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Avete idee e consigli da darci, complimenti o critiche da fare, oppure più semplicemente volete commentare un articolo o dire la vostra su un certo argomento? Questo spazio è per voi. Scriveteci via e-mail all'indirizzo redazione@maremma-magazine.it Compatibilmente con lo spazio a disposizione pubblicheremo il vostro intervento. 6 · Maremma Magazine · Marzo 2012 LA VOCE DEI LETTORI L'EDITORIALE PRIMO PIANO 14 .....Turismo e agroalimentare, le armi per battere la crisi nella strategia di Lamioni 22 .....Le Mura di Grosseto, un monumento simbolo che merita di più 28 .....Se il Geoparco delle Colline Metallifere entra... nelle scuole 32 .....La Maremma Underground, un mondo nascosto pieno di fascino e suggestioni 36 .....I Luoghi della Fede: il Convento dei Cappuccini in Arcidosso 40 .....Risorgimento Maremmano: dalla prima alla seconda guerra d'indipendenza 44 .....Giugno 1944, quando il Fronte pas- 22 sò a nord di Grosseto 48 .....Arturo Gallichi, l'ebreo di Magliano che dipingeva Madonne 52 .....La storia che fece Grosseto nelle pagine di Aldo Mazzolai 56 .....Laura Donnini, alla direzione generale della Mondadori con la Maremma nel cuore 60 .....La Misericordia di Grosseto: da secoli al servizio del prossimo 63 .....Se anche l'acqua diventa "a Km zero" 66 .....Helios Impianti, è maremmana l'azienda regina delle rinnovabili L'AGENDA 73 .....L'ALMANACCO 74 .....Pitigliano si illumina con la Torciata di San Giuseppe 2012 75 .....Dal Barocco al Novecento... in 32 40 In copertina, un'immagine di Maremma (foto Andrea De Maria, tratta dal libro "Ti amo maremma fin dove al mar ti sposi e ti vesti di tramonti") SOMMARIO · 9 84 94 macabre osterie Personaggi 94 .....Louis Porte, ovvero colui che scoprì le miniere in Maremma Note di Maremma 96 .....La voce evoca: viaggio musicale nel panorama dei cori della Maremma Scrittori e Poeti Mauro Mori, la memoria nella modernità NEWS 104...Collezionismo, che passione! I modellini di mezzi terrestri e aerei di Roberto Andrei 105...Castiglione della Pescaia, prende forma la "Strada del Contemporaneo" 105...Un corso di scrittura a cura di Paola Zannoner 106...Il Vescovo di Grosseto ha incontrato i giornalisti 106...La Tenuta di Paganico ospita il Corso di Assaggiatori di salumi ufficiali ONAS 105 107...La Provincia di Grosseto protagonista alla BIT di Milano 107...È maremmano il toro più bello del mondo 108..."Io sono come" 108..."Palla Eh/21! Gioco antico o risorsa per il futuro? Mettiamoci in gioco!" 109...Convegno finale per il progetto A.Ma.T.A "Azioni per una Maremma Turisticamente Accessibile" 109...Diventa social il Museo di Storia Naturale di Grosseto 110...Restinnova, ristorazione ed innovazione oltre i confini 110...Maremma Cup, riflettori spenti per quest'anno: l'edizione 2012 non si farà 110...Consegnati i Diplomi di Stato in "Savoia Cavalleria". 111...Proiezioni, coinvolgimento del pubblico e bando aperto per il Clorofilla Film Festival 111...Successo per due maremmani al Carnevale Romano musica e arte 77 .....I MERCATINI 78 .....Una cena al buio per scoprire in modo nuovo i sapori 79 .....Il Campionato Maremmano alle Sementarecce 81 .....LE MOSTRE 82 .....Grosseto, quarto appuntamento per "Non ci resta che ridere" 83 .....Libero Circuito, il finale è dedicato alla Maremma LE RUBRICHE C'è da vedere... 84 .....Riaperto al pubblico il Museo dello Stollo (o della Focarazza) di Santa Caterina L'Angolo del Libro 88 .....Ti amo maremma/ fin dove al mar ti sposi/ e ti vesti di tramonti Storie e Leggende 92 .....Storie di incontri con la paura e con l'irreale nella campagna maremmana: due 10 · Maremma Magazine · Marzo 2012 S offre materie prime prodotte direttamente dall'azienda e con una cucina tipicamente toscana legata al territorio. Un luogo adatto a tutti, dai bambini grazie alla fattoria con i suoi numerosi animali, ai più grandi, grazie alla tranquillità che viene garantita dall'Agriturismo fino a coloro che preferiscono un soggiorno più autonomo e fatto di sport, grazie agli splendidi appartamenti e casali della Parrina ed ai servizi per il tempo libero quali la piscina, il ping pong, la bicicletta etc etc. Si organizzano pranzi e cene per chi deside- ra solo uno spuntino nella sala degustazione mentre, per chi è solo di passaggio ma desidera acquistare i prodotti, mettiamo a disposizione, ad orario continuato, il nostro negozio aziendale e scegliere così tra una vasta gamma di vini, formaggi, pasta e verdure rigorosamente prodotti dalla Parrina. I numerosi eventi organizzati dall'Antica Fattoria la Parrina, come la manifestazione "Sotto i Platani della Parrina", libri musica e cultura, renderanno la sosta in questo posto incantato un'esperienza senza dubbio indimenticabile. L'Italia è proprio un paese strano... L o spunto per questo editoriale (che esce dal contesto prettamente locale) ci è arrivato dal combinato disposto di due notizie, di cui siamo venuti a conoscenza recentemente. La prima ce l'ha data il presidente della Camera di Commercio di Grosseto, Giovanni Lamioni, il quale, al termine di una lunga intervista che ci ha rilasciato (l'ampio servizio è nelle pagine che seguono), ha sottolineato i problemi veri del nostro paese, in questo delicato momento storico. Ebbene, secondo Lamioni, oltre al credito e al debito sovrano, uno dei nodi più complicati da sciogliere, che non poche incertezze sta creando, è dato dai debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, con riflessi drammatici sull'intero sistema economico produttivo nazionale. Da uno studio approfondito risulta che il valore assoluto dei crediti che le aziende vantano nei confronti del soggetto pubblico (Stato o enti locali che siano), tocca la cifra spropositata di 70 miliardi di euro, risorse che non possono essere versate per via del Patto di Stabilità e che in buona misura gravano, per una sorta di effetto a catena, sulle stesse banche (sotto forma di impieghi alle imprese), di fatto ad oggi quasi paralizzate per... carenza di materia prima. "Ora ­ è stata la considerazione del presidente Lamioni ­ pensiamo cosa succederebbe se, con una bacchetta magica, non so come, ma immaginiamo di riuscirci, potesse accadere, anche in Italia, quanto accade in gran parte dei paesi europei, dove questi tipi di debiti vengono pagati in un arco temporale di 30 giorni. E che, dunque, nel giro di un mese, il debitore pubblico possa saldare questi 70 miliardi di euro. Immediatamente, si produrrebbero due conseguenze. In primis, le imprese si ritroverebbero ad avere una liquidità imponente che potrebbero magari re-investire per far crescere le loro attività e di conseguenza l'economia del paese. Ma al tempo stesso anche le banche avrebbero più risorse a disposizione da destinare a progetti di sviluppo". Insomma sarebbe una vera manna, che purtroppo al momento è solo un miraggio. La seconda notizia, che riteniamo possa essere messa in qualche modo in connessione con la prima, ci è arrivata da Legambiente che attraverso un comunicato ci ha fatto sapere che è in corso una campagna promossa da Rete italiana per il disarmo, Tavola della Pace e Sbilanciamoci per chiedere al Governo di rinunciare all'acquisto di 131 caccia bombardieri F-35 (una delle più micidiali armi da guerra mai costruite), per un investimento complessivo previsto, udite, udite (stando alle cifre riportate nel documento) di 60 miliardi (sic!), di cui 15 per l'acquisto (un solo aereo costa 120 milioni di euro) e altri 45 per mantenerli. (Le iniziative di sostegno alla campagna sono culminate il 25 febbraio scorso, con una grande mobilitazione generale "100 piazze d'Italia contro i caccia F-35", con tanto di raccolta di firme dei cittadini che verranno successivamente consegnate al Parlamento dove si sta discutendo la riforma delle Forze Armate). Ecco il legame: quella sorta di bacchetta magica cui faceva riferimento il presidente dell'Ente Camerale, non potrebbe essere alla fine solo una questione di scelte? In altri termini, in un periodo drammatico come quello che stiamo vivendo, in cui l'economia sta andando a rotoli, le imprese arrancano, le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese, possibile che ci sia qualcuno che vuole spendere 15 miliardi (più altri 45 per la manutenzione) per comprare degli aerei? Ma poi per farne cosa? Che senso ha spendere tutti questi soldi per delle armi da guerra, mentre si costringono milioni di italiani a fare enormi sacrifici e mancano le risorse per il lavoro, la scuola, la lotta alla povertà, i servizi degli enti locali, la protezione civile, la polizia e la giustizia? Non sarebbe meglio destinare queste risorse per altri scopi sociali, per sostenere i precari, ridurre le tasse o anche, per tornare al ragionamento di Lamioni, per dare ossigeno all'economia e per permettere alla pubblica amministrazione di pagare i 70 miliardi di euro di debiti che hanno verso le imprese? I benefici per la collettività sarebbero ingenti, i segnali decisamente incoraggianti, e via di seguito con le cose positive che ne deriverebbero. Per tutti. Ma, è chiaro, se operassimo in questa direzione e adottassimo misure diverse... non saremmo in Italia... La logica, la razionalità, l'equità, purtroppo, sono termini e qualità che chi ci amministra non conosce. Del resto da un paese che attraverso la Rai, servizio pubblico, con i soldi del canone, destina 800 mila euro ad Adriano Celentano per la sua partecipazione al Festival di Sanremo, remunera con 30 mila euro a puntata Bobo Vieri per farlo danzare nel programma televisivo "Ballando con le stelle" o che ci propina ancora oggi reality trash come "L'Isola dei Famosi", solo per limitarsi a parlare della televisione pubblica, senza contare l'infinità di sprechi in ogni dove (la lista sarebbe infinita) che il Sistema Italia ci offre, cosa ci vogliamo aspettare? Misura e buon senso? Ma figuriamoci! Al massimo... le risposte "innovative" che sanno darci è inventarsi qualche nuova tassa per raschiare ancora di più il fondo, senza rendersi conto che questo fondo, piano piano, sta diventando una voragine che ci inghiottirà tutti. Politici compresi! EDITORIALE · 13 PRIMO PIANO ECONOMIA Turismo e agroalimentare, le armi per battere la crisi nella strategia di Lamioni È un Giovanni Lamioni motivato e determinato, sempre convinto della necessità di puntare sul turismo e sull'agroalimentare, quello che abbiamo incontrato nei giorni scorsi. Con lui, dal suo osservatorio di presidente della Camera di Commercio, abbiamo fatto il punto della situazione su varie questione, cercando di capire che 2012 sarà per la Maremma DI CELESTINO SELLAROLI he abbia voglia di fare, di impegnarsi per il suo territorio, di lasciare un segno, ormai è fuori discussione. Si percepisce dalla passione e dalla determinazione che mette in ogni progetto, in ogni azione, in ogni ragionamento, nel quale quasi sempre mette al centro la "sua" Maremma. Il presidente della Camera di Commercio Giovanni Lamioni ha un tratto distintivo che lo contraddistingue in modo netto e chiaro: ama il suo territorio ­ una cosa che traspare in modo evidente da ciò che dice e ciò che fa ­ anzi ne è quasi tifoso, e cerca in tutti i modi di farlo crescere, di valorizzarlo, di affrancarlo da un passato difficile, ormai lontano, che ormai deve lasciare spazio ad un presente e soprattutto ad un futuro fatto di crescita, sviluppo e soddisfazioni. E il bello è che questo suo amore per questa terra riesce a trasmetterlo anche ai suoi interlocutori che ne rimangono colpiti e a loro volta contagiati. Insomma, una sorta di spot vivente per la Maremma, di cui è il primo testimonial. Chi lo conosce sa che non c'è niente di esagerato in queste parole. Questo amore per la sua C terra è un dato di fatto intrinseco punto e basta. Che non capita di riscontrare troppo spesso, soprattutto in chi riveste cariche pubbliche. Del resto lui è solo un imprenditore maremmano, che dal cuore dell'entroterra collinare (Cana, dalle parti di Roccalbegna, suo paese natìo) è arrivato a Grosseto, dove prima di salire al vertice della Camera di Commercio, ha avviato la sua attività imprenditoriale (è presidente della Cooperativa Atlante) e assunto cariche di prestigio in seno a Confartigianato, di cui è tuttora presidente. La crisi incombe e per sapere che aria tira in Maremma abbiamo deciso di incontrarlo per un'intervista a tutto campo. Allora Lamioni, partiamo dalla crisi. Dal secondo semestre 2011 siamo entrati in un vortice drammatico che sta sconquassando l'Italia. Come vive questa difficile situazione il presidente della Camera di Commercio? Con grande preoccupazione (sarebbe da irresponsabili non esserlo), ma anche con grande determinazione. Il presiden- te della Camera di Commercio per il ruolo che svolge ha in mano il polso, il termometro reale della situazione, è una sorta di calamita che attrae il sentiment, gli stati d'animo più profondi delle aziende e degli imprenditori (sia quando le cose vanno bene e c'è fiducia, ottimismo, energia positiva, dinamismo e voglia di fare, sia quando le cose vanno male, come in questo periodo, caratterizzato viceversa da sconforto, disperazione, precarietà). E quindi, ad oggi, se da un lato sono consapevole delle difficoltà che stiamo vivendo, perché questi sono i segnali che mi arrivano, dall'altro, proprio per il ruolo strategico che il presidente della Camera di Commercio ha, sono motivato e determinato (per dovere, ma anche per carattere) a fare tutto il possibile per aiutare il sistema economico produttivo ad uscire dalla crisi. Il 2012 come si preannuncia? Difficile. Sulla stessa falsariga del 2011, anno già di particolare complessità. Non prevedo particolari miglioramenti, anche se in fondo in fondo ci spero. Ci spero perché mi auguro che vi sia 14 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Nella foto il presidente della Camera di Commercio di Grosseto Giovanni Lamioni una ripresa del credito, un auspicio fondato su alcuni elementi oggettivi concreti, quali il prestito di 100 miliardi della BCE al sistema bancario al tasso dell'1%, la riduzione dello spread ormai attestatosi intorno ai 350 punti base con la prospettiva di un calo ulteriore sotto i 200, alcune performance non negative in borsa di alcuni istituti bancari, l'appello del Governatore della Banca d'Italia. Tutto questo mi fa pensare e sperare che possa esservi una parziale ­ e sottolineo parziale ­ riapertura dei cordoni del credito che sarebbe ossigeno puro e aiuterebbe non poco a far prendere una piega migliore al 2012. Comunque, ripeto sarà un anno molto difficile. Una delle criticità di questo territorio è che a volte sembra che non si abbiano le idee chiare sulla direzione da prendere, sulle strategie da adottare. La situazione, l'abbiamo capito, è difficile, ma come ne possiamo uscire? La sua ricetta per la Maremma: sono ancora turismo e agroalimentare gli asset su cui puntare? Vede, io mi rendo conto che trovare un vestito, una ricetta ad hoc per una ter- ra come la Maremma è difficilissimo (molto più complicato qui che da qualsiasi altra parte), perché la Maremma ha delle caratteristiche talmente diversificate, da rendere tutto molto complicato: trattasi di un territorio molto esteso, ma poco antropizzato, senza una vocazione prevalente, che presenta fenomeni di spopolamento nell'entroterra, a fronte di una crescita importante del capoluogo arrivato a toccare gli ottantamila abitanti, più di un terzo dell'intera provincia. Questi tratti così peculiari e variegati hanno condizionato in passato ­ ed in modo notevole ­ le scelte circa le linee di sviluppo da adottare, nel senso che hanno reso più complicata l'individuazione della strada da percorrere, dei modelli cui ispirarsi. E infatti negli ultimi trent'anni abbiamo un po' navigato a vista e si è detto tutto e il contrario di tutto: c'era chi sosteneva che il futuro doveva passare attraverso la grande industria, chi diceva che dovevamo puntare sul turismo di massa (tipo Rimini e Riccione), chi ancora sul turismo d'élite naturalistico e che per questo non si doveva toccare niente... Ora, al di là di tutte queste argomentazioni, per quanto mi riguarda, sono convinto di una cosa, ovvero che le battaglie si fanno con i soldatini che abbiamo e nel nostro caso i soldatini a disposizione (ed anche particolarmente... agguerriti) sono: l'agroalimentare straordinario, l'offerta turistica variegata (non a caso possiamo parlare di vari tipi di turismi), un clima fantastico e un ambiente incontaminato che non ha eguali, il tutto concentrato in una biodiversità irripetibile che fa di questo angolo di Toscana un territorio unico al mondo. Insomma, un gran bel mix che si sintetizza con una magica parola: il brand Maremma. Se questo è chiaro, se è chiaro che il futuro di questa terra è il nostro brand e che l'obiettivo deve essere quello di portare la Maremma nel mondo e il mondo in Maremma, se è chiaro che è necessario tirare fuori l'argenteria in nostro possesso da mostrare 365 giorni l'anno e non solo nei giorni di festa, allora se tutto questo è chiaro ­ e ne siamo convinti ­ prendiamolo come un dato assodato, come un punto fermo da non mettere più in discussione, perché, in un momento PRIMO PIANO · 15 Nella foto, uno scorcio del Parco della Maremma (Alberese) 16 · Maremma Magazine · Marzo 2012 mettersi intorno ad un tavolo per creare un soggetto pubblico-privato con le caratteristiche che dice lei, sarebbe quanto mai utile. Il turismo maremmano, fatto prevalentemente di italiani (70%) si sta caratterizzando per una tenuta delle presenze, ma per il calo dei fatturati registrato dalle strutture ricettive e dagli operatori del settore. Di qui la necessità di aumentare la percentuale di turisti stranieri. Ecco allora che in questa logica si torna ad un tema a lei molto caro: un bell'aeroporto con uno scalo civile funzionante male non farebbe... Dal 1995 ad oggi questo territorio è cresciuto tantissimo (è uno dei territori che è cresciuto maggiormente in Italia), con una media PIL annua del 4%, tanto che oggi abbiamo dei macro-numeri a livello regionale che non sono poi così negativi o da fanalino di coda, rispetto alle altre province, mentre fino a 15 anni fa ci giocavamo la maglia nera con Massa Carrara. Tutto questo è avvenuto nonostante una dotazione infrastrutturale praticamente inesistente. Basti pensare che fissando un parametro oggettivo pari a 100, Grosseto si attesta su una cifra pari a 40, laddove ad esempio Arezzo tocca quota 120 (tanto per fare un raffronto per capirsi). Allora, la mia provocazione è questa: ma se questo ter- ritorio riuscisse ad avere una dotazione infrastrutturale decorosa (non dico eccessiva perché rischieremmo di snaturarci e di creare situazioni eccessivamente impattanti rispetto al nostro patrimonio vero, rappresentato dall'ambiente, dalla qualità della vita e quant'altro) con all'interno anche l'aeroporto (che non è da costruire, ma c'è già, occorre "solo" farlo funzionare anche in un'ottica di scalo civile) cosa potrebbe diventare la Maremma? Ecco basta questa riflessione per far aumentare il rammarico per ciò che potremmo essere ma che invece ancora non siamo. Però voglio che sia chiaro un concetto: questo sforzo che tutti noi stiamo facendo sull'aeroporto, non è che non sta dando risultati. Ad oggi, pur tra mille difficoltà possiamo contare su 1400-1500 movimenti annui (tra atterraggi e decolli), quindi qualcosa c'è stato, ma è chiaro che non sono questi i numeri cui dobbiamo aspirare. Oggi lo confermo siamo in una situazione di impasse, ma questo è un mondo che cambia con grande velocità e non è detto che le certezze del presente siano anche quelle del domani. Da parte nostra dobbiamo mantenere ferma l'attenzione su questa infrastruttura e non mollare. Il collegamento con la Russia sta procedendo? Che risultati sta dando? Certo, sta procedendo e ritengo che PRIMO PIANO · 17 sia stata un'operazione intelligente, perché è stata sostenuta per i primi due anni dal pubblico (con risorse di Camera di Commercio, Comune e Provincia di Grosseto, Regione Toscana), ma ora ­ finita la fase di start-up ­, viaggia da sola, tanto che i turisti russi stanno continuando ad arrivare, senza un euro di sovvenzione, a conferma della bontà e validità dell'iniziativa. La vicenda Tui Nordic (la mancata attivazione di un collegamento con la penisola Scandinava, per carenza di strutture idonee di grandi dimensioni sulla costa disposte ad accettare certe condizioni dettate dal tour operator) che insegnamenti ci ha dato? Tanti. Innanzitutto quelli positivi. Il primo elemento da rimarcare è dato dalla constatazione che le grandi compagnie, i grandi tour operators mondiali guardano con notevole attenzione al nostro territorio, per cui quando dico che bisogna portare la Maremma nel mondo e il mondo in Maremma non millanto niente, ma semplicemente dico che dobbiamo rendere fruibile un'area che suscita un grande interesse a livello internazionale. Il secondo aspetto positivo è dato dalla presa di coscienza che se ci muoviamo tutti insieme possiamo ottenere dei risultati importanti. Detto per inciso, nel merito, ritengo che la partita Tui Nordic sia comunque ancora aperta. Se per quest'anno non è andata in porto anche a causa della ristrettezza dei tempi, cercheremo di organizzarsi per il 2013. L'aspetto negativo in tutta questa vicenda è che la nostra dotazione infrastrutturale turistica alberghiera deve crescere. È evidente che questo territorio avrebbe avuto bisogno, in passato, di un maggior numero di infrastrutture alberghiere e anche di dimensioni diverse rispetto a quelle che abbiamo, ma tant'è le cose ad oggi stanno così e, per tornare al discorso che facevo prima, le battaglie si fanno con i soldatini a disposizione... Capitolo Corridoio Tirrenico: a quanto sembra ci stiamo incartando: possibile che non se venga a capo? La vedo dura, perché vedo venir meno i presupposti di base. Credo che per infrastrutture così significative e così costose sia necessario, per non dire fondamentale, anche l'intervento dello Stato. Perché prevedere progetti di questa portata pensando di farli pagare solo al territorio diventa difficile. Qual è il rischio? Che il prezzo da pagare sia troppo alto o che si realizzino infrastrutture che non servono, pur di risparmiare. E infatti constato che il progetto approvato dal CIPE nel 2008 con la condivisione di tutti gli interlocutori, prevedeva però al termine della concessione trentennale a SAT un intervento importante da parte dello Stato (diritto di subentro), cosa che aveva fatto prendere una certa direzione al progetto (variante da Fonteblanda ad Ansedonia e quant'altro). Ora, essendo venuto meno quell'impegno pubblico il tracciato è stato gioco-forza ridimensionato e cambiato alla radice arrivando a sovrapporsi 18 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Vinitaly 2012: i vini maremmani nel padiglione Maremma Wine Shire Camera di commercio e Provincia di Grosseto promuovono a Verona dal 25 al 28 marzo le eccellenze del territorio. amera di commercio e Provincia di Grosseto ancora una volta insieme per promuovere i vini della Maremma toscana nella 46esima edizione di Vinitaly, che si svolgerà a Verona dal 25 al 28 marzo. La Camera di commercio, nel quadro delle proprie C all'ente provinciale e ha ottenuto numerosi consensi da parte delle aziende. La partecipazione della Camera di commercio e della Provincia avverrà in collaborazione con le tre associazioni Strade del Vino e dei Sapori e con il Consorzio di tutela Montecucco, all'in- Nella foto Leonardo Marras e Giovanni Lamioni all'edizione 2011 del Vinitaly funzioni di