un gruppo sempre più nutrito di ricercatori, storici, artisti, collezionisti, appassionati e cultori delle narrazioni amiatine. E si sono intrecciati frammenti di passioni diverse che insieme danno l?anima e la linfa alla Montagna: ha aperto al pubblico la sua collezione di minerali, Gaetano Pedone, ha raccontato di arte e letteratura Giombattista Corallo, hanno recitato poesia e storie d?Amiata Renzo Rossi, Roberto Magnani e Adriano Crescenzi, è andato in scena un intermezzo teatrale scritto da Marco Farmeschi, e ha costruito una lezione sui dialetti locali, Alessio Gennari. In un pugno di giorni si è organizzato il lancio quotidiano di post, di ?pillole culturali? e soprattutto di brevi video nei quali si racconta, si recita, si narrano storie, eventi, leggende e luoghi dell?Amiata. Questo caleidoscopio culturale ha quindi preso forma in modo dirompente, con narratori sempre diversi ma con il comune denominatore di raccontare una o più sfumature e curiosità della Montagna incantata. Il primo post pubblicato con l?hashtag #lamiatachiamò è uscito il 27 marzo scorso. Da quella data fino oggi, ogni giorno viene pubblicato un contributo video o post (foto più testo) sulla pagina facebook e Instagram del Sistema museale Amiata. I contributi arrivano alla coordinatrice del sistema museale che li gira all?operatore multimediale, Alessio Lanza che provvede al montaggio con la copertina e la grafica studiata per il progetto. I post vengono condivisi e grazie a questa operazione, che è la forza dei social, si superano ampiamente le 2000 visualizzazioni per ciascuno di essi. L?Amiata chiamò è in definitiva una vera e propria ?distrazione culturale? che attraverso i social intrattiene i curiosi delle storie ed i visitatori delle varie arti che vi si narrano e le quotidiane visite virtuali accrescono la conoscenza di cultura amiatina a tutto tondo. Il gruppo ha come target una platea vasta, che va da un pubblico appassionato di arti, ai collezionisti, agli amanti delle poesie e dei racconti di genere, ai cultori di teatro e di tradizioni popolari e arriva anche ai bambini attraverso il racconto di storie, leggende e fiabe dell?Amiata. L?Amiata chiamò si propone, insomma, di essere il magico caleidoscopio in cui le colorate schegge di una millenaria vocazione culturale si ricompongono a creare segrete sfaccettature, magie, incanti che esistono da sempre e che per la prima volta il gruppo è riuscito a raccogliere insieme per mostrare la ricchezza di una cultura che vale la pena di conoscere anche sui più popolari canali social. ?La nostra forza ? spiega Luisa Colombini ? sta nell?essere riusciti finalmente a fare gruppo. Per questo, da L?Amiata chiamò potranno anche partire gli stimoli per le amministrazioni comunali o la stessa Unione dei Comuni per promuovere altri progetti culturali relativi ai beni storici artistici dei paesi dell?Amiata, come campagne di scavo, progetti di ripristino e restauro di beni immobili di valore storico. Siamo solo all?inizio di un percorso e se abbiamo aperto le porte chiuse dal Covid 19, ci chiediamo cosa potrà accadere quando le porte si riapriranno. Dovremo essere in grado di non disperdere e vanificare quanto messo insieme finora. Intanto godetevi i nostri video e scoprite insieme a noi quanto profuma di bello e misterioso la nostra Montagna?. Per seguire L?Amiata chiamò basta un like sulla pagina Facebook di Sistema museale Amiata e seguire su Instagram ?sitemamusealeamiata?. PRIMO PIANO ? VIVI ? 41 VIVI essere per le nostre attività se non la ripartenza del turismo, uno dei settori trainanti dell?economia dell?Argentario? Un turismo attento e sicuro che il territorio è pronto ad offrire. I primi segnali positivi iniziano ad arrivare: i nostri più fedeli frequentatori aspettano di poter tornare nelle loro case di vacanza all?Argentario, disposti a rispettare una quarantena iniziale prima di frequentare i nostri paesi. Anche un altro settore estremamente importante per la nostra economia sta dando segni di ripartenza: quello del turismo nautico. Tra l?altro sia gli yacht di maggiori dimensioni sia le piccole imbarcazioni da diporto riescono a soddisfare quelle che saranno le nuove disposizioni imposte dall?emergenza sanitaria. Gli yacht trasportano infatti poche persone tra passeggeri ed equipaggio e sono facilmente sanificabili e le piccole imbarcazioni, sia di proprietà che a noleggio, possono consentire ai nuclei familiari il piacere del turismo balneare senza creare assembramenti sulle spiagge. Inoltre, non essendo l?Argentario una meta turistica di massa e avendo avuto la fortuna di essere stato toccato solo marginalmente dal coronavirus, potremmo sicuramente essere una meta ideale per l?estate 2020 e recuperare così quella stagione che sembrava ormai persa. Prenotazioni negli alberghi, richieste di ville appartamenti in affitto stanno arrivando, nella speranza che per i mesi più caldi di luglio e agosto l?emergenza ci dia la possibilità di muoverci con più libertà. Laddove ci fossero le condizioni e ce ne fosse data la possibilità a livello sanitario, bisognerebbe organizzarci tra amministrazione, associazioni e privati per un allungamento della stagione, e aiutati dal clima spesso ancora mite e piacevole, rendere i mesi di ottobre e novembre e ? perché no? ? anche il Natale, attraenti per i possibili turisti. Indubbiamente occorrono professionalità, competenza e buona volontà, ma queste doti non mancano certo all?imprenditore locale e a tutta la popolazione argentarina. E allora incrociamo le dita e rimbocchiamoci le maniche, restiamo in attesa di tutti gli ospiti che vorranno e potranno venire a trovarci, naturalmente nel rispetto delle norme sanitarie, dell?ambiente e del territorio?. 42 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Turismo, i sindaci dei comuni g20s chiedono al Governo interventi urgenti oppure sarà il fallimento I 23 sindaci delle più importanti destinazioni balneari d?Italia, che comprende anche Castiglione della Pescaia, hanno lanciato l?allarme sulla prossima stagione turistica e più in generale sui bilanci presenti e futuri dei rispettivi comuni. Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione della Pescaia: «Rimodulazione del Fondo di solidarietà e protocolli sanitari certi per ?salvare? la prossima stagione turistica» D all?ultimo incontro del tavolo permanente del G20s, che si è tenuto nei giorni scorsi in videoconferenza, i 23 sindaci delle più importanti destinazioni balneari d?Italia, che comprende anche Castiglione della Pescaia, hanno lanciato l?allarme sulla prossima stagione turistica e più in generale sui bilanci presenti e futuri dei rispettivi comuni. Per sollecitare risposte è stata inviata una lettera ufficiale, a firma dei primi cittadini, al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte dove chiedono con forza che ci sia un?attenzione particolare sul settore del turismo balneare, considerando che sarà il primo a partire e farà da apripista a tutto il sistema turistico. «L?attuale emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Coronavirus ? spiega il primo cittadino di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani ? ha immediatamente generato gravissimi impatti economici sui bilanci degli enti locali, in particolare, sulla tenuta finanziaria a causa dei maggiori costi che si stanno sostenendo e dovranno essere sostenuti nonché del crollo delle entrate conseguenti al blocco di gran parte delle attività economiche». «In periodi normali saremmo già in ?stagione turistica? a poco più di un mese ?stagione balneare? ? ricorda Farnetani ? ma non ci sono ancora certezze sulla ripartenza, quando, e soprattutto, come. Non sono ancora chiare le modalità di gestione delle spiagge e dei servizi turistici e dal Governo non arrivano indicazioni certe». «Le già prevedibili future criticità ? prosegue il sindaco di Castiglione della Pescaia ? non trovano ancora azioni fortemente incisive o certe per assicurare la continuità di molti servizi essenziali, tanto che le amministrazioni comunali rischiano così di rimanere senza risorse in un momento gravissimo per la tenuta sociale del Paese e delle singole comunità». «L?attività economica prevalente svolta nei comuni del G20s ? aggiunge Farnetani ? è quella turistica esercitata in forma stagionale e pertanto gli impatti economici della crisi da una parte sono rilevantissimi già nell?immediato e dall?altra persone e imprese Castiglione della Pescaia Foto Giancarlo Gabbrielli Castiglione della Pescaia dovranno attendere un periodo ancora più lungo per poter beneficiare della ripresa. Le richieste avanzate al Governo vanno dall?istituzione di un fondo a sostegno dei comuni di almeno 5 miliardi, così come da proposta Anci dello scorso 11 aprile. Dare vita a un fondo straordinario di almeno 500 milioni per le amministrazioni comunali che si trovano ad avere un risultato negativo del Fondo di solidarietà comunale, azzerando il saldo negativo o in alternativa l?abbattimento del 70% di tale importo». Nel documento inviato dai sindaci del G20s all?esecutivo c?è anche la richiesta di anticipare al 2020 le risorse previste nel bilancio dello stato per la dotazione del Fondo di solidarietà comunale, in particolare i 200 milioni di euro nel 2021, i 300 nel 2022 e 330 nel 2023, aumentando così la dotazione del fondo di 830 milioni. L?istanza dei primi cittadini costieri contiene pure la riduzione della percentuale quota di accantonamento del Fondo crediti dubbia esigibilità prevista per i bilanci di previsione di quest?anno e la possibilità di utilizzare interamente l?avanzo di amministrazione vincolato e consentire ai comuni di attivare e mantenere servizi legati all?emergenza coronavirus o comunque essenziali ai fini della coesione sociale e della ripresa delle attività locali attraverso trasferimenti di risorse dallo Stato alle amministrazioni comunali. «Nella lettera inviata al premier Conte e ai ministri economici ? dice Farnetani ? abbiamo avanzato la richiesta di conferirci, in qualità di sindaci, i poteri necessari per operare con la massima celerità e prontezza per velocizzare le opere più importanti e la ripartenza dei cantieri attraverso uno snellimento ed una sburocratizzazione di tutti i procedimenti amministrativi e la presenza di un rappresentante autorevole, con competenze sul settore turistico, nella task force prevista dal Governo per ?progettare? la fase 2 del post emergenza sanitaria». «Sulla sicurezza e la tutela della salute dei turisti ? sottolinea il sindaco Giancarlo Farnetani ? degli operatori turistici, dei lavoratori e dei cittadini delle destinazioni balneari, tenuto con- to dell?imminente avvio della stagione turistica estiva e l?attuale stato di indeterminatezza delle procedure da avviare, vorremmo la predisposizione di un protocollo sanitario, che indichi in maniera univoca e certa procedure da adottare nell?intero territorio nazionale». «Su queste richieste sarà forte la pressione di tutti noi sindaci ? rivela il primo cittadino del centro turistico ? e non soltanto quelli che fanno parte del G20s, ma anche degli altri 531 primi cittadini italiani che si trovano le entrate Imu decapitate dallo Stato». «È ora ? conclude Farnetani ? che l?Associazione nazionale dei comuni italiani e il Governo tengano di conto le nostre richieste perché su questi obbiettivi siamo disposti a mettere in campo azioni eclatanti a difesa delle nostre collettività». Nei giorni scorsi il Consiglio Comunale si era espresso approvando all?unanimità un documento contenente queste richieste e già molti consigli comunali e Giunte in tutta Italia si sono unite a sostegno dell?iniziativa partita da Castiglione della Pescaia. PRIMO PIANO ? VIVI ? 43 VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS: AGRICOLTURA Consumiamo prodotti italiani. L?appello di Confagricoltura e CIA Grosseto ?Consumiamo italiano. Sostieni l?Italia, sostenendo chi la sostiene?. L?appello dei presidenti toscani di Confagricoltura Neri, Tocchi, Folonari e Stassano cui si aggiunge anche quello dei vertici di CIA Grosseto che in questo momento di emergenza sanitaria invocano l?aiuto verso gli agricoltori, da parte dei consumatori, attraverso la scelta di prodotti locali garantiti e tracciati 44 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ? Mangia italiano, perché sai cosa consumi?. È questo l?appello lanciato dai presidenti di Confagricoltura di Grosseto, Attilio Tocchi, Livorno, Guido Folonari e Pisa, Alessandro Stassano, sostenuto e fortemente condiviso dal presidente regionale, Marco Neri, il quale si impegnerà a spingerlo nei tavoli regionali di discussione. Quella che i presidenti di Confagricoltura toscani hanno valutato, non vuole essere un richiamo autarchico ma semplicemente una valutazione oggettiva di quella che è, in questo momento, la realtà. ?Alla luce della emergenza Coronavirus ? spiegano ?, il solo settore produttivo pienamente attivo in tutta Italia è quello dell?agroalimentare che sta sostenendo sulle sue spalle la nostra economia. Ragione per cui, sarebbe logico che i consumatori tenessero in debito conto questo e si comportassero di conseguenza, adottando condotte consoni e adeguate alla gravità del momento e capaci di dare un sostegno fattivo all?intera filiera agricola nazionale che continuerà a produrre per loro, prodotti genuini e freschi?. ?Consumiamo prodotti italiani ? aggiungono i presidenti ?. Ci raccomandiamo di leggere attentamente le etichette e la provenienza di ciò che comprate. Valorizziamo di più le produzioni autoctone. Una azione deve impegnare tutta la filiera attraverso accordi interprofessionali?. ?La Gdo ? spiegano Neri, Tocchi, Folonari e Stassano ? oggi più di prima è l?unico volano per le nostre produzioni, ragione per cui chiediamo a queste aziende di commercializzare soprattutto prodotti toscani, tenuto conto della difficoltà di commercializzazione dentro un mercato sempre meno permeabile. Non è il momento di piangere, ma la situazione è tale che tutti ci dobbiamo impegnare affinché si superi questa grave condizione. Insomma ? concludono ?, vendiamo e consumiamo prodotto italiano. Sosteniamo il prodotto Italiano, perché si sostiene prodotto sano e al contempo si garantisce occupazione?. Sulla stessa falsariga è anche l?appello di CIA Grosseto che in questo momento di emergenza sanitaria auspica che i consumatori possano premiare gli agricoltori attraverso la scelta di prodotti locali garantiti e tracciati. ?L?emergenza sanitaria Covid-19 ci sta privando di molte cose a noi care, per questo, l?invito è di non allontanarci anche dalle nostre tradizioni: torniamo a mangiare locale, scegliamo prodotti della nostra terra, aiutiamo gli agricoltori che sono chiamati a uno sforzo maggiore per garantire i generi alimentari di cui abbiamo bisogno?. È l?accorato appello di Cia Grosseto che esorta tutti ad acquistare prodotti italiani. Un invito per aiutare l?agricoltura che in questi giorni è chiamata a garantire le nostre primarie necessità e che continua a garantirci la sicurezza alimentare. ?Il nostro non è solo uno slogan ? precisano i vertici di Cia Grosseto ? molte delle filiere erano in crisi prima dell?epidemia e oggi le difficoltà sono addirittura aumentate. A pesare sul comparto agricolo non solo l?emergenza sanitaria ma anche le bizzarrie climatiche, il repentino calo delle temperature che ha distrutto gran parte della nostra ortofrutta, per non parlare delle annose questioni legate alle difficoltà strutturali e infrastrutturali. Questioni che come un macigno si sono abbattute su un settore già in grave difficoltà. PRIMO PIANO ? VIVI ? 45 VIVI ???? L?auspicio è che i consumatori adottino condotte consoni e adeguate alla gravità del momento e capaci di dare un sostegno fattivo all?intera filiera agricola nazionale che in questa emergenza ha prodotto per loro, e continuerà a farlo, prodotti genuini e freschi Oggi ? sottolineano i rappresentanti della Confederazione grossetana ? possiamo dire che tutte le filiere sono pesantemente in affanno e che abbiamo bisogno per scongiurare il peggio dell?aiuto di tutti, GdO inclusa. Laddove non è ancora stato fatto, chiediamo ai supermercati un gesto di forte responsabilità che si traduca nella promozione di generi alimentari locali e Made in Italy. A tutti viene chiesto uno sforzo e noi invitiamo la grande distri- I buzione a non perdere questa occasione. Non è nostro compito impartire lezioni su come favorire il consumo di prodotti italiani ma sottolineare la loro genuinità, salubrità e tracciabilità può essere un buon punto di partenza. La psicosi Covid-19 ha messo in ginocchio i consumi, il turismo, la ristorazione, attività e botteghe, ora spetta a noi tutti il compito di sostenere la nostra filiera agroalimentare, da sempre un punto di forza dell?economia. Il virus ci ha fatto riscoprire, il ruolo essenziale degli agricoltori, persone che, sfidando i rischi del momento, continuano a lavorare per garantire cibo sano alle famiglie italiane. Ora è arrivato il momento di sostenerli; è arrivato il momento di acquistare prodotti locali che nascono e crescono in Italia. Un invito per tutelare la nostra salute e uscire tutti insieme vittoriosi da questa battaglia?. La bella notizia: con ?Maremma a domicilio? i prodotti locali arrivano a casa Si chiama ?Maremma a domicilio? ed è una bella iniziativa dei giovani agricoltori maremmani grazie alla quale le proprie produzioni vengono consegnate direttamente nelle case dei consumatori. Parte del fatturato destinato alla Croce Rossa giovani agricoltori uniti nel nome della solidarietà, mettendosi al servizio degli altri. Si chiama ?Maremma a Domicilio?, l?iniziativa che un gruppo dei soci di Anga Grosseto, l?Associazione Nazionale dei Giovani di Confagricoltura, ha creato al fine di far giungere i propri prodotti agricoli dalle aziende nelle case dei clienti, declinando il famoso slogan ?dal produttore al consumatore?. ?Il mondo agricolo ? spiega il presidente di Anga Grosseto, Francesco Neri ? nonostante questo momento difficilissimo ha continuato a lavorare, a stare in campo, anche rimettendoci, per mandare avanti il nostro paese e per consentire a tutti di poter consumare sempre prodotti freschi e di 46 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 altissima qualità, come solo i nostri agricoltori sanno fare. Questo è il momento di non abbandonare le nostre imprese e mai come adesso è importante mangiare italiano e in particolare maremmano. Per questa ragione e per facilitare al massimo l?acquisto, abbiamo organizzato un sistema di consegna a domicilio dei prodotti, il 10% del cui fatturato sarà destinato alla Croce Rossa per aiutare questa associazione a far fronte alla emergenza. Per questa cosa ? racconta ? devo ringraziare le aziende coinvolte: l?Azienda Agraria Villino e Tesorino, il Birrificio de? Neri, la Maremmana, Poggio Lecci, la Società Agricola Echi d?Etruria s.s., la Tenuta il Fontino e la Tenuta San Carlo?. Ma cosa è possibile comprare? Prodotti come farro, pasta di grani antichi, riso, formaggi di bufala, olio EVO, birra, vino. ?Di questi prodotti ? spiega Neri ? sono previste due consegne settimanali su Grosseto e zone limitrofe mentre per clienti che vivono altrove i pacchi verranno recapitati via corriere. Il pagamento può essere anticipato con bonifico o PayPal, mentre il pagamento può essere effettuato alla consegna con contanti o carta di credito?. Per informazioni basta andare sul sito www.maremmaadomicilio.wordpress.c om, oppure sulla pagina Facebook Maremma a Domicilio o inviare una mail a maremmaadomicilio@gmail.com. CIA Grosseto, bene le misure adottate per l?agricoltura, ma si poteva fare di più ?Emergenza coronavirus: bene le iniziative messe in campo dal Mipaaf ma chiediamo il rilancio di tutto il settore. Sono necessari interventi anche per il turismo?. Così CIA Grosseto in merito alle misure adottate a seguito dell?approvazione, in Conferenza Stato Regioni e Province autonome, del decreto attuativo della Legge di bilancio 2020 ? commentano il presidente e il direttore di Cia ? apprezziamo anche che 8 dei quali andranno al settore ovicaprino, un settore importante per la provincia di Grosseto e soprattutto per tutta la produzione ad esso collegata. Prendiamo atto dell?impegno verso il grano duro e a favore di quelle filiere che maggiormente si adattano alla possibilità di sottoscrizione di contratti di filiera necessari per stabilizzare i rapporti tra agricoltori e trasformatori. Anche se giudichiamo positivo il fatto che molte istanze fatte dalle associazioni di categoria sono state recepite, auspichiamo che a breve un prossimo decreto tenga in maggiore considerazione anche altri settori come il vino e l?olio. Soprattutto ? aggiungono i dirigenti Cia ? chiediamo un serio progetto di rilancio di tutto il settore. L?agricoltura anche prima dell?epidemia che ci ha travolti era in affanno e ora lo è ancora di più. Oggi più che mai serve, con urgenza, un programma a lungo termine per consolidare il Made in Italy, a livello nazionale ed anche internazionale e a tutela delle nostre produzioni di eccellenza. Chiediamo alla Ministra di attivarsi per rilanciare il turismo e l?enoturismo, settori strettamente connessi con l?agricoltura, magari con la costituzione di un tavolo permanente di confronto. Infine torniamo a ribadire che se si vuole che l?agricoltura possa continuare ad essere quel settore fondamentale, che oggi dimostra di essere, abbiamo bisogno di una semplificazione burocratica, di servizi snelli ed efficaci, dell?immediata erogazione dei premi dovuti, soprattutto abbiamo bisogno che la politica torni a confrontarsi con noi. Punti ? concludono Capecchi e Rabazzi ? che, da sempre chiediamo e che, purtroppo, non abbiamo visto nel decreto?. Foto Giancarlo Gabbrielli Come Cia Grosseto apprezziamo quanto messo in campo dal Mipaaf nel tentativo di contrastare gli effetti devastanti dovuti alla diffusione del coronavirus. Pur comprendendo le difficoltà del momento e visto il ruolo fondamentale e strategico che il settore primario oggi è chiamato ad assolvere, avremmo voluto però vedere uno sforzo maggiore verso il mondo agricolo che è in prima linea per garantire cibo sano alle famiglie italiane?. Il commento arriva dai dirigenti di Cia Grosseto, Claudio Capecchi ed Enrico Rabazzi, a seguito dell?approvazione, in Conferenza Stato Regioni e Province autonome, del decreto attuativo della Legge di bilancio 2020, che istituisce e dispone il riparto del Fondo per la competitività delle filiere agroalimentari. ?Bene i 30 milioni di euro stanziati, 15 per il 2020 e 14,5 per il 2021, destinati per la competitività delle filiere ? PRIMO PIANO ? VIVI ? 47 VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS: ENOLOGIA Enologia toscana, il settore vicino al collasso. Servono al più presto misure urgenti È un grido d?allarme accorato e quasi disperato quello che si leva all?unisono dal comparto enologico toscano per voce dei rappresentanti delle principali associazioni di categoria: Confagricoltura, Fedagripesca Confcooperative Toscana e A.VI.TO - Associazione Vini Toscani DOP e IGP. Tutti uniti in un coro che invoca urgenti misure per garantire la sopravvivenza delle aziende Foto Giancarlo Gabbrielli 48 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 N ella prima metà del mese di marzo le vendite di vino toscano attraverso i canali diversi dalla grande distribuzione (detti Horeca, ovvero quelli che riforniscono bar, ristoranti, alberghi, catering) hanno subito un calo del 90%. Il dato drammatico arriva anche dall?ultima rilevazione Nielsen. Nella GDO il vino ha subito un calo di vendite del 20%: ma quello dei supermercati è un canale distributivo che pesa soltanto il 30% per il vino toscano, venduto per il 70% attraverso canali diretti e Horeca. Il risultato è il disastro del settore, come denuncia Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana. «Rischiamo il collasso ben prima di altri settori del comparto agricolo legato a generi di prima necessità. Sono chiuse le vendite dirette nelle fattorie, i ristoranti, gli alberghi ed i winebar. Se poi teniamo conto del fatto che le aziende vitivinicole per il proprio business contano anche sulle attività turisticoricettive fonte di ricavi oggi azzerati, è chiaro che oltre alla chiusura di migliaia di aziende e alla perdita di migliaia di posti di lavoro, rischiamo anche l?abbandono e il degrado delle campagne, con ricadute deteriori in termini sociali e ambientali». «Non vogliamo abdicare al nostro ruolo ? prosegue Colpizzi ? e non vogliamo abbandonare i campi, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterlo fare. La priorità è una sola: serve liquidità per proteggere le imprese, per proteggere il livello e la qualità occupazionale. Non possiamo fermarci, anche se le nostre vendite sono prossime allo zero: nei vigneti la ripresa vegetativa è imminente e richiede interventi, il vino nelle cantine è un prodotto biologicamente vivo che ha bisogno di cure quotidiane. I provvedimenti adottati dal Governo sono del tutto insufficienti. Per questo abbiamo avanzato sia alla Regione Toscana che alle istituzioni nazionali una serie di proposte». Confagricoltura chiede una moratoria di almeno 24 mesi sulle operazioni a lungo, medio e breve termine; occorre nuova finanza pari ad almeno la metà del volume di affari realizzato l?anno scorso, attraverso mutui trentennali garantiti dallo Stato e finanziamenti a 12/60 mesi assistiti dalla garanzia del vino dato in pegno. Serve anche lo strumento della Vendemmia Verde per eliminare tra maggio e giugno parte dei grappoli e contenere la prossima vendemmia per calmierare gli squilibri di mercato; senza escludere la distillazione facoltativa anche per produrre alcol utile in questo momento a fini sanitari. Sarà poi necessario il varo di un ?Piano Strategico di sostegno all?export vitivinicolo toscano? articolato su missioni di settore, piani di comunicazione integrata, sui mercati consolidati ed emergenti con previsione di misure straordinarie promozionali e di sostegno alla domanda di vino sia per il mercato estero che interno. Sulla stessa lunghezza d?onda si colloca Ritano Baragli, vicepresidente Fedagripesca Confcooperative Toscana che per spiegare la situazione della viticoltura messa in ginocchio dalla crisi economica derivante da Covid 19 usa la metafora che più gli si addice: ?Il bicchiere è davvero mezzo vuoto e il problema è che sta rapidamente finendo?. «Siamo in attesa del peggio ? ammette Baragli ? e il peggio arriverà quando finiranno anche le poche esportazioni finora rimaste in piedi. E fra poco arriverà il periodo della vendemmia che rischia di trovarci totalmente senza difese economiche per poterla affrontare. Ora, non fra qualche settimana o mese, abbiamo cioè bisogno di ossigeno, liquidità per onorare i nostri impegni e per preparare quelli che ci attendono. Ora o mai più. È per questo che gli interventi della Ue, del Governo e della Regione Toscana non possono avere tempi tradizionali. Gli aiuti devono arrivare subito sia con proroghe, sospensioni e dilazioni dei pagamenti sia con credito garantito a lungo e lunghissimo termine con tassi azzerati o quasi». «Occorre una iniezione di liquidità nelle aziende e nelle cooperative di produttori ? puntualizza Baragli ? perché abbiamo come primo obiettivo di portare a casa produzione e poi sperare che non tutto il nostro mercato sia nel frattempo crollato. Perché già ora abbiamo da vendere tanto vino, ma la domanda è in calo e così i prezzi continuano ad PRIMO PIANO ? VIVI ? 49 VIVI ???? Francesco Mazzei (A.VI.TO.): ?Le aziende vitivinicole toscane, senza gli indispensabili introiti garantiti dalle vendite di vino e dall?attività? di accoglienza, si trovano a fronteggiare già? adesso una forte crisi di liquidità, mettendo a rischio non solo i propri bilanci, ma anche e soprattutto la propria sopravvivenza? abbassarsi e si restringono i margini. È come se nel nostro motore arrivasse sempre meno benzina e a costi sempre più alti. Abbiamo e avremo sempre più vino fermo nelle cantine e l?effetto saranno molte svendite che sviliranno il prodotto toscano». «Anche per questo ? conclude Baragli ? servirebbe da parte delle istituzioni un progetto complessivo che aiuti la trasformazione ecologica del nostro sistema produttivo puntando sulla cosiddetta vendemmia verde in cui la produzione diminuisce in quantità ma aumenta in qualità e redditività senza limitarci ai soli vigneti marginali». A tutela del comparto si è mossa anche A.VI.TO - Associazione Vini Toscani DOP e IGP. che riunisce tutta la Toscana del vino. L?associazione, pre- sieduta da Francesco Mazzei, ha lanciato un appello alla Regione Toscana ed in particolare all?assessore all?Agricoltura, Marco Remaschi, sottolineando la necessità di attuare urgentemente interventi specifici per il settore che l?Associazione rappresenta e per garantire la sopravvivenza delle aziende. «Il decreto Cura Italia e l?ultimo decreto liquidità sulla carta ? riconosce Mazzei ? sono positivi ma devono avere i termini dell?urgenza ? sia nelle procedure, sia nella dotazione delle risorse ? per consentire alle nostre imprese di superare questo momento. Le aziende vitivinicole toscane, senza gli indispensabili introiti garantiti dalle vendite di vino e dall?attività?di accoglienza, si trovano a fronteggiare già?adesso una forte crisi di liquidità, mettendo a rischio non solo i propri bilanci, ma anche e soprat- I numeri del vino toscano 23.000 aziende viticole che articolano la propria produzione e vinificazione attraverso: ? 60.000 ettari coltivati a vigneto di cui: a) 55.000 ettari (pari al 92%) coltivato per la produzione di vini doc e docg; b) 27.000 ettari totalmente rinnovati negli ultimi anni grazie anche ai fondi OCM ? produzione media 2,6 milioni ettolitri ? 8.200 cantine di cui 17 cantine cooperative ? 58 Denominazioni ed Indicazioni Geografiche, di cui: 50 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 a) 11 vini DOCG (Morellino, Vernaccia, Nobile di Montepulciano, Chianti Classico, Chianti, Brunello, Montecucco Sangiovese...); b) 41 vini DOC (Bolgheri, Pomino, Vinsanto, Monteregio, Rosso di Montalcino, Montecucco, Maremma...); c) 6 vini IGT (Toscano, Costa Toscana...) ? una cifra di affari ?ex fabrica? di oltre ? 950.000.000, ? esportazioni di ? 