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La cuLtura come motore di sviLuppo. L'intervento di Gianfranco Luzzetti Gentile Direttore, anche "Bellezza e Religiosità in Ludovico Cardi detto il Cigoli", come le altre mostre che ho curato presso il Museo Archeologico e d'Arte di Grosseto, ha avuto un successo tale che è stato deciso di prorogarne la chiusura. Il pubblico, gli addetti ai lavori e i mezzi di comunicazione hanno compreso il valore di questa iniziativa, e l'importanza della mostra è testimoniata dal fatto che qualificate istituzioni d'arte hanno richiesto di allestirla in altre città. Purtroppo non mi è stato possibile soddisfare questa richiesta, perché i musei che ci hanno prestato le opere non hanno potuto rinnovarne il prestito, ma questa esperienza è stata comunque ricca di soddisfazioni per me, per i miei collaboratori e per gli amministratori locali che con passione e determinazione continuano a seguire il percorso di crescita culturale che abbiamo delineato insieme molti anni fa. Il merito di questo successo è anche, e soprattutto, dei miei concittadini grossetani che hanno risposto con entusiasmo alle nostre proposte e che continuano a stimolare sviluppi sempre più ambiziosi e condivisi. Li ringrazio di cuore, anche perché sembra che abbiano compreso come, in tempi di difficoltà economiche e con poche risorse (pubbliche e private) da destinare a servizi in apparenza non essenziali, la cultura rappresenti non solo la più grande opportunità di crescita civile e di apertura intellettuale, ma anche un efficace motore di sviluppo economico. Certo, la fiducia a volte viene meno, e spesso mi trovo a riflettere con angoscia sulla crisi che ci ha colpito a livello nazionale. In particolar modo soffro nel vedere le nuove generazioni brancolare nel buio di una realtà così priva di speranze perché misera di opportunità professionali, ma allo stesso tempo sento che possiamo uscire da questa situazione difficile e riscattare gli errori passati con la vitalità e l'energia di un nuovo modo di vedere il mondo. Anche io sono stato giovane in un periodo tragi- co, quello del dopoguerra, ma ho avuto ­ come tanti altri della mia generazione ­ la forza e la risolutezza per cercare di cambiare il mio destino e quello della mia comunità. Questa forza me l'ha data l'amore per la cultura, che poi non è altro che amore per gli altri e per la bellezza che scaturisce da un rapporto sano e corretto con la natura e la società civile. La cultura ­ da non confondere con il desiderio egoistico di accumulare cose belle per usi esclusivamente personali ­ inibisce l'egoismo e promuove scambi e relazioni affettive. La cultura dà fiducia nelle possibilità dell'uomo e sviluppa coesione sociale e senso di solidarietà. Per questo la cultura può essere motore di sviluppo economico, perché è capace di stimolare la creatività e determinare cambiamento e innovazione. Nei tempi difficili in cui ci troviamo bisogna investire proprio su questo: creatività, innovazione e cultura. Tutti elementi troppo spesso trascurati dai precedenti governi, che hanno coltivato una visione sterile e miope della realtà. Nonostante le enormi potenzialità paesaggistiche e artistiche che il nostro paese possiede, corriamo il rischio che questo patrimonio diventi un'altra occasione mancata. Anche noi, a livello locale, dobbiamo insistere sulle grandi potenzialità della Maremma. L'ho ripetuto tante volte: in Maremma sono nato e amo questa terra ricca di storia, di bellezze naturali e capolavori d'arte. Nei mesi scorsi importanti media internazionali hanno inserito la Maremma al vertice dell'elenco dei posti più belli del pianeta. Se il nostro territorio è oggi universalmente noto in tutto il mondo, lo dobbiamo ai suoi paesaggi che compongono lo scenario di un vero e proprio museo naturale, unico e incontaminato. La salvaguardia di questo territorio, però, è minacciata da abusi ed eccessi. Non solo il paesaggio rurale rischia di essere trasformato irreversibilmente per assecondare appetiti particolaristici e speculativi, ma anche i paesi medievali ­ veri e propri gioielli che hanno preservato nel tempo le loro caratteristiche identitarie ­ rischiano di essere stravolti. Allora lancio un appello: difendiamo il territorio e i suoi centri storici. Difendiamolo perché è necessario non solo per promuovere un turismo sostenibile e di qualità, ma anche per consegnare alle nuove generazioni un patrimonio ricco di risorse e potenzialità. Invito allora le amministrazioni locali a vigilare sulle concessioni e gli stessi architetti a costruire assecondando le regole. Da parte mia, l'impegno è sempre quello di invitare i maremmani a prendere consapevolezza di quanto è importante la bellezza e la purezza della realtà in cui vivono e di cui sono responsabili. Per questo continuo a organizzare mostre d'arte. Proprio a questo riguardo, volevo infine annunciare che con l'amministrazione comunale e con tutti i miei collaboratori, dal responsabile del Centro Documentazione Arti Visive della Fondazione Grosseto Cultura Mauro Papa alla direttrice del Museo Archeologico e d'Arte di Grosseto Mariagrazia Celuzza, stiamo studiando la possibilità di realizzare a Grosseto una nuova importante mostra d'arte per la prossima primavera. Ci auguriamo che, ancora una volta, la comunità grossetana e le istituzioni ci sostengano con convinzione e che maturino le condizioni per poterla realizzare. Cordiali saluti Gianfranco Luzzetti maremma maGazine in LinGua Spett.le Redazione, vorrei sapere: Maremma Magazine esiste solo in italiano? Siccome ci sono tanti turisti tedeschi, non varrebbe la pena di pubblicarla in tedesco o anche in altre lingue straniere? Max Fleschhut Gentile lettore, al momento la risposta è sì: esiste solo in italiano, ma non escludiamo di arrivare un giorno ad una traduzione totale o parziale (alcuni articoli). Il tema delle traduzioni è comunque complesso in quanto comporta uno stravolgimento della rivista e della sua organizzazione e per adesso rimane solo un'idea progettuale. Un saluto. La redazione 6 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 La voce dei Lettori L'editoriaLe primo piano 14.........."In fondo al tunnel c'è la luce", il messaggio di speranza del vescovo Franco Agostinelli 20..........Maremma, il bilancio di una stagione turistica da... dimenticare 24..........Uva, castagne, funghi e zucche: l'ottobre in Maremma è all'insegna del gusto 28..........Fondazione Grosseto Cultura, inizia il nuovo corso. E non mancano le novità! 32..........Ido Corti, se n'è andato l'ultimo "naccheraio" di Maremma 36..........Tradizione e uso del focolare domestico in una Maremma d'altri tempi 40..........1992-2012, il Centro Studi Storici "A. Gabrielli" festeggia il ventennale 20 24 32 44.........."Bravo... Bravo... Bravo, Geometra Ricci!" 48..........Grosseto Calcio, centenario col brivido... ma la storia continua 52..........Nicoletta d'Ardia Caracciolo Vivarelli Colonna, la principessa di Maremma 56.........."In riva al mare", respirando la Maremma da Roma a Bolgheri 60..........Il Trio delle Rose conquista Dilettando 2012 64..........Il Tipico Maremmano, a Scansano un vero negozio a Km zero! L'aGenda 70..........La "Sedia elettrica" di Warhol è a Castell'Azzara 71..........Cinigiano, al via la XLIII FESTA DELL'UVA 73..........Le Sagre 74..........La Città Visibile, inaugurata la quinta edizione 75.........."Notizie dall'Etruria", ciclo di conIn copertina, un'immagine autunnale di Maremma (foto Tommaso Zannerini) sommario · 9 84 90 107 sciatore tedesco ha scritto al sindaco Ortelli 106 .......La casa del futuro è in Maremma, a Festambiente 106 ........La forza della musica... al Parco di Pietra di Roselle concerto e serata albanese 107 .......Successo per l'Amiata Piano Festival 2012 108 .......Pattinaggio Artistico e Podismo, binomio vincente ad Albinia anche nell'estate 2012 108 .......Terre di Scansano Classica Festival, è buona la prima! 109 .......La Chimera d'Oro ad Alessandra Sensini 109 .......Giglio e Concordia, inattesi risvolti antropologici 110 .......Valori umani e sapori antichi nella festa del Savoia 110 .......Varato il premio di poesia "Dante Boschi" Gavorrano 111 .......Premio imprese per l'Innovazione: un'azienda maremmana tra i finalisti 111 .......Ricordato a Grosseto l'11 settembre 94..........Terenzi, un Morellino 10 e lode premiato con i "Tre Bicchieri" del Gambero Rosso WINE NEWS 96..........Legambiente ha premiato le eccellenze degli oli e vini biologici 96..........L'Arsura 2010 miglior Morellino a Vinellando 2012 97.........."Gocce di Maremma" sapori e profumi sotto il cielo di Magliano in Toscana 97..........Ciao Fabrizio... Di vino in cibo 98..........L'Apparita: piccoli numeri, alta qualità, grandi risultati La Ricetta 102 .......Un piatto tipico toscano: l'Arista con patate arrosto neWs 104 .......Grossetofiere, presentato il programma promozionale 2013 105 .......Da Legambiente la prima mappa biologica della Maremma 105 .......Elmo Corinzio del Giglio, l'amba- 10 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Siamo tutti Sallusti Il centro-sinistra lo odia e in fondo in fondo, nel profondo dell'animo, gioisce per quanto accaduto; il centrodestra tutto sommato lo apprezza, perché spesso si identifica nelle sue idee e posizioni. Indipendentemente dal credo politico di ognuno e senza entrare nel merito della vicenda, che in Italia ­ nell'anno 2012 ­ si debba finire in carcere per un'opinione espressa a mezzo stampa (anzi in questo caso neanche per questo, ma per l'omesso controllo di un'opinione altrui), ci sembra una cosa grave, non degna di uno stato liberale (e infatti la norma in questione che ha reso possibile tutto questo e i fatti di cui ci occupiamo, risale all'epoca Fascista). Questo NON Editoriale è a sostegno di Alessandro Sallusti direttore de Il Giornale, recentemente condannato ­ con sentenza definitiva ­ a 14 mesi di reclusione per un articolo, giudicato diffamatorio, pubblicato nel 2007 quando era alla guida del quotidiano Libero. L'Italia è anche questo... EditorialE · 13 Primo Piano L'IntervIsta "in fondo al tunnel c'è la luce", il messaggio di speranza del vescovo franco agostinelli Dieci anni in Maremma. Un bel traguardo niente da dire. Tanto più se si pensa al dinamismo, all'abnegazione, al coraggio, all'impegno, profusi in questo lungo periodo passato alla guida della Diocesi di Grosseto, da quell'ormai lontano 3 febbraio 2002 quando prese possesso della cattedra episcopale laurenziana. Intervista al Vescovo Franco Agostinelli di Maria Grazia Lenni l mese di ottobre è stato scelto da Benedetto XVI per l'inaugurazione dell'Anno della fede. Il 22 settembre scorso Monsignor Franco Agostinelli ne ha illustrato i temi e le iniziative, sottolineando l'importanza dell'occasione offerta a tutto il mondo cattolico per ripensare la fede della Chiesa, ma anche a ogni singolo cristiano, per valutare la robustezza della sua fede e la corrispondenza ad essa del proprio stile di vita. Una puntualizzazione necessaria sempre, ma ancora di più in un momento confuso come quello che stiamo vivendo. Abbiamo chiesto al Vescovo della Diocesi di Grosseto, di parlare di alcuni concetti fondamentali del messaggio cristiano e spiegare quale sia la sua posizione personale su alcuni argomenti che agitano e interrogano la Chiesa e accendono il confronto tra credenti e non credenti. Nessuna dichiarazione è stata invece resa per confermare o smentire i molti rumori, le voci che dalla fine dell'estate hanno cominciato a circolare, su un suo imminente trasferimento. I il nostro mondo è in crisi e non solo in senso economico. non abbiamo certezze, non riusciamo a comprenderci, siamo sempre più scontrosi e aggressivi. Gli uomini diventano pericolosi per i propri simili, contraddicendo il fondamento del messaggio cristiano. e infatti dio è "il grande sconosciuto". siamo di fronte a una nuova Babele, ha detto il pontefice. È questa la fine del mondo? Non è la fine del mondo. Periodi di questo conio la storia li ha sempre registrati. Se guardiamo indietro attraverso i secoli ci rendiamo conto che in varie epoche ci sono stati momenti complicati, impegnativi, bui addirittura, di decadenza profonda. Oggi sta accadendo qualcosa di simile. È un tempo in cui prevalgono l'omologazione di pensiero e un relativismo sconfortante; l'individualismo e l'egoismo trionfano. È chiaro che quando vengono meno certi valori inevitabilmente si arriva a queste conseguenze. C'è un tentativo di uniformare tutto e tutti, ma io dico che non è tutto uguale. No, c'è qualcosa che fa eccezione: è il messaggio cristiano che non è uguale. La televisione, con il suo "bollettino dell'inferno", propina messaggi che insinuano negli animi lo scoraggiamento: io non ci sto. È vero che la decadenza è in atto, che la Torre di Babele fa sentire i suoi effetti. È vero che si è aperto un baratro e ci siamo caduti dentro, ma c'è speranza. Bisogna venire fuori dalla fossa e se c'è la volontà di risalire, c'è la possibilità. Al di là di certi comportamenti negativi che si manifestano con più evidenza, c'è tanta gente per bene, buona, semplice. Io ne ho conosciuta. Sono persone che non avranno mai gli onori della cronaca, di cui nessuno si occupa, ma che sono la roccia su cui si fonda la speranza del mondo. sembra essere in atto una strategia di terrorismo ideologico, o almeno psicologico, contro la chiesa. no al crocifisso nei luoghi pubblici; no al vescovo nelle scuole; no al sacerdote negli ospedali per l'assistenza spirituale agli ammalati. alcuni chiedono lo "sbattezzo" per sentirsi e dichiararsi fuori dalla chiesa cattolica. sembra che i persecutori zelanti siano in piena attività. Non mi straccio le vesti più di tanto: 14 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Nella foto il Vescovo della Diocesi di Grosseto Franco Agostinelli Primo Piano · 15 Foto Enzo Russo ···· Dal ruolo della Chiesa ai temi caldi legati all'attualità, dalle campagne contro l'Istituzione Ecclesiastica alla domanda di spiritualità, dall'Anno della Fede all'importanza delle comunicazioni sociali. Questi alcuni dei temi affrontanti in questa nostra intervista con il Presule che proprio quest'anno celebra ­ con qualche apprensione per via delle voci circa un (pare imminente) trasferimento ­ il decennale dal suo arrivo in Maremma... bisogna che la società decida che cosa vuole. Se la società vuole questo, lo persegua. Non posso pretendere nulla. Quando vado a casa d'altri, prima busso alla porta: se mi aprono entro, altrimenti resto fuori. Non ci vogliono negli ospedali? Usciamo. Non vogliono il crocifisso nelle scuole? Lo togliamo. Non c'è bisogno di fare battaglie. Ma sono segnali pericolosi. Mi dispiace per loro, perché capisco che non sono consapevoli di quello che vogliono, non sanno quello che fanno. Per quanto mi riguarda farò sentire la mia voce come credente, come cristiano e come Vescovo, perché è giusto che sia così. Ho il diritto e il dovere di esprimere la mia opinione, soprattutto su scelte etiche profonde che costituiscono il presente e il futuro della società. Io rappresento la Chiesa e la Chiesa non può tacere, non è fatta solo per dire le devozioni, ma c'è per essere maestra di umanità, educatrice, e non le si può togliere il ruolo che le spetta, sia dal punto di vista istituzionale sia, per quanto mi riguarda, dal punto di vista del mandato specifico del Signore che ha detto ai suoi apostoli: "Andate in tutto il mondo e ammaestrate tutte le genti". Così io devo continuare a informare, a proporre, a indicare ed esortare: questo è il mio dovere. E poi la gente deve prendere le sue decisioni. in un intervento nell'ambito del dibattito scaturito dopo la sua ormai famosa intervista ("alzati maremma..." su "La nazione" del 10 ottobre 2010) qualcuno disse che mai si sarebbe aspettato di dover rispondere a un vescovo e che comunque la chiesa non dovrebbe farsi carico di certe tematiche. Vorrebbero la Chiesa chiusa in sacrestia, ma la sacrestia non è il posto che mi compete. La chiesa è il luogo in cui i cristiani vanno per pregare e ascoltare e meditare la parola, ma la Chiesa deve uscire dalla chiesa. Essere nella Chiesa significa essere in mezzo al mondo, nelle piazze, dove si decide, si legifera, si studia. Ed è lì che voglio stare, come cittadino e come cristiano. Le sollecitazioni a questo riguardo mi toccano fino a un certo punto. Sono strane, capziose. Se la Chiesa dice cose conformi a ciò che penso, mi aspetto e voglio, allora va bene. Se è difforme, è meglio che taccia. Allora: decidiamo cosa vogliamo. Don Milani diceva: "Servi di Dio e di nessun altro". Questa frase mi ha colpito fin da ragazzo. Gli uomini di Chiesa non possono farsi prendere per il bavero e farsi trascinare di qua e di là. Alcuni l'hanno fatto, ma io vorrei essere diverso e riba- 16 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 disco con forza: servo di Dio e di nessun altro. Di nessun altro. assistiamo alla fioritura di un'editoria anticristiana e anti ecclesiastica, con mistificazioni anche grossolane. Coloro che detengono i mass media devono osservare quel che succede e riferire al mondo, ma devono farlo con molta attenzione, perché hanno una enorme responsabilità: sono un fatto importante nella vita sociale, ma occorre che tutto sia condotto con idee-forza giuste, cariche di eticità, altrimenti diventa strumentale. Questa è la storia di sempre. Purtroppo nel mondo della cultura e delle comunicazioni, che dovrebbe essere oggettivo, in realtà non si vede questa libertà. È già successo, la storia non può essere smentita o cambiata. Ci si vende al padrone di turno. Ma occorre avere un equilibrio, perché pare che ci sia una campagna un po' tendenziosa, diffamatoria, ma questo non mi tocca più di tanto. Il Signore ha detto al suo piccolo gregge di non temere: "Io sono con voi fino alla fine del mondo". È giusto stigmatizzare la eventuale scorrettezza di chi pubblica, ma si deve rimarcare una certa dose di ignoranza in chi legge. forse alcuni fedeli bevono tutto senza riconoscer- ne il sapore? Quello della responsabilità dei cristiani nei confronti della società di oggi è un argomento molto vero, molto importante. Se loro vivessero in maniera coerente la propria fede, e non solo nel senso di frequentare la chiesa, allora ci sarebbero dei segni, testimonianze che renderebbero più attenta tanta gente. Perché è fuori dalla chiesa che si compiono le scelte di fede. Questo non vuol dire che non ci sarebbero più contrarietà, persecuzioni o difficoltà. Pensiamo ai primi anni del cristianesimo, quando pure c'erano gesti di alto impegno testimoniale. I cristiani debbono fare una profonda revisione di vita e rivedere il proprio comportamento, perché non basta dirsi cristiani, ma bisogna esserlo concretamente nella propria vita. La fede fa riferimento alla concretezza, cioè alla storia e quindi bisogna che dimostri di essere tale. Le pubblicità spesso provocano la fede cattolica, e non solo, come nei manifesti che ammiccavano "credo nel fotovoltaico". È solo mancanza di rispetto? Non voglio entrare nel tema, è umiliante per chi le fa, indice di cattivo gusto. Si approfittano perché siamo in Italia, in occidente, in un contesto di libertà. Ma la libertà è un fatto sacro, importante, un valore prezioso che non dobbiamo dare per scontato. Da noi questa cultura di libertà si è diffusa proprio perché si è diffuso il cristianesimo, e la cultura cristiana ha influito sulla formazione delle coscienze e anche sulla istituzione degli stati. Ma loro non lo sanno perché sono cattivi alunni dal punto di vista storico. La chiesa delle alte gerarchie è lontana dalla chiesa intesa come popolo di dio. Lassù litigano, spiano e, forse, complottano; inoltre i comportamenti illeciti di alcuni sacerdoti hanno fatto perdere la credibilità residua nei confronti dell'intera istituzione ecclesiastica. di fronte agli ultimi avvenimenti del vaticano il papa ha ribadito il concetto che la casa costruita sulla roccia non vacillerà. ma quello su cui poggia la chiesa appare sempre più un terreno friabile. come recuperare un rapporto pulito e onesto con la gente? La Chiesa è santa e peccatrice. Però è anche l'unica istituzione che ha avuto il coraggio di chiedere scusa per certi suoi errori e peccati. Molte altre non si sono riconciliate con la propria storia, con i propri errori e tengono ancora i loro scheletri chiusi dentro gli armadi. Ma non si può andare avanti senza compiere primo piano · 17 nel fango, e ci si sguazza volentieri. Ma noi che oggi ci scandalizziamo, come è giusto che sia, della pedofilia dobbiamo ricordare che questa pratica era consentita e normale nella civiltà greco-romana. Grandi personaggi dell'antichità sono stati illustri pedofili. Se oggi diciamo no alla pedofilia è perché il cristianesimo ha detto no, e ci ha insegnato che era sbagliato. Noi diamo per scontate tante cose, ma i valori di giustizia, libertà, uguaglianza, equità, che oggi ci fanno parlare di rispetto, di dignità della persona, soprattutto dei piccoli, sono valori cristiani. La Chiesa condanna certi fatti, con una tolleranza zero, e noi vescovi siamo attenti e in ogni caso pronti a emarginare il colpevole. E se qualcosa può sfuggire, non è certo per cattiva volontà. nella comunicazione la chiesa pare in difficoltà. È una sua incapacità o sono i contenuti spesso non negoziabili che rendono difficile l'approccio con gli interlocutori? Sono ormai circa cinquant'anni che la Chiesa si occupa con molta accuratezza dei problemi inerenti alle comunicazioni sociali, e ne è prova il fatto che questa disciplina è oggetto di corsi nelle Università Pontificie. Ma bisogna ribadire che la Chiesa non può essere il luogo del pettegolezzo, dove tutto è messo in piazza. C'è un'attenzione, un rispetto per le persone, perché la persona conta tanto, conta tutto. Occorre prudenza. c'è una grande difficoltà a trovare armonia nei rapporti tra chiesa e istituzioni, entrambe impegnate nella ricerca del bene comune. il filosofo cattolico dario antiseri, ha dichiarato che "occorre costituire un partito di cattolici liberali e solidali". È davvero necessario per i cristiani costituirsi in partito per essere credibili? Forse no, sono un po' scettico. I cattolici non devono girare le spalle alla politica, anzi devono impegnarsi, servire la politica come un elemento positivo. Noi vescovi stiamo insistendo. Napolitano ha detto parlando con gli studenti che la vera tragedia non è la politica, ma la fuga dalla politica. Io condivido: la politica è un fatto serio, che Paolo VI definì come "la forma moderna della carità". Il punto è: come si gestisce, e prima di tutto come ci si prepara. Oggi i canditati a deputati della Repubblica sono persone che non hanno una adeguata preparazione culturale, e neanche etica, morale e religiosa. Se manca questa, allora non mi va, ma la politica in sé, l'impegno è da diffondere. Non sono propenso quindi a un nuovo partito di cattolici, ma dico sì ai cattolici che si impegnano in politica e ovviamente nei partiti, perché il partito è il veicolo attraverso cui si fa politica. È una questione di coerenza di vita, ci sono partiti diversi, costellazioni di possibilità nel Parlamento, ma valori uguali per tutti coloro che si dicono cattolici. Il diritto alla vita, alla salute, al lavoro e l'attenzione per la persona sono valori essenziali per tutti i cristiani, senza differenziazioni di colore politico. essere cristiani impegnati è scomodo. La scelta di assumersi la responsabilità di essere cristiani e vivere con coerenza è molto fatico- 18 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 vano, perché c'era bisogno di ri-catechizzare un popolo intero. Ora è il momento di restituire tutto e lasciare questi ruoli a chi di competenza. E questo passaggio non è indolore. Ma oggi è la primavera della Chiesa, che domani diverrà sempre più "Popolo". La domanda di spiritualità è forte: alcuni si rifugiano nei conventi per una vacanza della mente e del cuore, molti si rivolgono a religioni diverse. La richiesta di religiosità è pressante e a volte sfocia anche in situazioni paradossali. La nostra gente fa ricorso a maghi, chiromanti, cose da non condividere, perché umilianti, surrogati indecorosi e indegni. Ma raccontano un bisogno, che è presente anche tra i giovani. C'è un senso di religiosità diffusa che cammina per strade diverse, e noi dobbiamo avere la capacità di trovare il linguaggio che permetta di incrociarle. Non è facile ma la Chiesa, con fatica, si sta interrogando ed è l'unica istituzione che lo sta facendo, perché non ci sono più altri riferimenti come la famiglia, o il partito o la scuola. La Chiesa esiste per educare l'anima in totale coinvolgimento. È un ruolo che ci compete e dal quale non possiamo prescindere. Oggi siamo in un'epoca in cui l'educazione e la formazione devono trovare sostegni ben precisi: il passato è alle spalle, il futuro non c'è ancora, e noi dobbiamo vivere il nostro presente con tutte le sue implicazioni e anche le sue fatiche educative. C'è arrendevolezza e scoraggiamento anche nelle istituzioni e la famiglia è in crisi, ha perso autorevolezza e capacità di istradare e non sa più come gestire i figli. Inoltre viviamo una fase di cambiamento e questo spaventa ancora di più. con ottobre inizia l'anno della fede, un'occasione per ogni credente per confermare la pienezza della propria fede con rinnovata convinzione. È stato voluto dal Papa perché il rinnovamento della vita della chiesa e quindi della società passa dal ritrovare l'autenticità della fede. Nella mente di molte persone la fede è qualcosa di astratto, un fatto personale, un'opinione soggettiva. Invece è qualcosa di profondamente concreto, non opinioni ma idee che diventano fatti. La fede è un'opera viva, concreta, storica. Ha a che fare con la vita. Niente di ciò che è umano è estraneo alla fede, niente di ciò che attiene alla fede è estraneo al vivere umano. dieci anni alla guida della diocesi di Grosseto: la maremma si è svegliata? La Maremma ha camminato come cammina ogni società, ma ha bisogno di fare ancora qualche passo avanti. Non che non abbia le possibilità. Certo, siamo una realtà di provincia e questo crea qualche limitazione. Manca il lavoro e i giovani che vanno fuori per studiare poi non rientrano. Ma sono persone sveglie, intelligenti, e questo significa che abbiamo le possibilità per impostare una vita qualitativamente diversa. Il cammino dunque non è ancora concluso, ma la tensione e il desiderio ci sono. dunque in lontananza appare un chiarore nel buio? Si, in fondo al tunnel c'è la luce. Ho un pieno ottimismo: ce la faremo. primo piano · 19 maremma, il bilancio di una stagione turistica da... dimenticare Dove un tempo si veniva sbattuti a morire di malaria, oggi è fiorito un panorama mozzafiato. Quel che manca è un modello turistico all'altezza. Passi avanti sono stati fatti. Ma in piena crisi economica serve ben altro. Sì, perché essere competitivi, oggi, è più difficile di ieri. La stagione che si è appena conclusa ne è la dimostrazione più evidente... di Maurizio Bernardini 20 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Foto Enzo Russo D prio dalle presenze negli alberghi". Al netto di tutto questo, però, c'è da fare una considerazione. Sì, perché se il vacanziero viene, ma spende meno di quanto era solito fare, quella presenza non può essere considerata come un tempo. Ha un altro peso. Dunque risiamo punto e d'accapo. Adesso, ricercare le colpe di un mezzo flop è differente dal trovarne i colpevoli. Ma per capire cosa sta realmente accadendo basta limitarsi a scovare le prime. Sì, perché se può essere preso per vero quel che ha detto qualche giorno fa il presidente di un ente d'accoglienza turistica locale, ovvero "Chi lavora bene guadagna, chi lavora male perde clienti e si lamenta", è altrettanto vero che in Maremma, la parola "ospitalità", non è poi troppo di casa. Attenzione, non esclusivamente a causa di comportamenti singoli, anche se sarebbe bello sapere quanti operatori del settore parlano un paio di lingue straniere, ma di una sottocultura, o se preferite sottogestione, che ha finito per mortificare le enormi potenzialità di un territorio. Una provincia ridotta a viaggiare per troppo tempo a mezze ali. È così che la "Cenerentola della Toscana" si è ritrovata a dover fare i conti con dei vergognosi collegamenti su gomma, roba da terzo mondo. Per non parlare del regolare utilizzo della rete internet, indietro di almeno quindici anni rispetto alla riviera romagnola, o dello scalo civile, a lungo ingessato. Se a tutto questo sommiamo il più volte denunciato smantellamento che la Maremma ha pian piano subito, per quel che riguarda il servizio di trasporto pubblico su rotaie, il quadro non può che essere chiaro a tutti. "Alla luce delle trasformazioni che ha avuto il sistema dell'informazione ­ spiega a riguardo la direttrice di Confesercenti, Gloria Faragli ­ occorre misurarsi con le tecniche più innovative. Internet su tutte". Senza dimenticare il gap nei trasporti: "Dobbiamo mantenere un turismo ecosostenibile, ma non possiamo andare in conflitto con la rete infrastrutturale". Inoltre "È necessario smettere con la pubblicità portata avanti dai singoli Comuni", insomma, serve un'unica voce per promuovere la Maremma. Un ragionamento che trova piena sponda anche in Simone Baldassarri, uomo salito al vertice della Confcommercio ­ in qualità di coordinatore di un gruppo di lavoro ­ orfana dal vecchio direttore e in attesa di ufficializzare il rinnovo delle cariche: "Se tutte le attività di divulgazione della nostra terra fossero fatte unitariamente l'impatto sarebbe Foto Ilario Uvelli primo piano · 21 'indagine congiunturale di Confesercenti Toscana sull'andamento del turismo da giugno alla metà di agosto ha messo in evidenza una perdita di circa due milioni di pernottamenti rispetto allo scorso anno, con un calo particolarmente sensibile ­ tra il 16 e il 18% ­ degli arrivi dei turisti italiani, ed un incremento del 5% degli stranieri. Questo Gianni Chelini L ha graziato le destinazioni come le città d'arte e il Chianti, ma ha penalizzato fortemente le destinazioni balneari predilette dagli Italiani. «È del tutto evidente ­ spiega l'assessore provinciale al turismo, Gianni Chelini ­ che sul drastico calo di presenze registrato anche nel nostro territorio, anche se meno marcato che in altre zone, oltre all'innegabile impatto generalizzato della crisi, ha pesato anche l'assenza di presidio del mercato interno in termini di promozione da parte delle Apt, che sono state smantellate a vantaggio dell'accentramento delle politiche di promozione in Regione, senza concertazione e trovando una riforma già apparecchiata. D'altra parte, già nella precedente situazione, le Apt avevano come compi- to statutario quello di promuovere i territori proprio sul mercato interno, visto che su quello internazionale agiva Toscana promozione. A suo tempo, in nome delle scelte della Regione di recuperare risorse, ci siamo fatti responsabilmente carico di fare la nostra parte, cercando di ovviare all'assenza delle Apt mettendo in campo il progetto Mitup (Maremma Informazioni Turistiche Unico Provinciale) con il suo Help desk centrale a servizio dei diversi punti di informazione. Progetto che è efficace in termini di incoming sul territorio, ma che evidentemente non può sopperire alle falle apertesi nelle politiche di promozione turistica con la chiusura dell'Apt. Oggi, pertanto, occorre imparare dagli errori d'impostazione commessi dalla Regione e rivedere il sistema. Tanto più che c'è un evidente separatezza tra le politiche regionali, che hanno accentrato le risorse, e i Comuni che spesso per recuperare terreno si sono trovati a dover introdurre la tassa di soggiorno, gestendosi in autarchia il poco di promozione che hanno potuto fare. Cionondimeno facendola in ordine sparso. Tutto questo ripropone in modo prepotente la necessità di ripristinare un livello intermedio di coordinamento delle politiche di promozione territoriale, che aggreghi le offerte dei Comuni riconducendole ad un'omogeneità provinciale, collegandole in modo stabile alla promozione generale del prodotto Toscana. Mi auguro vivamente ­ conclude Chelini ­ che questo problema sia all'attenzione della Regione Toscana, dal momento che la promozione turistica non è fra le materie che ad oggi la stessa Regione delegherà alle nuove Provincie che dovrebbero nascere dall'incerto processo di riordino in corso di gestazione». ancora più importante". E invece ecco che, quando la crisi non è più solo finanziaria, ma economica e arriva a mordere anche da queste parti, non ci sono strumenti sufficienti per contrastarla. La Maremma ha vissuto in punta di piedi e, nei decenni, ha ottenuto molto meno di quanto poteva. Scendendo nelle "colpe dei piccoli" magari ci troviamo a gettare lo sguardo su siti internet raffazzonati: piattaforme che dovrebbero promuovere il territorio, o aziende operanti nel comparto dei servizi turistici, che invece non contemplano neppure una misera sezione multilingue. Se a tutto questo poi viene aggiunto il peso di una pressione fiscale mostruosa è evidente che per la micro impresa è sempre più difficile resistere. Ora però, in attesa di uno Stato più padre e meno padrone, molti commercianti e operatori del mondo turistico hanno capito che unendosi possono ancora dire la loro. Insomma, se chi nei decenni di vacche grasse doveva porre le condizioni per far crescere il territorio e ha invece supinamente accumulato più di qualche lacuna, piangersi addosso non serve a nulla. È il momento di agire, di specializzarsi. E va fatto prima che sia troppo tardi. È in questo contesto che il proliferare dei centri commerciali naturali, unione dei negozi attivi nelle diverse località, gioca la sua partita: Grosseto, Roccastrada, Orbetello, Saturnia, Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Follonica, Marina di Grosseto, Pitigliano, Manciano, hanno già visto centinaia di operatori unirsi. Lo scopo è quello di correre tutti insieme per cercare di acciuffare i vari fondi, stanziati a più livelli, per il rilancio del comparto. Ma anche quello di organizzare eventi e manifestazioni di richiamo. Insomma, "fare turismo" divenendo cerniera di congiunzione tra le micro imprese e le istituzioni locali. E infatti le realtà dei centri commerciali naturali collaborano attivamente con i rispettivi Comuni, spesso facendosi carico di proposte importanti: "Abbiamo ottenuto ­ dice Gianmarco Bragagni, presidente del Ccn di Marina ­ l'ampliamento del numero delle serate musicali realizzabili in paese". In alcuni casi, come per quel che è accaduto nel capoluogo, è stata proprio la mediazione degli assessori comunali competenti, Emanuel Cerciello (com- 22 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 mercio) da un lato, Giovanna Stellini (turismo) dall'altro, ad aver dato una significativa accelerata al processo costitutivo del Ccn. Un risultato cui hanno concorso, come sempre, anche le storiche associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio. Ovviamente affiancate da una buona fetta di negozianti che, seppur non riconoscendosi sotto alcuna "insegna", hanno voluto esserci. Ecco che qualcosa, dunque, anche se lentamente, si muove. Così come segnali incoraggianti arrivano dalla vela: saranno due le competizioni mondiali che si disputeranno nelle acque di Marina di Grosseto nel luglio 2013. Appuntamenti che vedranno arri- vare in Maremma centinaia di giovani atleti. Altro punto interessante è quello segnato dai risultati del progetto di cooperazione transnazionale "Maremma in rete". Un'idea che ha coinvolto la Provincia di Grosseto ­ affiancata dalla Camera di commercio ­ e l'Andalusia. Due terre molto simili: forte presenza dell'agroalimentare, vocazione turistica e passione per l'equitazione i nodi principali d'assonanza. Sono stati un centinaio gli imprenditori, disoccupati o lavoratori dipendenti maremmani che hanno visitato la terra spagnola e che si sono potuti confrontare con strutture dedicate al turismo e alla promozione del luogo. Una quindicina quelli coinvolti in contratti di stage con aziende iberiche. Tutto questo in poco più di un anno: risale al giugno 2011, infatti, il programma d'interscambio finanziato con 419 mila euro del fondo sociale europeo. Insomma, il territorio non è fermo a guardare. Terminato l'annus horribilis 2012, quello che sarà ricordato in primo luogo per il disastro della Costa Concordia e poi per gli incendi che hanno devastato la macchia mediterranea, l'idea è quella di ripartire. La pianificazione per un 2013 migliore deve avvenire adesso. Ma è risaputo: ogni strada, per essere imboccata, deve prima esistere. Se telematica o in asfalto scegliete voi. "Turismo per famiglie e bambini", la proposta per la stagione 2013 otenziare l'offerta turistica del litorale grossetano in previsione della nuova stagione balneare: è l'obiettivo a cui hanno iniziato a lavorare in questi giorni il Comune di Grosseto, la Regione Toscana e la Provincia di Grosseto attraverso la nascita del progetto "Turismo per famiglie e bambini". Nelle scorse settimane ne sono state messe le fondamenta con un primo incontro in Municipio