supporto e promozione degli interessi generali delle imprese, intende proseguire l'attività intrapresa negli anni passati a sostegno dei processi di sviluppo di mercato e di internazionalizzazione delle imprese grossetane, favorendone il consolidamento sui mercati e l'accesso a nuove opportunità di business. Anche quest'anno, al salone internazionale dei vini e dei distillati di Verona, le produzioni vitivinicole maremmane saranno ospitate in un padiglione autonomo dedicato al solo territorio provinciale intitolato "Maremma Wine Shire". La sfida di presentare le produzioni vitivinicole in forma autonoma era stata lanciata lo scorso anno dal presidente della Cciaa Giovanni Lamioni insieme terno di uno stand espositivo nel padiglione D, che, come nell'edizione scorsa, avrà una personalizzazione territoriale provinciale e non regionale, al fine di valorizzare i territori a vocazione vitivinicola con particolare riguardo ai luoghi di produzione di vini a Doc. Sono 24 le aziende che occuperanno l'area istituzionale di 336 metri quadrati mentre 28 quelle che partecipano in modo autonomo, con uno stand proprio, ma sempre all'interno del padiglione D. Per le aziende che hanno deciso di aderire in maniera autonoma alla fiere, l'ente camerale ha messo a disposizione un fondo di 90mila euro diretto a coprire una parte delle spese. PRIMO PIANO · 19 Alla Maremma toscana va il premio "Vinarius al territorio" Riconoscimento assegnato al territorio per la "volontà di affermazione, con il coinvolgimento del settore pubblico e di quello privato" e la "lungimiranza imprenditoriale" la Maremma toscana ad aggiudicarsi il prestigioso premio "Vinarius al territorio" per l'edizione 2011-2012. La Maremma toscana è stata premiata con la seguente motivazione: "per essere risultato il territorio che non solo risponde a tutti i requisiti previsti dal regolamento ma perché ha dato negli ultimi tempi un benemerito esempio di volontà di affermazione, con il coinvolgimento del settore pubblico e di quello privato, e di grande lungimiranza imprenditoriale". Il premio Vinarius al territorio viene assegnato con cadenza biennale, dal consiglio di amministrazione dell'associazione che con scelta insindacabile individua nell'ambito di un ventaglio di proposte dei vari consiglieri il territorio da premiare. Nel 1982 l'associazione Vinarius indice il premio al "Vino dell'anno" e nel corso delle venti edizioni svolte vede passare vincitori tutti i più grandi vini italiani. Nel 2001, al culmine del successo di critica e popolarità decide di trasformare questo premio in quello al "territorio". Ogni due anni la Vinarius seleziona un territorio italiano in cui è presente una spiccata vocazione vitivinicola ma non solo. Altri parametri di giudizio sono la presenza di un paniere agroalimentare, uno sviluppo ambientale sostenibile, una storia, una tradizione ed una ospitalità ragguardevoli. Il premio Vinarius al territorio è stato attribuito nel 2005 alla Valtellina, nel 2007 al Salento, nel 2009 a Marsala. A seguito della proclamazione, il territo- È rio insignito diventa oggetto di un viaggio studio dei Vinarius e di una degustazione dei prodotti del territorio in ciascuna delle enoteche associate. La targa ufficiale viene consegnata a tre personaggi che identificano il territorio vincitore per averne, nel corso della propria vita ed attività professionale, illustrato le caratteristiche di unicità e peculiarità. L'associazione Vinarius è l'associazione delle enoteche italiane, fondata nel 1981 conta oltre un centinaio di enoteche sparse in tutta Italia. La Vinarius si propone di promuovere e valorizzare l'enoteca come punto di vendita specializzato e l'enotecario come professionista nel consiglio del vino. Per svolgere il suo compito l'associazione pone in essere varie attività dedicate esclusivamente ai propri associati che vanno dall'organizzazione di stage e viaggi studio alla partecipazione a fiere, mostre e rassegne, dalle degustazioni in contemporanea in tutte le enoteche all'attività di assistenza e appoggio alle iniziative dei soci. È in cordiali e proficui rapporti di collaborazione con le maggiori testate giornalistiche del settore e spesso viene chiamata a convegni e tavole rotonde dove si chiede il punto di vista del mondo delle enoteche. Viene chiamata a segnalare un proprio associato per rappresentare le enoteche nelle degustazioni e nei concorsi. È partner dei più importanti consorzi per la tutela dei vini ad indicazione geografica con i quali sviluppa soprattutto la parte formativa dei propri associati. anche attraverso un padiglione come quello, molto bello, ideato per la prima volta lo scorso anno che racchiude molti produttori di Maremma. Doc Maremma: ci siamo arrivati. Che cosa può rappresentare per il territorio È un segmento molto importante nella strategia che stiamo portando avanti che è quella di legare il prodotto al territorio. La Maremma, un tempo terra delle 3 P (Punizione, Pena e Pensione) oggi fa tendenza, e deve diventare per i prodotti agro-alimentari un plus. Solo il fatto di dire che quel prodotto è "made in Maremma" deve essere un valore aggiunto rispetto a qualsiasi altro prodotto confezionato altrove. E questo deve valere anche per il vino. E la DOC Maremma in questo senso è come detto strategica perché lega in maniera strettissima il prodotto, in questo caso il vino, al territorio. Come è stata recepita? Siamo ancora in una fase iniziale, più di curiosità che di verifica oggettiva, ma sono a conoscenza che tanti produttori hanno apprezzato questa scelta. Vinitaly a parte uno degli appuntamenti clou di quest'anno sarà il Maremma Wine & Food Shire, che nel 2012 si presenta come unico salone per la valorizzazione sia del vino che dei prodotti agro-alimentari. Intanto, anticipo un dato che poi alla fine sarà la vera novità dell'edizione 2012. Maremma Wine e Food Shire, riunito in un unico salone dedicato al vino e ai prodotti agro-alimentari, sarà il clou di un cartellone di eventi di grandissimo respiro e di ampissima portata che andrà oltre il leit motiv di fondo wine e food. Parliamo infatti di una imponente manifestazione che durerà una settimana ed offrirà tantissime iniziative in grado di promuovere la Maremma in tutti i suoi aspetti, con un occhio di riguardo ovviamente anche all'offerta turistica. Un sorta di Festa della Maremma, di cui si era parlato già qualche tempo fa, dunque? Esattamente. Un progetto molto ambizioso, di complessa organizzazione, ma che ne sono sicuro, non potrà che avere successo. Il cartellone sarà molto ricco e variegato e sarà messo a punto con il coinvolgimento di tutti i comuni della provincia di Grosseto. In questo quadro Maremma Wine e Food 20 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Shire, sempre in sinergia con la Provincia di Grosseto, sarà solo un tassello di un disegno più ampio: il clou ma non l'unico appuntamento della Festa della Maremma che con tanto entusiasmo ci apprestiamo ad organizzare. Il salone vero e proprio si svolgerà nei giorni 27, 28 e 29 maggio ­ tra l'altro verrà sperimentato anche l'orario serale (visto che finalmente potremo contare sull'illuminazione del Centro Fiere) ­ e con Paolo Massobrio a far da testimonial. Recentemente c'è stata la presentazione dei dati dell'Osservatorio sul credito in provincia raccolti in collaborazione con il COAP e l'Istituto Tagliacarne. Cosa è emerso? Intanto, una prima considerazione: io ho due osservatori. Quello statistico dell'Istituto Tagliacarne attraverso il quale tastiamo il polso dell'economia e del credito con metodo scientifico e quello empirico rappresentato dal contatto umano che come presidente della Camera di Commercio ho con le imprese. Pur riconoscendo valore al primo, confesso che mi fido molto di più del secondo. Numeri o non numeri c'è un problema "credito", un problema da gestire con intelligenza, perché la caccia alle streghe non serve a nessuno, perché comunque le banche sono imprese e la crisi ha investito anche loro, tanto che ad oggi il sistema bancario ha molti meno margini di manovra rispetto al passato. Però, fatto salvo questo, è evidente che un problema "credito" come detto esiste. E non può essere evitato o risolto dicendo che il totale degli affidamenti 2011 è stato uguale a quello del 2010 (se non maggiore, sia pur di poco). Infatti, se fino a poco tempo fa le (ipotetiche) dieci mele disponibili potevano essere spartite tra dieci persone, con il risultato di avere una mela a testa, oggi che invece a chiedere le stesse dieci mele sono in trenta ne discendono due conseguenze: o queste dieci mele continuano ad andare sempre a dieci persone, ma venti rimangono senza oppure le solite dieci mele vengono spartite non più tra dieci, ma tra trenta persone con conseguente calo della razione. Per cui il fatto che gli impieghi complessivi siano rimasti uguali o leggermente aumentati, non significa che il problema non esista. Ciò che conta è il rapporto tra la domanda di mele (impieghi) e la disponibilità delle stesse: e se a fronte di una richiesta maggiore le mele sono sempre le stesse vuol dire che c'è qualcosa che non va. Quello del credito comunque è solo uno dei problemi. Gli altri? Oltre al debito sovrano, questione peraltro di complicata risoluzione, a meno che non si voglia dar vita ad ingenti operazioni di dismissione del patrimonio pubblico per cercare di abbatterlo, il vero problema di questo paese, di cui peraltro poco si parla è dato dai debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese. Basti pensare che uno studio recente ha stimato in una cifra pari a circa 70 miliardi euro, il valore di questo dato. Ebbene, se con una bacchetta magica riuscissimo a fare come succede in quasi tutti i paesi europei, ovvero che in 30 giorni questi debiti si pagano, accadrebbero per incanto due cose: la prima è che le aziende si ritroverebbero 70 miliardi in più da investire e rimettere in circolo, la seconda è che automaticamente si ridurrebbero dello stesso importo gli impieghi delle banche, con conseguente possibilità per il sistema bancario di destinare risorse altrove, anche in un'ottica di rilancio dell'economia del paese. Come Camera di Commercio qualcosa, su questo fronte, stiamo facendo, basti pensare al bando per abbassare i tassi di interessi alle imprese che vantano crediti verso la pubblica amministrazione e che non riscuotono per il Patto di Stabilità, ma trattasi di una goccia in un mare dove le difficoltà sono notevoli. PRIMO PIANO · 21 Le Mura di Grosseto, un monumento simbolo che merita di più Il Cassero Sguardi questo mese si occupa di uno dei monumenti simbolo della Città di Grosseto, ovvero le Mura Medicee, spesso al centro di discussioni circa il loro uso e la loro valorizzazione, ma vieppiù abbandonate al loro destino, senza un disegno chiaro e definito che porti a vederle, come invece dovrebbe essere, nel loro molteplice aspetto di monumento, parco urbano e pezzo di città... A CURA DEL GRUPPO SGUARDI SULLA CITTÀ 22 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Notizie storiche Grosseto è una città di origini medievali, ma la città che vediamo oggi nasce in un momento storico ben preciso, nella seconda metà del Cinquecento quando i Medici realizzano una maestosa cinta muraria bastionata all'interno di una precisa strategia politica che prevede la fortificazione di tutte le città di frontiera del loro territorio. Questa costruzione ha avuto un impatto violento con l'organismo urbano preesistente, infatti le mura bastionate con la loro rigida concezione geometrica hanno operato profonde alterazioni sull'esistente e su quelli che sarebbero stati i naturali sviluppi della città. Inoltre, da quell'evento, Grosseto diviene città-fortezza e per oltre tre secoli la forma della città si identifica con le mura stesse. Lo sviluppo edilizio fuori dalle mura iniziato alla fine dell'Ottocento, è stato concentrico alla cerchia muraria, da questa in qualche modo condizionato e si è realizzato sulla strada di circonvallazione esterna agli spalti e al fossato. A Grosseto il centro urbano e le Mura non hanno conosciuto periodi particolari di ricchezza politica ed economica e questo ha comportato uno sviluppo urbanistico composto da edifici modesti e rifacimenti vari dovuti per lo più alle ricostruzioni post-belliche. È degli anni `60 la stagione dell'ammodernamento con l'avvento delle auto, l'asfaltatura delle strade e la costruzione di nuovi fabbricati nella grande maggioranza di scarso valore architettonico. Solo negli anni `60-`70, si assiste ad un evidente sviluppo urbano con creazioni di nuovi quartieri ed un forte incremento demografico che è continuato fino ai nostri giorni. Ma questo interesse sempre crescente verso l'esterno della città con la creazione di nuovi quartieri ha anche gradualmente provocato un abbandono di interesse e di investimenti verso le mura ed il centro storico. Un'inversione di tendenza si è avuta a partire dagli anni `90 fino a tutt'oggi, prima dell'attuale crisi economica, per effetto della nuova stagione culturale del periodo post-industriale e al rinnovato interesse generale del paese per il recupero e la valorizzazione dei beni storici visti anche come un bene economico correlato al fenomeno del turismo. In questo nuovo contesto culturale le mura sono state indubbiamente un argomento centrale della città e con il "Progetto generale di coordinamento per il recupero e la valorizzazione delle Mura Medicee del 1994" si sono poste le premesse per un loro restauro integrale e si è superato una volta per tutte quell'errore di fondo per cui le mura erano vissute come il "confine" del centro storico e non parte integrante dello stesso. L'errore storico, dal punto di vista urbanistico, non ha avuto conseguenze di poco conto. Uno degli effetti di tutto ciò è ad esempio l'edificazione scomposta e senza il rispetto delle distanze e del rapporto in altezza che è nata fuori dalle mura nel dopoguerra, così come la situazione di abbandono in cui si trovano oggi molti degli spazi aperti esterni alle mura (pista di pattinaggio e bocciodromo, ex Vallo degli Arcieri, parco giochi o parcheggi ricavati in maniera più o meno casuale a ridosso delle mura stesse) con il conseguente isolamento del centro dal resto della città. Oggi troviamo quindi da una parte la città dentro le mura e dall'altra questi spazi fuori dalle mura, spesso di ridotte dimensioni ma di assoluto valore ambientale e strategico per funzioni di pubblico interesse. In mezzo le Mura, che vanno viste nel loro molteplice aspetto di monumento, parco urbano e pezzo di città. Parlando delle mura spesso ci troviamo in effetti a parlare del "muro di mattoni" o delle "garitte" o delle "troniere" o al più di ciò che resta dell'ottocentesco parco lorenese, mentre prima di tutto le mura devono essere intese come una grande opera a scala urbana nella quale il valore non sta nel singolo mattone ma nell'insieme dei milioni di mattoni che le compongono e nel loro andamento, nelle loro perfette regole geometriche, nella conservazione ancora oggi della lettura del disegno della città ideale cinquecentesca. I recenti interventi di restauro Il primo cantiere di restauro e recupero funzionale delle mura dell'era moderna è stato il recupero del Cassero Senese situato all'interno della ex cittadella militare della Fortezza Medicea. I lavori sono stati completati nel 1985 ed il restauro di pregevole fattura e sicuramente all'avanguardia per il periodo è stato realizzato direttamente dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Siena e Grosseto a firma della Sovrintendente Marisa Forlani-Conti. Successivamente, il Comune ha dato avvio ad un programma coordinato di interventi contenuto nel progetto generale del 1994 realizzato dagli architetti Perin, Marri e Polito e, grazie anche alla spinta dei finanziamenti regionali prima e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena poi, si è aperta la stagione dei grandi cantieri. Il primo è stato la Fortezza. I lavori completati, non senza difficoltà nel settembre del 2000 hanno aperto alla città, per la prima volta, una parte di mura mai utilizzata prima, in quanto distretto militare, fino alla Seconda PRIMO PIANO · 23 Le Mura (sotterraneo) Guerra Mondiale. Nel restauro la Fortezza viene interpretata anzitutto come "museo di se stessa" grazie anche alla ricostruzione storica dell'assetto cinquecentesco ancora chiaramente visibile e recuperabile. Si sono poi succeduti nell'ordine il cantiere del Ponte di Via Amiata, quello del Vallo interno alle mura; il completamento del Vallo esterno della Fortezza e del Maiano con il completo dissotterramento della cortina muraria, fino al recente grande cantiere di recupero del Bastione Maiano il cui primo stralcio iniziato nel 2006 non è stato terminato per un contenzioso tra le due ditte appaltatrici che ha portato alla fase di stallo in cui ci troviamo adesso. Prospettive future del progetto Il fermo dei lavori ha generato oggi una situazione di degrado di tutta l'area compresa tra la Via Amiata e Porta Vec- chia, che in parte è interna all'area di cantiere ed in parte immediatamente esterna ad essa, inevitabilmente compromessa dai lavori stessi e dalla relativa mancata manutenzione. In tutta l'area era infatti previsto il rifacimento completo del parco. Oggi, sia pur in assenza di finanziamenti immediati, appare comunque evidente l'urgenza di una ricucitura di quanto già fatto e la necessità di un intervento unitario di completamento di tutta l'area della Mura compresa tra la Via Amiata e Porta Vecchia. L'Amministrazione Comunale, pertanto, in tempi brevissimi, si dovrà dotare di un progetto esecutivo aggiornato e cantierabile riprendendo ed assemblando il progetto esistente ed in parte già realizzato. Il progetto dovrà comprendere: il completamento del restauro e recupero funzionale delle Piazze Basse del Bastio- ne Maiano (a livello di Via Fossombroni, Via Saffi) per realizzare la già prevista attività ristorativa (Enoteca) ed il passaggio pedonale dall'esterno all'interno del centro storico; il completamento del restauro e recupero funzionale delle Cannoniere e del Deposito dell'Acqua del Bastione Maiano (a livello intermedio e al livello del parco delle mura) per realizzare il già previsto spazio espositivo e recuperare i volumi interrati a servizio del bar caffetteria sopra la terrazza del deposito che invece non sarà realizzato; il completo restauro del parco urbano sopra le mura dalla Via Amiata a Porta Vecchia rielaborando il progetto esecutivo del settimo stralcio. Il recupero del parco prevede il rifacimento di tutti i percorsi pedonali e ciclabili per l'accesso a questo, l'illuminazione, il censimento delle essenze arboree da mantenere o da sostituire, il completamento di tutte le opere a verde, il ripristino della fontana di fronte al Deposito del Maiano con giochi d'acqua che scendono fino a via Saffi. Il progetto dovrà prendere in esame l'eventuale realizzazione della cancellata su Via Saffi così da creare o meno un parco chiuso e controllato. È questa una questione aperta, da valutare attentamente in sede tecnica, amministrativa e non ultimo con la stessa Sovrintendenza. I costi previsti per l'intervento nel suo complesso sono già stimati in modo analitico. Certo si tratta di una cifra alta ma l'oggetto Mura dovrà rientrare necessariamente tra le priorità dell'Amministrazione Comunale. 24 · Maremma Magazine · Marzo 2012 È uno degli architetti che forse più si è impegnato e dedicato alle Mura Medicee di Grosseto. Parliamo di Alessandro Marri che insieme a Luca Perin e Concetta Polito ha firmato il Progetto generale di recupero del 1994 che ancora oggi costituisce un riferimento importante per ogni intervento da fare in ordine a questo monumento Architetto Marri, una vita intorno alle mura? Non mi sembra vero ma è così! Tutto nasce da un'idea di Luca (Perin) verso la fine del percorso universitario. Si concentrarono gli esami degli ultimi anni sul tema della mura medicee considerato da diversi punti di vista. Si studiarono le mura sostenendo esami di storia, di restauro e consolidamento dei monumenti, di urbanistica. E poi la tesi dal titolo a mio avviso ancora attuale "Le mura di Grosseto Rilievi e studi per il recupero" di Luca Perin, Concetta Polito ed Alessandro Marri. Quasi non volendo si è trovato il giusto approccio per capire davvero fino in fondo un monumento come questo. Cioè? Si è capito che le mura non solo sono un monumento ma un parco urbano e una parte di città. Si è capito cos'è un "monumento a scala urbana" dove il mattone, il muro, il parco e persino tutti gli spazi aperti antistanti le mura sono un unico sistema che è necessario leggere in modo contestuale. E qualunque approccio progettuale che riguarda le mura non può prescindere da questo concetto. Ecco perché il Progetto generale di recupero del 1994 anche se fatto da noi allora giovani architetti con poca esperienza costituisce tutt'oggi un riferimento importante per ogni intervento da fare sulle mura. Purtroppo pochi lo conoscono, ma questa è un'altra storia. Un resoconto su ciò che avete fatto ed è stato fatto in generale sulle mura e per le mura in questi venti anni. Il resoconto complessivamente è negativo. Anzitutto per i tempi troppo lunghi che si sono succeduti tra i vari interventi e nell'ambito di ogni cantiere, fino all'ultimo fallimentare intervento sul Bastione Maiano. Ci sono stati per fortuna anche momenti felici e risultati che sono ancora sotto gli occhi di tutti; ad esempio il restauro della Fortezza che ha completato il recupero del Cassero Senese; una ricostruzione storica di grande valore e suggestività e poi un pezzo di città importante recuperato. Ma poi la gestione ha lasciato davvero a desiderare. E poi il vandalismo. Un fenomeno inquietante esploso a Grosseto in modo improvviso e difficile da estirpare. Si pensi che al momento dell'elaborazione dei progetti, negli anni '94-'97 neanche lo avevamo preso in considerazione. A Grosseto praticamente non esisteva. Inoltre durante e dopo i lavori di restauro si sono verificate delle incongruenze che proprio non riesco a tollerare. Ci faccia qualche esempio. Parlo di piccole come di grandi cose che trovo gratuite e che si sarebbero o si potrebbero risolvere con un po' di buon senso e di buona volontà. Ad esempio quando passo da Via Fossombroni e sul ponte di Via Amiata mi si stringe il cuore! La staccionata di legno massello in stile alpino accanto ad un parapetto in acciaio così leggero ed elegante, studiato con tutti i crismi! E poi attraversare il ponte di sera, con quell'illuminazione così disastrata e spesso non funzionante! Le assicuro che l'effetto d'insieme delle luci previste sul ponte, sotto il ponte e sulle mura era stato attentamente studiato per creare complessivamente una illuminazione sufficiente ed un'atmosfera affascinante (ma da anni non è in funzione!). E poi il mio cruccio più grande, questo difficilmente risolvibile, il parcheggio nell'ex campo Amiata. Purtroppo abbiamo cercato invano di far cambiare il progetto ma non ci siamo riusciti. È stato un errore madornale, così addossato alle mura e con quella piazza (Martiri di Nassirya, foto sopra) senza forma né funzione! È un progetto figlio dell'improvvisazione e della mancanza di cultura di questa città. Inoltre ha anche condizionato negativamente l'esito finale del project financing dei parcheggi su Piazza De Maria,Via Ximenes e Via Manetti che invece avrebbe cambiato positivamente volto alla città e al suo centro storico. Allora in conclusione cosa si dovrebbe fare oggi secondo Lei? Oggi si spera che l'attuale crisi economica si