520.000.000 rappresentando, in valore, il 29% dell?export nazionale di vini ?fermi? ? un?occupazione nella filiera di 93.000 addetti tutto la propria sopravvivenza». Fondata nel 2016, AVITO, rappresenta 22 Consorzi vitivinicoli della Toscana e un fatturato totale superiore a 1Md (11% del nazionale), di cui oltre la metà all?export, e quasi 100.000 addetti. In Toscana la viticultura svolge un ruolo strategico, è un settore vitale dell?agricoltura e dell?economia regionale, con una presenza diffusa su tutto il territorio, alta intensità occupazionale e un importante indotto. La Toscana è fin dagli anni ?70 uno dei motori trainanti della viti-vinicoltura italiana ed è ormai stabilmente parte del gotha enologico mondiale, ciò nonostante è importante ricordare che la viticoltura della Regione, come del resto quella di tutto il nostro Paese, è dominata da piccole imprese che dispongono di limitate risorse finanziarie e organizzative. Si tratta di un comparto certamente non in grado di sopportare senza alcun aiuto la crisi dovuta all?espandersi del Coronavirus in Italia e nel mondo. «L?emergenza epidemiologica, il susseguirsi delle disposizioni di lockdown, la chiusura totale del canale Horeca e il conseguente clima di sfiducia e preoccupazione, hanno portato ? spiega Mazzei ? ad un forte e progressivo rallentamento degli ordini di vino, con gravi ripercussioni sul mercato nazionale e su quello internazionale. La situazione è aggravata dal blocco totale dei flussi turistici che sta avendo conseguenze importanti anche sul settore vitivinicolo di una Regione fortemente vocata come la Toscana. Le aziende vedono azzerarsi anche gli introiti spesso molto significativi provenienti da attività enoturistiche, agrituristiche e di vendita diretta, con ulteriori evidenti conseguenze nei flussi di cassa e nel deterioramento del quadro economico e finanziario». Le attività in vigna e in cantina però vanno avanti, i costi rimangono mentre i ricavi da vendite si stanno fermando e la stagione turistica, che notoriamente vede il suo inizio in questo periodo dell?anno, si prospetta disastrosa. Bisogna agire subito dando corso alle iniziative messe in campo assicurandosi che siano dotate delle risorse adeguate. Serve una immediata e forte immissione di liquidità nel sistema, con uno snellimento della burocrazia troppo lenta. Gli istituti di credito, supportati dai fondi di garanzia, devono poter sbloccare immediatamente le risorse per le imprese vitivinicole, incluse quelle che non sono in bonis. Inoltre il posticipo delle scadenze fiscali e previdenziali, le moratorie sui mutui, l?accesso alla cassa integrazione in deroga devono avere un orizzonte temporale più ampio perché gli effetti della crisi non saranno solo nel breve periodo. Si deve ragionare sui 12/18 mesi ed è essenziale avere la proroga e la massima flessibilità degli investimenti ? programmati con finanziamenti europei ? senza perdere le risorse già previste. Un?altra misura per garantire ulteriori finanze alle imprese potrebbe essere l?estensione dello strumento del pegno rotativo anche per i prodotti vitivinicoli a DO destinati a lunga maturazione, anche questo a fronte di fondi di garanzia nazionali o regionali. Queste sono le misure necessarie con urgenza immediata poi, in una seconda fase, si dovrà progettare un forte piano di rilancio promozionale sul fronte nazionale e internazionale dove riteniamo indispensabile un intervento della Regione quale parte attiva nei confronti del Ministero e dell?Unione Europea. «Una volta garantita la sopravvivenza delle Aziende con le giuste misure ? conclude Mazzei ? resta essenziale che le risorse di promozione non utilizzate nel 2020 vengano congelate fornendo la possibilità?di destinarle a programmi validi per il 2021, in modo che non vadano perse e così da poter agire al meglio quando l?emergenza sarà finita e arriverà, per il Paese e per il nostro settore che è una delle grandi eccellenze, il momento della meritata ripresa». La proposta dei sindaci delle 430 Città del Vino Viaggi in detrazione fiscale. Una cura per l?enoturismo e l?Italia dei piccoli Comuni. Lanciata anche l?iniziativa #iobevoitaliano M entre si valutano le modalità di ripartenza economica e sociale e si fanno ipotesi sulle prossime vacanze estive, se le faremo, dai sindaci delle Città del Vino arriva una proposta per riaprire i territori e far ripartire anche l?enoturismo, appena possibile. L?Associazione Nazionale propone la detraibilità fiscale delle spese per i viaggi degli italiani nel Paese, alla stregua di quanto accade con le spese mediche e sanitarie. ?Non appena sarà possibile e nel rispetto delle misure di distanziamento sociale previste ? sottolinea Città del Vino ? il desiderio di muoversi, viaggiare e riavvicinarsi alla ?normalità? si diffonderà velocemente; si spera, già in estate, di fare una vacanza diversa nei nostri tanti e differenti territori?. ?Attendiamo ? aggiunge il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon ? le decisioni del governo per riorganizzare la vita sociale, i servizi, le attività e la riapertura dei nostri territori all?enoturismo, nel rispetto delle misure di tutela della salute pubblica. Nell?ottica del rilancio crediamo che poter detrarre fiscalmente le spese di viaggio e soggiorno, debitamente documentate, così come facciamo per le spese mediche incentiverebbe l?enoturismo e darebbe un contributo importante di solidarietà economica alla filiera e alle economie dei territori. Il provvedimento dovreb- be affiancare le iniziative del Governo per sostenere l?economia e le imprese. Il made in Italy ? conclude Zambon ? va tutelato prima che sia troppo tardi: l?agricoltura e il turismo sono due dei tanti pilastri dell?identità, del benessere e della bellezza italiana?. #iobevoitaliano È questo il messaggio che Città del Vino lancia sul web a sostegno delle aziende vitivinicole, custodi dei nostri territori enoturistici, che a causa dell?emergenza provocata dal covid19 stanno vivendo una forte crisi economica e finanziaria, dovuta al ridimensionamento e alla riorganizzazione delle vendite e alla chiusura dei ristoranti e della filiera dell?accoglienza. L?invito a diffondere il messaggio #iobevoitaliano, nel rispetto del consumo moderato e consapevole, va a sostegno delle aziende vitivinicole e del loro importante contributo indiretto al mantenimento dei paesaggi italiani del vino. Oggi più che mai è necessario comprare più vino italiano Doc e Docg dei nostri territori da piccole e medie cantine di qualità che in questo momento hanno bisogno di un aiuto concreto; aziende vitivinicole che molto spesso offrono accoglienza enoturistica, quindi doppiamente penalizzate dalla crisi legata all?emergenza sanitaria. PRIMO PIANO ? VIVI ? 51 VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS: AMBIENTE Il futuro dell?energia rinnovabile, al tempo del Coronavirus 52 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 L?impatto della pandemia nei confronti dell?ambiente, del clima e dell?energia e, più nello specifico, nei confronti delle rinnovabili. Un tema interessante, che saremo sicuramente costretti ad affrontare nel post emergenza. Ne parliamo con Enrico Banchi, fondatore e CEO del Gruppo Società Elettrica Italiana T utto il mondo ormai è alle prese con il coronavirus, e la priorità è stata di evitare il blocco del sistema sanitario e salvare quante più vite possibile. Impreparati ed incapaci ad affrontare la situazione i Governi hanno rimesso ai tecnici sanitari, forse per convenienza, l?emergenza epidemiologica, ma pur con grandi proclami non si sono soffermati sull?emergenza economica provocata dalle misure di isolamento sociale necessarie per contenere il diffondersi dell?epidemia di Covid19 e soprattutto è passato in subordine l?altra grande emergenza del nostro tempo, quella ambientale, climatica ed energetica. Sentiamo cosa ne pensa Enrico Banchi CEO di Società Elettrica Italiana impegnato in prima linea da circa 20 anni nel promuovere, progettare e realizzare impianti eolici, fotovoltaici ed idroelettrici. Allora, Banchi che idea si è fatto di questa pandemia e quali saranno le conseguenze probabili per il comparto nel quale opera? La transizione dalle fonti di energia tradizionali è oramai avviata, non ci sono dubbi su questo. Quel che, invece, adesso è in gioco sono piuttosto i tempi e le modalità. Certo che l?Italia rispetto al resto del Mondo è un caso atipico da trattare a parte, basta solo dire che dal 2017 al 2019 siamo rimasti senza un decreto che incentivasse il settore con gravi ripercussioni sulla catena degli operatori che si sono ridotti in modo innumerevole. A livello globale sembrava che nulla potesse rallentare la corsa mondiale delle energie rinnovabili. Nulla, fino all?emergenza coronavirus, di cui oggi dobbiamo tenere conto. L?emergenza coronavirus farà avviare una grave recessione economica globale, di cui, per ora, è praticamente impossibile valutare l?impatto, ma sarà sicuramente grave e lunga. Dopo l?ultima crisi determinata dagli eccessi finanziari dei primi anni del secolo sembrava che le economie Europea ed Americana si fossero allineate ad una lenta ripresa, ripresa peraltro rallentata dai danni del passato ancora da sanare. Secondo il mio parere personale la crisi generale si ripercuoterà anche in modo molto accentuato sulle rinnovabili bloccando e rallentando i progetti di investimento, sia delle più grandi compagnie energetiche del mondo, sia delle medie e piccole compagini del settore, nonché dei privati. Le notizie di agenzie del settore sono già allineate in questo; ad esempio Bloomberg New Energy Finance ha messo mano alle sue previsioni sulla domanda globale di energia solare 2020, tagliando di quasi il 9 per cento le aspettative lasciando intendere che quest?anno sarà negativo anche per le installazioni fotovoltaiche globali dagli anni ?80 a oggi? e non c?è motivo di dubitarne. Il Mondo è stato chiuso e le economie bloccate, con modalità tutte opinabili da solo un mese e mezzo, la Cina da due mesi e mezzo e le scelte che saranno fatte dai Governi in questi giorni ed in queste settimane determineranno alla fine le ripercussioni finali sull?economia in generale e quindi a cascata sulle rinnovabili. Se riusciranno, non dico unitariamente ma nella maggioranza, a trovare un giusto rapporto per poter riaprire il commercio e l?industria più rapidamente possibile, i danni non saranno gravissimi, e recuperabili mentre se si continuerà ancora per qualche mese a spada tratta a promuovere il #restareacasa le riper- PRIMO PIANO ? VIVI ? 53 VIVI ???? Enrico Banchi: ?La crisi generale si ripercuoterà anche in modo molto accentuato sulle rinnovabili bloccando e rallentando i progetti di investimento sia delle più grandi compagnie energetiche del mondo sia delle medie e piccole compagini del settore, nonché dei privati? cussioni economiche e sociali saranno gravissime. Lo scenario energetico cui saremmo destinati a fine pandemia di coronavirus, secondo molti, è che le più grandi economie del mondo, travolte dalla recessione, decidano di tagliare gli incentivi a favore di energie pulite. Il timore è che bloccare progetti infrastrutturali e ricerche per contenere le emissioni di CO2 e favorire la transizione energetica potrebbe vanificare gli sforzi fatti e interrompere il trend positivo che era in atto da anni e che era indispensabile per raggiungere gli obiettivi fissati a livello internazionale. Covid-19 e crollo del prezzo del petrolio: quali gli effetti sui processi in atto di transizione energetica? È improbabile che il crollo del prezzo 54 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 del petrolio abbia un impatto significativo diretto sui piani di investimento nel settore delle energie rinnovabili. Il petrolio svolge un ruolo trascurabile nella generazione di energia elettrica e, quindi, non compete direttamente con le energie rinnovabili in questo senso. In effetti, già nel 2014 la riduzione dei prezzi del petrolio non ha determinato una contrazione degli investimenti complessivi mondiali nelle rinnovabili. La maggior parte della richiesta di petrolio oggi proviene da settori purtroppo ?difficili da decarbonizzare? come l?industria pesante e i trasporti aerei marittimi e stradali. Ci sono sicuramente delle influenze indirette che possono rallentare la transizione energetica, un lungo periodo di prezzi bassi del petrolio (siamo nell?ipotesi che le economie tracollino a seguito del Covid 19 e mettano alcuni anni per riprendersi) rallenterà la diffusione dei veicoli elettrici e rallenterà tutti i processi di investimento nell?efficientamento energetico. Attenzione che riduzione dei prezzi del petrolio significa esportare la crisi nelle aree di estrazione e significa quindi riduzione dei costi dei Paesi come l?Italia in termini di approvvigionamento della materia prima! E qui sta il legame con lo sfruttamento delle Fonti di Energie Rinnovabile? Quali saranno le Politiche energetiche dei Paesi che beneficeranno di una bolletta energetica ridotta come l?Italia? I Governi che verranno investiranno e consentiranno di investire nel settore? Questa potrebbe essere una svolta positiva per il settore delle rinnovabili. Certo che si dovrà trovare una soluzione per i trasporti (marittimi, aerei, stradali) pesanti, che non potrà essere elettrico, ma idrogeno, che può offrire un?alternativa ambientale valida e aiutare definitivamente la decarbonizzazione dell?industria pesante e dei trasporti a lunga distanza. Corriamo un rischio di inversione di tendenza nello sviluppo delle energie rinnovabili e delle innovazioni per la tutela ambientale? Dopotutto anche la causa del virus potrebbe essere dovuta a mutamenti e cambiamenti climatici che per primi agiscono sui batteri, virus, ecc? e gli scienziati da oltre 10 anni ci avvertono dei rischi potenziali di diffusione nell?aria di tali microorganismi che si libereranno per lo scioglimento dei ghiacciai. Non penso, la transizione è avviata e potrà essere solo rallentata dall?andamento generale dell?economia, forse sarà il motivo del prossimo boom economico che sarà basato sulle FER e sulle tecnologie ambientali e sull?economia circolare, ma non quella delle multinazionali. Gli orizzonti di pianificazione a medio lungo termine coinvolti e lo slancio che ???? Enrico Banchi: ?Questi virus sono frutto della natura che si ?ribella? al nostro modo di vivere consumista ad oltranza, senza rispetto della nostra Terra, dovremo necessariamente pensare da oggi in poi che ogni prodotto commercializzato sul pianeta sia pensato per essere riciclato e non disperso nell?ambiente? attualmente esiste nella trasformazione dell?energia assicurano che né i bassi prezzi del petrolio né Covid-19 interromperanno o cambieranno il percorso verso la decarbonizzazione del mondo (almeno quello sviluppato) e verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile che ci siamo prefissati di raggiungere a livello internazionale. Condivido pienamente il fatto che anche questi virus siano frutto della natura che si ?ribella? al nostro modo di vivere consumista ad oltranza, senza rispetto della nostra Terra, dovremo necessariamente pensare da oggi in poi che ogni prodotto commercializzato sul pianeta sia pensato per essere riciclato e non disperso nell?ambiente, dovremo fare un uso molto moderato delle plastiche di ogni tipo e salvaguardare i mari con il ciclo delle acque nonché i ghiacciai. I Governi di tutto il mondo stanno pensando a piani Marshall di stimolo all?economia per evitare una crisi che potrebbe essere peggiore di quella del 1929. Queste misure eccezionali potranno rappresentare un contributo per la transizione energetica? O le priorità dovranno essere altre e tali risorse, come in molti temono, saranno destinate a politiche economiche e occupazionali dai risultati più immediati, attingendo da risorse destinate alle politiche ambientali? La tentazione dei politici è di ottenere risultati immediati per ovvie ragioni elettorali? io credo e spero che i Politici smettano di vendersi al primo offerente e che rinuncino a questa tentazione ed inizino, come classe politica e dirigenziale, a pensare al futuro, il futuro non è domani ma quello dei nostri figli e dei loro figli, serve quindi la capacità di avere visione del futuro a 10, 20 o meglio 30 anni... Questa situazione non va vista come un problema, ma come un?opportunità per accelerare il percorso di decarbonizzazione della nostra società. L?esperienza passata negli ultimi 20 anni dimostra come l?investimento nelle rinnovabili ha un impatto positivo non solo sul clima, ma in misura significativa anche sulla buona occupazione e sul prodotto interno lordo. E guardate non servono piani Marshall, ma idee chiare, demansionamenti della burocrazia sarebbero più che sufficienti per attrarre e sviluppare investimenti e garanzie statali sui prestiti alle imprese del settore sarebbero più che sufficienti ad attrarre e sviluppare investimenti dei piccoli e medi investitori! Servono idee chiare a livello europeo non servono necessariamente ?corona Bond? o soldi al settore, pensiamo solo al ?rischio? di investimento e di gestione, a quanto è controllabile e basso in un impianto fotovoltaico, eolico o idroelet- trico... Gli investimenti in combustibili fossili si ridurranno naturalmente a favore di quelli in energia pulita, accelerando il processo di transizione energetica in atto. Il prezzo del petrolio alla fine nel lungo periodo crollerà ancora perché tra 10 o 20 anni non dovrà più servire a nessuno. Certo città come Dubai torneranno ad essere deserto, se anche queste non si convertiranno rapidamente all?energia verde, ma questo non è un nostro problema; i Paesi Arabi dovranno sviluppare autonomamente le proprie strategie ed i propri investimenti. Naturalmente occorrerebbero politiche coerenti e di indirizzo, da parte dell?Europa con un nuovo Green Deal europeo si muove in questa direzione e apre interessanti prospettive nel percorso verso la COP 26 e dovremmo essere in grado come italiani di dare il nostro contributo, prendendo in mano le sorti dell?Europa. Il problema non è se l?Europa c?è o non c?è, ma se noi ci siamo in Europa. L?America, che sia di Trump o di altri, prima o poi seguirà l?Europa, nonostante tutto, fosse solo per il primato mondiale che vorrebbe continuare a mantenere e la transizione energetica ed ambientale non può essere fermata e sarà l?opportunità per dirigere la prossima ripresa mondiale. PRIMO PIANO ? VIVI ? 55 VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS: ECONOMIA Banca Tema: ?La sfida è enorme ma noi siamo vicini al territorio e alla comunità? Può sembrare un paradosso, ma le mille difficoltà che questa incredibile emergenza pandemica ha imposto a tutto il mondo possono trovare migliori soluzioni più ci si avvicina ai territori e alle comunità. È questo il caso di Banca Tema che, forte del ruolo centrale che da sempre riveste per la propria area di riferimento, sta affrontando la situazione con impegno e determinazione per aiutare famiglie ed imprese ad uscire dalla crisi? 56 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Nella foto, da sin. il direttore generale Fabio Becherini ed il presidente Valter Vincio D all?inizio della pandemia COVID 19 Banca Tema ha attuato tutte le misure necessarie per la tutela sanitaria dei propri collaboratori e clienti, in accordo al DL ?Cura Italia?, mantenendo comunque attivi gli uffici centrali e garantendo l?operatività di tutte le filiali. Abbiamo chiesto ai vertici dell?Istituto di Credito, ovvero al presidente Valter Vincio e al direttore generale Fabio Becherini, come stanno affrontando l?emergenza attuale alla luce anche del DL ?Liquidità?. Ci stiamo confrontando con un fenomeno senza precedenti che ha cambiato velocemente le nostre abitudini di vita. Cosa sta facendo Banca Tema per affrontare questa fase storica delicata? Valter Vincio: «Il contesto inatteso e l?incertezza che stiamo attraversando hanno colto di sorpresa anche la nostra Banca, ma stiamo lavorando quotidianamente per assicurare la giusta vicinanza alla comunità, dando continuità ai nostri servizi più che mai necessari in questo periodo di difficoltà». Avete attuato misure a sostegno di territorio e comunità come previsto dai decreti governativi? Valter Vincio: «In accordo a quanto previsto dal decreto legge ?Cura Italia?, ci siamo attivati immediatamente per fornire liquidità alle aziende, la possibilità di sospendere il pagamento delle rate dei mutui o di altri affidamenti e l?anticipazione della cassa integrazione guadagni. Inoltre, a beneficio del territorio, abbiamo donato un ecografo di ultima generazione all?Ospedale Misericordia di Grosseto e abbiamo partecipato a diverse iniziative di solidarietà in collaborazione con associazioni locali e nazionali». Quali sono, nello specifico, le prime iniziative che avete messo in atto a sostegno di famiglie e imprese? Fabio Becherini: «Per far fronte all?emergenza, siamo intervenuti con due misure immediate. Da una parte abbiamo raccolto le richieste di sospensione dei mutui, già oltre 1.500 ad oggi, di famiglie e imprese. In entrambi i casi, buona parte delle richieste non avevano i requisiti dettati dal decreto legge, ma abbiamo derogato con ampia flessibilità guardando all?effettiva necessità dei nostri clienti. In secondo luogo, abbiamo concesso molti piccoli affidamenti in conto corrente per liquidità ? e anche affidamenti più importanti per le aziende più strutturate ? per sopperire alle contingenti necessità di cassa relative ai pagamenti correnti già programmati e non derogabili. Questi due comportamenti, uniti agli interventi del decreto su sospensione dei termini dei pagamenti e delle scadenze fiscali, hanno consentito alle aziende nostre clienti di non andare in affanno con la liquidità a breve». Avete pensato anche a soluzioni più a lungo termine che tutelino le nostre aziende? Fabio Becherini: «Il Decreto legge n. 23/2020 mette a disposizione nuova finanza per le imprese prevedendo interventi a garanzia di SACE e del Fondo di garanzia per le PMI. Probabilmente è ancora troppo presto per capire bene quali interventi strutturali saranno necessari per garantire la ripartenza di molte aziende. Occorre pertanto, come una banca veramente attenta al proprio territorio deve fare, entrare nel merito delle richieste e orientare il credito, nella quantità erogata e nelle forme tecniche, sulla base del- PRIMO PIANO ? VIVI ? 57 VIVI ???? Valter Vincio: «Il contesto inatteso e l?incertezza che stiamo attraversando hanno colto di sorpresa anche la nostra Banca, ma stiamo lavorando quotidianamente per assicurare la giusta vicinanza alla comunità, dando continuità ai nostri servizi più che mai necessari in questo periodo di difficoltà». le effettive esigenze del singolo imprenditore o azienda». Ci può fare un esempio concreto? Fabio Becherini: «Per esemplificare con un settore spesso sulle cronache in questi giorni, una volta che sarà possibile capire come saranno possibili le riaperture delle strutture ricettive ? bar, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari, ecc. ? si dovrà valutare con i clienti il costo per l?adeguamento e la riqualificazione delle strutture e di conseguenza il nuovo piano finanziario necessario a supportare gli investimenti richiesti. E su quello costruire una sostenibile operazione finanziaria. Per sostenibile si intende che dovremo andare a valutare la nuova capacità di produrre reddito alla luce dei nuovi parametri, presumibilmente ridotta rispetto al passato. L?impresa potrebbe pertanto avere bisogno di un numero maggiore di anni per rimborsare regolarmente la nuova finanza a cui necessita di attingere». Dunque le opzioni contenute nel Decreto legge dell?8 aprile scorso potrebbero non essere sufficienti? Fabio Becherini: «Le opzioni contenute nel Decreto potrebbero rivelarsi efficaci perché garantiscono un?adeguata copertura del rischio alle banche che erogano le somme, ma non rispondere pienamente alle esigenze di molta 58 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Nella foto, la donazione dell?ecografo all?Ospedale Misericordia di Grosseto nostra clientela, soprattutto riguardo ai tempi previsti per il rimborso, stante la durata massima del finanziamento pari a 72 mesi con minimo 24 mesi di preammortamento, il che significa che il capitale andrebbe restituito al massimo in 4 anni. In questo può essere di ausilio il ricorso ai Consorzi Fidi, molto presenti e radicati sul nostro territorio, che consentono di poter accedere ugualmente a finanziamenti con garanzie fino al 90% e con durata che può arrivare a 120 mesi e in taluni casi anche fino a 180 mesi. In queste durate è inclusa la presenza di un preammortamento, ossia di un periodo nel quale non si procede con il pagamento delle rate e si consente così all?investimento effettuato di andare a regime. Queste soluzioni rappresentano per l?imprenditore una facilitazione molto importante». La vostra vicinanza alle aziende, quindi, è confermata anche in una fase di incertezza economica come quella attuale? Fabio Becherini: «Sicuramente, anzi faremo tutto il possibile per sostenere la fase di ripresa delle attività. Tra le conseguenze del COVID 19 è infatti presumibile che sia anche necessario rivedere in modo puntuale gli altri prestiti già in essere, a causa di una probabile diminuzione della redditività aziendale. L?impegno della Banca in questo caso, dunque, deve essere quello di concordare con il singolo cliente la nuova soglia di sostenibilità dei pagamenti e su quella riparametrare i mutui in corso di ammortamento. Si tratta di un?attività molto delicata, ma necessaria per evitare alle aziende crisi di liquidità, visto che in molte si troveranno ad operare in un contesto del tutto nuovo rispetto a quello di pochi mesi fa». Quali prospettive immaginate per il prossimo futuro della nostra economia? Valter Vincio: «Da questa crisi, almeno nell?ambito finanziario, non si uscirà con un?unica soluzione, ma con un adeguato e personalizzato mix di strumenti. Occorre mantenere i nervi saldi specie in queste fasi ancora incerte sul futuro avendo la certezza che saremo in grado anche in quest?occasione di accompagnare la nostra clientela nel modo migliore. Oggi non serve la fretta nel correre subito a procacciarsi liquidità, perché in questa immaginaria gara non vince chi arriva prima ad ottenere delle risorse finanziarie, ma chi otterrà al momento giusto, nella forma giusta e con la giusta durata, quanto effettivamente gli necessita e potrà essere in grado di rimborsare con la propria riavviata attività». PRIMO PIANO ? VIVI ? 59 VIVI EMERGENZA CORONAVIRUS Quando la Maremma riuscì a sconfiggere una terribile piaga: la malaria In piena emergenza coronavirus, che ha cambiato radicalmente le nostre vite, parliamo di una piaga che in epoche lontane ha condannato la Maremma per un lunghissimo periodo, ovvero la malaria. Un flagello da cui questa terra si è affrancata, grazie all?opera di bonifica iniziata con i Lorena e completata agli inizi del Novecento nel primo dopoguerra. Questo per dire che ne abbiamo passate tante, supereremo anche il Covid-19? DI CRISTINA CHERUBINI 60 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ? Sia maledetta maremma e chi l?ama?: questi i versi della famosa canzone ?Maremma amara? che riecheggia nell?animo dei Maremmani e non solo dai primi anni dell?ottocento. La Maremma ha fin dagli albori rivelato un grande senso di adattamento ed una forza spirituale spropositata, non si è mai arresa di fronte alle difficoltà, celando in sé risorse inestimabili, pronte ad essere rivelate a coloro che con coraggio e passione, si fossero impegnati per risanare le sue condizioni. Strade inadeguate, impossibilità di comunicare, popolazione inesistente e mortali pestilenze: questo era sommariamente il quadro che il territorio maremmano offriva nel settecento. ?A me mi sembra una maremma amara? (come ancora recita canzone) una vasta distesa paludosa, pullulante di zanzare ed odori nauseabondi, ove il passaggio spesso obbligato delle persone, portava paura e preoccupazioni alle famiglie e costringeva i viandanti a ridurre al più breve tempo possibile la loro permanenza in un luogo maledetto. Un?analisi etimologica della denominazione Maremma, effettuata attraverso una consecutio temporum storica ci porta a scoprire come sia modificata la percezione del territorio nel corso dei secoli. La parola ?maremma? nasce con l?iniziale minuscola, con la funzione di ricomprendere e descrivere qualsiasi zona paludosa situata nei pressi del mare, caratterizzata da una conforma- zione geomorfologica tale da impedire ai corsi d?acqua, ostacolati da dune e tomboli, il corretto afflusso al mare, mancando così della libera circolazione, portando quindi alla creazione inesorabile di acquitrini e paludi. Da un punto di vista prettamente geografico si evidenzia che la zona costiera della Toscana meridionale unitamente a quella del Lazio occidentale presentava un?area palustre (residuo dell?antico Lago Prile) decisamente più estesa rispetto ad altre presenti sulla superficie nazionale e per questo motivo decisero di scrivere la parola ?maremma? con la m maiuscola ogni volta che il termine si riferisse a tale territorio. A seguito delle opere di riqualificazione che negli anni tale zona ha affrontato, e del riconoscimento che essa oggi ha ottenuto a livello mondiale per la qualità dei prodotti, per l?unicità delle risorse in essa contenute, si può affermare che tale scelta etimologica, può acquistare in questi anni una nuova e positiva valenza, può infatti esprimere l?orgoglio di una terra che sa lottare, e rappresentare al meglio l?essenza della qualità Italiana. Il valore aggiunto del temperamento Italiano è racchiuso in un territorio che superando ogni difficoltà ed impedimento morfologico, si descrive oggi con l?iniziale volutamente posta in maiuscolo, ripercorrendo attraverso il tempo la devastante ed inesorabile pericolosità di una malattia mortale e sotto- lineando l?importanza odierna di una terra ricca di peculiarità ambientali, le quali rendono ogni sua creazione unica in tutto il mondo. Grazie all?opera dell?illuminato Leopoldo I, granduca di Toscana e al suo ?Discorso sulla Maremma?, la parte meridionale della regione ebbe la spinta propulsiva che stava aspettando, ottenendo con la bonifica promossa da Pietro Leopoldo, l?occasione per risplendere. Il sovrano conosciuto alla storia come leader focalizzato più sugli aspetti pratici che teorici, scorse nella Maremma una possibilità di sviluppo inestimabile, e dopo aver elaborato una strategia di crescita orientata su diversi fronti dette il via ad un processo di riqualificazione senza precedenti. La conformazione paludosa del territorio portava con sé numerosi problemi quali l?impossibilità di stanziamento della popolazione, la carenza di infrastrutture, le difficoltà negli scambi commerciali e nella comunicazione, oltre all?aspetto più importante e largamente diffuso nella memoria del tempo: la Malaria. Mal-aria così detta a causa dell?odore nauseabondo che esalava dalla acque stagnanti delle paludi, è stata per molto tempo associata al territorio maremmano, essa rappresentava una delle più grandi paure dell?Italia di quei tempi. ?Sempre mi trema ?l cor quando ci vai, perché ho paura che non torni mai? PRIMO PIANO ? VIVI ? 