tra il sindaco Emilio Bonifazi, Manuele Braghero, capo gabinetto dell'assessore regionale al Turismo Cristina Scaletti, e gli assessori P comunale e provinciale Giovanna Stellini e Gianni Chelini. L'idea di attivare iniziative di una promozione specifica per le famiglie ha preso ancora più forza nelle strategie delle amministrazioni comunali e provinciali dopo il terribile incendio a Marina di Grosseto avvenuto in agosto. L'assessore regionale Scaletti ha subito avviato un'azione coordinata per monitorare gli eventuali effetti di questo evento sul turismo locale, che pare comunque non averne risentito in modo significativo. L'obiettivo del nuovo progetto è quello di dare vita a interventi che valorizzino al meglio l'offerta turistica legata soprattutto alle famiglie. Il progetto si svilupperà con il coinvolgimento e la condivisione degli operatori locali, che saranno chiamati a un incontro nelle prossime settimane; con loro, al tavolo di lavoro, anche Toscana Promozione. L'idea è quella di puntare sul patrimonio naturalistico e paesaggistico e incentivare iniziative e proposte turistiche che già dalla prossima stagione siano ancora più mirate rispetto ai nuclei familiari e ai bambini. primo piano · 23 uva, castagne, funghi e zucche: l'ottobre in maremma è all'insegna del gusto Dalla Sagra del Porcino a Casal di Pari (Paganico) al Crastatone a Piancastagnaio, passando per i festeggiamenti dedicati alla zucca a Castellazzara, la Festa dell'Uva a Cinigiano o ancora la Festa della Biondina (castagna dorata) a Cana. Sono alcune delle proposte all'insegna del gusto in Maremma e sul Monte Amiata in cartellone ad ottobre di nadia iacopini 'autunno esplode in Maremma tra le mille sfumature di colori che lo caratterizzano. Colori caldi, come i rossi maturi e gialli forti, che hanno sostituito i verdi rigogliosi e intensi dell'estate. Una mattina ci si sveglia e si capisce che qualcosa è cambiato. L'aria che si respira si fa più mite, le giornate in un baleno si scorciano, la voglia è quella di gustarsi la freschezza della brezza al tramonto. Magari con un buon calice di vino nuovo, che sa ancora di vendemmia. L La Maremma è una terra che sa ancor più stupire in questa stagione. Degustazioni, cantine aperte, sfilate e feste all'aperto: un'esplosione di gusto per l'ottobre dei dintorni della montagna e della zona amiatina. Sagre ed eventi richiamano ogni anno numerosissimi visitatori, e che proprio di anno in anno sanno ritrovarsi e rinnovarsi all'insegna del gusto e della buona tavola con il giusto mix di tradizione che si sposa con l'innovazione. Grazie probabilmente all'attrazione di paesaggi che ancora incantano, vocati per natura a offrire un'enogastronomia di qualità, tradizioni antiche che sopravvivono, castelli, pievi, sentieri e filari infiniti di vigne. La vendemmia e l'autunno sono i momenti migliori per riscoprire una Maremma da cartolina, alla ricerca del calice di Bacco perfetto. Come quello che non si dimentica il 5, 6 e 7 ottobre a Cinigiano. Dove si prepara e si allestisce la tradizionale Festa dell'Uva, che vede appunto protagonista il lavoro della vendemmia appe- 24 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 na terminata e la preparazione del vino nuovo. Una tre giorni dedicata a degustazioni, tavole rotonde, cantine aperte, su uno dei percorsi più famosi e prestigiosi dell'enologia toscana: la Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d'Amiata. La Pro Loco di Cinigiano si presenta con una miriade di iniziative che vanno dalla classica sfilata dei carri allegorici, ai concerti, dalle "Cene a colori" alle serate danzanti e molto altro ancora. Una rassegna di prelibatezze e piatti tipici che accompagnano il buon bere all'interno del ristorante della Festa allestito per l'occasione (300 posti al coperto e 300 posti allo stand del Campino). Per tutte le informazioni sull'evento è possibile contattare la Pro Loco di Cinigiano al numero 0564 994187 o al numero 337 714 700, oppure consultare il sito web www.prolococinigiano.org. Nelle stesse date, 5, 6 e 7 ottobre, si festeggia anche a Castell'azzara, un altro prodotto tipico dell'inizio autunno, che non può mancare sulle tavole ottobrine, la zucca gialla. Zucche in festa è la rassegna di cucina per eccellenza di questo prodotto, piatti a base di zucca, aperitivi, anzi aperizucca, fritti, piatti da asporto e tutti i tradizionali assaggi con la zucca come denominatore comune. Ma non solo. Una kermesse gastronomica che si apre con un concorso divertente che vede protagonisti tutti coloro che hanno voglia di gareggiare alla Zucca più piccola, la Zucca più strana, la Zucca più grande, un'avventura con premio finale per coinvolgere davvero tutti. Come il torneo di dama, che si conclude nella domenica con un corteo di dama gigante. Maggiori informazioni si han- no mandando una mail al comitato organizzatore, proloco@castellazzaraonline.it o visitando il sito www.castellazzaraonline.it Profuma di montagna e ha un retrogusto che sa di bosco e di terra. Caratteristiche inconfondibili che nascono dal clima e da un mix di elementi che lo rendono unico ed inconfondibile. È il fungo porcino, tipico prodotto di questa terra che si rende protagonista durante tutto l'autunno nelle numerosissime manifestazioni che vengono organizzate nella zona. Tra queste il 13-14 e il 20-21 ottobre a Casal di Pari (Civitella Paganico) vi è la classica Sagra del Porcino (quest'anno slittata di una settimana). Una tradizione che si tramanda da ormai diversi decenni: il fungo porcino viene cucinato secondo le numerose ricette da tutti i migliori "chef" della zona, cuochi e cuoche paesane, che si cimentano in polenta, risotti, zuppe, primi e secondi accompagnati dal gusto raffinato del fungo, e le classiche cappelle arrosto e fritte, per assaggiarne appieno il gusto e la bontà. Come non farsi coinvolgere anche solo per le numerose iniziative collaterali che accompagnano la festa: mercatino, itinerari danzanti, spettacolo folcloristico e tombolate in compagnia. Per tutte le altre informazioni sull'organizzazione delle serate è possibile contattare la Pro Loco di Casale Casenovole, al numero 0564 908006. Non da meno è a Bagnolo nei pressi di Santa Fiora sull'Amiata la Sagra del Fungo Amiatino, in programma nei giorni 6-7 e 13-14 ottobre. Un doppio week-end di degustazioni tra stand, concorsi e convegni che richiamano centinaia di appassionati ogni anno. Alla ricerca di tecniche e segreti di un prodotto unico e tipico di questa terra, anche grazie alle numerose escursioni e passeggiate organizzate nei boschi e nei sentieri, in compagnia dei "fungaioli" della zona. Un modo per vivere la semplicità delle emozioni che fanno parte della quotidianità di un luogo magico come quello dei dintorni amiatini. È possibile contattare il comitato organizzatore dell'evento, la Pro Loco Santa Fiora al numero 0564/977142, oppure l'Ufficio Turistico di riferimento al numero 0564/973510. Altro prodotto di questa terra, pure questo protagonista indiscusso di questo caldo inizio d'autunno, è la castagna. Cosa sarebbe la montagna se non ci fos- primo piano · 25 sero i tipici marroni da ricercare e gustare, bolliti o cotti sul fuoco nella grande padella forata? E senza le mille ricette di cucina che sono nate intorno alla tradizione della castanicoltura? Si parte il 6 e 7 ottobre con la Sagra del Marrone Santafiorese nella ridente cittadina di Santa Fiora, che ha il privilegio di custodire numerosi e preziosi castagneti, che regalano ogni anno marroni doc. Una due giorni da trascorrere all'interno di questi luoghi, con percorsi e visite guidate nei meravigliosi boschi di castagno, per imparare a conoscerne le caratteristiche e ad amarne le peculiarità e tutti i segreti dei prodotti tipici a base di castagne. Il tutto accompagnato da giochi popolari, il panforte, la rulla, la totera e dal concorso a premi per il chilo di marroni più grosso. Non manca inoltre la classica visita all'Acquedotto del Fiora, un percorso didatti- co "Amiata un mondo d'acqua", legato ai natali che la cittadina dà alla sorgente del fiume Fiora. Altre informazioni da richiedere alla Pro Loco Santa Fiora al numero 0564/977142. Ricetta contadina per la polenta dolce e il castagnaccio, fatti con la farina di castagne. Da assaggiare insieme a tutti gli altri piatti tipici alla Festa della Castagna a Monticello Amiata (Cinigiano) il 12, 13 e 14 ottobre. Castagne lesse, arrosto, pasta e pane arricchiti con la sua farina, dolci e dessert che profumano di castagna, un tripudio per tutti i sensi. I sapori della tradizione e le ricette più caratteristiche del Monte Amiata si trovano anche il 20 e il 21 ottobre a Cana (Roccalbegna) alla Festa della Biondina, appellativo curioso dato alla castagna in tempi antichi in relazione al colore che il prodotto assume una volta che comincia ad arrostire nel padellone forato, in cui tipicamente viene cotto. All'interno di scorci incantevoli di questi luoghi, vengono allestiti spettacoli, giochi e intrattenimenti musicali, tutto rigorosamente outdoor ed in stile autunnale. Ci si riscalda con i primi freschi della sera grazie al calore della brace e alle caldarroste. La manifestazione viene organizzata dall'Associazione Pro Loco Cana e si svolge prevalentemente tra Piazza del Popolo, cuore del centro storico con la seicentesca cisterna medicea, ed il portino, vecchia roccaforte da cui è possibile godere di una spettacolare vista su la valle fino al mare. Infine, il Crastatone a Piancastagnaio sul versante senese del Monte Amiata chiude tutte le manifestazioni e le rassegne legate alla castagna. Dal 31 ottobre al 4 novembre, la kermesse mette in scena i suggioli, le brodolose, la pullena doicce, e le monne, ricette a base del tipico prodotto, tutte da assaggiare durante il più antico evento della zona. Si festeggia il raccolto delle castagne appena terminato, in un'atmosfera unica, inebriata dal profumo del vino e delle castagne arrostite, le famose "castrate". Spettacoli, concerti, e mostre sul tema che richiamano migliaia di turisti ed appassionati gourmet, che hanno la fortuna di assaporare prelibatezze della cucina locale. La manifestazione vede diversi organizzatori tra cui il comune, la comunità montana, il magistrato delle contrade. Per altre informazioni contattare la Pro Loco di Piancastagnaio al numero 0577 784134. 26 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 fondazione Grosseto cultura, inizia il nuovo corso. e non mancano le novità! Una Fondazione che punti a sviluppare relazioni con tutto il territorio provinciale, valorizzi il sistema associativo locale e le risorse intellettuali, e che sia capace di inserire Grosseto in circuiti culturali più vasti. Sono alcuni degli obiettivi che la Fondazione Grosseto Cultura si propone per i prossimi anni, anche attraverso un nuovo ruolo di soggetto attivo nella produzione culturale in ambito provinciale di stefano faBBroni na fondazione concepita come centro di produzione culturale che proponga idee ed iniziative mirate alla crescita civile della comunità, con il contributo di soci pubblici e privati. È questa l'etica o meglio la mission della nuova Fondazione Grosseto Cultura che, dopo aver rinnovato il Consiglio di Amministrazione a maggio, ha cambiato volto gettando le basi per un triennio, il 2012-2015, fatto di iniziative e, in particolare, di progetti da inse- U rire nel panorama provinciale degli eventi culturali. Il nuovo progetto culturale della fondazione è stato presentato il 10 settembre scorso al Museo di Storia Naturale della Maremma dal presidente Loriano Valentini insieme al Sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, all'assessore alla cultura Giovanna Stellini ed ai membri del consiglio di amministrazione della fondazione stessa che il Comune di Grosseto ha nominato nei mesi scorsi, oltre ai direttori degli istituti. Per la fondazione si profila dunque un ruolo non solo come soggetto gestore del Museo di storia naturale, dell'Istituto musicale comunale e del Cedav, ma anche e soprattutto come soggetto attivo nel territorio che punti al coinvolgimento dei giovani, all'avvio di percorsi che intrecciano il sistema scolastico, e ad un modello partecipativo fondato sul coinvolgimento di tutto il mondo associativo e culturale del territorio. Obiettivo primario dell'associazione è quello di passare da un'"industria del- 28 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 la cultura" fondata sul sostegno pubblico e privato e gestita dall'intermediazione dei vari operatori culturali, ad una "politica industriale della cultura" composta dall'unione di forze intellettuali, pubbliche e private, che non mirino a "mercificare" la cultura ma che la considerino al centro di progetti mirati ad una crescita del territorio. Elemento chiave della nuova fondazione è la gestione che passa da un socio unico, il Comune di Grosseto, ad una forma "partecipativa", in cui entrano due tipologie di soci: aderenti e sostenitori. Ma il fondamento della modifica statutaria ­ il cosiddetto "fare insieme" ­ è la difficoltà ormai "cronica" nel tessuto culturale grossetano di non riuscire a conciliare, da una parte, l'elevata quantità e qualità delle risorse intellettuali a disposizione e, dall'altra, la loro effettiva realizzazione. Per superare questo limite, Fondazione Grosseto Cultura si è aperta ad una sinergia verso associazioni e privati consentendo loro, così, di partecipare alla gestione ed alla realizzazione dei suddetti progetti che interessano otto aree di sviluppo: Internazionalizzazione, l'utilizzazione di gemellaggi già in essere nel Comune e la ricerca di nuovi, per creare partenariati e ricevere finanziati dalla Ce; Grosseto, "città aperta ai forestieri", per dar voce alle espressioni artistiche a popoli ed etnie di immigrati, che vivono in maremma; Grosseto ed il mondo giovanile, percorsi per comprendere le aspettative di vita e le aspirazioni dei giovani; Grosseto scrive, per valorizzare gli autori locali con rassegne e premi letterari, uno dei quali sarà denominato "Città di Grosseto"; Grosseto nel `900: la sua comunità nella storia urbana, nell'arte e nella letteratura, da realizzare per mezzo di mostre, convegni ed incontri; Cinema, grazie ad un accordo con l'associazione culturale "Storie di Cinema", per diffondere e valorizzare l'esperienza della scuola di cinema; Presenza sul Web, che punterà allo sviluppo del sito, alla pubblicazione di una rivista online e di una cartacea annuale sull'archeologia; Il mondo della scuola, con la creazione di rapporti di intesa con le scuole. Queste misure saranno valutate da singoli comitati scientifici "ad hoc" per settore e non più da un unico comitato come in precedenza. "La città ed il resto del territorio ­ spiega il presidente di Fondazione Grosseto Cultura Loriano Valentini ­ dispongono di un notevole tessuto associativo e risorse intellettuali che, con le dovute eccezioni, hanno avuto difficoltà a dare continuità e coordinamento alla loro presenza e ad individuare luoghi comuni di impegno e azioni condivise. La fondazione si propone come soggetto aggregante delle numerose primo piano · 29 risorse intellettuali che sono presenti nella comunità, oltre che come punto di riferimento di questo diffuso sistema attraverso nuovi modelli organizzativi dove ciascun soggetto contribuirà all'ideazione e all'organizzazione di momenti comuni". Le ambizioni della Fondazione ­ che punterà ad una gestione che miri a realizzare economie di scala ­ dovranno però fare i conti con la scarsa disponibilità di risorse destinate al settore che, in futuro, rischiano di essere sempre più esigue. "Vogliamo diventare un centro di produzione culturale anche per questo ­ sottolinea Valentini ­ creando prodotti completi sui quali lavoreremo approfonditamente per autofinanziarci sempre di più". In questa direzione va l'impegno della Fondazione: dall'ultimo bilancio consuntivo, la copertura delle spese è stata attinta per circa il 42% da risorse proprie e per il restante 58% dalle casse comunali. "Alla fine di quest'anno ­ continua il presidente Valentini ­ cercheremo di aumentare questa percentuale di autofinanziamento al 48-50%, per poi tentare di raggiungere il 60% al termine del 2013". Il Comune continuerà a sostenere finanziariamente la Fondazione e ciò rappresenta la condizione per aggrega- i format dei tre istituti della fondazione Museo Storia Naturale · Caffè della Scienza, serate di riflessione ed approfondimento su temi di largo interesse · Uomo e Natura, percorsi per far luce su uno dei rapporti più antichi del mondo · Reportages dal Mondo, colloqui con scienziati, documentaristi, viaggiatori su scoperte scientifiche ed aspetti poco noti · "Di scienza e di natura", un uomo di scienze ed uno di letteratura leggono testi sulla natura · Attività scientifica in collaborazione con il Parco della Maremma · Sviluppo del progetto "Naturae Social Mapping" con attivazione di partnership locale, nazionale ed internazionale · Avvio del progetto di conservazione e studio del sito preistorico "Poggetti Vecchi" · Mostre temporanee su temi naturalistici · Studio e conservazione di esemplari di animali · Attività didattica interdisciplinare Cedav · Capire l'arte contemporanea, corso pubblico per leggere e comprendere le opere d'arte contemporanee · Dal Barocco al Novecento, quattro incontri per comprendere i capolavori di musica e pittura · Città Visibile (nel 2012 al Cassero mostra permanente del paesaggio urbano ed al Cedav un archivio multimediale della città · Comete alla Chiesa dei Bigi · Mostre Ode (One Day Exhibition) e Cpt (creativi in permanenza temporanea) rispettivamente presso i foyer dei teatri e sede Cedav · Capire l'Arte Contemporanea, corso di lettura arte contemporanea · Catalogazione opere d'arte Comune Grosseto, biblioteca e mediateca · Regesto 2009,"archivio provinciale degli artisti", progetto che prevede la possibilità di: archiviare la propria documentazione storica in faldoni conservati e consultabili nella sede Cedav; essere inseriti nel sito internet dell'archivio provinciale, con pagina web per inserire testi ed immagini delle proprie opere · Consulenza nell'organizzazione di mostre, conferenze, seminari, workshop e progetti legati all'arte Istituto Musicale Comunale "P. Giannetti" · Format musicali con esibizione insegnanti e/od allievi ed ex diplomati · Laboratori Musicali per lo studio dei principali strumenti musicali · Concorso "P.Giannetti", riservato alle scuole · Premio internazionale "Scriabin", con musicisti di livello internazionale · Orchestra giovanile Fondazione Grosseto Cultura, composta da allievi e diplomati dell'istituto · Corsi di Musicoterapia 30 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Le nuove figure strategiche: i soci aderenti e i soci sostenitori Elemento chiave della nuova fondazione è la gestione che passa da un socio unico, il Comune di Grosseto, ad una forma "partecipativa", in cui entrano due tipologie di soci: aderenti e sostenitori. soci aderenti sono coloro che assumono, insieme all'amministrazione comunale, la responsabilità della Fondazione e, secondo i commi dell'art.3 dello statuto, sono "persone fisiche, giuridiche, pubbliche o private che contribuiscono alla gestione della Fondazione ed alla realizzazione dei suoi scopi mediante contributi in denaro, a titolo permanente e comunque triennali, attività o beni materiali ritenuti di particolare rilevanza dal Cda... la qualifica dura in maniera permanente o per un periodo minimo triennale". I soci aderenti assumono rilevanza nell'assemblea partecipata, in quanto "l'assemblea è costituita dal fondatore e dalle persone giuridiche... definite soci aderenti", ai quali viene assegnata una quota derivante dal rapporto tra il proprio versamento, con quello del fondo di gestione dell'esercizio in corso. "L'assemblea formula un parere sulle modifiche statutarie, sull'approvazione del bilancio consuntivo, sulla delibera di scioglimento della Fondazione e si esprime sulle materie che il Cda ritenga opportune". I soci sostenitori, invece, sono sempre persone fisiche o giuridiche, pubbliche o private ed enti che, per facoltà loro, "aderiscono alla Fondazione nel corso della sua esistenza ed effettuano versamenti determinati annualmente dal CdA". Questi ultimi si potranno organizzare in un'associazione, I denominata "Amici della Fondazione", con lo scopo di promuovere, sostenere ed organizzare le proprie iniziative al Cda. Far parte di questa nuova categoria significherà, per le persone fisiche, godere di una serie di agevolazioni o "benefits" per le iniziative proposte dai tre istituti della fondazione: Cedav, Museo di Storia Naturale ed Istituto Musicale "P .Giannetti". "Entrambe le modifiche statutarie ­ sottolinea il presidente, Loriano Valentini ­ potranno consentire la nascita in autunno di un nuova Fondazione, dotata di maggiori mezzi finanziari, collegata al sistema economico ed istituzionale della città, riconosciuta per la proposta culturale ed insediata nella comunità". Il costo dell'iscrizione è di 30 euro, 10 euro per gli under 30, 15 euro per chi è già iscritto ad un'associazione aderente ed un minimo di 200 euro per le associazioni private. Modalità di versamento: a) contanti c/o la sede della Fondazione Grosseto Cultura, via Bulgaria 21; b) c/c bancario n.4204378 intestato a Fondazione Grosseto Cultura c/o Banca Mp - Iban IT 54 S 010301 4300000004204378; c) c/c postale n. 95642187. Nei casi b) e c) è possibile inviare la domanda assieme alla ricevuta di versamento via fax (0564453128) o mail info@fondazionegrossetocultura.it primo piano · 31 ido corti, se n'è andato l'ultimo "naccheraio" di maremma Se n'è andato nel maggio scorso l'ultimo "naccheraio" di Maremma: Ido Corti, un autentico maestro, un virtuoso nel suono di questo particolarissimo strumento musicale a percussione (che amava anche costruire) con il quale si produce un accompagnamento in grado di dare ritmo ai brani musicali. E un altro pezzo della Maremma che fu ci lascia per sempre... di paoLo casini gnuno di noi ogni tanto deve recitare un mea culpa. In questo scritto personalmente ne reciterò ben due. Il primo si riferisce al fatto che ho saputo dell'esistenza delle nàcchere toscane (o "gnàcchere" maremmane) solo all'alba del terzo millennio, quando cioè qualcuno in Maremma me le ha fatte vedere, toccare e sentire. Non mi era passato neanche per l'anticamera del cervello che la nostra regione fosse dotata di un proprio strumento a percussione una volta diffuso un po' in tutto il territorio, e neanche che il suo uso fosse sopravvissuto proprio in Maremma, scrigno di tradizioni. Parallelamente all'ansia di conoscere O la storia e l'evoluzione di questo antico strumento, c'è stata fin dall'inizio la curiosità di avvicinarmi ad un mondo inconsciamente conosciuto (lettura di libri, ascolto di musica, piccole esperienze) ma mai vissuto. Dall'incontro con le nàcchere a quello con Ido Corti il passo è stato breve. Per uno come me, che è stato da sempre affascinato da quasi ogni genere di musica del pianeta ma soprattutto da quella provvista di "anima", che sgorga dall'interno ma che allo stesso tempo proviene da radici profonde, Ido è stato una miniera, per me e per la mia famiglia. Subito siamo entrati in sintonia facilitati dal fatto che mio figlio Alessandro (all'epoca era poco più che un bambino) Ido Corti ed il "suo" pubblico. Braccagni, Campo della Fiera, Maggio 2005. si era avvicinato alle nàcchere incoraggiato da Corrado Barontini, ma soprattutto dal fatto che quando si parla quel linguaggio universale che si chiama "musica", tutto risulta più facile... più lieve. Ido aveva un istinto irrefrenabile per il ritmo che emergeva quando poteva suonare "a ruota libera" ed allora la scena la "comandava" lui. Sì perché il nostro era una vero e proprio "animale da palcoscenico" non facile da incontrare in contesti come quelli del folklore e soprattutto nell'ambito di persone della sua generazione. Ed è per questo che era in perfetta sintonia con il cantastorie Eugenio Bargagli alla fisarmonica, tanto da risultare difficile individuare quali dei due stesse facendo la "spalla" all'altro. La tecnica costruttiva delle nàcchere di Ido ed il suo modo di suonarle è stata una vera e propria rivoluzione nell'ambito della tradizione. Prima di tutto, Ido aveva praticamente abbandonato sia la forma classica dello strumento che il legno utilizzato. La coppia di legnetti lavorati con i quali suonava frequentemente erano lunghi il doppio di quelli classici, più larghi ed anche più spessi con appositi incavi per una migliore presa. Ma non solo. Ido affermava che le nàcchere, quando non vengono utilizzate devono stare appese e per questo (altra regola "canonica" infranta), le teneva legate tra loro con una cordicella. I legni utilizzati, rigorosamente ben stagionati, erano i più vari e con ognuno, anche grazie alle diverse forme dei 32 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 legnetti ed al modo di suonarli, Ido conferiva al suono caratteristiche diverse. Noce, fico, melo, pero, alaterno, rovere, castagno, ginepro, faggio, sambuco, biancospino, frassino, ciliegio, palissandro, pioppo, pino, ornello, olivo, cipresso, leccio, bambù, limone, bosso, rosa, rosmarino e vite sono solo alcuni degli esperimenti costruttivi ai quali si deve aggiungere anche alcune paia di nàcchere costruite con costole di bovino, ad imitazione degli strumenti di origine irlandese, e con la plastica. Non mancavano paia di strumenti costruiti con materiale di recupero come spalliere di vecchie seggiole, pendagli per tende e così via. Un giorno, per scherzo, ma mica tanto, dissi a Ido che gli avrei regalato un paio di nàcchere di marmo statuario di Carrara o di pietra forte, per vedere se riusciva a suonare anche quelle! Nel modellare i singoli legnetti Ido metteva del suo. Ultimamente presentava orgogliosamente a tutti le sue "nàcchere triple", nelle quali veniva inserito un altro legnetto piatto che, in posizione centrale, fungeva da elemento fisso per gli altri due che, a questo punto diventavano entrambi "battenti". Nessuno mi leva dalla testa che l'invenzione delle nàcchere triple, Ido l'avesse avuta per migliorare le sue esibizioni soprattutto dal punto di vista scenografico. La riprova l'ho avuta più volte: sia che iniziasse a suonare con tre legnetti o con due, al primo cambio di tempo si esibiva in uno dei suoi "stop" ritmici, da lui chiamati "stoppi", e la maestria che metteva nel farsi notare dal pubblico che stava aggiungendo o togliendo un "pezzo" dal suo strumento, la diceva lunga sulla capacità di stare sotto i riflettori. Senso dello spettacolo, capacità di tenere con disinvoltura il palcoscenico, mi hanno fatto da sempre paragonare Ido a Jimi Hendrix. Quest'ultimo innovatore nel mondo della chitarra rock, Ido innovatore nel mondo delle nàcchere. Quel sorrisetto sulle vostre labbra che mi sembra di vedere da qui, si smorzerebbe subito se aveste l'occasione di vedere Ido in qualche registrazione, quando alla fine della sua esibizione ostenta verso il pubblico il suo paio di nàcchere tenendo- le per la cordicella; che altro significato si potrebbe dare ad un gesto simile? Gesto che non si è trattenuto di fare neanche in occasione della sua apparizione a "La Corrida" nel 2005 che gli ha fruttato il secondo premio. Partecipazione televisiva che tanto aveva perseguito e della quale ne andava giustamente sempre fiero. Altra straordinaria capacità di Ido era quella di saper adattare l'accompagnamento ritmico ed il suono delle sue nàcchere ai diversi momenti espressivi della canzone che accompagnava. Incisi ritmici, rullate veloci ed anche delicati battiti. Quest'ultimi li otteneva cambiando repentinamente posizione del legnetto fisso (stretto tra pollice ed indice) ponendolo di taglio. In questo modo, la superficie piatta dell'altro legnetto batteva contro una ridotta superficie attenuando la vibrazione del legno. Inoltre, ulteriori cambiamenti del suono, venivano ottenuti cambiando l'altezza dell'impugnatura, sempre della nàcchera fissa, così da far vibrare una porzione maggiore o minore di legno. Tutte le paia di nàcchere venivano costruite da Ido utilizzando semplici strumenti tra i quali non apparivano attrezzi elettrici. Gli sbozzi venivano lavorati con l'ausilio di piccole lime, coltelli, grossi chiodi, pezzi di vetro taglienti e carta vetrata. Quasi un segreto personale era la rifinitura e la lucidatura. Spesso mi sono chiesto il perché Ido si rifiutasse di usare strumenti che gli avrebbero facilitato il lavoro. Ma poi mi sono dato la risposta: perché avrebbe significato accelerare i tempi senza motivazioLe famose "nàcchere triple" di Ido ancora in fase di perfezionamento. primo piano · 33 I Ido durante uno dei suoi "stoppi" prima di riprendere l'accompagnamento o per cambiare il tempo interpretare con estro musicale le potenzialità di questi "bastoncini". Ido era nato a Nancy, in Francia, nel 1926 da una famiglia di Sassofortino, ma dal 1939 era tornato a vivere in Maremma, rimanendoci per il resto della sua vita. Per suonare questo strumento Ido affermava: "Io c'ho sempre avuto il ritmo, sennò `un si sonerebbero!...". Le nacchere sono state usate sin dall'antichità e proprio nella Maremma meridionale (a Tarquinia) abbiamo una testimonianza etrusca di questo strumento nel dipinto murale della "Tomba delle leonesse" (circa 510 a.C.) nella quale il fregio della parete di fondo raffigura una coppia di danzatori in azione con una figura femminile che tiene in mano due ordigni (le nacchere dalla forma allungata) con le quali sembra scandire il ritmo dei propri movimenti. Corti aveva ripreso a suonare le nacchere in anni recenti, ma la sua particolare abilità non è stata solo quella di suonarle con originalità e fantasia, ma anche di costruirle in vari modelli adoperando diversi legnami. "La nacchera è nata così, normale... due pezzetti di legno... affusolati. I legnami devono essere stagionati, è chiaro...". Quando il legno è fresco, raccontava Ido: "aspetto sempre un annetto lì da una parte con la scorza e tutto, sennò mi crepano...". Nel farle, e lui ne ha costruite diverse centinaia, ha apportato anche alcune modifiche alla forma e nell'uso dei legnami; quando erano costruite Corti dava il tocco finale contrassegnando le proprie nacchere con la sua sigla I.C., scrivendoci il tipo di legno usato e la data. Ido Corti con il suo strumento è stato ospite de "La Corrida" condotta da Gerry Scotti e naturalmente ha saputo incuriosire il pubblico. Ma l'attività di "naccheraio" non si è fermata a questi appuntamenti "mondani" perché nel 2007 l'editore fiorentino, Paolo Casini, ha realizzato un CD "Nacchere toscane - Tuscan castanets" nel quale sono incise molte suonate strumentali realizzate con l'accompagnamento delle sue nacchere. Infine ci piace ricordare che unendosi al cantastorie Eugenio Bargagli (un altro importante personaggio della Maremma) è riuscito a dare nuovo impulso a questo strumento che rischiava di essere dimenticato per sempre. Se ancora oggi si può parlare di questo strumento musicale lo dobbiamo a persone come Ido, alla sua passione e alla sua abilità. In fondo anche quella di costruire le nàcchere a mano è stata un'attività artigianale che in questo caso ha sfiorato la creatività. Corrado Barontini 34 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 ralmente non abbiamo potuto dare corso a quella che sarebbe stata un'esperienza indimenticabile dove Ido, sarebbe stato da scommetterci, non avrebbe certo sfigurato, né come nàccherino né come personaggio trovandosi perfettamente a suo agio. Sono sicuro di non esagerare se scrivo che Ido, nell'arco di circa dieci anni, ha fabbricato almeno quattrocento paia di nàcchere. La quasi totalità regalate. Personalmente ne ho circa ottanta paia che ho classificato per cercare di individuarne alcune tipologie, ma credo che anche Corrado Barontini ne sia ben fornito. Ed eccoci al secondo mea culpa di cui all'inizio. Lo recito per non aver avuto il tempo e la possibilità di assemblare in una sorta di documentario, il meglio del materiale audio e video che ho accumulato durante questi anni. Insieme a quello fornito anche da altre persone, sarebbe andato a costituire non solo un documento su questo strumento popolare, ma anche sul personaggio. Infatti, oltre al materiale registrato "al volo", c'era anche qualche intervista preparata. In qualche modo avevo promesso a Ido di farlo perché sapevo che gli avrebbe fatto piacere ed ogni tanto me lo domandava: "Allora? Che si fa con questo DVD?". Il tempo tiranno, gli impegni lavorativi e via discorrendo, hanno fatto sì che non ho potuto mantenere una promessa che mi sentivo di dovere ad Ido, fra gli ultimi protagonisti di una tradizione che viene da lontano. alcuni come la "trasferta" di Ido con il Coro degli Etruschi in Val di Sieve (Firenze) con i suonatori de "La Leggera" (fra i quali Filippo Marranci che si è ispirato ad Ido per la sua carriera di nàccherino), oppure le sessioni di registrazione con Eugenio Bargagli e con gli altri suonatori maremmani e non, che ci hanno consentito di raccogliere preziose testimonianze audiovisive per metterle a disposizione di un più vasto pubblico. Un altro dei momenti più emozionanti per Ido e per tutti noi è stata proprio la serata di presentazione del CD "Nàcchere toscane" al Teatro dei Ferrovieri. In pratica era una serata in suo onore dove il ritmato incedere delle nàcchere è giunto in diretta negli Stati Uniti d'America. Quella sera infatti, eravamo in collegamento streaming video con la "Rythm Bones Society" di Signal Mountain (Tennessee), un'associazione di suonatori di nàcchere (bones) simili a quelle costruite in Toscana. Gli americani si sono cimentati nel ritmare la musica maremmana, mentre i nostri nàccherini si sono dovuti cimentare con il Dixieland (jazz degli anni Trenta). I nostri amici oltreoceano ci avevano invitato a partecipare alla loro rassegna annuale. Natu- io, allievo "cittino" di ido icordo Ido Corti come uno degli eroi della mia infanzia. Uno di quegli uomini che da bambino ti fanno sognare. E non mentre suona, ma al tavolo da lavoro. Perché credo che prima che musicista, Ido fosse un artigiano. Lo ricordo anche come una delle persone più generose che abbia mai incontrato. Mai una volta ci siamo visti, senza che avesse qualcosa da regalare a me o alla mia famiglia. Io, il "cittino", sono stato, per un certo periodo, chiamato "l'allievo" da lui e dagli altri. E in effetti mi R sentivo tale, preso dalla passione per accompagnare la musica col suono delle nàcchere. Poi il capitolo si è chiuso, io mi sono allontanato progredendo nei miei altri studi, ed Ido ha perso la spalla, Eugenio. A parte tutto, posso essere sicuro nell'affermare almeno una cosa: Ido era un uomo come è difficile trovarli, ma che è tanto facile incontrare in Maremma. Alessandro Casini Nella foto, Fattoria di Grancia, Maggio 2003. Alessandro Casini, allievo "cittino" di Ido, al quale ha trasmesso molti segreti del ritmare con le nàcchere primo piano · 35 tradizione e uso del focolare domestico in una maremma d'altri tempi di edo GaLLi In una Maremma d'altri tempi il focolare domestico ha rappresentato nei secoli, fino all'epoca della riforma fondiaria, l'epicentro di tanti microcosmi: era il luogo intorno al quale le famiglie patriarcali si raccoglievano nelle sere di inverno per leggere a veglia le gesta dell'Orlando furioso o di Guerrin Meschino... 