risolva positivamente perché intervenire sulla mura con interventi piccoli o grandi che siano comunque ha un costo. Sicuramente alla politica dei grandi progetti deve subito affiancarsi un'attenzione ai piccoli interventi e alla manutenzione programmata ad oggi completamente assente. Inoltre si deve capire cosa si vuol fare per riportare la gente sulle mura. Il tema è complesso ma occorre essere consapevoli che se non si chiariscono le priorità ed i programmi coordinati anche se si trovano le risorse non si realizzerà niente di buono. In questa città, mi dispiace dirlo, manca la consapevolezza di queste cose e l'umiltà di andare a vedere cosa si è fatto altrove. L'Opera delle Mura, come la vede... Potrebbe essere una leva importante per concretizzare quanto detto prima a condizione che ci sia un budget e un conseguente minimo di operatività e di autonomia e non ci si fermi alle formalità iniziali di creazione della struttura come spesso purtroppo è capitato. PRIMO PIANO · 25 Le Mura Medicee, quale futuro? P erché a Grosseto non c'è amore per le Mura? Perchè qui le Mura non sono vissute, "sentite" come, per esempio, a Lucca? I motivi sono diversi. Quello storico ci ricorda che le Mura di Grosseto non sono state volute, come quelle di Lucca, dai cittadini a difesa delle loro donne e delle loro case, ma sono un'opera difensiva voluta dai senesi prima e successivamente dai fiorentini. I grossetani sono stati utilizzati, "usati" come manovalanza. Niente di più. Un altro elemento è l'immigrazione che negli anni ha caratterizzato l'incremento demografico di questa città e che ha comportato, sotto l'aspetto sociale e culturale, insieme un arricchimento ed un impoverimento. Alla maggior parte dei nuovi grossetani infatti, "della piccola storia di questa piccola città" non importa un gran che. C'è poi quel senso di estraneità dei ragazzi che, cresciuti nei troppi anni in cui le Mura, come del resto altri contenitori simbolo della città, non sono più vissute non sanno neppure di cosa si parla. Ed allora i grossetani di ieri e di oggi e forse anche quelli di domani cosa hanno da spartire con questo coso monumentale? Queste Mura poi costano tanto e non rendono. Oggi, quando ci si occupa delle Mura lo si fa in un'ottica consumistica spesso confondendo valorizzazione con sfruttamento. Questo monumento, in quanto richiamo turistico, quanto denaro può portare nelle tasche dei grossetani? Un altro fattore è riconducibile al modello di sviluppo che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, vede il passaggio da modelli tradizionali propri della vita rurale a modelli di vita urbana. La zona, caratterizzata da una storia culturale eterogenea, presenta una società con stratificazioni, contrasti, sincretismi complessi. Il sistema sociale e culturale tradizionale è scomparso troppo rapidamente suscitando bisogni, atteggiamenti e comportamenti che non hanno ancora dato avvio a nuove invenzioni culturali. E quando alla "cultura materiale" non corrisponde una "cultura non materiale", quando gli aspetti sociali e culturali si sviluppano più lenquesta conoscenza nasce la consapevolezza di dover investire nella cultura con una pianificazione di lungo periodo. Le mura di Grosseto sono un patrimonio storico e monumentale in stato di abbandono e di degrado. Sono uno dei monumenti più antichi della città ma questo non sembra costituire motivo di onore e orgoglio per la cittadinanza che lo ha lasciato in balia dei vandali che hanno ricoperto ogni centimetro delle mura con scritte insulse.Vandali che si sono impossessati di un luogo abbandonato da tutti. In pieno centro città. In antropologia le mura di un luogo contribuiscono a creare la sua stessa identità e a proteggerne come in uno scrigno sia l'identità che l'eredità storica. A Grosseto lo spazio di libertà delimitato dalle mura è ormai in stato di abbandono e l'invasione della perife- Vista... sulle Mura Quello delle Mura, del loro recupero e valorizzazione è un tema che appassiona, unisce e in certi casi divide. Ospitiamo volentieri le posizioni e le proposte di alcune associazioni culturali cittadine er l'Associazione Amici del Centro Storico, come spiega il presidente «bastano alcuni interventi, come illuminazione, giardinaggio, eventuali cancellate, per riacquisire la cinta muraria come bene comune, giardino, luogo di incontro e svago, percorso culturale della città, ispi- P randosi al modello dell'Opera delle mura di Lucca.» Un contributo fattivo arriva anche da Nesso, un Associazione culturale costituita da archeologi «Fare archeologia ­ spiega il presidente Giuseppe Fichera ­ è conoscere profondamente un territorio. Da 26 · Maremma Magazine · Marzo 2012 E di conseguenza il degrado urbano avanza di pari passo con il disagio psicologico. Le mura, negli anni addietro luogo d'elezione degli eroinomani, sono oggi rifugio di sbandati, devastate da scritte spray di tifoserie e di innamorati ignoranti, luogo di danneggiamenti, di atti vandalici e di risse. Accanto alla protesta indignata di alcuni cittadini, alla denuncia dei quotidiani locali sono sorte numerose associazioni a tutela di quello che dovrebbe essere il simbolo della città. Ognuna propone e dispone. E se invece che essere divisi in Guelfi e Ghibellini, in rossi e neri, insomma in fazioni, si unissero le teste e le forze per dare vita ad un progetto competendella immagine del monumento, degli spazi fruibili dai cittadini, nell'organizzazione di manifestazioni ed eventi, nella concessione e nella gestione dei servizi. In realtà tale patrimonio, opportunamente conservato con la manutenzione ordinaria e valorizzato con l'attuazione di una serie di progetti, può anche divenire generatore di reddito. Si ipotizza quindi l'atto costitutivo di un organismo deputato all'organizzazione e salvaguardia del monumento: l'Istituzione "Opera delle Mura". Tale organismo potrebbe essere costituito con Deliberazione comunale e reso operativo con la nomina di un Direttore e l'assegnazione di personale. Si otterrebbe così il monitoraggio, la salvaguardia e la valorizzazione del complesso, anima storica e civile della nostra città.» te, concreto, realistico, e soprattutto attento a questo pezzo di città? Forse insieme si potrebbe fare qualche cosa. Così invece, "gli uni contro gli altri armati" si rischia ancora una volta il flop. E il degrado avanza. Tanto inarrestabile quanto inafferrabile. Giorni fa il presidente di una delle tante associazioni pro-mura faceva notare che enti ed aziende utilizzano loghi con l'immagine, ora veristica ora stilizzata delle Mura. Casualità, mancanza di fantasia o bisogno di riscoprire un senso identitario? Nell'epoca d'oro in cui l'alta velocità non era venuta ancora di moda le Mura sono state arricchite con viali e giardini divenendo il salotto buono della città. "le mura: un grande bosco ormai centenario. Duri lecci, chiari platani, aromatici pini e nelle piazze, al riparo dal gelo gli agrumi con il profumo intenso della zagara. In questo delizioso ambiente passeggiavano i grossetani d'ogni età nelle buone stagioni. Nella notte estiva le mura erano un balsamo, un refrigerio. Via dal chiuso delle pareti domestiche sui bastioni, tra amici come in una famiglia più grande, chiamandoci per nome, si viveva" (A. Mazzolai - Grosseto: Briciole di Storia, 1993 ed. Innocenti). Quando le mura erano sentite come pezzo di città ed in quanto parco cittadino erano oggetto di un'attenta manutenzione ordinaria, a primavera i lillà in piena fioritura profumavano l'aria. Vanna Francesca Bertoncelli Servizio sulle Mura Medicee per la rubrica "Sguardi sulla Città" realizzato, in ordine alfabetico da: Vanna Francesca Bertoncelli, Psicologia Urbanistica (Grosseto), Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Grosseto: Alessandro Marri (Grosseto); Pietro Pettini (Grosseto); Giovanni Tombari (Grosseto). Hanno collaborato a questo numero: arch. Marco del Francia (Follonica); arch. Luca Perin (Grosseto); arch. Concetta Polito (Parigi). PRIMO PIANO · 27 Se il Geoparco delle Colline Metallifere entra... nelle scuole È andato al di là di ogni più rosea aspettativa il progetto rivolto alle scuole elementari e medie dal titolo "Conosci Il Parco" avviato nel dicembre scorso dal Geoparco delle Colline Metallifere con il chiaro intento di avvicinare gli studenti a questa grande e anche culturalmente rilevante risorsa che il territorio di Maremma presenta Il progetto Un successo oltre ogni aspettativa. Sono migliaia gli studenti che ­ in questi mesi di bassa stagione ­ stanno visitando i luoghi simbolo del Geoparco delle Colline Metallifere. Il progetto Conosci Il Parco, avviato nel dicembre del 2011, è sold-out. Le prenotazioni hanno raggiunto il tetto massimo del pacchetto messo a punto dalla dottoressa Alessandra Casini in collaborazione con Tiemme, le cooperative Colline Metallifere di Massa Marittima (presidente Vanda Peccianti) e Nuova Maremma di Gavorrano (presidente Stefano Beretta), che gestiscono cinque delle sette Porte (Gavorrano, Massa Marittima, Scarlino, Monterotondo Marittimo e Montieri) e che da anni si occupano della creazione di percorsi per migliorare la conoscenza del Geoparco, oltre a ARTS&CRAFTS di Grosseto gli artisti delle performance in miniera. 1.500 allievi hanno prenotato o già compiuto gite di istruzione alle Biancane di Monterotondo, alle miniere di Gavorrano, a Massa Marittima o alle ferriere della val di Farma. Molto soddisfatto il presidente Luca Agresti, altrettanto chi ­ dell'operazione Conosci il Parco ­ ne è protagonista. Il progetto, lo ricordiamo, è comple- 28 · Maremma Magazine · Marzo 2012 I collaboratori del parco (mi riferisco ai responsabili delle Porte, i gestori dei servizi museali, le guide, gli artisti) sono la vera forza, la linfa vitale del nostro progetto. Missione fondamentale del parco è accrescere sempre di più questo valore, coinvolgendo le risorse umane nei vari progetti culturali, attraverso una formazione puntuale e continua. Una formazione "orizzontale" perché tutti hanno da imparare da tutti. Ogni professionalità che si sviluppa nel Geoparco può portare la sua preziosa esperienza per arricchire tutti gli altri. Ne sono fortemente convinta". "Da quando ho iniziato ad avvicinarmi alla gestione del Geoparco ­ sono parole, invece, del presidente Luca Agresti ­ mi sono reso conto che questo territorio è un vero e proprio laboratorio all'aperto per la didattica. Qui, infatti, grazie al lavoro delle porte, è possibile visitare musei, percorsi, centri di documentazione, si possono prenotare escursioni e per le scuole abbiamo appunto predisposto degli interessanti percorsi educativi. Uno degli aspetti salienti, però, era il fatto che nella stessa provincia di Grosseto molte scuole non avevano (e non hanno) mai visitato il Geoparco e non conoscono il nostro patrimonio culturale e ambientale. Per questo abbiamo pensato che fosse necessario partire da qui, dalle scuole della nostra provincia. E ha funzionato. Sono piovute adesioni da PRIMO PIANO · 29 ···· Il progetto è completamente gratuito e coinvolge varie realtà scolastiche della provincia, soprattutto scuole elementari e medie, con un grande entusiasmo sia da parte dei docenti, sia da parte dei ragazzi, che per la prima volta si ritrovano a guardare con occhi diversi i territori dove vivono. decine di istituti comprensivi". Conosci il Parco ­ che quasi certamente sarà replicato l'anno prossimo ­ prevede a carico dell'ente il trasporto, la visita guidata e l'operatore didattico (uno ogni 25 studenti). I percorsi didattici proposti e progettati dalle due cooperative sono davvero interessanti. I temi scelti sono di carattere geominerario, ambientale e archeologico con la possibilità di approfondire tematiche particolari legate alla geologia e all'archeologia mineraria e quindi scoprire dei veri e propri gioielli presenti sul nostro territorio. Numeri e spigolature di "Conosci il parco" Il Parco, fin dalla prima visita-escursione, ha creato una scheda di gradi- mento che viene consegnata ai docenti per una valutazione del percorso. Dalle risposte la direzione ha raccolto consigli utili ma soprattutto è stata confortata da un ritorno estremamente positivo. "Conosci il Parco" è un'esperienza che ben si coniuga con il prestigioso riconoscimento Unesco che il Parco ha ottenuto di recente. L'approfondimento dell'aspetto geominerario, insieme agli studenti, oltre ad essere una peculiarità del Parco, è infatti strettamente legato all'ingresso all'interno della Rete Europea e Globale dei Geoparchi, sotto gli auspici dell'Unesco. Un'esperienza, insomma, che rafforza il forte legame che ci deve essere fra le giovani generazione ed il proprio territorio. I dati parlano di circa 1.500 studenti 30 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Geoparco, approvata la bozza di statuto Prende forma la nuova organizzazione del Geoparco delle Colline Metallifere. Nelle scorse settimane è stata licenziata all'unanimità una prima bozza dello statuto da cui si colgono gli indirizzi-chiave l Comitato di gestione del geoparco delle Colline Metallifere nelle scorse settimane ha avviato il percorso di adozione dello statuto, che si concluderà nei prossimi mesi. Il presidente Luca Agresti, il vice Lidia Bai, Leonardo Marras, Anna Rita Bramerini e Marcello Giuntini hanno licenziato ­ all'unanimità ­ una prima bozza dello statuto da cui si colgono gli indirizzi-chiave. Alla riunione hanno partecipato anche i sindaci dei comuni che ricadono nell'area-parco portando contributi e osservazioni. Nella fase di stesura della bozza, in cui non sono mancati i momenti di confronto (riunioni con Regione Toscana e Ministeri), si è innanzitutto preso atto dell'indicazione pervenuta da Roma in merito alla configurazione giuridica dell'ente. Sotto l'aspetto giuridico il Parco sarà a tutti gli effetti un ente pubblico non economico gestito da un consorzio, come da decreto istitutivo. Un soggetto pubblico dotato di un'autonomia organizzativa, amministrativa, contabile e finanziaria, ma sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente. "Lo statuto ­ spiega Agresti ­ andrà a definire le finalità del Parco e detterà le norme per l'organizzazione, il funzionamento e la sua gestione, nonché le modalità di partecipazione popolare e le forme di pubblicità degli atti. Il testo ver- I Info: www.parcocollinemetallifere.it rà adesso esaminato dai Ministeri, poi passerà nei comuni per ottenere il via libera definitivo dai consigli comunali, dalla Provincia e dalla Regione". Nel titolo I della bozza vengono fissate finalità e competenze del Consorzio, che dovrà assicurare una gestione unitaria dei siti e dei beni del Parco. Al titolo II viene esplicitata l'organizzazione interna con tutte le disposizioni inerenti gli organi del consorzio (presidente, direttore, consiglio direttivo, comunità del Parco, organo di revisione, comitato tecnicoscientifico), la separazione tra le funzioni di indirizzo e controllo da un lato e di attuazione e gestione dall'altro, il patrimonio e le risorse. Il titolo III disciplina i rapporti tra il Consorzio e gli enti, oltre alle forme di partecipazione alla governance. Al titolo IV si indicano gli strumenti per la pianificazione. Conclusa questa fase il direttivo inizierà a lavorare alla stesura dei regolamenti. Si tratta di una serie di passaggi che allontanano il parco dall'attuale status di provvisorietà, facendolo diventare a tutti gli effetti un ente territoriale con una mission ben precisa: tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e ambientale delle colline metallifere ed essere un punto di riferimento importante per lo sviluppo sostenibile dell'economia del territorio. PRIMO PIANO · 31 La Maremma Underground, un mondo nascosto pieno di fascino e suggestioni La Maremma, una terra bella fuori e... bella dentro! Una sintesi quanto mai sintetica ed appropriata per sottolineare che le bellezze da scoprire ed ammirare in questo angolo di Toscana non si trovano solo in superficie, ma anche sotto terra, ovvero nei meandri, nelle grotte, nelle insenature carsiche che questa terra offre agli amanti della speleologia. 32 · Maremma Magazine · Marzo 2012 O rmai è opinione diffusa, l'era delle grandi esplorazioni geografiche è terminata, ogni angolo del nostro pianeta è stato osservato, dopo aver scalato tutte le montagne conosciute, essere scesi a bordi di batiscafi negli abissi marini, aver percorso le regioni più remote della terra, aver calpestato il suolo lunare, aver iniziato l'organizzazione per portare l'uomo su Marte, la professione dell'esploratore non potrà più essere nella lista dei sogni dei bambini. In realtà esiste un mondo, fra l'altro molto vicino a noi, che occhio umano ha visto per minima parte: si tratta del mondo delle grotte. La Speleologia rimane l'ultima regione sconosciuta del pianeta. Paradossalmente conosciamo più la faccia nascosta della Luna o di alcune regioni di Marte che del mondo ipogeo. Normalmente il numero delle grotte presenti in un dato territorio è proporzionale alle dimensioni dei massicci calcari presenti ossia alle montagne costituite da roccia appunto calcarea molto redditizia alla formazione di cavità. L'acqua infiltrandosi all'interno delle normali fessure del terreno con il tempo "scioglie" la roccia stessa dando origine a grandi spazi che poi vengono adornati da concrezioni di ogni forma e colore arrivando a costituire in determinate circostanze luoghi come Frasassi, Postumia o Castellana. In Toscana è presente uno dei massicci calcarei per eccellenza, le Alpi Apuane dove si sviluppano centinaia di cavità tra le quali la cavità più profonda e quella più grande d'Italia, l'Abisso Coltelli che raggiunge i 1350 metri di profondità e l'Antro del Corchia dove il reticolo di gallerie sfiora i 60 chilometri di sviluppo. Le Alpi Apuane sono comprese nelle province di Massa e Lucca che ovviamente sono le prime per numero di cavità, mentre subito dietro questi colossi si attesta la nostra provincia con un numero di grotte conosciute e censite che sfiora le 200. Pur in assenza di grandi montagne, nel nostro territorio si trovano un gran numero di grotte distribuite più o meno uniformemente nella provincia con ovvie concentrazioni nelle aree carsiche. Geologicamente sappiamo che le grotte conosciute sono la minima parte di quelle realmente esistenti e questo divario è colmabile soltanto dagli speleologi che esplorando prima esternamente e poi internamente determinati territori cercano gli ingressi che danno appunto accesso al mondo ipogeo. Nella foto, la Grotta Prato nelle vicinanze di Massa Marittima PRIMO PIANO · 33 Nelle foto, la Grotta la Tomba Scovare un nuovo ingresso non è semplice; è necessario sapere, dove cercare magari con lo studio della geologia e idrologia locale, cercando la presenza di doline, inghiottitoi o fessure. Tutto però è reso complicato dalla ridotta dimensione degli accessi resi fra l'altro poco visibili dalla fitta vegetazione che caratterizza la nostra area geografica. Una volta che la costanza o la fortuna premia lo speleologo ecco che inizia il lavoro più affascinante, cioè esplorare il nuovo mondo percorrendo gallerie, scendendo pozzi, valicare laghi e magari arrampicarsi alla ricerca di gallerie poste più in alto. La provincia di Grosseto è una delle più vaste d'Italia e molte sono le aree carsiche che pur avendo un elevato potenziale sono state poco esplorate, rimanendo di fatto, speleologicamente vergini. Le Cornate di Gerfalco, e in genere la zona Montieri per esempio, sono un colosso calcareo di oltre 1000 metri di quota, dove sono assenti corsi d'acqua superficiali, sinonimo del fatto che tutta l'acqua piovana si infiltra nelle fessure sottostanti; qui ancora nessuno ha intrapreso una campagna esplorativa al fine di individuare le sicure cavità presenti. L'area carsica del Monte Labbro, fino a Roccalbegna e ancora più a sud fino a Semproniano, è ricca di cavità e grandi fratture, tant'è che sono state individuate numerose grotte, ma la vastità dell'area rende il lavoro tutt'altro che concluso. Anche tutta la zona circostante a Punta Telegrafo o comunque tutta l'area centrale del massiccio del Monte Argentario è sicuramente una zona da dover perlustrare tant'è che sono già molte le cavità esistenti e ogni qualvolta viene perlustrata una nuova zona ne vengono scoperte altre. Senza contare le piccole colline sparse un po' ovunque nella provincia che attendono che qualche speleologo vada a esplorare le grotte presenti. Altri luoghi invece, magari per comodità o perché incluse in progetti più ampi come per esempio i Monti del Parco dell'Uccellina, sono stati scandagliati con una maggiore cura e a conferma di quanto detto hanno premiato i ricercatori con la scoperta di decine di grotte molte delle quali ancora in corso di esplorazioni. Nei monti nei pressi di Castell'azza- ra dove spicca per tutti il Monte Civitella, grazie all'attivissimo gruppo speleologico locale "L'Orso", sono conosciute decine di cavità, fra le quali la Buca delle Nottole che si apre sulle pendici del Monte Penna che con la profondità di 140 metri detiene il primato in provincia e la Grotta del Sassocolato, per i locali più semplicemente la Grotta, che prende il nome dalla gran quantità di concrezioni che adornano le sue pareti. Di rilievo anche, nell'area della Valle del Farma, confine geografico con la provincia di Siena, la Grotta la Tomba che a differenza del nome è un vero e proprio gioiello naturale per la bellezza delle sue concrezioni e la Grotta Prato 2 nelle vicinanze di Massa Marittima unico nel suo genere perché si tratta di un torrente sotterraneo che può essere risalito nel suo corso per oltre un chilometro, regalando scorci di grande fascino e un libro aperto nella terra per i geologi. Le due cavità che invece si contendono il primato per dimensioni, sono la Grotta di Punta degli Stretti sul Monte Argentario e la Grotta del Diavolo nei pressi di Semproniano. Le due grotte sono morfologicamente diverse. La prima è una galleria orizzontale con varie diramazioni che si addentrano nella montagna per oltre un chilometro ed è caratterizzata da una grande quantità di concrezioni dalle forme più bizzarre e da affascinanti laghetti sotterranei dall'acqua cristallina. La seconda invece è una grotta che si sviluppa anche in verticale con la presenza di grandi pozzi che si alternano a imponenti saloni dove gli speleologi 34 · Maremma Magazine · Marzo 2012 I Luoghi della Fede: il Convento dei Cappuccini in Arcidosso Dopo i castelli iniziamo con questo numero un tour alla scoperta di pievi e monasteri in terra di Maremma. Prima Tappa: il Convento dei Cappuccini, sorto cinque secoli orsono, sulle pendici del Monte Amiata, tra Arcidosso e Casteldelpiano, per cercare di porre fine alle lotte intestine fra le popolazioni dei due borghi ri Cappuccini, approvato con la bolla "Religionis Zelus" emessa a Viterbo il 3 luglio 1528. Sull'Amiata, la presenza del nuovo ordine appare al limitare del secolo XVI. Nella "Storia dei cappuccini in Toscana" Ed. Barbera Firenze 1906, Frate Sisto da Pisa ricorda i motivi per cui in prossimità di Arcidosso, sorse il piccolo convento. Furono le lotte accanite fra Arcidosso e Casteldelpiano per motivi di confine, o per altre ragioni che sogliono verificarsi tra popolazioni confinanti, a far sì che sorgesse nel cosiddetto campo di Marte (campo di lotte cruente), in mezzo ai due paesi contendenti, un convento di Cappuccini, atto a riportare la pace con i metodi di vita consueti della comunità religiosa, con la carità evangelica, con la sacralità e mitezza dei modi, sull'esempio del santo di Assisi. Il