61 VIVI ???? La Maremma ha fin dagli albori rivelato un grande senso di adattamento ed una forza spirituale spropositata, non si è mai arresa di fronte alle difficoltà, celando in sé risorse inestimabili, pronte ad essere rivelate a coloro che con coraggio e passione, si fossero impegnati per risanare le sue condizioni così continua la canzone Maremma amara, ricordando ai posteri i dolori sofferti dalle tante famiglie divise a causa di tale malattia infettiva. Un tempo associata prettamente all?aria insalubre derivante dal ristagno delle acque, oggi sappiamo che tale malattia deriva invece da un parassita chiamato Plasmodium, e che il vettore principale di tale patologia è una particolare specie di zanzara femmina infetta, la Anopheles. ?Non vi è cosa più certa, nella fisica e nella medicina, che le acque stagnanti infettano l?aria ed insidiano alla vita degli umani individui? le parole che lo stesso Granduca riservò al territorio dopo che lo ebbe osservato. In Marem- 62 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ma infatti nel 1862 circa il 40% della popolazione era affetta da malaria, ma tale situazione fu debellata grazie alla compresenza di due fattori, la scoperta del chinino e l?opera di bonifica attuata dagli Asburgo-Lorena. L?oculata previsione di Pietro Leopoldo disegnava la Maremma come una terra potenziale per lo sviluppo dell?agricoltura, ove cioè un?opera di canalizzazione dei fiumi potesse riuscire ad ottimizzare la presenza di acqua usufruendone per irrigare i campi in modo efficace ed efficiente anziché lasciare che confluisse in punti stagni ed impervi senza aver alcun utilizzo se non quello di deturpare l?ambiente e rendere invivibile l?area. Fu così che la Maremma subì uno dei primi cambiamenti morfologici e paesaggistici di rilievo, l?organizzazione dei corsi d?acqua venne completamente stravolta, portando le acque melmose a defluire in aree palustri, e nuovi assetti facilitanti la comunicazione ed i trasporti, come la nuova linea ferroviaria creata alla fine del 1800, per facilitare il collegamento tra Pisa e Roma con una deviazione per l?Argentario, furono costruiti implementando così gradualmente il valore percepito dalle persone nei confronti di quest?area. Dopo l?opera pionieristica di Pietro Leopoldo tutta la famiglia venne coinvolta in tale impresa, così Leopoldo II nel 1828 diede inizio alla bonifica della pianura grossetana, dopo aver colmato le paludi, poté finalmente riaprire le strade, ricostruendo nuovamente anche l?Aurelia. La bonifica della zona paludosa portò con sé nuova speranza e contribuì al ripopolamento dell?area riqualificata, uno dei passi più importanti verso la sconfitta della malattia infettiva avvenne però grazie alla scoperta del chinino. Estratto ed isolato dalla corteccia dell?albero della china, nel 1817 i ricercatori francesi Pierre Joseph Pelletier e Joseph Bienaimé Caventou compresero che il chinino era lo strumento idoneo a debellare velocemente il parassita Plasmodium e a determinare lo sfebbramento del contagiato. Nonostante i traguardi raggiunti in campo scientifico e geologico la malaria continuò però ad affliggere la Maremma fino al 1970, quando l?Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò la penisola, zona indenne dal pericolo della comparsa di nuovi focolai. La Maremma riqualificata divenne nel tempo un punto strategico in campo economico, sociale ed anche bellico, questo portò essa a subire numerose trasformazioni, senza però vedere alterate le sue inestimabili ricchezze paesaggistiche, le quali hanno contribuito a rendere tale territorio un?oasi unica nel mondo, un connubio di scenari morfologici diversificati ma in equilibrio tra loro, che donano irripetibili caratteristiche alle risorse che in essa trovano vita e sviluppo, facendole così conquistare l?appellativo di culla di eccellenze nazionali legate ai settori più variegati. VIVI EVENTI Morellino Classica Festival, edizione 2020 pronta al via pandemia permettendo Giunto alla sua nona stagione, con un programma ricco di celebrità internazionali della musica e di nuovi incantevoli luoghi che le ospiteranno, il Morellino Classica Festival proporrà (Coronavirus permettendo) 21 concerti in 16 luoghi diversi tra giugno e agosto per poi chiudere il 2020 con quattro concerti di fine anno DI ELISABETTA RUSSO L a programmazione del Festival Morellino Classica 2020 prosegue, pur nel difficile momento che tutto il mondo sta attraversando, con l?augurio e la speranza che la sua musica possa celebrare in Maremma il ritorno alla normalità. ?La rassegna ? sottolinea il direttore organizzativo Antonio Bonfilio ? raggiunge quest?anno la sua nona edizione, con alle spalle 180 concerti in 30 luoghi differenti ed un crescente successo tributato da un pubblico sempre più numeroso e da una sempre maggiore attenzione di stampa e media. L?idea progettuale incentrata sul trinomio musicanatura-vino sta ricevendo crescente interesse dai settori che ne vengono toccati, con la partecipazione di prestigiosi interpreti, di nuovi Comuni che si aggiungono a quelli delle passate stagioni, e con il consenso di partners che condividono la filosofia della manifestazione: produttori del settore vitivinicolo come Fattoria le Pupille, Frescobaldi Toscana, Conte Ferdinando Guicciardini, Principe Corsini, Terenzi, La Selva, Mantellassi ed altre importanti realtà del territorio, e non solo, tra cui Banca Tema Credito Cooperativo, Consorzio 64 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 del Morellino di Scansano-Toscana, Ricola, Mercedes-Benz?. I luoghi dell?edizione 2020 Una novità riguarda i luoghi che il Festival toccherà nel suo itinerario musicale, con una ?estensione geografica? che risponde all?interesse crescente verso la kermesse musicale e che si rispecchia da quest?anno nella sua denominazione, in cui si aggiunge al marchio la denominazione regionale ?Toscana?, a dimostrazione dell?ampiezza territoriale su cui la rassegna svolge l?opera di promozione e diffusione della musica. Tra le 16 località che il Festival toccherà quest?anno, ai luoghi ?tradizionali? nei comuni già consolidati negli anni, si aggiungeranno nuove località ad Arcidosso, Pitigliano e Sovana. Pitigliano, la splendida ?città del tufo? che lascia a bocca aperta i turisti da tutto il mondo, ospiterà due concerti nel Vescovado del Palazzo Orsini (XI secolo) e nella Sinagoga (1598), la ?Piccola Gerusalemme?; Sovana, affascinante borgo medievale che porta i visitatori ad un magico ?salto nel passato?, aprirà al Festival le porte della sua imponente Cattedrale (VIII secolo), vero gioiello di architettura romanico- Antonio Bonfilio gotica; Arcidosso, nell?incantevole cornice a ridosso del Monte Amiata, vedrà la Torre Giurisdavica di Monte Labro (1869), ricca di suggestione e spiritualità, diventare per la prima volta palcoscenico di un Festival musicale. Grande musica, grandi interpreti e giovani talenti Con i 21 concerti di quest?anno, la maggior parte dei quali nel periodo estivo tra giugno e agosto e 4 nel periodo invernale tra fine Dicembre e Capodanno, la grande musica spazierà da concerti con orchestra o ensemble, alla musica da camera e al canto lirico. Ci saranno concerti dedicati al 250° anno della nascita di uno dei più grandi geni della musica, Ludwig Van Beethoven, e un evento dedicato al pianismo russo di cui il Direttore Artistico del Festival, Pietro Bonfilio, è grande studioso e fine interprete. Tra gli interpreti di fama internazionale citiamo la partecipazione del tenore Fabio Armiliato, figura centrale della lirica italiana nel mondo, al Festival per la prima volta. Come sempre si esibiran- Nelle foto alcuni dei luoghi del Morellino Classica Festival no anche i giovani talenti, ai quali il Festival dedica attenzione nell?intento di promuovere e sostenere la loro formazione musicale. Morellino Classica Festival collabora infatti con prestigiose istituzioni musicali quali l?Accademia Chigiana di Siena, la Scuola di Musica di Fiesole, Georg Solti Academy di Londra, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, il Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca, il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma ed il Cidim - Comitato Nazionale Italiano Musica di Roma. Il Festival e il Coronavirus A causa dell?emergenza sanitaria sono state annullate le presentazioni e relativi concerti a Napoli e a Milano: il 28 marzo nell?ambito di Maremma Meets Neapolis Palazzo Positano Napoli organizzato da Marco Bisdomini (imprenditore e animatore culturale titolare della ACAS3D srl di Grosseto), con il concerto di Minimo Ensemble Daniela Monteleone, soprano - Antonio Grande, chitarra. L?appuntamento è stato rinviato a data da destinarsi. Cancellata, invece, la presentazione del 27 aprile presso la Società Umanitaria Milano e il concerto del Direttore Arti- stico Pietro Bonfilio. Rinviato ai prossimi mesi quello che doveva essere il concerto d?apertura fissato per il 6 Giugno nella Chiesa di San Giovanni a Scansano con il Quartetto d?Archi del Conservatorio ?Franci? di Siena che avrebbe rappresentato un evento più unico che raro per il territorio di Scansano, la sua popolazione, la sua Parrocchia, tra gli appuntamenti di rilievo della stagione. Il Festival avrebbe dovuto accompagnare musicalmente il rientro in Italia della Madonna dell?Uccellino la famosa maiolica del XV secolo di Andrea della Robbia (1435-1525) che era stata rubata nel ?71, e solo nei mesi scorsi recuperata intatta in Canada dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale e momentaneamente in mostra nel Palazzo Gregoriano del Quirinale. L?eccezionale evento offerto da Morellino Classica Festival alla Parrocchia di Scasano ed è organizzato in collaborazione con il Parroco Don Emanuele Bossini. Restano confermate tutte le date in calendario, compresa la conferenza stampa di presentazione del 5 giugno con il concerto del violinista Leonardo Rossi, presso la Sala Marraccini della sede centrale di Banca Tema Grosseto. Il programma Tra i tanti appuntamenti di rilievo del 2020 si segnala come novità assoluta il concerto che si terrà il 15 agosto sulla sommità del Monte Labro, uno dei luoghi più suggestivi della Maremma. L?appuntamento vedrà l?esibizione di una formazione composta da musicisti di fama internazionale provenienti dalla Germania: Consort Brass Ensemble Berlin diretti dal maestro polacco Dariusz Mikulsky, con il violinista Davide Alogna, e il soprano polacco Aleksandra Gudzio, come ospiti d?onore. Altra novità è l?importante concerto che si terrà il 29 agosto nel magnifico Duomo di Sovana (VIII secolo) in occasione del Millenario della nascita di San Gregorio VII nato a Sovana nel 1020. Il concerto sarà eseguito dall?Orchestra Gioacchino Rossini Opera Festival di Pesaro diretta dal maestro giapponese Chikara Imamura, solista lo straordinario pianista rumeno Daniel Petrica Ciobanu, soprano Federica Livi per un evento di grande solennità artistica e spirituale. PRIMO PIANO ? VIVI ? 65 VIVI ???? La rassegna, il cui programma verrà presentato ufficialmente il 5 giugno, aggiunge al suo marchio la denominazione regionale ?Toscana? Pietro Bonfilio Il tenore Fabio Armiliati Concerto di grande suggestione emotiva e di intima riflessione sarà quello previsto alla Sinagoga di Pitigliano, la Piccola Gerusalemme, con l?esibizione per violoncello solo dell?enfant prodige proveniente da Tel Aviv, la tredicenne Nahar Eliaz. Gli altri concerti di richiamo vedranno, tra gli altri, l?esibizione del famoso tenore Fabio Armiliato, una delle più grandi figure della Lirica mondiale che si esibirà il 20 agosto nella Chiesa di San Giorgio a Montemerano con l?arpista Davide Burani in un originale programma di profonda intensità emotiva. Inoltre, per celebrare i 250 anni della nascita di Ludwig van Beethoven, che coincidono con il centenario della nascita di Piero Farulli, storico fondatore del Quartetto Italiano e della Scuola di Musica di Fiesole, si è costituito per l?occasione un super-gruppo formato dalle prime parti delle più importanti orchestre italiane, l?Orchestra dell?Arena di Verona e del Teatro Regio di Torino; l?ensemble, denominato SetteinsiemeperPiero e diretto da Federico Guglielmo, uno dei massimi studiosi e interpreti di musica barocca, si esibirà il 18 luglio. Ancora in tema di ricorrenza della nascita del Genio di Bonn, il Festival avrà l?onore di ospitare l?11 luglio il pianista Vincenzo Balzani, noto didatta e profondo studioso della figura del grande compositore tedesco, che terrà un recital-racconto dal titolo Sturm und Drang. Il 25 luglio nella Tenuta dell?Ammiraglia Frescobaldi di Magliano, dall?elegante architettura, potremo assistere ad 66 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 un originalissimo concerto fatto di musica, cibo e vino, intitolato Rossini Gourmet con I Solisti dell?Orchestra Sinfonica Gioacchino Rossini di Pesaro; il programma consiste nell?abbinare l?arte culinaria del compositore pesarese alle sue immortali composizioni. Il Quintetto di Fiati e un attore, ci condurranno alla scoperta della passione del grande compositore. Lo spettacolo, molto originale nel suo contenuto, affascinante e coinvolgente nella sua esposizione, vedrà l?inserimento di figure di esperti Chef e Sommelier per spiegare accostamenti, differenze e particolarità tra la cucina rossiniana e quella toscana e maremmana a cui verranno abbinati i pregiati vini Frescobaldi. L?itinerario musicale del Festival prevede, quest?anno, anche il ritorno in uno dei luoghi che diede ospitalità alla rassegna fin dai primi anni, La Fattoria le Pupille, rinomato marchio aziendale di qualità e prestigio. Il concerto previsto sarà eseguito dagli Archi dell?Orchestra della Toscana, violino solista Davide Alogna, con un programma incentrato sulle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi e le originalissime Quattro Stagioni di Astor Piazzolla. Da sempre il Festival si avvale anche della collaborazione delle prestigiose istituzioni musicali quali l?Accademia Chigiana di Siena, la Scuola di Musica di Fiesole, Georg Solti Academy di Londra, del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, del Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca, Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e del Cidim - Comitato Nazionale Italiano Musica di Roma, e da sempre il Festival propone la migliore gioventù musicale italiana. Il 16 agosto, infatti, nella Chiesa romanica di Roccalbegna, si esibiranno due giovanissimi musicisti vincitori dei concorsi internazionali più importanti al mondo, Carlotta Dalia, chitarra e Giuseppe Gibboni, violino, due eccellenze italiane dal futuro luminoso e il 23 agosto sarà la volta del talentuosissimo Boccherini Guitar Quartet di Lucca Altri appuntamenti sono previsti durante il periodo invernale, tra cui quello incentrato sul compositore Dmitri Shostakovich e i suoi allievi, a loro volta illustri compositori del Novecento russo, Alemdar Karamanov, German Galynin, Boris Tchaikovsky. Il concerto prevede l?esibizione di Pietro Bonfilio, studioso e fine interprete del pianismo russo, che ha all?attivo due CD su Dmitri Kabalevsky e Modest Mussorgsky che hanno riscosso notevole apprezzamento da parte della critica musicale e del pubblico. L?appuntamento fa parte del tour di presentazione della nuova biografia sulla figura del grande compositore curata dal musicologo russo, Valerji Voskoboinikov. Come di consueto il Festival concluderà l?edizione 2020 mettendo in scena l?Opera Lirica. Dopo il grande successo dello scorso anno con La Bohème, sarà la volta del Barbiere di Siviglia che verrà allestito nei teatri di Scansano, Arcidosso e nell?Auditorium Banca Tema di Pitigliano. Il tutto nella speranza che si possa tornare presto a rivivere la musica poiché essa è speranza, bellezza e benessere. VIVI ARTE ?Una storia maremmana? nei quadri del pittore Bacherini in mostra a ?Il Quadrivio? Ha fatto appena in tempo Nilo Bacherini ad esporre le sue opere a Grosseto presso la Galleria d?Arte ?Il Quadrivio? di Patrizia Zuccherini in viale Sonnino 100. L?artista maremmano dal 24 febbraio all?8 marzo, poco prima che scoppiasse l?emergenza per il Coronavirus, ha presentato i suoi lavori racchiusi nella bella personale dal titolo ?Una storia maremmana? A DI CORRADO BARONTINI E GUIDO CAPIRCI cavallo tra il mese di febbraio e marzo di quest?anno, ha avuto luogo una mostra antologica del pittore Nilo Bacherini presso ?Il Quadrivio?, la Galleria d?Arte grossetana che deve il nome alla sua posizione di sentinella all?incrocio delle Quattro Strade, snodo simbolico della città capoluogo. L?iniziativa è stata fortemente voluta dalla titolare Patrizia Zuccherini che, con un nutrito programma di eventi, sta realizzando un?azione di notevole interesse culturale per far conoscere l?arte in Maremma. La mostra alla Galleria ?Il Quadrivio? Nella sua esposizione Bacherini ha riproposto disegni, stampe e, soprattutto, quadri ad olio, permettendo ai visitatori di ripercorre idealmente ?Una storia maremmana? (titolo della mostra) attraverso le sue opere di Artista ultranovantenne. Particolarmente emozionante è stato il momento dell?inaugurazione ufficiale quando, intorno al Maestro, si sono raccolti gli amici che hanno realizzato una conferenza-incontro. Parlando del ?pittore? Bacherini, Giancarlo Capecchi lo ha definito ?un protagonista ed un testimone prezioso della crescita culturale di questa terra? sottolineando il fatto che nelle sue ope- 68 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 re è stata rappresentata la Maremma in trasformazione con i paesaggi, gli animali simbolici che la popolano e che nei suoi quadri diventano espressioni essenziali. Centrale è stato l?intervento di Mauro Papa, direttore del Polo Culturale Le Clarisse, il critico che, più di ogni altro si è occupato del lavoro artistico di Nilo Bacherini e ne ha curato le mostre. Egli ha sottolineato i passaggi formali della sua arte: dopo un primo periodo espressionistico, di reazione e rivendicazione sociale, in cui era prevalente la veemenza e l?intensità dei colori, il Maestro, che nel 1972, era stato a Parigi dove aveva avuto modo di visitare un?antologica di Francis Bacon, è approdato ad un nuovo tipo di pittura in cui ?la dialettica positiva si sposta dai conflitti sociali a quelli tra la Natura e la tecnologia deviata e disumana?. La sua Arte diviene ?informazione poetica?, un?Arte che contiene un pensiero di miglioramento del mondo. ?La pittura di Bacherini dell?ultima fase ? ha affermato ancora Mauro Papa ? non è più soltanto elemento estetico ma è anche elemento poetico, educazione, formazione e presa di posizione... non più veemente contro, ma poetica a favore!?. Paradigmatico esempio è il Ritorno di Odisseo: ?uno dei quadri importanti di questo pittore nel quale l?artista si pone come traghettatore di valori positivi verso una civiltà antica che deve essere recuperata?. Molto apprezzati anche gli interventi di Claudio Bottinelli, Corrado Barontini, Rossano Marzocchi e Moreno Quinti che, con le loro testimonianze, anche aneddotiche, hanno contribuito a celebrare l?Uomo oltre che l?Artista. Suggestivo il fuoriprogramma conclusivo ad opera del cantastorie Mauro Chechi che ha cantato un?ottava, improvvisando in rima, come vuole l?usanza dei poeti estemporanei: ?Nilo ti giuro son meravigliato/ tra questa gente qui la fai figura/ da tanti amici, vedi, circondato/ perché sei un uomo di grande statura./ Lo sai di te mi sono ricordato.../ anche Dante parlò della pittura/ se conosceva queste opere tue/ ti metteva tra Giotto e Cimabue.? Le opere di Nilo L?antropologo Pietro Clemente parlando delle opere di questo artista, scriveva: ?Bacherini ha per me soprattutto una poetica dei colori e dei racconti (ogni opera è come se dovesse raccontare una storia), incontra le mie stesse memorie con la Casa Rossa, con l?immagine dei maggerini, le barche del padule, ma colori e forme sembrano Nilo Bacherini PRIMO PIANO ? VIVI ? 69 VIVI ???? Un artista, espressione del nostro territorio, che ha saputo con la sua pittura raccontare la Maremma, i suoi paesaggi e gli elementi architettonici, dando un?immagine reale della nostra terra anche se filtrata dalle sue emozioni e dalla sua fantasia voler entrare in un racconto più grande che ha anche un valore di visione, o di profezia [...] Ma un insieme di opere non è un comizio, né un romanzo, non un volantino o un pamphlet, ogni opera sta davanti con le sue dimensioni, chiede attenzione, invita a essere considerata perdendo il ?tempo che è denaro? e guadagnando in libertà, in riflessione...?. Non a caso i quadri di Nilo ci interrogano, chiedono di essere interpretati. È stato lo stesso Bacherini a confidarci questa ragione: ?Con la pittura io cerco di dare lucido a delle probabilità di interpretazione della gente che vede il quadro, vede l?immagine e ad un certo momento non sa spiegarsi il perché sia così attratto da una immagine...?. Ogni sua opera contiene un messaggio che si 70 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 lega alla storia della Maremma e la racconta toccando i temi dell?attualità: un?arte impegnata a difesa dell?ambiente naturale, un?arte che responsabilizza la presenza umana nel governare il territorio, denunciando le contraddizioni dell?epoca in cui viviamo. Ed immancabilmente il rispetto della natura si lega al tema fondamentale dell?amore che rappresenta il filo conduttore della sua opera. Attività e biografia Nilo Bacherini nasce a Grosseto nel 1929; è uno degli artisti più prestigiosi del nostro territorio e nonostante la sua lunga carriera artistica che lo ha visto partecipare a mostre nazionali e internazionali, rimane un sognatore, un uomo che, attraverso la pittura, espri- me i propri pensieri fatti di emozioni e di un vissuto che lega la sua vita alla vita culturale grossetana e toscana. La vasta rassegna di opere presenti nella Galleria, comprendente anche alcune sculture tanto belle quanto care all?Artista, ha permesso al pubblico di seguire con interesse un percorso iniziato nel 1947 quando Bacherini, diciottenne, già frequentava le botteghe dello scultore Ivo Pacini e del pittore Carlo Gentili. Dopo l?esperienza legata al circolo di artisti ?La Chimera? e la prima mostra personale alle Salette Caravaggio di piazza della Vasca a Grosseto, fin dagli anni 60 ha abbandonato la scultura per dedicarsi definitivamente al disegno e alla pittura che lo ha fatto conoscere in tutta Italia. ???? Mauro Papa: ?La pittura di Bacherini dell?ultima fase non è più soltanto elemento estetico ma è anche elemento poetico, educazione, formazione e presa di posizione... non più veemente contro, ma poetica a favore!? Notevole il suo impegno nella direzione del sindacato artisti aderenti alla Cgil che lo ha visto organizzatore e promotore di importanti mostre ed altre iniziative culturali. Bacherini rifugge l?isolamento della provincia e da sempre sostiene una rete di relazioni con critici e artisti di altre città. Ha soggiornato a Parigi (1972), Berlino e Dresda (1974) dove nuovi ed importanti stimoli hanno influenzato il corso della sua Arte successiva. Uomo di grande esperienza e vasta cultura, nel corso degli anni ?80 ha contribuito alla nascita del ?Corriere delle Arti? con Lino Pasquale Bonelli e alla fondazione dell?Associazione Identità Maremmana con lo scopo di valorizzare la memoria storica relativa al territorio. La ?Mostra dell?Arte in Maremma nella prima metà del ?900? (allestita a Grosseto nel 2005 e curata da Enrico Crispolti) venne realizzata grazie all?interessamento e alla proposta di Bacherini. Costante e praticamente ininterrotta la sua attività artistica che lo ha visto protagonista anche negli anni duemila con diverse esposizioni di notevole rilievo come quelle ospitate al Museo Magi di Pieve di Cento (2007), o all?Istituto Italiano di Cultura di Zurigo (2008), al Cassero Senese di Grosseto (2008), sino all?importante riconoscimento del Premio Internazionale di Sulmona (2011). Rilevante la mostra di Firenze del 2012 promossa dalla Regione Toscana nel Palazzo Panciatichi e quella allestita alla Chiesa dei Bigi a Grosseto nel 2017. Lo scorso anno una mostra singolare ed emozionante, proprio perché dedicata al ricordo della moglie Elisa, da poco scomparsa, è stata curata da Mauro Papa e Olga Ciaramella nella Sala Pegaso di Palazzo Aldobrandeschi della Provincia. Sospesa nel tempo e nello spazio, per la minaccia del ?Coronavirus?, questa mostra, per l?attualità dei suoi temi, rischia di diventare il sigillo più autentico dell?arte di Nilo Bacherini secondo cui ?da sempre l?espressione artistica è stata anche necessità di un ricercato dialogo fra gli uomini, fra loro e la natura, nelle vicende i cui risvolti oggettivi sono sempre determinati dall?uomo?. Foto del servizio di Guido Capirci PRIMO PIANO ? VIVI ? 71 VIVI ARTE CONTEMPORANEA ?Giardino Viaggio di Ritorno?, arte pura che colpisce e fa riflettere sul senso della vita La visita al Giardino Viaggio di Ritorno, creatura dell?artista e performer, nonché scultore, pittore, fotografo e videomaker, Rodolfo Lacquaniti ? situato in loc. Piatto Lavato, vicino Buriano (Castiglione della Pescaia) ? non è una semplice visita: è un?autentica esperienza, un viaggio dentro e fuori sé stessi che arriva a farti riflettere su concetti assoluti, quali il senso della vita. Provare per credere? DI LINA SENSERINI D ire che le opere del bioarchitetto Rodolfo Lacquaniti siano una forma di recupero e riuso degli scarti sarebbe troppo semplice, riduttivo e perfino fuorviante. Quello che l?artista e performer calabrese, nonché scultore, pittore, fotografo e videomaker, ha realizzato nel suo giardino 72 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ?Viaggio di Ritorno? è infinitamente di più e gli ?scarti? altro non sono che la preziosa materia prima con cui realizza le proprie creazioni: è arte nel suo significato più alto, è suggestione, è un viaggio ? questo sì ? dentro e fuori sé stessi, una ?bolla? al di là dello spazio e del tempo, annidata tra i canneti di quello che era l?antico lago Prile, ai piedi della collina tra Buriano e Vetulonia, nel comune di Castiglione della Pescaia. Passeggiare in mezzo alle installazioni che spuntano tra gli olivi, tra i salici vitellini, tra i lecci e un poderoso frassino centenario, è calarsi in una dimensione nuova che inizia varcando virtual- ?Sfera di Luce? Rodolfo Lacquaniti ?La balena? mente la porta rossa accanto alla casa, insieme alle testuggini del ?Viaggio verso la luce?, e termina tra i Mutanti H202 della straordinaria installazione ?The Garbage Revolution?. In mezzo, tra il post industriale e l?onirico, si snoda la storia dell?uomo tra le due gigantesche balene e ?l?Arca?, omaggio a tutti i migranti che hanno trovato la morte nel Meditarraneo, tra la ?Sfera di luce?, la palla colorata dell?universo, e ?Transit?, il carrozzone del circo con il suo corteo di figuranti e trampolieri, fino al femminino, la donna con la sua semplicità e genialità, unica speranza e salvezza, insieme ai bambi- ni, per il genere umano. Attraversare la porta rossa è attraversare uno ?stargate? rotondo, come lo rappresenta Lacquaniti nel trittico in cui racconta lo scorrere del tempo e il mutare dello spazio. Un tempo inarrestabile, che potrebbe avere accanto infiniti altri piani temporali a noi invisibili. PRIMO PIANO ? VIVI ? 73 VIVI ???? Il giardino dell?artista calabrese è letteratura e storia, cronaca e filosofia, politica e memoria; al centro l?uomo, artefice e distruttore, protagonista dell?Antropocene, l?ultima era geologica di questa specie? ?Viaggio verso la luce? Il giardino di Lacquaniti è letteratura e storia, cronaca e filosofia, politica e memoria; al centro l?uomo, artefice e distruttore, protagonista dell?Antropocene, l?ultima era geologica di questa specie. Rodolfo Lacquaniti, 64 anni, è arrivato in Maremma da Firenze, insieme alla famiglia, nel 2002. Qui ha trovato il luogo ideale per realizzare il progetto, «l?avventura pazzesca», come lui stesso lo definisce, che mette insieme diverse ?La porta? 74 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 forme ed espressioni artistiche, accomunate dal materiale con cui sono costruite: rifiuti, oggetti di scarto recuperati e riciclati, plastiche, lamiere, bottiglie di vetro, vestiti, che riassemblati diventano arte. «Il giardino ? spiega ? è nato perché volevo ridare vita agli oggetti che la società butta. L?arte non deve produrre inquinamento e non deve consumare risorse, ma deve essere a impatto zero; deve essere ?AAA+++? per usare un gergo ?commerciale? e urbanistico. Ogni opera di questo giardino è frutto della ricerca di oggetti di scarto e del messaggio che lanciano: l?intuizione, l?ispirazione, il trip che improvvisamente esplode nella mia testa quando qualcosa mi colpisce. È come vedere una forma in un blocco di marmo. Io vedo una forma negli oggetti in cui mi imbatto o che mi vengono regalati, di cui mi innamoro perché mi colpisce la loro bellezza, il ?viaggio? che hanno fatto per arrivare a me». Le opere sono disposte con un ordine preciso e in quell?ordine devono essere viste. Anche l?orientamento del giardino non è casuale, ma da est a ovest, verso la luce. Come accade per la prima installazione, ?Viaggio verso la luce? appunto, gigantesche tartarughe con il carapace fatto di dischi di vecchie macchine agricole, blocchi di vetro di fonderia e Cerchianti, realizzati con scarti postindustriali che rappresentano le varie civiltà umane susseguitesi sulla terra, tutti insieme in viaggio verso est, verso la nascita del sole. Il cerchio è la perfezione nell?idea di Lacquaniti e ricorre continuamente nelle sue opere: da solo, insieme ad altri cerchi, pieno, vuoto come linea che delimita l?orizzonte, che divide il cielo dalla terra. In ?Io Sono? è grande e ad esso sono attaccati tanti piccoli anelli di zinco, gli anodi sacrificali (così si chiamano realmente nella loro funzione) posizionati originariamente nelle parti in ferro delle barche perché lo zinco si corrodesse prima, al posto di tutti gli altri metalli. «?Io sono? ? spiega Lacquaniti ? perché la maggiore difficoltà e sacrificio dell?uomo oggi è esserci ed essere presente, come l?anodo che è presente sulle barche e si sacrifica perché gli altri metalli continuino ad esistere. Può sembrare un concetto filosofico lontano dalla vita reale, eppure la difficoltà di esserci per sé e per gli altri è il male maggiore dell?uomo, chiuso in una stanza al riparo dal ?contatto?». Le angosce dell?umanità trovano spa- ?L?arca? zio nel giardino, rappresentate dal più grande dei mostri, essenza della lotta tra l?uomo e la natura e la sintesi di tutte le paure: ?La balena?, che Lacquaniti ha realizzato con vecchi bandoni, delle stesse misure della Moby Dick di Melville e con l?enorme coda alzata verso il cielo, ?copiata? dalla descrizione dello scrittore americano. «Moby Dick non ti cerca. Sei tu, tu che insensato cerchi lei!», scrive Melville nel romanzo, e come tanti Giona, Pinocchio, Ruggero non si può fare a meno di entrare nel corpo dell?enorme cetaceo del giardino di Lacquaniti, pieno di scarti, come le materie che la compongono. Poco più avanti c?è un?altra balena (l?artista ne ha realizzate ben quattro) delle stesse identiche dimensioni, ma fatta con le reti dei pescatori, la coda ancora più alta e slanciata verso il cielo. Ma dentro, questa volta, c?