36 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Il focolare degli antenati La Maremma grossetana ha subito nella sua lenta trasformazione (dalle paludi, attraverso la bonifica fino alla Riforma Agraria) influenze migratorie altre e diverse che a tutt'oggi la caratterizzano. Così i suoi focolari sono stati modellati e plasmati da quegli uomini che si fecero maremmani, influenzandone le tecniche e l'architettura e apportando contributi per migliorare il tiraggio e l'uscita dei fumi. È proprio da questi fumaioli, comignoli o torrini che si potevano mappare i flussi migratori nel territorio. Paese per paese, casa per casa. Ma questa è un'altra storia. La storia del focarile maremmano arde nel mito del focolare e del fuoco (o foco in antico dialetto toscano) che riscaldava e mitizzava spiriti e demoni di queste sparute genti che abitavano misere lande, desolate e desertiche. Quando i pastori transumanti, i boscaioli, i carbonai e altri faccendieri si fermarono per sempre in Maremma, le loro capanne diventarono di sassi e mattoni. Il focolare centrale della capanna si appoggiò al muro, con spalle, bocca, cappa e gola e si chiamò in contadino antico focarile o focorale. Spesso tanto grande da poterci sedere ai lati dinanzi alla fiamma. Era il focolare intorno al quale le famiglie patriarcali si raccoglievano nelle sere di inverno per leggere a veglia le gesta dell'Orlando furioso o di Guerrin Meschino. La Maremma fu terra di veglie e di fiabe tanto che i vecchi ricordano di novelle che duravano più sere. Focolari inestinguibili "Inutile come un camino d'estate". Francesco Milizia, principj di architettura civile (Remondini Venezia 1785). Prendo in prestito questa citazione per ribadire il concetto che le maremme appartengono ad un altro mondo ed assumono nella storia della Toscana e dell'Italia, tutta la loro diversità geografica, economica e sociale. Recenti ricerche di archivio sulle case coloniche in maremma mi hanno portato a scoprire quanto inutile non era il focolare d'estate. Il Naturalista Giovanni Targioni Tozzetti (1712/1783) nel suo trattato "Abitanti e abitazioni nella Maremma Toscana" pubblicato da Le Monnier a cura di Francesco Rodolico in "La Toscana descritta dai Naturalisti del settecento", citando le condizioni dei vari ambienti della casa colonica (quelle da lui visitate furono le campagne del massetano) rammenta che salita una cattiva scala, si trova una sala, la quale serve di guardia, di stanza d'udienza, di salotto da conversazione e da ballo, e di cucina. Il di lei tetto e le di lei pareti sono tutte inverniciate di fuliggine antichissima, che fanno orrore. Tralascio la descrizione tetra dei mobili e suppellettili e l'acquaio all'antica per arrivare al più importante della sala che è un vasto cammino, con gola amplissima a padiglione, col piano a pari del pavimento nel quale ardono grossi pedali e tronchi di cerro o di castagno, che riscaldono tutta la gran stanza, facendo un fuoco orribile, col fine di correggere la veemenza del quale costumano di tenervi sempre dentro una palla di ferro da cannone.... Questo gran cammino sempre ardente è di sommo uso dei Maremmani poiché davanti primo piano · 37 Nella foto dall'Archivio fotografico f.lli Gori - scene di vita contadina al focolare, Rispescia anni 50 ad esso stanno quasi di continuo i padroni di casa e i loro ospiti; lì si fa la conversazione si trattano i negozi, si custodiscono i bambini, si giuoca, si scrive, si mangia e si lavora. Questi gran cammini sono l'unico preservativo, che senza saperlo venga usato dai Maremmani contro l'aria cattiva, poiché il fuoco e particolarmente nella maniere che si fa in questi paesi, è il miglior correttivo dell'aria imbevuta di soverchia umidità e di miasmi pestilenziali. Non meno necessari e salubri sono in maremma d'estate questi cammini inestinguibili, poiché se non altro, sono necessari la sera per darsi una fiammata, quando si è stati fuori nel tempo che cade il copioso e pregiudiziale crepuscolo. Tale cautela è di somma importanza, e chi la trascura ne paga ben presto la pena con malattie maremmane. Giudichisi ora che gustosa cosa sia l'abitare d'estate in questo pezzo di mondo, poiché dopo aver bruciato tutto il giorno per l'eccessivo ed affannoso calore del sole, bisogna per ristoro la sera farsi un'abbrustolita al cammino, e non si può stare fuori di casa a prendere il fresco! Questo accadeva quando ancora non si conosceva che era la zanzara anopheles a trasmettere la malattia della malaria (fu lo scienziato Giovanni Battista Grassi nel 1901 a scoprire il plasmodium). Si pensava allora che fossero i miasmi maleodoranti delle acque morte a imputridire l'aria umida delle maremme e di conseguenza ci si comportava. Il cuore della casa toscana È il fuoco degli antenati quello che arde nel camino. È il fuoco dei Lares, la fiamma inestinguibile che brucia nel sangue. Così quei due ferri si chiamano alari, uno di qua uno di là: geni tutelari che reggono i ceppi. Gli Arvali erano una confraternita di Roma. Un loro testo sacro comincia così: Enos lases juvate... Aiutateci spiriti degli antenati. Usanze tradizionali, miti e leggende sulla vita domestica attestano in gran numero che il focolare e la stufa venivano percepiti, in antichità, come la dimora dei defunti. Lo spirito domestico risiede principalmente nel focolare o nella stufa, ma anche sotto la soglia, nella soffitta, nel sotterraneo, nella botola, nella dispensa, comunque dentro i margini della casa o del podere. "Nella cultura patriarcale e mezzadrile della Toscana ­ scrive Falassi in "Cultura contadina in Toscana", ed. Bonechi, 1983 ­ il focolare era al centro della casa, esposto nella parete nord, ubicato nella grande cucina intorno alla quale si raccoglieva tutta la famiglia ed era Nella foto casa colonica nel centro di colonizzazione di Cinigiano - cucina economica dentro il focolare - ASRF Grancia 38 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 1992-2012, il centro studi storici "a. Gabrielli" festeggia il ventennale Nella foto la consegna dei Torselli al Comune di Massa Marittima Bel traguardo per il Centro Studi Storici "A. Gabrielli" di Massa Marittima che proprio quest'anno celebra il ventennale di fondazione con alle spalle un cospicuo bilancio di attività e pubblicazioni, che ne hanno fatto il punto di riferimento principale nel settore per l'Alta Maremma e il suo circondario. C orreva l'anno 1992 quando il Centro Studi Storici "A. Gabrielli" di Massa Marittima nacque, mutuando il suo nome dal primo storico cittadino vissuto nel XVII secolo; il Centro ha raccolto ed organizzato le competenze storiche di giovani scrittori di cose patrie e, come prevedeva il suo Statuto, indirizzando la ricerca alla valorizzazione dello studio della storia e dell'arte di Massa Marittima e del suo comprensorio. Dunque, in questo 2012 il sodalizio celebra il suo Ventennale di fondazione. E lo fa portandosi dietro un cospicuo bilancio di attività e pubblica- zioni, che ne hanno fatto il punto di riferimento principale nel settore per l'Alta Maremma e il suo circondario. In un ventennio di intenso lavoro ha prodotto 33 pubblicazioni di cui 16 "Memorie", 11 "Quaderni" e 6 "Cartigli" (od opuscoli) di notevole interesse scientifico per la comprensione della storia e dell'arte locali, aprendo strade finora trascurate dagli studiosi di cose storiche e sviluppando con nuove acquisizioni documentali altre già affrontate da precedenti autori. Tra le più importanti pubblicazioni edite nella Collana "Memorie" ricor- diamo la "Bibliografia Massetana" e la "Bibliografia di Renato Fucini" (unica a carattere scientifico esistente in Italia) di Gianpiero Caglianone, "Lo Statuto del Danno Dato della città e corte di Massa di Maremma" di Massimo Sozzi e Gianpiero Caglianone, la "Onomastica Maremmana" di Fabio Galgani, "La Preistoria del Territorio massetano" di Massimo Sozzi, "Fonderie e Ferriere della Maremma nei disegni dal vero di Dino Petri", "Il cavaliere puro e gentile della Democrazia, Ettore Socci" di Gianpiero Caglianone, "La storia del balestro del Girifalco" di Moeris Fiori, 40 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 la ristampa critica della "Istoria dell'antica Città di Massa distrutta. Cronaca massetana del XVII secolo" di Agapito Gabrielli a cura di Massimo Sozzi. Tra i volumi della Collana "Quaderni" ricordiamo invece "Il ruolo del Capitano A. Malfatti nell'ottocentesca questione di Vetulonia" di Massimo Sozzi e Italo Niccolini, "Massa Metallifera e la sua Scuola Mineraria" di Massimo Sozzi, "Garibaldi: Storia di un monumento" di Gianpiero Caglianone, "L'Arca di San Cerbone" di Marco Pierini, "Gli strumenti musicali nella Maestà di Ambrogio Lorenzetti a Massa Marittima" di Fabio Galgani, "Quindici secoli di fede in Maremma" con saggi di Sennuccio del Bene, Enrico Lombardi, Massimo Sozzi e un inedito di G. F. M. Martinelli trascritto da Moèris Fiori e Maurizio Neri. Tra i "Cartigli" infine ricordiamo gli importanti saggi di numismatica locale tra i quali "Il Grosso Massetano" e "La Monetazione della Repubblica Massana" a cura di Moèris Fiori e Massimo Sozzi, "La Zecca di Massa di Maremma" a cura di Massimo Sozzi, Moèris Fiori e Dino Petri, "L'Agontano di Massa di Maremma" di Massimo Sozzi. Nella sua ormai lunga e continua attività il Centro Studi ha organizzato, o ha partecipato tramite suoi soci, ai più importanti convegni svolti nelle città della provincia e dedicati alle principali tematiche storiche riguardanti in partico- lare l'area massetana e l'alta Maremma. La sua opera si svolge continuativamente anche attraverso la collaborazione con gli organismi istituzionali (Biblioteca Comunale "G. Badii" di Massa Marittima) supportando con la propria consulenza od organizzando in proprio incontri e manifestazioni a carattere storico (l'ultima dedicata alla celebrazione del "150° anniversario della proclamazione del regno d'Italia") e attraverso incontri per la presentazione di libri di storia locale e tesi di laurea, denominati "Appuntamenti con la storia" giunti quest'anno al 50° evento. In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia ha operato in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale di Grosseto e il Comune di Massa Marittima per una serie d'iniziative educative, realizzate tramite conferenze dei suoi membri, primo piano · 41 Nella foto la presentazione del volume di Fabio Galgani sugli strumenti medievali nella maestà di Ambrogio Lorenzetti dedicate agli studenti delle Scuole Medie Superiori di Massa Marittima e dell'intera provincia. Il ventennale di fondazione sarà celebrato attraverso una mostra delle pubblicazioni edite, dal 18 al 20 ottobre prossimo, nella prestigiosa Sala del Palazzo dell'Abbondanza a Massa Marittima e culminerà il giorno di domenica 21 ottobre, alle ore 16, con lo svolgimento di un Convegno al più alto livello, a cui parteciperanno docenti universitari di Firenze, Siena e Roma, dal titolo: "Temi e metodi di storiografia locale. Massa Marittima e la sua storia". Presidente emerito del Centro Studi è il dr. Moèris Fiori, che ha ricoperto la carica di presidente per quindici anni. Il Consiglio Direttivo per il biennio 2012-2013 è composto da: Presidente: Gianpiero Caglianone; Vicepresidente vicario: Massimo Sozzi; Vicepresidente aggiunto e organizzatore di eventi: Fabio Galgani; Segretaria: Manuela Radi; Tesoriere archivista: Mario Baldinacci; Addetti alle relazioni esterne: Franco Donati, Dino Petri e Sandro Poli; Collaboratore alla Tesoreria e Archivio: Romano Lenzi; Collaboratori alla ricerca: Giancarlo Gentili e Patrizia Scapin. Info: Centro Studi Storici "Agapito Gabrielli", Piazza Cavour 7 - 58024 Massa Marittima (Grosseto); indirizzo postale: Centro Studi Storici "Agapito Gabrielli", Via Corridoni 15 - 58024 Massa Marittima (Grosseto), e-mail agapitogabrielli@gmail.com un po' di storia l Centro Studi Storici "Agapito Gabrielli" si è costituito a Massa Marittima, l'antica Massa di Maremma, il 29 marzo 1992 per iniziativa di Italo Niccolini, che ne è stato anche fondatore insieme a Alfonso Badiali, Bruno Nello Beni, Gianpiero Caglianone, Moèris Fiori, Roberto Fivizzani,Vincenzo Gabrielli, Giorgio Galeotti, Giuliano Galeotti, Alessandro Giuliani, Salvatore Guarino, Renzo Guideri, Enzo Marchetti, Roberto Mariotti, Sergio Morandi,Walter Pepe, Dino Petri, Sergio Rabissi, Adua Rocchi, Lido Santini, Angelo Soldatini, Giovanni Soldini, Massimo Sozzi e Bruno Stagnitto. Il Centro, che ebbe subito ampi consensi e adesioni, nacque per dare ordine e organicità alla ricerca storica che sino ad allora si era sviluppata a livello individuale, nell'intento di coordinare l'impegno e le capacità di quanti hanno a cuore la storia, i costumi, I l'arte e le tradizioni di Massa, in piena e aperta collaborazione con tutte le Associazioni culturali cittadine e con l'Amministrazione Comunale. Il Centro, secondo lo Statuto, riveduto e approvato dall'assemblea generale dei soci nel febbraio 2010, si propone in particolare le seguenti finalità: raccogliere, schedare e catalogare documenti, pubblicazioni, cimeli attinenti alla storia massetana, costituenti la sua dotazione e/o provenienti da eventuali reperimenti; favorire lo svolgimento e svolgere studi e ricerche di carattere storico su Massa e sul suo territorio pubblicando saggi e studi di storia massetana; partecipare a/e organizzare lezioni, conferenze, esposizioni e convegni di studio sulle materie costituenti la sua attività istituzionale; favorire la partecipazione degli Associati a manifestazioni promosse da altri Enti o Associazioni aventi pari fini cul- turali; gestire la raccolta di contributi, sovvenzioni, elargizioni e lasciti che provengano dallo Stato, da Enti locali o da privati, destinandoli al più valido raggiungimento dei fini sociali. I settori di ricerca spaziano dalla Preistoria (Paleolitico, Mesolitico, Neolitico) alla Protostoria (Età del Rame, Età del Bronzo, Età del Ferro), fino all'Evo Antico, Medio Evo ed Evo Moderno. Ogni settore ha un proprio coordinatore. Discipline quali musicologia, etnologia, numismatica, onomastica ecc., che non si collocano esattamente in un periodo storico, hanno uno specifico coordinamento, che può avvalersi di collaborazioni e sinergie interdisciplinari. Ogni socio che intende sviluppare i temi di suo interesse nei vari settori di lavoro è libero di scegliere tra collaborare con altri soci o lavorare in maniera autonoma. 42 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Massimiliano Tozzi "Bravo... Bravo... Bravo, Geometra ricci!" è il titolo del racconto con cui lo scorso 26 maggio, a Firenze, lo scrittore grossetano Massimiliano Tozzi ha ricevuto il massimo riconoscimento nell'ambito del II Premio Letterario sulla Legalità promosso da ACLI Toscana, in collaborazione con una serie di associazioni, fra cui Libera, di Don Luigi Ciotti ue palazzi formavano una elle, un altro discosto sarebbe diventato presto una ti, e le strade di polvere si sarebbero fatte grigie d'asfalto, più linde a modo loro; e gli spazi ora occupati da cumuli di mattoni tritati e schifezze di cantiere sarebbero fioriti di alberi cespugli e prati irrorati dallo sputacchiare ottuso degli irrigatori. Famiglie, bambini e genitori frettolosi, auto parcheggiate e gatti sui balconi. D Un poveraccio sfracellato, caduto da chissà quale piano delle impalcature e atterrato con le braccia a croce sul monte della rena, il geometra Ricci non lo aveva mai visto; quella era la prima volta in vita sua. Non muoveva più le gambe, e chissà dove mai lo avrebbero portato i due ceffi, mai visti prima in quel cantiere, che dopo averlo adagiato su un sacco di nylon incrostato di polvere e fango cementato lo stavano caricando su un furgoncino bianco. Ricci li bloccò e chiamò l'ambulanza. Quando arrivarono i soccorsi, in cantiere erano rimasti il geometra e quattro operai compreso l'infortunato, gettato a terra come una bestia abbattuta dopo una giornata di caccia. La ditta fu denunciata e l'operaio non camminò più; fu dura farglielo capire dapprincipio, perché parlava praticamente solo in turco, e la lingua medica italia- 44 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 ravo, Due geom p a la z zi for to p r etra m Ricc es i! sfalto to una ti, avano un a elle, , più e le s lin un matto tr ni tri de a mod ade di po altro dis cespu lvere costo tati e o lor s o g Fami li e prati schifezze ; e gli spa i sarebbe sarebbe d ro g iv z i balco lie, bambi r rorati da di cantier i ora occu fatte grig entani e g l e n enito lo sputacc sarebber pati da cu ie d'aUn p i. ri fre o ttolo hiare ottu o fioriti muli di catur veraccio s si, au di alb e e at f to pa so degli terrat racellato, metra ir rig a eri rcheg ca o to giate sua. N Ricci non con le bra duto da c e gatt ri. hissà ccia a lo av i sui q e porta on muov eva p va mai vi croce sul uale piano to i d sto mo iù ue dopo d averl ceffi, ma le gambe ; quella er nte della elle impal incro o ada rena, , e ch a la p i vist s i i g i r ceme tato di p iato su u prima in ssà dove ima volta l geoq m n sac n i o co di uel cantie ai lo avre n vita c a r i c tato lo st lvere e re, ch bbero avano fang o nylon ando e na proprio non la voleva intendere. Lui era regolare: erano le impalcature, prive della barra di arresto al piede, a non esserlo. "Bravo... Bravo... Bravo, geometra Ricci!" disse il presidente del consiglio d'amministrazione, che lo aveva convocato nel suo ufficio. "Lei è stato prontissimo e forse ha salvato una vita. Noi costruiamo case, costruiamo sogni. Osserviamo le leggi e dobbiamo farle osservare, anche alle nostre ditte subappaltatrici. A proposito, da questi qui non ce l'aspettavamo proprio, che violassero delle norme di sicurezza così elementari. Ha fatto bene, Ricci". Proseguì: "Certo però, questi ce la stavano mettendo tutta per farci consegnare le case entro dicembre, poveretti, sono anni che subappaltiamo a loro e adesso si sentono quasi traditi, e lo sa che mi dispiace, in fondo? Con tutto il malaffare che c'è a giro, una volta che tocca un fatto brutto a una ditta perbene, va a finire che puniscono solo loro. Comunque ha fatto bene, geometra. E sa cosa le dico? Lei da lunedì non è più alla direzione lavori, lei starà in ufficio ad occuparsi degli appalti. Contento?" Al geometra Ricci non era mai passata sottomano un'offerta così ridicola: come avrebbe fatto a rifiutare il subappalto a una ditta che ribassava del sessanta percento? Pensò bene di chiedere loro altre garanzie; quando arrivarono i documenti capì perché gli proponevano un risparmio così marcato: era una ditta in sottonumero, troppo pochi per portare avanti un lavoro come quello che avrebbero ricevuto in consegna. Sicuramente avrebbero completato il personale con operai al nero, più economici. E il geometra Ricci escluse l'offerta perché l'anomalia era troppo grossa e non garantiva la corretta esecuzione dei lavori. "Bravo... Bravo... Bravo, geometra Ricci!" esclamò il presidente, mentre Ricci lo fissava dall'altra parte della scrivania. "Ma lo sa che bisogna stare attenti a tutto, Ricci? Si rende conto che se lei non se ne fosse accorto avremmo lavorato con un cantiere pieno di gente irregolare, magari clandestini? Lei è un uomo accorto. Oddio, qualcuno nel consiglio d'amministrazione ha mugugnato perché, perbacco, alla fine spenderemo di più; e questo potrebbe significare utili più magri per noi, o prezzi d'acquisto più cari per i clienti. Ma non si preoccupi, queste decisioni non spettano a lei. Ad ogni modo, alla legge non si deroga, no? Bravo Ricci, sa cosa le dico? C'è ravo... B primo piano · 45 stata una defezione all'ufficio acquisti, un funzionario importante ha mollato all'improvviso, e penso che lei saprà sostituirlo in tutto e per tutto. Non la prenda come una retrocessione, anzi: è un ruolo fondamentale, contiamo su di lei. Contento?" Il geometra Ricci si adattò al nuovo compito. Magari non era il ruolo apicale che gli era parso di dover ricoprire, ma si trattava pur sempre dell'ufficio acquisti di una grande impresa di costruzioni. Anche lì, la sua competenza dette subito buoni risultati. Gli capitò innanzi un'offerta di materiali della premiata Ditta Palmetti, il cui quantitativo avrebbe ingannato forse un ragioniere inesperto, ma non un geometra di mestiere come lui. Che si trattasse di quantità incongrua o di prezzo gonfiato, con quella cifra si sarebbe potuto costruire un quartiere intero, altro che un complesso di villette a schiera. Ricci fece il suo senza cincischiare: distrattamente, il capoufficio firmò la richiesta di certificato antimafia che il buon geometra gli aveva sottoposto, e dopo un paio di mesi la prefettura scrisse dicendo che quella ditta fornitrice proprio pulita non era. L'impresa per cui Ricci lavorava dovette allora optare per un altro fornitore. "Bravo... Bravo... Bravo, geometra Ricci!" gli disse lo stesso presidente del consiglio d'amministrazione. "Il suo acume, geometra, è pari soltanto alla sua perizia. Certo però" riprese, "quando le capitano delle cose così... anomale, non si metta a fare il Serpico! In quei casi, informi noi. Oltretutto, lo sa che il suo povero capoufficio si è dovuto sorbire le proteste, oltre che del Cavalier Palmetti, anche di mezzo consiglio d'amministrazione? Suvvia, quanto zelo... e non siam mica poliziotti! Fra l'altro, non capisco come un fornitore storico come il Palmetti sia incappato in un simile pasticcio; ci deve essere stato qualche disguido informatico nei cervelloni elettronici dei tribunali. Ricordi ciò che le ho detto, altrimenti, senza nulla togliere al giusto riconoscimento per la qualità delle sue prestazioni, io non potrò più coprirla. La prossima alzata d'ingegno dovrà giustificarla davanti a tutto il consiglio. Capito?" Non ci furono altre occasioni tali da mettere alla prova capacità e moralità del geometra Ricci: una mattina di luglio, però, il presidente del consiglio d'amministrazione mandò la segretaria a chiamarlo. "Mortificato, geometra Ricci. Ecco come mi sento: mortificato nell'anima. Lei è stato un mattone irrinunciabile per questa gloriosa azienda, un esempio di abnegazione ed esperienza, aggiungo, visto che in questi anni ha avuto modo di lavorare in quasi tutti i reparti. Ma ora il mondo è cambiato, Ricci mio. La crisi ci sta divorando e non ci possiamo più permettere i lussi in cui noi tutti ci siamo illusi di poter vivere; l'azienda naviga in cattive acque, sa? È con profondo dispiacere che le comunico che lei, a partire dal primo settembre, farà parte di quel purtroppo nutrito insieme di lavoratori che dovranno cercarsi un'occupazione fuori da questa azienda. Vedremo di aggiustarci come potremo per la cassa integrazione, ma creda, è un dolore tale per me che..." "Mah" fece mesto Ricci, "che il giro d'affari fosse calato me n'ero accorto anch'io." E, prima che il presidente aggiungesse altro, Ricci proseguì: "Comunque non si preoccupi per me, il mestiere di muratore non me lo sono dimenticato. Qualcosa da fare lo troverò." "Ah!" esclamò sollevato il presidente. "Bene, in tal caso permetta che le stringa la mano e... se avessimo bisogno, in futuro..." "Sicuramente non avrete bisogno" furono le ultime parole del geometra, prima di richiudersi la porta alle spalle. "Ma che bravo... bravo.... bravo, il geometra Ricci!" mormorò pensoso il presidente del consiglio d'amministrazione. Massimiliano Tozzi 46 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Grosseto calcio, centenario col brivido... ma la storia continua 48 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 di stefano faBBroni e fa cento ma è sempre una società giovane e solida. È l'Us Grosseto, che quest'anno ha festeggiato il secolo di vita ­ venne fondata il 13 maggio 1912 ­ e lo ha fatto con numerose iniziative alle quali i tifosi biancorossi hanno partecipato in massa, sventolando bandiere, stendardi e sciarpe ed intonando cori come simbolo di una fede senza fine, in un clima sicuramente non del tutto sereno. Ed è proprio da qui che vogliamo partire. Il Grosseto ed il suo presidente Piero Camilli sono usciti indenni dal coinvolgimento nel calcio-scommesse, a testimonianza della grande pulizia e sportività che regnano nella società unionista. Non sono bastate le accuse (peraltro senza prove convincenti) portate in aula di tribunale da ex giocatori ed ex dirigenti a condannare la società alla retrocessione. Dopo la sentenza di primo grado, infatti, che condannava la società alla LegaPro, è giunta l'assoluzione dalla Corte di Appello Federale. E, così, il campionato dell'U.S. Grosseto 2012/2013, appena iniziato, sarà per il sesto anno consecutivo in serie B. STORIA Cronaca extra-sportiva a parte, c'è tutta una storia da raccontare. A partire dal 13 maggio 1912, quando si formò la prima società, l'Unione ginnico sportiva (Ugs) ­ con colori sociali bianconeri, ereditati da un'altra associazione sportiva, l'Audace ­ con il seguente organigramma: Giuseppe Nenci (presidente effettivo), Egidio Bruchi (presidente onorario), Emanuele Passerini (cassiere), Angelico Carboni (economo), Eliseo Lisi (segretario), Alfredo Chiavaccini, Gualtiero Ugazzi, Augusto Vivarelli (consiglieri), Amato Bolognini, Virgilio Matteini, Nello Tognetti (revisori effettivi). N Il primo campionato provinciale venne disputato nel giugno 1913 e fu vinto dall'Ugs nella finale per 4-0 contro l'Orbetello disputata sul campo sociale allora situato vicino alla stazione ferroviaria. Dopo la prima guerra mondiale, seguirono l'affiliazione alla Federcalcio ed il primo torneo ufficiale, giocato nella Promozione Toscana, diviso in due fasi: nella prima, l'Ugs si classificò seconda dietro l'Orbetello e nella seconda giunse terza, dietro a Siena e Massa. Dopo alcuni problemi finanziari e la sospensione dei tornei per la prima guerra, la società ripartì dalla IV Divisione Toscana nel campionato 1925/26 (Guido Galigani ne fu il primo capitano). Nel 1927 avvenne la fusione tra Ugs e Club Sport Sportivo ­ fondato l'anno precedente ­ per creare la società Grosseto (con colore della maglia bianco-rosso), presieduta sempre da Giuseppe Nenci e guidata sul campo dal tecnico Guglielmo Tornabuoni. Nel 1936/37 si registrò "l'esordio" nel torneo di serie C al campo Amiata (nuovo stadio), giungendo sesta (nella rosa vi militarono, fra gli altri, Zambianchi, Arnaldi, Lottini, Bontadi e Calcagno). Una curiosità: il Grosseto affrontò in amichevole la nazionale italiana, il 10 marzo 1949, perdendo 3-0, un mese e mezzo prima della tragedia di Superga. Con alterne fortune, il sodalizio grossetano rimase in categoria fino al 1950/51, stagione in cui retrocesse in Promozione. Carlo Pucci (oggi vice-presidente provinciale del Coni) rappresentò l'icona del Grosseto di quegli anni assieme ad Alberto Fommei ed è attualmente secondo nella "classifica" dei giocatori con maggior numero di presenze in biancorosso (259 in undici anni dal 1949 al 1960) dietro solo al compianto Zecchini. primo piano · 49 Nella foto la curva nord in occasione della semifinale playoff contro il Livorno nel giugno 2009 Il ritorno in C avvenne nel campionato 1961/62, dove il Grosseto restò fino al 1964/65 (anno della nuova discesa in D). In quegli anni si registrò la costruzione dello stadio Comunale Olimpico (1960, inaugurato proprio in occasione delle Olimpiadi di Roma, con la disputa di tre partite dei giochi e con la Nazionale Italiana Olimpica a far da battesimo) e due acquisti che presto si sarebbero rivelati fondamentali per l'Us Grosseto. Il primo fu Carlo Zecchini. Il centravanti ­ a cui è stato intitolato lo stadio dal 2003, anno della sua scomparsa ­ fu autore di 107 reti in 273 presenze in undici stagioni (1960/61-1970/71) in biancorosso (in quegli anni, la maglia divenne rossa con fascia trasversale bianca). L'altro fu Nilo Palazzoli, centrocampista, 256 presenze e 48 reti col Grosseto di cui, nei primi anni ottanta, fu stimato allenatore. Da ricordare anche Renzo Lenzi, "portierone" dal 1966/67 al 1971/72 e primo detentore di un record di imbattibilità in biancorosso (786 minuti, superato molti anni dopo da Francesco Rossi) in maglia unionista. Nel 1970/71 una storica e pirotecnica amichevole vide di fronte Grosseto e Juventus, conclusasi 3-3. Due stagioni dopo avvenne la risalita tra i professionisti, al termine di un campionato vinto ai "danni" del Siena, arrivato secondo (celebri l'1-1 al "Rastrello", con rete di Ciacci per i maremmani ed il "funerale" ai bianconeri nel 1973). E da qui iniziò un periodo di soddisfazioni per la società unionista. Quello a cavallo tra gli anni `70 e `80 fu anche il decennio delle "nuove leve", con un vivaio biancorosso in grado di sfornare giovani promettenti che, in buona parte, si sarebbero affermati altrove negli anni successivi: su tutti, Enrico Marini, Piero Brezzi (che militarono in serie B a, rispettivamente, Rimini e Campobasso), Claudio Borghi (ex Catanzaro), Guido Bistazzoni, Giacomo Russo e Marco Branca (serie A con Udinese, Sampdoria, Fiorentina ed Inter, di cui ora è dirigente). Gli anni di militanza in C terminarono con piazzamenti dignitosi per la squadra biancorossa ­ imbattibilità nelle gare interne nella stagione 1976/77 ­ ma il Grosseto retrocesse in C2 dalla C1, proprio nell'anno della divisione della serie C (1977/78). Alvaro Amarugi, altro storico presidente unionista, rilevò la società in gravi difficoltà economiche nel 1978 ma nelle stagioni successive l'Us rimase comunque in C fino al 1982/83. Da allora, per venti anni, il Grosseto calcio "navigò" fra i dilettanti ­ fra interregionale, promozione ed eccellenza ­ fino al "miraggio" del ritorno in C del 1994/95. Dopo aver trionfato nel Campionato Nazionale Dilettanti, infatti, con mister Bresciani ed il presidente Ennio Anzidei, quest'ultimo per volontà ­ ed anche per i "richiami" ricevuti da altre società economicamente più allettanti ­ non presentò né la fideiussione per l'iscrizione al campionato di C, né quella per i Dilettanti. Tutta la città si smobilitò per venire incontro alla società. L'allora sindaco Loriano Valentini, banche locali, imprenditori e sportivi formarono un'associazione ­ Pro Grosseto calcio ­ ma tutto fu vano, perchè Anzidei lasciò la proprietà e rinunciò all'iscrizione anche nei Dilettanti, ottenendo quella per l'Eccellenza regionale. Negli anni la società in forte declino venne acquisita da altri imprenditori ­ prima Franco Quartaroli Fava, quindi Luigi Franco Moretti ­ e dopo un'inevitabile retrocessione in Promozione, riuscì a tornare nei Dilettanti in due stagioni (da ricordare la promozione ottenuta dopo gli spareggi con San Quirico d`Orcia e Renato Curi Pescara nel 1998). Si giunge, così, all'era Camilli che il 23 giugno 2000 compra la maggioranza delle quote dell'Us Grosseto. Il "comandante" dà subito un'impronta incisiva a società e squadre ed i risultati non tardano ad arrivare: due anni di ottima serie D (terzo e secondo posto finale) e poi il ripescaggio fra i professionisti nel 2002. La stagione seguente si conclude con un brillante quarto posto ­ vittoria "storica" in casa contro la Fiorentina, allora Florentia Viola, per 2-0 ­ che garantiscono l'accesso e, purtroppo, la contestata eliminazione nella semifinale play-off contro il Rimini (due 0-0 che premiano la formazione romagnola, meglio piazzata in campionato) per tentare l'ascesa in C1. Serie che viene raggiunta un anno 50 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 più tardi, grazie ad un grande girone di ritorno concluso con il primo posto. Nel 2004/2005, in C1, arriva ­ con Vincenzo Esposito prima e Paolo Specchia poi in panchina ­ l'occasione di giocarsi gli spareggi-promozione per la serie B ma il Pavia, in semifinale, ha la meglio nei due confronti, 1-1 allo "Zecchini" e 0-2 in terra lombarda. Meglio (ma la promozione sfuma ancora, stavolta per un soffio) va nella stagione 2005/2006 quando, nonostante un "valzer" di allenatori ­ prima Massimiliano Allegri, poi Corra- do Benedetti, quindi Gianluca Gallorini e di nuovo l'attuale tecnico del Milan ­ il campionato termina con la finale playoff persa contro il Frosinone (0-0 in maremma, 0-1 in ciociaria) dopo due gare molto equilibrate. L'obiettivo viene tuttavia centrato, al terzo tentativo, nel 2006/2007 al termine di un campionato entusiasmante, "caratterizzato" ancora con un avvicendamento di allenatori, da Allegri ­ "sollevato" definitivamente dall'incarico dopo nove giornate con una sola vittoria ­ a Cuccu- reddu che, con 15 vittorie in 25 gare, conquista la promozione diretta vincendo il girone e la Supercoppa di Lega a spese del Ravenna (vincitore dell'altro girone, 1-1 in Emilia, 1-0 a Grosseto). Da lì inizia la "favola" dell'Us Grosseto in serie B, oggi al sesto campionato consecutivo, fatta di salvezze non facili, un accesso ai play-off per la A fallito di poco ed uno perso (contro il Livorno, 20 e 1-4) con molte recriminazioni nella stagione 2008/2009. Ma la storia continua... Le ceLeBrazioni l "clou" dei festeggiamenti ­ al via a maggio ­ è stato sicuramente la presentazione, al Teatro Moderno del libro celebrativo del centenario, "Cento passi nella storia", scritto a "dieci mani" da coloro che, da anni, seguono le sorti dell'Us Grosseto. Arturo Bernardini, Maurizio Caldarelli, Antonio Fiorini, Yuri Galgani e Carlo Vellutini hanno ricercato, selezionato e riscritto la storia della società unionista dal 1912 ad oggi. Ma, la festa è stata anche caratterizzata da musica, giochi di luci ed immagini delle "imprese" sul campo delle varie squadre biancorosse che si sono succedute, oltre alla passerella dei giocatori e del presidente sul palco di piazza Dante ­ con i tifosi presenti in massa ­ ed i gazebo permanenti allestiti per la vendita di gadget biancorossi. Un occhio di riguardo è stato dato anche ai bambini: su tutti, la visita di Sfor- I zini e compagni agli alunni della scuola primaria di via Rovetta. Infine, la presentazione dell'annullo filatelico appositamente creato per il centenario. Ma gli appuntamenti non sono finiti: a settembre è stato lanciato il concorso «Io sono nel pallone», dedicato ai bambini di tutte le scuole elementari, mentre ad ottobre verrà inaugurata l'esposizione «100 passi nella storia», con video e cimeli di 100 anni del Grosseto Calcio. La conclusione delle celebrazioni è prevista per maggio 2013, con una festa collettiva (ancora da decidere nei particolari) allo stadio Zecchini. Nell'occasione verranno esposte opere realizzate nell'ambito del concorso per le scuole. Il Centenario del Grosseto Calcio è realizzato con il patrocinio di Comune e Provincia di Grosseto. Nell'organizzazione degli eventi sono state coinvolte anche le associazioni del commercio e il Centro commerciale naturale promotori di una serie di iniziative specifiche. primo piano · 51 Nicoletta d'Ardia Caracciolo, la principessa di Maremma Minuta, elegante nel portamento e nel parlare, semplice, colta e riservata. È la Principessa Nicoletta d'Ardia Caracciolo, spesso chiamata anche con l'aggiunta di Vivarelli Colonna, una donna di Maremma, cui questo mese riserviamo il nostro consueto spazio dedicato alle figure femminili di questo angolo di Toscana di dianora tinti uando (ormai molti, troppi, anni fa) da Grosseto andai ad abitare a Magliano in Toscana fui subito incuriosita da quella che tutti chiamavano, e chiamano ancora, semplicemente La Principessa. Non avevo mai conosciuto una principessa vera in vita mia e, fintanto che non la incontrai, rimase per me come una figura da fiaba. Ricordo ancora perfettamente quando la vidi per la prima volta: minuta, elegante nel portamento e nel parlare, semplice, colta e riservata. Mi ispirò subito simpatia con quell'aria che sapeva di buono e con quell'atteggiamento che ricordava il mio e che, a chi non ci conosce bene, può sembrare leggermente svagato. Quando ci siamo incontrate, per questa intervista, è stato bello rispolverare con la mente quel momento e approfondire finalmente una conoscenza superficiale, fatta di incontri fortuiti e di condivisione di eventi soprattutto legati alla cultura e all'arte. Principessa mi aiuti, quando mi addentro in questioni di casati e nobiltà, faccio molta confusione... Dunque, anagraficamente lei è la Principessa Nicoletta d'Ardia Caracciolo, ma spesso viene chiamata anche con l'aggiunta di Vivarelli Colonna. Come mai? Mio padre Diego proveniva dalla Q famiglia sorrentina/napoletana dei d'Ardia Caracciolo, mentre mia madre Giulia era figlia di Francesco Vivarelli Colonna. (La famiglia Caracciolo, originaria di Napoli, è una delle più importanti famiglie nobiliari della storia d'Italia mentre i d'Ardia sono una famiglia originaria di Sorrento che ha ereditato per via femminile i titoli di principe di Cursi e duca di Grottaglie dalle famiglie Palomba, Caracciolo e Cicinelli, ndr). I Vivarelli Colonna, nobili di Pistoia, erano industriali, lavoravano il ferro dell'Isola d'Elba e avevano gli altiforni a Piombino, per questo all'inizio comprarono molte terre in Maremma, proprio per procurarsi il legname per gli altiforni. (I Vivarelli Colonna furono tra i primi avventurosi operatori economici che parteciparono come protagonisti al decollo industriale della Toscana nel periodo della Restaurazione Lorenese e dove tuttora posseggono tenute e vasti possedimenti, ndr) In zona quindi erano molto più conosciuti i Vivarelli Colonna che i d'Ardia Caracciolo, ecco perchè spesso le persone aggiungono anche quest'ultimo cognome. Come in tutte le famiglie importanti e nobili che si rispettino, anche nella sua c'è un alone di mistero che contorna la vita di una donna, parlo di una sua antenata, Margherita Marsili detta "la bella Marsilia" o "la Rossellana" per via della fluente chioma rosseggiante. Cosa c'entra con la sua famiglia e chi era questa fanciulla la cui esistenza è ancora sospesa tra leggenda e storia, ma comunque viva nell'immaginario di noi maremmani? Naturalmente non ci sono certezze, non si sa se questa storia sia vera oppure no ma, secondo me, vale la pena raccontarla. I Marsili erano nativi di Siena, dove abitavano, ma avevano anche una tenuta qui in Maremma, quella del Collecchio. Sembra infatti che Margherita si trovasse proprio nella torre del Collecchio quando i turchi, con a capo Kayhrel-Din detto il Barbarossa o anche Ariadeno dal popolino toscano, conosciuto e temuto su tutto il litorale per la sua audacia e ferocia, avanzando da Cala di Forno, trucidarono gli abitanti della torre e fecero lei prigioniera. A questo punto quella che potrebbe essere la storia ci abbandona per far posto forse alla leggenda, perché sembra che Barbarossa, facendo sicuramente un grosso sforzo, si privò della giovanissima e seducente ragazza dai capelli rossi e dalla carnagione chiara, per ingraziarsi e farne dono al sultano di Costantinopoli Solimano II il Magnifico che s'innamorò perdutamen- 52 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 te e la sposò dopo che lei ebbe avuto la meglio su tutte le concubine. Ebbero quattro figli e, da allora, i sultani turchi, per