Granduca di Toscana, Ferdinando I, approvò immediatamente il progetto nel desiderio di vedere, alla fine, sedato un gran disordine nella zona amiatina. Addirittura, il Granduca volle che "un Cappuccino predicasse la quaresima a rotazione, una volta ad Arcidosso e una volta a Casteldelpiano e che, nel giorno del Venerdì Santo, fosse trattato il tema della pace nella chiesa conventuale alla presenza delle autorità dei tre paesi (compreso Montelaterone) e delle rispettive compagnie religiose". La proposta incontrò generale consenso nelle popolazioni della zona. Così il 15 Settembre 1590 si dette inizio ai lavori preliminari e il 20 Maggio 1591, il Vescovo di Chiusi, Masseo Bardi, pose la prima pietra del piccolo complesso francescano. Da ogni parte giungevano le offerte per i lavori in muratura, tanto che i Cappuccini (inizialmente una decina), poterono lasciare i locali provvisori di San Lazzaro e stabilirsi al convento definitivamente. Sulla facciata della Chiesa, un'epigrafe segna l'avvenimento storico del nuovo convento francescano. "Nell'anno 1593, regnando Ferdinando de' Medici, Granduca di Toscana, questo convento dedicato a San Francesco ed ai Cappuccini seguaci suoi, fu edificato dalla pietà dei fedeli di Arcidosso e Casteldelpiano, aiutati anche dalle popolazioni vicine". Nel 1676, B. Gherardini, inviato in loco da Cosimo III, così parla della presenza dei Cappuccini: "Nel convento vi stanno otto Cappuccini dei quali cinque sacerdoti. La Chiesa è assai ragionevole e ben tenuta e il convento commodo con una bella et ampia clausura". Un accogliente porticato introduce nella Chiesa, il cui interno è sobrio, di una semplicità francescana. Sull'altare maggiore, è situato un dipinto bellissimo di Francesco Vanni, ultimato proprio nell'anno in cui fu inaugurato il Convento (1593). Vanni, pittore senese, appartenente al tardo manierismo, ha qui lasciato una traccia importante della sua arte con quella bella immagine della Madonna assisa in trono, contornata da angeli e puttini, mentre nella parte inferiore del quadro sono realisticamente dipinte le figure di San Francesco, di San Bernardino e di San Leonardo. Nella cappella a destra di chi entra in chiesa, c'è un'altra opera pittorica di valore che ricorda il primo santo cap- DI LAURA LUZZETTI AMERINI ungo la strada fra Arcidosso e Casteldelpiano, alle pendici occidentali del Monte Amiata, in una spianata tutta verde, con alberi fitti ad alto fusto di castagni e cipressi si trova il Convento dei Cappuccini, sorto cinque secoli orsono. "Il movimento francescano dei Cappuccini, sorse in Italia nel primo trentennio del secolo XVI nella solitudine, nel silenzio di eremi sparsi dalla Calabria, alla Basilicata, al Lazio, alla Campania, all'Umbria, alla Toscana fino a diverse regioni europee, ad opera di molti zelanti che si proclamavano fedeli seguaci di San Francesco". Chi avrebbe mai potuto pensare che un semplice frate conventuale francescano di Monfalcone (Matteo da Bascio) nel 1525, presentandosi di fronte al papa Clemente VII con "habitello stretto et cappuccio aguzzo, scalzo con una croce in mano", avrebbe potuto ottenere un'approvazione orale di una sua scelta di vita poverissima, vissuta in preghiera ed elemosina? Da un gesto semplice che sfugge all'attenzione della "grande" storia, esplose, invece, un movimento spirituale e religioso di vasta portata che si estese, specialmente dopo il concilio di Trento, nelle diverse regioni europee. Sorse così il movimento dei Frati mino- L 36 · Maremma Magazine · Marzo 2012 to che allora fu soggetta a qualche contestazione. Nel tempo passato, dopo varie traversie dovute alla mancanza di acqua, si sentì la necessità di costruire un acquedotto, indispensabile non solo per il Convento ma soprattutto per la manutenzione degli orti e degli edifici della zona come mulini, ferriere e cartiere. L'acquedotto donato ai religiosi fu costruito a proprie spese dal capitano di giustizia Giovan Battista Guglielmi nel 1602. In seguito, però, esplose la questione dei confini delle acque sorgive del Muristaldo, nella proprietà del Convento, tanto che le autorità di Arcidosso furono costrette a difendere i frati da soprusi e violenze, chiedendo l'intervento di Cosimo III contro le polemiche sorte fra i due paesi nuovamente ostili per la contesa delle sorgenti. Alla fine tutto fu appianato, i confini ristabiliti e l'acqua ridata al Convento come in origine per "servizio dell'orto, con farla gonfiare e salire in modo che, ricevuta l'acqua per il bisogno, resti tutto il trabocco per il servizio e comunità di Casteldelpiano, per i suoi mulini, fabbriche e ferriere". Così la sentenza dell'auditore generale Aurelio Sozzifanti su mandato del Granduca nell'anno 1707. Altre vicende di portata storica inte- PRIMO PIANO · 37 ressarono la vita del convento, come le numerose soppressioni di cui la prima fu voluta ed attuata nel 1783 da Leopoldo di Lorena, vicenda che vide allora la scomparsa di tanti conventi della Toscana. Fu poi la volta di Napoleone Bonaparte che nel 1808 fece chiudere conventi e monasteri. La terza soppressione avvenne nel 1866, voluta dal governo italiano. Il piccolo convento fu, però, riscattato dal generoso intervento del N.H. Giovannini che lo restituì ai frati. Negli anni 1962-68, fu ristrutturato anche il chiostro con colonne di stile identico a quelle del pronao. E all'interno del convento, alcuni locali non utilizzati furono trasformati in due piccoli appartamenti, atti ad ospitare domestici o parenti dei frati. Dentro le mura claustrali, nella pace della chiesa, in mezzo alla bella natura amiatina, lontano dal traffico di una strada affollata, affascinati dalle parole lentamente scandite di un frate dalla lunga barba e dallo sguardo mite, di un fraticello come poteva essere Fra Galdino di manzoniana memoria, questuante umile come lui, ci sentiamo in pace anche noi, come se tutto quello che conta fosse racchiuso qui, in questa atmosfera senza tempo dove "la presenza francescana ha operato, sempre molto bene attraverso le azioni, l'insegnamento, il servizio religioso e ospedaliero". Bibliografia: Il racconto della vita del Convento è stato fornito gentilmente da un frate cappuccino Le notizie storiche sono state riprese dal "Convento dei Cappuccini di Arcidosso" a cura di Arturo Santioli, Ed. Cantagalli Siena 2000 38 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Risorgimento Maremmano: dalla prima alla seconda guerra d'indipendenza Prosegue il nostro viaggio nell'epoca del Risorgimento Maremmano. In questo numero parliamo degli anni tra la prima e la seconda guerra d'Indipendenza, ovvero gli anni della restaurazione Leopoldina che scorrevano in una calma apparente, fra codini e patrioti attaccati ognuno alle proprie convinzioni e moderati che s'interrogavano sul prossimo futuro. presidiare la Maremma. Ma l'attività patriottica non si era arrestata. Nell'estate del 1849 Bersaglieri lombardi guidati da Manara, Dandolo e Morosini e diretti a Roma per l'estrema difesa erano passati da Grosseto ricevendo generosi aiuti alla luce del sole. In casa del canonico Chelli ­ nostra vecchia conoscenza ­ si tenevano riunioni segrete cui partecipava Bettino Ricasoli, sempre affaccendato a visitare i suoi possessi per accertarsi che i mezzadri facessero le cose per bene. Il Granduca, consapevole del traffico anche se la polizia non riusciva a smascherarlo, manifestava il suo malumore ricusando l'ospitalità della cattedrale Grossetana durante le visite. Conosceva bene le idee di Chelli, del Riccioli e del canonico segretario Malintacchi. Aveva chiesto il loro allontanamento ma il vescovo non ci sentiva proprio da quell'orecchio, e come vi accennavo l'altra volta, l'ombrello tricolore aveva fatto spazientire persino il buon Canapone... Anche il divieto di celebrare i caduti di Curtatone e Montanara aveva provocato risentimento solo nei confronti della gallina a due teste. Ma quando giunse notizia delle impiccagioni di Belfiore, nessuno ardì chiudere la bocca del canonico Chelli mentre condannava l'infamia con accese immaginabili parole. Và detto che i martiri di Belfiore furono traditi da qualcuno che "manovre settarie conducevano nell'agosto 1884 deputato al Parlamento nazionale per il collegio di Grosseto" ma siamo avvezzi a questo genere di storie. Gli anni della restaurazione Leopoldina scorrevano in una calma apparente, fra codini e patrioti attaccati ognuno alle proprie convinzioni e moderati che s'interrogavano sul prossimo futuro. Sentiamo cosa riporta il dottor Bufalini ­ altra vecchia conoscenza ­ in una lettera al dottor Ferrini del marzo 1858. "Il canonico Giovanni Chelli mi aveva narrato nell'anno scorso (quando ebbi a curarlo per la solita colica nefritica) come nella sua casa facevansi adunanze segrete sotto presidenza del barone Ricasoli per agevolare l'insurrezione italiana, e sento ora chi sono le principali persone con cui dovrei aver contatto. Mi spiace dirle che le peripezie della Giovane Italia mi messero un po' di giudizio, imperocché non credo che riuscirà a noi di scacciar l'Austria, i Principi ed il Papa. E che può far Vittorio con 20 o 30 mila uomini?... e che può far Garibaldi coi volontari?... se Napoleone III piombasse sull'Austria con tutto l'esercito io ci spererei, ma... Si persuada ch'io sento il desiderio della indipendenza e della libertà d'Italia più di molti altri: far però guerra aperta al Principe che è così buono e benefico, perdoni se glielo dico con schiettezza, io non posso, né ­ Ella comprenderà ­ posso venir domenica nella sua casa, né prender parte a segrete deliberazioni antidinastiche.» Veniamo per caso a sapere che il canonico Chelli soffriva di coliche renali ricorrenti contro le quali a quei tempi non c'erano grossi rimedi, e ci facciamo DI ADRIANO POLETTO on credo che ci sia Comune Toscano cui manchi suo atrio la storica targa con i risultati del plebiscito del 1860. Ricordo con malinconia un collega scomparso da qualche anno, quando indicava le cifre dello spoglio, e alludendo alla minoritaria di chi aveva votato per restare coi Lorena, ripeteva con solenne accento fiorentino che i furbi erano proprio quelli, mentre gli altri "la unn'avèan hapìto nulla". In effetti, anche dopo la restaurazione del 1849 seguita al ritorno del Granduca da Gaeta (ricorderete la fuga a Santo Stefano) i sentimenti Maremmani verso il sovrano erano rimasti pressoché immutati. La cruenta repressione della rivolta di Livorno ­ l'unica in oltre un secolo di reggenza Lorenese ­ era opera degli Austriaci. Troppe buone cose ricevute non si dimenticano da un giorno all'altro. Il governo del Granduca aveva solo perso carisma poiché la Toscana era occupata dalle truppe Austriache a garanzia di eventuali ripensamenti. A Grosseto si mormorava che Canapone aveva abolito la costituzione e sciolto la guardia civica per assecondare Cecco Beppe, e con rassegnazione s'inviavano a Firenze le mille lire richieste per il mantenimento dei crucchi. Per fortuna ­ o grazie a qualcuno ­ nessuna compagnia Austriaca fu mai mandata a N 40 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Leopoldo II di Lorena Giovanni Chelli un'idea delle sue capacità di ripresa, oltre che degli scrupoli del dottor Bufalini. Questi ultimi dovettero subire un brusco scrollone quando, alla fine di aprile del 1859, giunse notizia che il Granduca aveva di nuovo lasciato Firenze con la famiglia, questa volta intenzionato a non farvi ritorno. Immagino le ironie degli amici al caffè, e il povero Bufalini che doveva far buon viso a cattivo gioco. "Ti domandavi che può far Vittorio con dieci o venti mila uomini?... per sloggiare Canapone non glie n'è servito nemmeno uno, gli è bastato alzare la voce." Lo avranno provocato, alludendo allo storico grido di dolore denunciato tre mesi prima da palazzo Madama, mentre fuori dal caffè, per le strade Grossetane si cantava: "codini andate a letto, che babbo `un torna più!". Ecco il suo sfogo in una lettera del 30 aprile: "La congiura lavorava da anni senza posa, senza risparmiare gli stessi governanti, che la favorivano col sistema del lasciar fare. Qui in Grosseto tolga il Prefetto Cercignani e troverà tutti rivoluzionari gli impiegati. De' legali (notari, avvocati e procuratori) non parlo neppure, come dei dipendenti che sono stati tutti guadagnati (ad eccezione di Guglielmo Ponticelli) colle pubbliche declamazioni nei caffè, al teatro, nelle botteghe; lo stesso dirò degli artigiani e soprattutto dei sarti, che sono tutti dei Danton. I preti (eccetto Serafini) son divenuti matti ed Ella conosce bene le pazzie di Giovanni Chelli: insomma, Grosseto è un manicomio di rivoluzionari. E cosa crede sia di Firenze e delle altre città? Il medesimo Chelli mi parlò nel 1857 di una grande e seria congiura di cui desiderava facessi parte, ma non volli compromettermi ricordando ciò che vi guadagnai nel 1832-33. Con tutto non mi creda codino perché voglio anch'io una Italia, ma confederata come è la Svizzera, essendo convinto che l'Italia una e affatto indipendente non è possibile..." Non passerà molto tempo che il dottor Bufalini dovrà confessare nei suoi appunti: "... ma chi avrebbe creduto che Cavour sapesse prendere per il naso Gigi Nasone (Luigi Napoleone) e che questi prendesse poi pel naso gli stessi francesi? E chi li avrebbe creduti così grulli da regalare all'Italia i loro marenghi e la loro vita?" A Massa Marittima quella primavera recava notizie che infiammavano gli animi. La Gazzetta di Genova, avidamente ricercata e letta dal popolo e dal clero, veniva lasciata dal canonico Don Giovanni Sandonà nella drogheria della vedova Chiavacci a disposizione dei frequentatori. L'entusiasmo per la guerra ritenuta vicina rendeva consistente la gara di oboli in natura e denaro per sovvenzionare la causa italiana. Il delegato Granducale minimizzava: per lui tutto era tranquillo, non si lamentavano disordini e solo una piccola parte della popolazione s'interessava alle notizie politiche dei giornali e ai carteggi particolari che giungevano più o meno clandestinamente. Ma l'11 aprile ebbero luogo dimostrazioni di piazza che preoccuparono il Prefetto Cercignani, il quale comunicò a Firenze la notizia chiedendo il permesso di usare la maniera forte. Un assembramento di giovani, sotto le finestre della delegazione di Governo, avevano inneggiato apertamente alla guerra. Si fecero arresti, si cercò d'intimidire i più tiepidi e si assicurò il Ministero dell'interno che l'affetto per il Granduca nella Maremma era immutato. La causa dei tumulti, in una corrispondenza riservata del 14 aprile, viene indicata in una lettera di Vincenzo Malenchini al canonico Sandonà per richiedere l'invio di volontari. Il Prefetto segnalava come consueti eccitatori i canonici Rossetti e Nardelli, Antonio Fucini, Domenico Morelli e molti altri. Comunque vennero raccolte 2000 lire e l'afflusso dei volontari era tale che Massa rischiava restar priva della gioventù maschile. Queste partenze, riferisce il Prefetto, avevano messo nella desolazione le famiglie, le quali "soltanto ora che ne provano il dolore imprecano contro chi li ha consigliati..." "Alcuni dei giovani Massetani ­ continua il Prefetto ­ avevano indosso delle copie manoscritte di un barocco inno nazionale, del quale io credo che nessun poeta da colascione azzarderebbe vantarsi autore..." Anche da Giuncarico si hanno tentativi poetici, meno ambiziosi ma altrettanto significativi. "Finalmente un giorno siam risorti Viva l'Italia e i Tedeschi morti! Addio Giuncarichino, addio muraglia Addio Giuncarichino, addio canaglia." (continua) 42 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Giugno 1944, quando il Fronte passò a nord di Grosseto Si è svolta tra la fine di gennaio e i primi di febbraio l'iniziativa "Memorie e schegge di storia; il passaggio del fronte a nord di Grosseto ­ Giugno 1944", organizzata dal Gruppo Tradizioni Popolari "Galli Silvestro" con il patrocinio del Comune e della Provincia di Grosseto, oltre che della Regione Toscana U na mostra per rievocare la fase successiva all'8 settembre del 1943, il passaggio del fronte a nord di Grosseto e l'avanzata degli alleati con tutti gli avvenimenti che ne seguirono. Ad organizzarla, nella sede del centro anziani "Gli Anta" di via dei Garibaldini a Braccagni, dal 25 gennaio scorso e fino al 5 febbraio, è stato il Gruppo Tradizioni Popolari "Galli Silvestro". L'iniziativa "Memorie e schegge di storia; il passaggio del fronte a nord di Grosseto ­ Giugno 1944", ha avuto il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Grosseto e delle Poste Italiane, che hanno provveduto anche ad uno specifico annullo filatelico curato dal Circolo Filatelico Numismatico Maremmano. E si è avvalsa della collaborazione e dell'esperienza dell'Isgrec (Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell'Età Contemporanea) e dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani). Da tempo il Gruppo Tradizioni Popolari "Galli Silvestro" è impegnato in una preziosa opera di recupero e ricerca storica, sia documentale che della tradizione orale. Questa mostra di Memorie e schegge di storia L 'Uomo nel corso della Storia ha lasciato tracce profonde del suo passaggio. Arte, vita quotidiana, necessità di adattarsi alla natura e ai luoghi dove sceglieva di vivere. In pace ed in guerra. Nei lunghi periodi di pace queste tracce sono state via via cancellate dal tempo, abbandonate o sostituite da nuove. Come gli insediamenti che numerosi nella nostra Regione ci tramandano la loro storia. Della guerra l'Uomo ne ha fatto un'arte, adattandola ai propri scopi, di conquista o di difesa. Ed è proprio di quest'arte che in questa Mostra sono raccolti i resti, trovati, riesumati dalla Madre terra che dopo aver subito l'oltraggio dell'Uomo li ha custoditi nel suo grembo per farci meditare ancora sulla più attuale delle tragedie: la guerra. Il passaggio del fronte nella zona a nord di Grosseto non fu caratterizzato da grandi eventi bellici. Per ragioni strategiche i Tedeschi dopo le battaglie di M.te Cassino preferivano attestarsi temporaneamente su Linee di difesa approntate allo scopo di ritardare l'avanzata Anglo-americana proveniente dal sud Italia. Nel mese di Giugno dopo la libera- 44 · Maremma Magazine · Marzo 2012 ed esperienze vissute. Sempre nel contesto dell'iniziativa, e per la precisione il 31 gennaio, con la collaborazione del centro sociale "Gli Anta", sono stati anche messi a dimora sei alberi in ricordo delle vittime per i mitragliamenti della Stazione di Montepescali del 1944. «Il Gruppo Tradizioni Popolari "Gal- li Silvestro" ­ sottolinea il presidente Edo Galli ­, nel riprendere una sua consolidata esperienza nel campo della ricerca storica e delle tradizioni del territorio, già da tempo aveva in animo di affrontare un periodo che, non troppo lontano nel tempo, con le sue storie e le sue tragedie, ha lasciato un segno indelebile nella vita e nelle memorie di coloro che l'hanno vissuto: la Seconda zione di Roma (6 giugno `44) gli alleati affrontano le prima linea di difesa approntata da Kesserling sull'Ombrone, sull'affluente Orcia, sul Lago Trasimeno fino al Chienti sull'Adriatico. Il 15 giugno il VI Corpo U.S.A prende Grosseto, senza combattere, e comincia l'inseguimento sulla costa tirrenica mentre all'interno i Francesi dopo la presa di Viterbo rilevano gli americani e combattono contro i Tedeschi del I.Fallschirmjäger Corpo. Sui rilievi intorno a Grosseto (Moscona, M.te Leoni, Poggio Calvello) i Tedeschi oppongono la tattica dei piccoli nuclei di resistenza per agevolare la ritirata dei reparti e dei rifornimenti che dovranno attestarsi sulla grande, vera Linea di difesa: la "Gotica" che fra Massa e Pisa e fino a Rimini rappresenta quell'ultima linea naturale prima della pianura padana. Determinante per gli alleati l'apporto dell'aviazione. I caccia angloamericani mitragliano continuamente ogni colonna, ma anche singoli individui che si muovono lungo l'Aurelia. A farne le spese non sono purtroppo solo i Tedeschi in ritirata, ma anche civili, spettatori forzati di quei tragici eventi. Grosseto prima e Braccagni dopo subiscono bombardamenti e mitragliamenti. Il nodo ferroviario di Braccagni Scalo e i ponti sulla Bruna devono essere interrotti per impedire il flusso della Wehrmacht in ritirata. È in questo scenario che la nostra ricerca trova interesse e si muove. Ripercorrendo in un lungo viaggio dove la memoria dei testimoni oculari dell'epoca fa da supporto a sopralluoghi e `meditazioni' in loco. Una scoperta continua a volte ricca a volte ­ complice la distanza e l'ingiuria del tempo ­ deludente. Schegge rugginose di bombe, cartucce, bottoni, piccoli oggetti personali marcano con precisione il passaggio di uomini che inseguiti o inseguitori parteciparono ­ volenti o nolenti ­ alla più grande caccia del secolo passato. Franz Pozzi PRIMO PIANO · 45 Nella foto il taglio del nastro Guerra Mondiale ed in particolare gli avvenimenti succedutesi dopo la resa del Regio Esercito dell'8 settembre del 1943. A seguito dell'avanzata degli alleati, anche il nostro territorio, a nord di Grosseto, fu interessato da scontri, mitragliamenti, fatti e storie che videro, suo malgrado, coinvolta la popolazione civile anche nelle persone di nonni e genitori di nostri paesani. Da tempo stavamo raccogliendo testimonianze orali dei nostri "anziani", sulle loro esperienze di vita e le loro memorie che immancabilmente cadevano sul periodo della guerra con ricordi di privazioni, paure, speranze. In particolare il ricordo più vivo era quello della ritirata dei tedeschi incalzati dalle truppe alleate che, sbarcate nel sud Italia, risalivano lo "stivale". L'incontro con l'amico Franz Pozzi, ricercatore e studioso della tematica, con ricca esperienza di ritrovamenti, studi e mostre allestite (nel suo caso particolare sulla Prima Guerra Mondiale, combattuta nelle trincee del nord Riuso civile dei reperti militari I contadini hanno seguito con sgomento l'avvicendarsi della guerra, sanno bene che non ne trarranno nessun vantaggio, hanno visto il loro podere invaso dai soldati, i loro animali razziati e macellati, le loro scorte requisite, i loro figli richiamati al fronte, le loro donne maltrattate e offese. Sanno di non potersi opporre, i loro beni potrebbero essere distrutti per rappresaglia. Ogni contadino percepiva la guerra come l'inizio della propria rovina. I mali non sarebbero terminati con la fine del conflitto, per loro sarebbe iniziato il periodo più duro, per rimettere in produzione il podere e scongiurare le carestie e malattie che da sempre hanno caratterizzato i dopo guerra. Nulla di questo fu risparmiato al nostro comprensorio. Tra il `43 e il `45 si vennero a sommare l'impoverimento del terreno, sia per mancanza di mezzi che di manodopera, la distruzione delle opere di bonifica, dei ponti, delle strade, della ferrovia. Inoltre la lunga occupazione nazi-fascista, la guerra civile, e infine le pesanti incursioni aeree completano il quadro. Appena passato il fronte, come riuscirono a percepire il senso di pace, i contadini uscirono dai loro rifugi, cominciarono a riparare i danni servendosi dei pochi attrezzi rimasti e di quelli che poterono recuperare tra i materiali abbandonati dai vari eserciti durante il loro passaggio. Inizia così una ricerca degli oggetti che possono essere smontati e portati a casa, nascosti per un po' e riutilizzati poi in modo diverso. Ammassati nel butto dei robivecchi, saranno custoditi e riutilizzati nel tempo, come solo l'arte contadina sa fare. Ancora oggi possiamo trovare nelle case dei nostri contadini gli oggetti rici- clati dai loro vecchi. Qui sono esposti alcuni esemplari. Gli altri rimangono impressi nella memoria di chi li ha riadattati e riutilizzati e di chi li ha potuti osservare nella loro funzione. I ragazzi, incoscienti, utilizzarono anche le armi e munizioni che si trovavano facilmente sul terreno. "Un giorno si trovò sotto il cimitero di Montepescali un mortaio ancora carico, si indirizzò verso il paese e si fece fuoco, il campanilismo era forte allora, meno male che si padellò l'obiettivo... Qualcun altro cercò di nascondere un carro armato per poterne fare un trattore poi. Non trovammo mai quelle padelle (mine anticarro), il territorio non fu minato dai soldati in ritirata, per nostra fortuna nessuno si fece male". Ricerca di Maurilio Boni, testimonianze di Pierino Boni, Piero Cittadini, Giuseppe Rossi (n.1930). 