è la luce che filtra dai fori delle reti. «Il mio approccio alle opere è sempre letterario oltre che artistico ? racconta Lacquaniti ? come succede anche con ?Bella? (una bambina di ferro e lamiera sotto un grande leccio, ndr) che con la sua posa plastica e aperta in un abbraccio, novella Alice nel Paese delle meraviglie, si apre al mondo e all?energia che nasce dalla comunione tra uomo e natura». Il giardino è anche ?land art?, come nell?installazione ?L?uovo luminoso?, un grande nido con un altrettanto grande uovo racchiuso da una ?macchia? di salice vitellino, che in primavera si copre di foglie e racchiude il nido. O come il ragno mutante, enorme e minaccioso, fatto di rami di salice, che racchiude dentro di sé una donna incinta appesa per il cordone ombelicale, scambio di dna e legame simbolico tra gli animali e l?uomo. E ancora il frassino gigante che, si dice, i Lorena facessero potare dai potini di Pistoia, sotto al quale campeggia una regina, perché «sono sempre le donne ? dice Rodolfo Lacquaniti ? a legare natura e genere umano, a mitigare con la loro leggerezza la capacità di distruzione degli uomini», rappresentati dai ?Viandanti? e dai ?Guerrieri del vento?. Più avanti la leggera e bellissima installazione ?Il bifronte?, due profili aerei perfettamente uguali, realizzati con un tondino di ferro e issati in alto su un sostegno. Poi la ?Sfera di luce?, fatta con gli archi delle serre, ornata di bottiglie, blocchi di vetro di fonderia colorati, che suonano quando soffia il vento, forse l?opera più bella e suggestiva del giar- Viandanti dall?istallazione ?La storia di Sara? dino. E infine le origini dell?uomo, tra Sodoma e Gomorra, Lot e la moglie che nella fantasia di Lacquaniti non si volta e non si trasforma in una statua di sale come nella narrazione biblica, ma guarda avanti perché è una donna e come tale porta il peso e la gioia di salvare l?umanità. Poi il viaggio si chiude, con una consapevolezza: ciò che accomuna il genere umano ai suoi scarti è l?essere esso ?Il bifronte? PRIMO PIANO ? VIVI ? 75 VIVI ???? Un viaggio che si chiude con una consapevolezza: ciò che accomuna il genere umano ai suoi scarti è l?essere esso stesso uno scarto. Ma una speranza c?è ed è rappresentata da ?The Garbage Revolution?, l?incredibile installazione finale... stesso uno scarto. Ma una speranza c?è ed è rappresentata da ?The Garbage Revolution?, l?installazione che ha stupito pubblico e critica, un ?popolo? di mutanti H202: Nefertiti con il volto fatto con la camera di carburazione degli F104, Dalì la cui testa è l?oblò di un aereo da guerra tedesco, rimasto sommerso in acqua per 50 anni e restituito trasformato dal mare, Giulietta Masina e Degas, principi e regine, personaggi comuni e un uomo a cavallo, «perso- ?The Garbage Revolution? 76 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ?Mutamenti di Materia? naggi antichi e moderni insieme ? scrive lo storico dell?arte contemporanea Paolo Campiglio ? che sono parte di noi, nel senso che contengono la nostra storia: ripropongono quegli oggetti che abbiamo posseduto per un certo periodo della nostra vita e poi abbiamo rifiutato come scarti. Poi ritornano e ci sommergono». Tutti insieme nel viaggio di ritorno verso lo stargate in cui entrano ?scarti?, per uscire rinati verso la luce e verso una nuova vita. Info utili Per visitare il giardino ?Viaggio di ritorno?, situato in loc. Piatto Lavato a Buriano (Castiglione della Pescaia) è necessario scrivere alla mail r.lacquaniti@tiscali.it oppure telefonare al numero 335 5247472. Possono essere organizzate visite per i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, guidate dall?artista. È obbligatoria la prenotazione. VIVI L?ITINERARIO Sulle tracce del patrimonio culturale francescano in Maremma? Nonostante siano passati più di 800 anni non sembrano esserci dubbi sul passaggio di San Francesco sul suolo grossetano. Difficile stabilire con esattezza tutto ciò che fece e tutto ciò che sfiorò. Sicuramente non era dotato dei moderni sistemi di tracciatura, né ufficiali e scientifici, né per divertenti games turistico-naturalistici, ma certamente la sua eredità spirituale aleggia ancora in tutti i luoghi della nostra provincia. Vediamo dove e perché? DI TÌNDARA RASI San Francesco 78 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 S Leccio delle ripe (Piancastagnaio) an Francesco, santo umbro, ebbe molta influenza in area maremmana. Abitò qui, fondò monasteri, ebbe amici. Ma del suo girovagare in questo territorio non è possibile avere molti dati certi. Oggi esistono numerose modalità, grazie alle quali si possono lasciare tracce del proprio passaggio ad altri. Dal materiale cartaceo, ai siti, alle App, ogni spostamento è tracciato e localizzato. Ultima frontiera proviene dalla caccia al tesoro, metà virtuale, metà ambientale, detta ?geocache?. Si tratta di un gioco di comunità che propone di geolocalizzare e inserire coordinate e riferimenti di alcuni luoghi di interesse paesaggistico o storico raggiunti da un primo utente, lasciando nel contempo per gli altri ?invitati? direttamente sul luogo, appositi contenitori con bugiardino, logbook o casellari per firme a beneficio di chi li ritrova, pezzi di giochi detti trackable, ecc. Chi legge sul sito la nuova location geomappata, e decide di partecipare al gioco, si mette sulle tracce dettate da quelle coordinate per ritrovare il contenitore cache lì nascosto. Quando lo trova, lo apre, inserisce un oggettino suo, firma il logbook cartaceo che ne registra la propria presenza, lo rimette a posto nel suo nascondiglio segreto, va sul sito internet e contrassegna il raggiungimento di quel punto con una foto, un materiale specifico, un commento. Per trovare il luogo, per ricavare le coordinate, spesso sul sito vengono preventivamente caricati dei rebus da risolvere. Travalica il gioco stesso l?aspetto più interessante e nascosto: rincorrendo le nuove postazioni inserite nel sito, a caccia di punti e quindi di ?tesori? simbolici, si cammina, ci si muove, si scoprono posti diversi. Il geocache può essere cercato da soli o a gruppi. Sono stati organizzati raduni ed eventi dalla comunità anche per pulire determinate zone inquinate, per ripristinare sentieri abbandonati, per la piantumazione di nuove piante in aree danneggiate, come l?evento Cache In Trash Out. La Toscana, in questo gioco a metà tra virtuale e turistico, è una capostipite. In Maremma, geocache si troverebbero presso Monte Labbro nei luoghi di Davide Lazzaretti, vicino alla pieve di Santa Maria ad Làmulas, tra i ruderi dell?eremo di Malavalle, negli scavi della canonica di San Niccolò con la sagoma dalla forma di margherita a Montieri, presso la sede vescovile di Roselle. Servirebbero però anche geocache per valorizzare il patrimonio culturale, artistico e immateriale, di origine francescana. A giugno del 2019 un geocacher ha inserito la basilica di San Francesco ad Assisi tra i luoghi da ricercare. Più vicina a noi, potrebbe essere interessante Saragiolo, per esempio, frazione di Piancastagnaio (SI), dove si trova un leccio alto 15 metri e dalla circonferenza di oltre 7 metri, detto ?leccio delle Ripe?, figlio di un altro sotto il quale si narra sostò San Francesco. Sotto di esso non attecchisce mai la neve. Si raggiunge a piedi, tra la natura incontaminata, ed ha lo stesso rispetto devozionale riservato ad un altro leccio legato invece alla figura di San Bernardino da Siena, a Montorsaio, oppure all?ulivo o alla quercia da sughero di Buriano, nel cui vano cavo visse invece San Guglielmo, fondatore dell?Ordine dei Guglielmiti. Ma chi inserisce i contenitori ufficiali con trackable, in affiancamento al turi- PRIMO PIANO ? VIVI ? 79 VIVI ???? San Francesco, santo umbro, ebbe molta influenza in area maremmana. Abitò qui, fondò monasteri, ebbe amici. Ma del suo girovagare in questo territorio non è possibile avere molti dati certi. Massa Marittima, Seggiano e successivamente anche Scarlino i centri di maggiore espansione francescana Chiesa di San Francesco (Massa Marittima) smo ufficiale e a quello religioso in particolare, non si fa dare suggerimenti: gioca sull?improvvisazione e la sorpresa, tra risus, ludus, jocus et jocunditas. Tralasciando le memorie ?vegetali?, a livello architettonico vanno ricordati i conventi di Massa Marittima e di Montieri, che sembrerebbe siano stati eretti proprio dalle mani di San Francesco. Quello di Massa Marittima, antichissimo (il prossimo anno si celebrerà l?ottocentenario dalla sua fondazione: 12212021), ebbe il doppio onore di essere fondato da San Francesco e anche di aver dato ospitalità all?altrettanto famoso San Bernardino da Siena, francescano del ramo degli Osservanti. Lì, ancora prima di Bernardino, vissuto tra il 1380 e il 1444, vi aveva abitato il beato Ambrogio da Massa, frate minore morto nel 1240, amico di due altri beati francescani, il beato Morico e il beato Giacomo da Massa. Il beato Ambrogio divenne prete a Scansano, ma la sua fama travalicante i secoli si deve alle capacità oratorie e alle sue doti da taumaturgo. Lo stesso San Francesco aveva questi doni. Era istruito, sapeva il provenzale e il latino, cantava, faceva il ?giullare? per attirare le folle con letizia e giocosità, suonava, ballava, girava il mondo: tutto, per attrarre a Dio. Inoltre guariva i lebbrosi, come Gesù e alla sua morte una bimba con il collo storto guarì, gli indemoniati vengono liberati, i paralitici guariti immergendosi nei pozzi o nelle piscine. San Bernardino, invece, a Massa 80 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Marittima organizzò i frati francescani Osservanti ed espanse la sua spiritualità e religiosità in tutte le province limitrofe, pubblicizzando il nome di Dio tramite un ingegnoso ?logo? grafico, un sole con dentro la scritta IHS, lo stesso che si ritrova scolpito nel pozzo della ?Bufala? dentro il chiostro della chiesa di San Francesco, nel centro storico di Grosseto. Conosciuto per i suoi numerosi miracoli, San Bernardino si spostò anche presso il Convento della Nave a Montorsaio (luogo del beato Andrea, un francescano del XV secolo circa, del quale si conosce solamente il nome) e presso il convento del Colombaio situato a Seggiano, vicino Poggio Ferro. In quest?ultimo l?8 settembre 1403 officiò la sua prima messa e pronunciò la sua prima omelia. Da quel che si attesta, papa Onorio III consegnò proprio nelle mani di San Francesco il convento, documentando con tale atto la presenza del santo in territorio seggianese. Di questo edificio, oggi non rimane quasi più nulla ma l?area intorno potrebbe essere comunque oggetto di attenzione dei geocachers. Il convento divenne residenza successiva di un altro frate francescano famoso, il beato Filippo da Seggiano, noto predicatore nelle zone di Montalcino, amico intimo dello stesso San Francesco e di Sant?Antonio da Padova. Amicizie sostanziali e degne di nota. A Seggiano visse anche un altro singolare frate, Onofrio da Seggiano, maestro del francescano San Giovanni da Capestrano, profeta, rabdomante, ingegnere di opere idrauliche, amante del saio. San Francesco aveva dato istruzioni chiare nelle sue regole sull?abbigliamento da indossare. I vestiti che gli donavano i ricchi, preferiva darli ai poveri e non tenerli per sé. Il suo era un saio fatto di semplice sacco ruvido di colore marrone-grigio, a forma di ?Tau?, cioè di ?T?. Quando si strappava, Santa Chiara glielo rammendava e aggiungeva pezzi del suo stesso mantello dove lo riteneva più liso, come si evince dai due ancora conservati ad Assisi e a La Verna. A volte, invece, lo riparava lui stesso con cortecce di alberi o pianticelle. Generalmente lo teneva legato in vita tramite una corda che gli faceva da cintura, caratterizzata da tre nodi simbolici. Se sentiva freddo, ci aggiungeva un pezzo di pelliccia di volpe e il cappuccio per ripararsi come ?sorella allodola?, ma non doveva mai essere eccessivamente lungo, usanza più da ricchi e nobili. Se proprio necessario si potevano indossare sandali (lui stesso alla fine della vita usò delle babbucce). Un abbigliamento austero, che Onofrio da Seggiano non disdegnava, ma che di certo non prevedeva tasconi per GPS. Un altro beato locale del 1220, il beato Guido da Selvena, frate francescano vissuto tra il 1220 e il 1287-88 tra Montalcino (SI) e il convento del Colombaio a Seggiano, amico anche lui di San Francesco, aveva come dono quello di saper organizzare delle vere e proprie animazioni omiletiche per le folle. Inoltre amava molto gli animali: fece amici- Ferriera del lama - Convento del Colombaio (Seggiano) zia con un gatto che gli procacciava uccellini da mangiare e che gli stette vicino fino alla morte. In entrambi gli aspetti assomigliava a San Francesco, universalmente ritenuto amante degli animali: tortore, fagiani, usignoli, aquile, corvi, cicale, agnellini, lupi, pesci, erano amici suoi, gli obbedivano e lo coccolavano. Un falco lo risvegliava con garbo ogni mattina al posto della suoneria dei moderni cellulari. Le rondini si zittivano dietro sua richiesta, come riporta il capitolo XVI dei Fioretti. Le formiche si spostavano dai tronchi dove lui riposava. Le api gli regalavano miele. Quando morì, attorno a lui volteggiavano allodole ad accompagnarne la salma. Nessuno di quegli animali era dotato di un collarino di localizzazione, ma sono ricordati per trasmissione orale o scritta, meglio di tante altre storie. La città di Grosseto non conserva luoghi direttamente fondati da San Francesco, ma alla fine del Duecento venne allestito un convento francescano e uno clarissiano nel convento di San Fortunato (San Francesco), abbandonato dai benedettini; e nel 1621 fu consacrata l?attuale chiesa di San Francesco a fianco ad essi. Di epoca più tardiva rispetto ai due conventi sopra citati, vi sono quelli di Gavorrano, Scarlino, Montorsaio. In quello di Scarlino, in particolare, denominato convento di Monte di Muro esiste già una mappatura geocache, con la cache ?situata in uno dei primi ruderi?, spiega il sito. In quel luogo vissero due noti frati francescani. Si tratta del beato Tommaso Bellacci da Firenze (o da Scarlino), frate minore osservante vissuto dal 1370 al 1447, e del suo amico e seguace eremita Gaspare, morto nel 1477. Quest?ultimo, oltre ad essere ricordato per l?austerità di vita (mangiava solo pane ed erbe aromatiche), era sempre circondato da uccellini selvatici e addolciva i lupi feroci: come non ricordare il famoso episodio del lupo ammansito da San Francesco, riportato nel capitolo XXI dei Fioretti. Tommaso Bellacci da Firenze è da associare ad altri episodi noti di San Francesco, in particolare al suo incontro con il sultano al-Malik al-K?mil, avvenuto nel 1219 a Damietta in Egitto, durante una crociata. Il sultano era musulmano e secondo alcune fonti San Francesco fu torturato e poi rilasciato; secondo altri, si incontrarono e si misero a parlare pacificamente, tanto che alla fine il sovrano non voleva che lui se ne andasse. Anche Tommaso Bellacci fu a capo della delegazione che si recò tra Siria ed Egitto prima al fianco e poi al posto di Alberto di Sarteano e come accadde a San Francesco, fu molto apprezzato come missionario dal sultano d?Egitto dell?epoca. Un altro beato, Antonio di Massa Marittima, frate francescano minore divenuto vescovo di Massa Marittima nel 1430 e morto nel 1435, fece viaggi di dialogo missionario in qualità di predicatore apostolico. La sua ostilità contro San Bernardino da Siena, aleggia attorno alla sua figura. Per contro, fu più volte nunzio e paciere a Costantinopoli, in area greca e in area turca, tentando di dirimerne le varie controversie, viste le sue doti da bravo oratore. Non ebbe però sufficiente fortuna come i primi due, e alla fine della vita si limitò a rientrare in sede presso Massa Marittima, occupandosi solo di riorganizzare la rubrica dell?Ufficio Divino, da fine conoscitore dei codici classici. I viaggi, all?epoca, logoravano fisicamente e non essendo comodi e indenni da rischi fisici importanti, ci si ritirava a vita domestica molto presto. Se i due centri di maggiore espansione francescana furono dunque Massa Marittima e il Colombaio di Seggiano, ai quali si aggiunse presto anche Scarlino, solo a partire dal 1700 rifulsero figure collocabili nell?area sud della Maremma grossetana. Si tratta di tre donne, dislocate da mare a vetta. La prima è Maria Maddalena dell?Incarnazione (1770-1824), che dopo aver visto Gesù riflesso nello specchio si svincolò dalla promessa di fidanzamento e decise di farsi suora. San Francesco stesso si specchiava in Dio, i frati in lui (lo chiamavano ?specchio di perfezione?), e lui guardava Dio, la natura e Santa Chiara. Questa monaca terziaria regolare, si chiamava in realtà Caterina Sordini, ed era stata una giovane vivace di Monte Argentario, anche lei legata a vicende di preghiera sotto un leccio di Cala Grande o alla corsa in mezzo ai lupi per raggiungere un ciliegio carico di frutti. Il suo carisma da fondatrice le permise di fondare le ?Adoratrici Perpe- PRIMO PIANO ? VIVI ? 81 VIVI ???? Un viaggio tra fede e speranza da mettere in agenda per quando l?emergenza Covid19 sarà finalmente finita... tue del Santissimo Sacramento? ed oggi è beata. Un?altra suora francescana di Castell?Azzara, Teresa Mastacchini (1892-1926), prese i voti con il nome di suor Maria Lilia di Gesù Crocifisso. La sua peculiarità fu quella di poter parlare con gli angeli e saper leggere i pensieri delle persone. Fondò la congregazione delle ?Pie Operaie?. Ebbe in dono le stimmate sulle mani e sui piedi. In questo, si affianca a San Francesco che il 14 o il 15 settembre 1224, mentre si recava al monte La Verna assieme al suo amico frate Leone, vide scendere dal cielo un angelo serafino (dotato di sei ali) e subito dopo ricevette le stimmate. Successivamente, nel 1216, presso la chiesetta di Santa Maria degli Angeli (la Porziuncola), vide non un solo serafino, ma un intero coro angelico in accompagnamento alla Madonna che gli apparve Convento di Monte di Muro (Scarlino) improvvisamente. Anche Veronica Nucci di Sorano (1841-1862), una ragazza pastorella della nostra provincia, vide la Madonna il 19 maggio 1853 a Cerreto di Sorano; da quel momento decise di dedicare la sua vita a Dio e divenne francescana con il nome di suor Veronica di Maria Addolorata. Qualche tempo dopo, gli abitanti del posto iniziarono la costruzione di una chiesa sul luogo dell?apparizione, meta tutt?oggi di pellegrinaggi, custodita da suore carmelitane. San Francesco si è dunque mosso sul suolo grossetano, tra le vie pellegrine, tra i boschi e le rupi. Difficile stabilire con esattezza tutto ciò che fece e tutto ciò che sfiorò. Sicuramente non era dotato dei moderni sistemi di tracciatura, né ufficiali e scientifici, né per divertenti games turistico-naturalistici, ma certamente la sua eredità spirituale aleggia ancora in tutti i luoghi della nostra provincia. Sono più fortunati i moderni viandanti. Esistono dappertutto libri cartacei per le firme dei visitatori, anche dove il cellulare e Google Maps non riceve segnale: se non si risolve il games delle coordinate o il GPS non funziona, se non si trovano geocache e logbook da firmare, si possono fissare lì i segni documentali del proprio vagabondaggio, in nobile aiuto per gli storici futuri che volessero avventurarsi a scrivere le nostre peripezie esistenziali moderne, chissà quanto interessanti per le generazioni future. San Francesco lasciava croci a forma di Tau nelle grotte dove visse; noi cache o firme sparse nel mondo da buoni globetrotters. Il tempo soltanto decreterà quali ?capsule? consegnate all?eterno risulteranno davvero più durature. Francescani di Grosseto ? Beato Ambrogio da Massa, frate minore, Massa Marittima (GR), morto nel 1240, che visse lì con il Beato Morico e il beato Giacomo da Massa; ? Beato Filippo da Seggiano, frate francescano, Seggiano (GR), 12031290; ? Beato Guido da Sevena, frate francescano, Selvena (GR), 1220-1287-88; ? Onofrio da Seggiano, indossò il saio francescano per tutta la vita, Seggiano (GR), 1200 circa; 82 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ? Beato Tommaso Bellacci da Firenze, frate minore osservante, Scarlino (GR), 1370-1447; ? San Bernardino da Siena, Ordine dei frati minori francescani, Massa Marittima (GR), 1380-1444; ? Beato Antonio di Massa Marittima, frate minore, Massa Marittima (GR), morto nel 1435; ? Frate Gaspare da Firenze, eremita e frate minore francescano, Scarlino (GR), morto nel 1477; ? Beato Andrea di Montorsaio, francescano, Montorsaio (GR), XV secolo circa; ? Beata Maria Maddalena dell?Incarnazione (Caterina Sordini), terziaria francescana, Monte Argentario (GR), 1770-1824; ? Veronica Nucci, clarissa francescana, Cerreto di Sorano (GR), 1841-1862; ? Suor Maria Lilia (Teresa) Mastacchini, terziaria francescana, Castell?Azzara (GR), 1892-1926. VIVI TURISMO Obiettivo: creare una ?rete? di sentieri o meglio di Cammini di Maremma Si chiama ?Cammini di Maremma? ed è un?associazione di promozione sociale che opera su base volontaria nata con l?intento di creare una ?rete? di sentieri della Maremma (che gli ideatori vogliamo chiamare cammini), che metta in comunicazione tutte le zone del nostro territorio, superando gli stretti confini dei singoli Comuni C DI DEBORAH CORON reare una rete per percorsi a piedi (e in bici) che, partendo da quanto già esistente nel territorio, trovi i collegamenti tra i vari tracciati per consentire un utilizzo ininterrotto da zona a zona, con l?identificazione finale di 8-10 distinti cammini comunicanti tra loro, percorribili in 4-8 giorni, ciascuno con le proprie caratteristiche. È questo il senso del progetto dei Cammini di Maremma sul quale sta lavorando l?omonima associazione di promozione sociale con sede a Grosseto presieduta da Nivio Fortini che al momento sta predisponendo un primo tracciato per conto dell?Ambito Turistico Territoriale Maremma Toscana Sud (che comprende 14 Comuni, capofila Grosseto), che va da Orbetello a Talamone di circa 60 km. Che sarà presentato non appena sarà pronto. ?Viviamo in un territorio ricco di valori storici paesaggistici e ambientali per gran parte risparmiato da devasta- 84 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 zioni edilizie, urbanistiche e speculative ? spiega Nivio Fortini ?. La passione ed il piacere del camminare e andare in bici che ormai accomuna tanta gente di tutto il mondo, ci permette di guardare la nostra terra nel rispetto e nella valorizzazione dell?ambiente e dei molti aspetti culturali, storici, economici e religiosi che lo caratterizzano e sono gli spunti dei ?Cammini di Maremma?, peraltro in un contesto climatico generalmente favorevole rispetto alle provenienze dei possibili utenti italiani e stranieri. C?è molto da lavorare e da confrontarsi, ma l?idea di impegnarsi volontariamente e nella concreta speranza di un ritorno economico (non solo nel periodo estivo) e d?immagine per l?intera comunità ci porta necessariamente ad un costruttivo confronto con le varie Amministrazioni ed Enti, locali e regionali e di conseguenza alla possibilità di accesso a fondi nazionali ed europei. L?idea dei ?Cammini di Maremma? è semplicemente e per ora ?soltanto? questo, tutto il resto nascerà dai contributi, dalle idee e dalla voglia di fare di chi camminerà, andrà in bici con noi e crede in questo progetto. Ad oggi ? aggiunge Fortini ?, dopo più di un anno di incontri e scambio di opinioni con appassionati, imprenditori, amministratori ed addetti ai lavori maremmani e non, abbiamo costituito l?Associazione, registrato il dominio del nome ?Cammini di Maremma? e stiamo implementando il sito e la pagina Facebook. Partendo dalle nostre diverse conoscenze territoriali di camminatori e ciclisti abbiamo suddiviso la Maremma in zone e nello specifico la provincia di Grosseto e, attraverso diretti contatti con persone interessate nelle singole aree, stiamo definendo una prima mappatura di massima dei distinti territori al fine di caratterizzare i diversi Cammini di Maremma per le proprie singole identità storiche, culturali, ambientali, economiche, religiose, ecc. Metteremo altresì particolarmente cura alla possibilità che gli stessi si intreccino e comunichino l?uno con l?altro, mantenendo comunque una necessaria efficienza ricettiva secondo le varie possibilità economiche?. La peculiarità del progetto dei Cammini di Maremma, come detto, è quella PRIMO PIANO ? VIVI ? 85 VIVI ???? Al momento l?associazione sta per predisporre un primo tracciato per conto dell?Ambito Turistico Territoriale Maremma Toscana Sud (che comprende 14 Comuni, capofila Grosseto), che va da Orbetello a Talamone di circa 60 km. e che verrà consegnato non appena sarà possibile di creare una rete per percorsi a piedi (e in bici) che, partendo da quanto già esistente nel territorio, trovi i collegamenti tra i vari tracciati per consentire un utilizzo ininterrotto da zona a zona, con l?identificazione finale di 8-10 distinti cammini comunicanti tra loro, percorribili in 4-8 giorni, ciascuno con le proprie caratteristiche. Al fine di arrivare all?obiettivo l?associazione ha in mente un percorso chiaro. ?Per questo scopo ? precisa ancora Fortini ? è necessario, in primis, mappare l?esistente e tracciare i cammini in ambito territoriale extracomunale. Poi occorre individuare i percorsi di collegamento idonei e/o possibili tra i vari cammini, coinvolgere e stipulare accordi e convenzioni con Amministrazioni, associazioni di categoria, enti, consorzi, operatori turistici, ecc. Inoltre, è importante dare visibilità al territorio attraverso una piattaforma on-line in cui saranno presenti la mappatura dei cammini e la condivisione degli utenti, ma anche la pubblicazione di una guida che possa affiancare i moderni mezzi di comunica- 86 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 zione, che contempli la logistica dei singoli cammini, dei singoli paesi, delle identità alimentari ed enogastronomiche, alberghi, B&B, agriturismi, trattorie, ristoranti, punti di ristoro, negozi per bici e articoli sportivi, riferimenti a bus, traghetti, treni e aeroporti. Infine, dovranno essere citati i siti di interesse storico, religioso e culturale, musei, cinema, teatri, biblioteche e quant?altro, sia per arricchire l?interesse degli utenti, che per evidenziare le varie opportunità nel caso di tempo sfavorevole o per uno o più giorni di riposo?. Fin qui il quadro generale. Dal punto di vista delle richieste l?associazione chiede condivisione del progetto, individuazione di referenti locali nella varie zone che aiutino e collaborino nell?individuazione dei cammini, impegno delle Amministrazioni su segnaletica e manutenzione dei percorsi, una volta individuati e tracciati, partenariato per la partecipazione a bandi di finanziamento nazionali ed europei. In cambio, sempre con l?obiettivo di arrivare a dama, l?associazione mette sul piatto esperienza pluridecennale sul territorio e su cammini e trekking nazionali e internazionali, impegno su base volontaria, senza scopo di lucro, coordinamento delle varie fasi di realizzazione del progetto. Per saperne di più si possono contattare i referenti: Nivio Fortini (presidente) 370.3794027 e Claudio Angelini (vice-presidente) 333.6453265. Info: Web: www.camminidimaremma.it | Facebook: Cammini di Maremma | Instagram: Cammini di Maremma VIVI MAREMMA DA SCOPRIRE Il Castello di Montemassi, un luogo magico dove si respira la storia DI GIADA RUSTICI P erdersi nella Maremma è senz?altro un?esperienza mozzafiato, che coinvolge a trecentosessanta gradi: chiunque la provi si trova immerso in paesaggi senza tempo che profumano di storia, in un bacino di natura e tradizioni antiche in cui ogni singolo angolo di terra urla di vicende lontane, in un ponte tra passato e presente; in Maremma è così, non c?è nulla che non faccia ripercorrere, in modo evidente, le orme di vicende ed arti antiche: immerse in un paesaggio dalle mille sfaccetta- 88 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 ture, esse rappresentano un modo per vivere la cultura, locale e non, in modo diverso, lontano dai libri di storia ed immersi totalmente in quegli avvenimenti che sembrano così lontani dal nostro tempo. Nel nostro territorio i luoghi in cui la storia si fa effettivamente tangibile sono infiniti e tra questi se ne ricorda uno in particolare le cui vicende sono tortuose e controverse, come i percorsi per raggiungerlo alla sommità di un colle, sopra l?omonimo borgo, nel comune di Roccastrada: si tratta del castello di Montemassi, un prezioso monumento che abbraccia l?intera valle maremmana, dalle colline al mare, dominando possentemente non solo il territorio circostante, ma anche l?avanzare del tempo, come se, dall?alto, rimanesse immobile quale vessillo di un passato che resiste nonostante il galoppare del tempo. La storia Il castello di Montemassi, con la sua torre a pianta ottagonale che sorge sulla Foto Marta Fanti In Maremma i luoghi in cui la storia si fa effettivamente tangibile sono infiniti e tra questi se ne ricorda uno in particolare le cui vicende sono tortuose e controverse, come i percorsi per raggiungerlo alla sommità di un colle, sopra l?omonimo borgo, nel comune di Roccastrada: il castello di Montemassi sommità della collina attorniata dagli olivi, è uno dei tanti emblemi del nostro territorio. La sua storia, passando sotto diverse proprietà, è però alquanto tortuosa. La prima attestazione si rinviene in un documento del 1076 come proprietà degli Aldobrandeschi. Circa le origini di questa potente famiglia sono state avanzate numerose ipotesi, ma quella più accreditata sembra essere quella che la vede di origine longobarda arrivata in Italia centrale al seguito del re Atauri, quando egli tentò di conquistare la Penisola. Dopo la separazione della casata Aldobrandesca nel Duecento, tra i Conti di Sovana e Pitigliano, guelfi filo fiorentini e quelli di Santa Fiora, ghibellini filo senesi, il castello venne inglobato tra i feudi dei primi; nel 1259 i senesi ghibellini tentarono la conquista del castello, ostacolata però dalla battaglia di Montaperti tra Siena e Firenze del 1260 e ripresa con successo subito dopo; distrutto da questi ultimi e nuovamente ricostruito dopo il ritorno degli Aldobrandeschi guelfi di Sovana e Pitigliano, venne poi inglobato tra le proprietà feudali dei Pannocchieschi agli inizi del XIV secolo; anche Nello d?Inghiramo dei Pannocchieschi signore del Castello di Pietra (ricordato per la travagliata vicenda della dantesca Pia de? Tolomei), presumibilmente ebbe il controllo del cassero di Montemassi: la vicenda è però incerta a causa di contrasti con un omonimo e coetaneo della stessa famiglia, Nello di Mangiante, il quale non ebbe però contatti con Siena. PRIMO PIANO ? VIVI ? 