secoli e secoli, discesero tutti da una ragazza di Siena... Sta di fatto che i Marsili che erano del ramo primogenito, si estinsero con la morte di Giulia Marsili, madre di Francesco Vivarelli Colonna, mio nonno. La tenuta del Collecchio è ancora delle mie cugine, figlie di Enrico Vivarelli Colonna. Lei Principessa è nata a Pistoia, ha vissuto a Roma per molti anni, poi si è trasferita a Firenze dove si è laureata in Lettere Moderne specializzandosi in Storia dell'Arte Medievale e Moderna ed ora vive stabilmente in Maremma. Perché questa scelta di vivere in un paesino piccolo come Magliano in Toscana? Fin dall'infanzia ho vissuto gran parte del mio tempo in Toscana e specialmente in Maremma presso la mia famiglia materna che aveva qui quattro aziende agrarie: La Barca, Collecchio, Montiano e Magliano. Quindi questi erano luoghi che conoscevo bene e che frequentavo abitualmente, nonostante abitassi altrove. È stato però dopo la morte dei miei genitori, per seguire gli affari di famiglia insieme a mio fratello Ricciardo, che mi sono trasferita definitivamente qui. Cosa le manca della città? Sicuramente il mio lavoro di storica dell'arte e la mia collaborazione con la Sovrintendenza ai beni artistici e storici di Firenze. Vede, io amo molto l'arte e tutto quello che è legato all'arte e credo di aver ereditato questa passione da mio padre e dalla sua famiglia che conta anche artisti e pittori. Nella mia carriera, oltre alla didattica museale che consiste proprio nel sollecitare i bambini della scuola dell'obbligo all'apprezzare l'opera d'arte, ho fatto anche la guida turistica e molte conferenze e quando sono venuta in Maremma ad aiutare mio fratello Ricciardo che amministra la Tenuta di famiglia, ho lasciato i corsi di arte alla Gregoriana a Roma con un po' di nostalgia. Quindi sono sicuramente gli stimoli culturali che mi mancano di più anche se, con il tempo, ho imparato ad apprezzare la natura e tutto ciò che il vivere in campagna, e un po' decentrati, comporta. Pensi che dopo due o tre giorni che sono a Roma, sento il bisogno di ritornare a Magliano... Come l'hanno accolta gli abitanti del luogo? Beh... vede Dianora, io sono una persona semplice e riservata che conduce una vita piuttosto spartana. Sono credente e frequento regolarmente la chiesa. La gente mi porta rispetto ed io, francamente, ormai mi sento una del luogo. Nonostante le sue origini? Sì, ormai i tempi sono cambiati. E poi per me è tutto molto naturale, compreso il rapporto con gli abitanti del paese. Non ho bisogno di dimostrare nulla, né di ostentare: so chi sono e per me è assolutamente normale esserlo e, fra l'altro, non ci vedo niente di eccezionale. Ai tempi dei miei nonni e dei miei genitori il ruolo sociale era sicuramente più sentito ed essere nobili e possidenti aveva un altro valore. Ora si è tutto più livellato, ci sono stati nei decenni tanti cambiamenti, compresa la sparizione del "fattore", una volta figura fondamentale in ogni azienda che si rispettasse ed oggi quasi inesistente. Mio fratello Ricciardo ed io, infatti, abbiamo naturalmente molti collaboratori che ci aiutano nella conduzione dell'Azienda, ma nessun fattore. Ha ricordi particolari della sua infanzia? Ho tanti ricordi legati alla mia famiglia e soprattutto ai nonni, perché i miei genitori erano sempre molto impegnati nella conduzione dell'Azienda. Che tipo di genitori erano? Devo ammettere che erano ambedue piuttosto autoritari, probabilmente anche primo piano · 53 Nella foto la Principessa insieme ai suoi asini, autentica passione per la condizione sociale e l'epoca nella quale sono vissuti, ed hanno educato me e mio fratello nel profondo rispetto dei valori umani e religiosi che sicuramente hanno improntato tutta la nostra vita. Di questo gliene sono grata. Mia madre Giulia era l'unica femmina della sua famiglia: Antonio, Giovan Battista, Riccardo ed Enrico erano i fratelli. Fra l'altro, Antonio morì giovane per una malattia a seguito di un incidente e Giovan Battista trovò la morte durante la seconda guerra mondiale, nell'eroica battaglia di Pantelleria, abbattuto con il suo aereo. Poco fa, parlava dei suoi nonni... Ecco sì, dicevo appunto che ho tantissimi ricordi legati a loro. Per esempio i Natali alla Fattoria del Collecchio, le cacciate nei boschi che arrivavano fino al mare, il rialto (il momento del pasto a base di formaggi, salumi, schiacce e buon vino..., ndr) oppure le vacanze al mare agli Scogli Neri, vicino a Castiglioncello dove i miei nonni passavano la villeggiatura. Ho trascorso bei momenti anche a Villa Formicchiaia, vicino a Siena, dove i Vivarelli Colonna avevano una azienda agricola. Ricordo ancora con piacere la montagna pistoiese e Mandrumini (è il nome della villa, ndr), stare lì mi ha sempre dato una sensazione di assoluta libertà. Pensi che non c'era la strada e per arrivarci dovevamo farci un bel tragitto, i nonni a cavallo ed io a dorso d'asino... A proposito di asini, lei Principessa, ha per loro una passione un po' speciale. Ce ne vuole parlare? Certamente. E per i curiosi o appassionati consiglio di dare un'occhiata a questo sito www.asinidellaprincipessa.it Com'è nato l'amore per questi animali? Come vede anche da ciò che le ho raccontato, gli asini hanno sempre fatto parte della mia vita e, fin dall'infanzia, ho avuto una predisposizione per questi intelligentissimi animali. Pensi che un asino sa riconoscere le persone e fa loro festa ragliando, è di compagnia e le garantisco che allevarlo è di grande soddisfazione. Fra l'altro, è facile ed economico tenerlo, è sufficiente volergli bene, perché è molto sensibile. Ricordo ancora la mia prima asina, mi fu regalata dal Prof. Gianpaolo Cantore (emerito professore di Neurochirurgia di fama internazionale, ndr) come atto di gentilezza in conseguenza del fatto che io gli avevo regalato un Labrador. Ula, si chiamava, ed è stata la capostipite (la Principessa ha un vero e proprio allevamento che ha raggiunto anche i trenta capi; ora ne ha una quindicina, ndr). Ma c'è anche un altro motivo che mi ha spinto ad occuparmi degli asini: stavano rischiando l'e- stinzione. I micci amiatini erano praticamente decimati ed io ed altri allevatori li abbiamo salvati. Da molti anni faccio parte del'A.M.A. Associazione Micci Amiatini il cui Presidente è Paolo Falchi. È vero che gli asini sono molti utili anche nelle terapie di riabilitazione? Certo. Un altro importante impiego per l'asino, ed in particolare per l'Asino dell'Amiata è l'Onoterapia (`Onos' asino nella terminologia greca), altrimenti conosciuta più genericamente come Pettherapy (terapia con gli animali). La terapia con gli animali, sia con il cavallo (ippoterapia) che con l'asino, si occupa del recupero e della riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di handicap sia a livello fisico che psichico. Questi animali sono anche molto adatti a stabilire contatti con bambini e il loro latte è l'ideale per i neonati che sono intolleranti al latte materno. Anche l'Università di Pisa ha fatto degli studi sulle caratteristiche di questo latte che sembrano proprio ottimali. So che ama anche scrivere e che ha pubblicato un saggio e un libro particolare... Sì è vero, anche la scrittura è una grande passione che continua ad essere sempre viva in me. Anni fa, ho scritto un Saggio dal titolo "Firenze e Lione due città vicine nel passato e nel presente" e nel 2001 un libro "Un inglese in Maremma", una storia in bilico tra sogno e realtà... Un po' come la sua vita? (Sorride e prende un po' di tempo, prima di rispondere, ndr) Tutto sommato, pensandoci bene, credo di sì! 54 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Foto Ilario Uvelli "in riva al mare", da roma a Bolgheri... traversando la maremma toscana è ambientato tra Roma, la Maremma e la Costa degli Etruschi, il libro "In riva al mare". Il diario del cuore dello scrittore Rodolfo Baldassarri, in cui la Toscana, in particolare la Maremma e Bolgheri, fa da cornice suggellando nell'incancellabile ricordo, l'eternità. "Un omaggio alla Vita, all'Amore, al Mare e alla Poesia" di antoneLLa VituLLo Un libro a metà tra una storia d'amore ed un romanzo di memorie". Così lo scrittore Rodolfo Baldassarri descrive il suo primo romanzo, "In riva al mare" pubblicato nel 2011 da Neftasia Editore e ristampato quest'anno da Apollo Edizioni. Ambientato tra Roma, la Maremma e la Costa degli Etruschi, il libro ­ nella sua versione in tedesco ­ verrà presentato venerdì 26 ottobre presso "La Tenuta San Guido" a Bolgheri, scenario di straordinaria bellezza in cui si svolge uno degli episodi centrali della narrazione. Nel cuore della Tenuta San Guido dei Marchesi Incisa della Rocchetta, vi è la cantina dove con arte, amore e sapienza invecchia il Sassicaia, uno dei vini più " pregiati e vanto dell'enologia italiana ed internazionale. Qui lo scrittore romano Rodolfo Baldassarri innamorato della Toscana ed in particolar modo della Maremma, presenterà in anteprima per gli amici Austriaci e Tedeschi, Maremmani e Bolgheresi e per tutti gli appassionati dell'arte e dei vini, il suo romanzo, che dopo aver riscosso molto successo in Italia, recentemente è stato tradotto anche in lingua tedesca. Nel racconto si susseguono in forma poetica e romantica scenari dei nostri territori dalla struggente ed indescrivibile bellezza, che l'Autore è riuscito a cogliere con sensibilità in tutte le sue molteplici sfumature, facendone il leit-motiv della sua narrazione. Terre che sembrano uscite da tele con incredibili pennellate di colore e che la poesia descrive in un coinvolgimento totale di emozioni: dalla Costa degli Etruschi, alla Maremma grossetana sino ad arrivare a Bolgheri ... "I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar". È qui che si sviluppa il nono capitolo del libro interamente dedicato a questo antico borgo con le sue piccole ma preziose enoteche ed il suo vino più famoso: il Sassiccaia, fiore all'occhiello della Tenuta dei Marchesi Incisa della Rocchetta. Proseguendo il "viaggio" del diario d'amore "In riva al Mare" dove il vero amore è come l'onda del mare che torna sempre indietro..., ci imbattiamo in altre località altrettanto suggestive e ricche di 56 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 storia: Scansano, le Terme di Saturnia, il Parco dell'Uccellina, Capalbio, Giuncarico, Scarlino e Grosseto. Luoghi rappresentativi della Maremma e del gusto per la vita all'insegna della Natura! La magia di questo romanzo, oltre alla romantica trama d'amore dei due giovani protagonisti Valerio e Barbara ed alla descrizione attenta, minuziosa e poetica dei luoghi, sta soprattutto nella capacità dello scrittore Rodolfo Baldassarri di essere riuscito a trasmetterci, attraverso le sue righe, l'Amore per le tradizioni, per l'arte, il rispetto per la natura e per il lavoro dell'uomo ancora legato ad essa! Un lavoro che proprio nel caso della Tenuta San Guido, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, riesce a far risuonare il canto puro, l'essenza di un territorio, di un profumo che trasportato dal maestrale unisce il suono melodioso del mare a quello della terra di Bolgheri e come per incanto fuoriuscendo da un'elegante bottiglia ad un trasparente bicchiere, si fa assaporare donando a chi lo beve un vino che sembra una poesia scritta con gli acini d'uva, con la passione per la terra e con l'amore per le tradizioni. Così chiudendo gli occhi e lasciandosi sedurre dai paesaggi e dalle scene descritte nel romanzo, può addirittura accadere di sentire il profumo del mare e di certi borghi medievali, quello della brezza mattutina che si mescola all'odore dei pini marittimi e della macchia mediterranea regalandoci suggestive ed immense emozioni! Rodolfo Baldassarri, prendendo spunto dalle sue personali esperienze è riuscito a ricreare nelle sue pagine e a rendere palpabile il nostro ricco patrimonio cul- turale e tradizionale e come sottolinea con un orgoglioso sorriso il Direttore della Tenuta San Guido, nonché Responsabile dell'Evento, Carlo Paoli, "siamo riusciti con il tempo a diventare in primis gli ambasciatori della nostra terra, la Costa degli Etruschi, ma soprattutto dell'Italia sana, schietta ed onesta in generale, di cui essere fieri all'estero!". La versione tedesca del romanzo, appena pubblicata, "Am Ufer des Meeres" dello scrittore Rodolfo Baldassarri, avrà il merito di far vivere e sognare anche ai lettori d'oltre frontiera, i colori, i sapori, le note e la poesia di un territorio ancora tutto da scoprire e di cui lui sarà un fiero testimone. Dal libro-testamento "La terra è viva" di Mario Incisa della Rocchetta, Firenze 1984 "L'unico movente per tutte le mie idee sull'agricoltura è il rispetto illimitato per la Natura, in tutte le sue forme, in tutte le sue manifestazioni, in tutti i suoi misteri, in tutti i suoi miracoli che noi non dovremmo mai desistere dall'ammirare. primo piano · 57 ···· Il libro verrà presentato venerdì 26 ottobre presso "La tenuta san guido" a Bolgheri, scenario di straordinaria bellezza patria del sassicaia, in cui si svolge uno degli episodi centrali della narrazione Rispetto per i giorni che si succedono cronometricamente, da sempre, alle notti; per le stagioni che si susseguono inesorabilmente e che, col loro avvicendamento, regolano da secoli le nostre attività e i nostri svaghi, il nostro lavoro e le nostre ferie, le nostre coltivazioni, le nostre... devastazioni; tutte cose che noi, invasati come siamo dalle nostre scoperte, dimentichiamo, senza mai pensare che dobbiamo a quei fenomeni naturali (e del tutto gratuiti!) la nostra stessa esistenza e tutto ciò che ci attornia. Che un loro arresto per un minuto soltanto, una loro minima deviazione dall'ordine preposto, significherebbe la fine nostra e quella di tutti i fronzoli con i quali ci siamo adornati... Tutto ciò che l'uomo compie, ed ha compiuto nei secoli, è una derivazione, un'utilizzazione, un trar profitto dai fenomeni della Natura a lui preesistente e che sono essenziali e "conditio sine qua non" per la sua sopravvivenza. Li ha scoperti a poco a poco, e via via che li scopriva se n'è servito in cento modi; e non si può sapere quante altre cose ci siano ancora da scoprire e da spiegare. Ad esempio, anche i cicli stagionali delle piante coltivate, la maggiore o minore corruttibilità del legno di alberi abbattuti durante certe fasi della luna, i parti di animali domestici che non avvengono se "non fa la luna" ed infine il ritmo delle mestruazioni che coincide con quello lunare, dovrebbero venir singolarmente spiegati. Nessun parla mai di ritmo. Eppure tutto è ritmo in Natura, anche se si tratta di quei famosi imponderabili invisi agli uomini ligi a una cultura basata esclusivamente su rigorose sperimentazioni cartesiane. Ma intanto è un fatto che ritmo ne hanno i moti degli astri, ritmo ne hanno le stagioni, le fasi della luna, la crescita delle piante e le gravidanze caratteristiche di ogni specie. Si direbbe che il ritmo sia un elemento fondamentale del moto in tutto intero il Creato, di tutti i moti". La Trama Valerio, giovane studente universitario e Barbara una bellissima ragazza di Roma; un amore struggente e appassionato, una storia che attraversa luoghi e viaggi (da scenario anche la Maremma) e che trova il suo leit-motiv in riva al mare. Questo romanzo è un diario del cuore che parla della felicità ma anche del dolore, è un percorso che il protagonista compie anche all'interno della sua anima... L'Autore Rodolfo Baldassarri nasce a Nettuno il 16 Aprile 1966 e cresce in riva al mare a Tor San Lorenzo. Laureato in Scienze Politiche. Pubblicista e Giornalista affascinato sin da giovane dalla letteratura e poesia ha trasformato la sua passione in professione. Dopo aver pubblicato saggi e raccolte di poesie, nel 1990 vince il concorso di poesie dedicato a "Idro Montanelli" Città di Fucecchio e viene premiato al concorso internazionale "Val di Magra". Dal 2000 si è trasferito in Austria in una piccola cittadina del Tirolo: Kufstein. Dicono di lui: «Con "In riva al mare" Rodolfo Baldassari è stato definito il "Il Nicholas Sparks" italiano!». 58 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 O pate in fondo al DNA dell'anima alcune informazioni, dei ricordi che fanno parte delle nostre vite precedenti. In un'altra vita devo essere stato a lungo in questi luoghi o addirittura nato in Maremma! Ho scoperto la Maremma intorno ai 20 anni; il mio primo abbraccio con questa terra ­ che io amo definire il bacio tra il cielo e il mare e tutt'intorno i colori dell'infinito ­, è stato con le acque furiose sulfuree e spumeggianti di Saturnia! Da quel primo bagno nel lontano 1986 sono sempre tornato in questi luoghi così come l'amante fedele e appassionato torna a stringere in un abbraccio la sua amata. A volte per impegni di lavoro o per strani giri del destino, mi sono assentato dalla Maremma anche per lunghi periodi. Ma ovunque mi trovassi sapevo che prima o poi sarei ritornato a passeggiare sulle spiagge bellissime, avrei rivisto le colline digradanti ricoperte dagli ulivi, avrei apprezzato e sentito sulla mia pelle il calore dell'acqua di Saturnia, avrei rivisto i tufi di Pitigliano, l'oro dei campi di grano e quello dei campi di girasole. Insomma questa terra ha degli accenti e delle assonanze che riescono sempre e poi ancora a scompaginare il mio animo così come fa il vento sulla superficie placida di un tranquillo lago. Quindi possiamo dire che la Maremma è la tua terra ideale? La Maremma è una terra magica di tutti i 4 elementi: aria, acqua, terra e fuoco ed a mio avviso ne dispone in abbondanza! Tra questi rilievi, tra queste città intagliate con la pietra dura delle colline metallifere mi sento arrivato, sicuro, in armonia. Ogni volta è come tornare a casa! Da oltre dieci anni per motivi di lavoro ed anche per una scelta di vita, mi sono trasferito tra i monti del Tirolo. Un paesaggio completamente diverso. Ma ogni volta che chiudo gli occhi è come se dinanzi a me rivedessi il profilo di un volto amato, la Maremma, appunto... Complimenti Rodolfo, poiché attraverso la scrittura e il tuo bellissimo romanzo "In riva al mare" sei riuscito a far emergere l'essenza più segreta di questa terra eccezionale, fatta di tradizioni, di riti antichi ma ancora vivi, dove la vita è ancora legata al territorio e alla Natura ed al piacere per le cose buone e genuine Grazie Antonella per aver colto ciò che oltre le righe del mio romanzo desideravo che il lettore scrutasse, respirando dal racconto delle pagine la "brezza" che ho cercato di far fuoriuscire dalle onde del mio mare. Per concludere, il 26 ottobre avrai la soddisfazione di presentare il tuo libro a Bolgheri, nella Tenuta San Guido. Cosa provi? Una gioia indescrivibile. Da amante dei vini e del buon vivere avere l'onore di entrare nel tempio di uno dei produttori più apprezzati in Italia e all'estero è per me un grande onore. Credo che quel giorno dovrai darmi un pizzicotto per farmi capire che non si tratti di un sogno. Sono convinto che il romanzo sarà ben accolto in Germania ed in Austria. In questo modo potrò far conoscere all'estero la parte buona del nostro bel paese, sarò una specie di testimone dell'eccellenza e della passione italiana. Ti faccio i più sinceri auguri per i successi che meriti e che sicuramente avrai e per aver saputo raccontare che la vita è racchiusa in un tempo infinitamente breve... In riva al mare c'è infatti la vita che scorre... (A.V.) primo piano · 59 il trio delle rose conquista dilettando 2012 Nella foto i protagonisti della finale di Dilettando 2012 andata in scena il 15 settembre scorso in piazza della Provvidenza a Capalbio Dopo otto puntate, compresa la semifinale di Grosseto, Dilettando la popolare trasmissione di Carlo Sestini, con la finalissima di Capalbio, ha emesso il suo verdetto finale sancendo la vittoria di uno straordinario trio formato da Jacopo Bicocchi, Giulio Marconi e Riccardo Fuligni, giovani ginnasti della Asd Artistica Grosseto. Ottimo comunque il livello di tutte le esibizioni l Trio delle Rose conquista a Capalbio la finalissima di Dilettando 2012. Secondo posto per i "Tres Sabores de la Vida che hanno preceduto la ballerina di modern, Simona Ciraldo. Dunque la nona edizione della popolare trasmissione di Carlo Sestini è stata letteralmente dominata da Jacopo Bicocchi, Giulio Marconi e Riccardo Fuligni, giovani ginnasti della Asd Artistica Grosseto, che dopo aver stravinto I la puntata agostana a Castiglione della Pescaia per il bagno Bruna si sono ripetuti nella finale di Capalbio, ricevendo una vera e propria messe di voti, 164 sui 170 disponibili. Una serata voluta dall'Avis comunale di Capalbio e dalla amministrazione comunale, con la collaborazione della Banca di Saturnia Costa d'Argento, del Circolo la Torbiera e del Comitato delle contrade. A colpire la giuria e non solo, una spettacolare esibizione di gin- nastica artistica della disciplina chiamata "acropole flag man", che consiste nell'eseguire prese di forza su una pertica dove il corpo viene retto dalla sola forza delle braccia, compiendo evoluzioni per quella che può essere definita come una vera e propria sfida alla forza di gravità. Al Trio delle Rose dunque è stato consegnato il premio che intitolato alla memoria di Massimo Alocci, il trentaseienne pilota di elicotteri vittima men- 60 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Le vallette Giada Castelli Elisabetta Biagetti Il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri premia Simona Ciraldo Carlo Sestini e Paco Perillo Trio delle Rose tre stava lavorando di un incidente aereo il 25 giugno del 2011 quando cadde con il suo mezzo nel trevigiano, mentre irrorava i vigneti; un premio ricevuto dalle mani del sindaco Luigi Bellumori e da quelle del padre e di una delle due figlie di Alocci. Al secondo posto, a 146 punti, un altro trio, questa volta musicale, dei "Tres sabores de la vida", anch'esso vincitore della puntata castiglionese di luglio per i colori del bagno Skipper, specializzato in melodie di matrice latino ispanica. Riccardo Mori, Andrea Genangeli e Leonardo Biscioni, due chitarre e un jambe, hanno suonato infatti un mix di due brani, "Entres dos Aguas" di Paco De Lucia e la Lambada. Medaglia di bronzo per la giovanissima Simona Ciraldo, tredici anni follo- nichese, vincitrice della puntata di Scarlino, che si è cimentata in una coreografia di modern su "When I Dance". La serata, aperta dal gruppo sbandieratori del Comitato delle contrade di Capalbio, ha visto come ospite il cantautore maremmano, Erminio Sinni che ha interpretato alcune sue canzoni accompagnato al violino dal maestro Alessandro Golini. Al gruppo dei "Pesciolini Dance" del bagno Moderno di Marina di Grosseto, è stato assegnato il premio speciale intitolato a Marzia Dondoli, voluto da Femar Elettrica ed Euromeccanica. "Sono stato colpito dalla capacità di questi bambini e delle loro animatrici ­ ha commentato Fernando Fanelli ­ di mettere in scena una coreografia "Nel rispetto dell'Ambiente - La sfida" in cui si sono incontrati gli abitanti del mare e quelli del bosco e i cui costumi sono stati tutti realizzati con materiale riciclato". Soddisfatto per la serata il presidente di Avis Capalbio, Franco Romani. "Sapevamo che organizzare una finale non era semplice ­ ha detto ­ ma grazie al lavoro corale questo intendimento è diventato una splendida realtà. Un grazie all'amministrazione in tutte le sue articolazioni e alle associazioni che hanno dato un notevole aiuto come la Racchetta, la Croce Rossa, il Circolo la Torbiera e il Comitato delle contrade, oltre alla banca Credito Cooperativo di Saturnia e Costa d'Argento". Dal canto suo il sindaco, Luigi Bellumori ha voluto ringraziare i concorrenti e tutti gli amministratori che hanno primo piano · 61 Nella foto il Trio delle Rose, vincitore dell'edizione 2012 di Dilettando Foto servizio PH ALEX GRILLI 0564 NEWS composto la giuria, omaggiati con il libro di recente pubblicazione "Capalbio ­ Storia di un castello". "La scelta è stata difficilissima per il livello elevato delle esibizioni e tutti avrebbero meritato la vittoria per la bravura, la capacità innovativa e la fantasia con cui si sono presentati. Con Avis non siamo nuovi a queste serate ma la finalissima devo ammettere che ha davvero un fascino e un sapore diverso dalle altre, sapore che tutti hanno gustato appieno e apprezzato". Per la cronaca al quarto e al quinto posto sono arrivate le due cantanti gros- setane Francesca Giorgi e Daniela Samperi, mentre al sesto troviamo con il medesimo punteggio il gruppo massetano dei "Giu di corda" e la cantante piombinese Alessia Russo. Questi gli altri concorrenti che hanno dato vita alla finalissima: le cantanti Benedetta Taddei, Lisa Berretti, Francesca Mameli, Milena Schiano e Martina Casetta e i ballerini Chiara e Manuel, Andrea e Matteo, Erica e Andrea e i Rumbeando Baby Salsa, questi ultimi ripescati dalla semifinale insieme al cabarettista Marco Consorti. A coadiuvare Carlo Sestini il bravo e simpatico Paco Perillo, e le due vallette Elisabetta Biagetti e Giada Castelli. "Non credevo di ottenere questi risultati ­ ha ammesso Carlo Sestini ­ con le piazze sempre piene per applaudire i nostri dilettanti, e anche la risposta televisiva è stata altrettanto esaltante. Per tutti gli aficionados di Dilettando possono annunciare che sto seriamente pensando alla realizzazione, per il prossimo inverno, di una super finale di Dilettando, dove a rimettersi in gioco saranno tutti i primi tre classificati delle ultime cinque finali e stabilire così chi sarà il vincitore del quinquennio". Nella foto Daniela Serravalle (con la figlia Noemi), autentica anima del gruppo dei "Pesciolini Dance" del bagno Moderno di Marina di Grosseto che si è aggiudicato il premio speciale intitolato a Marzia Dondoli 62 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Il Tipico Maremmano, a Scansano un vero negozio a Km zero! Nel centro storico del caratteristico borgo medievale la brillante iniziativa di 18 aziende agricole che hanno riunito sotto le stesso tetto le loro produzioni di qualità. Un'idea unica in Italia, che presto sarà lanciata anche in altri paesi della provincia, all'insegna della genuinità, della qualità e soprattutto della sinergia di ElEonora ZannErini rmai da qualche anno nel mondo dell'agricoltura si parla della filiera corta e del km zero. Ma sappiamo davvero cosa significa? Con uno slogan potremmo dire: freschezza, stagionalità del prodotto, assenza di costi aggiuntivi e tipicità del territorio tutti in un colpo solo. In altre parole si offre al consumatore la possi- O bilità di acquistare un prodotto genuino, senza costi aggiuntivi legati alla distribuzione, al trasporto o alla conservazione, al giusto grado di maturazione e soprattutto direttamente dal produttore che, in tal modo "ci mette la sua faccia". Sicuramente il miglior marchio di qualità per un acquisto responsabile, intelligente e perché no anche diverten- te. Un bell'esempio di km zero in Maremma lo possiamo trovare a Scansano con il progetto del punto vendita "Il tipico maremmano". Ancora l'insegna non c'è ma a pochi mesi dall'apertura in tanti lo hanno scovato facendo quattro passi tra le vie del centro storico della patria del Morelli- 64 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 no. Dalla vetrina può sembrare un classico punto vendita di prodotti tipici che fanno della Maremma una perla per buongustai di tutto il mondo: scaffali con lucide bottiglie di vino, vasetti di miele e marmellate, salse di pomodori e sottolio, lattine di extravergine d'oliva, ma anche biscotti allo zafferano, erbe officinali, olii essenziali e un bel bancone con salumi e formaggi da leccarsi i baffi. In realtà se decidiamo di entrare e farci tentare da queste prelibatezze ci accorgiamo subito che un classico negozio proprio non è: abbiamo messo piede in un vero e proprio esperimento di Km zero collettivo! Un luogo in cui tante aziende agricole diverse presentano i loro prodotti e praticano gli stessi prezzi come se fossimo arrivati nel loro spaccio, con tanto di banco per gli assaggi e degustazioni, proprio come avviene quando ci si reca direttamente in fattoria. Ideatore del progetto è Stefano Ranaldi, ex ingegnere, da 15 anni alla guida dell'azienda agricola Le Sorgenti di Scansano, dove produce olio extravergine di oliva biologico e cosmetici bio. "L'idea è nata a maggio di quest'anno ­ dice Stefano ­ quando si è reso disponibile un fondo di mia proprietà proprio qui nel centro del paese; invece di farne un punto vendita soltanto dei miei prodotti ho pensato di proporre l'idea ad altri produttori per farne un negozio del vero km 0! L'idea è quella di portare le aziende agricole vicino al consumatore, tra di noi produttori ci conosciamo bene, partecipiamo insie- me ai mercatini della filiera corta, arriviamo da tutta la valle della Maremma, da Castellazzara al comune di Gavorrano. Ci siamo organizzati attribuendo ad ogni azienda uno scaffale proprio, dove esporre tutta la gamma completa dei prodotti, abbiamo stabilito un'unica regola fondamentale, quella di mantenere invariati i prezzi rispetto allo spaccio in fattoria. Ci tengo a dire che tutte le aziende sono qui con affitto gratuito: abbiamo soltanto un fondo cassa a cui tutti partecipiamo con una quota del 20% calcolata in proporzione alle vendite mensili. Questa autotassazione sul venduto ci serve a coprire le spese di bollette, materiale, pubblicità, e tutte quelle piccole spese che un negozio deve affrontare". Alla "casa della filiera corta" non ci primo piano · 65 sono commessi o dipendenti, tutti i produttori si alternano dietro al bancone con turni stabiliti, così quando il cliente entra ha la possibilità di trovare ogni giorno un produttore sempre diverso che gli spiegherà e parlerà del suo prodotto e degli altri con lo stesso amore e competenza, come fosse il proprio. Ampio spazio è dedicato al momento dei test e delle degustazioni dei prodotti. Infatti, proprio come avviene in azienda, tutto ciò che viene venduto prima dell'acquisto può essere assaggiato. Come vi gestite a livello fiscale? All'uscita, al momento di pagare al cliente viene rilasciata una ricevuta fiscale diversa per ogni prodotto acquistato, proprio come se ogni produttore fosse lì a vendere come a casa sua. Non è un caso se vicino al tavolo della cassa abbiamo una sedia...il conto può essere molto lungo visto che più di una volta i nostri clienti sono usciti con in borsa oltre 10 scontrini diversi. Da quando abbiamo aperto però nessuno si è mai lamentato per l'attesa anzi, si dichiarano felici di aspettare per un servizio così unico. Siete soddisfatti di questi primi mesi? Siamo così soddisfatti che abbiamo pensato di esportare l'iniziativa anche in altri paesi della provincia, perché oltre ad essere una grande comodità per chi acquista è una bella vetrina per i tanti produttori della nostra Maremma, che sono ormai eccellenze internazionali. Le aziende aderenti Ed ecco l'elenco delle aziende che aderiscono al progetto "Il tipico Maremmano": Az. Agricola I Botri (vino bio); Az. Agricola Marco Benvenuti (vino bio); Az. Agricola Poggio Aione (vino e olii aromatizzati bio); Az. Agricola Sorgente di Marcello Galanti (vino); Az. Agricola Ghiaccioforte Aquilaia (vino); Az. Agricola Le Sorgenti (olio bio, olive in salamoia, cosmetici derivati dall'olio); Az. Agricola Arcobaleno dei Sapori (confetture e sottolio); Az. Agricola Il Ramerino (erbe officinali, acque aromatiche, olii essenziali, tisane); Az. Agricola Lavanda di Maremma (lavanda, acqua di lavanda, saponi e shampoo alla lavanda, sali da bagno aromatizzati); Az. Agricola La Steccaia Alta (zafferano bio, miele e pappa reale, bacche di ginepro) Az. Agricola Pierini e Brugi (vino e marmellate bio); Az. Agricola Poggio del Castagno (nocciole e orzo coltivate con il metodo biodinamico); Fattoria La Madonna (salumi di cinta senese); Az. Agricola Pietra Serena (formaggi di pecora ed erborinati); Az. Agricola Il Giardino di Capalbio (formaggi di mucca); Az. Agricola Il Troscione (vini senza solfiti e prodotti dell'orto bio); Az. Agricola Murceti (formaggi di pecora), Az. Agr. Macchiapiana (carne fresca); Az. Agr. La Bartolina (farro e birra); Az. Il Panierino (farina di castagne). Il tipico Maremmano è aperto tutti i giorni da giugno a settembre e durante le festività; solo nei fine settimana invece nel periodo da ottobre a dicembre. Rimarrà chiuso nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Info: Il tipico Maremmano Via IV Novembre 1b, 58054 Scansano (GR), tel 348.2690529 ­ 347.9201113, info@oliolesorgenti.com, www.faceb o o k . c o m / I l Ti p i c o M a r e m m a n o , www.iltipicomaremmano.it 66 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 · Castiglione della Pescaia - CASTIGLIONEVENTI 2012 Cartellone degli eventi estivi promosso dal Comune di Castiglione della Pescaia. Programma: Laboratori Workshop Site Specific (fino al 4) · Grosseto - UNITRE Conferenza stampa di presentazione dei corsi e dei laboratori dell'Unitre ­ Università della Terza Età - Anno Accademico 2012-2013 - ore 16 Polo Commerciale Piazza De Maria · Castiglione della Pescaia - CASTIGLIONEVENTI 2012 Cartellone degli eventi estivi promosso dal Comune di Castiglione della Pescaia. Programma: Laboratori Workshop Site Specific (fino al 4) · Grosseto - Passeggiata narrativa Passeggiata narrativa con Fond. Bianciardi nell'ambito de La Città Visibile 2012 - Visioni Urbane presso il Cassero senese ore 17.30. Info: CEDAV tel 0564.488547 · Castiglione della Pescaia - CASTIGLIONEVENTI 2012 Cartellone degli eventi estivi promosso dal Comune di Castiglione della Pescaia. Programma: Laboratori Workshop Site Specific (fino al 4) · Grosseto - Corse al galoppo - Riunione Lunedì 1° ottobre L'agenda Giovedì 4 ottobre Autunnale 2012 Convegno di corse al galoppo in piano e ad ostacoli, presso l'Ippodromo del Casalone (Via Aurelia antica). Info: tel. 0564/24214 Martedì 2 ottobre MercoLedì 3 ottobre · Castiglione della Pescaia - CASTIGLIONEVENTI 2012 Cartellone degli eventi estivi promosso dal Comune di Castiglione della Pescaia. Programma: Laboratori Workshop Site Specific (fino al 4) · Capalbio - CAPALBIO CINEMA International Short Film Festival presso il Cinema Tirreno, Borgo Carige (fino al 7 ottobre) · Grosseto - Cinema e Lavoro Rassegna di pellicole cinematografiche dedicate al tema del lavoro, per approfondire la riflessione su uno dei temi dominanti del dibattito pubblico attuale organizzata dall'Istituto Gramsci di Grosseto insieme al Clorofilla Film Festival, alla CGIL di Grosseto al Cinema Stella e al festival Storie di Cinema presso la sala cinematografica di via Mameli a Grosseto. Programma: ore 21 `Il sangue verde` di Andrea Segre · Grosseto - Psicosintesi Riprendono gli incontri di meditazione presso il Centro di Psicosintesi in Strada Ginori n. 23. Si svolgono dalle h 16 alle h 19, hanno cadenza settimanale e sono condotti da Adriana Medei e Rosy Mazzaccherini · Grosseto - "Luci e ombre nelle relazioni" Psicosintesi del quotidiano. Incontro-dibattito a cura dell'Istituto di Psicosintesi - Centro di Grosseto presso la sede in via Ginori, 23. Incontri settimanali il giovedì dalle 19.30 alle 21.30 dal 4 ottobre al 31 gennaio 2013. Relatore: Stefano Pelli. Per tutti. Info: tel. 0564 22898, www.psicosintesi.it · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Visita guidata per le scuole sull'itinerario A5/A6 Faunistico Forestale: sulle tracce dei daini. Ingresso gratuito. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 venerdì 5 ottobre · Capalbio - CAPALBIO CINEMA International Short Film Festival presso il Cinema Tirreno, Borgo Carige (fino al 7 ottobre) · Castiglione della Pescaia - CASTIGLIONEVENTI 2012 Cartellone degli eventi estivi promosso dal Comune di Castiglione della Pescaia. Programma: presentazione lavori laboratori Workshop Site Specific, piazzale ex Maristella · Cinigiano - XLIII FESTA DELL'UVA Cantine aperte, stand, musica itinerante, domenica sfilata dei carri allegorici e corteo storico delle contrade Cassero, Molino e Pescina. Programma: ore 15,00 Palazzo Bruchi sala degustazione: XIV CONCORSO ENOLOGICO 68 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 DOC MONTECUCCO Commissione composta da Someliers dell'A.I.S. e Enologi; ore 19,00 CANTINE APERTE; ore 19,00 Via Colonna "Aperitivo in salita"; ore 20,30 "Il giro dell'aia" musica itinerante con gli "STRILLOZZI"; ore 20,00 in cantina "CENE A COLORI" a prenotazione (richiedere i menù anche per e-mail); ore 21,30 Piazza Marconi Nomadi and wine con i "CUSTOS"; ore 21,30 "Gara di briscola" presso terrazza Palazzo Bruchi gironi di 8 coppie (iscrizione 15,00 a coppia) premi prosciutti e prodotti tipici; ore 22,00 Botroncupo dalla Grecia Entexno laiko dimotiko and wine con OI FILOI TU STAVROY; ore 22,30 Botroncupo serata Latinehouse DNB and hard tecno con "DJ CURIO & ROB WERTEK" · Follonica - Corse al Trotto Convegno pomeridiano di corse al trotto all'Ippodromo dei Pini di Follonica. Info: tel. 0566/50706 · Grosseto - Uniti ce la faremo Manifestazione degli imprenditori del turismo, del commercio e dell'artigianato per sollecitare l'adozione di misure contro la crisi che sta gravemente compromettendo questi settori. La richiesta è l'adozione di misure di rilancio, a cominciare dalla riduzione della pressione fiscale e dalla semplificazione burocratica. Ritrovo in Piazza Dante alle ore 15.30, corteo e consegna al Prefetto di un manifesto di rivendicazioni. A seguire, incontro con Sindaci, Presidente della Provincia, Parlamentari, Assessori e Consiglieri Regionali presso il Teatro Moderno. · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Da Collecchio a Poggio alle Sugherine. Visita guidata sull'itinerario C2, itinerario che parte dal Centro Visite di Collecchio, passa da Torre Bassa fino alla zona panoramica di Poggio alle Sugherine. Ingresso gratuito. Ritrovo: Ore 9.30 da Loc. Collecchio. Durata: 4 ore. Difficoltà: Impegnativo. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 Sabato 6 ottobre · Capalbio - CAPALBIO CINEMA International Short Film Festival presso il Cinema Tirreno, Borgo Carige (fino al 7 ottobre) · Castiglione della Pescaia - CASTIGLIONEVENTI 2012 Cartellone degli eventi estivi promosso dal Comune di Castiglione della Pescaia. Programma: dibattito lavori laboratori Workshop Site Specific, piazzale ex Maristella · Castiglione della Pescaia - Visita guidata Visita guidata gratuita di Castiglione della Pescaia a cura della Cooperativa Le Orme con il patrocinio del Comune di Castiglione della Pescaia ­ ritrovo h 17.00 p.zza Garibaldi, fronte ufficio informazioni turistiche, Castiglione della Pescaia (poi si proseguirà con i propri mezzi per raggiungere il luogo di inizio dell'escursione). Info: Le Orme tel. 0564.416276, www.leorme.com · Castiglione della Pescaia - "Maremma Terra d'acque" Visita guidata turistica-escursionistica organizzata da Soc. Maremmagica (accompagnati da Guide Turistiche e/o Guide Ambientali - Associate AIGAE). Programma: Vetulonia (Area Archeologica e Museo Isidoro Falchi). Partenza: Piazza Garibaldi - ore 15.00 Castiglione della Pescaia. Tipo di itinerario: Turistico. Durata: 3h c.a · Cinigiano - XLIII FESTA DELL'UVA Cantine aperte, stand, musica itinerante, domenica sfilata dei carri allegorici e corteo storico delle contrade Cassero, Molino e Pescina. Programma: ore 9,30 Sala Consiliare: Tavola rotonda "OCM VINO: un primo bilancio dall'applicazione delle norme" interverrà il Dott. Luca Pollini - Presentazione ultimo numero ...fatti nostri, speciale festa dell'uva 2012 e la nuova Cartina Turistica - Premiazione XIV° Concorso Enologico D.O.C. MONTECUCCO; ore 12,30 Apertura Mostra Palazzo Bruchi sala Expo "Cartaphesta una realtà"; ore 13,00 Pranzo al Ristorante della festa; ore 17,00 Palazzo Bruchi "DEGUSTAZIONE GUIDATA" dei vini vincitori del concorso D.O.C. MONTECUCCO organizzata dall'Ass. Strada del Vino e dei sapori d'Amiata (gradita prenotazione); ore L'aGenda · 69 La "sedia elettrica" di Warhol è a castell'azzara L'assessore provinciale Tacconi: "Così celebriamo l'arte come elemento salvifico". E intanto si avvia verso la conclusione nelle tre sedi di Arcidosso, Castel del Piano e Castellazzara la mostra "Ordinary World" dedicata a Andy Warhol e Keith Haring Electric Chair", l'opera di grande impatto emotivo di Andy Warhol contro la pena di morte, è visibile nella Sala consiliare del Comune di Castell'Azzara. La sedia elettrica fa parte della mostra "Ordinary WorldAndy Warhol, Pietro Psaier and the Factory artworks - Keith Haring, Paolo Buggiani and the Subway drawings", che è ospitata all'interno della Villa Sforzesca, nelle immediate vicinanze del paese amiatino. Per problemi tecnico-logistici, è stato tuttavia impossibile collocare il lavoro del grande artista americano insieme alle altre opere e così Provincia di Grosseto e Comune di Castell'Azzara, di concerto, hanno optato per esporre l'Electric Chair nella sala del consiglio. "Potrebbe essere facile fare dell'ironia gratuita su questa scelta ­ commenta Cinzia Tacconi, assessore provinciale alla Cultura ­ specialmente in un periodo di grandi difficoltà come quello che stanno attraversando gli enti locali. Ecco, allora, che la scelta obbligata diventa una volontà di valorizzazione estrema. Il messaggio che vogliamo dare è, infatti, esattamente opposto: la cultura e, in particolare, l'arte può essere un elemento salvifico soprattutto per i Comuni e per quelle comunità geograficamente marginali, colpite dalla rarefazione demografica e dalla lontananza dai centri più vitali. Mostrare la sedia elettrica del più grande esponetene mondiale della pop art nella sala consiliare di Castell'Azzara vuol dire eliminare la periferia culturale e cele- " brare la vita". L'opera sarà visibile negli orari consueti di apertura al pubblico del Palazzo Comunale: tutte le mattine dal lunedì al venerdì e nei pomeriggi di martedì e giovedì, fino al prossimo 4 novembre. E sempre fino al 4 novembre potranno essere visitate le altre due mostre ("Keith Haring, Paolo Buggiani and the subway drawings") dell'ultima tranche del progetto espositivo individuato per il 2012 dalle Rete Museale, allestite a Casteldelpiano (Palazzo Nerucci) e Arcidosso (Castello Aldobrandesco). Questi gli orari: Casteldelpiano: da martedì a venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (chiuso il lunedì); Arcidosso: da martedì a venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (i giorni 20 e 27 ottobre aperto anche dalle 21.30 alle 23.30) (chiuso il lunedì); Castell'Azzara: da martedì a venerdì dalle 16.00 alle 19.30, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30 (chiuso il lunedì). La mostra, curata da Maurizio Vanni, è organizzata dalla Rete museale della Provincia di Grosseto con il finanziamento della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto, con il contributo della Banca Monte dei Paschi di Siena e con la collaborazione dei Comuni di Follonica, Monte Argentario, Orbetello, Castell'Azzara, Castedelpiano e Arcidosso. Info: www.museidimaremma.it 19,00 CANTINE APERTE con degustazioni gastronomiche; ore 19,00 Via Colonna "Aperitivo in discesa"; ore 19,00 Piazzale Cap Bruchi "Apertura mercatino artigianato artistico ed etnico; ore 20,30 Cena al Ristorante della festa (300 posti al coperto); ore 20,30 Cena allo Stand del Campino (300 posti al coperto); ore 20,30 Inizio concerti in ogni piazza; ore 20,30 Piazza del Mercato Rock and wine con i "NON PLUS ULTRA"; ore 21,30 Piazza Capitano Bruchi Soul and wine con i "MIB"; ore 21,30 Largo Fontenasso Melody and wine con "SILVANO"; ore 21,30 Piazza Botroncupo Pop and wine con i "SUBSTATION"; ore 23,30 Piazza Botroncupo Metal and wine con i "LEPPARDIZE"; ore 21,30 Piazza Marconi Blues and wine con la "ZUCCHERO COVER BAND"; ore 23,30 Piazza della Compagnia notte tecno con "ROB WERTEK" - Spettacolo itinerante: "BACCO SUI TRAMPOLI" giocoliere di strada, Spettacolo itinerante musicale con la "SCIACCHETRA''" · Grosseto - GROSSETO Vs. Sassuolo Ottava giornata del girone di andata del Campionato di Calcio Serie B, presso lo Stadio Comunale Olimpico "Carlo Zecchini" · Grosseto - Eventi al Museo 2012 Cartellone di iniziative a cura della Fondazione Grosseto Cultura, in collaborazione con il Comune di Grosseto, presso il Museo di Storia Naturale della Maremma - Strada Corsini 5 ex piazza della Palma. Programma: ore 17:30 Uomo e natura: Insetti che bontà! Tra risparmio energetico e sostenibilità ecologica. Roberto Fabbri, Museo di Storia Naturale di Ferrara. Info: tel. 0564.488749, www.museonaturalemaremma.it · Grosseto - "Notizie dall'Etruria" Ciclo di conferenze "Notizie dall'Etruria", organizzato dal Museo Archeologico e d'Arte della Maremma in collaborazione con il Corso di Laurea in Conservazione, Comunicazione e Gestione dei Beni Archeologici dell'Università di Siena, sede di Grosseto, presso il Museo Archeologico. Programma: dalle 17, il Dott. Fabio Torchio della Soprintendenza al Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Siena e Grosseto interverrà sul tema: "L'oratorio di S. Rocco a Seggiano sul Monte Amiata: affreschi e graffiti". · Orbetello - "Premio Anguilla d'Oro" Cerimonia di consegna del Premio Anguilla d'Oro a cura della Pro Loco Lagunare di Orbetello con il patrocinio della Banca di Credito Cooperativo di Saturnia e della Costa d'Argento presso la Fattoria La Parrina di Albinia. · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Visita guidata a cavallo sull'itinerario "Le Macchiozze": le aree umide e gli uccelli acquatici. Ritrovo: ore 9.30, loc. Spergolaia. Durata: 2 ore circa. Difficoltà: facile (adatto anche a cavalieri non esperti). Su prenotazione. Degustazione gratuita. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Da Collecchio al mare: un panorama mozzafiato Visita guidata sull'itinerario C1, itinerario che parte dal Centro Visite di Collecchio, passa da Torre Bassa arriva alla zona panoramica di Poggio alle Sugherine, fino al mare. Ingresso gratuito. Ritrovo: ore 9.30 da loc. Collecchio. Durata: 7 ore. Difficoltà: Molto impegnativo. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 70 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 doMenica 7 ottobre nica sfilata dei carri allegorici e corteo storico delle contrade Cassero, Molino e Pescina. Programma: ore 10,45 Ritrovo Piazzale Cap. Bruchi delle rappresentanze delle contrade; ore 11,30 Santa Messa Solenne con benedizione dell'uva e del trofeo offerto dall'Amm. Comunale; ore 12,30 Pranzo al Ristorante della festa; ore 12,30 Pranzo allo Stand del Campino; ore 14,00 CANTINE APERTE; ore 14,30 arrivo della Banda "LA TRAMONTANA" di San Giustino Valdarno Ar; ore 15,00 SFILATA CARRI ALLEGORICI, preceduti da oltre 100 comparse in costume medioevale dei rioni CASSERO, MOLINO e PESCINA (ingresso 4,00); ore 17,30 intrattenimento musicale con LA TRAMONTANA; ore 18,30 Estrazione biglietti LOTTERIA della festa dell'uva - Premiazione Concorso Nazionale di Poesia "IL GRAPPOLO D'ORO", Premiazione Concorso "IL CHICCO" il carro dei citti, Proclamazione CONTRADA VINCENTE; ore 19,00 Cena al Ristorante della festa ( 300 posti al coperto); ore 19,00 Cena al Campino (300 posti al coperto) · Cinigiano - Terra e Qualità Feste, Sagre, Spettacoli. Programma: Santa Rita Crossodromo dalle ore 10,00 "Italian cross country" manifestazione fuori strada crossenduro campionato italiano. Durante la giornata sarà sempre aperto il servizio di bar ristorante. Info: www.prolococinigiano.org, tel. 0564.994187 · Grosseto - "Mercatino dei Ragazzi" Tradizionale appuntamento a scopo benefico organizzato dal Comitato per la Vita in piazza Esperanto, dalla mattina alla sera. L'intero ricavato, come per tutte le edizioni passate, sarà devoluto per l'acquisto di attrezzature mediche. Info: 0564.470209. · Grosseto - Tiro con l'arco Gara interregionale di tiro con l'arco sia olimpico che compound alla distanza di 18 mt e 25 mt aperta a tutte le categorie in via Lago di Varano, presso la sede della compagnia maremmana arcieri con inizio ore 9 circa e termine alle 19 circa. Un'occasione per vedere dal vivo come si svolge una gara e come si tira con l'arco, visto che è uno sport praticabile a tutte le età. L'ingresso e libero a tutti · Massa Marittima - 50° appuntamento con la storia Presentazione del libro del massetano Andrea Frangioni "Salvemini e la grande guerra", che tratta l'evoluzione del pensiero di Salvemini e il suo percorso politico, presso la Porta del Parco degli Etruschi ore 16.30. Interverrà Gianpiero Caglianone, Presidente del Centro Studi "Agapito Gabrielli" · Parchi della Val di Cornia - Tuscany Walking Festival Alle ore 10.00, il Parco archeominerario di San Silvestro (Campiglia M.ma) propone ai suoi visitatori "Sulle vie degli antichi minatori e costruttori", un trekking lungo la via delle Ferruzze per scoprire le tracce dei minatori antichi e moderni. Durante il percorso, alla Rocca di San Silvestro, i partecipanti potranno sperimentare le tecniche di lavorazione della pietra e costruzione in un cantiere medievale. Prenotazione obbligatoria. Per informazioni sugli eventi e gli orari apertura dei parchi e musei: tel. 0565.226445, www.parchivaldicornia.it · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Visita guidata in bicicletta sull'itinerario "Alberese ­ spiaggia di Collelungo - pineta Granducale - Marina di Alberese" (itinerario guidato e su prenotazione). Ritrovo: ore 9.30 Centro Visite di Alberese. Durata: 4 ore circa.. Difficoltà: semplice. Per gruppi non superiori a 30 persone compresa la guida. Degustazione gratuita. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Albe- utto pronto a Cinigiano per la 43esima edizione della Festa dell'Uva, in programma quest'anno nei giorni 5, 6 e 7 ottobre. "L'evento, il più importante dell'anno ­ spiega Massimo Fabiani, presidente della Pro Loco e assessore al Turismo del Comune di Cinigiano ­, è riuscito a diventare motore delle molteplici attività paesane, da gennaio a dicembre, diventando da anni filo conduttore di iniziative di ogni genere, da quelle tradizionali a quelle ludiche culturali e, da non sottovalutare, anche per le attività economiche". Il programma prevede come di consueto il concorso dedicato alla Doc Montecucco che vedrà sul banco dell'attenta commissione, composta da Sommelier e da Enologi, la sfida su tutte le tipologie del disciplinare, fra tutte le aziende produttrici di vini Doc Montecucco. Le etichette che vinceranno le rispet- T cinigiano, al via la XLiii festa deLL'uva tive categorie andranno in degustazione gratuita sabato alle ore 17,00 presso la sala degustazioni di Palazzo Bruchi (gradita prenotazione). in serata apertura delle cantine con le classiche "Cene a colori" e le degustazioni di prodotti tipici e di un gran numero di vini della Doc locale. Per gli amanti della tradizione della Briscola ci sarà presso la "Casa per ferie" il torneo con in palio premi in natura. Il clou domenica 7, quando, dopo la benedizione della coppa nella chiesa patronale di San Michele Arcangelo e il sorteggio sull'ordine di sfilata per il palio del pomeriggio, è prevista (inizio intorno alle 15,00) la partenza dei tre carri allegorici ennesima sfida a suon di cartapesta, dei tre rioni: Cassero, Molino e Pescina. Sarà una giuria di esperti a sentenziare chi avrà il diritto di alzare la coppa della quarantaduesima edizione, alla fine non mancheranno sfottò e discussioni ma soprattutto sicuramente non mancheranno gli applausi degli intervenuti, che apprezzeranno, come ogni anno, il sopraffino lavoro dei carristi che per due mesi trovano quell'artista che è in sé. "Non rimane che aspettarvi alla nostra festa ­ conclude Fabiani ­ sperando che possiate apprezzare quanto da noi preparato e contribuire in qualsiasi modo affinché anche le feste popolari come queste possano continuare ad esistere". Info: Pro Loco Cinigiano 0564 994187 337 714 700 www.prolococinigiano.org L'aGenda · 71 venerdì 12 ottobre Martedì 9 ottobre MercoLedì 10 ottobre · Follonica - Corse al Trotto Convegno pomeridiano di corse al trotto all'Ippodromo dei Pini di Follonica. Info: tel. 0566/50706 · Follonica - La Città Visibile Inaugurazione mostra Città Visibile 2012 - Bar Impero di Follonica ore 19 · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Visita guidata per le scuole sull'itinerario A2, Le Torri: tra storia e leggenda. Ingresso gratuito. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 · Castiglione della Pescaia - CASTIGLIONEVENTI 2012 Cartellone degli eventi estivi promosso dal Comune di Castiglione della Pescaia. Programma: Rassegna Nazionale Canto Corale ­ Associazione Corale S. Cecilia ­ Chiesa S. Giovanni Battista, Castiglione della Pescaia · Castiglione della Pescaia - Visita guidata Visita guidata gratuita di Vetulonia e "Via dei Sepolcri" a cura della Cooperativa Le Orme con il patrocinio del Comune di Castiglione della Pescaia ­ ritrovo h 17.00 p.zza Vetluna, fronte Museo Archeologico "I. Falchi", Vetulonia (poi si proseguirà con i propri mezzi per raggiungere il luogo di inizio dell'escursione). Info: Le Orme tel. 0564.416276, www.leorme.com · Grosseto - Psicosintesi La formazione di base: esperienze in gruppo aperta a tutti con associazione ­ per iniziare a conoscere i momenti fondamentali del processo psicosintetico, sabato 13 ottobre dalle h 10 alle h 12 conduce Francesca Piselli, presso il Centro di Psicosintesi in strada Ginori n. 23. · Magliano in Toscana - Storia di una manoscritto Reading letterario sul testo Storia di un manoscritto di Dianora Tinti nell'ambito de La Città Lunedì 8 ottobre · Follonica - "Giovedì d'Autore" Rassegna di cinema di qualità, organizzata dal Comune di Follonica, in collaborazione con la Biblioteca della Ghisa di Follonica e con il Cinema Astra, presso il Cinema Astra. Programma: BELLA ADDORMENTATA di Marco Bellocchio - Festival di Venezia 2012. Con Isabelle Huppert, Maya Sansa, Tony Servillo, Michele Riondino, Gianmarco Tognazzi. Doppia proiezione ore 19 e ore 21,30. Ingresso: Euro 5 interi; Euro 4 ridotti. Info: Biblioteca Comunale tel. 0566/48125 - 59246 - Numero Verde 800405650; Cinema Astra (Via della Pace, 47), tel. 0566/53945 · Grosseto - UNITRE Inizio dei corsi di studio dell'Anno Accademico 2012-2013 dell'Unitre - Università della Terza Età - ore 16 Sede Unitre Grosseto, via Garibaldi 19 · Grosseto - Corse al galoppo - Riunione Autunnale 2012 Convegno di corse al galoppo in piano e ad ostacoli, presso l'Ippodromo del Casalone (Via Aurelia antica). Info: tel. 0564/24214 · Massa Marittima ­ Festa di San Cerbone Patrono A partire dalle ore 15,00, si svolgerà, in Piazza del Duomo prima e dopo in Cattedrale, la cerimonia del Censo e del Cero per onorare la ricorrenza di San Cerbone, patrono di Massa Marittima e della Diocesi di Massa e Piombino. Tale manifestazione consiste in un breve Corteo Storico, in una gara di tiro alla balestra fra Terzieri, in una esibizione degli Sbandieratori della Società dei Terzieri Massetani. Infine in Cattedrale, a partire dalle 17,30, si svolgerà una suggestiva cerimonia che rievoca la donazione del Censo al Vescovo Principe per la riconquista della libertà e la successiva donazione allo stesso di un Cero a simboleggiare l'attaccamento del Popolo Massetano, ormai libero, al proprio Santo e alla propria Chiesa. · Massa Marittima - La storia strappata Attività didattica per i bambini di prima elementare, in collaborazione con la scuola Biblioteca ore 9 Sabato 13 ottobre Giovedì 11 ottobre 72 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 L'aGenda · 73 La città visibile, inaugurata la quinta edizione Al via la quinta edizione della kermesse dedicata alle `nuove visioni urbane'. Manifesti, passeggiate narrative, sketchmobs, tavole rotonde sull'arte pubblica, esposizioni di fotografia e tanto altro a Grosseto e nei centri della provincia. partita il 15 settembre da Grosseto la quinta edizione de La città visibile, una manifestazione culturale che vuole raccontare il territorio maremmano, con i suoi centri urbani, in modo nuovo: attraverso mostre d'arte, di fotografia, di architettura, ma anche eventi multidisciplinari come passeggiate letterarie, conferenze, workshop, seminari, Grosseto e la Maremma si mettono in mostra e rendono visibile il loro passato, presente ed i progetti per il futuro. L'appuntamento, nato nel capoluogo maremmano nel 2008, si è progressivamente esteso a tutto il territorio provinciale, ed oggi è promosso da Cedav (Centro documentazione arti visive) della Fondazione Grosseto Cultura, dal Comune di Grosseto, dalla Provincia di Grosseto e dai Comuni di Castiglione della Pescaia, Follonica, Magliano in Toscana e Massa Marittima, e si svolge sotto il patrocinio della Regione Toscana. È La manifestazione, inserita nel più ampio progetto provinciale MIC (Maremma in contemporanea), è stato inaugurato il 15 settembre nella città di Grosseto e si chiuderà a novembre interessando diverse località della provincia come Follonica, Magliano in Toscana, Massa Marittima e Castiglione della Pescaia. Qui, nella giornata del 20 ottobre verrà inaugurata la Strada del Contemporaneo, che si propone di valorizzare e riqualificare un'area dismessa: la vecchia strada provinciale che da Macchiascandona conduce a Ponti di Badia. La strada abbandonata diventerà luogo di performance creative e un museo a cielo aperto dove saranno visibili e visitabili installazioni d'arte permanenti ed effimere. La prima opera che viene installata e, in occasione del finissage di Città Visibile, inaugurata nella Strada del Contemporaneo è La Balena di Rodolfo Laquaniti, scultura di recycle art lunga 20 metri e praticabile all'interno. "Appuntamento ormai radicato nel calendario delle iniziative culturali maremmane, la Città visibile ­ spiega il curatore Mauro Papa ­ non tradisce i suoi obiettivi di inclusività e partecipazione, cercando di stimolare nel territorio lo sviluppo di una rete di saperi attiva, condivisa e sinergica, consapevole che la cultura non deve essere solo alla portata di tutti ma deve fornire gli strumenti per rendere tutti protagonisti, e non semplici spettatori. La Città visibile è quindi un evento relazionale: non espone delle icone da venerare, ma vuole stimolare anche le categorie sociali più emarginate a partecipare per condividere, e non subire, il piacere dell'esperienza creativa e narrativa". Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. Info: http://cedav.comune.grosseto.it/ Visibile 2012 - Visioni Urbane presso il Centro Enoturistico ore 17. · Massa Marittima - "Gli interventi di restauro/recupero tra tutela e valorizzazione" Tavola rotonda a cura dell'Arch. Sabrina Martinozzi nell'ambito de La Città Visibile 2012 Visioni Urbane ­ Palazzo dell'Abbondanza, ore 15. · Monticello Amiata (Cinigiano) - XXXI FESTA DELLA CASTAGNA Cantine aperte, stand gastronomico, musica itinerante e mercatino dell'artigianato. · Parchi della Val di Cornia - Tuscany Walking Festival In collaborazione con l'Associazione Trekking Riotorto, è previsto con partenza alle ore 10 dai Musei della Rocca di Campiglia: "Alle pendici del Monte Calvi". Il percorso si snoda tra le strade di questo borgo collinare che conserva ancora evidente la sua impronta medievale, per poi seguire un sentiero sulle pendici dei rilievi di quest'area, tra vecchi poderi e boschi di querce. Una bella passeggiata con scorci molto panoramici e tracce di vecchie attività estrattive che mettono a nudo la varietà geologica del campigliese, illustrate durante il percorso dal Prof. Tavarnelli (Università di Siena). Prenotazione obbligatoria. Per informazioni sugli eventi e gli orari apertura dei parchi e musei: tel. 0565.226445, www.parchivaldicornia.it · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Visita guidata a cavallo sull'itinerario "San Rabano": tra bosco e misticismo. Ritrovo:ore 9.30 loc. Spergolaia. Durata: 4 ore circa. Difficoltà: difficile (adatto a cavalieri esperti). Su prenotazione. Degustazione gratuita. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Da Collecchio al mare:un panorama mozzafiato. Visita guidata sull'itinerario C1, itinerario che parte dal Centro Visite di Collecchio, passa da Torre Bassa, arriva alla zona panoramica di Poggio alle Sugherine, fino al mare. Ingresso gratuito. Ritrovo: ore 9.30 da loc. Collecchio. Durata: 7 ore. Difficoltà: Molto impegnativo. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 doMenica 14 ottobre · Castiglione della Pescaia - CASTIGLIONEVENTI 2012 Cartellone degli eventi estivi promosso dal Comune di Castiglione della Pescaia. Programma: Rassegna Nazionale Canto Corale ­ Associazione Corale S. Cecilia ­ Chiesa S. Giovanni Battista, Castiglione della Pescaia · Castiglione della Pescaia - Escursione guidata Escursione guidata gratuita all'Eremo di San Guglielmo a cura della Cooperativa Le Orme con il patrocinio del Comune di Castiglione della Pescaia ­ ritrovo h 09.00 p.zza Garibaldi, fronte ufficio informazioni turistiche, Castiglione della Pescaia (poi si proseguirà con i propri mezzi per raggiungere il luogo di inizio dell'escursione). Info: Le Orme tel. 0564.416276, www.leorme.com · Castiglione della Pescaia - "Eccellenze e Biodiversità per un Turismo Sostenibile Visita guidata in Mountain Bike organizzata da Soc. Maremmagica. Programma: Castiglione della Pescaia, Museo Casa Rossa Ximenes, 74 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 · Pitigliano - GIORNATA BANDIERE ARANCIONI Evento organizzato dal Touring Club Italiano in collaborazione con i comuni Bandiera Arancione tra i quali anche Pitigliano · Roccastrada - MO.MO.MA. (MOtion MOvement MAremma) - Incontri inaspettati di danza Rassegna di danza contemporanea, organizzata dalla Compagnia di danza Simona Bucci con il sostegno della Regione Toscana in collaborazione con il Comune di Roccastrada, presso il Teatro dei Concordi. Programma: ore 18.00 Nell'ambito del progetto DaTo/Danza in Toscana CAPPUCCETTO ROSSO - COMPAGNIA ERSILIA DANZA, ideazione, coreografia, regia e testi Laura Corradi. Info: Compagnia Simona Bucci, tel./fax +39 055 697823 - tel. +39 340 1369666, www.compagniasimonabucci.it E' STATO IL FIGLIO di Daniele Ciprì- Festival di Venezia 2012. Con Toni Servillo, Alfredo Castro, Aurora Quattrocchi. Doppia proiezione ore 19 e ore 21,30. Ingresso: Euro 5 interi; Euro 4 ridotti. Info: Biblioteca Comunale tel. 0566/48125 - 59246 - Numero Verde 800405650; Cinema Astra (Via della Pace, 47), tel. 0566/53945 · Grosseto - UNITRE Lezione-laboratorio della dott. Chiara Pica ore 17 Sede Unitre Grosseto, via Garibaldi 19 · Massa Marittima - Tutti a tavola! In occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione un'attività didattica aperta ai bambini di 9/10 anni ­ prenotazione obbligatoria Biblioteca ore 16.30 Martedì 16 ottobre Lunedì 15 ottobre · Abbadia San Salvatore (Si) - Festival internazionale di cortometraggi NONNIcorti Concorso aperto a tutti i film maker italiani ed europei sulla tematica dei "Nonni & Nipoti", promosso da Associazione OSA-ONLUS in collaborazione con Plant Publicity Holland e Fondazione Colonnetti (Torino), Comune di Abbadia San Salvatore, Amministrazione Provinciale di Siena e Rivista OKAY (fino al 20 ottobre). Info: tel. 0577 778248 - 328 4740282 3383120422 · Follonica - "Giovedì d'Autore" Rassegna di cinema di qualità, organizzata dal Comune di Follonica, in collaborazione con la Biblioteca della Ghisa di Follonica e con il Cinema Astra, presso il Cinema Astra. Programma: · Abbadia San Salvatore (Si) - Festival internazionale di cortometraggi NONNIcorti Concorso aperto a tutti i film maker italiani ed europei sulla tematica dei "Nonni & Nipoti", promosso da Associazione OSA-ONLUS in collaborazione con Plant Publicity Holland e Fondazione Colonnetti (Torino), Comune di Abbadia San Salvatore, Amministrazione Provinciale di Siena e Rivista OKAY (fino al 20 ottobre). Info: tel. 0577 778248 - 328 4740282 3383120422 MercoLedì 17 ottobre · Abbadia San Salvatore (Si) - Festival internazionale di cortometraggi NONNIcorti Concorso aperto a tutti i film maker italiani ed europei sulla tematica dei "Nonni & Nipoti", promosso da Associazione OSA-ONLUS in col- "notizie dall'etruria", ciclo di conferenze al museo archeologico stato inaugurato il 28 settembre il ciclo di conferenze "Notizie dall'Etruria", organizzato dal Museo Archeologico e d'Arte della Maremma in collaborazione con il Corso di Laurea in Conservazione, Comunicazione e Gestione dei Beni Archeologici dell'Università di Siena, sede di Grosseto. Gli appuntamenti, successivi a quello di apertura, si svolgeranno nei pomeriggi di sabato 6 e 20 ottobre e in quelli del 10 e del 24 novembre. Anche questo secondo ciclo raccoglie una serie di interventi unificati dal riferimento territoriale all'antico territorio etrusco. Lo scopo è principalmente quello di mettere in contatto il mondo dei ricercatori con il pubblico del Museo; vengono perciò presentate indagini molto recenti o in corso che interessano la storia, l'archeologia e la storia dell'arte. Nel primo incontro il Prof. Paolo Liverani dell'Università di Firenze ha parlato di "Roselle, il foro, le statue: vecchie ricerche e studi in corso". Si è trattato di un'occasione di particolare interesse: Paolo Liverani insieme con Maurizio Michelucci ha infatti in preparazione l'edizione È definitiva delle statue dell'Augusteo di Roselle, scavate negli anni `60 del secolo scorso da Clelia Laviosa e tuttora sostanzialmente inedite. Questi i prossimi appuntamenti Sabato 6 ottobre, dalle 17, il Dott. Fabio Torchio della Soprintendenza al Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Siena e Grosseto interverrà sul tema: "L'oratorio di S. Rocco a Seggiano sul Monte Amiata: affreschi e graffiti". Sabato 20 ottobre, dalle 17, Mariagrazia Celuzza, Direttrice del Museo Archeologico e d'Arte della Maremma di Grosseto parlerà de: "La malaria e l'Etruria antica". Sabato 10 novembre, dalle 17, con il Prof. Franco Cambi dell'Università di Siena che parla di: "Populonia. Città, territorio, bacini di approvvigionamento" Infine, sabato 24 novembre, sempre a partire dalle 17, il Prof. Stefano Campana dell'Università di Siena (sede di Grosseto) affronterà l'argomento: "La carta archeologica della Provincia di Grosseto: nuove tecnologie e risultati". L'aGenda · 75 venerdì 19 ottobre Giovedì 18 ottobre · Abbadia San Salvatore (Si) - Festival internazionale di cortometraggi NONNIcorti Concorso aperto a tutti i film maker italiani ed europei sulla tematica dei "Nonni & Nipoti", promosso da Associazione OSA-ONLUS in collaborazione con Plant Publicity Holland e Fondazione Colonnetti (Torino), Comune di Abbadia San Salvatore, Amministrazione Provinciale di Siena e Rivista OKAY (fino al 20 ottobre). Info: tel. 0577 778248 - 328 4740282 3383120422 · Follonica - Corse al Trotto Convegno pomeridiano di corse al trotto all'Ippodromo dei Pini di Follonica. Info: tel. 0566/50706 · Follonica - La Città Visibile Inaugurazione mostra foto (Città Visibile 2012) - Quartiere Latino di Follonica ore 19 · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Da Collecchio al mare: un panorama mozzafiato. Visita guidata sull'itinerario C1, itinerario che parte dal Centro Visite di Collecchio, passa da Torre Bassa, arriva alla zona panoramica di Poggio alle Sugherine, fino al mare. Ingresso gratuito. Ritrovo: ore 9.30 da loc. Collecchio. Durata: 7 ore. Difficoltà: Molto impegnativo. 76 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Torna a Grosseto domenica 7 ottobre il tradizionale Mercatino dei ragazzi fico organizzato dal Comitato per la Vita in piazza Esperanto, dalla mattina alla sera. L'intero ricavato, come per tutte le edizioni passate, sarà devoluto per l'acquisto di attrezzature mediche. Info: 0564.470209. 7 ottobre · Montalcino (Si) "L'angolo del collezionista" "Mercatino" del collezionismo per collezionisti e non...! organizzato da Siena '90 la prima domenica da aprile ad ottobre in Piazza del Popolo. Info: tel. 0577 281619 7 ottobre · Pienza (Si) Mercatino dei prodotti biologici e tradizionali del Parco della Val d'Orcia Mostra mercato in piazza Galletti promossa dal Comun di Pienza ogni prima domenica del mese dalle ore 9 alle 19. Info: tel. 0578.749905, www.comunedipienza.it 13-14 ottobre · Montepulciano (Si) Fiera mensile delle arti e dell'antiquariato Mercatino degli oggetti del passato promosso dalla Pro Loco che si svolge tutte le seconde domeniche e il pomeriggio del sabato precedente di ogni mese in Piazza Grande. Orario: dalla mattina alla sera. Info: tel. 0578/717484 14 ottobre · Massa Marittima "MASSA ANTIQUARIA" Non solo pulci: antiquariato, modernariato e vintage ­ Mercatino in programma ogni seconda domenica del mese in Piazza del Duomo, dalle ore 09.00 alle ore 19.00. Info: tel. 0566 902756 14 ottobre · Grosseto "Grosseto Shopping" Consueta apertura domenicale dei negozi del Centro storico, con mercato degli ambulanti (in piazza Esperanto) ed iniziative varie, a cura del Comune di Grosseto (Assessorato alle Attività Produttive), del Consorzio Centro Storico e dell'A.N.V.A. Info. Confesercenti tel. 0564/43881 14 ottobre · Abbadia San Salvatore (Si) Polvere e Tarli in Piazza Mercatino di prodotti agricoli tipici locali, artigianato, antiquariato e collezionismo in P .zza F.lli Cervi (ogni seconda domenica del mese da maggio a ottobre). Info: Pro Loco tel. 0577 778324; APT tel. 0577 775811 20-21 ottobre · Marina di Grosseto (Gr) "Maremma Antiquaria" Mercatino delle cose antiche e meno antiche, numismatica, collezionismo e tante curiosità in Via XXIV Maggio. L'appuntamento si svolge ogni terzo week-end del mese, tutto l'anno. Info: tel. 0564.43881 27-28 ottobre · Follonica Mercatino Mercatino di artigianato, antiquariato organizzato da Artingegno - Arti e Mestieri in Viale Italia. Orario 7/24. INFO: tel. 339 6234723 - 347 8709729 - sito internet www.artingegno.biz 27-28 ottobre · Sorano CercAntico Mercatino dell'antiquariato e modernariato promosso dal Comune, con la collaborazione della Pro Loco in piazza Busatti. Si tratta di un appuntamento che si ripete ogni ultimo fine settimana del mese per offrire un punto di riferimento agli appassionati del settore, ai turisti e agli espositori. 3-4 novembre · Venturina (Campiglia M.ma - Li) 17 Expo Model Venturina Appuntamento fieristico promosso dal Comitato Cittadino Venturina presso il CentroFiere della Cevalco in via della Fiera 1. Info: www.comitatocittadinoventurina.li.it 3-4 novembre · Orbetello "Orbetello Antiquaria" Mostra mercato del piccolo antiquariato, curiosità oggettistica varia e modernariato, per le vie del Centro storico. Orario: dalla mattina alla sera. Info: tel. 0564/860447 L'aGenda · 77 "il modello inimitabile", rush finale a vetulonia È ormai agli sgoccioli presso il Museo Civico Archeologico di Vetulonia, la mostra "Il modello inimitabile. Percorsi di civiltà fra Etruschi, Enotri e Dauni" che presenta una serie di pezzi originali prodotti nelle antiche terre di Etruria e Basilicata le nostre terre di Maremma attraverso questo evento unico proposto dal Museo di Vetulonia che accoglie in prestito ed espone manufatti di eccezionale pregio riportati in luce da Isidoro Falchi alla fine del 1800 e tornati a Vetulonia dopo più di 100 anni. Materiali mai usciti dalla terra di Basilicata che fanno il loro ingresso, in esclusiva, a Vetulonia: oggetti simbolo dei principali musei lucani che abbandonano la loro sede di rinvenimento per fare bella mostra di se nel museo del territorio castiglionese. "La dimensione extra-regionale ­ si legge nelle note di presentazione ­, assunta in nuce dalla mostra-evento sin dalle esposizioni del 2009 e 2010, a seguito dei gemellaggi culturali istituiti fra il Museo di Vetulonia, il Museo di Verucchio (Rn) ed alcuni musei laziali (Alatri - Fr, Lanuvio, Guidonia-Montecelio - Rm), e dilatatasi ulteriormente nel progetto 2011, coinvolgendo le Soprintendenze e i Musei "isolani" della Sardegna (Cagliari, Nuoro, Sassari, Oristano), esamina, con il progetto della mostraevento 2012, il carattere, la tipologia e la natura delle relazioni che l'etrusca Vetulonia ha saputo intessere precocemente, sin dalla fine dell'età del Bronzo (II millennio a.C.), oltreché con la grande isola del Tirreno, anche con altri Popoli dell'Italia antica, quelli che, nella specificità dell'intento progettuale, abitarono i comparti nord-occidentale e meridionale della Basilicata: i Dauni e gli Enotri". Tra i tanti pezzi unici esclusivi che si potranno ammirare all'interno della mostra, uno su tutti si distingue per importanza e prestigio: il Candelabro di bronzo dell'Aurora, risalente al V sec. a.C., fatto a Vulci e ritrovato nella tomba di un Principe della Daunia, che veniva utilizzato per illuminare i banchetti. Questo oggetto così prezioso ed unico (non ne esistono di simili in nessuna parte del modo) proviene dal Museo di Melfi che ha lasciato proprio in questa ed unica occasione, per essere esposto proprio a Vetulonia. Per info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 · Roccastrada - MO.MO.MA. (MOtion MOvement MAremma) - Incontri inaspettati di danza Rassegna di danza contemporanea, organizzata dalla Compagnia di danza Simona Bucci con il sostegno della Regione Toscana in collaborazione con il Comune di Roccastrada, presso il Teatro dei Concordi. Programma: ore 21.00 Nell'ambito del progetto DaTo/Danza in Toscana PARKIN'SON di GIULIO D'ANNA. Concept e direzione: Giulio D'Anna. Creazione e performance: Giulio e Stefano D'Anna. Musiche originali: Maarten Bokslag. Info: Compagnia Simona Bucci, tel./fax +39 055 697823 tel. +39 340 1369666, sito web www.compagniasimonabucci.it · Abbadia San Salvatore (Si) - Festival internazionale di cortometraggi NONNIcorti Concorso aperto a tutti i film maker italiani ed europei sulla tematica dei "Nonni & Nipoti", promosso da Associazione OSA-ONLUS in collaborazione con Plant Publicity Holland e Fondazione Colonnetti (Torino), Comune di Abbadia San Salvatore, Amministrazione Provinciale di Siena e Rivista OKAY (fino al 20 ottobre). Info: tel. 0577 778248 - 328 4740282 - 3383120422 · Castiglione della Pescaia ­ Inaugurazione Strada del Contemporaneo Inaugurazione della Strada del Contemporaneo nell'ambito de La Città Visibile 2012 Visioni Urbane presso la strada provinciale castiglionese ore 17. · Castiglione della Pescaia - "Maremma Terra d'acque" Visita guidata turistica-escursionistica organizzata da Soc. Maremmagica (accompagnati da Guide Turistiche e/o Guide Ambientali - Associate AIGAE). Programma: Castiglione della Pescaia e antica Isola Clodia. Partenza: Piazza Garibaldi - ore 15.00 Castiglione della Pescaia. Tipo di itinerario: Turistico / Escursionistico. Durata: 2 - 3h c.a · Grosseto - Eventi al Museo 2012 Cartellone di iniziative a cura della Fondazione Grosseto Cultura, in collaborazione con il Comune di Grosseto, presso il Museo di Storia Naturale della Maremma - Strada Corsini 5 ex piazza della Palma. Programma: ore 17:30 Di scienza e di natura: Il posto della natura nell'uomo: giornali di bordo, riflessioni e visioni. Con Barbara Continenza, Università di Roma "Tor Vergata". Info: tel. 0564.488749, www.museonaturalemaremma.it · Grosseto - "Notizie dall'Etruria" Ciclo di conferenze "Notizie dall'Etruria", organizzato dal Museo Archeologico e d'Arte della Maremma in collaborazione con il Corso di Laurea in Conservazione, Comunicazione e Gestione dei Beni Archeologici dell'Università di Siena, sede di Grosseto, presso il Museo Archeologico. Programma: dalle 17, Mariagrazia Celuzza, Direttrice del Museo Archeologico e d'Arte della Maremma di Grosseto parlerà de: "La malaria e l'Etruria antica". · Grosseto - "Il bambino e l'acqua sporca" Conferenza di psicosintesi a cura dell'Istituto di Psicosintesi - Centro di Grosseto presso la "sala delle Contrattazioni" della Camera di Commercio in via Frateli Cairoli, n.10 a Grosseto alle ore 19.00. Relatore: Stefano Pelli Direttore del Centro di Psicosintesi di Grosseto. Per tutti. Ingresso libero. Info: tel. 0564 22898, Sabato 20 ottobre ltimo mese in compagnia della mostra "Il modello inimitabile. Percorsi di civiltà fra Etruschi, Enotri e Dauni", allestita dal 14 luglio scorso (fino al 4 novembre), al Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia (Castiglione della Pescaia): una bella esposizione che in un trionfo di splendore e bellezza presenta una serie di pezzi originali (ambre, bronzi, oro, ceramica dipinta, gioielli lavorati, armi lucenti, vasi e arredi) prodotti nelle antiche terre di Etruria e Basilicata. In effetti il gemellaggio culturale tra Castiglione e Potenza, per la prima volta, schiude gli scrigni preziosi di musei archeologici nazionali del calibro di Policoro, Potenza e Melfi, sulle spiagge dello Ionio, nel cuore delle Alpi Lucane e nel Castello di Federico II di Svevia per offrire alla vista del pubblico, le creazioni uniche degli orafi, intagliatori, toreuti, ceramisti e i meravigliosi oggetti che le aristocrazie etrusche e lucane acquistavano dai mercanti greci e orientali.Tesori sconosciuti che raccontano e portano gli echi di terre lontane, dai Balcani, alla Siria, alla Grecia d'Oriente all'isola di Cipro all'intero bacino del Mediterraneo e si rivelano in maniera inedita nel- U 78 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 doMenica 21 ottobre il centro di Psicosintesi in Strada Ginori 23. · Massa Marittima - "Temi e metodi di storiografia locale. Massa Marittima e la sua storia" Convegno promosso dal Centro Studi Storici "A. Gabrielli" di Massa Marittima in occasione del ventennale presso la Sala del Palazzo dell'Abbondanza, alle ore 16. Presenzieranno il Sindaco di Massa Marittima, Lidia Bai, e il Presidente del Centro Studi Gianpiero Caglianone. Parteciperanno il Prof. Fabio Bertini (Univ. di Firenze), la Prof.ssa Silvia Berti (Univ. La Sapienza - Roma) e il Prof. Gerardo Nicolosi (Univ. di Siena). Interverranno anche Roberta Pieraccioli, direttore della Biblioteca Comunale, e l'archivista Simonetta Soldatini · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Visita guidata a cavallo sull'itinerario "Collelungo": a cavallo nella storia. A pagamento. Ritrovo: ore 9.30 loc. Spergolaia. Durata: 5 ore circa. Difficoltà: difficile (adatto a cavalieri esperti). Degustazione gratuita. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 · Parco Naturale della Maremma - Walking Festival Da Collecchio al mare. Visita guidata sull'itinerario C1, itinerario che parte dal Centro Visite di Collecchio, passa da Torre Bassa, arriva alla zona panoramica di Poggio delle Sugherine, fino al mare. Ingresso gratuito. Ritrovo ore 9.30 dal Centro Visite di Collecchio. Durata: 7 ore. Difficoltà: Molto impegnativo. Per Info e prenotazioni: Centro Visite di Alberese, via del Bersagliere, 7/9 ­ 0564 407098 · Punta Ala (Castiglione della Pescaia) - 11° Campionato Autunnale Diporto - Trofeo Pierluigi Marcaccini Manifestazione velica organizzata dallo Yacht Club Punta Ala. Info: Yacht Club Punta Ala tel. 0564 923232, www.ycpa.it Lunedì 22 ottobre · Follonica - "Giovedì d'Autore" Rassegna di cinema di qualità, organizzata dal Comune di Follonica, in collaborazione con la Biblioteca della Ghisa di Follonica e con il Cinema Astra, presso il Cinema Astra. Programma: IL ROSSO E IL BLU di Giuseppe Piccioni. Con Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Roberto Herlitzka. Doppia proiezione ore 19 e ore 21,30. Ingresso: Euro 5 interi; Euro 4 ridotti. Info: Biblioteca Comunale tel. 0566/48125 59246 - Numero Verde 800-405650; Cinema Astra (Via della Pace, 47), tel. 0566/53945 MercoLedì 24 ottobre · Grosseto - Corse al galoppo - Riunione Autunnale 2012 Convegno di corse al galoppo in piano e ad ostacoli, presso l'Ippodromo del Casalone (Via Aurelia antica). Info: tel. 0564/24214 · Piancagnagnaio (Si) - "Penne Sconosciute" - "Video Sconosciuti" - "ReGiornalando" Cerimonia di premiazione dei partecipanti ai concorsi "Penne Sconosciute", "Video Sconosciuti" e "ReGiornalando" relative al giornalismo scolastico promosso da OSA nel Teatro Comunale. Programma: Piancastagnaio "ReGiornalando" ­ Tre testate giornalistiche di tre regioni diverse ore 9.00 Ritrovo dei partecipanti in P.zza 150º Unità d'Italia (inizio Via a ottobre nei parchi della val di cornia, con il Walking festival n Toscana, nell'estremo sud della Provincia di Livorno, a ottobre proseguono gli appuntamenti del Walking Festival nei Parchi della Val di Cornia; ancora due appuntamenti che non solo valorizzano la bellezza naturalistica e storica dei parchi, ma ne moltiplicano le opportunità di incontro e svago in una vera e propria festa del camminare, sotto il segno della convivialità e del relax. Un'esperienza che unisce terra, mare, profumi, luoghi magnifici e sapori autentici che si presenta come una vera e propria vetrina per il territorio con tutte le sue eccellenze e per gli operatori che vi operano, sullo sfondo dei parchi. Domenica 7 ottobre, alle ore 10.00, il Parco archeominerario di San Silvestro (Campiglia M.ma) propone ai suoi visitatori "Sulle vie degli antichi minatori e costruttori", un trekking lungo la via delle Ferruzze per scoprire le tracce dei minatori antichi e moderni. Durante il percorso, alla Rocca di San Silvestro, i partecipanti potranno sperimentare le tecniche di lavorazione della pietra e costruzione in un cantiere medievale. L'ultimo appuntamento, realizzato in I collaborazione con l'Associazione Trekking Riotorto, è previsto per sabato 13 ottobre, con partenza alle ore 10 dai Musei della Rocca di Campiglia: "Alle pendici del Monte Calvi". Il percorso si snoda tra le strade di questo borgo collinare che conserva ancora evidente la sua impronta medievale, per poi seguire un sentiero sulle pendici dei rilievi di quest'area, tra vecchi poderi e boschi di querce. Una bella passeggiata con scorci molto panoramici e tracce di vecchie attività estrattive che mettono a nudo la varietà geologica del campigliese, illustrate durante il percorso dal Prof. Tavarnelli (Università di Siena). Per partecipare ad entrambi gli eventi è obbligatoria la prenotazione Il calendario completo e il dettagliato del Tuscany Walking Festival, con la possibilità di prenotare on-line, è disponibile anche sul sito www.tuscanywalkingfestival.it. Per info sugli eventi e gli orari apertura dei parchi e musei: tel. 0565.226445, e-mail prenotazioni@parchivaldicornia.it sito web www.parchivaldicornia.it L'aGenda · 79 Giovedì 25 ottobre venerdì 26 ottobre 80 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 INIzIANO 3>13 ottobre · Grosseto Primavera Maremmana Mostra nell'ambito de La Città Visibile 2012 - Visioni Urbane presso la Galleria Pascucci. Inaugura 3 ott. ore 18. Info: CEDAV tel 0564.488547 5>27 ottobre · Castiglione della Pescaia Mostra fotografica Mostra fotografica nell'ambito de La Città Visibile 2012 - Visioni Urbane presso la Biblioteca Comunale. Inaugurazione 5 ott. ore 18. 6>13 ottobre · Magliano in Toscana Mostre e performance Mostre e performance nell'ambito de La Città Visibile 2012 - Visioni Urbane in Piazza del Popolo. Inaugurazione 6 ott. ore 17. 6 ottobre>4 novembre · Piancastagnaio (Si) Lacerazioni. Colori di un'apocalisse / La decomposizione dei manifesti pubblicitari Mostra di Roberto Alborghetti presso la Rocca Aldobrandesca (sec. XIII). Info: tel. 0577-784134 7>16 ottobre · Massa Marittima Mostre Mostre sulla Città nell'ambito de La Città Visibile 2012 - Visioni Urbane presso il Palazzo dell'Abbondanza. Inaugurazione 7 ott. ore 10.30. Info: artaltro@gmail.com 7>20 ottobre · Massa Marittima Mostre Mostre nell'ambito de La Città Visibile 2012 - Visioni Urbane ­ Chiostro di Sant'Agostino. Inagurazione 7 ott. ore 12. 12 ottobre>25 novembre · Follonica Mostre Mostre sulla Città nell'ambito de La Città Visibile 2012 - Visioni Urbane ­ Pinacoteca Follonica. Inaugurazione 12 ott. ore 17. 12 ottobre · Follonica Lorenzo Scarpini Inaugurazione mostra nell'ambito de La Città Visibile 2012 - Visioni Urbane ­ Bar Impero ore 19. 18>20 ottobre · Massa Marittima Il ventennale del Centro Studi Storici "A. Gabrielli" di Massa Marittima Mostra delle pubblicazioni del Centro Studi Storici "A. Gabrielli" di Massa Marittima in occasione del ventennale nella prestigiosa Sala del Palazzo dell'Abbondanza 19 ottobre · Follonica Umanità della notte Inaugurazione mostra nell'ambito de La Città Visibile 2012 - Visioni Urbane ­ Quartiere Latino ore 19. Info: Follonica: follonicavisibile2012@yahoo.it L'aGenda · 81 Grosseto, prorogata la mostra Bellezza e religiosità È stata prorogata fino al 28 ottobre la mostra Bellezza e religiosità in Ludovico Cardi detto il "Cigoli" organizzata da Gianfranco Luzzetti e allestita nel Museo Archeologico e d'Arte della Maremma Scarlino. Info: Club Nautico Scarlino, tel. 0566 867051, www.clubnauticoscarlino.com · Castiglione della Pescaia - "Eccellenze e Biodiversità per un Turismo Sostenibile Visita guidata in Mountain Bike organizzata da Soc. Maremmagica. Programma: Castiglione della Pescaia, Museo Casa Rossa Ximenes, Riserva Naturale Diaccia Botrona, Isola Clodia, Pineta del tombolo, Biotopo San Leopoldo (Fiumara), Oasi di San Felice, Castiglione della Pescaia. Organizzazione tecnica ed erogazione: Soc. Maremmagica. Partenza: Piazza Garibaldi - ore 09.00 Castiglione della Pescaia. Tipo di percorso: Pianeggiante - Km 22. Difficoltà: semplice, adatto a tutte le persone in normale forma fisica. Durata: 3h c.a · Grosseto - GROSSETO Vs. Ternana Undicesima giornata del girone di andata del Campionato di Calcio Serie B, presso lo Stadio Comunale Olimpico "Carlo Zecchini" · Grosseto - Psicosintesi Laboratorio di scrittura autobiografica in gruppo "Raccontare se stessi per incontrare gli altri" presso il centro di Psicosintesi in Strada Ginori 23. N. 4 incontri di 4 ore ciascuno (dalle h 9.30 alle h 13.30) tenuto da Franco Farina. Date dei 4 seminari 20, 27 ottobre e 10 e 17 novembre · Piancagnagnaio (Si) - "Penne Sconosciute" - "Video Sconosciuti" - "ReGiornalando" Cerimonia di premiazione dei partecipanti ai concorsi "Penne Sconosciute", "Video Sconosciuti" e "ReGiornalando" relative al giornalismo scolastico promosso da OSA nel Teatro Comunale. Programma: Piancastagnaio - Teatro Comunale - "Video Sconosciuti": ore 9.00 Ritrovo dei partecipanti in P .zza 150º Unità d'Italia (inizio Via Grossetana); ore 9.00 Visite guidate di Piancastagnaio e dintorni; ore 10.30 PRIEZIONE DEI VIDEO pervenuti; ore 15.30 Forum sui video scolastici condotto da Roberto Alborghetti a seguire cerimonia di premiazione Video Sconosciuti; ore 17.30 Incontro con Roberto Alborghetti e la Mostra "Lace/Razioni". Info: sito www.pennesconosciute.it · Puntone di Scarlino (Scarlino) - Volvo Champions' Cup Manifestazione velica organizzata dal Club Nautico Scarlino. Partenza presso la Marina di Scarlino. Info: Club Nautico Scarlino, tel. 0566 867051, www.clubnauticoscarlino.com · Grosseto - UNITRE Inaugurazione della mostra dei pittori Ginco Portacci e Atto Pratesi - ore 11 Chiesa dei Bigi · Grosseto - "LES DIABOGLUES" Spettacolo inaugurale della Rassegna di Teatro di Spazio72 a cura di una compagnia teatrale francese. Info: tel. +393920686787 www.teatrostudio.it · Massa Marittima - Incontro con Sacha Naspini In occasione della manifestazione regionale "Ottobre in Biblioteca" alle ore 17 sarà ospite della Biblioteca comunale Gaetano Badii di Massa Marittima (Piazza XXIV Maggio 10) lo scrittore Sacha Naspini, autore di "Le nostre assenze" (Elliot, 2012), romanzo che sta riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. Lo intervisterà la scrittrice Paola Zannoner curatrice dei progetti della nostra Biblioteca · Piancagnagnaio (Si) - "Penne Sconosciute" - "Video Sconosciuti" - "ReGiornalan- Sabato 27 ottobre a mostra Bellezza e religiosità in Ludovico Cardi detto il Cigoli, dedicata a una grande pala d'altare del Cigoli (1559-1613) e quarto dei grandi eventi espositivi organizzati da Gianfranco Luzzetti nel Museo Archeologico e d'Arte della Maremma (Teatralità nel Barocco Fiorentino, 2007; La Bella Maniera in Toscana, 2008; Signori di Maremma, élites etrusche fra Populonia e il Vulcente, 2009), ha raggiunto nella primaveraestate (dal 12 maggio a oggi) buoni risultati in termini di pubblico e di gradimento. Nonostante il calo delle presenze turistiche, il confronto fra il numero dei visitatori del museo dal 12 maggio al 31 agosto 2012 e nel corrispondente periodo 2011 indica un modesto, ma significativo incremento di circa l'8 per cento: 4154 visitatori nel 2011 contro 4470 nel 2012. Inoltre è stato possibile rilevare, attraverso interviste a campione, che la formula della mostra è stata particolarmente apprezzata. Questi dati, insieme con la volontà di rendere possibile la visita anche alle scuole, hanno indotto l'Amministrazione comunale d'intesa con Gianfranco Luzzetti a prorogare l'apertura della mostra fino al L 28 ottobre. Proveniente dalla cappella di un palazzo gentilizio fiorentino, e riferibile al tardo Cinquecento, l'opera del Cigoli rappresenta uno degli episodi sacri più toccanti tratti dalla Passione e dalla Morte di Cristo. Noto comunemente come Pietà, il tema del dipinto illustra il corpo ormai senza vita del Figlio di Dio, che, dopo essere stato martirizzato, è sostenuto con amore dalla madre Maria e da Giuseppe di Arimatea. Per accrescere il drammatico sentimentalismo della scena percepibile soprattutto dal volto angosciato della Vergine, che sembra raccogliere dentro di sé tutta la sofferenza dell'umanità ormai privata della salvezza divina, sono stati inseriti due angeli nello sfondo, effigiati in atto di sostenere sopra un panno immacolato alcuni strumenti della Passione: le spugne imbevute nell'aceto, la punta della lancia e i chiodi. Connessa alla Passione risulta anche la corona di spine disposta in primissimo piano, all'altezza della mano destra di Cristo riversa verso il suolo. La bellissima pala d'altare del Cigoli viene presentata in mostra insieme ad altre opere, selezionate da Gianfranco Luzzetti per aiutare il pubblico a comprendere meglio la genesi progettuale, i modelli di riferimento e il grande successo di questa particolare formula stilistica e iconografica. Estranea al tema della mostra ma esposta per la sua importanza storica è infine la Madonna col Bambino del pittore senese Rutilio Manetti (1571-1639). Per volontà di Gianfranco Luzzetti, e in attesa di allestire la pinacoteca comunale nei locali dell'ex Convento delle Clarisse ­ che ospiteranno i capolavori d'arte antica del lascito ­ la Pietà del Cigoli rimarrà esposta al pubblico nel Museo Archeologico e d'Arte della Maremma anche dopo la conclusione della mostra e sarà la seconda opera donata alla città dopo la Madonna di Santi di Tito. doMenica 28 ottobre 82 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 proiezione ore 19 e ore 21,30. Ingresso: Euro 5 interi; Euro 4 ridotti. Info: Biblioteca Comunale tel. 0566/48125 - 59246 - Numero Verde 800-405650; Cinema Astra (Via della Pace, 47), tel. 0566/53945 · Massa Marittima - Parole di salute @lla tua biblioteca Presentazione, coordinata da insegnanti e studenti dell'Istituto Cattaneo di Follonica e ISIS di Massa Marittima, del progetto "Safer sex ­ save the sex" nell'ambito del progetto regionale "Di testa mia" in collaborazione con ASL 9 Grosseto ­ Educazione alla Salute - Biblioteca ore 10 Martedì 30 ottobre MercoLedì 31 ottobre Lunedì 29 ottobre · Follonica - "Giovedì d'Autore" Rassegna di cinema di qualità, organizzata dal Comune di Follonica, in collaborazione con la Biblioteca della Ghisa di Follonica e con il Cinema Astra, presso il Cinema Astra. Programma: GLI EQUILIBRISTI di Ivano De Matteo- Festival di Venezia 2012. Con Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova, Maurizio Casagrande. Doppia · Grosseto - Corse al galoppo - Riunione Autunnale 2012 Convegno di corse al galoppo in piano e ad ostacoli, presso l'Ippodromo del Casalone (Via Aurelia antica). Info: tel. 0564/24214 · Massa Marittima - GUSTO è LIBERTÀ 47° Laboratorio del Gusto® in Carcere. Il Pane di Montegemoli. Ritornano, dopo la pausa estiva, gli appuntamenti di GUSTO E' LIBERTA' a cura di Slow Food Monteregio presso la Casa Circondariale di Massa Marittima Viale Martiri della Niccioleta - ore 15. "Questa volta ­ spiega Fausto Costagli ­ presenteremo un prodotto della tradizione contadina della Valdicecina il pane prodotto con cottura a fascine di legno dal forno di Andrea e Sergio Martini, nella campagna di Montegemoli. Un pane esclusivo che vale la pena di conoscere nella sua particolare preparazione - ci avvarremo di un filmato tratto dalla trasmissione di Rai 3 "Geo & Geo" - ed infine di gustarlo in qualche particolare preparazione. In questo Laboratorio del Gusto® ci accompagneranno le parole di Sergio del Panificio di Montegemoli, e gli assaggi preparati dagli amici de La Novella (Valpiana), rivenditori locali del Pane di Montegemoli". Come sempre c'è spazio anche per alcuni partecipanti esterni, chi interessato deve proporsi entro il giorno venerdì 19 ottobre 2012 telefonando al 349 0710478 od inviando una mail a fausto.costagli@gmail.com indicando: nome e cognome, data e luogo di nascita; dopo le verifiche di controllo previste per l'accesso alle carceri, i partecipanti designati saranno informati della loro accettazione. Laboratorio curato da: Daniela Gerli, Annarita Cerboni, Fausto Costagli, in collaborazione con: Panificio Fratelli Martini, loc. Montegemoli - Pomarance (Pi), La Novella, località Valpiana - Massa Marittima (Gr) · Orbetello (Gr) - Gustatus - Il Senso del Gusto, Profumi e sapori della tradizione contadina e lagunare Manifestazione per la valorizzazione delle tradizioni eno-gastronomiche e culturali del territorio orbetellano, promossa dall'Amministrazione Comunale di Orbetello (fino al 4 novembre) · Piancastagnaio (Si) - CRASTATONE Manifestazione promossa ­ quest'anno dal 31 ottobre al 4 novembre ­ per celebrare la fine del raccolto della castagna e l'inizio della stagione invernale. Mostre d'arte ed artigianato, convegni e dibattiti si immergono in una atmosfera unica, ricca dei profumi della gastronomia locale. Preparazione e vendita di specialità a base di castagne e piatti tipici locali. Il centro storico, rivestito d'Autunno, ospita migliaia di persone che, con ogni mezzo, raggiungono Piancastagnaio. 14 ottoBre, è la Giornata delle Bandiere arancioni l 14 ottobre 2012 avrà luogo in tutta Italia la "Giornata Bandiere Arancioni", un evento organizzato dal Touring Club Italiano in collaborazione con i comuni Bandiera Arancione tra i quali anche Pitigliano. L'iniziativa invita a scoprire le piccole località dell'entroterra dove la tipicità si può vivere e assaporare, l'accoglienza ha gesti personalizzati, dove la storia, i monumenti e l'ambiente non sono omologati. Un'Italia a colori, unita però nella qualità, in un'eccellenza certificata in base ad oltre 250 rigorosi parametri turistici e ambientali, periodicamente verificati secondo le esigenze e il punto di vista I del viaggiatore. La giornata è un momento di festa e incontro tra i Soci, di conoscenza e aggregazione con amici e simpatizzanti. La partecipazione è aperta a tutti, a tutte le età. Il programma pitiglianese prevede il ritrovo alle ore 9,30 in piazza Giuseppe Garibaldi presso l'Ufficio Informazioni Turistiche dove i partecipanti verranno accolti con la consegna del "Sacchetto della qualità" (fino ad esaurimento). Intorno alle 10,00 è prevista la partenza della visita guidata gratuita al Centro Storico, bissata nel pomeriggio, alle ore 15,00 da un'altra visita guidata gratuita questa volta alle Vie Cave. Le visite avranno una durata di circa 2 ore. Per la visita alle vie Cave è necessario disporre di abbigliamento adatto e scarpe antiscivolo. Le prenotazioni per le visite guidate potranno essere effettuate presso l'Ufficio Turistico fino al 12 ottobre. La Giornata, realizzata in collaborazione con l'Associazione dei Paesi Bandiera Arancione, si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministro del Turismo e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Info: tel. 0564 617111. L'aGenda · 83 C'è da vedere | Perle e itinerari da scoprire in terra di Maremma Le rubriche il Geoparco si arricchisce, inaugurato il sito minerario di ravi marchi è uno dei più importanti monumenti di archeologia industriale del `900 con pozzi e macchinari perfettamente conservati. Stiamo parlando del sito minerario di Ravi Marchi nel territorio del comune di Gavorrano recentemente inaugurato per iniziativa dell'amministrazione comunale e del Geoparco delle Colline Metallifere omune di Gavorrano e Geoparco delle Colline Metallifere hanno inaugurato a metà settembre il sito minerario di Ravi Marchi. Il taglio del nastro del nuovo percorso museale segna un punto di svolta nella gestione delle visite sul territorio. Dopo anni di progettazioni e interventi (in totale oltre 5 milioni di investimento) ha aperto al pubblico la miniera di pirite più significativa e meglio conservata della Toscana. Il progetto di restauro e messa in visi- C ta era uno dei punti-cardine sia del programma di governo dell'amministrazione Borghi-Iacomelli, sia del mandato di Luca Agresti. Stiamo parlando infatti di uno dei più importanti monumenti di archeologia industriale del `900. I pozzi di estrazione, i macchinari e i volumi degli opifici per il trattamento del minerale sono perfettamente conservati. L'intervento di recupero dell'area, realizzato grazie a finanziamenti del Governo e della Regione Toscana, ma soprat- tutto grazie allo sforzo progettuale ed economico dell'amministrazione comunale di Gavorrano, consente adesso la messa in visita di un vero e proprio museo all'aperto in cui sono presenti quasi tutte le strutture a servizio di una miniera. A Ravi Marchi sono state riportate alla luce le laverie, i castelli e le gabbie usate dai minatori, i grandi argani, le strutture murarie di servizio. Ai piedi del Pozzo Vignaccio sorgono i fabbricati della miniera, tutti caratterizzati da par- 84 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 ticolari segni architettonici e da ora in avanti visitabili. All'inaugurazione sono intervenuti il direttore del Geoparco Alessandra Casini, il progettista David Fantini. E ancora Elisabetta Iacomelli, prosindaco di Gavorrano, Leonardo Marras (presidente della Provincia di Grosseto), Luca Agresti (presidente del Geoparco), l'assessore all'ambiente della Regione Toscana Annarita Bramerini. Dopo il lotto Ravi 3 i visitatori potranno accedere adesso anche ai lotti 1, 2 e 4. Tutta l'area mineraria diventa praticabile anche dalla parte inferiore attraverso una rampa che permette di collegarsi al piazzale della laveria vecchia, dove è stato asportato il terreno accumulato sui manufatti. La laveria vecchia è stata consolida- ta attraverso la realizzazione di una struttura di ferro che segue il vecchio andamento dei solai e delle coperture e permette di ricostruire visivamente l'aspetto dell'opificio quando era in funzione. Con lo scavo della laveria è venuto alla luce l'impianto di recupero delle acque e del deposito dei fanghi, risultato del trattamento della pirite. E ancora si distinguono i pozzetti di accesso al livello +175, la galleria di carreggio scavata nel granito, il collegamento in sotterraneo con tutti i fornelli di getto della pirite della vecchia e della nuova laveria, nonché il Pozzo Vignaccio 1 e il Pozzo Nuovo. È stato realizzato inoltre un centro di accoglienza che permette di affrontare la visita in modo razionale, dopo aver acquisito informazioni relative alla geoidentità del luogo, sul paesaggio minerario, la storia e le caratteristiche della miniera. L'area di Ravi è stata oggetto di attività minerarie a partire dal 1910. Due società distinte si sono occupate dell'estrazione: Marchi e Montecatini. Tre i siti coltivati: Ortino, Radini e Vignaccio. Il primo fu esaurito all'inizio degli anni '30, l'ultima miniera fu sfruttata fino agli anni '50. Nel 1950 vennero localizzate altre due mineralizzazioni. Orsinghi e Quercetana. La particolarità di questa miniera è proprio la sua piccola estensione e contemporaneamente la sua completezza, tanto che sono presenti sul terreno le strutture pertinenti a tutto il ciclo di estrazione e lavorazione della pirite: dal momento dell'abbattimento del minerale in sotterraneo al trasporto della Le ruBricHe · 85 pirite trattata alla stazione di Gavorrano Scalo. Le Autorità presenti "Grazie a tutti coloro che hanno permesso di raggiungere l'obiettivo ­ ha detto l'assessore Bramerini ­ questo restauro è dedicato alla memoria di chi qui ha lavorato e lottato, e all'intera comunità a cui viene restituito un pezzo di patrimonio importante. È infatti con il recupero di luoghi come questo, dove si respira ancora oggi l'odore della polvere, del sudore, della fatica, che la memoria rafforza l'identità di una comunità senza disperderne la storia". L'inaugurazione di Ravi-Marchi è stato un momento storico per il paese. C'erano molti minatori, quasi tutti i paesani. Il prosindaco Iacomelli ha ricordato in particolare e lotte sindacali degli anni '60 e poi ha tratteggiato la figura del compianto Atos Soldatini. Poi Luca Agresti: "Con questo nuovo percorso inserito nel Geoparco griffato Unesco, non solo oggi si consolida la memoria ­ ha detto Luca Agresti ­ ma si avvia anche un percorso futuro di arricchimento dell'offerta turistica e culturale, speriamo capace di attrarre nuove persone". "Questa è un'opera pubblica unica, all'interno di un progetto di valorizzazione del territorio ­ ha detto Leonardo Marras ­ e vale doppio perché realizzata nonostante oggi l'investimento pubblico sia in via d'estinzione". Lo spettacolo teatrale di Santagata Rivolta e pìetas, memoria e corpo delle miniere è il titolo del nuovo lavoro teatrale di Alfonso Santagata, presentato in anteprima il giorno dell'inaugurazio- ne del sito minerario di Ravi. Questa della Compagnia Katzenmacher è la prima tappa di un lavoro che sarà lungo e articolato, che dal mondo delle miniere, dall'esperienza umana ad esso legata, trae humus e riferimenti di particolare forza. "Oggi ­ spiega Santagata ­ l'attività mineraria a Ravi Marchi non esiste più, resta però il suo mistero che continua ad affascinare e sollecitare l'immaginario. Entrare tutta la vita nelle viscere della terra, luogo sottratto alla luce, carico di tenebre, che suscita paure ancestrali, è un po' come il soldato che va alla guerra e non sa se ritornerà. Noi raccontiamo questa vita sospesa, magica. Ma è un viaggio che non guarda solo al passato, anzi... riporta ciascuno al presente. L'uomo in lotta tra le maglie del destino e della crudeltà dell'esistere, la fatica ed il pericolo in eccesso". Alfonso Santagata, regista ed ideatore, va oltre: "Siamo rimasti affascinati da questo mondo, da una forza che arriva dal basso, da quelle energie racchiuse nelle viscere della terra. C'è attrazione e repulsione. I luoghi di miniera e gli stessi minatori hanno alterazioni che ricordano il teatro. Eppure non abbiamo inteso portare il mondo delle miniere in teatro ma, al contrario, il teatro in miniera, emblema e metafora universale. Nello spettacolo non ci sono descrizioni ma comunicazioni. Non si parla di morte né di museificazione spiccia. I fatti di questi giorni nel Sulcis, in Africa o in Spagna, ci dicono di un mondo ancora vivo. E di una storia che resta esemplare verso la civiltà del lavoro". 86 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 in un libro i 120 anni della Banda di montemerano Presentato a fine agosto il libro "Montemerano - 120 anni di musica" curato da Lucio Niccolai dedicato alla Società filarmonica di Montemerano appena pubblicato per i tipi della casa editrice Moroni. Moroni che è fotografo. Il testo è curato da Lucio Niccolai con sensibilità e competenza, e lui stesso ha firmato due articoli "La banda giorno per giorno" e "Banda e comunità" che offrono spunti interessanti di riflessione. Scrive Niccolai: "La formazione di una banda rappresentava un momento non indifferente di crescita culturale di popolazioni a volte ancora analfabete o appena in possesso dei primi rudimenti dell'educazione scolastica elementare". Proprio così, attraverso le bande si acquisiva una preparazione musicale diffusa che consentiva di elevare il proprio livello culturale. "...far parte della banda voleva dire esserci, essere presente tra la gente, partecipare ai momenti salienti della vita della comunità. Non a caso, la banda, evoca immediatamente, nell'immaginario collettivo così come nella memoria che ne conserviamo, la piazza, la festa, la processione..." In questo libro c'è da segnalare un bell'articolo ­ a cura del Consiglio Direttivo ­ intitolato: "La Banda, briciole di storia" nel quale sono narrati, fatti, aneddoti, personaggi... tante storie legate alla comunità di Montemerano. Vengono ricordati i maestri di musica che si sono avvicendati nella direzione di questa storica Società filarmonica "G. Verdi", a partire da Eber Chiti (garibaldino volontario a Bezzecca nel 1866 che mette in piedi molte Bande della Maremma fra cui anche quella di Montemerano). A lui succederà nel 1908 Cecchino Cecchini, che lascerà la direzione bandistica ad Arturo Sarti. E proprio Sarti avrà un ruolo importante nella guida e nella continuità di questa esperienza. Oggi la direzione è affidata al maestro David Castegnaro che, come viene appuntato nell'introduzione: "...partito in sordina, si è dimostrato elemento valido e preparato e desideroso di crescere insieme a tutti noi". Il Sindaco Marco Galli nel suo Saluto di introduzione al libro, scrive: "Non è possibile dimenticare il servizio sociale che certe organizzazioni forniscono e hanno fornito al territorio nel quale si trovano, infatti oltre a conservare, valorizzare e perpetuare le tradizioni, il loro scopo è, ed è sempre stato, quello di unire e mettere insieme delle persone..." Va detto infine che il Presidente Enzo Babbanini ce l'ha messa tutta per far diventare questa esperienza un racconto ed un'utile testimonianza per "tramandare alle nuove generazioni l'amore per le tradizioni e per il nostro territorio". Se si pensa che sull'argomento delle Bande esistono rare ricerche e che diverse esperienze bandistiche sono in crisi da anni o si sono interrotte, allora un libro così risulta assolutamente utile, oltre che per la comunità di Montemerano, anche per riportare l'attenzione sulle Bande, sulla loro storia e funzione. Ripropone insomma una necessità ed un'urgenza per chi ha a cuore la conoscenza dell'entroterra culturale della Maremma nel cui sfondo c'è sicuramente la presenza e la vitalità dei corpi bandistici. Corrado Barontini ibri necessari. Ogni libro dovrebbe avere lo scopo di far conoscere più approfonditamente il territorio dove si vive, i fatti che lo caratterizzano, i momenti di vita delle comunità, insomma quelle cose che contrassegnano una popolazione e ne disegnano l'identità. Il libro "Montemerano - 120 anni di musica" a cura di Lucio Niccolai, editore Moroni, assolve a questa funzione. Già dalle immagini della copertina si riconoscono all'istante i simboli che contraddistinguono la comunità di Montemerano: il profilo del paese che ne configura il panorama, l'icona del San Giorgio (santo leggendario), e infine la banda schierata nella piazzetta... Ed è proprio della Banda e della sua storia che il libro ci parla. Il volume contiene molte foto che raccontano le vicende della Banda musicale ma anche della comunità di Montemerano e si chiude con una appendice fotografica: "Il paese e le sue opere d'arte" curata dallo stesso editore Cesare L 88 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Port'Ercole giochi, trastulli e lavori doppo la guerra come si divertivomo e come pativono" è il titolo di un libro scritto da Giovanni Ferrari, autore anche degli scatti fotografici in copertina e retrocopertina, che immortalano scenari suggestivi, cale sassose dalle acque cristalline: La Ponte, lo Scoglietto, La Fossa Bianca e La Ghiaiola, simbolo dei primi tuffi e delle prodezze natatorie dei bambini portercolesi di una volta. Giovanni Ferrari è conosciuto come il Professore, perché ha insegnato per tanti anni matematica e scienze alla scuola media locale e tra un problema di geometria ed una lezione su Charles Darwin, elargiva insegnamenti, che andavano oltre il nozionismo accademico ed attingevano alla saggezza di una volta. Il testo, scritto in dialetto portercolese è corredato da una ricca e vivace sezione grammaticale e lessicale, da un glossario e note esplicative, riguardanti non solo i singoli termini, ma anche proverbi e modi di dire, propri della tradizione marinara e contadina autoctona. L'opera si può suddividere in due parti: il lavoro e la vita degli adulti ed i giochi dei bambini. Nella prima parte è descritto il paese, come si presentava un tempo. Ne emergono non solo le caratteristiche ambientali, naturalistiche e strutturali, ma ne viene delineato un profilo accurato, che si inserisce in un contesto ben più amplio, quello delle case, del sapore popolare. Sembra di tornare indietro nel tempo e vivere la calorosa ospitalità del dopoguerra. Pare di entrare in una dimora, girando semplicemente la chiave, che sovente era inserita nella toppa, perché tutti si conoscevano, e chiunque poteva varcare l'uscio e magari aiutare la padrona di casa nelle faccende " domestiche o nella cura dei bambini. Si scopre così un mondo ricco di sfumature e di cultura, non tanto forgiata dai libri, ma dalle usanze e tradizioni, che si tramandavano di generazione in generazione: l'arte culinaria, legata a pietanze tipiche, i genuini sapori di una volta, le superstizioni, i rituali singolari (tra i quali, quello del corteggiamento e del fidanzamento in casa), la scuola, le molteplici attività (seppur in un piccolo paese, non si correva certo il rischio di annoiarsi), i mestieri di mare e di terra, dalla paranza alle menaite, dalla friggera, alla fabbrica del pesce, alla miniera. La seconda parte invece è dedicata ai giochi dei bambini, gli unici che si divertivano davvero, vivendo in spensieratezza, senza pretese: erano troppo felici di vivere all'aria aperta e godere del sole, del mare, della campagna e di quel poco, in termini materiali, che però rallegrava l'anima. I giochi prediletti erano quelli in acqua, a terra ed i giocattoli realizzati con materiali poveri e tanta fantasia. Vivere in un luogo di mare significava imparare a nuotare presto e ad esibirsi in acrobatici sangozzi, ovvero tuffi dagli scogli delle pittoresche calette, che trapuntavano il porto e che i bimbi raggiungevano con trepidazione, usciti dalla scuola, con ancora i grembiulini addosso. Girovagare per il mare e la campagna offriva tante ghiotte occasioni, per macchinare nuovi esperimenti, inventare giochi e vivere avventure rocambolesche, rischiando qualche livido o sbucciatura di troppo, ma senza mai "incidenti" troppo dolorosi. Filo conduttore dell'opera è il profondo sentimento, che lega l'autore alla propria famiglia, alla madre ed al padre, i quali hanno saggiamente esortato, seppur tra immani sacrifici, il figlio a studiare, per "non schiantare in corpo" sulla paranza, per evitare cioè una vita di affanni, dura fatica e pati- menti, perché i nostri nonni pativano, o per citare il titolo pativono in mare per sfamare famiglie a volte numerose e anche le donne lavoravano non solo in casa, ma rammendando le reti da pesca o in fabbrica. "Port'Ercole giochi, trastulli e lavori doppo la guerra come si divertivomo e come pativono" vuole essere una testimonianza significativa ed incisiva, sia per i più anziani, al fine di perpetuare, con un pizzico di