46 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Il bombardameto della stazione di Montepescali S tazione di Montepescali Scalo. Era il giorno dopo la Befana del `44, quando un bombardiere B25 della XII Air Force Americana* sganciò le prime bombe sullo `smistamento di Montepescali', per proseguire la sua missione su altri obbiettivi italiani. All'ospedale degli Acquisti fu ricoverato Innocenti Anio fu Luigi: "Le 25/30 famiglie che abitavano alla stazione incominciarono a capire quale era il bersaglio e si cominciò a scappare chi da una parte chi dall'altra". I tedeschi si tennero lontani da quel probabile obiettivo militare, strategico per gli alleati. Il 31 dello stesso mese il rumore sinistro della sirena del Toni risuonò in paese incutendo di nuovo paura e terrore, e ci furono ancora due feriti dalle schegge delle bombe. Il 15 Febbraio B25 e B26 in formazione si presentarono all'orizzonte "ci fu un fuggi fuggi generale verso i campi, la famiglia Bernasconi erano soliti dirigersi verso la strada di Buriano e lì vi trovarono la morte: Nosedi Lina nei Bernasconi di anni 54 e Anna Pepi di Vincenzo di anni 18. All'ospedale degli Acquisti lo stesso giorno morì Dragoni Santi di anni 33, ricoverato dopo i bombardamenti di Grosseto del lunedì di Pasqua. Sergio Balestri di Vomero, affetto da ferita lombare, fu ricoverato e dimesso il 22 Febbraio". A Marzo furono tre le incursioni aeree: il 3, il 17 e il 28. Ancora la XII Air Force Americana colpì ripetutamente lo scalo ferroviario, saltarono i binari e la scuola rurale, furono gravemente danneggiate casa Paladini, la casa di Tremori Ottavio e Settimio, completamente scoperchiata dagli spostamenti d'aria creati dagli scoppi delle bombe. Anche la fami- glia Busoni, che abitava alla stazione, fuggì per i campi. Luigi, che era il titolare della stazione, con altri ferrovieri e manovali trovò la morte vicino al Consorzio Agrario del Mascherini. Furono ricoverati il manovale Ezio Bisdomini e il ferroviere Domenico Pasquinelli - che perirono il giorno seguente - Ugo Gallorini e Giuseppe Biagetti che invece furono dimessi nei giorni successivi. Chi poté si allontanò: quelli della famiglia Iacopini andarono sfollati a Cecina, e così i Ciurli (che erano originari di lì); il Mariani con moglie e figli a Montepulciano. L'area antistante la stazione fu abbandonata dai più, e le famiglie sfollarono nei poderi della zona. "Per ripristinare i binari i tedeschi utilizzavano manodopera locale, facevano dei rastrellamenti e forzatamente portavano gli uomini più forti e abili a lavorare di notte". La stazione fu colpita ancora due volte, il 12 Aprile e il 2 Giugno. Fu uccisa Ester Nocciolini nei Mattioli, di 24 anni, nativa di Montepescali: "era nei campi a parare maiali". Fu parzialmente colpita e distrutta la casa dei Larini e degli Spadoni (oggi della famiglia Dottarelli). Una bomba inesplosa si trova ancora nel pozzo del Caloni, un'altra fu disinnescata da un tedesco. *Ricerca condotta sugli archivi americani in internet che registrano 17 operazioni strategico militari su Montepescali. Testimonianze orali di Giuseppe Caloni (n. 1931), Urio Massetti (n. 1928), Morea Pepi (n.1924), Giuseppe Rossi, (n. 1930). Documenti dell'ospedale degli Acquisti dall'Archivio di Daniele Lamioni pubblicato in "La Sentinella del Braccagni del settembre 1996. PRIMO PIANO · 47 Arturo Gallichi, l'ebreo di Magliano che dipingeva Madonne Una storia particolare che risale alla prima metà del `900. È quella di Arturo Gallichi un ebreo fiorentino che, dopo aver vissuto per un certo periodo a Roccastrada, si trasferì nel 1923 come farmacista a Magliano in Toscana dove, grazie all'amicizia con il parroco, cominciò a dilettarsi dipingendo Madonne nelle chiese del borgo. DI ANGELO BIONDI Magliano venne ad abitare nel 1923 un ebreo fiorentino: Arturo Gallichi, il quale prese la gestione dell'unica farmacia del paese, di proprietà del Comune, che gli concesse anche una casa in affitto in via Roma. Nato nel 1876 a Firenze da Nestore e da Ernesta Sessi, Arturo Gallichi aveva trovato dapprima un impiego a Roccastrada, dove aveva conosciuto e poi sposato nel 1910 Novilia Bacci (nata 1885) che era di famiglia cattolica. Essendo farmacista, aveva partecipato alla I Guerra Mondiale come ufficiale di Sanità. Chi lo ha conosciuto, come il maglianese Mino Minucci, lo descrive come un uomo di vasta e profonda cultura, amante dei libri, di cui possedeva una vera e propria biblioteca; il Gallichi usava leggere molto, compresi autori stranieri come Remarque direttamente in francese, inoltre si dilettava di pittura ed era anche un appassionato etruscologo, A molto amico di Pietro Raveggi di Orbetello, con cui aveva fatto gli studi. Ma Gallichi era pure una persona in ricerca, portata ad approfondire il senso religioso della vita; anche per questo aveva stretto amicizia con il parroco di Magliano don Giacomo Balestrelli, originario di Manciano, un prete antifascista, che diffondeva tra la gioventù maglianese il programma di don Sturzo e per questo subì accuse e vessazioni. L'amicizia del farmacista ebreo con il prete portò ad un fatto del tutto singolare: la realizzazione da parte di Arturo Gallichi, che sapeva dipingere, di pitture sacre sulla vita della Madonna nella cappella dell'Addolorata a fianco della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Si tratta di tredici formelle esagonali, ancora esistenti nella cappella, realizzate ad acquerello e rappresentanti l'Annunciazione, il Natale, la Fuga in Egitto, Gesù tra i Dottori, la Sacra Famiglia, il Buon Pastore, la Crocifissione, le Pie Donne sotto la Croce, l'Incoronazione della Vergine, l'Assunzione di Maria Santissima ecc. Le pitture vennero realizzate probabilmente nell'estate 1931, quando don Giacomo annotava nei suoi quaderni di appunti il rimborso alla moglie del Gallichi di piccole somme per l'acquisto di pennelli e terra colorata. Ma la cosa non si fermò lì; anche nella chiesa dell'Annunziata Arturo Gallichi fu chiamato a dipingere una Madonna, che sfortunatamente è stata eliminata con i recenti restauri della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici. Ed è un peccato perché, se il dipinto realizzato dall'ebreo non poteva certo competere con la bellissima Madonna di Neroccio esistente nella chiesa, costituiva comunque una curiosità non indifferente (comunque un'altra curiosità è rimasta: il simbolo ebraico della "stella di David", che "stranamente" compare 48 · Maremma Magazine · Marzo 2012 sopra la porta laterale della chiesa dell'Annunziata!). Non capita spesso che un ebreo, per di più non un pittore di professione, si metta a dipingere Madonne in una chiesa cristiana! Ma evidentemente la salda amicizia con il prete, lo spirito di ricerca e l'inquietudine religiosa portò il farmacista ebreo ad accettare e realizzare una simile inusuale impresa. Egli nel 1940 provvide anche ad effettuare una descrizione con disegni, delle sette campane delle chiese maglianesi, riportando le antiche scritte sul bronzo. La famiglia di Arturo Gallichi era composta da lui, dalla moglie Novilia e dalla mamma Ernesta Sessi; la coppia non aveva figli, perciò adottò un nipote di Novilia: Nedo Rossi, che era rimasto orfano del padre. Il farmacista ebreo si era talmente ben inserito nell'ambiente maremmano, che usava andare vestito quasi sempre alla cacciatora con pantaloni alla cavallerizza; per la sua disponibilità ed affabilità era molto stimato e benvoluto dai maglianesi e dalle stesse Autorità locali, tanto che spesso nelle manifestazioni fasciste veniva chiamato a tenere il discorso ufficiale. Ma ben presto arrivarono i tempi duri; l'uscita delle leggi razziali del 1938, che prevedevano l'emarginazione degli ebrei nel lavoro, nella scuola, nella vita sociale ecc., costrinse il Comune a togliergli nel 1939 la gestione della farmacia, senza poterlo rimpiazzare e di conseguenza Magliano si trovò pure senza farmacia; tuttavia fu lasciata al Gallichi la casa, che deteneva in affitto dal Comune. L'ebreo, a cui era venuto a mancare il lavoro, si trovò in serie difficoltà e dovette arrangiarsi; tuttavia non si perse d'animo: mise in piedi un allevamento di conigli presso un contadino del podere vicino al noto "Ulivo della Strega", che era di proprietà della RAS, e cominciò addirittura a fare biglie di terracotta colorata, che vendeva ai ragazzi; inoltre don Giacomo lo chiamò a fare scuola ai ragazzi della parrocchia, dandogli un compenso e lo aiutò ulteriormente a pagare l'affitto di casa. A Magliano nessuno, neppure le autorità fasciste locali, procurò fastidi ad Arturo Gallichi, ma con la guerra le cose peggiorarono. Dopo la caduta del Fascismo e l'armistizio dell'8 settembre 1943, si creò la Repubblica Sociale Italiana con a capo Mussolini, liberato dai tedeschi, che occuparono l'Italia centro-settentrionale. In tale contesto il Prefetto fascista di Grosseto: Alceo Ercolani, con notevole solerzia decise la concentrazione degli ebrei del grossetano nel campo di Roccatederighi, attivato alla fine di novem- PRIMO PIANO · 49 Nella foto la Cappella; a destra le Madonne bre; alcuni degli ebrei della Provincia, residenti soprattutto a Pitigliano e a Grosseto, si presentarono volontariamente, altri furono arrestati e furono portati al campo di concentramento, altri si dettero alla macchia o fuggirono nelle campagne, accolti e protetti dai contadini. A Magliano l'ordine di arrestare il farmacista ebreo fu tenuto in tasca per tre o quattro giorni dal Commissario Prefettizio del luogo, che non aveva il coraggio di metterlo in pratica; poi fu costretto ad eseguirlo. Pare che l'arresto e l'internamento a Roccatederighi sia avvenuto ai primi di gennaio 1944; il farmacista era ancora a casa sua a Natale, secondo il ricordo di Mino Minucci, che gli aveva proposto di fuggire ed aveva parlato con amici per nasconderlo nell'impervia zona dell'A- quilaia, che presto divenne rifugio di partigiani, ma Arturo Gallichi, ormai avanti negli anni, non se la sentì di affrontare i forti disagi che ne sarebbero seguiti. Nel campo di Roccatederighi l'ebreo strinse amicizia con il Vescovo di Grosseto Mons. Paolo Galeazzi, che dopo il bombardamento del capoluogo maremmano, si era sistemato in un'ala del Seminario, adibito a campo di raccolta per gli ebrei della provincia grossetana. A Roccatederighi erano stati portati un'ottantina di ebrei, in parte italiani, in parte stranieri, già avviati al domicilio coatto in vari Comuni dell'interno, specie dell'Amiata. La presenza di Arturo Gallichi a Roccatederighi non compare da documenti e non risulta nei recenti studi sulle vicende degli ebrei grossetani nella II Guerra Mondiale e ancor più precisamente su questo campo di raccolta; ma i ricordi del maglianese Mino Minucci, amico del Gallichi, sono piuttosto precisi in proposito. Tra gli ebrei italiani si trovavano i quattro componenti della famiglia Finzi-Della Riccia, costituita da Erasmo Della Riccia, dalle figlie Luciana e Berta e dal genero Natale Finzi, marito di Berta, che era incinta e il 19 febbraio 1944 ebbe una bambina, la piccola Gigliola. Al campo di Roccatederighi non c'era un medico né una levatrice e fu proprio Arturo Gallichi, l'unico dotato di serie conoscenze di medicina, ad aiutare Berta perché il parto andasse a buon fine. I Finzi-Della Riccia insieme ad altri sventurati, il 18 aprile 1944 furono por- Nella foto il campo di Roccatederighi 50 · Maremma Magazine · Marzo 2012 chiamavano addirittura "il Vescovo degli ebrei", ad aiutare Arturo Gallichi ad ottenere di essere rilasciato, non sappiamo con quale motivazione. Il farmacista ebreo, dopo il passaggio del fronte, riprese la gestione della farmacia di Magliano e fece parte del CLN locale e della prima Amministrazione Comunale dopo la guerra. Morì nel febbraio 1950 e risulta che, approssimandosi la fine, chiese insistentemente di voler vedere Mons. Galeazzi, e c'è chi pensa che si volesse convertire in punto di morte; però il suo desiderio non fu esaudito e per questo don Giacomo Balestrelli, quando lo seppe, si arrabbiò molto. Il suo funerale fu in forma civile, ma vi parteciparono due sacerdoti: il suo amico don Giacomo Balestrelli e don Manlio Scarsellini, parroco di Montiano, oltre a tutta la popolazione di Magliano. N.B. Le notizie relative alla vita di Arturo Gallichi derivano in maggior parte dai ricordi del maglianese Mino Minucci (cl. 1924) e da documenti dell'Archivio Comunale e di quello parrocchiale di Magliano; ringrazio il parroco don Isacco Pezzotta per avermene permesso la consultazione PRIMO PIANO · 51 La storia che fece Grosseto nelle pagine di Aldo Mazzolai Un omaggio alla figura intellettuale di Aldo Mazzolai che ha certamente lasciato un'impronta significativa nella cultura grossetana. È questo il senso del libro postumo di Aldo Mazzolai "La Storia che fece Grosseto", pubblicato ormai qualche anno fa dall'Editrice Innocenti con il prezioso contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. DI MARIA GRAZIA LENNI Q uando nel marzo 2009 scomparve Aldo Mazzolai tutti compresero che un importante capitolo della storia recente di Grosseto e della sua cultura si era chiuso. Era la fine dell'epopea di grandi menti e grandi persone che non solo con le loro capacità, ma anche con la forza del loro carattere erano riuscite a realizzare ciò che qui e allora appariva improponibile. Aldo Mazzolai è stato un archeologo e un divulgatore instancabile, un uomo di cultura e di grande personalità, ed ha profuso un impegno senza fine per valorizzare la grande ricchezza storica e culturale del territorio grossetano. Ha lavorato in tempi difficili, quando l'attenzione e il rispetto per il passato non erano così scontati e anzi spesso si tendeva a cancellare, anche materialmente, ciò che appariva come "vecchiume", o al massimo a sfruttarlo per qualche buon affare. In un periodo di così grande disattenzione da parte dell'opinione pubblica, ma anche delle istituzioni, nei con- fronti del patrimonio antico di Grosseto, con altri suoi colleghi ha lottato per affermare l'importanza dell'archeologia e dei suoi reperti, riuscendo a ottenere la realizzazione del Museo Archeologico, a cui fu collegato anche il Museo d'Arte Sacra, consegnando alla comunità un'istituzione ricca e prestigiosa, della quale sentirsi fieri. Quando dopo molti decenni vissuti, a volte pericolosamente, Aldo Mazzolai se n'è andato, ha lasciato l'ultimo regalo di un cuore grande alla città amata, l'ultima lettera d'amore di un innamorato pazzo di Grosseto e della Maremma. Si chiama "La Storia che fece Grosseto" ed è stato pubblicato dall'editrice Innocenti. È un lavoro enorme, il risultato di una vita di ricerca, di studio approfondito, di sacrifici, il frutto di una dedizione assoluta nei confronti della "sua" Maremma. Realizzata, come accenna lo stesso autore nella sua presentazione, per "fornire ai Grossetani di ogni età, discesi da ceppi maremmani allogeni, un mezzo di prima consultazione su una visione globale dei fatti e delle caratteristiche storiche della loro città (...) specialmente in considerazione dell'eccezionale crescita di Grosseto", è un'opera di proporzioni ragguardevoli, che abbraccia tutte le epoche storiche, un vero manuale corredato di strumenti utili per iniziare subito a orientarsi nella storia di Grosseto e dei suoi dintorni, anche per coloro che si accingono ad affrontare per la prima volta questo viaggio meraviglioso. Il testo risponde perfettamente all'obiettivo e, partendo dalle origini geologiche del territorio, illustra tutto il suo percorso di antropizzazione tra storia e mitologia, passando per tutte le influenze che lo hanno "fatto": dall'età villanoviana passando per la civiltà etrusca, poi quella romana, per arrivare alle invasioni barbariche. Quindi la storia moderna e contemporanea che va dagli Aldobrandeschi, passando per Grosseto sede vescovile e per la dominazione senese prima e per quella dei Medici poi, per arrivare alla rinascita con i Lorena. E ancora ai passaggi che vanno dall'Unità d'Italia ai giorni nostri. Più che un libro di storia, un libro di storie e luoghi; appunto quelle, come scrive ancora il Mazzolai nelle conclusioni di questo volume, di una realtà che nella sua espansione "si ridefinisce territorialmente e potenzialmente come una vera e propria città". Al di là delle più o meno formali affermazioni rese nell'imminenza della sua morte, restano grande considerazione, profondo affetto e diffuso rimpianto tra chi lo ha a vari titoli conosciuto e ne ha apprezzato le grandi doti intellettuali e umane. Sentimenti che, ne siamo certi tutti, non scompariranno. Perché Aldo Mazzolai era una persona per bene che ha fatto del bene, a volte anche contro la volontà degli stessi beneficati, senza arrendersi mai, senza cedere di un passo, "col piglio del combattente". Aldo Mazzolai ha rivestito anche l'importante ruolo di educatore, un vero "diffusore di cultura" nei confronti dei giovani. Una figura di cui oggi più che mai sentiamo il bisogno, perché le nuove generazioni non conoscono il territorio, né la sua storia, né i suoi rap- PRIMO PIANO · 53 porti con i territori vicini. Fu un "forgiatore di anime", come lo definisce Giuseppina Scotti, Presidente dell'UNITRE di Grosseto, l'associazione di cui Mazzolai è stato per anni una delle colonne portanti. Le sue lezioni, seguitissime, erano spettacoli. Criticava duramente Siena (lui, che nella sua provincia, e precisamente nel comune di Montepulciano, Aldo Mazzolai era nato), perché si era comportata come un impero colonialista nei confronti di Grosseto e della Maremma, non celando una forte antipatia, certo solo intellettuale, nei confronti della città inventrice dei Paschi ("che comunque sono maremmani" come diceva nel suo colorito modo di esporre) e una affettuosa, partecipe tenerezza nei confronti della Maremma. Nel 1989 gli fu assegnato il premio "Grifone d'Oro" della Pro Loco di Grosseto "per l'impegno trentennale disinteressatamente profuso nei confronti dell'archeologia, dell'arte e della storia, volto alla valorizzazione, salvaguardia e divulgazione dell'immenso patrimonio culturale della Maremma (...)" e in quanto autore "di molte pubblicazioni (...) che sono poi divenute testi fondamentali per chiunque voglia approfondire la conoscenza del nostro territorio". Importante l'impulso offerto alla diffusione dell'immagine della Maremma anche fuori dall'ambito locale. Mazzolai ha fatto molto anche per il turismo invogliando tanta gente a visitare la Maremma: le sue numerose opere hanno richiamato nel tempo molte persone, attratte dai suoi racconti, intessuti di amore per questa terra e per tutto ciò che era stato nella terra, nei quali faceva vivere la storia, l'antropologia e tutto ciò di cui parlava. Per lunghi anni si è prodigato fornendo la propria collaborazione al Comune di Grosseto per la realizzazione del Museo Archeologico e della Maremma, inaugurato nel 1975, dove con grande soddisfazione in qualità di direttore si adoperava ad accompagnare i visitatori alla scoperta delle testimonianze del passato in esso custodite. Resta, certo, anche il rimpianto, perché si poteva fare di più: dare più ascolto, prestare più attenzione, lasciarsi guidare con più fiducia da un uomo che era immerso nell'antico, ma guardava al futuro con l'occhio lungo di chi sa. Averlo avuto dalla propria parte e poter oggi leggere il suo canto d'amore alla città e ai suoi abitanti dovrebbe essere considerato un motivo d'orgoglio per i grossetani doc e per tutte le persone che, pur non essendo nate qui, nutrono un affetto profondo e incondizionato per questa terra e sono disposte a difenderla contro ogni evidenza. Un nuovo capitolo può essere aggiunto al libro della vita culturale di Grosseto, a patto che altre persone preparate e appassionate, che pure sono operanti nel territorio, si impegnino per formare una nuova consapevolezza nella coscienze più distratte e trascinare un sempre maggior numero di lettori, vecchi o giovani, purché (citiamo ancora le parole di Aldo Mazzolai) "disposti al generoso e civile affetto per la città dove sono nati o dove hanno costruito il loro focolare". 54 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Laura Donnini, alla direzione generale della Mondadori con la Maremma nel cuore Un volo straordinario partito da Follonica e ad oggi approdato a Milano alla direzione generale delle Edizioni Mondadori. È quello di Laura Donnini, manager di successo con una brillante carriera alle spalle, che l'ha portata in giro per il mondo, senza peraltro farle mai perdere di vista il legame ancora profondo con la "sua" Maremma DI DIANORA TINTI Q uando Anna Barberini (la proprietaria dello splendido ed esclusivo Relais "La Vedetta" di Scarlino) mi ha consigliato di intervistare una sua cara amica follonichese definendola "una donna straordinaria della nostra terra che ha fatto una gran carriera", mai (e dico MAI!) avrei pensato di imbattermi nel Direttore Generale delle Edizioni Mondadori. L'ho scoperto soltanto qualche giorno prima di intervistarla, quando sono andata su Internet a cercare notizie e ammetto francamente che la scoperta mi ha provocato una grande emozione, essendo io scrittrice e amante dei libri. Mi sono accostata a lei con entusiasmo e curiosità, come di solito faccio quando so di avere di fronte una persona che può dirmi, e insegnarmi, tanto e non sono rimasta delusa, anzi... È stato un incontro coinvolgente dal punto di vista professionale, ma soprattutto umano perché, come diceva Charles Bukowski, "l'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino." Ed infatti così è stato. Laura mi ha trasmesso la sensazione chiara che, al di là del cervello, della razionalità, è necessario trovare il coraggio per andare oltre, dove ci porta il cuore. Solo quando riusciamo a superare la paura che ci rende prigionieri possiamo riconoscere la libertà, e il genio nascosto che è dentro di noi potrà sorprenderci accompagnandoci proprio là dove vogliamo andare... Un golfo di fronte all'isola dell'Elba circondato da piante secolari e macchia mediterranea, splendide spiagge con sabbia bianca, piccole cale selvagge e acqua cristallina. È da qui, da Follonica, che sei partita per inseguire il tuo destino... Beh sì, una zona senza dubbio molto, molto bella. Ho vissuto a Follonica fino a quando non mi sono iscritta all'Università di Firenze, quindi all'incirca fino a diciotto anni. Credo sia stato proprio quello il momento in cui c'è stata la prima svolta della mia vita. In che senso? Premetto che sono stata una ragazza molto studiosa, mi è sempre piaciuto imparare, stare sui libri, forse anche perchè d'inverno a Follonica c'era poco altro da fare... Comunque una volta completate le scuole superiori, dato che ero sempre stata molto attratta dai mondi lontani dove immaginavo ci fosse chissà cosa e che mi davano l'idea di libertà, cosa alla quale ho sempre tenuto molto, decisi di frequentare la Scuola Interpreti di Trieste, ma non superai l'esame di ammissione. Dirottai quindi sulla Facoltà di Lingue a Firenze ma, per tutta una serie di cause, quell'anno le lezioni furono posticipate ai primi di gennaio per cui, per non perdere mesi preziosi, andai a curiosare le lezioni di Economia e Commercio per rimanerne coinvolta positivamente e quindi mi iscrissi a quella Facoltà. E poi dicono che il destino non esiste... (Sorride..., ndr) Sono stata molto fortunata, il destino mi si è srotolato davanti ed io ho avuto la lucidità di seguirlo... ho colto sempre tutte le occasioni che mi ha offerto e questo alla fine mi ha premiato. Non ho mai fatto resistenza ed ho seguito molto più "la pancia" che la testa e non mi sono mai fatta prendere dalla paura! Poi che successe? Successe che, una volta laureata, trovai subito un ottimo lavoro presso la Manetti & Roberts dove, fra borotalchi e saponi, diventai Product Manager. In pratica dovevo essere molto attenta ai cambiamenti del mercato e dei gusti del consumatore, informata sulle ultime tendenze, conoscere i vantaggi competitivi e le debolezze della concorrenza, cogliere il nuovo dal sentire comune e offrire ai miei capi "Vision" di lungo periodo. Senza dubbio una cosa interessante che mi appagava molto dal punto di vista professionale. Fra l'altro vivere a Firenze, oltre a piacermi, aveva il vantaggio di permettermi di raggiungere Follonica e la mia famiglia in poco tempo. Insomma, tutto perfetto! 