89 VIVI ???? Un prezioso monumento che abbraccia l?intera valle maremmana, dalle colline al mare, dominando possentemente non solo il territorio circostante, ma anche l?avanzare del tempo, come se, dall?alto, rimanesse immobile quale vessillo di un passato che resiste nonostante il galoppare del tempo La svolta decisiva per il Castello di Montemassi fu però l?anno 1328 quando il condottiero lucchese Castruccio Castracani degli Antelminelli sostenne una ribellione contro i senesi: quest?ultimi organizzarono le loro milizie sotto la guida militare del capitano di ventura Guidoriccio da Fogliano di Reggio Emilia e riottenettero la rocca. Un celebre dipinto Data l?importanza strategica, per i senesi, del cassero di Montemassi come fortificazione per l?espugnazione dei territori della Maremma, fu ordinato ad un famoso pittore senese Simone Martini di celebrare con un dipinto in Palazzo Pubblico a Siena nella Sala del Consiglio, l?assedio e la riconquista di questo castello: l?affresco raffigurante in primo piano un condottiero a cavallo con una veste elegante a di rombi neri è uno dei più celebri dipinti della storia dell?arte, che però ha lasciato e continua a lasciare un alone di polemiche sull?attribuzione, la datazione e gli aspetti tecnici dell?opera. Anzitutto alla sinistra del condottiero si staglia in lontananza Montemassi, con la sua torre ancora integra e circondata dalle mura; sulla destra c?è invece l?accampamento senese, fronte dell?offensiva, con le tende e i filari delle vigne. L?accostamento delle vigne con uno scenario di conquista, potrebbe suonare forse bizzarro: in effetti si tratterebbe di un probabile errore di traduzione delle cronache di guerra che ha portato l?artista a dipingere delle vigne laddove le VINAE latine erano delle macchine da guerra. Dai più recenti studi sugli scavi in prossimità del castello e dall?analisi iconografica del dipinto, si è poi ipotizzata una cronologia dell?affresco intorno alla metà del Trecento e più precisamente tra il 1331 e il 1364. Controversa è anche l?attribuzione dell?opera a Simone Martini, nonostante la presenza in fondo al dipinto della data a caratteri romani MCCCXXVIII (anno dell?assedio del castello di Montemassi) e nonostante la presenza di un documento dell?archivio comunale che attesta un pagamento di sedici fiorini a Simone Martini per aver dipinto tra gli altri anche un affresco proprio su questo tema. A complicare il quadro degli studi sono i lavori di restauro che nel 1980 portarono alla luce un ulteriore affresco sotto il dipinto, rappresentante la conquista del castello di Arcidosso da parte dello stesso Guidoriccio nel 1331: da qua cominciò a delinearsi l?ipotesi che quest?ultimo dipinto fosse opera del Martini, mentre il famigerato Guidoriccio fosse un?opera realizzata da Domenico e Francesco d?Andrea nel XV secolo sopra l?affresco originario di Simone Martini. Il Guidoriccio da Fogliano all'assedio di Montemassi, dipinto di Simone Martini 90 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 La citazione di Luciano Bianciardi Ma non finisce qua: il paese di Montemassi ha un suo posto anche nella letteratura maremmana essendo citato infatti nel romanzo ?La vita agra? di Luciano Bianciardi, che colloca il villaggio di minatori proprio nel punto in cui, nell?affresco di Palazzo Pubblico a Siena, si trova il condottiero a cavallo: ?Non so se avete in mente l?affresco che dipinse Simone Martini al palazzo comunale di Siena, quello dove Guidoriccio da Fogliano, col suo cavallo bardato a losanghe nere e gialle, va all?assedio di Montemassi. Ecco, proprio dove nell?affresco sta Guido, ora c?è il villaggio degli operai...?. Un lento declino Travagliato nell?arte e nella storia, dunque, perché nel 1374, al culmine del proprio potere, i membri della nobile famiglia senese dei Salimbeni, dopo aver subito un oltraggio dal governo di Siena, tentarono di impossessarsi di alcuni castelli prossimi alla Maremma, dove avevano forti interessi commerciali e agricoli: ecco dunque che conquistarono oltre a quello di Boccheggiano anche il castello di Montemassi, anche se, poco tempo dopo, quest?ultimo, venne restituito al Comune di Siena e successivamente rivenduto alla famiglia dei Verdelli di Montalcino. Rientrato di nuovo in possesso del Comune di Siena tramite acquisto, ebbe inizio la fase di declino: nel 1404 fu presa decisione di smantellare la rocca per evitare che qualche ribelle lo rieleggesse a base per contrastare la potenza senese. Nel 1599 entrò a far parte, come tutti i territori e castelli della Toscana, del Granducato Mediceo di Toscana; nel XVII secolo venne concesso in feudo ai Malaspina e rivenduto nel XVIII secolo ai marchesi Cambiaso di Genova. Da allora il castello di Montemassi ha subito un degrado dovuto ad un totale abbandono e rivalutato solo nella seconda metà del XX secolo, quando artisti e intellettuali attirarono l?attenzione dell?opinione pubblica sul suo valore storico e artistico: nel luglio 2007 è stato infatti completato il consolidamento del Mastio, con ripristino e messa in sicurezza di una scala impervia per l?accesso alla piattaforma soprastante la cisterna. Un importante esempio di architettura gotica Nonostante il passato e il presente travagliati, il castello di Montemassi rimane un importante esempio di architettura gotica nel territorio maremmano, anche se ormai allo stato di rudere. La fortificazione, che corona un colle di 280 metri sopra al paese, è costituita da resti dei due corpi di fabbrica preminenti: a nord sorge il Mastio con la base del muro a scarpa e numerose finestre con vasta apertura che fanno pensare ad una funzione abitativa piuttosto che strettamente militare. All?interno del Palazzo si notano ancora le tracce delle travature dove appoggiavano i solai lignei, comunque successivi ad un solaio a volta di cui sono evidenti i resti. All?edificio fu in seguito addossata una grande cisterna per l?acqua, ancora oggi intonacata a calce e posizionata in un cortiletto interno formato dalle stesse mura del castello. A sud invece troviamo i resti di una torre quadrangolare, dotata di feritoie, con resti di volte in muratura. Dal castello partono due cortine murarie, ormai inglobate nelle abitazioni, che scendono verso il borgo come a protezione dell?abitato e si ricongiungono nella parte inferiore all?unica porta di accesso. Il castello di Montemassi è un luogo millenario che racconta storie di battaglie e condottieri: è dunque un salto nel passato attraverso un affascinante percorso tra le torri e le mura del castello, che ancora preservano la memoria di una Maremma medievale; è un percorso nella natura nel quale si respira la storia. Giunti, poi, alla sommità del colle lo spettacolo che si apre è assolutamente stupefacente. L?impressione è quella di essere calati in un?opera d?arte: da quasi mille anni il castello di Montemassi osserva dall?alto la sua terra. Camminare tra le rovine di pietra ed ergersi sulla torre permette di immergersi nel paesaggio del famigerato dipinto e di poter percepire gli echi delle molte battaglie che sono susseguite; visitare la costruzione significa dunque non solo avventurarsi tra le rovine, ma soprattutto salire fin sulla torre e ammirare l?incredibile distesa collinare che si apre portentosa alla nostra presenza, offrendo un abbraccio alla Maremma: un abbraccio che dall?alto della sua posizione si dipana tra arte e storia. PRIMO PIANO ? VIVI ? 91 SCOPRI SCOPRI C?È DA VEDERE | Itinerari e luoghi da scoprire Metti un tour alla scoperta delle mura di Massa Marittima Massa Marittima è un suggestivo borgo dell?Alta Maremma, nel cuore delle colline metallifere in una felice posizione strategica, tra Siena e Grosseto, nell?entroterra ma poco distante dal mare di Toscana. La cittadina è ricchissima di storia, monumenti e luoghi d?interesse da visitare. E tra questi sicuramente le Mura S DI SANDRA POLI e potessimo fare un salto indietro nel tempo per vedere come era Massa Marittima in passato, un ottimo punto di riferimento è la Figura Vigesimasettima, pianta redatta dal Capitano Serafino Burali di Arezzo che nel XVII secolo effettuò degli studi topografico-militari sulle fortificazioni più importanti. Siamo nel 1664 e la pianta del Burali ci dà l?idea di una forma delle mura da alcuni definita ?a volo d?uccello?, da altri ?ad ali di farfalla?. In passato le mura erano il biglietto da visita di una città medievale: non solo garantivano la difesa, ma erano la prima immagine che scorgeva un viandante al suo arrivo. Le mura trasmettevano l?importanza politica ed economica di una città e dovevano incutere timore al nemico. Con il tempo la trasformazione di Massa Marittima in città moderna ha modificato l?urbanistica architettonica e alcune parti delle mura originarie sono state abbattute per fare spazio alle abitazioni e a vie di comunicazione più ampie. Nonostante i cambiamenti dettati da nuove esigenze, si può ancora fare un giro intorno alle mura e percorrere questa ?apertura alare? attraverso cui si estende la cinta muraria. Il turista che dal mare sale a Massa 92 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 Marittima si imbatte in Porta all?Arialla. È una delle porte di Borgo, il nucleo dove sorgevano le abitazioni e le botteghe degli artigiani. Massa Marittima è divisa in tre Terzieri (Borgo, Cittavecchia, Cittanuova) corrispondenti alla suddivisione che aveva la città ai tempi del Libero Comune (XIII - XIV secolo). Da Porta all?Arialla iniziava un percorso che portava alla Rialla (da cui il nome), una raffineria di rame e argento. Ma, come altri toponimi che nel tempo si sono trasformati a seconda delle epoche o dell?ubicazione, in seguito diventò Porta al Salnitro per la vicinanza a una fabbrica di polvere da sparo; in tempi più recenti si è chiamata Porta al Mare proprio perché guarda verso il mare. Proseguendo nel percorso lungo quella che i massetani chiamano la Strada Nova (cioè andiamo in direzione di Volterra), si raggiunge Porta San Bernardino, un varco nelle mura chiuso dai senesi, riaperto nel 1943, anno in cui si celebrava il V centenario della morte del santo (conosciuto come San Bernardino da Siena, ma nato a Massa Marittima nel 1380) da cui è derivato il nome della porta. La scalinata è una suggestiva scorciatoia per arrivare al centro storico. Si prosegue ancora lungo la cinta muraria finché troviamo un altro pas- saggio: degli scalini ci introducono nel giardino dedicato a Norma Parenti. Durante un recente restauro delle mura è emerso un antico centro abitato medievale; nell?impossibilità di recuperarlo integralmente, l?Amministrazione Comunale ha deciso di trasformarlo in un giardino dedicato a Norma Parenti, staffetta partigiana uccisa dalle SS tedesche nel 1944. Il giardino della memoria, in onore non solo della staffetta, ma anche dei vecchi abitanti medievali, accoglie la nostra passeggiata con una melodia musicale che parte automaticamente all?arrivo di ogni passante. Consigliamo una sosta per godere del panorama sulle colline da una parte e fino al mare dall?altra e per assaporare la pace del giardino. Lasciato questo, ci dirigiamo verso Porta San Rocco, costruita dai senesi in sostituzione di Porta Bufalona che fu abbattuta per far posto alla strada di collegamento con Siena. Siamo al confine con il Terziere di Cittavecchia, ma prima di arrivare in centro, ci incamminiamo verso la parte più alta. Per l?erta salita di quella che nell?800 fu ribattezzata Via Thouar dal nome di Pietro Thouar, educatore e scrittore fiorentino, passiamo in prossimità dell?ex convento di San Francesco e raggiungiamo l?omonima porta. Sia il convento, fondato PRIMO PIANO ? SCOPRI ? 93 SCOPRI ???? Nonostante i cambiamenti dettati da nuove esigenze, si può ancora fare un giro intorno alle mura e scoprire stupendi scorci di una città che guarda al futuro fiera del suo illustre passato nel 1221, che la chiesa fino al 1377 erano dentro la cinta muraria finché una grossa modifica di questa li lasciò all?esterno. Da Porta San Francesco deviamo lungo Via dei Bastioni. Le imponenti mura lasciano intravedere la differenza tra le mura massetane e quelle senesi: le prime con conci di travertino, le seconde con travertino alternato ad altri materiali distinguibili dalla diversa forma e colorazione. Raggiungiamo l?antica Torre del Pozzo a Giannino (probabilmente dal nome del suo possessore): davanti a noi si dispiega il panorama sulle Colline Metallifere e si intravedono i paesi di Niccioleta e Prata con la vista anche del Poggio di Montieri. Uscendo da Via dei Bastioni siamo di fronte all?ex Convento di Santa Chiara dove nel 1867 furono istituiti il Museo e la Biblioteca e dove attualmente ha ancora sede la Biblioteca Comunale. Attraverso il Parco della Rimembranza raggiungiamo il luogo dove una volta sorgeva la Porta San Pietro. Un parco giochi ci mette davanti il complesso di Sant?Agostino di cui fanno parte l?omonima chiesa con il Chiostro, la Torre del Capezzuolo (il campanile), in corrispondenza dell?abside della chiesa una torre di probabile origine spagnola, l?ex Chiesa di San Pietro all?Orto, sede del Terziere di Cittanuova. Una parte di questo complesso ospita oggi il Museo di Arte Sacra. Siamo appunto nel Terziere di Cittanuova, come dice il nome è il nucleo abitativo nato per ultimo dove avevano sede le abitazioni dei minatori. Percorrendo il corso arriviamo alla Torre del Candelie- 94 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 Massa Marittima re e al Cassero Senese. Per ritornare alle ali di farfalla o al volo d?uccello di cui abbiamo parlato all?inizio, ci troviamo nel corpo del nostro ipotetico volatile, cioè abbiamo percorso un?intera ala e ci apprestiamo a percorrere l?altra. Dove ora è la fortificazione del Cassero in passato sorgeva la fortificazione di Monteregio, dimora del vescovo. A quei tempi c?era già la Torre del Candeliere che, con la conquista senese, avvenuta nel 1335, fu distrutta e poi ricostruita riducendola a un terzo di quello che era un tempo. L?opera dei senesi in questa parte della città fu molto incisiva: fu costruito l?Arco Senese per collegare la Torre del Candeliere con la fortezza. Il Cassero (da castrum, fortezza, campo militare) doveva servire per l?avvistamento e la difesa, ma doveva anche separare nettamente la parte vecchia e la parte nuova della città per scoraggiare eventuali tentativi di ribellione. Anche Porta alle Silici (da selce di cui era fatta la pavimentazione) doveva adempiere a questa funzione: l?enorme pendenza della strada e la Torre che la sovrasta avevano una funzione di collegamento, ma anche di separazione e controllo soprattutto di notte. Dalla Torre del Candeliere passiamo vicino alla Chiesa di Santa Chiara e ci dirigiamo verso Porta Eleonora. In origine aveva il nome di Porta Nuova, poi fu murata dai senesi e riaperta nel 1784 al tempo dei Lorena quando prese il nome della proprietaria dei terreni adiacenti. Attraverso la scalinata di Valle Aspra, cantata in un?ode del poeta livornese Riccardo Marchi, raggiungiamo Porta alle Formiche. Stiamo entrando nel Terziere di Cittavecchia dove sono concentrati tutti i palazzi del potere e dove risiedevano le famiglie nobili massetane. Porta alle Formiche prende il nome dalla sua vicinanza al magazzino del grano che sorgeva nel Palazzo dell?Abbondanza. Quando, nel XVIII secolo, il magazzino fu trasformato in un teatro prese il nome di Porta al Teatro. E, a proposito del Palazzo dell?Abbondanza, è obbligatoria una fermata alla Fonte omonima per visitare gli affreschi recuperati dopo anni di restauro: nella prima arcata ?L?albero della fertilità? chiamato così per i frutti particolari (i falli in erezione); nella seconda arcata la sirena bicaudata che insieme a due fiere sta a guardia dell?acqua. Il nostro giro si conclude con Piazza Garibaldi dove sorgono il Palazzo Comunale, il Palazzo del Podestà (sede del Museo Archeologico), le Logge di Palazzo Malfatti e la maestosa Cattedrale di San Cerbone. Se il lungo tour non vi ha stancato rimane il tempo per scoprire i caratteristici vicoli del centro storico. Bibliografia Luigi Petrocchi Massa Marittima Arte e Storia, Ristampa giugno 1972 Antonio Lari Massa di Maremma fortificata - Iconografia dell?evoluzione della cinta muraria massetana, Centro Studi Storici Agapito Gabrielli, 1997 Le mura di Massa Marittima, una doppia città fortificata, pubblicazione a cura della Regione Toscana, 2009 SCOPRI CHICCHE DI MAREMMA | Piccole curiosità di una grande terra Generazioni, quando una parola esprime il senso di un comune patrimonio. Storia di un?amicizia: Boero Bellezzi e Alfio Cavoli Un libro del 1970, una mostra del 1975, un calendario del 2011. Storie di vita di una Manciano d?altri tempi che partono dagli esordi del XX Secolo e si prolungano sino ai nostri giorni attraverso il ricordo di due grandi figure del passato: Boero Bellezzi, il primo fotografo professionista mancianese e Alfio Cavoli, il suo giovane amico scrittore... ? DI DANIELA CAVOLI Boero Bellezzi. Retrospettiva? è il titolo dato nel 1975 alla mostra di cui Alfio Cavoli fu chiamato a redigere la presentazione. Intorno al testo integralmente riproposto e ? soprattutto ? ai due Mancianesi coinvolti, gira la storia, branca rispettosa di quella di Boero Bellezzi 96 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 Manciano, che parte dagli esordi del XX Secolo e si prolunga sino ad oggi. Questa vede protagoniste molte persone che hanno tentato di non seppellire in una fossa comune le vicende e le peculiarità di un borgo spropositatamente e distrattamente cresciuto in cui l?originaria, profonda natura maremmana si sta pian piano offuscando tra le mere sollecitazioni di una modernità fraintesa e mal valutata. Boero Bellezzi Chi è Boero Bellezzi? Il primo fotografo professionista del paese. Il suo secondo negozio ? per lui, purtroppo, ultimo ? si trovava proprio davanti alla Torre dell?Orologio in Via Madoni 2, sotto una pila di antiche abitazioni tra le quali era anche quella in cui è cresciuto Alfio Cavoli in via Felice Cavallotti 20. Le due aperture delle finestre dell?allora camera da letto dei genitori di Alfio Cavoli ? all?ultimo piano del palazzo ? corrispondono con quelle della finestra e della porta della ?bottega di Boero? al piano terra di via Madoni. Esterna, di lato, oggi come allora, è la scala elicoidale malamente ristrutturata che conduce da strada a strada. Il tutto, appena sotto il Tribunale, come i vecchi chiamavano il cassero aldobrandesco senese, e all?antistante piazza Magenta, il Piazzone. In quegli anni, intorno, sopra e fino a Via Marsala, era il mondo piccolo, vivissimo e inclusivo del centro storico del paese. La breve nota biografica tra poco leggibile risponde solo parzialmente all?esigenza di rendersi conto di chi fosse Boero Bellezzi. Occorrono i suoi scatti per capire chi è veramente la persona nata in Borgolungo ? oggi Via XX Settembre ? a Manciano, da Bosio e Costanza Baccioli, il 28 novembre 1904 che, nel 1915, consegue la licenza elementare e, quindi, va ad imparare l?arte del ciabattino dal calzolaio Marraghini. A quel mestiere sarebbe stata destinata la sua vita se la passione per il disegno e per una diversa arte, quella della fotografia, scoperta attraverso le foto del Pitiglianese Lorenzo Adolfo Denci (1881-1944), non lo avessero incoraggiato ad incamminarsi in altra direzione. Nel 1924, Boero riesce ad acquistare un locale in Via Curtatone 35, dove apre il suo primo studio e il primo studio fotografico di Manciano. Da quel momento e sino alla sua scomparsa, avvenuta nel paese natale il 31 luglio 1969, è il fotografo del volto storico del paese e della sua gente, e, negli ultimi vent?anni della propria vita, il primo Anni Quaranta del XX Secolo - Manciano, via Marsala da via Roma. L?arrivo del postale (Foto Boero Bellezzi) compagno di viaggio di Alfio Cavoli nell?illustrare l?attualità, i fatti, le vicende, le bellezze del comune amato territorio fin da quando, nel 1949, questi iniziò la ?carriera di pubblicista? come corrispondente n.54 del quotidiano locale, Il Tirreno, occupandosi di cronaca sportiva. Il Circolo Culturale Mancianese Oltre il preambolo, già due generazioni sono intervenute a permettere la stesura di queste righe. Saltandone almeno una, la successiva è quella che volle e organizzò la retrospettiva del 1975. È di quell?anno l?istituzione del Circolo Culturale Mancianese. In una vecchia stampa ciclostilata datata 5 luglio si leggono le intenzioni di un folto gruppo di più o meno ventenni che non volevano «vivere come isolati dal resto del mondo dentro quel fragile e dannoso guscio fatto dal bar, passeggiate, viale, e alzare le spalle dicendo ?Ce ne sbattiamo?». Alcuni di loro, singolarmente, hanno continuato a perseguire lo scopo entrando in politica e diventando chi sindaco del paese, chi assessore; altri hanno tentato l?arte poetica o letteraria, quella del teatro, della musica, della pittura, della fotografia. A Manciano o altrove contribuendo alle dinamiche dei tempi o altro- ve scappando per crescere. All?iniziativa di allora aderì anche un quartetto di più attempati speranzosi: Alfio Cavoli, Lilio Niccolai, Bruno Bellezzi e Antonio Costa. I primi due nati negli anni Venti del 1900 (rispettivamente 1927 e 1925 entrambi in giorni d?agosto, 22 e 14), i secondi già nella generazione successiva. Nel 1975, non oriundo di Manciano, era professore presso l?Istituto Tecnico Industriale per Chimici e fervente attivista politico di sinistra Antonio Costa; erede dell?archivio paterno, fotografo per passione e genetica, Bruno Bellezzi, come prima il padre, collaboratore per gli scatti necessari agli articoli, ma soprattutto amico di Alfio Cavoli tanto da sceglierlo, insieme alla futura moglie Maria Felice Biagini, quale testimone di nozze. Incalzante contro il vuoto del tempo mancianese è il testo di una chimerica Relazione introduttiva allo statuto redatta dai giovani aderenti al sodalizio i cui 1951 Sala di musica di Manciano, durante le lotte per le terre, parla una rappresentante delle donne (Foto Boero Bellezzi) PRIMO PIANO ? SCOPRI ? 97 SCOPRI ???? Una storia che vede protagoniste molte persone che hanno tentato di non seppellire in una fossa comune le vicende e le peculiarità di un borgo spropositatamente e distrattamente cresciuto in cui l?originaria, profonda natura maremmana si sta pian piano offuscando tra le mere sollecitazioni di una modernità fraintesa e mal valutata punti di rilievo, nel dattiloscritto originale, sono battuti addirittura sottolineati e di questo tenore: «[? ] è tanto indiretta la nostra partecipazione attiva quanto umiliata la nostra coscienza sociale». Una cosa è certa, oggi a Manciano non esiste un bar solo o due, ma una decina ? quantità eccessiva e in quanto raggrumata in poche vie del paese mal distribuita rispetto alla dimensione raggiunta dall?abitato molto più estesa in relazione ad allora e disarticolata tra poggi, brevi valli e colline che hanno perso i profumi del bosco sopraffatti dal globoso tanfo del fumo di molti comignoli ?. Esiste una biblioteca, una scuola di musica, un cinema spesso inattivo o con una programmazione minimale, ma non una libreria, non un teatro, non una sala per esposizioni o un qualsiasi luogo pubblico, insomAlfio Cavoli al circolo ENAL, ?Le stanze? per i Mancianesi, negli anni Cinquanta del XX Secolo 98 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 Saturnia. Le cascate del mulino (il Gorello) com?erano prima dei successivi restauri (Foto Boero Bellezzi) ma, che infonda o produca (voce verbale quest?ultima adattata, adattabile e adottabile ormai, purtroppo, per ogni scopo) desideri culturali o inciti e solleciti l?intelletto a seguire una strada diversa dalle imposte, per soddisfare appieno anche solo le proprie curiosità. Comunque, il gruppo per un po? si diede da fare e pubblicò un numero unico della rivista CCM (Rivista del Circolo Culturale Mancianese) organizzando anche la retrospettiva sull?opera di Boero Bellezzi. Il ricordo di due amici fraterni Arrivato il XXI Secolo, si riaffaccia l?idea di ricordare, insieme, i due amici fraterni che sgobbando e sorridendo avevano raggiunto i propri obiettivi. Il primo lasciando un ricchissimo archivio di fotografie a testimonianza della faccia di una storia altrimenti non più interpretabile, il secondo avendo scritto una quantità enorme di articoli su testate diverse e una cinquantina di libri per divulgare la ricchezza di fatti e di persone che hanno costruito e costruivano il passato e il presente della Maremma e della Tuscia. La figura longilinea e affatto nerboruta di Boero Bellezzi riappare in una foto rétro in mezzo al ritratto letterario ? dal quale sono desunti i dati personali della nota biografica in queste pagine ? scritto dal nipote Cristiano su un calendario che testimonia non solo il tempo del 2011, ma in sintesi tutta la storia di Manciano per data nell?anno. È un elenco di giorni, di feste sacre e profane, di annotazioni astronomiche, di detti e proverbi che ha avuto anche l?ambizione ? soddisfatta ? di perpetuare i fatti salienti accaduti a Manciano sino al 2010 di una storia forse piccola, per lo più dimenticata o ignorata in cui, però, tra altre, si stagliano le figure di due senatori (Gino Aldi Mai e Leto Morvidi), di due pittori (Pietro Aldi e Paride Pascucci), di vari sportivi (per tutti Bruno Baccioli ? ciclista e fotografo ? e Joris Menichetti ? grande dell?ippica, «il più grande ostacolista di tutti i tempi» è il Corriere dello Sport a scriverlo), di vari parolieri e musicisti (non solo Enrico Santinelli è stato uno scrittore di testi per canzoni; Eber e Diego Chiti ? padre e figlio ? non sono stati i soli stregati da Euterpe); date irripetibili per valore sociale e civile che nulla hanno da invidiare a quelle dei fatti dipinti nell?olio di Pellizza da Volpedo intitolato Quarto Stato, ad esempio, o alle più note che riguardano la Resistenza per la quale Manciano è insignito della Croce di Guerra al Valor Militare. Il libro ed il calendario Artefici della prima esperienza in questo senso e del risultato ottenuto sono due associazioni l?ARCI di Manciano e l?Associazione culturale Alfio Cavoli. Il tempo passa. Accanto ad una data ? il 30 settembre ?, di fatti, ne sono stati scritti due: la nascita di Paride Pascucci (nel 1866) e la morte di Alfio Cavoli (nel 2008). Il titolo del calendario è una locuzione che ben rappresenta il sentimento condiviso dal fotografo e dallo scrittore: Paese Buoi al giogo (Foto Boero Bellezzi) La trebbiatura (Foto Boero Bellezzi); in basso una pagina del calendario 2011 mio nativo e cioè l?emozionata somma di parole scelta da Alfio Cavoli per individuare la parte da lui scritta nel volume a due mani con Lilio Niccolai (19252012) ? maestro, direttore didattico, storico, sindaco di Manciano per due mandati, dal 1965 al 1975, assessore provinciale ? Sapor della mia terra (GPE, San Marino, 1970), libro che si poteva leggere già cinquant?anni fa, compiutamente illustrato da 108 testimonianze fotografiche scattate quando dai Fratelli Gori di Grosseto, quando da Lorenzo Adolfo Denci, quando proprio da Boero Bellezzi. Il calendario è strettamente legato al libro in quanto per ogni mese è rapito un evento tipico della vita contadina di un tempo dallo scatto in bianco e nero di Boero Bellezzi e ciò che in esso è fissato per le generazioni future viene accompagnato dalle parole di chi ha vissuto la ritualità di quei giorni della tradizione in prima persona, Alfio Cavoli, tratte dal volume appena citato. Una sinergia perfetta quella tra il primo fotografo mancianese e il giovane scrittore che rimane nella storia di generazioni strette in un abbraccio già durato più di cinquant?anni. La presentazione della retrospettiva «Era quasi scontato che il compito di presentare brevemente la mostra fotografica di Boero Bellezzi dovesse toccare a me. Il motivo è presto detto: è vero che Boero Bellezzi era amico di tutti, come lo sono, di solito, le persone perbene; ma ho buone ragioni di ritenere che i nostri rapporti fossero di natura affettiva un po? diversa: meno effimeri e comuni, ossia fraterni. Benché avesse l?età di mio padre (erano nati, credo, a distanza di pochi giorni l?uno dall?altro, in ?Borgolungo?), il nostro quotidiano vivere insieme era nutrito di estrema confidenza; e, ciò che più conta, ci stimavamo a vicenda, non tanto per quel che facevamo ? lui con l?inseparabile obiettivo ed io con la penna ? quanto per quello che sognavamo di fare sotto le sollecitazioni di una Maremma dalle mille vibrazioni poetiche. Boero Bellezzi ? ricordo ? lavorava in continua tensione d?amore per la propria terra. E quando, frequentemente, mi seguiva per paesi e campagne, dove mi recavo a sbrigare i consueti impegni di cronista, di tutto si entusiasmava, di tutto esultava. Tutto, insomma, gli pareva degno di essere affidato alla pellicola per poterne rivivere ? un giorno ? il fascino e l?emozione del momento: un vecchio campagnolo, due bovi al giogo, un suggestivo vicoletto, un rudere millenario, una scena di vita, una testimonianza di lavoro e di fatica. Egli riteneva che la fotografia ? per essere veramente compiuta ? dovesse assumere valore d?arte e di documento. Ecco perché dal suo fornitissimo archivio ? riesumato dal figlio Bruno ? son venute alla luce tante immagini significative che si mettono in evidenza e per l?una e per l?altra caratteristica. Si tratta di immagini pacate e dolci ? talune (come quella del vecchio Niccolai) pervase di sottile poesia ? che dispiegano tutta l?antica e rude bellezza della nostra mitica terra di Maremma, tutta l?umanità della sua gente povera e reietta, ma piena di fierezza. L?Autore soleva affidarle alla propria fototeca con lo scopo intimamente dichiarato di trasmettere agli altri ? un domani ? il godimento spirituale provato all?atto della loro realizzazione, oltre che un messaggio di insopprimibili verità esistenziali e sociali. Ebbene, il ?Circolo Culturale Mancianese?, indovinando quel sommesso proposito, ha ritenuto di doverne esporre una nutrita silloge, convinto di far cosa gradita a tutta la cittadinanza». PRIMO PIANO ? SCOPRI ? 99 SCOPRI PERSONAGGI | Figure di ieri o di oggi da ricordare Gregorio VII da Sovana, il Papa rivoluzionario che cambiò la Chiesa ed il mondo occidentale È stato il papa che in epoche buie della storia (XI secolo) si è battuto per la libertà della chiesa e delle sue istituzioni, per la vita apostolica del clero combattendo la simonia e altri peccati che macchiavano la vita dei sacerdoti, dei monaci e del popolo cristiano. Parliamo di Ildebrando di Sovana, eletto al soglio pontificio con il nome di Gregorio VII, di cui quest?anno ricorre il millenario della nascita DI ANGELO BIONDI Urna con il corpo di S.Gregorio VII 100 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 Canossa di Pietro Aldi I l 2 febbraio scorso il Vescovo Giovanni Roncari ha aperto ufficialmente a Pitigliano l?ANNO GREGORIANO, che intende celebrare il Millenario della nascita di San Gregorio VII, il grande Pontefice sovanese (1020-2020). È noto che non c?