nostalgia, il ricordo di tempi difficili, dove regnava però la solidarietà ed il rispetto degli altri, soprattutto dei vecchi, sia per i giovani, per recuperare e far proprie le radici di un popolo fiero e combattivo. I ringraziamenti dell'autore sono rivolti a quei padri ed a quelle madri, i nostri nonni e le nostre nonne, che hanno lottato per contribuire a far uscire il paese dalla miseria, consentendo così un futuro migliore ai propri figli, i nostri genitori, trasmettendo loro i valori del sacrificio, del rispetto di sé stessi e degli altri, della dignità di lavorare con onestà, di vivere in sobrietà e temperanza. Il benessere del paese dal dopoguerra si deve proprio a quelle generazioni, eroiche, instancabili e tenaci. Francesca Costagliola Le ruBricHe · 89 dianora tinti, la scrittrice delle donne che piace agli uomini Un successo editoriale dopo l'altro, l'ultimo con un bel romanzo, ancora fresco di stampa, interamente ambientato in Maremma. è Dianora Tinti che dopo il "Il pizzo dell'aspide" (2007) e "Il giardino delle esperidi" (2009) ha da poco lanciato il suo terzo titolo, "Storia di un manoscritto", edito da Mauro Pagliai Editore di aLessandro anGeLi edendola sorridente sulla copertina di uno dei suoi romanzi, nelle foto che popolano il suo sito oppure mentre, con fare semplice e spontaneo, dispensa autografi durante le presentazioni di fronte ai lettori che la incalzano per avere una dedica, viene subito da pensare a scrittrici famose e supermondane, penso alla Rowling per dirne una, di cui le gigantesche eco arrivano fin da noi, nell'ultraprovincia italiana. Ma Dianora Tinti, non è solamente questo. Dietro all'aspetto pubblico, al suo sapersi promuovere, c'è molto di più: lei sa scrivere. Non nel senso che compone dei bei pensierini, ma nel senso che le parole prodotte dalla sua mano rimangono ben stampigliate sulla carta e, grazie ai variegati sentimenti che descrive, assumono un loro intimo peso specifico e formano ottime fondamenta per le sue storie. Sono parole, frasi, quelle di Dianora, che si trovano perfettamente a loro agio nella gabbia dell'impaginazione e che vanno a costruire il romanzo con destrezza, sorrette da una prosa puntualissima che non utilizza artifizi letterari, né figure retoriche logore, ma procede spedita cogliendo nel segno e sobbarcandosi il lavoro più sporco e duro, quello della caratterizzazione dei personaggi e della loro evoluzione. Insomma il lavoro, diremo, di un narratore antico, puro, di razza, per questo il suo sorriso sembra dirci: ecco io scrivo così, perché V si scrive così e per questo sono brava e sorrido. A questo punto ci viene il dubbio che la Tinti sia una predestinata e che da subito lei si stia adoperando per riscuotere il successo di cui le sue colleghe anglosassoni godono, oppure che sia la reincarnazione maremmana della Tamaro o della Brontë, perché questi sono i nomi che impulsivamente ci vengono in mente quando ci avventuriamo nelle storie, nei desideri e nei sentimenti di Francesca e Antonio, di Egle e Ruggero o di Laura e Giulio. Ma sentiamo direttamente dalla sua voce cosa l'autrice maremmana pensa di sé. sei davvero la reincarnazione di susanna tamaro o emily Brontë e, se non lo sei, in quale altro autore avresti voluto reincarnarti? Complimenti per la domanda originale, non me l'aveva mai fatta nessuno... Premesso che credo nella reincarnazione e che le scrittrici che hai citato sono veramente due "grandi", devo però ammettere che farei un po' fatica sia a vedermi nei panni della taciturna ed introversa scrittrice e poetessa inglese, sia in quelli un po' troppo compassati di Susanna Tamaro. Per temperamento sono più attratta da quelle sudamericane; Isabel Allende e Angeles Mastretta, per esempio, sono le mie preferite, insieme a Gabriel Garcia Marquez. Non mi sono persa un loro romanzo, ma non vorrei essere nessuna di loro, perché credo nell'unicità della persona, nel senso che ognuno di noi ha un potenziale esclusivo e prezioso di emozioni da trasmettere che non può essere scimmiottato. ti senti in qualche modo la responsabilità di dover parlare al cuore delle persone o semplicemente è una tua vocazione naturale quella di occuparti dei sentimenti umani? Credo sia una vocazione naturale che nasce dalla sofferenza e che ci rende molto più sensibili e aperti verso gli altri. Nessuna responsabilità, non do mai giudizi, sarebbe impossibile e presuntuoso dire cosa è giusto e cosa è sbagliato... preferisco lasciare ai lettori l'interpretazione, anche se in fondo suggerisco che la cosa migliore è comunque perdonarsi, accettarsi per come siamo, convivere con noi stessi e con le nostre fragilità. Sono sempre stata affascinata dall'universo multiforme dei sentimenti, delle tradizioni e della forza degli affetti perché rappresentano i punti chiave dell'esistenza, l'unico scoglio al quale gli uomini si possono aggrappare per non andare alla deriva. I mie romanzi trattano di questi ed anche se non è facile parlarne, io continuo nel mio viaggio all'interno dell'animo umano, anche perché in questi anni di presentazioni in tutta Italia mi sono accorta che quando si vanno a toccare le 90 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 corde del cuore tutti sono interessati: donne uomini, giovani vecchi, ricchi e poveri. I sentimenti sono l'unica cosa che accomuna tutti! Attraverso il mio sito (www.dianoratinti.it) o Facebook ricevo molte lettere (alle quali rispondo sempre) anche di uomini che fra l'altro sono tra i miei più fedeli lettori, ed è proprio da ciò che mi raccontano che ho capito quanto bisogno ci sia d'amore. Chi scrive mette a nudo i propri sentimenti e parla inevitabilmente anche di sé e questo credo sia una forma di generosità che comunque poi torna indietro. "Ricominciare a quarant'anni - Racconto una donna simile a me" così ha intitolato il Corriere della Sera un'intervista a firma della giornalista Chiara Dino, mettendo l'accento sull'aspetto autobiografico dei miei romanzi. È vero che le protagoniste forse un po' mi somigliano: combattive, mai dome, apparentemente forti, ma allo stesso tempo fragili. Donne che sanno vivere di emozioni, di sentimenti, di gioie e dolori e che sbagliano, perché vivere è anche sbagliare. Ma non è soltanto questo. Ho voluto costruire storie che diventassero per ogni lettore, uomo o donna che sia, l'emblema delle possibili svolte esistenziali, che testimoniassero la possibilità di trasformare le avversità, che comunque fanno parte della vita, in vere e proprie opportunità, prendendo da queste nuovi slanci e nuo- vi entusiasmi. da cosa prendi spunto per iniziare una storia, i tuoi personaggi sono inventati di sana pianta o hanno una relazione con la realtà che vivi? parlaci un po' di loro. Il mio primo romanzo, del quale sono state fatte sedici ristampe (dice orgogliosa, ndr) è "Il pizzo dell'aspide" e, sullo sfondo di un Salento caldo ed assolato, racconta la storia vera e bellissima di un grande amore che, nato durante l'adolescenza, continua a tormentare i due protagonisti, Francesca e Antonio, incapaci di sottrarsi alla forza del destino che li vuole lontani e irrimediabilmente divisi. Le affinità elettive tra anime non sono un'invenzione di Goethe, ma a lui viene subito da pensare, quando la forza di un sentimento trascende il tempo, le circostanze e le difficoltà. Prima ancora di cercare di spiegarla, la vita, la si deve sentire. E il corpo, lo sappiamo tutti, è l'esatto contrario del pensiero e della riflessione. È lui che parla. Attraverso la respirazione affannosa e interrotta, gli spasmi dell'esofago, il cambio del ritmo cardiaco... ed è proprio attraverso il corpo che Antonio e Francesca combattono contro qualcosa, fino a cedervi, in pochissime e preziose occasioni, uniche e immortali. Com'è nato? Tanti anni fa, mi parlò di questa storia una persona anziana, amica di mia nonna e leccese come lei, ed io ne rimasi subito attratta, tanto da volerla fermare sulla carta, come a serbarne e tramandarne la memoria... "Questa è una storia vera: me l'ha riferita un'anziana signora, amica intima della protagonista e ultima muta testimone di un grande grande amore. Io la racconto a voi, affinché non vada perduta": così infatti ho scritto all'inizio del libro. "Il giardino delle esperidi" pubblicato nel 2009 da Pagliai Editore invece è una storia completamente costruita da me che parla di un amore esploso in età matura e che sarà solido e importante, proprio perché fortemente voluto e difeso. Egle, la protagonista, giunge nella dimora storica da sempre appartenuta al suo casato, antica nobiltà Siciliana, per via di alcuni lavori di ristrutturazione finalizzati a trasformare la casa in un elegante Bed and Breackfast. La vita ha però in serbo parecchie sorprese per lei che sembra giunta in quel particolare momento dell'esistenza in cui si ha bisogno di comprendere il passato per poter Le ruBricHe · 91 accogliere e affrontare il futuro... e il tuo ultimo romanzo, "storia di un manoscritto"? dopo il salento e la sicilia, finalmente una storia ambientata in maremma... Può sembrare paradossale, ma non è stato facile scrivere della mia terra semplicemente per il fatto che spesso ciò che abbiamo a portata di mano ci appare banale, scontato. All'inizio quindi ho un po' penato a trovare la lunghezza d'onda giusta, ma poi tutto ha cominciato a scivolare bene e... che bello, mi sono proprio emozionata! La campagna, i ruderi dell'abbazia di San Bruzio, l'Olivo della strega... Un tributo doveroso anche al borgo di Magliano in Toscana dove vivo ormai da più di venticinque anni. Insomma, avevo proprio voglia di valorizzare e far conoscere ancora di più la nostra Maremma! La protagonista si chiama Laura ed è, come tutti noi, immersa in una vita che ha i ritmi delle maree e che, a volte, quasi la sommerge. Ma è donna di raro valore, con pregi e difetti come tutti, nella cui vita c'è un piccolo grande segreto. A lei fa da contraltare Giulio, autore del manoscritto e amore che ritorna dal passato. E come tutte le cose che ritornano, non lo fanno mai senza un perché... Il tutto sullo sfondo di una Maremma che ancora oggi riesce a sprigionare oscure alchimie e strani poteri... nelle tue storie c'è spesso un pizzico di esoterismo che finisce per confluire sempre nella tradizione, sei così anche nella vita? Sì, mi piacciono molto le atmosfere oniriche e vagamente surreali. Secondo me se uno scrittore riporta soltanto la realtà nuda e cruda, non fa narrativa ma cronaca. A me piace offrire ai lettori momenti quasi di sogno, pur in una trama estremamente concreta. Il filosofo francese Gabriel Marcel l'aveva già detto: l'essere si rivela nel mistero di cui si circonda. È per questo motivo che l'unico modo per cercare di capire l'umano è rendersi disponibile di fronte alla fragilità esistenziale di ognuno di noi, senza cercare di analizzarla e comprenderla in termini puramente razionali. Anche quando ci sforziamo di combattere le passioni traducendo in pensieri quello che proviamo. La ragione, infatti, cerca sempre di contenere gli affetti per evitare che sfuggano al nostro controllo. La vita è piena di crepe, dobbiamo imparare a conviverci. L'estrema vulnerabilità della condizione umana può essere capita solo in quest'ottica. anche il passato è un tema ricorrente, come se dovesse sempre in qualche modo tornare per liberare il presente. Qual è il tuo rapporto con la memoria? Un rapporto sereno. Quello che ci è accaduto non si perde mai, ci rimane dentro come bagaglio di esperienze ed emozioni, insegnamenti e lezioni di vita: insomma il passato siamo noi. raccontaci la tua avventura editoriale, quando hai deciso di pubblicare ciò che scrivevi, e come si è svolto il percorso che ha condotto i tuoi lavori all'oggetto libro? sei soddisfatta della tua avventura? La voglia di scrivere l'ho sempre avuta dentro. Al di là dell'apparenza, sono molto emotiva e ogni volta che ho avuto necessità di comunicare qualcosa di importante a qualcuno ho preferito scriverlo, piuttosto che dirlo a voce: così sono sempre stata sicura di poter dire tutto quello che volevo senza il pericolo di lasciarmi prendere dalle emozioni. Ho scritto il mio primo romanzo in un periodo molto delicato della vita, un paio di anni dopo mi sono infatti separata da mio marito. Credo di essere stata particolarmente sensibile, disposta a guardare più in profondità, meno superficiale. Quando si soffre, in genere, riusciamo meglio a capire i sentimenti di chi ci circonda. Forse è per questo che non ho faticato ad immedesimarmi in Antonio e Francesca e a scrivere la loro storia. Per quanto riguarda la pubblicazione il percorso è stato piuttosto lungo. Ho tenuto la bozza in un cassetto per diversi anni, forse troppo presa a fare i conti con la vita per pensare ad altro. Poi, quando mi sono sentita più tranquilla, ho cominciato a cercare un editore. Pubblicare è piuttosto facile, trovare una casa editrice seria che, oltre a stampare ciò che scrivi, ti promuova è altra cosa. Devo dire che sono stata fortunata da subito, la storia piaceva e ho avuto davanti diverse opzioni: ho scelto una casa editrice di Roma (Gruppo Albatros), molto dinamica e aperta ai giovani autori e mi sono trovata bene. "Il pizzo dell'aspide" è stato un successo inaspettato, anche per loro, e ancora oggi, a distanza di cinque anni dalla prima uscita in libreria, si vende bene. Il secondo ed il terzo romanzo, invece, li ho pubblicati con Pagliai Editore di Firenze, una casa editrice piuttosto importante che mi ha aper- 92 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 ha sempre permesso di mantenere una visione positiva della vita, non ho mai percepito niente come sconfitta, ma semmai come bagaglio di esperienze che avrebbero contribuito a creare la mia personalità. "Le manovre regolari portano allo scontro, quelle imprevedibili alla vittoria e il miglior condottiero è colui che vince senza combattere!" disse il filosofo guerriero Tsun, secoli fa, nella sua "L'arte della guerra". Questo per me vuol dire lottare, ma lottare senza le armi in pugno, con la ragione, il carattere, l'intelligenza, l'astuzia e anche, perché no, la pazienza. E poi ascoltare il nostro cuore, i nostri sentimenti, la nostra anima e cercare di vedere al di là della cortina creata dalla razionalità. Forse, solo così, facendo tacere la mente, prigioniera di schemi prefissati, potremmo raccogliere le scintille di verità racchiuse nel nostro cuore. Questa è stata la via che ho seguito nella mia vita e anche quando le circostanze mi hanno assediato come un plotone schierato pronto a colpire, non ho mai ceduto. Soltanto chi mi conosce bene, sa cosa c'è dietro quel sorriso del quale tu parlavi all'inizio dell'intervista... La risposta alla tua domanda è quindi che sono razionale per necessità e passionale e sognatrice per natura. La situazione culturale nel nostro paese è di fronte al tracollo, hai qualche idea per uscire da queste pastoie? come l'oggetto libro può aiutare a diminuire questo gap? Non ho ricette magiche, credo che nessuno le abbia. Per quanto vedo, devo dire però che la situazione culturale non è poi così disastrosa come può sembrare. C'è tantissima gente che si impegna, che legge, che fa spettacoli. Ed anche i libri si continuano a vendere. I formati ebook, per esempio, stanno contribuendo fortemente alla diffusione della lettura anche tra i giovani e questo è senza dubbio positivo. Sono moderatamente ottimista in questo senso... stai lavorando ad altri progetti letterari e se sì, sposerai ancora la forma romanzo o ti occuperai di altro? Il mio ultimo romanzo è uscito solamente due mesi fa per cui, come dicevo prima, sono molto presa dalla promozione. Fra viaggi, contatti ed interviste sono impegnatissima e se a ciò aggiungo il lavoro, la famiglia e tutto il resto, mi rimane veramente giusto il tempo per dormire... Per il futuro ho già in testa qualcosa, per ora è solamente un'idea, ma sicuramente la forma sarà ancora quella del romanzo. Poi mi piacerebbe anche pubblicare una raccolta di interviste che ho fatto a donne particolari... anche la mia attività di quasi giornalista pubblicista, lo sarò ufficialmente a fine anno, mi piace molto proprio perché mi permette di continuare ad indagare l'animo umano. L'ultima domanda è libera, parlaci di ciò che vuoi. Vorrei ringraziare te, Celestino Sellaroli il direttore di questa bella ed interessante rivista (con la quale collabora curando uno spazio dedicato alle "Donne di Maremma", ndr) e tutti coloro che mi leggono. Per il resto, mi sembra francamente che tu mi abbia chiesto di tutto... Le ruBricHe · 93 terenzi, un morellino 10 e lode premiato con i "tre Bicchieri" del Gambero rosso Risultato di grande rilievo per la vitivinicoltura maremmana e per l'azienda agricola Terenzi, che oltre ad essere nominata "Cantina Emergente dell'Anno" nella Guida dei Vini d'Italia del Gambero Rosso si aggiudica ­ al primo tentativo ­ con il Morellino di Scansano Madrechiesa Riserva 2009, l'ambito riconoscimento dei "Trebicchieri" el successo per la vitivinicoltura maremmana. L'azienda Terenzi di Scansano viene nominata "Cantina Emergente dell'anno" e riceve il premio dei "Tre bicchieri", nella Guida dei Vini d'Italia del Gambero Rosso, proprio quei "Tre bicchieri" che, a detta di tanti produttori, restano l'unico premio per cui valga la pena vivere. Felicissimi i diretti interessati che hanno accolto con grande soddisfazione questo doppio riconoscimento. Già negli anni scorsi la cantina Terenzi sfiorò l'obiettivo arrivando comunque sempre con uno o due vini in finale. Adesso ha cen- B trato il massimo risultato con il Morellino di Scansano Madrechiesa Riserva 2009. "Questa è la prima uscita del Madrechiesa Riserva ­ ammette Federico Terenzi, amministratore delegato dell'azienda scansanese ­ e sinceramente non ci aspettavamo di arrivare al massimo riconoscimento, praticamente al debutto, anche se negli ultimi tre anni ­ continua Terenzi ­ siamo sempre entrati in finale con almeno due vini. Questo doppio riconoscimento è per noi la conferma che il percorso intrapreso per rivalorizzare il Morellino e la Maremma sia quello giusto. Ma è altrettanto chia- 94 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Federico Terenzi ro che questo risultato, seppur importante, deve essere per noi e per tutti gli altri produttori della zona un punto di partenza per continuare a lavorare sodo portando il Morellino e la Maremma ai massimi livelli dell'enologia italiana". Il Morellino Riserva Madrechiesa è stato prodotto in sole 3mila bottiglie. Si tratta di un sangiovese in purezza proveniente da un unico vigneto denominato appunto "Madrechiesa", invecchiato per più di un anno grandi botti di rovere di slavonia prima di essere affinato in bottiglia. "I "tre Bicchieri" ­ aggiunge Balbino Terenzi, fratello di Federico ­ se vinti con continuità anche negli anni futuri, non solo da noi, ma come ci auguriamo anche da altre aziende del territorio, possono essere davvero la chiave di volta per rilanciare il Morellino nel mondo dell'alta enologia e permettere a questo prodotto di ritrovare un po' del lignaggio che purtroppo ha perduto nel corso degli anni. Il fatto inoltre che la nostra giovane azienda, nata del 2004 e simbolo di un territorio sicuramente giovane rispetto al Brunello o al Chianti, come quello del Morellino, venga nominata "Cantina Emergente dell'Anno" è forse ancora più un significativo incoraggiamento a continuare a credere e ad investire in questa magnifica terra, anche per chi forse aveva smesso di investire e di crederci". Adesso i fratelli Federico, Balbino e Francesca Romana Terenzi attendono la cerimonia ufficiale in cui gli verranno assegnati questi due importanti riconoscimenti. E nel complimentarsi con l'azienda ­ che già negli anni passati aveva centrato riconoscimenti, ma mai un simile successo nella sua breve esistenza ­, il presidente di Confagricoltura, Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha colto l'occasione per rilanciare il tema della riapertura Le ruBricHe · 95 WINE & FOOD NEWS improvvisamente il 7 Agosto 2012. Per la Rassegna vini, i partecipanti sono stati esaminati da una commissione presieduta dal prof. Giancarlo Scalabrelli, docente di Viticoltura dip. Coltivazione dell'Università di Pisa, e da un panel di esperti. La commissione ha selezionato vini bianchi, rosati, rossi giovani, rossi affinati, vini da dessert, spumanti e vini autoctoni, decretando per ogni categoria i vincitori; ovvero i vini selezionati che Legambiente ha deciso di riproporre a livello nazionale. Tra i vincitori dell'edizione 2012 sono: Falerio Colli Ascolani Doc 2011 dell'azienda Saladini Pilastri di Spinetoli (bianco), Fontego Soave Doc 2011 de La Cappuccina di Costalunga di Monteforte d'Alpone (bianco), La Raia Gavi Docg riserva 2010 della Soc. Agr. La Raia di Novi Ligure (bianco), Bucchero Maremma Toscana Igt Ciliegiolo 2010 della Fattoria Il Duchesco di Alberese (rossi giovani), Marca Trevigiana Igt Merlot 2011 dell'Az. Agr. Giol di San Polo di Piave (rossi giovani), Coldipietrerosse Val di Cornia Doc 2009 dell'Az. Agr. La Bulichella di Suvereto (rossi affinati), Larcille Morellino di Scansano riserva Docg 2008 di Poggio Trevvalle di Campagnatico (rossi affinati), Sfiziale Aleatico Toscano Igt dell'Az. Agr. Bulichella di Suvereto (vini da dessert), Satèn Franciacorta Docg 2008 dell'Az. Barone Pizzini di Provaglio d'Iseo (spumante) e Offida Passerina Docg 2011 dell'Az. Saladini Pilastri di Spinetoli. I premi speciali sono andati alla Società agricola ss di F. Cappa e M. Peloso di Ponzano (premio New Entry), all'Azienda Saladini Pilastri di Spinetoli (azienda con più vini selezionati) e all'Azienda agricola Giol di San Polo di Piave (premio Fedeltà). Gli oli extravergine d'oliva, valutati da un Panel in modo cieco senza conoscere la provenienza e il produttore, hanno incoronato ben 27 eccellenze su tutto il territorio nazionale. I riconoscimenti sono stati divisi in 3 sezioni (extravergine convenzionale, extravergine Dop e/o Igp, extravergine biologico) e, a loro volta, in 3 categorie per sezione. Tra i premiati l'azienda agricola P. Crescimanno di Castelvetrano (convenzionale, fruttato leggero), l'Azienda agricola Tommaso Masciantorio di Casoli (convenzionale, fruttato medio), l'Az. Agr. Tenuta Piscoianni di Sonnino (convenzionale, fruttato intenso), l'Az. Agr. Piccini Adamo di Seggiano (Dop, fruttato leggero),Az.Agr. Il Mandorlo di Firenze (biologico, fruttato medio) e Frantoi Cutrera di Chiaramonte Gulfi, Reggio Calabria (biologico, fruttato intenso). L'arsura 2010 miglior morellino a vinellando 2012 È l'Arsura 2010 dell'Azienda Agr. Poggio Brigante di Leonardo Rossi il miglior Morellino di Scansano nella 13esima edizione di Vinellando, l'ormai classica manifestazione organizzata dal Comune di Magliano in collaborazione con la Provincia di Grosseto e la Regione Toscana. Un appuntamento che ha come obiettivo la valorizzazione di uno dei più importanti vini della Maremma e non solo: il Morellino di Scansano. Anche quest'anno, i partecipanti sono stati numerosi e, per la giuria non è stato certo facile arrivare al giudizio finale. Una giuria altamente qualificata, presieduta dal giornalista Stefano Tesi e composta da giornalisti (Francesca Pinochi e Paolo Valdastri), ristoratori-enotecari (Marco Lenzi dell'Enoteca Castiglionese e Marzio Rainieri della Trattoria Toscana), sommellier AIS (Fiorella Chimenti e Guido Fiorini), produttori (Lorenzo Scian della Fattoria di Magliano, Leonardo Rossi dell'Az. Agr. Poggio Brigante di Rossi Leonardo e Claudio Sabatucci dell'azienda Casavyc) e, naturalmente da un notaio (Bruno Gaudieri). Sul podio al secondo posto si è classificato il San Giuseppe 2010 della Fattoria Mantellassi (che si è aggiudicato anche il primo premio come "Morellino più tipico"), davanti al terzo classificato: Heba 2010 della Fattoria di Magliano. Ottimo dunque il risultato per la Fattoria Legambiente ha premiato le eccellenze degli oli e vini biologici Nella vasta selezione d'eccellenze di vini e oli di tutta Italia, soltanto 52 hanno vinto il riconoscimento nazionale come migliori prodotti italiani del 2012. Dal Veneto alla Calabria, si sono messe in luce aziende e prodotti di rara qualità premiate da Legambiente nella Maremma Toscana. La premiazione della 21esima edizione delle Rassegne degustazioni nazionali di oli e vini biologici, si è tenuta durante Festambiente, il festival nazionale di Legambiente, nel Parco naturale della Maremma. La selezione si è basata sulle eccellenze culturali ed enogastronomiche, selezionando con cura tutti i migliori prodotti a livello nazionale che hanno partecipato. La Rassegna, divisa nello specifico in Rassegna vini nazionali bio e Rassegna oli nazionali extravergine, ha visto trionfare realtà di grande importanza dal nord al sud Italia: dall'azienda agricola La Cappuccina di Costalunga di Monteforte d'Alpone (VR) all'azienda Saladini Pilastri di Spinetoli (AP), passando per il Morellino di Scansano dell'azienda Poggio Trevvalle di Campagnatico (GR) o il vino da dessert dell'azienda agricola Bulichella di Suvereto (LI). Il 13 agosto nel corso della serata dedicata a questa iniziativa è stata anche consegnata una targa ai nipoti di Giovanni Prisco, membro della Commissione che ha valutato i vini collaborando con professionalità e passione per 20 anni, venuto a mancare 96 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 ciao fabrizio... «Caro Celestino, come d'accordo ti invio una foto e due righe su Giovanni. Il 6 ottobre durante la cena, alla quale ti ricordo che sei invitato, faremo una piccola cerimonia per ricordarlo, ti farò sapere i dettagli. Se puoi, aggiungi nel box che stai preparando quanto segue: "Giovanni Prisco era anche socio dell'Associazione Amici del Morellino di Scansano alle cui manifestazioni partecipava assiduamente con tutto il suo entusiasmo di sempre, portando nell'associazione il suo bagaglio di competenza che lo ha contraddistinto nella sua lunga e prestigiosa carriera al vertice dei sommelier di Grosseto e provincia. Gli amici di AAA MORELLINO lo vogliono ricordare con grande affetto." A presto. Fabrizio». Fa un certo effetto rileggere questa mail che Fabrizio Fabrizi (nella foto), presidente dell'associazione AAA MORELLINO, mi inviò il 17 agosto scorso. Fa effetto perché ti rendi conto della vacuità della vita, di quanto le nostre esistenze siano appese ad un filo. In effetti, presi nota dell'invito per la cena del 6 ottobre ed aggiunsi il testo inviatomi nell'articolo di commiato dedicato a Prisco (scomparso il 7 agosto scorso), pubblicato nel numero di settembre di Maremma Magazine. Purtroppo ­ e qui sta l'imponderabile, l'ignoto, il destino, il fato ­ pochi giorni dopo, se ne sarebbe andato anche lui, Fabrizio Fabrizi, autentica anima di un gruppo di amici con la passione per il rinomatissimo vino scansanese. «Caro Celestino, penso avrai saputo della morte di mio marito avvenuta la notte del 3 settembre u.s. Purtroppo per disegni divini più grandi di noi e incomprensibili ai più, ha seguito a breve Giovanni. Spero resterà sempre nel ricordo di tutti coloro che lo hanno conosciuto e lo hanno amato. Un saluto. Catia». Con queste parole mi ha comunicato la scomparsa ­ di cui in effetti ero già venuto a conoscenza ­ la moglie Catia. Successivamente sono arrivate altre comunicazioni e testimonianze di dolore e affetto. Tra queste quella di Renata Caprini Ginesi ­ socia onoraria (come lo è chi scrive) dell'associazione AAA MORELLINO, nata nel giugno 2008 (ricordo perfettamente il giorno della presentazione nella cornice del Museo Archeologico e della Vite di Scansano, in cui lei partecipò come assessore alla Cultura in carica, alla nascita del sodalizio) ­ che ha voluto condividere con i soci la sua sofferenza e la sua tristezza. "Pur non avendo più alcuna carica istituzionale ­ ha sottolineato Renata Caprini Ginesi con una mail inviata ai soci ­ sento il bisogno, carissimi, di esprimere a tutti voi il sentito rammarico per la perdita del Vostro Presidente nonché mio carissimo amico. Abbiamo perso una persona speciale e bella di animo, un signore nei modi e un raffinato cultore della nostra terra. Sono certa che in voi tutti ha lasciato un grande vuoto e in me, socio onorario con la tessera n. 4, ma anche ammiratrice della mente e del cuore di Fabrizio, la sua scomparsa desterà sempre un grande rimpianto per non avere avuto il tempo di ringraziarlo ancora una volta per le sue scelte di vita. Renata". Mi unisco ovviamente anche io. Fabrizio era davvero una persona speciale e bella d'animo. Era una persona generosa e disponibile con il prossimo, aperta e affabile. Peccato che ci abbia lasciato così presto. Ma in ogni caso i ricordi restano e lui lo ricorderò per sempre con la gioia ed il sorriso che lo contraddistinguevano. Mi piace pensarlo adesso in cielo, seduto da qualche parte intento a brindare ed a salutarci con in mano un calice del suo adorato Morellino. Ciao Fabrizio. Ci mancherai. Celestino Sellaroli Le ruBricHe · 97 L'apparita: piccoli numeri, alta qualità, grandi risultati Sta prendendo sempre più forma l'esperienza enologica maremmana della famiglia Ropolo con l'azienda agricola "L'Apparita", in quel di Paganico. La politica del "piccolo è bello", abbinata ad una produzione di alta qualità, si sta rivelando vincente e stanno cominciando ad arrivare anche le soddisfazioni. E non mancano le novità... di ceLestino seLLaroLi ove eravamo rimasti? Partiamo così per raccontare l'evoluzione ­ una sorta di seconda puntata ­ dell'esperienza enologica maremmana della famiglia Ropolo, di cui ci siamo occupati esattamente due anni fa: nel settembre del 2010. Allora, nel presentare l'azienda agricola "L'Apparita" ­ un piccolo incanto, adagiato su una collina ben esposta, in una porzione di territorio dalle parti di Paganico in località appunto L'Apparita ­ parlavamo di scommessa, perché in quel preciso momento, dopo una preparazione lunga ed accurata, stava per essere messo sul mercato il primo, ed allora unico vino prodotto ­ il San Michele di Poggio L'Apparita ­, e stava D cominciando la delicata fase della commercializzazione. Oggi possiamo iniziare a tracciare un primo bilancio e possiamo tranquillamente dire che quella scommessa è stata vinta. L'idea originale di puntare, con una produzione limitata, verso un prodotto di altissima qualità, si è rivelata azzeccata ed in questi anni le soddisfazioni non sono certo mancate. Attualmente tutta la famiglia partecipa alle fortune di questa azienda estesa nel cuore della Maremma Grossetana su una superficie di 20 ettari, di cui solo uno e mezzo vitati, che ha fatto proprio un motto, elevato a filosofia aziendale: "piccolo è bello". E dà anche grandi risultati. Agostino Ropolo, di origini piemonte- si, ma ormai da moltissimi anni basato a Milano, acquistò questa struttura nel 1978, ma è solo dai primi anni 2000 che ha deciso di puntare sul vino e di partire con un progetto imprenditoriale per certi versi innovativo, che tante soddisfazioni sta dando. È ancora diviso tra il capoluogo lombardo e la Maremma, ma ha già messo in conto di trasferirsi definitivamente in questo angolo di Toscana e di dedicarsi a tempo pieno all'azienda agricola, una volta esauriti gli impegni lavorativi che ancora lo legano al nord. Nel frattempo, in questo interessante progetto, sono state coinvolte anche le figlie: Ilaria, anima dell'azienda impegnata nella produzione e nel marketing 98 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 (è anche degustatrice Onav - Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino), e Cristina che da Pechino (dove vive attualmente) offre il suo contributo per aprire i mercati asiatici che, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono solo ed esclusivamente massivi, ma guardano con interesse anche alle nicchie di qualità. Ma sentiamo dalla loro viva voce cosa è successo in questi due anni. allora, ci siamo occupati de L'apparita due anni fa, nel settembre 2010. La prima domanda che viene da fare è questa: che è successo in questo arco temporale? Sono successe tante cose. Quando ci siamo incontrati (era l'agosto 2010, ndr) dovevamo ancora immettere sul mercato il nostro primo ed allora unico vino: il "San Michele di Poggio L'Apparita", blend armonioso di ben cinque vitigni: Sangiovese (75%), Merlot (10%), Syrah (10%), Cabernet Sauvignon (2,5%) e Petit Verdot (2,5%). La commercializzazione dell'annata 2007, primo millesimo messo in vendita, è infatti iniziata proprio in quel periodo, ovvero tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 (ricordiamo che il vino prima di uscire fa 18 mesi di invecchiamento in barriques e 18 mesi di affinamento in bottiglia, ndr) e dovevamo quindi confrontarci con il mercato per capire se avevamo visto giusto oppure no. Ebbene, nel corso del 2011 sono arrivate le prime soddisfazioni, sia in termini di vendite, sia in termini di posizionamento della nostra etichetta. Le 3.000 bottiglie prodotte sono andate tutte esaurite velocemente, ma la cosa che ci ha gratificato di più è stata quella di vedere quali fossero i nostri clienti. Puntavamo su una distribuzione limitata, ma molto selettiva, ovvero poche bottiglie per veri connaisseurs, come conferma anche la fascia di prezzo medio-alta (tra i 50 e i 60 euro) in cui l'etichetta si colloca nelle Enoteche e nei Ristoranti. E proprio questo target ha decretato il nostro successo. Il San Michele di Poggio L'Apparita è oggi presente in pochi ma selezionatissimi locali, ovvero nei più prestigiosi ristoranti italiani (soprattutto nella zona di Milano): basti pensare al Ristorante Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo), uno dei pochissimi con tre stelle Michelin presenti in Italia, o ancora all'Hotel Park Hyatt un 5 stelle extralusso nel centro di Milano. Il vino è inoltre in degustazione a Londra, in Irlanda, a Hong Kong, ed è in vendita nelle migliori enoteche nazionali ed internazionali. Anche la Maremma ha dimostrato di apprezzare il nostro prodotto, oggi presente nei più quotati e qualificati ristoranti ed enoteche del territorio. Quindi grandi soddisfazioni dalla prima commercializzazione. andiamo avanti... Sempre nel 2011 abbiamo partecipato al Maremma Wine Shire e al Vinitaly dove siamo stati selezionati da Luca Maroni per prendere parte all'appuntamento veronese ­ insieme ad altri produttori emergenti ma già qualificati ­ nel suo stand "Trendy oggi, Big domani". Anche le guide enologiche ci hanno notato: abbiamo avuto ottime recensioni e valutazioni sia nella Guida di Luca Maroni, sia nella Guida Veronelli. Ed è Le ruBricHe · 99 raro che un vino nuovo venga subito preso in considerazione e segnalato. Alla luce di questo successo quest'anno abbiamo commercializzato l'annata 2008 sempre con una produzione limitata a 3.000 bottiglie, che sta riscuotendo ottimi risultati di vendita. A breve invece inizieremo a vendere l'annata 2009, un po' più corposa con oltre 6.000 bottiglie. A regime la produzione dovrebbe aggirarsi sulle 8.000 bottiglie. Non di più. Come da nostra precisa scelta iniziale. sappiamo che siete ormai pronti per lanciare anche un secondo vino: uno syrah in purezza. Esattamente. Visto il successo del "San Michele" con il nostro enologo di origini svizzere, Pablo Harri, già capo cantina di Castello Banfi e Col d'Orcia (due prestigiosissime aziende della zona del Brunello), abbiamo deciso di uscire con una seconda etichetta: uno Syrah in purezza. Le quantità di questa tipologia di vitigno utilizzate per il blend del San Michele sono minime (10%), per cui abbiamo la materia prima per produrre un secondo vino, la cui qualità, come confermato da vari enologi e sommelier, è davvero ottima. Testato e preparato con cura (come il San Michele esce dopo tre anni di invecchiamento: 18 mesi in barrique e 18 mesi di affinamento in bottiglia, ndr) abbiamo deciso di lanciarlo dopo gli eccellenti riscontri avuti in fase di elaborazione e messa a punto del progetto. Oggi siamo pronti, il vino è eccellente e verrà commercializzato in quantità ridottissime (1.000 bottiglie), sempre indirizzandosi verso un pubblico di grandi appassionati di questo vitigno, con una distribuzione rigorosamente selezionata. Lo Syrah è un vitigno originario del medio oriente, che ha trovato condizioni ideali di coltivazione prima nel Sud della Francia, ed ora trova in Maremma delle condizioni climatiche ottimali per esprimersi. Il "terroir" ed il microclima dell'Apparita hanno portato a risultati decisamente lusinghieri. Ma non finisce qui. ci sono altre novità in vista? Sì, visto che ci stiamo appassionando abbiamo avviato un'altra sperimentazione, ormai prossima al debutto. Si tratta di una piccola produzione di rosé, fatta con il Sangiovese in purezza ­ cosa non comunissima ­ prodotta con i grappoli non destinati al San Michele. La quantità sarà ridottissima, circa 600-700 bottiglie e contiamo di presentarlo in primavera 2013, molto probabilmente alla prossima edizione del Vinitaly. insomma grandi soddisfazioni e tanta voglia di fare. È proprio così. C'è un mix di entusiasmo, viva passione e impegno nel nostro percorso. E ci piace l'idea di una ricerca continua che abbia come risultato finale vini eccellenti in piccole