56 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Tutto perfetto fino a quando un "cacciatore di teste", e ancora oggi non so cosa lo portò a me, mi contattò offrendomi una posizione lavorativa a Milano presso la Johnson Wax (azienda leader nel mercato dei prodotti per la pulizia e l'igiene della casa, la cura dei mobili e nel mercato degli insetticidi e dei repellenti, ndr) come Responsabile marketing di un'area strategica (per finire poi come Direttore Marketing) e questo è stato il secondo momento cruciale. Che fare, mi chiedevo, prendere o lasciare quel treno? L'offerta era sicuramente allettante, ma dirompente perché avrebbe sconvolto la mia vita ormai assestata a Firenze. È stato difficile decidere? Ammetto che non è stato facile, c'erano tante cose da valutare, non ultima la lontananza geografica. A questo proposito non smetterò mai di ringraziare i miei genitori che, pur soffrendo terribilmente, mi dissero di andare e di seguire quello che mi diceva il cuore, l'istinto. Così, valutando anche il fatto che il mondo del Marketing a Firenze era comunque molto più ristretto e limitato rispetto a Milano, mollai tutto e nel giro di un mese mi trasferii, convinta che là mi sarei potuta stabilizzare, anche se le cose alla Johnson Wax non fossero andate bene, perchè avrei avuto un'offerta di lavoro molto più ampia e, quindi, la libertà di scegliere. Riecco comparire la libertà. Un leit-motiv della tua vita, dunque? Senza dubbio. La cosa che mi ha sempre guidato è stato il desiderio, anzi direi la necessità, di sentirmi fisicamente e mentalmente libera. Di che segno zodiacale è? Acquario. Ora si spiegano tante cose... Comunque scusa se ti ho interrotta, vai pure avanti. Dicevo che io, per natura, ho bisogno di sentirmi libera di volare, di muovermi, di spaziare e quindi tutto ciò che può offrirmi la possibilità di scegliere è sempre stato di grande attrazione per me. Quindi anche quella volta. Partii per Milano, dove non conoscevo nessuno, e cominciai il mio lavoro alla Johnson Wax, dove sono rimasta per dieci anni. Questa scelta ha segnato la mia vita in maniera radicale, anche perché nel `93, a trent'anni secchi, sono stata nominata Dirigente (carriera incredibile! ndr) e nello stesso anno mi sono sposata con un mio collega che ancora oggi è mio marito. Un periodo fertile, quindi, sotto tanti punti di vista. Sì, ho fatto dieci anni di percorso nel marketing, nelle vendite, a livello nazionale ed internazionale trascorrendo tre giorni su cinque in aereo, dando la massima soddisfazione alla mia ambizione che poi era un'ambizione di crescita mentale, non di potere. Sono stata davvero fortunata perché, nonostante tutto, in questo periodo sono riuscita anche a sposarmi, ad avere due figli e a mantenere un rapporto splendido con i miei capo in un contesto che valorizzava il talento, il merito, l'essere donna... Più uno era bravo e più andava avanti. È stata un'esperienza senz'altro dura, faticosa, ma splendida. "Per chi intraprende cose belle, è bello soffrire, qualsiasi cosa gli tocchi" diceva Platone... Grande verità. Certo se ci ripenso ora, prendere l'aereo la mattina alle cinque, magari dopo una notte insonne perché mio figlio non dormiva quasi mai... Ma è l'adrenalina che produce la passione per ciò che facciamo a dare la forza, la carica, la combattività per andare avanti... Quindi il lavoro come realizzazione di se stessi... Direi di più Dianora. Direi il lavoro come mezzo per esprimersi, come mezzo per lasciare un segno, e non come PRIMO PIANO · 57 un'attività da fare obbligatoriamente per sopravvivere. Infatti quando poi dalla Johnson Wax sono passata alla Star, perché il mio primo capo, quello che mi aveva assunta, mi voleva là a tutti i costi, ho trascorso un anno di grande sofferenza perché mi sono trovata a lavorare in un contesto italiano, padronale, con un'età media non altissima, ma piuttosto alta, dove io ero l'unica donna al vertice. E a quel punto non avevo più la spinta giusta... Poi, per mia grande fortuna, è intervenuto nuovamente il destino sotto forma di un altro "cacciatore di teste" e, nel giro di tre settimane, sono stata presa a fare il Direttore Generale di Harlequin Mondadori, colosso mondiale della narrativa femminile che pubblica in Italia i romanzi Harmony e dove ho ritrovato una dimensione internazionale in un contesto locale più piccolo rispetto alle esperienze precedenti, ma dove l'età media era tra i trenta e i quarant'anni. Lì ho lavorato per sette anni con una felicità massima: avevo ritrovato lo stesso contesto della Johnson, ma in una dimensione italiana più piccola. Io ero il capo ed avevo una squadra molto giovane, tutti quarantenni motivati e con mille idee innovative. È stato quello il periodo durante il quale sei stata invitata a far parte della prestigiosa "YPO"? Sì, proprio quello. La YPO, Young Presidents' Organization, è un' Organizzazione mondiale che conta circa 1617.000 persone ed è costituita da Amministratori delegati, Presidenti di società, Direttori generali che possono entrare a farne parte soltanto se hanno meno di 45 anni e ne devono obbligatoriamente uscire una volta compiuti i 50. In Italia sono stata la prima donna ed anche lì è stato bellissimo, perché mi è stata data la possibilità di entrare in contatto con persone altamente preparate e questo mi ha permesso di migliorarmi e di confrontarmi con modelli che avevano qualcosa da insegnarmi. Oltre alla libertà, anche la voglia di migliorarsi come persona... Sempre. La voglia di guardare avanti, di ascoltare gli altri, di evolvere, non solo da un punto di vista professionale, ma anche personale è la chiave di tutto. Poi sei passata a fare l'Amministratore delegato della Casa editrice Piemme (la quinta casa editrice italiana più importante, ndr) Anche lì mi sono divertita da morire. Eravamo cento persone e il mio compito, fra le altre cose, è stato quello di aiutare il passaggio da una cultura padronale a una manageriale. La mia esperienza internazionale è stata, credo, molto utile. E poi è arrivata Mondadori: direttore generale. Un traguardo prestigioso, un percorso fatto a ritmi elevatissimi. Si dice però che tutto ha un prezzo: tu quale prezzo hai pagato per arrivare ad essere un personaggio così importante e non soltanto a livello nazionale? Voglio premettere che, fortunatamen- te, nella mia vita non ho mai chiesto nulla e non sono mai scesa a compromessi, un po' quello che dicevo prima del destino che mi si è srotolato davanti... Il prezzo che ho pagato è stato, caso mai, a livello personale più profondo. La lontananza dalla mia famiglia, ad esempio, è una cosa che mi ha sempre fatto un po' soffrire. I chilometri che mi hanno separata da loro, dalla mia terra, a lungo andare sono diventati faticosi da sopportare. Non credo però sia semplice conciliare un'attività lavorativa come la tua con gli affetti... Ho sempre lavorato, per usare una bella frase colorita maremmana, come un cane, anche per avere una soddisfacente vita personale. E tu, come donna, potrai immaginarti quanto sia difficile in certe situazioni, poi, mantenere l'equilibrio familiare e di vita di coppia... Vorrei però sottolineare che, nonostante la carriera, al primo posto nella scala dei valori c'à la famiglia e gli affetti e che mi considero fortunata per non essere mai stata costretta a scelte drastiche e per essere riuscita sinora a mantenere in equilibrio la dimensione personale, familiare e professionale. In tutto questo, quanto è contato avere avuto accanto un uomo come tuo marito? Moltissimo, sicuramente. Fino ad un certo punto, abbiamo fatto un percorso parallelo, lavoravamo insieme, ma poi ha preferito cambiare azienda per essere più libero, perché avere una relazione 58 · Maremma Magazine · Marzo 2012 ed essere colleghi non è sempre una cosa sana. Anche lui è uno spirito libero e non mi ha mai, mai, condizionato in alcun modo. Non soltanto mi ha lasciato la possibilità di sviluppare la mia carriera, ma è anche un compagno di vita che condivide responsabilità familiari, problematiche di lavoro e con cui ho una grande intesa sentimentale e intellettuale. Forse per questo stiamo ancora felicemente insieme. I tuoi figli sono legati alla Maremma? I miei figli sono molto legati alla Maremma. Hanno sempre trascorso tre mesi all'anno a Follonica, dai nonni, dove hanno moltissimi amici e quindi sono follonichesi di adozione. Soltanto ora che stanno diventando più grandicelli, cominciano ad intravedere un certo immobilismo ma, nonostante ciò, mio figlio che ora ha sedici anni continua a ripetermi che lui in città non vorrà viverci, perché preferisce la Maremma. E tu, dove augureresti ai tuoi figli di vivere, in una grande città oppure in Maremma? Guarda Dianora, io sono maremmana e so cosa significa aprire le finestre e vedere il mare o la campagna, ma conosco anche la vita di città con il traffico, lo smog, lo stress. Io auguro loro di fare un percorso viaggiando e vedendo il più possibile, raccogliendo informazioni preziose all'estero, perché soltanto così potranno aprire le loro menti. A quel punto potranno vivere bene ovunque, anche in una piccola realtà. Cosa della tua "maremmanità" ti sei portata dietro in questa scalata? Senza dubbio l'essere schietta, genuina, senza fronzoli. Come capo sono poco incline ai formalismi, poco ingessata, un po' "Pierino"... Il fatto di essere maremmana forse mi ha aiutato ad essere empatica, molto diretta, anche in circostanze che spaventerebbero chiunque. Ho dentro di me quel nostro modo di vivere alla giornata che in realtà è figlio di una sorta di programmazione, ma non enfatizzata o portata agli eccessi. Il nostro essere, da secoli, in simbiosi con la natura, con il mare, ci ha portato invece un po' a chiuderci mentalmente e questo è un limite, perché spesso ci manca proprio la capacità di guardare fuori, più lontano, imparare da chi è più avanti. Sai qual è la cosa che mi dispiace di più? Cosa? Mi dispiace che, nonostante qualche mutamento, ancora la Maremma non sia riuscita a fare il salto, ad evolversi completamente. Il fatto che sia rimasta immutata, se per certi versi è un bene, per altri è sicuramente un handicap. Quando torno e vedo tutto questo "ben di Dio" trascurato, non valorizzato e le persone che invecchiano rimanendo sempre uguali, senza alcuna mutazione, senza alcun valore aggiunto, allora mi prende una grandissima tristezza. La nostra terra è ricca di talenti che, purtroppo, devono andare via per potersi esprimere anche se, devo dire, che paradossalmente è stata proprio la fame di progredire che ha spinto molti di noi ad osare, a buttarsi. Quello che ancora non è stato capito è che, per portare qualcosa di buono e migliorarsi, è necessario girare il mondo, vedere, guardare con attenzione, recepire, essere mobili e non ancorati in maniera negativa al territorio. Quali sono i tuoi legami con la Maremma? Ho legami molto profondi con la mia terra. Quando parto da Milano per tornare dalla mia famiglia è sufficiente arrivare a Cecina perché percepisca già "profumo di casa" e poi finalmente quel bel mare... mi si apre il cuore, mi sento veramente in pace con me stessa. So che tu hai ancora molti amici maremmani... Gli amici, quelli "veri" intendo, sono tutti maremmani. Pur nella lontananza geografica sono riuscita a mantenere con loro legami strettissimi, forti. Molti, come me, sono stati costretti, oppure hanno scelto, di andare fuori dalla Maremma a lavorare, alcuni di loro (Anna Barberini o un altro mio caro amico che ora lavora a Firenze, per esempio) hanno fatto percorsi simili al mio, e quindi oltre alle radici con loro ho tante altre cose da condividere. È bellissimo quando ci ritroviamo tutti a Follonica, a passeggiare o sulla spiaggia! Ed è proprio in quei momenti che mi accorgo ancora di più quanto sia stupendo il nostro territorio e quanto poco basterebbe per renderlo tale da far invidia al mondo... PRIMO PIANO · 59 La Misericordia di Grosseto: da secoli al servizio del prossimo Prestare servizi di assistenza e soccorso spirituali e materiali, ai soggetti maggiormente svantaggiati e bisognosi, secondo i principi evangelici della carità cristiana. È la mission delle Arciconfraternite di Misericordia associazioni di volontariato dalle origini medievali che operano un po' ovunque in Italia, e ormai da secoli anche a Grosseto DI MADDALENA CORTI L 'Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto è un'associazione di volontariato dalle tradizioni antichissime, che opera sul territorio comunale da vari secoli. Le sue origini, come quelle di altre Misericordie della nostra regione, risalgono, infatti, all'epoca medievale, quando nacquero, in Toscana, le prime forme di partecipazione solidale dei cittadini alla vita delle comunità, con lo scopo di prestare, secondo i principi evangelici della carità cristiana, servizi di assistenza e soccorso spirituali e materiali, ai soggetti maggiormente svantaggiati e bisognosi. La più antica compagnia di Misericordia sorse a Firenze nel 1244, mentre quella grossetana, nacque, secondo le fonti bibliografiche più autorevoli, cir- ca un secolo dopo. A testimoniare questa presenza sarebbero stati un edificio religioso, con annesso un piccolo ospedale, successivamente scomparsi, di proprietà della confraternita, ubicati nella zona circostante la cattedrale. Sempre in quell'area, cuore della città, sorse nel 1563 una nuova chiesa, di cui rimane, oggi, il bel disegno della facciata, la quale fu luogo di culto dei confratelli, fino agli ultimi decenni del `700. Oggi, nella cornice della frequentatissima piazza, tradizionalmente conosciuta, come piazza della Palma, sorge l'attuale bella chiesa della Misericordia, dedicata a S. Giovanni Battista Decollato. La struttura, da poco restaurata, risa- le alla seconda metà del XIX secolo, ed è stata costruita su un precedente antico oratorio, appartenente all'ordine dei Cavalieri di Malta. Adiacente ad essa, si trova un ambiente accogliente e opportunamente arredato, destinato al ristoro dei volontari ed, a pochi metri di distanza, sono situati gli uffici amministrativi e la presidenza. Nella vicinissima via Ginori, inoltre, un edificio secentesco accoglie due ampi locali di rappresentanza, finemente ristrutturati nel rispetto degli elementi originari ed altre pertinenze di servizio, come l'ambulatorio medico. In via Aurelia Nord, infine, trova posto il cimitero monumentale, inaugurato dal priore Benedetto Pierini nel 1854. Questo il biglietto da visita dell'associazione, i dati storico-anagrafici essenziali, ma ciò che credo debbano essere conosciute meglio dai cittadini grossetani, sono le attività che quotidianamente vengono svolte, nonchè lo spirito e le energie che sostengono una organizzazione di questo tipo, articolata e complessa, in cui sono impiegate, in misura consistente, risorse materiali e finanziarie, ma soprattutto umane, al fine di raggiungere, con metodo e professionalità, gli scopi associativi e per contribuire al soddisfacimento dei tanti bisogni della collettività. Molti sono i settori in cui la Misericordia di Grosseto interviene quotidianamente, attraverso le proprie strutture, i mezzi ed i propri operatori, a cominciare dall'attività svolta nel cimitero sociale nell'arco dell'intero anno solare; il servizio di onoranze funebri, effettuato in Italia e all'estero e offerto anche a chi non è socio; l'assistenza infermieristica; il trasporto sanitario con ambulanza verso i centri ospedalieri locali e nazionali; l'emergenza del 118; la protezione civile; i servizi sociali, che coprono una vasta gamma di aree d'azione; il centro di ascolto anti-usura. In tale contesto operano, a titolo puramente gratuito, un gruppo dirigente, di cui la scrivente fa parte e varie unità di personale alle sue dipendenze, ma un aiuto fondamentale e prezioso è svolto da tutti coloro che volontariamente mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie energie. In totale i volontari sono circa 150 e PRIMO PIANO · 61 ad essi si aggiungono i cinque giovani del servizio civile, che vengono assegnati ogni anno. Il gruppo più consistente è impiegato nel settore dell'emergenza diurna e notturna, come equipaggio delle ambulanze, o alla guida di molti altri mezzi adibiti ai servizi sociali. Ma un numero piuttosto elevato ed attivo è costituito anche dai volontari del cimitero e da quelli della protezione civile, senza per questo dimenticare l'apporto fondamentale proveniente da tutti gli altri, nessuno escluso. Ad ognuno di loro vengono applicate le disposizioni riguardanti la prevenzione, la sicurezza e la tutela sui luoghi di lavoro, contenute nel D.LG 81/08 il quale equipara i volontari agli altri lavoratori. Vengono consegnati loro i dispositivi di protezione individuale, divise e abbigliamento in dotazione ai dipendenti della Misericordia ed a tutti viene data la possibilità di formarsi. Sono molti, è vero, ma non abbastanza, per questo l'Ufficio di Presidenza dell'Associazione, guidato da Gabriele Bellettini, promuove in ogni modo il reclutamento di nuove forze, organizzando iniziative che, almeno nelle intenzioni, vogliono coinvolgere cittadini giovani e meno giovani, prima fra tutte, il corso di primo soccorso che ogni anno viene impartito gratuitamente, da personale medico esperto nell'emergenza. Lo stesso Presidente ha ribadito più volte come l'anno 2011 appena trascor- so, proclamato dal Consiglio dell'Unione europea, "Anno europeo del volontariato", sia stato occasione importantissima per riconoscere e rendere omaggio all'opera dei volontari del vecchio continente, per facilitare il loro lavoro e incoraggiare altri ad impegnarsi al loro fianco. Oggi, secondo studi statistici, il 20% circa degli europei dedica una parte del proprio tempo a un'attività di volontariato, segno di un forte impegno per dare un contributo alla comunità e rinsaldare i legami sociali, migliorando, al tempo stesso, la propria crescita personale, attraverso l'acquisizione di nuove competenze. In questo senso il volontariato va sicuramente a vantaggio di tutti. L'ingresso del cimitero monumentale Lo stendardo dell'Arciconfraternita Una foto attuale della chiesa della Misericordia da poco restaurata 62 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Se anche l'acqua diventa "a Km zero" Quello dell'acqua, così come avviene per gli alimenti, a km zero, è un trend in crescita, in generale e nel mondo della ristorazione in particolare, dove sono sempre più numerosi, in Italia, e per varie ragioni, gli esercizi commerciali che offrono acqua del rubinetto trattata ai propri clienti. G li alimenti "a Km zero", definiti anche con il termine più tecnico "a filiera corta", sono prodotti locali che vengono venduti o somministrati nelle vicinanze del luogo di produzione. Questi alimenti hanno per lo più un prezzo contenuto dovuto a ridotti costi di trasporto e di distribuzione, all'assenza di intermediari commerciali, ma anche a scarso ricarico del venditore che spesso è lo stesso agricoltore o allevatore. Gli alimenti "a Km zero", oltre a provenire da una specifica zona di produzione, offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinità proprio per l'assen- za, o quasi, di trasporto e di passaggio. Acquistare alimenti "a filiera corta" è ormai abbastanza diffuso, soprattutto nelle zone a forte produzione agricola e per particolari prodotti, tra cui sicuramente frutta e verdura. Infatti i prodotti vegetali "locali", raccolti al momento giusto e subito messi in commercio, garantiscono una maggior freschezza e migliori caratteristiche organolettiche, grazie al breve tempo di trasporto. In questo modo inoltre viene valorizzato il consumo dei prodotti stagionali recuperando così il legame con il ciclo della natura e con la produzione agricola. Il marchio "menù a Km zero" identi- fica gli esercenti che scelgono di mettere nei piatti le specialità delle campagne circostanti, contribuendo cosi alla riduzione dell'inquinamento causato dal traffico veicolare. La stessa cosa vale anche per l'acqua. Agli italiani sta sempre più a cuore la provenienza dell'acqua che bevono, sia per una questione di risparmi a livello economico che per il grosso impatto che hanno sull'ambiente la produzione, il trasporto e lo smaltimento di milioni di bottiglie di plastica. A rivelarlo sono l'Istat e Aqua Italia, l'Associazione delle aziende costruttrici e pro- PRIMO PIANO · 63 duttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, federata ad Anima-Confindustria. Diventa di anno in anno più popolare, di conseguenza, l'acqua che sgorga dai rubinetti di casa. Secondo l'indagine di Aqua Italia, nel 2010 74 italiani su 100 hanno dichiarato di consumare l'acqua del "sindaco" con un incremento di quattro punti percentuali rispetto a quattro anni prima. Quello che una volta era considerato il paese dei consumi record di acqua minerale sta cambiando abitudini. La conferma arriva anche dal dato sulla frequenza di utilizzo: un individuo su tre dichiara di berla "sempre", passando dal 40 per cento circa del 2008 al 46 per cento del 2010. Si passa quindi ad un consumo più variegato per l'acqua da tavola in cui l'acqua potabile ha acquisito pari dignità rispetto a quelle imbottigliate. Le ragioni sono molteplici: per il 29,8 per cento degli intervistati il gusto è quello che delinea la scelta (quindi la qualità organolettica delle acque potabili è migliorata). A seguire i maggiori controlli percepiti rispetto alla minerale in bottiglia (20,4 per cento), la comodi- tà di non dover più trasportare casse di acqua dal supermercato fino a casa (20,2), il risparmio economico che va dalle 300 alle 1000 volte rispetto alla bottiglia (16,3) e l'attenzione verso l'ambiente (13). Secondo questa ricerca l'attenzione all'ambiente nella scala che indirizza i cittadini verso le acque del rubinetto è il fanalino di coda ma invece i vantaggi ambientali che si hanno con l'acqua "a Km zero" non sono da sottovalutare. Del resto aumentano i consumi di acque potabili e diminuiscono le minerali che nella filiera produzione-distribuzione provocano numerosi impatti ambientali. Nel 2009 il 63,4 per