è certezza sulla data esatta di nascita di Ildebrando da Soana (il futuro papa Gregorio VII); tra gli studiosi si è discusso a lungo tra una data alta (intorno al 1020) e una data bassa (tra il 1026 e il 1028). La Diocesi di Sovana-Pitigliano-Orbetello ha ritenuto di fare una scelta relativa alla data alta. Le celebrazioni gregoriane in Diocesi si chiuderanno il 30 novembre 2020 e per l?aspetto religioso hanno come fulcro fondamentale il corpo di San Gregorio VII, arrivato da Salerno il 22 febbraio; il corpo, chiuso nella sua artistica urna, viene esposto al pubblico nella Cattedrale di Sovana e sarà oggetto di pellegrinaggi dei fedeli dai quattro Vicariati che compongono la Diocesi, e di visita da parte di cittadini, turisti e di chiunque ne abbia interesse; il 25 maggio, festa di San Gregorio VII copatrono della Diocesi, la S.Messa solenne in Sovana sarà presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Città del Vaticano, e concelebrata dai Vescovi della Toscana; poi il 12 settembre clero e fedeli della Diocesi incontreranno papa Francesco nella Sala Nervi in Vaticano. Numerose altre iniziative e attività culturali (conferenze, manifesta- zioni folcloristiche ecc.) faranno da corona al programma religioso. La figura di Ildebrando da Soana, divenuto papa con il nome di Gregorio VII (1073-1085) si staglia gigantesca nello sfondo della storia del secondo millennio dell?era cristiana. È stato giustamente osservato che papa Gregorio in soli dodici anni di pontificato rivoluzionò la Chiesa e il mondo occidentale. Infatti l?elezione nel 1073 di Ildebrando da Soana a sommo pontefice segnò una svolta decisiva per la Chiesa cattolica e per la storia d?Europa, ?tanto grande è la forza dei cambiamenti, che si erano prodotti nel secolo XI, tanto incisivo è stato quel papa, tanto travolgente la ?lotta per le investiture?, da indurre a marcare con il suo nome centocinquant?anni di storia?, come afferma efficacemente lo storico Glauco Maria Cantarella. Il pontificato di Gregorio VII rappresentò il culmine di quell?epoca ? l?XI secolo ? caratterizzata da un vasto e profondo movimento per la riforma della Chiesa e dalla ?lotta per le investiture?, tanto che non a caso è stata definita ?età gregoriana?. ?Con ?età gregoriana? si è indicato tutto il lungo periodo, durante il quale si è formato il modello di Chiesa Cattolica qual è, sostanzialmente, arrivato fino a noi?. In quell?epoca l?ansia di rinnovamento morale della Chiesa di fronte all?in- tollerabile corruzione del clero provocata dal sistema dell?investitura imperiale dei feudi ai vescovi, che aveva prodotto come conseguenza la piaga della simonia ? cioè la compravendita delle cariche ecclesiastiche ? e l?inosservanza del celibato tra il clero, portò con sè formidabili problemi, che erano ben presenti a papa Gregorio VII al momento della sua elevazione al soglio pontificio. Lui stesso lo afferma chiaramente in una lettera a Goffredo di Lorena, scritta poco dopo la sua elezione: ?La nostra promozione (al pontificato)? è per noi causa di amaro dolore e infinita angoscia? Ormai infatti, a causa dei peccati, tutto il mondo è radicato nel Maligno a tal punto che tutti, e soprattutto coloro che hanno compiti di responsabilità nella Chiesa, si adoperano piuttosto a travagliare quest?ultima che a difenderla e a onorarla con fedele devozione e, mentre anelano al lucro personale e alle brame della gloria di questo mondo, si oppongono come nemici a tutto ciò che riguarda la religione e la giustizia di Dio?. Invece Gregorio non cercava il potere e l?autorità, ma anzi li concepì sempre come un servizio e un dovere, sebbene rappresentassero per lui un ?pesantissimo fardello? e una grave responsabilità. Lo storico Dag Tessore, che ha studiato l?epistolario di Gregorio VII al fine di comprenderne meglio la personalità, la psicologia e la sensibilità non solo come pontefice, ma anche come PRIMO PIANO ? SCOPRI ? 101 SCOPRI ???? Le celebrazioni gregoriane a cura della Diocesi di SovanaPitigliano-Orbetello si chiuderanno il 30 novembre 2020 e per l?aspetto religioso hanno come fulcro fondamentale il corpo di San Gregorio VII, arrivato da Salerno il 22 febbraio uomo e cristiano, osserva: ?Le gesta e le lettere di Gregorio ci testimoniano unanimemente la sua onestà, coerenza e serietà di coscienza, in una sola parola la sua integrità. È per questo che, sentendosi in dovere di intervenire ovunque fosse suo compito intervenire ed essendo i mali della Chiesa innumerevoli, il papa avvertiva spesso la sua missione come un?impresa disperata, dinanzi alla quale si sentiva impotente, ma allo stesso tempo obbligato senza scampo?. Veramente profonda era la fede e la religiosità di papa Gregorio VII, definito da un altro storico, Giuseppe Fornasari, un uomo ?afferrato da Dio?, che va ?assunto non come figura isolata, ma come la carne e il sangue, in cui le idee di riforma della Chiesa, già da lungo tempo in gestazione, trovano la loro concreta, e drammatica, realizzazione?. Molti problemi della società dell?epoca, come la simonia e il concubinato del clero, la libertà della Chiesa dalle ingerenze laiche, il primato del Papa di Roma, nei decenni precedenti il pontificato di Gregorio VII si erano andati via via chiarendo e precisando grazie soprattutto ai maggiori teorici della Riforma: Umberto di Silvacandida, rappresentante della corrente più intransigente, e Pier Damiani, sostenitore di 102 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 Cattedrale di Sovana, interno S.Gregorio VII (Cattedrale di Pitigliano) una linea più conciliante. A ciò si deve aggiungere il problema della partecipazione popolare alla lotta per la Riforma della Chiesa; i profondi aneliti di moralità che scaturivano dalla forte religiosità in strati popolari sempre più larghi si intrecciarono profondamente con l?azione riformatrice, che si trovò ad affrontare la grave questione della validità dei sacramenti amministrati dai preti simoniaci e concubinari. Ai movimenti di popolo come la Pataria, Gregorio VII seppe rivolgersi in maniera opportuna, chiamandoli a collaborare all?opera di riforma e rafforzandone la coscienza morale e religiosa. Tuttavia ancora grande restava la varietà di indirizzi, di posizioni e di programmi tra gli stessi promotori della Riforma. Il pontificato di Gregorio VII, con lo scoppio della ?lotta per le investiture? tra Chiesa e Impero, portò ad una polarizzazione delle discussioni ? e delle polemiche che la contrapposizione portava con sè ? sul problema del rapporto tra Chiesa e Stato e sulla dottrina del primato del Papa, che andò rapidamente affermandosi. D?altra parte da alcuni decenni l?autorità di Roma si era andata lentamente ricostruendo, soprattutto come prestigio morale e larghezza di relazioni, tanto che nessuno più poteva ignorarla. Ciò apparve con estrema chiarezza in occasione della scomunica dell?imperatore Enrico IV nel 1076, quella scomunica che lo costrinse all?umiliazione di Canossa. Lo scontro tra Gregorio VII ed Enrico IV segnò il grande momento di trapasso dell?epoca, perché enucleando attorno a sè l?impegno delle forze di rinnovamento manifestatesi in precedenza, le avviò verso una battaglia, che non poteva evitare di coinvolgere interessi e problemi di natura anche squisitamente politica. ?Per lunghi anni ? nota Fornasari ? l?interesse della storiografia è sembrato appuntarsi con quasi assoluta esclusività sul problema della riforma gregoriana intesa come lotta per le investiture; ciò che realmente interessava, nella ricostruzione storiografica, era il durissimo conflitto tra papato e impero che esplose durante il pontificato di Gregorio VII. Ma oggi nuovi interessi urgono??. Difatti al di fuori di Germania ed Italia, dove si realizzò lo scontro tra il papa Gregorio VII e l?imperatore Enrico IV, negli altri Stati europei l?avanzare della Riforma si presentò soprattutto sotto l?aspetto più propriamente disciplinare. Senza la complicazione della lotta con l?Impero, papa Gregorio VII appare, nella propagazione della Riforma in questi paesi, molto di più un mite pastore che un lottatore intransigente. La dipendenza del potere temporale da quello religioso in Gregorio VII si collega a motivazioni di tipo prevalentemente morale; nei confronti dei re, quando il loro governo era volto al bene dei sudditi, il Papa si pone nella veste di sollecito pastore, cercando la loro collaborazione. Il grande pontefice, in forza delle responsabilità apostoliche che egli sentiva fortemente, perseguì con fermezza l?estensione e l?unità della cristianità, specie nelle aree più lontane e periferiche dell?Europa dell?epoca, come l?Inghilterra, la Scandinavia e quei territori ad oriente della Germania, in cui si erano andate fissando le popolazioni slave, senza trascurare le possibilità di riavvicinamento con la Chiesa orientale di Bisanzio. Nel periodo gregoriano comunque la Santa Sede estese notevolmente la sua influenza, tanto che alcuni Stati, di recente formazione ai margini del Sacro Romano Impero, riconobbero la loro dipendenza direttamente dal Papa di Roma. Anzi in vari casi gli stessi sovrani di questi Stati preferirono cercare la mite sovranità papale, che si accontentava dell?omaggio e di un censo annuo, piuttosto che il più pesante vassallaggio dell?Impero. Così avvenne per Ungheria, Boemia, Polonia, Croazia e per il regno di Kiev. Inoltre sotto il vessillo di S. Pietro si formò il regno normanno d?Inghilterra e i piccoli staterelli cristiani della Spagna iniziarono la loro riconquista a spese degli arabi. La sollecitudine apostolica di Gregorio VII non trascurò neppure quei regni, come la Danimarca e la Norvegia, situati agli estremi confini della cristianità dell?epoca. Si deve aggiungere l?incipiente formazione, sotto l?egida papale, del regno normanno dell?Italia meridionale, che eliminò da tale territorio la presenza di Bisanzio, la possibile influenza dell?Imperatore di Germania e il dominio degli arabi con la conquista della Sicilia. I più recenti studi sull??età gregoriana? considerano il papato di Gregorio VII come ?il massimo momento di disponibilità e di ricettività innovativa della chiesa altomedioevale, dominato da una fluidità di orientamenti che solo gli eventi successivi, magari snaturandoli, saranno in grado di definire?. Solo successivamente infatti troveranno sviluppo e soluzioni, anche autonome, quei grandi temi, che pure hanno avuto il loro avvio nell?età gregoriana. La lotta per la libertà della Chiesa portò alla divisione dei poteri tra la Chiesa stessa e lo Stato, che cominciò a perdere quella sacralità di cui si ammantava, e fu costretto a dover cercare altri fondamenti a propria giustificazione, con la riscoperta del diritto romano, fino allo sviluppo di quella ?teoria dell?origine contrattualistica dei poteri?, secondo cui il sovrano è tale non perché investito da Dio, ma per una sorta di contratto tra lui e i sudditi. L?affermazione del primato di Roma pose fine al particolarismo delle chiese locali, a favore di un?organizzazione accentrata attorno al Papa, eletto ormai dal Collegio dei cardinali con quel sistema rimasto fondamentalmente immutato fino ad oggi. La ?lotta per le investiture? contribuì allo sfaldamento dell?organizzazione feudale, facilitando la nascente autonomia delle città, e la partecipazione popolare contro il corrotto clero feudale aprì la via alla formazione, specie in Italia, dei liberi Comuni. Le roventi polemiche e il nutrito scambio di libelli tra le parti contrapposte ? gregoriani e antigregoriani ? incentivarono l?approfondimento degli studi giuridici e lo sviluppo successivo del diritto canonico. Il grandioso prestigio morale acquistato dalla Chiesa con la lotta per la Riforma indurrà ad intraprendere, all?invito del Papa, l?avventura della Crociata, che proprio Gregorio VII concepì per primo agli inizi del suo pontificato. Ma la complessa figura di Gregorio VII, dichiarato santo dalla Chiesa cattolica, e la sua opera sono state oggetto di appassionate e furibonde polemiche non solo nella sua epoca, ma ? caso più unico che raro ? anche per molti secoli successivi ed ancora oggi non sono spente, provocando talvolta irrigidimenti eccessivi e chiusure ormai anacronistiche. Questo aspetto, che ha trovato via via alimento dal Cinquecento nei contrasti tra protestanti e cattolici, tra Sovrani assoluti e Chiesa cattolica, tra il variegato mondo anticlericale e quello cattolico, tra laici e cattolici, è stato rilevante negli ultimi cinque secoli ed ha finito per condizionare anche la storiografia, che solo di recente ha potuto esprimersi su San Gregorio VII con maggiore equilibrio, superando le vecchie posizioni e le inevitabili forzature. PRIMO PIANO ? SCOPRI ? 103 SCOPRI L?ANGOLO DEL LIBRO| La Maremma in libreria Alessandro Pugi, quando sperimentare i vari generi letterari diventa un?arte Scrittore poliedrico e curioso, con già otto romanzi (dei generi più diversi) pubblicati in dieci anni, Alessandro Pugi è appena uscito in libreria con ?Il sussurro del diavolo? una spy-story dal forte impatto sociologico criminale che si ispira ad alcuni tragici eventi come Ustica, la strage di piazza Fontana, l?uccisione di Falcone e Borsellino e la trattativa Stato-mafia? DI DIANORA TINTI A lessandro Pugi vive nella splendida Isola d?Elba, ma per molti anni ha lavorato nel carcere di Grosseto come Ispettore capo di polizia penitenziaria. Ora, si dedica alla scrittura a tempo pieno ed i risultati si vedono? Scrive un romanzo dietro l?altro ottenendo successi di critica e pubblico. Scrittore poliedrico e curioso, è uscito recentemente in libreria con ?Il 104 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 sussurro del diavolo? un romanzo che ha subito ottenuto importanti riconoscimenti. Per chi lo conosce, quest?ultimo successo non è però una sorpresa. È facile innamorarsi dei suoi romanzi. Narrano di persone come noi: carne, ossa e cuore. Soprattutto cuore. Anche nella vicenda più buia, crudele, fantasiosa o spietatamente reale, non manca mai quel pizzico di sentimento capace di suscitare emozioni e partecipazione totale in chi legge, quasi una commozione estetica. Una dote che difficilmente si acquisisce con il tempo o con la tecnica. Anche in quest?ultima storia, che si snoda tra Milano, Roma, Madrid e San Paolo del Brasile, l?autore non perde di vista il lato umano e la caratterizzazione dei personaggi, pur nell?ottima costruzione di una spy-story che si ispira ad alcuni tragici eventi come Ustica, la strage di piazza Fontana, l?uccisione di Falcone e Borsellino e la trattativa Stato-mafia. Cosa coraggiosa e non facile, in un momento dove i noir e i gialli tendono sempre più a diventare appetibili sul piano dell?intrattenimento, meno su quello dell?aderenza alla realtà. Tra inseguimenti, false piste e omici- di, il protagonista capirà che niente è come sembra, tutto è sfuggente come il mercurio? ma anche che esiste qualcosa di più terribile e pericolosa persino dei nemici: la verità. Otto romanzi in 10 anni, un ritmo da maratoneta. Dove trovi sempre nuove ispirazioni, attingi dalla realtà o spazi esclusivamente con la fantasia? In realtà i romanzi nei quali ho scritto la parola fine sono 16 e sto ultimando il 17° e il 18°. Questo perché amo scrivere e continuo a farlo senza pensare a pubblicare o al commerciale. L?ispirazione è una cosa che non mi manca. Spesso arriva incanalata da una notizia del tg, a volte si presenta improvvisa, come una scintilla che accende un fuoco. Raramente sono rimasto a ?secco?... C?è sempre qualcosa che mi frulla per la testa e che subito metto su carta, magari riprendendola dopo mesi e iniziando a contornarla di parole e personaggi. Inizi nel 2010 con ?The Spanners?, un fantasy/thriller, e prosegui con romanzi più introspettivi quali ?Come il volo di una farfalla? o ?Il cercatore di stelle?. Dunque, non solo thriller? rimando alla religione, al mistero, ai sogni, indicati come catalizzatori della verità o della menzogna. Alessandro Pugi Sì, ho scritto fantasy, thriller, romanzi romantici o d?attualità, spy story. Mi sono cimentato, e ancora lo faccio, con generi diversi e questo magari può spiazzare il lettore, ma fa parte di me sperimentare, non chiudermi in un solo genere. Ha qualcosa di diverso dagli altri ?Il sussurro del diavolo?? Un romanzo scritto di getto nel 2012 che ha preso spunto dalle immagini di un film e da alcuni tragici eventi che hanno caratterizzato il nostro Paese. Ci sono molti lati oscuri nella politica. Così è nata l?idea di una spy-story che vede protagonista proprio un Homegrown, un cittadino italiano nato da genitori stranieri. Un agente dei Servizi, incaricato, suo malgrado, a investigare su una strage che appare un atto terroristico, ma che invece nasconde verità innominabili. Ne è nato un romanzo di forte impatto sociologico criminale. Tu vivi all?Isola d?Elba, un luogo magnifico e l?ambiente influisce molto sulla nostra vita. È fondamentale anche nei romanzi per evocare uno stato d?animo e far interagire i personaggi con il luogo. Quanto è importante per te l?ambientazione? Solo ?L?origine del male? è stato ambientato nell?Isola d?Elba. Credo che sia necessario dividere l?ambiente in cui si vive dalle pagine dei romanzi. Quando metto su carta un personaggio, ho bisogno di farlo esistere in un ambiente asettico rispetto a quello della mia realtà. Voglio che viva di vita propria e non sia condizionato dai ricordi, dalle immagini, dai posti in cui vivo tutti i giorni. Non so se questo sia giusto o meno, come modalità di lavoro, ma a me riesce più facile. Se tu dovessi scegliere tre colori per descrivere i tuoi romanzi, quali sceglieresti e perché? Il rosso: colore dell?amore, del cuore, della forza e della sensualità, perché nei miei romanzi c?è molta passione sia nel tratto dedicato all?amore tra i personaggi, sia in quello evidenziato nell?affrontare tematiche importanti come il razzismo, la disabilità, la violenza sulle donne. Il verde: colore della natura, della vegetazione, della rinascita, dell?onestà, perché molti dei miei personaggi rinascono dalle proprie ceneri e le ambientazioni spesso sono foreste, boschi, paesaggi di campagna. Il viola: colore della magia, del mistero, del sogno, della metamorfosi e spiritualità. In ogni mio romanzo c?è un Alessandro Pugi nasce nel 1972 a Portoferraio, Isola d?Elba, dove tutt?ora vive insieme alla moglie Cinzia e al figlio Deniel Nicolas. Diplomato perito commerciale, una carriera nella polizia penitenziaria come ispettore capo. Ha pubblicato: ?The Spanners? 2010, ?Il colore del cielo, l?Aquila, il Falco e il Cigno? 2012 Ed. il Foglio, premiato al premio internazionale Pegasus Cattolica, ?Il Tredicesimo zodiaco? 2012, ?La sottile linea del destino? 2014, ?Come il volo di una farfalla? 2016, finalista premio nazionale regione Abruzzo, ?Il cercatore di stelle? 2018, ed. Il Foglio, premiato al ?Premio internazionale Michelangelo Buonarroti?, al ?L?Origine del Male?, 2018, Ed. CTL Vincitore del Books for Peace anno 2019, Premio della giuria al Milano International, premiato al ?Premio internazionale Michelangelo Buonarroti?, 3° classificato al premio internazionale La voce dei Poeti e ?Il sussurro del diavolo? 2019, Onda D?Urto Ed. premiato al Premio letterario internazionale ?Unitì per la legalità? e finalista per il noir al concorso nazionale Giorgione Prunola di Castelfranco Veneto (TV). Fra gli inediti ?Quello che non sai di lei? 1°posto al premio ?Amori sui generis? Città di Grosseto 2019 e ?La quiete dopo la tempesta?, 2° posto premio internazionale Lexenia Arte e Giustizia 2019. PRIMO PIANO ? SCOPRI ? 105 SCOPRI L?ANGOLO DEL LIBRO| La Maremma in libreria ?Storie nostre? il libro dedicato a Monterotondo Marittimo Un libro, quello dedicato a Monterotondo Marittimo, tra passato e futuro, su progetto editoriale a cura di Arca che ?nasce dalla volontà dell?ex assessore comunale Orano Pippucci ? come spiega il sindaco Giacomo Termine ? di raccogliere in una pubblicazione le tante testimonianze del nostro passato per restituirne la memoria alle nuove generazioni? S i intitola ?Storie nostre, Monterotondo Marittimo, un libro tra passato e futuro? ed è il progetto editoriale a cura di Arca dedicato al territorio del comune metallifero. ?Questo libro nasce dalla volontà dell?ex assessore comunale Orano Pippucci ? spiega il sindaco Giacomo Termine ? che ha voluto raccogliere in una pubblicazione le tante testimonianze del nostro passato per restituirne la memoria alle nuove generazioni, affinché riscoprano e custodiscano le proprie radici. Boscaioli, artigiani, anarchici e credenti, hanno contribuito alla storia di Monterotondo Marittimo. Sfogliando le pagine di questo volume troviamo le vicende più importanti che hanno segnato questa piccola comunità. Non è un libro di memorie anche se alla memoria chiede aiuto e non è neppure un libro di storia perché disorganico nella sua narrazione. Nel suo non essere, questo libro trova un connotato diverso che somiglia molto ai racconti orali. Ai testi raccolti da più fonti abbiamo voluto lasciare le caratteristiche narrative popolari, in cui gli episodi si intrecciano ognuno con un proprio stile di scrittura. Storie nostre è piuttosto l?incontro di tanti racconti individuali. Raccoglierli tutti è un modo per condividerli e restituirli ai cittadini. Dedicato agli abitanti di Monterotondo Marittimo del passato, del presente e del futuro?. ?Abbiamo voluto inserire nel volume anche le foto dei nostri giovani ? sottolinea il sindaco Giacomo Termine ? perché sono chiamati a svolgere un compito importante: affidiamo a loro 106 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 ciò che ricordiamo e, in parte, abbiamo vissuto direttamente o ci è stato raccontato dai nostri nonni e genitori. Una comunità è un tessuto fatto di episodi, personali e collettivi, tutti hanno avuto e continueranno ad avere influenza gli uni sugli altri?. Oltre a Orano Pippucci, un ringraziamento particolare va da parte dei promotori e realizzatori di questo progetto all?associazione culturale G.R.S.N.A. che ha fornito la maggior parte delle immagini e della documentazione storica e al Parco delle Colline Metallifere. Altri ringraziamenti inoltre a: Clara Ghirlandini, Carlo Groppi, Giuliana Bardelloni, Mario Cheli, Francesca Brunetti, Fabio Sartori, Alessandra Casini, Patrizia Martignoni, Roberto Mazzolli, Claudio Ulivelli, la C.R.I di Monterotondo Marittimo. LA GALLERIA RIAPRIRÀ A SETTEMBRE GUSTA GUSTA VINO E DINTORNI | Notizie varie dal mondo del vino e non solo Caseificio Il Fiorino: ?Purtroppo le difficoltà sono enormi, ma noi non molliamo!? Doppi turni e mascherine a km 0: il Caseificio Il Fiorino con sede a Roccalbegna continua a produrre i suoi formaggi di eccellenza. ?Proseguire la produzione è fondamentale per garantire alla filiera del latte di non fermarsi?. Intanto, cambiano le abitudini dei consumatori e il Caseificio maremmano lancia una nuova iniziativa, ovvero la linea di formaggi d?eccellenza sottovuoto Nella foto Angela Fiorini con il marito Simone Sargentoni che guida insieme a lei il caseificio 108 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 A Il Fiorino, caseificio di Roccalbegna famoso in Italia e nel mondo per i suoi pecorini, non si molla e nonostante tutte le difficoltà la produzione va avanti, con più attenzioni e nel massimo rispetto delle indicazioni delle autorità. Si comincia poco dopo le cinque del mattino e si va avanti fino alle 20 circa, con turni dei dipendenti alternati fra mattino e pomeriggio, così da mantenere le distanze ?di sicurezza? richieste dall?emergenza Coronavirus. ?Continuare la produzione in questo periodo difficile ? afferma Angela Fiorini, proprietaria de Il Fiorino che guida insieme al marito, Simone Sargentoni ? è fondamentale per consentire a tutta la filiera lattiero casearia di non fermarsi nel periodo di maggior produzione di fronte all?emergenza Coronavirus, che ha colpito duramente il nostro settore. Rimanere aperti, riuscire a prendere il latte dai nostri allevatori, continuare la produzione e garantire il rifornimento dei negozi dove i consumatori trovano i nostri prodotti è determinante per evitare che questa situazione già difficile precipiti. Continuare a lavorare significa, per noi, sostenere la filiera e l?economia del territorio?. ?Tutti i nostri ragazzi e le nostre ragazze ? aggiunge Angela Fiorini ? lavorano nel rispetto delle direttive previste dal Governo e dagli enti preposti. Ogni dipendente è dotato di mascherine, guanti e vestiario monouso, per permettere il normale svolgimento dell?attività lavorativa in tutta sicurezza. Ognuno ha la sua mascherina, che ci siamo premurati di reperire in un?azienda di Grosseto, la Toscano Alta Sartoria. Abbiamo organizzato due turni di lavoro, così da evitare possibili ?assembramenti? all?interno dell?azienda e abbiamo adottato qualche accortezza in più per gli autisti che continuano a prelevare il latte dagli allevatori. Vista la delicatezza della loro mansione, infatti, non entrano in azienda ma attendono fuori, così come chi si occupa del trasporto dei nostri prodotti a negozi e altri rivenditori?. ?Ci rendiamo conto ? prosegue Angela Fiorini ? che è difficile e serve un po? di collaborazione da parte di tutti. Riuscire a convincere i consumatori ad acquistare prodotti toscani, o comunque dei propri territori, sarebbe fondamentale anche in chiave post emergenza. Stringiamo i denti e andiamo avanti, sperando che tutto passi in fretta e che si possa riprendere presto la normale produzione?. Intanto, dal momento che il Coronavirus sta cambiando le abitudini dei consumatori, il Fiorino ? con l?intento di affrontare anche questa sfida ? lancia una nuova linea di formaggi sottovuoto con alcuni dei pecorini del caseificio maremmano più famosi e apprezzati al mondo. ?In questo periodo di emergenza da COVID-19 ? afferma la proprietaria Angela Fiorini ? ci siamo resi conto che i consumatori stanno cambiando le loro PRIMO PIANO ? GUSTA ? 109 GUSTA abitudini di acquisto. Il cliente preferisce prodotti già confezionati perché l?acquisto è più veloce, offrono maggiori garanzie di igienicità essendo confezionati all?origine e durano più a lungo. Nel caso dei formaggi 3 mesi per i prodotti maturi, 1 mese e mezzo per i freschi. Per venire incontro a queste esigenze abbiamo progettato una linea di prodotti sottovuoto in pezzature che vanno dai 300 grammi ai 500 grammi, con etichetta dedicata sul singolo prodotto?. ?Sono pecorini di altissima qualità realizzati con solo latte della Maremma, attraverso una filiera corta e controllata. I formaggi della nuova linea sono il Marzolino di pura pecora, il Pecorino semistagionato, la Fiorina di Maremma, il Grotta del Fiorini, la Riserva del Fondatore. Tutti formaggi frutto della più alta tradizione casearia de Il Fiorino. Nei prossimi giorni presenteremo anche una novità: una piccola forma di pecorino fresco morbido e gustoso da vendere intero, sottovuoto. Il prezzo che applicheremo è lo stesso dei prodotti venduti fino ad oggi?. Un?iniziativa che è stata subito raccolta con entusiasmo da Paolo Degli Innocenti, presidente e socio di Clodia Commerciale srl, proprietaria dei negozi Conad di Grosseto. ?Questa emergenza ? conclude Fiorini ? sta cambiando il nostro modo di vivere. È importante riuscire a tenere il passo di questo cambiamento per continuare a offrire prodotti di alta qualità, controllati e legati alle eccellenze del nostro territorio?. 110 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 WINE & FOOD NEWS MORELLINO DI SCANSANO DOCG, AL VIA LA MODIFICA DEL DISCIPLINARE PER AGGIUNGERE ?TOSCANA? IN ETICHETTA Nell?assemblea che si è tenuta il 25 febbraio, a Scansano nella sede del Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano, è stata votata favorevolmente la possibilità di poter inserire la dicitura ?Toscana? sull?etichetta dei vini a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) ?Morellino di Scansano?. ?Dopo un intenso dialogo con la Regione Toscana, l?idea di poter aggiungere, facoltativamente, in etichetta la dicitura ?Toscana? ai vini Morellino di Scansano DOCG ? spiega Alessio Durazzi, Direttore del Consorzio ? è stata votata in assemblea dalla maggioranza dei nostri soci. Si tratta di una novità molto importante, un primo passo per la modifica del disciplinare che darà a tutti i produttori della denominazione che lo desiderano la possibilità di utilizzare la grande forza che il nome ?Toscana?, un vero e proprio brand, ha sia in Italia che, soprattutto sui mercati internazionali?. L?approvazione è arrivata dopo un?attenta analisi condotta al suo interno dalla base produttiva della denominazione. ?Alla fine ? continua il direttore Durazzi ? è emerso come l?integrazione del nostro marchio con quello di ?Toscana? potesse essere uno strumento di forte riconoscibilità. Si tratta, infatti, di un ulteriore mezzo per raccontare e promuovere le eccellenze vinicole del nostro territorio sia nei Paesi dove abbiamo rapporti commerciali già consolidati, come gli Stati Uniti, sia in quei paesi dove la denominazione è ancora poco conosciuta?. Il Morellino, DOC dal 1978 e DOCG dal 2007, è una denominazione storica, capace di raccontare la storia del Sangiovese e della Toscana, una terra ricca di tradizione e conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per le sue eccellenze enogastronomiche e, in particolare, vitivinicole. La modifica del disciplinare, che prima di diventare effettiva dovrà seguire un preciso iter burocratico, darà la possibilità, per le aziende che lo desiderano, di poter aggiungere la dicitura ?Toscana? in etichetta. ?Questa ? aggiunge il presidente Rossano Teglielli ? è un?ulteriore tappa molto importante per il Morellino di Scansano, che si inserisce nel percorso di internazionalizzazione che il Consorzio intende perseguire. Siamo certi che questa opportunità, per le aziende che lo richiederanno, potrà dare ancora maggior forza per far conoscere il nostro vino sia in Italia che all?estero?. Per ulteriori informazioni: www.consorziomorellino.it LA DENOMINAZIONE E IL CONSORZIO TUTELA MORELLINO DI SCANSANO. Riconosciuto denominazione di origine controlla- Nella foto, da sin. il presidente Rossano Teglielli e direttore Alessio Durazzi ta nel 1978, il Morellino di Scansano ha da poco festeggiato i suoi primi 40 anni. In questo periodo molto è stato fatto per la sua valorizzazione, in virtù delle sue qualità intrinseche e della crescente rinomanza internazionale, tanto da ottenere nel 2006 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, a partire dalla vendemmia 2007. Attivo in questa opera di promozione e tutela il Consorzio Tutela Morellino di Scansano, nato nel 1992 per volontà di un piccolo gruppo di produttori. Nel corso degli anni il Consorzio è andato man mano ampliando il comparto associativo, fino ad accogliere più di 200 soci, oltre 90 dei quali con almeno una propria etichetta di Morellino di Scansano sul mercato. MANTELLASSI ANNULLA I FESTEGGIAMENTI PER I 60 ANNI DI ATTIVITÀ: ?