quantità. Non abbiamo l'esperienza dei grandi produttori vitivinicoli, ma possiamo mettere in campo la sensibilità e la cultura per sperimentare, per portare avanti pic- 100 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 (Moraiolo, Leccino, Frantoio e Pendolino) che porta ad un olio morbido, profumato, equilibrato ed armonioso, perfettamente in linea con la qualità dei vini che produciamo e con il target cui ci rivolgiamo. dunque la scelta di puntare su piccole produzioni focalizzandosi sull'alta qualità si è rivelata vincente? Assolutamente sì. Senza alcuna presunzione, ma con la semplicità che sta caratterizzando il nostro percorso, diciamo che la politica del "piccolo è bello" ci sta premiando perché ci consente di svolgere il nostro lavoro al meglio, con amore e passione, senza avere l'incubo della vendita, che in molti casi si traduce in svendita. Nel nostro caso il discorso è diverso. I consigli che ci hanno dato all'inizio, di puntare sulla qualità e di inserirsi in un mercato di nicchia sono stati preziosi, si sono rivelati giustissimi, ed oggi stanno ripagando tutti gli sforzi iniziali. che altro aggiungere? Il nostro obiettivo è anche quello di aprirci al territorio e di utilizzare il più possibile ­ soprattutto nei mesi estivi, ma non solo ­ la struttura e gli affascinanti spazi di cui disponiamo all'interno della proprietà. Ecco allora l'idea di pro- porre visite guidate alla cantina e alla vigna, degustazioni, cene private o anche mettere a disposizione la struttura per piccoli eventi, gruppi o associazioni. Per informazioni o anche per acquistare vino e olio direttamente in azienda questi i recapiti Azienda Agricola L'Apparita | Loc. L'Apparita ­ Paganico | 58045 Civitella Paganico (Gr) | Tel. 0564 905191, www.lapparita.com, info@lapparita.com Le ruBricHe · 101 un piatto tipico toscano: l'arista con patate arrosto Questo mese parliamo dell'Arista con patate arrosto un tipico piatto della cucina toscana, uno di quei piatti irrinunciabili e saporiti che fanno venire l'acquolina in bocca anche solo a parlarne e che ha come base una lombata di maiale con osso cotta in forno ed accompagnata preferibilmente alle patate. di aLissa Mattei* 'arista è un piatto tipico toscano e riscuote sempre un grande successo presso i nostri graditi ospiti e non manca mai a Casa Montecucco in qualsiasi stagione. Molti, non toscani, non sanno neanche cosa voglia dire arista e la pronunciano con l'accento sbagliato: "arìsta". L'origine del suo nome comunque è davvero incerta. Artusi aveva indicato che il nome deriva dal greco "Aristos" o "arista", che significa "il migliore" e che sembra sia stato pronunciato dai vescovi greci invitatati a Firenze per il Concilio del 1430 dopo aver assaggiato la fantastica pietanza che aveva un altro nome. Dal quel momento si chiamò arista. Infatti, entrando nei particolari, correva l'anno 1439 ed il potentissimo Cosimo il Vecchio (1389-1464), signo- L re di Firenze, convinse papa Eugenio IV (1383-1447) a spostare la sede del Concilio ecumenico da Ferrara a Firenze. Cosimo allestì un sontuoso banchetto, straripante di bontà e di prodotti tipici della sua terra. Durante il pranzo, fu il patriarca bizantino Bessarione (14081472), particolarmente colpito dalla morbidezza e dal sapore di un arrosto di maiale presentato in tavola, ad esclamare: "àristos, àristos". Una pietanza di successo, per tradizione presentata nei più importanti banchetti ufficiali e di cui sarà ghiotto anche il nipote di Cosimo: Lorenzo il Magnifico (14491492).Tuttavia, sembra che questa storia non sia vicina alla realtà, poiché la parola "arista" esisteva già prima di quell'epoca: nel quaresimale fiorentino del 1305 di Giordano da Pisa oppure, secondo un'altra versione, usato in una novella di Franco Sacchetti alla fine del trecento, dove il protagonista Noddo d'Andrea, assaggia un'àrista al forno consegnatagli per sbaglio dal fornaio ed apprezzandone tutta la bontà. Ciò nonostante ­ e volendo essere pignoli ­ i primissimi documenti che attestano l'esistenza di questa voce risalgono ad una data ancora antecedente e precisamente al 1287, tanto da rendere la storiella di Cosimo e del Concilio, una mera narrazione mitologica. Comunque l'etimo greco sembra plausibile, ma legato forse dalle usanze dei greci che abitavano in borgo dei greci dove vivevano fabbricando profumi. Tuttavia per finire la ricostruzione etimologica, dal dizionario Treccani leggiamo: 102 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 Come si prepara Disossare il pezzo di arista, mettere aglio, rosmarino sale e pepe nella parte tra osso e carne. Legare insieme l'osso con la carne. Mettere in una teglia, con olio extra vergine di oliva, in forno per un'ora a 180 gradi perché la carne deve rimanere tenera e rosata. Aggiungere dopo circa 50 minuti del vino bianco, che serve per scogliere l'attaccaticcio della teglia e che andrà a formare il sughino misto all'olio che insaporirà il piatto. Molti mettono il trito di aglio e rosmarino, praticando delle incisioni nella carne, che però rovina poi la presentazione della fetta ed è anche troppo forte. A parere mio, è meglio cuocere le patate a parte con rosmarino, sale e salvia senza mai girarle per circa 25 minuti, lasciando il bel sughetto per la carne. Tagliate la carne a fette quando è fredda ed aggiungere il sughetto riscaldato e bollente. Volendo si possono cuocere le patate nello stesso sugo oppure saltare rapini o cavolo nero nell'intingolo, ma questo dipende dai gusti personali. *Alissa Mattei e Luciano Cipriani vi aspettano per assaporare questo, come tanti altri prelibati piatti della cucina maremmana, ma non solo, presso il Bed & Breakfast - Ristorante Casa Montecucco, situato tra Giuncarico e Ribolla, in loc. Castel di Pietra - 58020 Gavorrano. Info per prenotazioni: tel. 0566 80135, e-mail casamontecucco@libero.it Le news Grossetofiere, presentato il programma promozionale 2013 Grossetofiere ha disegnato il futuro della società per il prossimo anno. Con l'illustrazione del Piano Promozionale 2013 avvenuta il 14 settembre, in Camera di Commercio di Grosseto, la Spa maremmana ha reso noti tutti gli appuntamenti in programma il prossimo anno e quelli che se ne potrebbero aggiungere in corso d'opera. Un bel viatico visto che proprio il prossimo anno Grossetofiere taglierà un traguardo storico: i 35 anni della Fiera del Madonnino. «Il raggiungimento di un così ambizioso obiettivo ­ ha detto il presidente di Grossetofiere Riccardo Breda ­ sta a testimoniare le capacità della Spa maremmana impegnata nel settore degli eventi espositivi ed una spiccata attitudine al rinnovamento e all'adattamento alle mutevoli condizioni del mercato». Si parte il 19 e 20 gennaio 2013 con la Mostra scambio delle auto e moto d'epoca, che torna ad essere collocata in inverno. Dopo la parentesi di quest'anno a fine primavera, che non ha dato i frutti sperati, la mostra torna a inizio 2013. A marzo altro appuntamento consolidato, quello con il florovivaismo di giardini di Marzo dal 22 al 24 del mese. «Questo evento è guardato con molta attenzione dai vivaisti anche fuori provincia ­ ha detto il presidente Breda, sottolineando come il settore agricolo sia stato, al pari di altri Riccardo Breda settore, colpito pesantemente dalla crisi ­. Ci sono aziende ­ ha puntualizzato ­ che occupavano spazi anche grandi e che purtroppo non ci sono più perché hanno chiuso. Questo è un settore che ha sempre investito molto nella promozione». L'ultima domenica di maggio è poi fissato un evento organizzato in collaborazione con la Camera di commercio e che già negli anni scorsi ha riscosso un notevole successo: si tratta di Maremma Wine Food Shire, il salone del vino e dell'enogastronomia locale. Una manifestazione in collaborazione con il mondo imprenditoriale e vitivinicolo che ha richiamato 86 buyers da tutto il mondo, solo 44 dei quali italiani. «Vorremmo far ripartire Fieravacanze, un appuntamento dedicato al turismo ­ ha detto ancora il Presidente Breda ­ magari da collocare a settembre o ottobre, qualcosa che coinvolga tutto il territorio, e poi un evento in due giorni dedicato al mondo della scuola, dove gli istituti scolastici che si devono far conoscere possano incontrare studenti e famiglie che debbono fare una scelta per il futuro. Vogliamo creare eventi che siamo un volano per tutto il territorio. Certo il momento non è semplice, ma nonostante le difficoltà vogliamo almeno tenere il passo e non fare un passo indietro». «È un momento importante ­ prosegue il direttore Carlo Pacini ­ in un momento di crisi quello del mondo fieristico può essere un momento di rilancio per le aziende locali e non. Per questo abbiamo lasciato da parte i bilanci e confermato le tariffe espositrici che sono bloccate ormai da anni, perché si tratta comunque di un investimento promozionale». Il prossimo anno tutti gli eventi si svolgeranno in orari diurni, questo non significa che il centro fieristico non aprirà più in notturna, anzi, come ha detto Carlo Pacini «Speriamo che gli altri enti possano portare le proprie manifestazioni all'interno del centro, per rassegne di ogni genere, anche di sera». Da quest'anno poi Grossetofiere ha deciso di sviluppare una collaborazione con i ragazzi della Fondazione Il Sole, che saranno anche invitati a partecipare ad alcuni laboratori. «Ma l'invito ­ ha tenuto a precisare Riccardo Breda ­ è aperta anche alle altre associazioni che operano con i ragazzi diversamente abili». «La Fondazione Il Sole ­ ha affermato il suo presidente Massimiliano Frascino ­ si occupa dell'inserimento sociale. Uno dei problemi concreti è dell'utilizzo del tempo libero una volta terminato il percorso scolastico. Questa opportunità che ci offre Grosseto Fiere è un modo per fare nuove esperienze. Ad esempio a Giardini di Marzo verrà insegnato a rinvasare le piante, mentre magari la Mostra scambio delle auto è un momento più ricreativo e divertente di per sé. Alla base di tutto ­ conclude Frascino ­ c'è comunque l'opportunità di fare esperienze insolite». «Grossetofiere lo va ripetendo ormai da anni ed il trend nazionale lo ha più volte sottolineato: le manifestazioni fieristiche sono un essenziale supporto allo sviluppo economico del nostro territorio e uno strumento quasi 104 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 irrinunciabile per tentare di contrastare la crisi economica. È per questo ­ conclude Riccardo Breda ­ che la società che sono stato chiamato a guidare non farà venir meno il suo impegno nei prossimi anni e dedicherà risorse e mezzi perché il proprio palinsesto cresca ed ampli l'offerta. Il piano promozionale 2013 che abbiamo presentato proprio in questi giorni sta a dimostrare la nostra risolutezza: idee ben chiare, nuove proposte per rilanciare il settore e creare appeal, eventi studiati per incentivare la partecipazione delle aziende. Grossetofiere per portare avanti questo delicato compito punterà anche a rafforzare la collaborazione con le istituzioni e le realtà economiche del territorio, facendo sistema per unire le risorse e le migliori energie presenti nella nostra provincia». da Legambiente la prima mappa biologica della maremma L'agricoltura biologica, in Maremma, è una realtà in constante crescita che rappresenta una risorsa economica importante. Per questo motivo Legambiente ha deciso di stilare una mappa delle aziende che hanno intrapreso questo percorso in Maremma. La prima mappa biologica, che l'associazione del Cigno ha creato tenendo conto della qualità dei prodotti e della filiera corta, segnala i punti di vendita diretta, indicandone i riferimenti, i prodotti disponibili e gli orari di apertura al pubblico.Tutto questo per fornire un servizio al consumatore e promuovere contemporaneamente le economie di filiera corta e la diffusione del modello biologico nella Maremma Toscana. "Con questo nuovo progetto ­ afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente ­ vogliamo valorizzare i sistemi di produzione rispettosi dell'ambiente e della salute dell'uomo, come le produzioni biologiche, valorizzandole e ponendole come punto di riferimento per tutti i cittadini. Ogni anno a Festambiente vengono valorizzati in modo significativo non solo i prodotti biologici ma anche tutte quelle buone pratiche legate alla sana alimentazione. Proprio per questo tra le novità della 24esima edizione c'è stata una nuova area dove i prodotti biologici sono stati presentati e degustati dai visitatori, che si chiama La Bottega De(l)gusto, per favorire la rete delle aziende biologiche nazio- elmo corinzio del Giglio, l'ambasciatore tedesco ha scritto al sindaco ortelli Alla Rocca Pisana, a cinquant'anni di distanza dal ritrovamento, avvenuto nel 1962, la comunità gigliese aveva lanciato un appello raccolto dall'Ambasciatore Tedesco che ha scritto al sindaco Ortelli, manifestando «piena collaborazione per ritrovare l'elmo». Già attivati i reparti di competenza e l'Istituto Archeologico Germanico a Roma Signor Sindaco, l'Ambasciatore Schàfers la ringrazia per la sua lettera e per le sue gentili parole. Per la sua richiesta l`Ambasciata di Germania cercherà di adoperarsi il più possibile e ha già attivato i reparti di competenza e l'Istituto Archeologico Germanico a Roma. Sarà nostra premura contattarla non appena avremo delle informazioni». L'ambasciatore di Germania in Italia Schàfers ha scritto quest'oggi al sindaco di Isola del Giglio per comunicare la piena disponibilità dell'ambasciata a recuperare l'elmo corinzio rinvenuto a Giglio Campese nel 1962 e trafugato all'estero. Proprio dal Giglio alla fine di luglio era partito l'appello della comunità gigliese per rientrare in possesso del prezioso oggetto. «Vogliamo costruire un percorso che dal Giglio ci porti a dialogare con chi è in possesso oggi dell'elmo, perché dopo tanti anni lo restituisca alla nostra comunità», era stato l'appello del sindaco Sergio Ortelli al termine della conferenza-studio sul ritrovamento del relitto della nave di Campese esattamente cinquant'anni fa. Per l'occasione arrivarono al Giglio i protagonisti di quel ritrovamento: il subacqueo inglese Reg Vallintine che aveva avvistato a 50 metri di profondità, nelle vicinanze della secca Pignocchi, i resti dell'unica nave oggi conosciuta risalente agli inizi del VI secolo avanti Cristo e l'inglese Mensum Bound, archeologo e docente « all'Università di Oxford che si era messo sulle tracce dell'elmo. Oggi la collaborazione dell'Ambasciata tedesca. «Ringrazio l'ambasciatore Schàfers per la sensibilità dimostrata ­ spiega il sindaco Sergio Ortelli ­ ci auguriamo che questa sinergia tra Italia e Germania possa portare ad acquisire elementi utili al ritrovamento dell'elmo». Il relitto del Campese è uno dei più importanti al mondo in quanto si tratta dell'unica nave oggi riportata in superficie degli inizi del Sesto secolo avanti Cristo. La sua origine probabilmente è corinzia in quanto all'epoca il porto della città greca era il più importante e da lì partivano tutti i commerci per il mondo conosciuto. Già nel 2002 un convegno internazionale con le autorità di polizia italiane e tedesche aveva messo in evidenza il tema dell'elmo del Giglio. Le neWs · 105 La casa del futuro è in maremma, a festambiente La Casa ecologica è in Maremma: circa 6000 visite durante Festambiente testimoniano l'originalità di un prototipo studiato in tutta Italia per azzerare le bollette e le emissioni. E intanto il progetto Abitare Mediterraneo continua anche dopo kermesse ecologica di Legambiente ono state circa 6000 le visite guidate, che sono state fatte dal personale competente durante Festambiente, al primo prototipo italiano di Casa ecologica che si adatta al clima mediterraneo. La struttura, infatti, ha dimostrato ai visitatori della festa come risparmiare soldi durante l'anno grazie a una serie di caratteristiche che rendono la casa totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico. Ma non solo. Costruita su due piani per un totale di 70 metri quadri, la struttura è stata realizzata con tecnologie innovative e a risparmio energetico (pannelli fotovoltaici, solari termici), con il legno come materiale base per l'abitare sostenibile (pareti coibentate, pavimento radiante) che si adatta al clima mediterraneo rendendo la casa fresca d'estate e calda d'inverno. Per l'illuminazione, invece, tecnologie ad alta efficienza come lampioni fotovoltaici e fari a led. All'interno elettrodomestici di nuova tecnologia, una mostra sugli stili di vita sostenibili e sulle tecnologie più avanzate. "La grande partecipazione di pubblico alle visite guidate proposte durante Festambiente ­ afferma Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente ­ testimoniano la curiosità nei confronti di un prototipo originale, il primo in Italia, che consente un risparmio economico ed energetico concreto adatto a un clima mediterraneo. In questo spazio, allestito sia all'interno dell'edificio che negli ampi spazi circo- S stanti, i visitatori, le famiglie, gli studenti e gli esperti del settore hanno verificato come sia effettivamente possibile e conveniente l'abitare sostenibile. Per il prossimo anno cominceranno anche le visite guidate e gli studi fatti con le scuole e le università di tutta Italia, oltre ai corsi di formazione e i seminari specifici. Abbiamo già ricevuto prenotazioni per visite guidate e laboratori, sia a livello scolastico che universitario, da fare nella casa ecologica. La nostra volontà ­ conclude Gentili ­ è quella di far capire a tutti, tramite questo prototipo, come siano importanti sia i materiali sia le tecnologie innovative nell'ambito ecoenergetico". Il prototipo ha l'obiettivo di ricercare e testare metodologie costruttive e innovative, ecocompatibili e a basso consumo energetico. La realizzazione ha impegnato non solo esperti universitari, ma anche numerose aziende specializzate nell'edilizia sostenibile (toscane e in particolar modo maremmane) e di qualità con l'obiettivo di realizzare un'abitazione che rispetta la tradizione e i materiali toscani e, nello stesso tempo, utilizza le tecnologie più innovative in ambito ecoenergetico. Questa iniziativa dimostra come sia possibile realizzare una vera e propria filiera legata alla green economy e all'abitare sostenibile con componenti, materiali, progettazione e costruzione effettuata in Toscana. Una casa che rappresenti la tradizione e nello stesso tempo innovazione per un confort e un abbassamento delle emissioni. Insomma, la casa del futuro abita in Maremma. nali e locali diffondendo un messaggio di grande importanza che miri a un futuro più sostenibile". Molte le aziende che hanno aderito alla nuova proposta di Legambiente, dando la disponibilità ad essere parte del progetto inserendosi all'interno di uno strumento nuovo e dinamico capace di mettere in contatto consumatori e produttori. Per vedere la mappa è possibile collegarsi al sito www.officinedeisapori.it. Le aziende della provincia di Grosseto che hanno aderito al progetto sono: Le Tafane, Bruno Turco, Campino, Lecceta del Sarto, Marco Benvenuti, Pianiole di Alessandra Millotti, Salustri Leonardo, Sassotondo, Civettaio, Il Duchesco, La Maliosa, Il Cerchio, Il Troscione, La Carletta, La Poderina Toscana, La Selva, Le Sorgenti, Loaker, Loridòr, L'Olio di Nonno Adamo, Orciaverde, Pierini e Brugi, Marco Polo, Riparbella, Poggio Assiolo, Poggio al Toro, Poggio del Castagno, Poggio Trevvalle, La Marietta, Poggio Concezione, La Sugheraia, Tenuta agricola Uccellina, Tenuta di Paganico, Terra Etrusca, Vigna Grande, Vignaioli del Morellino di Scansano, Pagaiano dei Ruggieri. La forza della musica... al parco di pietra di roselle concerto e serata albanese Una ex cava di pietra poco distante da Roselle, con una imponente opera di bonifica nei primi anni di questo nuovo secolo è stata trasformata in un teatro all'aperto, attivo, nel periodo estivo, dal 2005. Qui sono stati organizzati incontri, dibattiti e alcune presentazioni di libri, ma soprattutto spettacoli musicali. Questa estate è stata organizzata, fra le altre, una serata di musica live albanese, dedicata agli immigrati albanesi, che qui in provincia di Grosseto, come in molte altre parti d'Italia, sono numerosi. Questa serata era animata da due artisti i cui nomi forse non sono noti al grande pubblico italiano, ma che invece sono particolarmente apprezzati in Albania e fra gli albanesi qui presenti: Artjola Toska e Muharrem Ahmeti. La prima è una giovane cantante di musica popolare, che ha iniziato a cantare all'età di 15-16 anni, molto apprezzata dal pubblico, ma la vera star della serata era Muharrem, che è diventato famoso, in patria, per aver iniziato a cantare giovanissimo alle feste e ai matrimoni. Il pubblico, numeroso e composto, era formato sia da giovani, aggregazioni di 106 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 ti di altissimo livello. La cantina di Collemassari, il 2 settembre scorso ha fatto da cornice al concerto di chiusura del Dionisus (terza ed ultima tranche di concerti, quattro in tutto e tutti sold out) con i famosissimi Coro e Solisti di Lione diretti dall'inseparabile direttore Bernard Tétu con Maurizio Baglini al pianoforte. Un evento di rilievo internazionale, che ha chiuso in bellezza un'edizione da incorniciare. Un pubblico proveniente da tutto il mondo, sera dopo sera, ha affollato i concerti proposti dall'Amiata Piano Festival. A riguardo va doverosamente segnalata la presenza di 170 spettatori in arrivo dalla lontana Norvegia, che grazie al festival hanno potuto scoprire la bellezza paesaggistica di una Toscana ancora poco nota all'estero. Tra i momenti da ricordare quello del 30 agosto con la presenza in sala di Sir Peter Maxwell Davies che ha richiamato un folto pubblico, con presenze da ogni dove, compreso il lontanissimo Giappone. Universalmente riconosciuto come uno dei maggiori compositori del nostro tempo, Sir Peter Maxwell Davies ha dato un contributo significativo alla storia musicale attraverso la sua produzione ampia e prolifica.Vive nelle isole Orcadi, al largo della costa nord della Scozia, dove scrive gran parte della sua musica. In un elenco di lavoro che comprende più di cinque decenni ha scritto in una vasta gamma di stili, ma la sua musica comunica sempre in modo diretto e potente. È stato nominato cavaliere nel 1987 e nominato Maestro di Musica della Regina nel 2004, in quale ruolo egli cerca di elevare il profilo della musica in Gran Bretagna, oltre a scrivere numerose opere per Sua Maestà la Regi- na e per le occasioni reali. Ospite d'onore nella cantina di Collemassari, ha introdotto al pubblico le sue partiture, interpretate da grandissimi maestri di fama mondiale, come Silvia Chiesa, Marco Rogliano, Anna Revel, Maurizio Leoni (straordinaria la sua interpretazione in Eight Songs for a Mad King), Toni Chessa, Enrico Maria Baroni e Maurizio Baglini, un ensemble diretto dal maestro Andrea Ivaldi. Una serata incredibile ed irripetibile per quegli appassionati che sono riusciti, a fatica, ad aggiudicarsi un biglietto. E soddisfazione è stata espressa dalla direzione della Fondazione Bertarelli: "È la prova che attraverso questa importante manifestazione culturale ­ ha detto il presidente Claudio Tipa ­ stiamo tutelando e promuovendo uno dei territori più suggestivi del mondo, il Montegucco Docg. In un momento storico dove lo stato continua a tagliare in modo indiscriminato alla voce cultura noi siamo convinti ­ ha aggiunto Tipa ­ che proprio la cultura potrebbe essere una importante strumento per far fronte alla crisi". Ogni sera al termine dei concerti inseriti nella tranche Dionisus la direzione della cantina Collemassari ha offerto al pubblico una cena a buffet con ricette e prodotti tipici locali, accompagnati dal vino Montecucco Doc, per contribuire a far apprezzare ancor meglio questo "angolo straordinario" di Toscana. L'Amiata Piano Festival, che gode dei patrocini della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto e del Comune di Cinigiano, del contributo della Maremmma dei Festival ed è in gran parte sostenuto dalla Fondazione Bertarelli, saluta e dà appuntamento al prossimo anno! Le neWs · 107 108 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 sempre difficile prevedere in anticipo quali e quante possano essere le conseguenze di un incidente, particolarmente se l'incidente è il naufragio di un colosso come la nave Concordia. Poco dopo il disastro si ebbe notizia di alcune disdette di turisti stranieri che avevano prenotato un alloggio per l'estate successiva (quella appena trascorsa): temevano di trovare il mare inquinato dal contenuto del colosso adagiato sugli scogli dell'Arenella. In effetti, il rischio che l'enorme quantità di carburante nei serbatoi della nave finisse sversato in mare, non era del tutto remoto. Ma tutto il contenuto di una nave fa inquinamento, dai prodotti per le pulizie alle derrate alimentari. Se si ripercorre la dinamica del naufragio, dall'urto con gli scogli delle Scole alla posizione attuale del relitto, alcune questioni restano irrisolte. Forse, viene da pensare, il capitano ha cercato di avvicinare il più possibile la nave alla costa, cercando in questo modo si salvare sia lo scafo che i suoi passeggeri, il maggior numero possibile, almeno. Stefano, che nell'Isola ci è nato e ci vive da sempre, esperto di traversate, di correnti e dell'isola stessa, dissipa però ogni dubbio: dopo l'urto la nave ha iniziato a imbarcare acqua, inclinandosi a tribordo, dalla parte della falla. L'acqua ha fatto saltare completamente l'impianto elettrico. Dunque non potevano funzionare più i comandi, né si potevano aprire le porte di chi, disgraziatamente era sceso o si trovava in cabina. In assenza totale di comandi, e a motori ormai spenti, la nave ha semplicemente seguito la corrente. È stata la corrente, continua Stefano, che l'ha trascinata fin dove si trova ora, rovesciandone l'inclinazione iniziale a causa del fondale, che in quel punto è opposto alla sua Antonio Bonfilio È nelle prossime edizioni". "Uno dei nostri prossimi obiettivi ­ ha puntualizzato Bonfilio ­ è il riconoscimento del Festival da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in virtù anche della collaborazione con la prestigiosa Accademia Chigiana concretizzatasi con i due grandi concerti degli Allievi e dei Maestri Chigiani in teatro, ma gli sforzi di tutti si dovranno concentrare per allestire un programma ancora più ricco e più ampio. Penso all'Opera, su cui stiamo già lavorando in merito alla scelta del luogo, Piazza della Botte si presta molto, e della struttura, ma penso anche alla Musica Antica, a quel periodo musicale che va dal Medio Evo al Rinascimento, quasi mai proposto nella provincia, ma richiesto da molti appassionati". "Dunque Terre di Scansano appena terminato è già proiettato all'anno prossimo ­ ha concluso il Direttore Artistico ­. Occorrono decisione, tempestività e competenza nell'organizzazione di eventi musicali importanti, specialmente ora che il tracciato è segnato e la strada battuta. Il territorio di Scansano che ha prodotto questo evento e tutta la Maremma che ne beneficia danno agli amanti della musica classica provenienti dalla nostra regione e da tutto il mondo, l'appuntamento alla seconda edizione 2013, a partire da maggio prossimo". Info: www.terrediscansanoclassicafestival.it, tel. 0564 507982, cell. 349 5380069. La chimera d'oro ad alessandra sensini Alessandra Sensini è stata insignita della Chimera d'Oro. L'avvenimento si è ripetuto mercoledì 5 settembre, al Parco di Pietra di Roselle, dove il Presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras, ha consegnato il massimo riconoscimento dell'ente all'atleta maremmana, appena rientrata dall'av- pendenza iniziale. Ora i serbatoi sono stati svuotati dei 230 mila litri di olio pesante che contenevano, altre parti sono state sistemate, e gli oblò sono stati accecati con tavole di legno, probabilmente per evitare la loro esplosione nelle prossime operazioni di rimozione dell'enorme vascello. Restano due dispersi, chissà mai se il mare o la nave ce ne renderanno i resti. Ma c'è un altro fenomeno, al quale inizialmente non si pensava: il relitto del Concordia non ha allontanato il turismo dall'isola "delle capre", come la chiamavano gli antichi romani, semmai lo ha incrementato. Gli olandesi, ad esempio, che si occupavano del recupero del carburante, interagivano con la popolazione, erano diventati ormai "di casa" per i gigliesi, che in quest'occasione hanno mostrato tutto il loro senso dell'ospitalità. Si deve dire che fortunatamente in quella costa, dal naufragio avvenuto la sera del 13 gennaio in avanti, una cattiva stagione non c'è mai stata, basta pensare che il mare non è mai stato grosso, non c'è mai stata una vera mareggiata, almeno fino alla fine dell'estate, che avrebbe potuto provocare lo scivolamento del relitto verso un fondale più profondo. Dall'inizio della buona stagione è iniziato un turismo giornaliero, proprio per vedere il gigante adagiato sul fondale dell'Arenella. Così a ogni corsa del traghetto che congiunge il Giglio con Porto Santo Stefano, giunti in prossimità dell'isola i passeggeri si spostano sul fianco per vedere la Concordia che dorme. Chi scatta fotografie, chi riprende un breve filmato, chi usa il telefonino, per uno scatto. L'effetto "dal vivo" del gigante disteso è sorprendente, molti commentano: "In televisione non sembrava così". Paolo Nardini Le neWs · 109 Valori umani e sapori antichi nella festa del Savoia Si è svolta il 18 settembre scorso presso la caserma del Reggimento Savoia Cavalleria a Grosseto, la commemorazione della storica carica di Isbuschenkij, l'ultima della nostra cavalleria. E nell'occasione un pezzo di storia d'Italia autentica e commovente è tornato a vivere l Reggimento Savoia Cavalleria ha festeggiato lo scorso 18 settembre il settantesimo anniversario della carica di Isbuschenkij, l'ultima carica di cavalleria della storia. La consueta e affascinante scenografia di soldati schierati, di paramenti, bandiere, lance e sciabole ha dato il benvenuto agli ospiti nella caserma di via Senese a Grosseto. A presiedere la cerimonia il colonnello Giovanni Cafforio (centesimo comandante del reggimento), alla presenza del generale di Brigata Antonio Bettelli e delle massime autorità militari civili e religiose del capoluogo. Presente alla cerimonia anche l'ex sergente maggiore Giancarlo Ciotti, reduce che ha partecipato alla carica nella steppa russa. Da uno sguardo molto retrospettivo si viene a sapere che all'inizio del secondo conflitto mondiale il reggimento era inquadrato nella terza divisione celere Principe Amedeo Duca d'Aosta, inviato poi in Russia dove è stato protagonista della storica carica di Isbuschenkij, in cui seicento uomini ebbero il sopravvento contro duemila soldati siberiani. Con il celebre fatto d'arme, entrato nella leggenda, si concludeva dopo cinquemila anni la storia del combattimento a cavallo e soprattutto, per l'Italia, finiva il periodo dei combattimenti ottocenteschi, cruenti, romantici e savoiardi, inne- I stati sulla tradizione delle guerre d'Indipendenza. Tra i più antichi e gloriosi reggimenti di cavalleria del nostro esercito, il Savoia ha origini che risalgono al Seicento. Una storia intessuta di battaglie e di onorificenze al valor militare; un presente di esercitazioni per organizzare le missioni all'estero, ma anche per soccorrere la popolazione italiana in difficoltà, come avvenuto lo scorso inverno con l'emergenza maltempo. Fra l'altro è imminente la partenza del reggimento per il Libano del sud dove sosterà per sei mesi, per una missione di pace con il compito di limitare la recrudescenza tra libanesi e israeliani. "Siamo abituati ad operare in quel paese ­ ha detto il colonnello Cafforio ­ la gente si ricorda bene di noi e dei grossetani, tanto che ci sarà un gemellaggio tra Grosseto e la municipalità dove andremo ad operare; le nostre azioni saranno compiute nel pieno rispetto delle nostre tradizioni e della nostra storia, e noi lasciamo con fiducia le nostre famiglie nelle vostre mani". La cerimonia è terminata con lo scoprimento di una targa donata dal Presidente della Repubblica in occasione del 320° compleanno del reggimento e l'inaugurazione del monumento ai caduti di Savoia della seconda guerra mondiale. Rossano Marzocchi 110 · Maremma Magazine · Ottobre 2012 aziende possano raggiungere questi risultati". Alla cerimonia ufficiale di premiazione sono intervenuti il Presidente Giorgio Squinzi, la Vice Presidente per la Ricerca e Innovazione Diana Bracco e il Vice Presidente per le reti di impresa e Presidente APQI Aldo Bonomi. Il premio arriva dopo un anno di importanti successi e traguardi per l'azienda di automazione di Follonica: la premiazione ad Ottobre del 2011 del software SIMnau durante il salone nautico di Genova (una vetrina di rilievo internazionale), l'apertura di una nuova sede lavorativa nel capoluogo Toscano ed un incremento esponenziale del personale, con ben 29 dipendenti all'attivo. Ricordato a Grosseto l'11 settembre Una cerimonia per commemorare i tragici eventi dell'11 settembre, che hanno segnato profondamente la storia degli ultimi anni. La Città di Grosseto, con in testa il Comune, ha voluto ricordare anche quest'anno il tragico evento di 11 anni fa. E lo ha fatto con una iniziativa in memoria delle circa 3000 vittime presso l'area verde compresa tra via Repubblica di San Marino, via Germania e viale Stati Uniti, alla presenza del Sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, del Presidente del Consiglio Comunale Paolo Lecci e del Prefetto Marco Valentini, il presidente del Consiglio Provinciale Sergio Martini, oltre a tutte le autorità civili e militari. Nel presentare l'iniziativa, il sindaco Emilio Bonifazi ha voluto sottolineare l'impegno di ricordare i martiri degli atti terroristici di New York e Washington. "Un doveroso omaggio per non cancellare dalla memoria collettiva tanti uomini, donne, bambini innocenti, i Paesi che avevano dato loro i natali; i civili, i poliziotti e i vigili del fuoco che si sono spesi per tentare di salvare vite umane". "Quell'evento ­ ha proseguito il sindaco Bonifazi ­ ha indubbiamente cambiato molte cose nella storia contemporanea degli Stati Uniti e dell'intero pianeta". "Una cerimonia che vuole essere un monito per le generazioni future ­ ha aggiunto il presidente del Consiglio comunale, Paolo Lecci ­. Un modo per sottolineare l'importanza del dialogo e della conciliazione tra i popoli come unica arma possibile per combattere tanta inaudita e gratuita violenza". Tra gli organizzatori dell'appuntamento Domenico Aleotti, da sempre impegnato negli eventi che hanno per protagonisti i cavalli maremmani. "La storia della Maremma e degli Stati uniti continua a riservare piacevoli sorprese e intrecci ­ ha detto Aleotti ­; una di queste è uno scritto, opera del primo ambasciatore americano in Italia. George P. Marsh nella sua pubblicazione del 1872 L'uomo e la natura dedica un intero capitolo alla nostra terra: Bonificamenti della Maremma. A dimostrazione del forte legame che aveva instaurato con Grosseto negli anni del suo impegno come ambasciatore in Italia". Nell'occasione i butteri del Marruchetone, che hanno sfilato insieme all'Associazione nazionale butteri, hanno voluto consegnare una targa omaggio ai Vigili del Fuoco che si sono recentemente distinti in alcune importanti operazioni, quali quelle relative all'incendio della pineta di Marina di Grosseto ad agosto. Nell'ambito dell'iniziativa si è tenuta inoltre la benedizione, da parte di don Franco Cencioni, dei due cipressi che simboleggiano le tue torri e le vittime dell'11 settembre. LE NEWS · 111 direttore responsaBiLe Celestino Sellaroli redazione Nicola Alocci, Francesca Costagliola, Claudia della Monaca, Giulia Focardi, Nadia iacopini, Maria Grazia Lenni, Rossano Marzocchi, Paolo Nardini, dianora Tinti, Eleonora Zannerini consuLenza editoriaLe Corrado Barontini editore CS Editore direzione, redazione e puBBLicità CS Editore, Via Tripoli n. 10 - 58100 Grosseto - Tel. 0564 20426 - Fax 0564 429364 - Cell. 349 2872103, email maremma.magazine@virgilio.it oppure info@maremma-magazine.it, sito web www.maremma-magazine.it stampa Tipolitografia Ambrosini Gianfranco Zona industriale Loc. Campo Morino - 01021 Acquapendente (VT) - Tel. 0763.711040, sito web www.tipografiaambrosini.it, e-mail info@tipografiaambrosini.it arretrati i numeri arretrati possono essere richiesti a CS Editore - Via Tripoli n. 10 - 58100 Grosseto - Tel. 0564 20426 Fax 0564 429364, inviando anticipatamente l'importo pari al doppio del prezzo di copertina, mediante assegno bancario non trasferibile intestato a CS Editore di Celestino Sellaroli o bollettino sul conto corrente postale n. 39735576 intestato a CS Editore di Celestino Sellaroli, Via Tripoli n. 10, 58100 Grosseto aBBonamenti prezzi: una copia euro 3,50; abbonamento annuale: euro 33,60 per l'italia ed euro 140 per l'estero. L'abbonamento decorrerà dal primo numero disponibile (prima della spedizione mensile in abbonamento postale) e potrà avere inizio in qualsiasi periodo dell'anno. Per il rinnovo attendere l'avviso di scadenza. 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