cento delle famiglie italiane ha acquistato acqua minerale contro il 67,6 del 2000. Per quanto riguarda la ristorazione sempre più esercizi commerciali in Italia offrono acqua del rubinetto trattata ai propri clienti. Scelta preferita dal 70% degli italiani (Fonte: C.R.A. Nielsen 2010 per Aqua Italia). Un dato significativo di quanto sia cambiata la percezione degli italiani nei confronti dell'acqua a Km zero. In uno studio sulla propensione al consumo di acqua a km zero commissionato all'Istituto C.R.A. da Aqua Italia, è stato chiesto a degli intervistati come si comporterebbero se negli esercizi commerciali offrissero loro acqua potabile trattata. Il 71,1% ha risposto di berla già abitualmente o che la berrebbe volentieri mentre solo il 28,9% dichia- ra che chiederebbe acqua in bottiglia. Tre quarti degli italiani, quindi, gustano l'acqua in brocca, segno che le campagne di sensibilizzazione attuate recentemente hanno contribuito a creare una più ampia percezione positiva nei confronti dell'acqua a km zero. L'idea è rafforzata dal fatto che coloro i quali bevono acqua potabile trattata negli esercizi commerciali, rappresentano l'89,5% di coloro i quali hanno bevuto negli ultimi 12 mesi acqua potabile del rubinetto trattata e non. Le nuove generazioni, infatti, sono sempre più consapevoli delle potenzialità dell'acqua locale che consente un notevole risparmio economico diminuendo concretamente l'inquinamento dovuto al trasporto e allo stoccaggio dell'acqua in bottiglia. A livello geografico, i cittadini più attenti e propensi a bere acqua del rubinetto trattata al ristorante si rileva al nord e al centro Italia, raggiungendo circa 3 italiani su 4. Questo dato ci mette in linea con le tendenze europee e ci avvicina a quelle di oltreoceano. A Grosseto si trova l'AMITAP, l'Associazione, a carattere nazionale, dei Manutentori degli Impianti di Trattamento delle Acque Potabili. Il presidente è Luigi Da Ros, uno dei dirigenti dell'Unione Installazione e Impianti. L'AMITAP è affiliata alla CNA Nazionale ed il suo sito istituzionale è www.amitap.it. Si tratta di un'associazione senza fini di lucro che si propone come punto di riferimento per tutte le aziende ope- 64 · Maremma Magazine · Marzo 2012 stare un impianto di trattamento per l'acqua ma averlo in comodato d'uso con un contratto di manutenzione che garantisce il perfetto funzionamento dell'impianto" e conseguentemente un'acqua pura. A Grosseto dal 2000 opera l'azienda Keep in Touch con sede in via Giordania 68 che nasce sviluppando interesse verso i mercati emergenti e di grande attualità e utilità, come ad esempio quello delle acque potabili. In questo settore l'azienda, attraverso il marchio "Akua Keep - Servizi Speciali per Acque Potabili", tratta prodotti innovativi e di grande successo, come apparecchiature refrigeranti che erogano, direttamente dai normali impianti di acqua potabile, acqua pura da bere e sempre fresca per cucinare cibi e bevande. Grazie alle apparecchiature Akua Keep si può ottenere infatti un'acqua di ottima qualità, naturale o gasata, a temperatura ambiente o fredda. I prodotti Keep in Touch si rivolgono sia ad uso individuale in casa, ufficio e azienda, che alla collettività, pubblico esercizio e la ristorazione. Già nel 2004 la rivista "Altroconsumo" ha trattato l'argomento dell'acqua filtrata nella ristorazione e ha parlato di seri problemi di igiene se l'impianto di filtraggio non viene usato correttamente. I filtri per l'acqua infatti sono molto spesso un luogo di coltura per i batteri, per cui è necessario svolgere regolare manutenzione dell'impianto e soprattutto è necessario sostituire i filtri dopo un certo numero di litri d'acqua erogati. Le apparecchiature vengono date in comodato d'uso al fine di essere partner ed avere un rapporto costante per garantire la qualità dell'acqua. Quindi non si tratta di una vendita, ma di un rapporto continuativo con la clientela. Molti ristoranti e agriturismi della provincia di Grosseto hanno aderito alla proposta di Akua Keep, sia per motivi ecologici, sia per una convenienza economica. I costi sono molto interessanti: basti pensare all'eliminazione del problema dello stoccaggio delle bottiglie di acqua minerale e soprattutto dello smaltimento. Sul sito www.keepintouchsrl.com si può vedere dove è possibile in provincia di Grosseto, ma non solo, degustare l'acqua trattata con i prodotti dell'azienda. Keep in Touch opera su tutto il territorio nazionale avvalendosi di collaboratori professionisti, che grazie alla loro esperienza e capacità hanno reso in poco tempo l'azienda leader di mercato. Si occupa direttamente delle installazioni delle apparecchiature e si affida a centri di assistenza qualificati per la manutenzione. L'obiettivo primario è quello della salvaguardia e della piena soddisfazione del cliente. Per questo motivo l'azienda opera con grande elasticità, migliorando ogni giorno il servizio fornito e la qualità dei propri prodotti. Info: www.keepintouchsrl.com PRIMO PIANO · 65 Helios Impianti, è maremmana l'azienda regina delle rinnovabili È considerata una delle prime aziende italiane del settore delle energie rinnovabili, con particolare riferimento al fotovoltaico e al solare termico. Parliamo di Helios Impianti, una gran bella realtà imprenditoriale maremmana, con sede a Grosseto, guidata da Edoardo Calderone e Mauro Viscuso DI GIULIA FOCARDI 66 · Maremma Magazine · Marzo 2012 uando le energie rinnovabili erano ancora soltanto una visione avveniristica e all'avanguardia del futuro, la Helios Impianti Spa già lavorava per l'installazione di pannelli fotovoltaici in quelle zone d'Italia dove, un po' per necessità e un po' per prova, si sperimentavano soluzione alternative. L'investimento, in questi casi, era a "fondo perduto", senza finanziamenti e senza introiti successivi, ma il benessere dato dalla sensazione di aver intrapreso una strada virtuosa è stato il trampolino di lancio di quella che, ad oggi, è una delle prime aziende italiane del settore. Nata a metà degli anni '90, in Sicilia, come azienda d'impiantistica, la Helios, guidata da Edoardo Calderone (attuale presidente) e Mauro Viscuso (attuale vicepresidente), si specializza da subito nel settore delle energie rinnovabili, con particolare riferimento al fotovoltaico e al solare termico. L'attività, inizialmente limitata alla parte tecnico-operativa, si sviluppa nel corso degli anni, andando a raggiungere e garantire tutta una serie di servizi e un'assistenza "chiavi in mano" al cliente, anche nelle fasi di rilascio delle autorizzazioni e degli incentivi, grazie alla creazione delle due principali divisioni aziendali: BioEnergy (per la produzione) e SunProject (per la gestione degli aspetti burocratici). Con l'apertura del primo showroom nel 2002, la Helios fa un ulteriore significativo passo avanti nella sua crescita, sviluppando il progetto di ricerca e di apertura in tutta Italia dei propri centri, specializzati in materia di rinnovabili. Una scelta vincente, che porterà l'azienda dritta sul podio delle aziende italiane del settore, con ben 3200 impianti installati alla fine del 2011. Ed è proprio il 2011 l'anno della grande trasformazione: a seguito dell'apertura della divisione grandi impianti, dedicata all'imprenditoria (impianti dai 20 Kwp ai 50 Mw), la Helios si trasforma in società per azioni, con aumento di capitalizzazione, del numero dei dipendenti e il trasferimento, da Siena, nella nuova sede di Grosseto, chiudendo l'anno con un fatturato di oltre 25 milioni di euro. Il 2012, quindi, si prospetta come un anno ricco di progetti e fervido di nuove importanti iniziative, con la previsione di un fatturato di 35 milioni di euro, per commesse già stipulate per oltre 18 milioni. Fotovoltaico, termico, eolico, biomasse, innovazione tecnologica: un'azienda "alternativa" a 360° con una visione del futuro tecnologicamente sostenibile. Attraverso la costruzione e l'installazione di impianti solari fotovoltaici e termici, di impianti eolici di piccola e media taglia e di impianti a biomasse, come caldaie a pellet e a legna, sansa, nocciolino, combustibili triti, la Helios Impianti, in tutti questi anni, ha conosciuto soltanto risultati esponenziali e una crescita costante del proprio capitale. Il segreto di questo successo sta in alcuni semplici dettagli, come spiega Giuseppe Cantisani, direttore grandi impianti: "accordi stabili con i principali produttori di moduli fotovoltaici, di cui testiamo accuratamente i prodotti in azienda e in campo, prima di poterli inserire nella nostra area commerciale; una vision aziendale del futuro ben precisa e all'avanguardia, che ha sempre guidato tutte le scelte che la Helios ha fatto, dalla sua nascita, e per la quale la nostra area direzionale lavora giorno e notte; un'esperienza forte e decisiva per quanto riguarda l'installazione degli impianti, con otto squadre sul fotovoltaico e tre sul termico (per un totale di 40 installatori specializzati), dotate della miglior attrezzatura e di una formazione sempre aggiornata; ammodernamento continuo sia dal punto di vista tecnologico che formativo, attraverso corsi di aggiornamento sia per gli installatori che per gli agenti, necessario per stare al passo con un settore in incessante evoluzione; uno showroom ampio e di grande impatto, capace di portare una visibilità notevole all'azienda, dove esponiamo le offerte del mese e le nuove proposte". Attenta a tutte le fasi dell'installazione e alla soddisfazione della clientela, affidabile, modernissima e quasi rivoluziona- PRIMO PIANO · 67 ria, ma non solo: "la Helios ha creato un nuovo ramo aziendale, dedicato all'innovazione tecnologica: led, illuminazione di design e domotica, al servizio della sostenibilità e del risparmio energetico. L'obiettivo è quello di rispondere completamente a tutte le esigenze di una nuova casa totalmente sostenibile, dalla parte idraulica alla parte elettrica, offrendo una gamma ampia di servizi e di prodotti altamente tecnologici, accessibili a tutti. Il cliente che intende costruire la casa ideale dal punto di vista energetico può affidarsi completamente alla Helios Impianti". Un'abitazione che diventa un oggetto tecnologico, dove il concetto di benessere va di pari passo con quello di efficienza, economia e sostenibilità e dove tutto concorre al miglioramento della qualità della vita, non è più frutto della fantascienza. Questo grazie anche all'importanza degli accordi commerciali stipulati con le aziende partner, tra cui Vitrum per la domotica, Nord Light di Artemide per quanto riguarda l'illuminazione di design e tanti altri marchi per tutte le tasche. 3200 impianti e soluzioni accessibili per ogni esigenza: quando anche i numeri portano al top. Grazie ad un'attenzione scrupolosa e precisa ad ogni fase dell'installazione, dal sopralluogo all'assistenza post vendita, la Helios vanta un'esperienza for- te di 3200 installazioni e la creazione di impianti importanti, come ad esempio quello di 750 Kwp a Gavorrano e di 992 Kwp a Campagnatico, in fase di lavorazione. Inoltre il 2012 vedrà l'irrobustirsi di una gamma specifica di kit fotovoltaici, un pacchetto di proposte "già pronte" per venire incontro a tutte le esigenze, concorrenziali sul prezzo e con tutta la qualità del settore: "Una scelta necessaria, quella fatta dalla Helios ­ commenta Cantisani ­ per stare al passo con i tempi. Inoltre, i servizi che vengono inclusi all'interno del kit rendono a pieno la reale mission dell'azienda: estensione della garanzia dell'impianto fino a 20 anni; smaltimento dei pannelli a fine vita fatta dai nostri tecnici; sistema di monitoraggio costante della produzione dell'impianto, attraverso uno specifico programma elettronico che viene offerto al cliente: grazie a questo servizio il cliente, oltre alla normale attività di controllo effettuata dalla Helios, è in grado di osservare quotidianamente il regime dell'impianto, comprese eventuali anomalie." Servizi che, di fatto, sono veri e propri optional all'interno dell'offerta, perché la Helios fa del controllo e del monitoraggio attento e costante di tutte le fasi della produzione la sua forza, nonché la sua garanzia. Dopo un sopralluogo introduttivo gratuito e mirato ad informare i clienti di tutti gli aspetti che riguardano le caratteristiche, il funzionamento, le normative e gli incentivi in vigore, un agente della Helios raccoglie tutti i dati 68 · Maremma Magazine · Marzo 2012 necessari per la progettazione dell'impianto, che verranno analizzati dallo studio di progettazione interno e sulla base dei quali verrà creato anche un vero e proprio "preventivo su misura". Segue la presa visione e l'accettazione del preventivo e di tutti gli aspetti tecnici dell'impianto, nonché di tutti i vantaggi economici che ne conseguono, dopodiché la Helios raccoglie tutti i documenti necessari per il proseguimento del progetto e la compilazione delle pratiche burocratiche (concessioni comunali, Dia, Enel, Gse, incentivi): in questa fase lo studio di progettazione si tiene costantemente in contatto con i diversi enti pubblici al fine di garantire un efficiente sviluppo del progetto. Prima della fase operativa dell'installazione, un tecnico viene incaricato di illustrare gli ultimi dettagli prima dell'avvio dei lavori, affrontando tutti gli aspetti funzionali ed estetici. Alla fine dei lavori, vengono eseguiti venti controlli preliminari di collaudo al funzionamento (tenuta del tetto, funzionamento inverter, collegamento Enel, ecc), passando successivamente al collaudo finale. Una volta effettuata la consegna dell'impianto, vengono effettuate tutte le pratiche per ottenere incentivi e detrazioni fiscali e rendere così l'impianto effettivamente operativo. Ma la Helios garantisce assistenza e affiancamento per ogni esigenza anche dopo l'installazione dell'impianto, rimanendo sempre in contatto con la clientela. 2012, la scommessa sul futuro. Una proiezione di ampio respiro, quella della Helios per l'anno 2012, e progetti importanti e innovativi in programma. In cantiere l'ampliamento del magazzino di oltre 500 mq, il potenziamento della rete commerciale a livello nazionale (ad oggi la Helios conta 58 unità di vendita in tutta Italia), con l'obiettivo di essere presenti in tutte le province italiane, ma la vera scommessa per il biennio 2012-2013 sarà l'apertura della nuova rete di franchising: gli agenti di vendita presenti su tutto il territorio nazionale, verranno supportati dall'apertura graduale di 40 punti vendita, in cui tutta l'esperienza della Helios sarà finalmente "a desk" per tut- PRIMO PIANO · 69 GIOVEDÌ 1° MARZO L'AGENDA VENERDÌ 2 MARZO · Grosseto - UNITRE La professoressa Anna Curutti Mazzanti commemora il prof. Jurino presso la Sala Corsi Unitre, via Garibaldi, ore 18 · Grosseto - "Capire l'arte contemporanea" Corso serale promosso dal Cedav presso lo Spazio Cedav, in Via Mazzini 97, ore 20.30. Programma: Claudia Gennari, Video Arte. Info: Centro Documentazione Arti Visive, tel. 0564.488547, http://cedav.comune.grosseto.it/ cedav@gol.grosseto.it · Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2011/2012 Cartellone di spettacoli organizzato dall'Amministrazione Comunale di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo. Programma: TEATRO MODERNO, ore 21 Alessandro Preziosi in CYRANO DE BERGERAC di Edmond Rostand, traduzione e adattamento di Tommaso Mattei - regia di Alessandro Preziosi. Info: tel. 0564/21151 · Massa Marittima - La Maremma incontra il Salento Serata scambio tra i sapori di Puglia e Toscana organizzata in contemporanea da Slow Food Lecce e Slow Food Monteregio in via Butigni 4 ore 20,15. Quota soci 25 euro, non soci 28 euro (max. 40 partecipanti). Prenotare presso il Fiduciario tel. 349 0710478. Nel corso della serata ci saranno collegamenti in diretta (tramite Skype) con la Condotta di Lecce. · Piombino (Li) - Stagione teatrale e concertistica 2011/2012 Rassegna di spettacoli organizzata dall'Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, presso il Teatro Metropolitan (Piazza Cappelletti 2). Programma: TEATRO - ore 21 Produzioni Teatrali Paolo Poli Paolo Poli in IL MARE due tempi di Paolo Poli da Anna Maria Ortese, regia di Paolo Poli, con Mauro Barbiero, Fabrizio Casagrande, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco. Info: tel. 0565/30385 - 63352 - 63296 · Follonica - Follonica Etruscan Jumping Tour Manifestazione di equitazione (concorsi di salto ad ostacoli) presso l'ippodromo dei Pini. Montepremi totale 312.000,00 euro. In funzione servizio bar e agenzia ippica · Grosseto - Corso di avviamento al Birdwatching Corso di avviamento al birdwatching promosso dalla Provincia di Grosseto - Servizio Conservazione della Natura, in collaborazione con il Gruppo ornitologico maremmano, articolato in 9 lezioni frontali che si svolgeranno a Grosseto, nei locali del Centro per l'impiego, in via Scopetani, (con orario 17-19 e 30), e 2 uscite nelle Riserve naturali provinciali. Programma: Focus: la ghiandaia marina. Specie aliene in Toscana (Francesco Pezzo); ore 19.30 Conclusione del Corso di BW. · Massa Marittima - "Immagini d'Autore" Il Gruppo Fotografico Massa Marittima presenta la Prima serata di "Immagini d'Autore" con il fotografo Carlo Delli. La manifestazione si svolgerà alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare in via Norma Parenti n. 69 con ingresso libero. Info: Enzo Tiberi, tel. 0566.901003 347.4823658 - 329.5939876 · Massa Marittima - UNIELI - Anno Accademico 2011-2012 Calendario di iniziative a cura dell'UNIELI - Università dell'Età Libera di Massa Marittima, nata dalla collaborazione dell'Amministrazione Comunale con le Associazioni culturali della città, presso l'ex Convento delle Clarisse (Porta del Parco degli Etruschi) alle ore 16,30. Programma: Letteratura anglo ­ americana - Gente di Dublino di James Joyce (4a parte). Relatore: Anna Rita Tiezzi. Info: cell. 339 5936942 SABATO 3 MARZO · Follonica - Follonica Etruscan Jumping Tour Manifestazione di equitazione (concorsi di salto ad ostacoli) presso l'ippodromo dei Pini. Montepremi totale 312.000,00 euro. In funzione servizio bar e agenzia ippica · Massa Marittima ­ Carnevale 70 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Festa in maschera per bambini a partire dalle 15,30 nella Sala San Bernardino del Seminario Vescovile · Grosseto - GROSSETO Vs. Torino Ottava giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio Serie B, presso lo Stadio Comunale Olimpico "Carlo Zecchini" · Ribolla (Roccastrada) - 2° Festival Teatrale "Licia Panerati" - Fino all'ultina risata Rassegna di teatro amatoriale, dedicata alla memoria di una delle socie fondatrici, Licia, scomparsa prematuramente, organizzata dall'Associazione Culturale "Compagnia dell'Anello" di Ribolla, presso l'Ex cinema di Ribolla - Stagione Teatrale 2012 - Seconda Edizione. Il ricavato delle serate andrà in beneficenza ad Anmec e Ass. Cornelia de Lange. Biglietto unico per spettacolo euro 8,00 (presso edicole di Ribolla). Tutte le sere degli spettacoli dalle ore 17,00 saranno esposte le opere degli artisti A.G.A.F. Programma: ore 21,00 "I teatranti" di Scarlino LA ZONA TRANQUILLA di E. Caglieri - regia di M. Masini DOMENICA 4 MARZO · Casteldelpiano - Tutti A Teatro! 1° Rassegna di Teatro per Famiglie - Stagione Teatro Ragazzi 2012 a cura di Fondazione Toscana Spettacolo in collaborazione con Accademia Mutamenti, Comune di Castel del Piano, Comune di Arcidosso, Comunità Montana Amiata Grossetano presso il Teatro Amiatino. Program- ma: ore 17:00 Teatrino dei Fondi NOCCHIOPINOCCHIO con Enrico Falaschi, scene Emanuele Luzzati, tecnica audio-luci Angelo Italiano, drammaturgia e regia Andrea Mancini. Età consigliata: 3 -10 anni. Info: tel. 0564.973017 (lunven ore 9-13) - cell. 334.7514792 · Follonica - Follonica Etruscan Jumping Tour Manifestazione di equitazione (concorsi di salto ad ostacoli) presso l'ippodromo dei Pini. Montepremi totale 312.000,00 euro. In funzione servizio bar e agenzia ippica · Follonica e Massa Marittima - "Sulle tracce della ferrovia Massa ­ Follonica". In occasione della "Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate" promossa da Co.Mo.Do. (Confederazione Mobilità Dolce) per il recupero a fini turistici delle infrastrutture territoriali dismesse, sulla falsariga di quanto già realizzato nel 2011, FIAB Grossetociclabile e Associazione Informaremma organizzano la seconda edizione della cicloescursione in mountainbike tra Follonica e Massa Marittima. Programma: ritrovo a Follonica, Piazza della Stazione ore 9,00, partenza alle ore 9,30 dal lungomare di Piazza 25 Aprile davanti al vecchio pontile. Informazioni, adesioni e prenotazioni: Angelo 3292157746 · Gavorrano (Gr) - Gavorrano Vs. Vigor Lamezia Decima giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio II Divisione, Girone B, presso lo Stadio Comunale · Massa Marittima - UNIELI - Anno Accademico 2011-2012 Calendario di iniziative a cura dell'UNIELI - Università dell'Età Libera di Massa Marittima, nata dalla collaborazione dell'Amministrazione Comunale con le Associazioni culturali della città, presso l'ex Convento delle Clarisse (Porta del Parco degli Etruschi) alle ore 16,30. Programma: Echi di storia locale - Le mura senesi a Massa Marittima. Relatore: Giulia Galeotti. Info: cell. 339 5936942 · Massa Marittima ­ Carnevale Tradizionale cenciata di Carnevale in programma dalle 15,30 in Sala San Bernardino · Porto Ercole (Gr) - XXXVII Campionato Invernale dell'Argentario 2011-2012 Manifestazione velica organizzata dal CNVA Circolo Nautico e della Vela Argentario di Cala Galera (Porto Ercole) in collaborazione con il Marina Cala Galera, gli Operatori del Marina Cala Galera, l'Associazione J/24, l'U.V.A.I e con il patrocinio del Comune di Monte Argentario nelle acque antistanti il porto di Cala Galera (Porto Ercole, Monte Argentario, Grosseto). Info: C.N.V.A. tel. 0564/833804, e-mail: cnva@cnva.it · Punta Ala (Castiglione della Pescaia) - 31° Campionato Invernale di Punta Ala Manifestazione velica organizzata dallo Yacht Club Punta Ala, in collaborazione con il Marina MAREMMA MAGAZINE ricerca professionista Il nostro mensile di informazioni turistiche e culturali interamente dedicato alla Maremma, nell'ottica di un proprio percorso di sviluppo RICERCA una figura con esperienza di almeno tre/cinque anni nella vendita di servizi, e approfondita conoscenza del territorio. Vorremmo entrare in contatto con candidati di età tra i 30 e i 40 anni, residenti a Grosseto e provincia, e disponibili full time. Siamo alla ricerca di una persona che nutra una vera passione per la Maremma e per la sua valorizzazione. La figura si occuperà di promozione della rivista e vendita dei servizi ad essa connessi, attraverso la gestione dei clienti e la loro fidelizzazione e la ricerca di nuovi contatti. Sarà sua responsabilità la soddisfazione del cliente e l'attuazione delle strategie commerciali individuate. Gradita conoscenza della lingua inglese. La ricerca è rivolta ad ambo i sessi. Inviare curriculum all'indirizzo mail redazione@maremma-magazine.it con autorizzazione al trattamento dei dati personali secondo quanto previsto dal D. Lgs. 196/03 in materia di privacy. L'AGENDA · 71 LUNEDÌ 5 MARZO · Campiglia Marittima - Teatro Ragazzi Cartellone di spettacoli rivolti agli alunni delle scuole materne, elementari e medie della Val di Cornia promosso da Comune di Campiglia Marittima, Fondazione Toscana Spettacolo e Teatro dell'Aglio, presso il Teatro Comunale dei Concordi. Programma: Cappuccetto Rosso. Info e prenotazioni, Teatro dei Concordi, tel. 0565 837028 · Orbetello - Uno sguardo nel passato Ciclo