È L?ORA DELLA RESPONSABILITÀ PER TUTTI? La vicenda coronavirus ha portato all?annullamento dei festeggiamenti per il 60esimo anniversario di attività di Fattoria Mantellassi, storica azienda vitivinicola maremmana con sede a Magliano in Toscana nel cuore della Docg del Morellino di Scansano. ?In questo momento tanto difficile ? sottolineano i fratelli Aleardo e Giuseppe e Mantellassi ? è compito di ogni azienda adottare comportamenti ispirati al massimo della responsabilità. Fattoria Mantellassi nel 2020 compie 60 anni di vita e, come annunciato appena qualche settimana fa prima che scoppiasse nel mondo l?emergenza del Covid-19, avevamo pensato di vivere dodici mesi di festa per noi, per i nostri clienti, per tutto il territorio della Maremma. Queste settimane però ci hanno fatto cambiare i programmi e, consapevoli della necessità di atteggiamenti concreti nel rispetto di tutti, abbiamo deciso di sospendere i festeggiamenti e le celebrazioni. Ci è difficile anche solo pensare alla festa in questa congiuntura, per questo ogni iniziativa legata ai sessanta anni di Fattoria Mantellassi è rimandata. L?amore per la terra, il sacrificio e il profondo senso del lavoro che abbiamo da sempre, ci spingono a pensare che tutti insieme, facendo ciascuno la propria parte, supereremo in tutti i sensi questa situazione di grande difficoltà. Allora torneremo a pensare alle iniziative, al nostro amato territorio, e saremo ancora più felici di farlo insieme a tutti i nostri clienti?. Marchesi Mazzei affida a Zed_Comm le attività di ufficio stampa e pr Marchesi Mazzei ? dinastia rappresentativa nel mondo del vino ? ha scelto Zed_Comm come partner per le sue attività di comunicazione, ufficio stampa e pubbliche relazioni per il mercato italiano estendendo l?attività anche su alcuni mercati esteri. F ocus del progetto di comunicazione saranno Castello di Fonterutoli, una delle realtà più importanti del Chianti Classico e della Toscana, e Tenuta Zisola, ambizioso progetto vitivinicolo iniziato nel 2003 nella Sicilia Sud-Orientale. La conoscenza secolare, da parte della famiglia Mazzei, del terroir di Castello di Fonterutoli ha permesso di valorizzare al meglio questo terreno povero e roccioso. Il risultato sono vini che fanno proprio della diversità la loro cifra stilistica. L?azienda copre una superficie complessiva di 650 ettari, di cui 117 vitati e articolati in sette zone, poste tra i 220 e i 550 metri slm. L?eccellenza dei vini di Castello di Fonterutoli è rinomata a livello mondiale e rappresenta uno dei punti di riferimento per la denominazione Chianti Classico. La Tenuta Zisola è invece situata a pochi passi da Noto in Sicilia, terra ricca di storia, cultura e fascino e patria del vitigno Nero d?Avola. I Mazzei hanno individuato qui potenzialità ancora inespresse ed hanno Castello di Fonterutoli avviato un nuovo progetto vitivinicolo: 50 ettari di proprietà che si estendono intorno ai 3 bagli della tenuta, il principale dei quali gode di una meravigliosa vista su Noto e sui ?giardini? circostanti. Zed_Comm veicolerà quindi tutte le novità delle diverse realtà nel settore vinicolo ma anche dell?hospitality, del travel e del food. L?agenzia di comunicazione ha maturato una decennale esperienza nel mondo del vino e nel settore lifestyle con clienti importanti e opera da oltre 20 anni come agenzia di comunicazione e pubbliche relazioni, offrendo strategie di comunicazione tailor-made, in grado di potenziare la reputation dei clienti. Ricordiamo che Marchesi Mazzei dalla metà degli anni ?90 ha anche una proprietà nel cuore della Maremma toscana, tra Grosseto e Montiano: si tratta della Tenuta Belguardo, una delle realtà più importanti del territorio, estesa su una superficie complessiva di 70 ettari, di cui circa la metà destinata a vigneti specializzati. Info: www.mazzei.it Tenuta Zisola PRIMO PIANO ? GUSTA ? 111 GUSTA DI VINO IN CIBO | I protagonisti dell?enogastronomia maremmana San Felo, dal cuore della Maremma Toscana? con la Maremma Toscana nel cuore L?azienda San Felo è nata nel 2001, nel cuore della Maremma, in loc. Poggio La Mozza (Magliano in Toscana), per realizzare il sogno della famiglia Vanni di riprendere le tradizioni vitivinicole della Maremma Toscana e promuovere questa meravigliosa terra tramite la commercializzazione del vino in Italia e nel mondo. Passione per la tradizione con lo sguardo al futuro: gli elementi del successo DI ELISABETTA RUSSO 112 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Federico Vanni Nascita e sviluppo Batte un cuore maremmano dentro l?azienda San Felo, fondata dalla Famiglia Vanni, maremmana Doc, che decise nel 2001 di acquistare i primi 6 ettari di terreni da dedicare alla vitivinicoltura. Una scelta guidata dalla forte passione per la tradizione ed i valori della Maremma e fortemente spinta dall?allora giovanissimo, appena diciasettenne, Federico Vanni, che ha creduto fermamente nella scommessa di investire nel settore vitivinicolo e nella propria amata terra. Scommessa che si è dimostrata vincente, come racconta lo stesso Federico, oggi presidente del CDA dell?Azienda: «L?idea, fortemente sostenuta da tutti in famiglia, è nata dalla voglia di coltivare la vite e portare avanti un settore fondamentale della nostra Maremma. Il nome San Felo deriva dalla combinazione delle iniziali dei nostri nomi ed è stato ideato da mio babbo Roberto: ?FE? il mio nome e ?LO? Lorenzo, mio fratello, ?SAN sta per? dedicato a ?San Federico? e ?San Lorenzo?. Ad oggi abbiamo 34 ettari di vigneti, in un terreno particolarmente vocato che ci sta permettendo di realizzare prodotti che danno ottime soddisfazioni. Nel 2014 la società SOL. MAR spa di Scarlino ha deciso di investire in San Felo acquisendo delle quote di capitale. Tale ingresso ha comportato la cooptazione nel consiglio del Dott. Lorenzo Mansi (per altro mio coetaneo) quale vice presidente del CDA che, stante le sue specifiche competenze, mi coadiuva, in particolare, nel ?controllo di gestione?, oltre, come ovvio, nell?esercizio di tutte le funzioni che tale carica gli conferisce. Tutto ciò mi ha dato ancora più forza per la promozione dei miei vini». L?azienda si trova in zona Poggio La Mozza, comune di Magliano in Toscana, non lontana dalla costa, risente delle benefiche brezze marine ma è anche protetta alle spalle dal Monte Amiata. Una zona quindi particolarmente favorevole per la coltivazione della vite e che si può ben definire ?cuore della Maremma?, di cui rappresenta appieno la bellezza, i sentori, i colori. Un?azienda giovane proiettata verso il futuro Pur con un forte legame alla tradizio- ne, l?azienda guarda al futuro guidata da un forte spirito creativo. «La nostra azienda ? illustra Federico ? è giovane sia per l?anno di fondazione sia per il team che la compone, supportato dall?esperienza del nostro Enologo Fabrizio Moltard. La mia presenza in azienda è costante e partecipo fattivamente alle scelte produttive e? comunque quando occorre, scendo in campo o in cantina! Cerco di impostare ogni strategia dando un?impronta moderna e cercando di sfruttare al meglio le idee più nuove». Un approccio al business vincente quello che Federico sta portando avanti: l?azienda cresce, i suoi vini si stanno affermando sul mercato nazionale e su molti mercati esteri e stanno ottenendo importanti riconoscimenti dagli addetti al settore. «Sono molto soddisfatto ? commenta al riguardo Federico ? perché i miei vini stanno ricevendo ottimi riconoscimenti dalla stampa internazionale, tra cui James Suckling (celebre critico enologico statunitense e tra i più autorevoli al mondo, ndr), ma anche da quella italiana. Al mondo di oggi, avere punteggi è un valore aggiunto per poter PRIMO PIANO ? GUSTA ? 113 GUSTA ???? Passione, determinazione, amore per le tradizioni del passato ed uno sguardo attento verso il futuro hanno permesso all?azienda di crescere ed affermarsi con i suoi vini di forte carattere, ambasciatori della Maremma nel mondo vendere il vino soprattutto all?estero dove la cultura e l?apprezzamento di questo prodotto si sta espandendo sempre di più». Le etichette San Felo: la scelta strategica L?azienda propone una gamma di vini pensati in coerenza con la strategia incentrata sulla valorizzazione della tradizione abbinata all?innovazione. Per questo offre sia prodotti che portano avanti con forza la storia vinicola maremmana, in primis il Morellino DOCG di Scansano, sia vini più ?moderni? per rispondere alle esigenze del mercato attuale. 114 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 Sentiamo ancora le parole di Federico che ci introduce con orgoglio e soddisfazione alle etichette dell?Azienda. «Negli ultimi due anni ho deciso di selezionare meglio le mie referenze perché ho come obbiettivo la realizzazione di prodotti con una qualità sempre più alta. Il nostro prodotto principale è il Morellino di Scansano rappresentato da Lampo, che spero un giorno sia apprezzato come un ?Morellino di Scansano di eccellenza?. Lampo Morellino di Scansano DOCG è il nostro vino di riferimento ottenuto da un?accurata selezione di uve Sangiovese e Ciliegiolo. Per far esprimere al meglio le sue caratteristiche organolet- tiche ho deciso di affinarlo in tonneaux da 5 e 6 hl per almeno un anno, ottenendo così un prodotto equilibrato, pronto per essere degustato ma con un potenziale di invecchiamento in bottiglia. Lampo è il vino dedicato a mio nonno, buttero Maremmano che, con tale ?nickname? era conosciuto». «Ad oggi ? aggiunge Federico ? produciamo altre 7 etichette: uno Spumante San Felo Metodo Classico, ottenuto da uve Sangiovese vinificate in bianco secondo il Metodo Champenoise con rifermentazione in bottiglia per 48 mesi; Le Stoppie, vino bianco DOC Maremma Toscana ottenuto da uve di Vermentino; San Felo Viognier, una produzione limitata ottenuta da un vitigno tipico della valle del Rodano che si è perfettamente integrato ed ambientato nei nostri terreni; Balla la Vecchia, un blend di vitigni internazionali (50% Cabernet Sauvignon e 50% Merlot); San Felo Morellino di Scansano DOCG con 85% Sangiovese e 15% Cabernet Sauvignon e Merlot, un vino ?easy to drink?; San Felo Pinot Nero ricavato da sole uve Pinot Nero per le quali viene effettuato un particolare processo di fermentazione con un successivo affinamento, in barrique di secondo e terzo passaggio, per un anno; Aulus la nostra riserva di Cabernet Sauvignon 100% dedicato al mio carissimo amico Aulo Guidi, ideatore dell?immagine grafica di San Felo; nell?etichetta, in sua memoria, ho riporta- ???? L?azienda propone una gamma di vini pensati in coerenza con la strategia incentrata sulla valorizzazione della tradizione abbinata all?innovazione. Per questo offre sia prodotti che portano avanti con forza la storia vinicola maremmana, in primis il Morellino DOCG di Scansano, sia vini più ?moderni? per rispondere alle esigenze del mercato attuale to la dizione ?Genuinum vinum ad verum amicum?». Una bella varietà di vini quindi, tutti che parlano con autorevolezza del loro territorio, alcuni già tramite i loro nomi che hanno una storia ?maremmana? alle spalle tutta da scoprire: Le Stoppie prende il nome dagli steli di grano (le stoppie) che restano dopo la mietitura (prima del 2002 i campi dove oggi sono impiantati i vigneti di vermentino erano dedicati alla coltivazione del grano); ?guarda come Balla La Vecchia? è un modo di dire maremmano per descrivere il tremolio dell?aria nelle giornate di calura estiva. Guardando al futuro Tirando le somme sull?esperienza dell?azienda dalla sua nascita ad oggi, si può senza dubbio affermare che è un gran bell?esempio di eccellenza maremmana, eccellenza del territorio e di ciò che esso offre ma anche eccellenza imprenditoriale di chi ne ha saputo cogliere le potenzialità e valorizzarle. Concludiamo la nostra intervista a Federico con le sue considerazioni finali sui risultati ottenuti e le sue idee e prospettive per il futuro: «Sono molto soddisfatto degli ultimi andamenti produttivi; in particolare la qualità della vendemmia 2019 è stata eccellente. Per quanto riguarda la parte commerciale, nell?ultimo anno abbiamo instaurato rapporti di collaborazione con nuovi importatori provenienti da Belgio, Canada, Cina, Korea e USA; rafforzando i rapporti con quelli già esistenti come in Svizzera e Florida (USA). Inoltre, su territorio nazionale è stata ampliata la rete agenti HORECA andando a coprire alcune province dove ancora non eravamo presenti. Per nostra scelta, non siamo presenti in GDO. Visti gli sviluppi di questo ultimo anno, mi auguro di rafforzare i rapporti con i partner esistenti e crearne dei nuovi in paesi dove San Felo è meno conosciuto. Inoltre ci siamo dedicati molto alla comunicazione coordinata ed abbiamo adottato strategie di marketing dedicate ai social media. Abbiamo ideato una comunicazione adatta allo stile dei Millenials utilizzando i mezzi di comunicazione di oggi. Prospettive per il futuro, ce ne sono molte e spero di poterle realizzare quanto prima. Abbiamo in programma idee nuove, una tra queste sarà presentata durante il prossimo Vinitaly (quando si farà, ndr)». Complimenti ed un grande in bocca al lupo a Federico Vanni e ai suoi collaboratori dell?Azienda San Felo, con l?augurio di proseguire con successo il bel percorso intrapreso, e continuare a portare, con il ?cuore maremmano? che li contraddistingue, l?eccellenza della loro terra in Italia e nel mondo. PRIMO PIANO ? GUSTA ? 115 GUSTA IL VINO DEL MESE | Alla scoperta della Maremma enologica San Michele n°3 Rosato di Poggio L?Apparita, una bella espressione di sangiovese vinificato in rosé Dimensioni contenute, in grado di esaltare produzioni limitate ma dalla qualità assoluta. Questa la mission di Poggio L?Apparita, situata nel cuore della Maremma Toscana, Boutique Winery, di cui presentiamo in questo spazio dedicato a ?Il vino del mese?, il ?San Michele n°3 Rosato?, una bella espressione di sangiovese vinificato in rosé sulla Doc Maremma Toscana P oggio L?Apparita è una Boutique Winery situata nel cuore della Maremma Toscana con solo 1,5 ettari di vigneto, una scelta precisa, quella di scommettere su dimensioni contenute, per puntare su produzioni limitate (quasi delle limited edition), ma dalla qualità assoluta. Tutta la proprietà è sotto la tutela dei Beni Ambientali delle province di Grosseto e Siena poiché d?interesse paesaggistico rilevante. ?Il nostro obiettivo ? raccontano i titolari ? è stato, sin dall?inizio quello di cercare di produrre vini e olio eccellenti, frutto di continue ricerche e attenzioni sia nella vigna sia nell?oliveto, così come nella fase di vinificazione e di estrazione dell?olio extra vergine. Per quanto riguarda i vini, la scelta 116 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 iniziale era stata quella di creare prodotti di eccellenza che si discostassero profondamente dalla tipica produzione della Maremma; per raggiungere questo obiettivo ci siamo avvalsi dei preziosi suggerimenti degli enologi-agronomi scelti, e anche delle indicazioni di profondi conoscitori dell?ambiente locale?. Il primo vino nato nel 2007 è stato il ?San Michele di Poggio L?Apparita?, un Supertuscan di cinque vitigni: base Sangiovese con Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. Il ?Syrah di Poggio L?Apparita? è stata la seconda etichetta prodotta soltanto nelle annate migliori e in quantità limitatissima: 250 bottiglie ovvero 1 barrique. Con la vendemmia 2012 è arrivato il ?San Michele n°3 Rosato di Poggio L?Apparita?; è la terza etichetta, da qui l?idea del nome. ?Siamo stati tra i primi a credere e investire in questo prodotto, una scelta di successo, basti pensare che nel giro di pochi anni il numero di etichette ?rosa? della Maremma è più che raddoppiato. Successo confermato dai numerosi riconoscimenti e premi nazionali ed internazionali che il nostro vino ha ottenuto: Bibenda, Veronelli, Luca Maroni, Vitae, fino a Decanter, Decanter Asia e International Wine Challenge per citarne alcuni. Crediamo fermamente nelle potenzialità di questo territorio: a testimonianza del nostro impegno siamo soci fondatori di ?Rosae Maris? l?associazione dei produttori di vino rosato di Maremma che, dal 2015 promuove e se del nostro territorio. Con la vendemmia 2018 l?ultima scommessa: la vinificazione in bianco delle uve Sangiovese, esce come IGT Toscana Bianco: un vino nuovo inaspettato che ha subito ottenuto grande successo, scommessa vinta!?. Ma torniamo al San Michele n°3: è un DOC Maremma Toscana Rosato, una scelta stilistica precisa per arrivare al risultato voluto: le due vendemmie separate sono ?la nostra ricetta segreta e non diciamo di più??, le uve Sangiovese in purezza sono vinificate in rosato separatamente l?assemblaggio viene fatto nel mese di Novembre, e l?affinamento in vasche d?acciaio dura circa 6 mesi, l?imbottigliamento viene fatto soltanto quando il vino è arrivato a perfetta maturazione, perciò a seconda delle annate può variare tra la fine di Gennaio e la fine di Marzo. La produzione è di circa 2800 bottiglie. diffonde la cultura del vino rosato prodotto nella nostra provincia atteverso eventi, degustazioni e masterclass. L?esperienza del rosato è stata d?ispirazione per un nuovo progetto, una nuova sfida: ?Dalla Tradizione all?Innovazione? ovvero la valorizzazione del Sangiovese in purezza declinato oggi in quattro varianti. Sono così nati i due rossi San Gio?: ci sembrava un intrigante gioco di parole per legare e collegare le nostre etichette; quello con l?etichetta bianca, un DOC Maremma Toscana vinificato e affinato in acciaio, è un vino giovane fresco e di facile beva, mentre il San Gio? etichetta nera è un Montecucco Sangiovese DOCG, invecchiato in botticelle di rovere di slavonia per almeno 1 anno, e?l?espressione più coerente del vitigno Sangiove- NOTE DI DEGUSTAZIONE È un vino che potremmo definire fresco e armonico dal temperamento unico e originale; un vino che si caratterizza per una tonalità rosa particolarmente delicata, quasi sfumata, che ricorda una cipria elegante, melone luminoso. Al naso regala l?aroma di una rosa mattutina, ribes rosso, fragola, granatina, si incontrano riconoscimenti di agrumi, mandarino, bergamotto e pompelmo, incalzati da sbuffi di fiori ed erbe di campo e zagare sbocciate, finale dal ricordo di caramello dolce e scorza d?arancia. In bocca si rivela fresco, raffinato, aromatico, è molto rinfrescante ma anche ricco e giustamente sapido: ha un grip e slancio che garantiscono una piacevole beva con lunghezza gustativa inusuale per un rosato. È un vino da tutto-pasto, si esprime al meglio con i piatti di pesce, con i crostacei e i frutti di mare, ottimo anche con i salumi della tradizione Maremmana e i formaggi pecorini. La cantina è aperta al pubblico per visite e degustazioni guidate, vendita diretta ed eventi. Informazioni e appuntamenti: tel. 351 991.46.63 - info@lapparita.com | Poggio L?Apparita, Loc. L?Apparita - Civitella Paganico (GR), GPS 42.915815, 11.257817 - Pagina Facebook: PoggioLapparita - Instagram: poggiolapparita PRIMO PIANO ? GUSTA ? 117 GUSTA LA RICETTA| Piatti da sperimentare e... gustare Le Frittelle di San Giuseppe, ottime sempre e non solo a marzo per la Festa del babbo Secondo la tradizione le frittelle, che non a caso si chiamano di San Giuseppe, si preparano nel mese di marzo in occasione della festa del papà. Ma nulla ovviamente ci impedisce di assaporarle anche in altri periodi dell?anno? Tante le varianti: si possono preparare cuocendo il riso nel latte o nel latte ed acqua, mettere uvetta o no, con farina o senza. Ecco le dosi e la preparazione... D DI ALISSA MATTEI evo dire che mangerei le frittelle di riso, che normalmente in Toscana si preparano per la festa del papà che chiamerei con il 118 ? Maremma Magazine ? Maggio 2020 toscano ?babbo?, molto più spesso che una volta all?anno. Ma devono essere preparate come si deve, in modo che siano morbide den- tro, ben croccanti fuori e gonfie, soprattutto non devono essere unte e dunque la frittura è importante ed anche il procedimento in termini di dosi, tempi e temperature deve essere assolutamente rispettato, altrimenti davvero diventano immangiabili, vere frittelle piatte e unte. Come sempre seguo i consigli del mio mito Paolo Petroni, presidente dell?Accademia Italiana della Cucina, che secondo il mio parere è il migliore scrittore di ricette tipiche toscane. Ho avuto il piacere di incontrarlo tanti anni fa quando in una cucina sperimentale mettevamo a punto ricette varie per il piacere del consumatore di tutta Italia. La storia racconta che in Toscana per il 19 marzo, esiste una antica tradizione delle frittelle di San Giuseppe, descritta già nel ?Libro de arte coquinaria? di Maestro Martino de? Rossi nel Cap. V (?Per far ogni frictella?): ?Fa? cocere il riso molto bene ne lo lacte, et cavandolo fora per farne frittelle observerai l?ordine et modo scripto di sopra (allude alle ricette precedenti in cui si parla di ?fare le frittelle tonde con mano overo in quale altra forma ti piace, mettendole a frigere in bono strutto o botiro, overo in bono olio?), excepto che non gli hai a mettere né caso (formaggio) né altro lacte?. Si devono mangiare una dopo l?altra fino a scoppiare come offerta al santo. Ci sono varianti: si possono preparare cuocendo il riso nel latte o nel latte ed acqua, mettere uvetta o no, con farina o senza. Ecco le dosi e la preparazione. Ingredienti per 6 porzioni: Riso Arborio Latte uova farina cucchiai zucchero cucchiai burro scorza limone uvetta rhum bicchierino lievito bustina sale olio per friggere 150 g 500 ml 2 2 2 30 g qb 50 g 1 1/2 qb 1L Preparazione Bollire il latte con un bicchiere di acqua, due cucchiai di zucchero, un pizzico di sale, il burro ed una scorza di limone, buttare il riso e cuocere finché lo stesso non si sia completamente disfatto ed il liquido sarà assorbito: ci vuole molta attenzione perché bisogna cuocere a fuoco basso in modo che la cottura vada avanti per circa 30 minuti (stare attenti che il riso non si attacchi sul fondo, occorre girare spesso il mix). Lasciare riposare il composto finché non diventa freddo. Aggiungere la farina (a mio parere obbligatoria per tenere su la frittella dopo la cottura), i tuorli delle uova, il bicchiere di liquore e scorza limone, il lievito e l?uvetta ammorbidita in acqua, se piace. Far riposare e poi aggiungere le chiare montate a neve, friggere in abbondante olio di girasole alto oleico o arachide a 180°C. Lasciare colorire prima da un lato poi dall?altro (vedrete le frittelle rigonfiarsi ed a volte non è facile girarle perché tendono a stare sempre nella posizione iniziale), mettere su carta assorbente ed infine preparare un bel piatto di portata aggiungendo zucchero e servire possibilmente calde. LE NEWS LE NEWS L?ATTIVITÀ DI FONDAZIONE GROSSETO CULTURA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS La quarantena da Coronavirus ha chiuso i musei e la sede, come previsto dalle norme anti-contagio, ma non ha fermato (del tutto) l?attività di Fondazione Grosseto Cultura. In attesa di poter riprendere le lezioni in aula all?Istituto musicale comunale ?Palmiero Giannetti? e di riaprire le porte al Museo di storia naturale della Maremma e al Polo culturale Le Clarisse, con il nuovo Museo collezione Gianfranco Luzzetti, la struttura è impegnata in una serie di iniziative concentrate necessariamente online, sul web e sui social. A partire dalle videolezioni ?a distanza? offerte da alcuni docenti dell?Istituto ?Giannetti?: Marta Guidoni, Laura Fabbiani, Giuliano Adorno e Mirko Galeazzi (pianoforte), Davide Vallini (sax) e Laura Bianchi (violoncello) continuano, seppur in condizioni d?emergenza, a seguire i giovanissimi talenti della scuola. E pure il direttore Antonio Di Cristofano ha trovato nel web un nuovo palcoscenico, regalando al pubblico un mini-recital al pianoforte da casa sua, ogni venerdì alle 17 in diretta dalla sua pagina Facebook. Porte aperte (seppur virtualmente) anche ai musei gestiti da Fondazione Grosseto Cultura: il Polo culturale Le Clarisse offre ? sempre sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram dell?istituto ? una serie di Nella foto, da sin. Antonio Di Cristofano, Riccardo Lucetti, il presidente Giovanni Tombari, Mauro Papa e Andrea Sforzi brevi video (?2MinutesArt?) nei quali il direttore Mauro Papa presenta, uno ad uno, alcuni dei capolavori esposti nel Museo collezione Gianfranco Luzzetti. Un?altra iniziativa, che rientra in questo caso nel programma di eventi della rassegna ?La città visibile 2020? in programma a settembre, è il concorso fotografico ?I giorni del silenzio?, legato proprio ai giorni della quarantena: chiunque può scattare una foto di ciò che vede dalla propria finestra, dal balcone oppure dall?auto, se continua a lavorare, e inviarla all?indirizzo mail igiornidelsilenzio@gmail.com insieme con la richiesta di partecipazione che Nella foto, un momento de La Notte Visibile della Cultura dello scorso anno 120 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 si può scaricare sul sito web di www.fondazionegrossetocultura.it. Tutte le foto saranno pubblicate sui social (Facebook e Instagram) di Fondazione Grosseto Cultura e le migliori saranno selezionate per far parte di una mostra durante ?La città visibile 2020?, quando ? c?è da augurarsi ? il lockdown sarà finito. È sempre valido anche il bando ?Fuori di sé: auto-rappresentazioni nell?epoca dei selfie? con scadenza 17 maggio (pubblicato su www.fondazionegrossetocultura.it e www.clarissegrosseto.it) che seleziona opere ? fotografia, pittura, scultura, disegno e illustrazione, arte digitale e computer grafica, installazione e ambiente ? da esporre a Clarisse Arte, al Museo archeologico e d?arte della Maremma, alla Galleria City Lab e in altri luoghi del centro storico dal 19 al 27 settembre. Anche il Museo di storia naturale diretto da Andrea Sforzi è in attività, in attesa di recuperare gli eventi già programmati: in occasione del decennale nell?attuale sede di strada Corsini, appena festeggiato, la struttura aveva lanciato una versione completamente rinnovata del sito internet www.museonaturalemaremma.it e la chiusura forzata del museo è l?occasione per promuoverne i contenuti a cadenza quotidiana tramite la pagina Facebook. Oltre a un video che offre la possibilità di visitare virtualmente il museo, realizzato grazie al bando ?Laboratori culturali? della Fondazione Cassa di risparmio di Firenze, è online (in quattro puntate) un viaggio nel tempo con il documentario NOTIZIE VARIE DALLA MAREMMA ?Miniera? di Lucilla Salimei che racconta la storia dell?Oreopiteco simbolo del museo. E poi ? tra le altre ? un?iniziativa di Citizen science cui tutti possono partecipare da casa, Polli:Promise: seminare o coltivare piante gradite agli insetti impollinatori, in vaso o in giardino, ed entrare così a far parte della comunità degli amici degli impollinatori. Inoltre il 18 aprile si è svolto un ?virtual Bioblitz? online da casa, attraverso l?invio di proprie foto scattate ad animali e piante. «Tutti noi ? dice Giovanni Tombari, presidente di Fondazione Grosseto Cultura ? non vediamo l?ora di riprendere l?attività e riaprire le nostre strutture, ma adesso è il momento di seguire scrupolosamente le prescrizioni anti-Covid.Tutta Fondazione Grosseto Cultura, però, continua a impegnarsi al massimo delle attuali possibilità per tenere viva un?offerta culturale destinata a tutti, come impone la nostra missione e la nostra volontà. E sarà ancora più bello ritrovarci tutti insieme, quando tutto questo sarà finito». #COMPRAINMAREMMA, UN GRUPPO FACEBOOK PER IL RILANCIO DELLA MICROECONOMIA LOCALE Si chiama #comprainmaremma l?iniziativa ideata dall?agenzia Internetfly di Grosseto, per sostenere le imprese del territorio messe a dura prova da oltre un mese di lockdown. Così, mentre il 4 maggio inizia la ?fase 2? dell?emergenza coronavirus, quella che porterà alla graduale riapertura delle attività commerciali e produttive, in un momento storico così delicato, occorre l?aiuto di tutti per fa ripartire l?economia locale, anche comprando ?maremmano?, appunto. La modalità con la quale si potrà fare è semplice e gratuita: basterà iscriversi al gruppo facebook #comprainmaremma e, nel pieno rispetto di modalità, regole e netiquette, si potranno inserire prodotti e servizi che ciascuna attività locale produce, commercializza, vende. La partecipazione è estesa a tutte le piccole e medie imprese, agli artigiani, ai liberi professionisti, all?agroalimentare, all?agricoltura, al turismo. «Il messaggio che intendiamo lanciare ? spiega Barbara Ciacci, responsabile marketing della Internetfly ? è quello di sensibilizzare le persone a fare acquisti nel nostro territorio a favore del rilancio della Rinviata la scadenza del Premio ?Cipressino d?Oro? Nella foto, la premiazione dell?edizione 2019 Causa emergenza Coronavirus è stato posticipato al 31 maggio il termine per partecipare al premio di poesia ?Cipressino d?Oro? organizzato dal Kiwanis Club di Follonica. Slitta anche la premiazione: la consegna dei premi, in calendario a maggio, verrà fatta a settembre. C ?è tempo fino a domenica 31 maggio per partecipare all?ottava edizione del premio di poesia ?Cipressino d?Oro?. Il Kiwanis Club di Follonica, che dal 2013 organizza il concorso letterario internazionale rivolto a tutti coloro che amano l?arte della scrittura, ha deciso di prorogare il termine per l?invio degli elaborati, previsto per martedì 31 marzo, a domenica 31 maggio. Slitta anche la premiazione: la consegna dei premi, in calendario a maggio, verrà fatta a settembre. «L?emergenza sanitaria ? spiega l?organizzatore del ?Cipressino d?Oro?, il kiwaniano Loriano Lotti ? coinvolge inevitabilmente anche il nostro programma: abbiamo rimandato sia la scadenza per l?invio delle poesie che la premiazione, con la speranza che la situazione torni presto alla normalità. Sono giorni difficili per tutti ma dare spazio alla creatività potrebbe essere un modo per trascorrere il tempo». Il tema da seguire per scrivere la propria poesia è: ?Il pensiero omologato e la dipendenza emotiva nell?era della tecnologia?. La partecipazione è libera e gratuita: gli elaborati devono essere in lingua italiana, inediti e non premiati in altri concorsi letterari. «Il mondo virtuale ? continua Lotti ?, ne abbiamo in questo periodo ulteriore prova, fa parte della vita di ognuno di noi: vogliamo far riflettere i poeti sugli effetti che la tecnologia ha però nei ragazzi e nel loro modo di approcciarsi alla vita e alle relazioni umane». La poesia e la scheda di iscrizione potranno essere inviate all?indirizzo mail follonica@kiwanis.it, o via posta a: Premio Cipressino d?Oro ? Kiwanis Club Follonica, via Lamarmora 62 (c/o Loriano Lotti), 58022 Follonica (Gr). Per informazioni sul bando scrivere a follonica@kiwanis.it, oppure contattare Loriano Lotti al 347 6754324. LE NEWS ? 121 LE NEWS Raccontare la città deserta con ?I giorni del silenzio? Fondazione Grosseto Cultura ha lanciato un concorso fotografico, aperto a tutti, teso ad immortalare la città di Grosseto nei giorni della quarantena da Coronavirs. Le migliori immagini saranno esposte in una mostra durante La città visibile 2020 in programma a settembre L a città deserta per la quarantena da Coronavirus come ispirazione per catturare un?immagine che rappresenti questo tempo. È il tema del concorso fotografico ?La città visibile ? I giorni del silenzio? promosso dal Polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura e aperto a tutti. Partecipare è semplice e gratuito: basta scattare una foto dalla propria finestra, dal balcone oppure dal proprio veicolo (se si rientra tra le persone che continuano a lavorare ogni giorno) e inviarla all?indirizzo mail igiornidelsilenzio@gmail.com entro domenica 17 maggio, insieme con il modulo d?iscrizione (scansionato o fotografato) compilato e firmato, disponibile online sul sito www.fondazionegrossetocultura.it. Tutte le immagini verranno pubblicate sui profili social ? Facebook e Instagram ? di Fondazione Grosseto Cultura e le migliori saranno selezionate ed esposte nella mostra ?I giorni del silenzio? da allestire durante la manifestazione ?La Città visibile? in programma dal 18 al 27 settembre nel centro storico di Grosseto. L?open call per ?I 122 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 giorni del silenzio? infatti si aggiunge ai bandi già pubblicati per la rassegna di Città visibile 2020, dedicata al tema ?Fuori di sé, autorappresentazioni nell?epoca dei selfie?. «In questi giorni difficili e surreali che stiamo vivendo ? dice Giovanni Tombari, presidente di Fondazione Grosseto Cultura, con Mauro Papa, direttore del Polo culturale Le Clarisse ? l?unica cosa che possiamo veramente apprezzare della nostra città è il silenzio. La città così com?è ? solitaria, vuota e silenziosa ? rappresenta un unicum e uno spunto di grande riflessione. Per questo abbiamo voluto proporre questa iniziativa, rivolta ovviamente non solo ai grossetani: è uno strumento per valorizzare la nostra creatività e la nostra identità, e anche per conservare la memoria di un periodo storico sicuramente unico per questa generazione». Ogni partecipante potrà inviare una o più immagini; gli autori selezionati per la mostra dovranno fornire la loro immagine stampata, secondo i requisiti che verranno in seguito comunicati. Per informazioni scrivere a igiornidelsilenzio@gmail.com microeconomia locale. Peraltro è un mezzo che mettiamo a disposizione senza alcun costo per tutte le imprese che vogliono farsi conoscere tramite una rete di sistema, che ha come obiettivo l?unione e la promozione delle attività locali». MEDIALIBRARY ON LINE, IL NUOVO SERVIZIO DALLA BIBLIOTECA COMUNALE CHELLIANA La biblioteca comunale Chelliana di Grosseto sul web per presentare i propri ?prodotti? a partire dal servizio Medialibrary on line. Si tratta di una sorta di biblioteca digitale che offre risorse fondamentali per immergersi nella lettura attraverso un approccio totalmente differente, che rappresenta una modalità diversa dal solito, ma mai come ora indispensabile e insostituibile per la lontananza dei cittadini dalle collezioni librarie delle biblioteche. Medialibrary on line è un portale web su cui si possono consultare gratuitamente i maggiori quotidiani italiani ed esteri, leggere e scaricare ebook, vedere filmati e ascoltare musica. È l?estensione digitale e online del patrimonio della biblioteca ed è a disposizione di tutti. Iscriversi è facile ed è gratis: basta inviare una mail a info@chelliana.it e gli operatori della Chelliana richiederanno tutte le informazioni necessarie per fornire le credenziali di accesso alla biblioteca digitale. Completata l?iscrizione ciascun utente potrà autonomamente accedere ai contenuti di Medialibrary utilizzando il suo account. Info: sito internet www.bibliotechedimarem-ma.it/library/Chelliana/ ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA, TORNANO LE BORSE DI STUDIO PER GLI STUDENTI DELL?ISIS LEOPOLDO II DI LORENA La Delegazione della Maremma - Grosseto dell?Accademia Italiana della Cucina, oramai da quattro anni ha istituito un concorso per l?assegnazione di borse di studio riservate a tre giovani studenti delle classi quarte dell?ISIS Leopoldo II di Lorena di Grosseto. L?iniziativa, suggerita e coordinata dall?accademico Massimo Ussia, quest?anno alla IV edizione, vedrà uno slittamento dei tempi, con data da destinarsi, a causa della pandemia da COVID-19 che, come è noto, ha bloccato le attività didattiche e culturali. Gli obiettivi che l?Accademia si propone con questo concorso sono quelli di aiu- tare la crescita professionale dei giovani studenti appassionati dal mondo della cucina, nonché di offrire loro una opportunità di partecipazione a percorsi professionali capaci di fornire nuove competenze tecniche e nuove esperienze, sia dal punto di vista sociale e comunicativo che lavorativo. Difatti, per gli studenti dell?Istituto Alberghiero in palio vi è un soggiorno alla Summer School di ALMA (Scuola internazionale di cucina italiana) che si svolge ogni estate a Colorno (Parma) offerto a ciascun vincitore delle tre categorie a cui viene riservata la prova: sala e vendita, enogastronomia e prodotti dolciari. Dopo una preselezione affidata alla scuola, la prova pratica finale, su un tema di volta in volta assegnato dall?AIC, si svolge alla presenza della giuria costituita da tre rappresentanti della Delegazione Maremma-Grosseto, dell?Accademia Italiana della Cucina; dal dirigente scolastico dell?ISIS Leopoldo II di Lorena; da un rappresentante della FIC (Federazione Italiana Cuochi); da un rappresentante dell?AMIRA (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti ed Alberghi) e da un rappresentante dell?AIS (Associazione Italiana Sommelier). Si tratta di un?iniziativa importante, tesa a stimolare gli allievi dell?Istituto grossetano, ai migliori dei quali viene offerta dall?Accademia un?esperienza di elevato livello professionale. Tutto ciò in coerenza con le finalità dell?Accademia Italiana della Cucina ed anche con l?intento di concorrere a formare una classe di addetti alle attività ricettive di cui un territorio come la Maremma ha estremo bisogno, tanto per migliorare l?offerta turistica nel suo insieme che per valorizzare le grandi potenzialità dell?interessantissimo comparto enogastronomico del nostro territorio. Due parole sull?ALMA, la scuola internazionale di cucina italiana. Nata nel 1999 nella Reggia di Colorno, su suggerimento della Provincia di Parma, ospita un centro di formazione dell?eccellenza professionale e culturale all?interno di quella che oggi viene definita la Food Valley. La missione della scuola è volta a valorizzare e promuovere il patrimonio agroalimentare italiano in tutto il mondo. Primo Rettore e guida del Comitato scientifico fino al 2017 è stato Gualtiero Marchesi, padre delle cucina italiana moderna. Gli allievi di ALMA studiano ed approfondiscono la storia e la cultura della gastronomia italiana con l?intento di creare cuo- chi pensanti; didattica e sbocchi lavorativi sono affidati a maestri e grandi professionisti nel campo della cucina e dell?ospitalità italiana. L?impegno quotidiano di ALMA nel promuovere un?educazione e una cultura basata sui valori di sostenibilità, sovranità alimentare e stili di consumo, è assolutamente in linea con i valori e le finalità proprie dell?Accademia Italiana della Cucina. Domenico Saraceno Membro del Centro Stuti Territoriali Toscano dell?Accademia Italiana della Cucina CAPALBIO LIBRI RACCONTA ?IL PIACERE DI LEGGERE? SUL WEB E SUI SOCIAL CON LE TESTIMONIANZE DEGLI SCRITTORI E DEGLI OSPITI DEL FESTIVAL In attesa di poter confermare le date dell?edizione 2020 del festival di Capalbio Libri, al momento prevista dal 31 luglio al 7 agosto prossimi, è partita e ci terrà compagnia fino alla fine di maggio 2020 la campagna social ?Capalbio Libri - il piacere di leggere replay? che prevede l?utilizzo degli hashtag #CapalbioLibri #ilpiaceredileggere #replay. L?iniziativa di Capalbio Libri pensata nel contesto delle campagne #iorestoacasa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per battere il contagio dal Coronavirus (Covid-19) e #laculturanonsiferma lanciata dal MIBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo), prevede la diffusione quotidiana sui propri canali social ? Facebook e Twit- ter ? di contributi sul piacere di leggere raccolti durante le 14 edizioni del festival, per un totale di 56 contenuti video in cui scrittori, giornalisti e personaggi dello spettacolo rispondono alla domanda sul proprio rapporto con la lettura e con i libri. Dopo la diffusione di un video collettivo inaugurale (il 2 aprile scorso) da parte di alcuni dei protagonisti dell?edizione 2010 di Capalbio Libri ? Riccardo Rossi, Benedetta Cibrario, Claudio Angelini, Elido Fazi, Katia Colucci, Rodrigo Dias, Sergio Rizzo, Lorenzo Bini Smaghi, Fabio Geda, Giovanni Fasanella, Camilla Baresani, Michelangelo Pistoletto, Filippo Ceccarelli, Paolo Di Stefano ? chiamati a rispondere brevemente al fatidico quesito ?Cos?è il piacere di leggere?? l?iniziativa è proseguita con altri video collettivi e con delle video interviste singole ? alcune della quali realizzate in collaborazione con Intesa Sanpaolo storico partner di Capalbio Libri ? raccolte durante le edizioni passate del festival e che hanno visto impegnati nel tentativo di spiegare l?influenza dei libri e della lettura sulle proprie esistenze: Antonio Caprarica, Walter Veltroni, Giancarlo Santalmassi, Federico Moccia, Franco Di Mare, Dario Franceschini, Andrea Purgatori, Piero Luigi Vigna, Marta Segato, Domenico Arcuri, Myrta Merlino, Martina Colombari, Luca Serafini, Franco Bechis, Paolo Mieli, Furio Colombo, Gianluigi Nuzzi, Paola Saluzzi, Luigi Bellumori, Marta Mondelli, Alberto Asor Rosa, Enrico Rossi, Giulio Scarpati, Vittorio Feltri, Luigi Bisignani, Federico Rampini, Mario Sechi, Sergio Rizzo, Antonio Padellaro, Enzo Moavero Milanesi, Marco Nella foto, piazza Magenta in occasione di Capalbio Libri LE NEWS ? 123 LE NEWS Damilano, Tommaso Cerno, Enrico Mentana, Franco Marcoaldi, Alan Friedman, Luigi De Magistris, Claudio Cerasa, Napoletano, Giancarlo Magalli, Matteo Marzotto, Roberto Maroni, Nicola Gratteri, Stefano Zenni, Beatrice Venezi, Gianni Riotta, Mauro Pandimiglio e tantissimi altri. Link alla pagina Facebook di Capalbio Libri www.facebook.com/CapalbioLibri/ Link al profilo Twitter di Capalbio Libri twitter.com/capalbiolibri Capalbio Libri è una manifestazione dedicata ai libri e al piacere di leggere che si svolge dal 2007 a Capalbio (Gr) in Piazza Magenta. Capalbio Libri ha il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, della Regione Toscana, del Comune di Capalbio, e il patrocinio e il sostegno di SIAE ? Società Italiana degli Autori ed Editori. Capalbio Libri è un marchio di Zigzag srl che è l?organizzatore unico della manifestazione. Info: www.capalbiolibri.it; Capalbio Libri è anche su Facebook, Twitter, Instagram e Youtube FONDAZIONE CR FIRENZE E INTESA SANPAOLO, STUDENTI DI TALENTO CERCASI Una grande campagna sui social per lanciare la seconda edizione di #TUTTOMERITOMIO, il programma di Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo che vuole valorizzare il merito e il potenziale dei giovani favorendo la formazione scolastica e universitaria di ragazzi provenienti da famiglie in condizioni di disagio economico. Devono infatti essere selezionati i prossimi 140 giovani meritevoli e di talento, fra 17 e 19 anni, delle scuole della Città Metropolitana di Firenze e delle pro- vince di Arezzo e Grosseto che si aggiungono ai 160 già reclutati lo scorso anno. Saranno supportati nel prossimo anno scolastico 2020-2021 oltre che da un importante sostegno economico anche da attività di mentoring per l?ampliamento delle proprie possibilità di crescita e per lo sviluppo individuale. A causa della chiusura delle scuole dovuta dall?emergenza provocata dal Coronavirus, i promotori del progetto hanno incrementato la sensibilizzazione dei docenti e hanno attivato una campagna attraverso i social della fondazione e il sito www.tuttomeritomio.it. Il programma #TUTTOMERITOMIO ha l?obiettivo di rimuovere gli ostacoli che inibiscono il pieno sviluppo delle capacità e aspirazioni dei giovani e coinvolge complessivamente oltre 400 studenti nell?arco temporale di 6 anni (2019-2025) con uno stanziamento complessivo, da parte delle due Istituzioni, di 7,5 milioni di euro; si svolge in collaborazione con l?Università di Firenze e con l?Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana ed ha la partnership operativa di Fondazione Golinelli. Con il nuovo bando saranno selezionati 80 studenti che nell?anno scolastico in corso frequentano il terzo anno e 60 che frequentano l?ultimo anno delle scuole di secondo grado, di ogni indirizzo. I giovani dovranno avere la media del 7,5 (per coloro che frequentano la 3/a), il raggiungimento di almeno 80/100 alla maturità (per i giovani di 5/a) e (per tutti) un voto non inferiore a 8 in condotta. Un requisito fondamentale sarà il reddito ISEE del nucleo familiare di appartenenza che non dovrà superare la II fascia ISEE. Gli studenti al terzo anno degli istituti superiori riceveranno contribuiti annui da un minimo di 3.000 euro per i residenti ad un massimo di 3.500 euro per i ?fuori sede?. Per coloro che si iscriveranno all?Ateneo fiorentino post-diploma il sostegno varierà da un minimo di 4.800 euro per i pendolari ad un massimo di 11.600 euro per i ?fuori sede?, mentre riceveranno 3.600 euro gli studenti residenti nella Città Metropolitana di Firenze. Con questo sostegno potranno sostenere spese relative a vitto e alloggio; trasporti pubblici cittadini e regionali; car-sharing e bikesharing; trasferte legate ad attività formative; attività sportive; quote associative ed abbonamenti annuali; attività culturali, spettacoli teatrali, ingressi musei, congressi e seminari; attrezzature tecniche informatiche per lo studio; corsi di lingue, musica e approfondimento anche all?estero; libri e riviste, abbonamenti a periodici, biblioteche o banche dati on-line. Per presentare la domanda è necessario compilare il modulo online sul sito www.tuttomeritomio.it entro l?8 giugno. Per il primo anno hanno presentato la domanda 321 studenti appartenenti al 3° e 5° anno di scuola superiore. Quasi il 70% delle ?application? sono pervenute da studenti di sesso femminile. Relativamente alle richieste provenienti dalle scuole superiori più del 62% delle ?application? sono arrivate dalla provincia di Firenze, il 18% dalla provincia di Grosseto e poco meno del 20% dalla provincia di Arezzo; il 70% di quelle indirizzate al proseguimento degli studi universitari è arrivato da Firenze. ?È questo uno dei progetti strategici della Fondazione ? sottolinea il Presidente Luigi Salvadori ? e, pur considerando la gravità della situazione e la chiusura delle scuole, riteniamo importante proseguirlo anche come segnale di fiducia e di speranza verso il futuro e verso i giovani. Questa è la seconda ?chiamata? che lanciamo verso il mondo della scuola e mi auguro che, nonostante questo momento così difficile, venga recepita per l?importanza che essa ha. Penso soprattutto a quanto il progetto sarà di incitamento alla ripresa delle lezioni, quando la voglia di ricominciare avrà preso il posto della paura che ci sta attanagliando in questi mesi?. FOLLONICA, DIGITALE E SU FB LA BIBLIOTECA DELLA GHISA In tempi di coronavirus, anche la Biblioteca della Ghisa è chiusa al pubblico, ma si può continuare a leggere libri, ascoltare musica, frequentare corsi online e tanto altro! Grazie alla Regione Toscana, la Biblioteca 124 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 della Ghisa mette a disposizione un portale con funzioni di vera e propria biblioteca digitale, consentendo l?accesso via internet a quotidiani, riviste, e-book (più di 300.000 da scaricare liberamente), musica, banche dati, film, immagini, audiolibri, corsi a distanza e così via. Il tutto in modo assolutamente gratuito! Cosa si deve fare? Basta mandare una email a biblioteca@comune.follonica.gr.it riportando il proprio nome, cognome, indirizzo, residenza, codice fiscale, telefono e documento di identità (il numero o la scansione del documento), esplicitando la volontà di accedere al servizio di biblioteca digitale. Il cittadino (al quale sarà concessa una iscrizione provvisoria alla biblioteca da convalidarsi solo successivamente, all?apertura fisica della Biblioteca) sarà contattato telefonicamente dal bibliotecario che gli fornirà account e credenziali per il primo accesso alla biblioteca digitale. Chi invece è già iscritto alla biblioteca comunale e quindi ha la tessera, deve solo richiedere l?account per la biblioteca digitale inviando una e-mail a biblioteca@comune.follonica.gr.it. Successivamente riceverà nella mail le credenziali (username e password) e un link per effettuare il primo accesso. Dopo aver attivato l?account, per gli accessi successivi sarà sufficiente collegarsi e inserire le proprie credenziali sul sito https://toscana.medialibrary.it. Ma la biblioteca non è solo digitale, è anche social! Perché grazie ai social è possibile interagire e comunicare anche se si è lontani, o chiusi, fisicamente! Ed ecco che da poco è stato aperto un profilo FB ?Biblioteca comunale della ghisa Follonica? per restare in contatto, informare, condividere contenuti, post e immagini? per sentirsi vicini! MASSA MARITTIMA, RINVIATO IL PREMIO LETTERARIO GENNAI PREVISTO PER IL 18 APRILE Sarà rinviata a causa dell?emergenza Coronavirus la premiazione della quindicesima edizione del Premio Letterario Mariella Gennai prevista a Massa Marittima (Gr) per il 18 aprile scorso nel Palazzo dell?Abbondanza. Un concorso aperto ai ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori della Provincia di Grosseto promosso dal Comune di Massa Marittima e dalla Commissione Pari Opportunità. Per questa edizione il testimonial designato era il noto personaggio televisivo, attore e imitatore, Ubaldo Pantani che, sempre per il 18 Torna il Premio Letterario ?Città di Grosseto? Grosseto torna a essere capitale della cultura e della letteratura. L?associazione culturale ?Letteratura e Dintorni? di Grosseto propone, per il secondo anno, il premio letterario nazionale ?Città di Grosseto - Amori Sui Generis?. Altissimo il montepremi ?obiettivo è quello di promuovere la scrittura nelle sue varie forme e premiare le opere che la giuria riterrà più meritevoli, nel corso di una cerimonia che si svolgerà a Grosseto indicativamente nell?autunno 2020. Il tema è ?l?amore? inteso in tutte le sue forme e declinazioni al di là del genere letterario. Un?iniziativa che lo scorso anno riscosse un successo inatteso richiamando l?attenzione di circa 700 partecipanti da tutta Italia. L un montepremi altissimo (premi in denaro per i primi tre classificati in ogni categoria per circa 4.000 euro oltre alla pubblicazione dell?opera inedita con la Casa Editrice Scatole Parlanti, ad opere artistiche di pregio, prodotti enogastronomici, abbonamenti a riviste, voucher per Spa, pernottamenti, targhe e trofei) e gode del sostegno di tanti enti, associazioni e artisti come il fotografo Nunzio Garanti, l?illustratrice Dominga Tammone, Banca Tema, Biblioteca Al concorso potranno prendere parte autori di romanzi, racconti o poesie in cui ci sia un sentimento d?amore molto forte, capace di dominare completamente una o più persone: platonico, spirituale, sensuale, romantico, materno, filiale, fraterno, coniugale, di amicizia, rivolto verso se stessi come manifestazione di egoismo e di egocentrismo, amor proprio, per un ideale, per la solidarietà, passione per lo sport, per le arti, per il gioco o per altro. Opere che dovranno pervenire entro il 15 maggio 2020 con le modalità indicate nel bando scaricabile su: https://letteraturaedintorni.it/premio-letterario-nazionalecitta-di-grosseto-amori-sui-generis/ L?iniziativa, anche quest?anno, vanta Chelliana Grosseto, Grappe Nannoni, Lions Club Aldobrandeschi Grosseto, Avis Com.le di Grosseto, La Cura Az. Vitivinicola, Tv9 Telemaremma, Maremma Magazine, Rete Biblioteche di Maremma, Comune di Grosseto, Comune di Semproniano, Comune di Magliano in Toscana, Comune di Castiglione della Pescaia, Blog Letteratura e dintorni (www.dianoratinti.it), Laboratorio Teatrale ?Ridi pagliaccio? Grosseto, Back Stage (www.backstagenunziogaranti.wordpress.com) e tantissimi altri. La lista completa dei sostenitori, costantemente aggiornata, e il dettaglio del montepremi sono rintracciabili sul sito www.letteraturaedintorni.it LE NEWS ? 125 LE NEWS La Cava di Roselle rinuncia alla stagione estiva Causa emergenza coronavirus la Cava di Roselle non offrirà la consueta stagione di eventi: ?Una decisione sofferta, ma l?incertezza che stiamo vivendo non ci permette di agire diversamente?, dichiara Luca Terrosi, presidente della cooperativa Uscita di Sicurezza, che gestisce lo spazio. causa dell?emergenza coronavirus e dell?incertezza sulle misure di prevenzione del contagio dei prossimi mesi la Cava di Roselle non offrirà la consueta stagione di eventi. ?Una decisione sofferta ? spiega Luca Terrosi, presidente della cooperativa A Nei giorni scorsi, quindi, sono state contattate tutte le persone che, a vario titolo, erano state coinvolte per la calendarizzazione degli eventi. ?Ci dispiace, soprattutto perché sappiamo per che molti la Cava rappresenta un punto di aggregazione importante in esta- che lo spazio alle porte di Grosseto ? ma che siamo stati costretti a prendere, perché avremmo dovuto, come ogni anno gestire nuove assunzioni, organizzare la manutenzione necessaria per la riapertura dello spazio e avviare gli accordi con artisti e organizzatori di eventi per mettere in piedi il cartellone?. Procedure e decisioni che non possono aspettare di avere certezze per essere portate avanti. ?Per questo motivo ? aggiunge Terrosi ? stiamo valutando la possibilità di organizzare eventi privati, nel caso in cui questo sia consentito, e attivare solo il nostro punto ristoro?. te, che negli ultimi anni ha offerto attività per un pubblico variegato. Quello che ci siamo ripromessi di fare, quindi, è utilizzare questo periodo anche per ripensare il nostro spazio e programmare nuove iniziative per, speriamo, offrire una stagione 2021 ancora più ricca, con musica dal vivo, teatro, mostre, eventi per bambini?. La Cava di Roselle ogni estate dà lavoro a circa 14 persone. ?Nel nostro piccolo ? conclude Terrosi ? sappiamo che questa decisione comporterà livelli occupazionali ancora più bassi, ma il momento storico che stiamo vivendo non ci permette di valutare altre alternative?. 126 ? Maremma Magazine ?Maggio 2020 aprile nell?ambito della cerimonia di premiazione, doveva partecipare allo spettacolo teatrale ?Bartali l?uomo l?eroe? in Biblioteca. ?La premiazione ci sarà e i premi saranno assegnati ? ha voluto precisare l?assessore ai servizi sociali del Comune di Massa Marittima Grazia Gucci ?, infatti la Commissione giudicatrice sta lavorando per decretare i vincitori. Per quanto poi riguarda i tempi l?ideale sarebbe di organizzare l?evento alla ripresa della scuola dopo l?estate. La nostra volontà ? ha aggiunto ? è quella di mantenere il solito format con la premiazione aperta al pubblico nel pomeriggio e lo spettacolo di Ubaldo Pantani la sera. Ma la scelta di come organizzare la giornata sarà presa più avanti tenendo conto di come si evolverà l?emergenza sanitaria ? ha concluso l?assessore Gucci ? e quindi al momento l?unica cosa certa è che i ragazzi saranno comunque premiati?. Per quanto riguarda i temi del concorso come ogni anno sono tre: il primo libero e il secondo legato alla Festa della Toscana dal titolo: ?Dal Rinascimento al Granducato, al cinquantennale della costituzione della Regione Toscana?. Invece il tema della terza sezione, ideato dalla Commissione pari opportunità, si intitola: ?Spiderman eroe dei fumetti, Ulisse eroe della mitologia greca, Rita Levi Montalcini eroina dei nostri tempi. Cos?è un eroe per te??. Gli elaborati sono stati consegnati entro lo scorso 28 febbraio e saranno nominati tre vincitori per ciascuno degli ordini scolastici. Inoltre sarà assegnato un premio speciale ad uno dei partecipanti della Casa Circondariale di Massa Marittima. I vincitori riceveranno un premio del valore di 100 euro da spendere per l?acquisto di libri; un premio di 150 euro verrà conferito anche al loro istituto di appartenenza. Il Premio letterario ?Mariella Gennai? è stato indetto nel 2004 dal Comune con l?intento di ricordare l?operato di Mariella Gennai, una figura che ha lasciato il segno a Massa Marittima: educatrice in centri per adolescenti e soggetti svantaggiati, consigliere comunale e provinciale. Nelle passate edizioni hanno preso parte al premio come testimonial, solo per citare alcuni nomi: Luca Barbarossa, Nando Gazzolo, Pamela Villoresi, Daniela Morozzi, Paola Turci, Margherita Hack, Moni Ovadia, Elda Alvigini. Info: e-mail: premio.mariellagennai@comune.massamarittima.gr.it o tel. 0566906284 o Facebook. MANCIANO STREET MUSIC FESTIVAL, SI LAVORA PER LA DECIMA EDIZIONE? La decima edizione del Manciano street music festival, il festival delle street band più conosciuto in Italia, slitterà probabilmente di qualche mese. Doveva tenersi a inizio giugno, infatti, l?edizione speciale con ospiti internazionali per festeggiare i dieci anni di attività, ma in seguito alla grave situazione che si è creata per il Coronavirus gli organizzatori stanno lavorando per spostare la manifestazione verso fine estate o, in ogni caso, a quando l?emergenza sanitaria sarà rientrata e le indicazioni del Governo lo permetteranno. ?La decima edizione del Manciano street music festival ? spiega l?associazione musicale culturale Diego Chiti ? era pronta per essere presentata in questi giorni ma, ovviamente, la situazione attuale ci ha messo, come tutti, in stand by e giugno ci appare una data molto, troppo, vicina per sperare che le nostre vite a fine primavera siano tornate alla normalità. Tuttavia non ci siamo ancora arresi. Continuiamo le nostre riunioni, rigorosamente on line, rivediamo i piani e cerchiamo una proposta di spettacoli per eventuali date alternative. Stiamo lavorando, insomma, in modo da essere pronti con un nuovo programma e operativi non appena ce ne daranno la possibilità. Ripartiremo, tutti, anche il nostro Festival?. In questo momento l?associazione musicale culturale Diego Chiti, che organizza l?evento, vuole rispondere alle tante richieste ricevute riguardo la prossima edizione del festival, che ogni anno attira visitatori dalla Toscana e non solo. Anche perché di solito di questi tempi si comincia a sentire voglia di estate, di compagnia e di musica. A maggior ragione quest?anno. Per questo l?augurio, per tutti, è di poter pianificare prima possibile la prossima edizione, anche perché riprendendo le parole di Miguel de Cervantes ?Dove c?è musica non può esserci nulla di cattivo?. CASTIGLIONE DELLA PESCAIA, ARRIVANO DAL MARE 15.300 METRI CUBI DI SABBIA PER GLI ARENILI CHE VANNO DA ROCCHETTE A CAPEZZOLO La fascia costiera di Castiglione della Pescaia è in questo periodo interessata da lavori di riqualificazione finanziati dalla Regione Toscana, tramite fondi provenienti dall?Unione europea. «Nel periodo aprile giugno 2019 ? ricorda il sindaco Giancarlo Farnetani ? era stato avviato fra gli altri, anche l?intervento di ripascimento su alcuni tratti di spiaggia fra Capezzolo e Rocchette. I lavori furono sospesi con l?arrivo della stagione estiva, dopo avere eseguito oltre il 60% delle operazioni. Fortunatamente, in corso d?opera, la Regione ci ha permesso di utilizzare parte del ribasso ottenuto in fase di gara e l?Ufficio PatrimonioAmbiente, avendo la copertura finanziaria, ha potuto predisporre una variante all?appalto, andando ad ampliare le zone di intervento. Lo scorso 21 aprile sono ripartiti i lavori». L?anno scorso, in attuazione della delibera del Consiglio dei Ministri dell?8 novembre 2018, era stato dichiarato lo stato di emergenza, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio di diverse regioni italiane, tra cui la Toscana e furono assegnate risorse per l?attuazione dei primi interventi urgenti. Nella cittadina balneare sono stati tre i cantieri aperti sulle spiagge di: Punta Ala, nel litorale del capoluogo e nel tratto di Rocchette-Capezzolo. I lavori dei primi due si conclusero nel 2019, mentre per il terzo, il più grande, la riprofilatura era stata sospesa all?inizio della scorsa estate. «In questi mesi di ?attesa? ? aggiunge Farnetani ? abbiamo proposto alla Regione una variante al progetto, che il parlamentino toscano ci ha autorizzato. Recuperando parte del ribasso dell?appalto, quella somma è stata investita per aumentare la quantità di dragaggio da eseguire nelle aree che erano già state autorizzate nel progetto di ?Roccamare? arrivando a 15.300 metri cubi». L?esecuzione dei lavori sta avvenendo con aspirazione e pompaggio direttamente sulla battigia, senza trasporto di materiale esterno, evitando transiti di mezzi su strada e limitando anche quello su spiaggia e si concluderanno a metà maggio. «Questo ? spiega il sindaco Farnetani ? è solo l?inizio di un grande lavoro di ricostituzione delle spiagge castiglionesi. L?amministrazione comunale ha attivato l?iter che permetterà di posizionare dall?ingresso del porto canale fino a ?Punta Capezzolo? 5 scogliere, mentre altre 9 pennelli prenderanno posto nell?altro tratto che arriva fino a Riva del Sole». «Per quanto riguarda il recupero e riequilibrio del litorale di Punta Ala ? il sindaco Giancarlo Farnetani ricostruisce le procedure ? lo scorso 9 marzo la ditta aggiudicatrice dell?appalto ha firmato il contratto ed è già operativa. La direzione dei lavori è seguita direttamente dal Genio Civile Toscana Sud e le operazioni interesseranno la zona che va dal bagno Tartana a Cala del Barbiere, dove saranno realizzati due nuovi pennelli sommersi con radice emersa sulla spiaggia della lunghezza di circa 90 metri, ripristinati quattro piccoli pennelli esistenti e si procederà all?effettuazione di un primo ripascimento con sabbia fluviale e risistemata la duna che delimita cala del Barbiere». «Il Comune di Castiglione della Pescaia ? conclude Farnetani ? sta lavorando per far eseguire una serie di operazioni di ripascimento, ma è anche proiettato verso una seconda fase, quella dove si è dato vita ad una progettazione risolutiva per scongiurare l?erosione». Rocchette (Castiglione della Pescaia) LE NEWS ? 127 Registrazione presso il Tribunale di Grosseto n. 8 del 23 settembre 2002 - Iscrizione ROC n. 32486 del 23.1.2019 Poste Italiane spa Spediz. in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Grosseto DIRETTORE RESPONSABILE Celestino Sellaroli REDAZIONE Angelo Biondi, Deborah Coron, Cristina Cherubini, Francesca Costagliola, Sara Landi, Maria Grazia Lenni, Lorenzo Mantiglioni, Rossano Marzocchi, Paolo Mastracca, Alissa Mattei, Giada Rustici, Dianora Tinti, Antonella Vitullo, Sabino Zuppa CONSULENZA EDITORIALE Corrado Barontini EDITORE CS Edizioni srl DIREZIONE, REDAZIONE E PUBBLICITÀ CS Edizioni srl, Via Tripoli n. 10 - 58100 Grosseto - Tel. 0564 20426 - Fax 0564 1979133 - Cell. 349 2872103, e-mail maremma.magazine@virgilio.it oppure info@maremma-magazine.it, sito web www.maremma-magazine.it STAMPA New Print Ambrosini S.r.l.s. - Via E. Fermi 10/12 Zona Industriale Loc. 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