di Lezioni di Storia e Archeologia promosso dall'Assessorato comunale alla Cultura in programma nelle strutture museali del territorio orbetellano. Programma: ore 21 Albinia, Museo della Cultura Contadina "Le città e l'organizzazione del territorio" Ingresso gratuito ai Musei di Massa Marittima in occasione dell'8 Marzo Festa della Donna · Massa Marittima - "PINK - arte al femminile" Inaugurazione della mostra di arte contemporanea a cura dell'associazione SpazioARTaltro presso la Galleria espositiva in via Moncini 48, nel centro storico di Massa Marittima alle ore 18.00. Artiste in esposizione: Maria Teresa Cazzadori, Rosabianca Cinquetti, Daniela Corsini, Lia Franzia, Irene Papini, Silvana Pincolini, Chicca Regalino, Carla Semprebon. Orario di apertura (fino al 28 marzo): da martedì a domenica, ore 1619.30. Lunedì e in altri orari su appuntamento contattando: tel. 0566 090436 - email: info@spazioartaltro.it scene di Silvia Avigo, drammaturgia di Giacomo Fanfani, con Rafael Porras Montero Sabato 10 marzo · Arcidosso - Stagione Teatrale dell'Amiata 2011/2012 Cartellone di spettacoli organizzata dalla Fondazione Toscana Spettacolo, presso il Teatro degli Unanimi. Programma: alle 21:15 Il Giocatore da Fedor M. Dostoevskij, adattamento di Annalisa Bianco, regia di Annalisa Bianco, luci di Andrea Guideri · Follonica - Follonica Etruscan Jumping Tour Manifestazione di equitazione (concorsi di salto ad ostacoli) presso l'ippodromo dei Pini. Montepremi totale 312.000,00 euro. In funzione servizio bar e agenzia ippica · Grosseto - Psicosintesi Seminari e i laboratori tematici aperti a tutti a cura dell'Istituto di Psicosintesi Centro di Grosseto. Programma: "Storie di donne... storie di Dee". Riconoscere ed integrare l'archetipo delle Dee nella propria esistenza. Laboratorio in 8 incontri settimanali a partire da sabato 10 marzo h 10.00-12.00 con Francesca Piselli. Info: tel. 0564 22898 · Grosseto - "Lavoro e differenza di genere" Ciclo di incontri promosso dalla Consigliera di Parità Fulvia Perillo, in collaborazione con gli Assessorati al Lavoro e alle Pari Opportunità. Programma: dalle 09.00 alle13.00 Professionalità e lavoro al femminile nella Provincia di Grosseto. Introduzione Annarita Bramerini, Assessore Regionale. Interviene Laura Pippi, Dirigente DipartimentoServizi alla Persona Provincia di Grosseto. Conclusioni Fulvia Perillo. Conduce Gianna Nicaso, Psicologa · Grosseto - Condor Grosseto Vs. Wolfpack La Spezia Incontro di football americano valevole per il Campionato italiano FIDAF di football a 9, presso il campo sportivo Bruno Passalacqua, in via Australia. · Grosseto - Eventi al Museo 2012 Cartellone di iniziative a cura della Fondazione Grosseto Cultura, in collaborazione con il Comune di Grosseto, presso il Museo di Storia Naturale della Maremma ­ Strada Corsini 5 ex piazza della Palma. Programma: ore 17:30 Uomo e natura: Neandertaliani sul Monte Argentario. La Grotta dei Santi e le ricerche dell'Università di Siena. Adriana Moroni, Università di Siena. Info: tel. 0564.488749 · Massa Marittima - Lettura di testi e poesie al femminile Iniziativa collaterale nell'ambito della mostra di arte contemporanea "PINK - arte al femminile" a cura dell'associazione SpazioARTaltro in svolgimento (dall'8 al 28 marzo) presso la Galleria espositiva in via Moncini 48, nel centro storico di Massa Marittima (ore 18). Ingresso libero. Info tel. 0566 090436 - email: info@spazioartaltro.it · Massa Marittima ­ "La donna medievale a Massa M.ma fra sacro e profano" Percorso guidato per Massa M.ma dal tema: "La donna medievale a Massa M.ma fra sacro e profano" - dalle donne dell'affresco delle Fonti dell'Abbondanza alle Madonne di Duccio e di Ambrogio Lorenzetti - percorso artistico attraverso le immagini della donna del Medioevo. Visita Guidata gratuita - ore 15.30 Museo Archeologico. Per info e prenotazioni: musei@coopcollinemetallifere.it, 0566-902289. · Pitigliano - Torciata di San Giuseppe Tradizionale manifestazione folkloristica di inizio primavera promossa dal Comune di Pitigliano in collaborazione con l'Associazione Promo.Fi.Ter. VENERDÌ 9 MARZO · Campiglia M.ma - Stagione Teatrale 2011/2012 Rassegna di spettacoli organizzata con la direzione artistica dell'Associazione Nuovo Teatro dell'Aglio, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo e il Comune di Campiglia M.ma, presso il Teatro dei Concordi via Aldo Moro, 1 (ore 21.15). Programma: STASERA OVULO di Carlotta Clerici, monologo sulla maternità "over 35" e sulla sterilità femminile, tematica che l'odierno stile di vita rende più che mai attuale. Info: tel. 0565/837028 · Follonica - Follonica Etruscan Jumping Tour Manifestazione di equitazione (concorsi di salto ad ostacoli) presso l'ippodromo dei Pini. Montepremi totale 312.000,00 euro. In funzione servizio bar e agenzia ippica · Grosseto ­ "Iper-realismo: tra arte figurativa e letteratura" Conferenza dell'Associazione italiana per la ricerca storico-critico-letteraria (sez Grosseto) presso la sede dell'Archivio di Stato in piazza Socci 3, ore 16. Relatore: Prof. Raffaele Donnarumma (Università di Pisa) · Massa Marittima - UNIELI - Anno Accademico 2011-2012 Calendario di iniziative a cura dell'UNIELI - Università dell'Età Libera di Massa Marittima, nata dalla collaborazione dell'Amministrazione Comunale con le Associazioni culturali della città, presso l'ex Convento delle Clarisse (Porta del Parco degli Etruschi) alle ore 16,30. Programma: Letteratura anglo-americana - La beat generation. Relatore: Anna Rita Tiezzi. Info: cell. 339 5936942 · Massa Marittima - Corso di Fotografia Corso di fotografia organizzato dal Gruppo Fotografico Massa Marittima, presso Sala Consiliare in via Norma Parenti, 69. Programma: ore 20,30 8ª Lezione - La fotografia Digitale. Archiviazione e ritocco con il programma Adobe PHOTOSHOP LIGHTROOM (3ª parte) Docente: Massimo Pelagagge. Info: Enzo Tiberi, tel. 0566.901003 - 347.4823658 - 329.5939876 · Orbetello - Inauditorium ­ Che spettacolo... Stagione Teatrale 2012 Cartellone di spettacoli promosso dal Comune di Orbetello (assessorato alla Cultura) c/o Auditorium Comunale (Piazza della Repubblica). Ingresso libero. Programma: ore 10.30 e 21.15 La Pullera ­ Sargassi ­ Una fiaba lagunare di G. Ferrini, con S. Bischi, G. Ferrini e M. Pantini, con la partecipazione di F. Quatraro. Info: tel. 0564 860447 · Scansano - Stagione Teatrale 2011-2012 Rassegna di spettacoli organizzata dall'Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, presso il Teatro Castagnoli (via XX Settembre). Programma: alle 21:00 Dove abito io regia di Giacomo Fanfani, MARTEDÌ 6 MARZO · Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2011/2012 Cartellone di spettacoli organizzato dall'Amministrazione Comunale di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo. Programma: TEATRO DEGLI INDUSTRI, ore 21 Romeo e Giulietta di William Shakespeare traduzione di Salvatore Quasimodo - regia di Serena Sinigaglia. Info: tel. 0564/21151 MERCOLEDÌ 7 MARZO · Capalbio - Stagione Teatrale 2012 - IV Edizione Città di Capalbio Cartellone di spettacoli organizzato dal Circolo C.R. la Torbiera e dalla FITA con il patrocinio del Comune di Capalbio, presso la Sala Tirreno di Borgo Carige. Programma: matinée ore 10,15 ACHILLE (READING PER LE SCUOLE MEDIE) da Omero - regia Giacomo Moscato - Laboratorio Teatrale Ridi Pagliaccio di Grosseto · Grosseto - Leggiamo e Parliamone Conversazioni di psicologia a partire dalla lettura di un libro. Ciclo di incontri a cura di METIS in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il patrocinio del Comune di Grosseto. Programma: Introduzione a cura del dr. Franco Petrucci. Maternità: nascita e riscoperta del mondo interiore della donna. Sul testo "Latte nero. Storia di una madre che non si sente abbastanza" Shafak E. (2010) ed. Rizzoli. Relatrice: d.ssa Lara Lucci. Info: tel. 0564-20468, cell. 349-2964804 · Massa Marittima - UNIELI - Anno Accademico 2011-2012 Calendario di iniziative a cura dell'UNIELI - Università dell'Età Libera di Massa Marittima, nata dalla collaborazione dell'Amministrazione Comunale con le Associazioni culturali della città, presso l'ex Convento delle Clarisse (Porta del Parco degli Etruschi) alle ore 16,30. Programma: Acquerello 1a lezione. G. Bonesini. Info: cell. 339 5936942 GIOVEDÌ 8 MARZO · Grosseto - "Capire l'arte contemporanea" Corso di lettura e comprensione delle opere d'arte degli ultimi decenni promosso dal Comune di Grosseto attraverso il Centro di documentazione per le arti visive e la Fondazione Grosseto Cultura per avvicinare i cittadini alle forme artistiche più innovative, presso la sala conferenze del Museo di storia naturale della Maremma (ore 17.30). Programma: Arte digitale e web art, con Mauro Papa e Claudio Castelli. Info: tel. 0564/453128 - 0564/488574. · Massa Marittima - Ingresso gratuito nei Musei 72 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Beata Antonia di Firenze. È ricordata nella città dell'Aquila, dove si trovano le sue reliquie, e onorata particolarmente dall'Ordine francescano, al quale appartiene come clarissa. Nasce a Firenze alla fine del secolo dei mistici, il Trecento. Sappiamo poco della famiglia e della sua gioventù, che è stata di breve durata. A quindici anni va sposa, ha un figlio e presto rimane vedova. Per provvedere al ragazzo, accetta un nuovo matrimonio, ma anche il secondo marito muore. Quando il figlio è in grado di badare a se stesso, Antonia entra nel monastero delle Clarisse che avevano allora il proprio convento fiorentino a Sant'Onofrio. Il chiostro diventa da quel giorno la sua nuova famiglia. Antonia non ha ambizioni, se non quella di santificarsi. Il suo spirito di pietà non soltanto edifica le compagne, ma le attira la stima dei superiori. Muore nel 1472, dopo aver governato in modo esemplare per sette anni il suo monastero. Rubrica a cura di Mirella Rossi corrente perché niente rende altrettanto fedelmente il concetto che si vuole esprimere! Insugherito. Quando, a causa dell'accavallamento delle gambe, il sangue non fluisce bene nelle vene, al ripristino della normale circolazione soprattutto gli arti inferiori subiscono un effetto strano, un formicolìo paralizzante. In italiano si direbbe che le gambe si sono addormentate; in maremmano invece si dice che si sono insugherite, con un efficace paragone alla struttura del sughero, dove i liquidi entrano e si espandono piano piano. la moneta! La ricette della nonna La scottiglia degli Etruschi. Si cucinava all'aperto nella pentola di rame e si serviva nelle scodelle di legno col ramaiolo accompagnata da buon vino rosso. Ingredienti per 5 persone: 60 gr di pollo, 60 gr di agnello, 150 gr di cipolla, olio extravergine di oliva, salvia, aglio 1 spicchio, vino rosso 150 gr, pane casereccio 250 gr, pomodori pelati 500 gr, sale, peperoncino. In una casseruola possibilmente di coccio fa appassire un trito di cipolla, aglio, salvia e peperoncino; aggiungere la carne a pezzetti, salare, pepare, far rosolare bene, poi aggiungere il vino e far evaporare. Aggiungere i pomodori passati e far cuoce a fuoco lento per un'oretta, se necessario bagnare con acqua calda (non brodo di dadi). Tostare le fette di pane, disporle in una zuppiera, versare sopra il tutto e servire caldo. Attenzione: non esagerare col pane altrimenti diventa una zuppa, il pane può essere agliato se piace, accompagnare con un vino robusto. L'uso delle carni bianche, molto proteiche, lo rende un piatto molto calorico, quindi un piatto unico da accompagnare solo con frutta di stagione. Giocavamo così Quando i ragazzi non avevano, come oggi, giochi elettronici e computer, palestre attrezzate, impegni tra la musica, lo sport, il teatro e chi più ne ha più ne metta, il tempo per giocare aveva una sola grande palestra: i campi e le strade; e l'inventiva e la creatività erano e basi del divertimento. A Toto. Sul terreno battuto si facevano 9 buchette disposte su 3 file e 3 linee, dove si mettevano "le poste", (nella buca centrale una monetina). Il gioco si faceva con biglie di coccio colorato o con sfere d'acciaio, che dovevano essere mosse solo con un piede. Ovviamente l'obiettivo era raggiungere e conquistare Il nome del mese LARA. Il nome è stato dai più considerato una variante di Laura. Al contrario questo nome è già presente nella mitologia latina. Infatti Lara è una ninfa a cui Giove fa mozzare la lingua come punizione per aver rivelato a Giunone, sua moglie, di avere una relazione con Giuturna. Lara fu poi violentata da Mercurio e partorì due gemelli, gli dei Lari, protettori della famiglia. Famosissima comunque Lara del celebre romanzo di Pasternak il "Dottor Zivago". L'onomastico può essere festeggiato il 1° novembre. Usata anche la forma Larissa. Proverbio "A confessore, medico, avvocato, non tenere il ver celato!" Si diceva I vocaboli ed i modi di dire, spesso coloriti ed irriverenti, che sono usati da secoli, sono il tessuto linguistico di base che caratterizza un territorio. L'arguzia e l'umorismo toscano e maremmano si ritrovano in essi, usati ancora nel linguaggio L'AGENDA · 73 DOMENICA 11 MARZO · Follonica - Follonica Etruscan Jumping Tour Manifestazione di equitazione (concorsi di salto ad ostacoli) presso l'ippodromo dei Pini. Montepremi totale 312.000,00 euro. In funzione servizio bar e agenzia ippica · Gavorrano (Gr) - Gavorrano Vs. Perugia Dodicesima giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio II Divisione, Girone B, presso lo Stadio Comunale · Grosseto - In viaggio con l'archeologia 2011/12 Itinera Devia: itinerari originali e poco conosciuti - Conferenze, gite e attività sociali a cura dell'Associazione Archeologica Maremmana con il patrocinio del Comune e della Provincia di Grosseto. Programma: Visita guidata a Scansano e Ghiaccioforte. Info: tel. 0566 88243 - Cell. 349 7749835 · Massa Marittima - Corso di Fotografia Corso di fotografia organizzato dal Gruppo Fotografico Massa Marittima, presso Sala Consiliare in via Norma Parenti, 69. Programma: Partenza ore 07,00 - Fotografare il paesaggio senese ­ Escursione fotografica. Docenti: Giovanni Bencini, Massimo Pelagagge, Enzo Tiberi. Info: Enzo Tiberi, tel. 0566.901003 347.4823658 - 329.5939876 · Porto Santo Stefano ­ VI Campionato Invernale di Porto Santo Stefano 2011-2012 Manifestazione velica organizzata dal Circolo Velico e Canottieri e dallo Yacht Club Porto S. Stefano in collaborazione con il Coni e la Fiv e con il patrocinio del Comune nelle acque antistanti il porto di Porto Santo Stefano (Monte Argentario, Grosseto). Tutto pronto a Pitigliano per la tradizionale Torciata di San Giuseppe come sempre organizzata dal Comune in collaborazione con l'Associazione Promo.Fi.Ter ed in programma il 19 marzo ono incappucciati da un saio, sotto un camice bianco, portano sulle spalle un grosso fascio di canne fiammeggianti. Sono i torciatori che la notte di San Giuseppe, al segnale convenuto, s'incamminano in fila dalla via Cava del Gradone a valle del paese lungo il fiume Meleta per poi risalire fino alla piazza del Comune. Qui, già dal giorno prima, è stato eretto un enorme pupazzo di canne, è l'Invernacciu, simbolica rappresentazione dell'inverno che muore. I torciatori, in tutto una quarantina di figuranti preceduti da due portantini con la statua di San Giuseppe, arrivati in piazza appiccano il fuoco all'Invernacciu che in pochi secondi si trasforma in un enorme falò. S La Torciata di San Giuseppe, diretta discendente d'antichi falò, ha origini perdute nella notte dei tempi che ogni anno, nell'equinozio di primavera, rievoca la leggenda propiziatoria dell'arrivo della Primavera. Fin dall'epoca etrusca veniva infatti celebrato il rito del "seme sotterrato" simbolo di vita: in occasione di questa festività, coincidente con la fine dell'inverno, venivano anche appiccati enormi fuochi. Durante il Medio Evo tale cerimonia fu cristianizzata e fatta coincidere con la festività di San Giuseppe. Nella Piazza gremita di persone, al crepuscolo ad un segnale convenuto i torciatori che, incappucciati in rustici sai, iniziano la loro marcia dalla Via Cava del Gradone portando in spalla un grosso fascio di lunghe canne fiammeggianti all'estremità a guisa di torce. Nel buio della notte è suggestivo lo spettacolo di questi uomini che, come fiaccole moventi in lontananza, vanno avvicinandosi alla volta del paese. Frattanto, i figuranti e gli sbandieratori si esibiscono in Piazza Garibaldi, giocando con l'invernacciu, un enorme pupazzo di canne simbolica rappresentazione dell'inverno. Ed ecco che, tra le esclamazioni di gioia, spuntano nel plauso della folla i portantini con la statua del Santo, poi il primo torciatore ed in crescendo tutti gli altri che vanno man mano schierandosi in circolo attorno all'Invernacciu e, dopo la tradizionale benedizione del Vescovo, addossano i loro fasci di canne fiammeggianti all'invernacciu il quale, in pochi secondi divampa in un enorme falò. Poi pian piano la magia si spegne, le fiamme si consumano lentamente lasciando al suo posto la brace che verrà raccolta dalle donne come segno di buon auspicio. È questo il grande, breve ma affascinante, rituale che torna ogni anno a riconquistare l'antico cuore dei pitiglianesi. Ricchissimo il programma al via sabato 10 marzo con il clou ovviamente nella giornata di lunedi 19 marzo dedicata alla Torciata. Info: Associazione PROMO.FI.TER tel. 340 2351696; Comune di Pitigliano tel. 0564 616322. LUNEDÌ 12 MARZO · Grosseto - "Gli archivi parrocchiali. Conservazione, inventariazione, valorizzazione" Corso di formazione organizzato dall'Associazione di volontariato Madre Teresa con il contributo del Cesvot ed in collaborazione con la Diocesi di Grosseto, il Seminario Vescovile, la Scuola di Formazione Teologica, la cooperativa Agape presso la Scuola di Formazione Teologica in Piazza S. Francesco, 1. Programma: ore 16.3019.30 Presentazione del corso. Il ruolo del volontariato in ambito culturale. Etica, valori e motivazioni. Docente: Alberto Eusepi, Direttore Caritas Grosseto. Info: tel. 0564 29044 MARTEDÌ 13 MARZO · Grosseto - UNITRE Conferenza della dottoressa Simonetta Carnazza, psicologa, responsabile Asl Follonica, su "Cibo e amore", presso la Sala Corsi Unitre, via Garibaldi, ore 18 · Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2011/2012 Cartellone di spettacoli organizzato dall'Amministrazione Comunale di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo. Programma: TEATRO DEGLI INDUSTRI, ore 21 LE RELAZIONI PERICOLOSE regia e coreografia di Mauro Astolfi. Info: tel. 0564/21151 74 · Maremma Magazine · Marzo 2012 una attività commerciale. Per maggiori informazioni e per partecipare al corso gratuito clicca qui www.ddmc.it · Massa Marittima - UNIELI - Anno Accademico 2011-2012 Calendario di iniziative a cura dell'UNIELI - Università dell'Età Libera di Massa Marittima, nata dalla collaborazione dell'Amministrazione Comunale con le Associazioni culturali della città, presso l'ex Convento delle Clarisse (Porta del Parco degli Etruschi) alle ore 16,30. Programma: Acquerello 2a lezione. G. Bonesini. Info: cell. 339 5936942 · Orbetello - Uno sguardo nel passato Ciclo di Lezioni di Storia e Archeologia promosso dall'Assessorato comunale alla Cultura in programma nelle strutture museali del territorio orbetellano. Programma: ore 18.30 Orbetello, Museo Archeologico ex Plveriera Guzman "Medioevo e concetti in movimento: artista o artigiano?" Amoroso, Giacomo Bogani, Lorenzo Micheli, Diletta Oculisti, musiche di Marco Baraldi, tecnica utilizzata: teatro d'attore, età consigliata: 510 anni. Info: tel. 0564 21151 - 0564/488794 338/2224624 · Scarlino - Cena al buio Iniziativa a cura della Condotta Slow Food Monteregio presso il Bolero. Info: tel. 349 0710478 VENERDÌ 16 MARZO · Campiglia Marittima - Teatro Ragazzi Cartellone di spettacoli rivolti agli alunni delle scuole materne, elementari e medie della Val di Cornia promosso da Comune di Campiglia Marittima, Fondazione Toscana Spettacolo e Teatro dell'Aglio, presso il Teatro Comunale dei Concordi. Programma: Compagnia del Teatro dell'Aglio presenta LE AVVENTURE DI CRISELLA, favola ricca di personaggi magici e di creature mostruose, ambientata nei luoghi simbolo della Val di Cornia: il castello di Populonia, la miniera del Temperino, passando per il bosco incantato di Rimigliano. La trama nasce da un intreccio di fiabe scritte dagli alunni delle scuole elementari di Piombino, Campiglia, Suvereto e San Vincenzo nell'ambito del progetto "Il racconto delle Carte", promosso dalla FIDAPA di San Vincenzo (Federazione Italiana Donne Arte Professioni e Affari) per trasmettere ai bambini l'amore per il proprio territorio (età consigliata: dai 3 anni). Info e prenotazioni, Teatro dei Concordi, tel. 0565 837028 · Follonica - Follonica Etruscan Jumping Tour GIOVEDÌ 15 MARZO · Grosseto - "Capire l'arte contemporanea" Corso serale promosso dal Cedav presso lo Spazio Cedav, in Via Mazzini 97, ore 20.30. Programma: Claudia Gennari, Transavanguardia. Info: Centro Documentazione Arti Visive, tel. 0564.488547, http://cedav.comune.grosseto.it/ cedav@gol.grosseto.it · Grosseto - Irene Papini Inaugurazione della mostra personale presso la Galleria EVENTI Via Varese 18, ore 18,00. · Grosseto - Sipario Incantato Rassegna di spettacoli per bambini e ragazzi promossa dal Comune di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, presso il Teatro degli Industri. Programma: ore 10 Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi Teatro Stabile di Innovazione Firenze IL GIORNALINO DI GIAN BURRASCA di Angelo Savelli, liberamente ispirato all'omonimo libro di Vamba, con Luca Dal Barocco al Novecento... in musica e arte I ncontri tra musica e pittura, dedicati ai capolavori dell'arte e della musica nel periodo compreso tra il Barocco ed il primo Novecento. Li organizza la Fondazione Grosseto Cultura, con il Cedav e l'Istituto musicale comunale, insieme al Comune di Grosseto. Dopo il successo del corso di lettura e comprensione delle opere d'arte "Capire l'arte contemporanea", giunto alla sua terza annualità, questa nuova iniziativa intende rivolgere la propria attenzione anche ad altri periodi storici abbinando alle tendenze figurative del tempo anche quelle musicali, creando una miscela culturale di sicuro interesse. Gli incontri, uno al mese fino a maggio, sono dedicati al Barocco, al Classicismo e Neoclassicismo, al Romanticismo e al primo Novecento, e vedono la partecipazione di Mauro Papa (storia della pittura) insieme ai musicisti Patrizio Piccioni (storia della musica, Barocco e Classicismo) ed Ettore Candela (storia della musica, Romanticismo Primo Novecento), che sul filo conduttore arte-musica, appro- fondiscono i fenomeni culturali più rilevanti dei periodi interessati. Lezioni con proiezioni dunque, accompagnate da intermezzi musicali di Piccioni e Candela e degli allievi dell'Istituto Musicale Comunale Giannetti. Il primo appuntamento si è svolto il 17 febbraio ed ha offerto un approfondimento sul Barocco. I successivi incontri sempre presso l'auditorium Cavalieri dell'Istituto Musicale Comunale di via Bulgaria, 21 e sempre alle 17,30 si terranno venerdì 16 marzo con Classicismo e Neoclassicismo, per proseguire venerdì 13 aprile con il Romanticismo fino alla conclusione prevista per venerdì 11 maggio con la lezione dedicata al Novecento. Il ciclo di lezioni, della durata di due ore ciascuna, prevede una quota di iscrizione di 20 euro (10 per i soci della Fondazione). Per iscriversi si può compilare il modulo, disponibile sul sito www.fondazionegrossetocultura.it, e riconsegnarlo alla Segreteria didattica dell'Istituto in via Bulgaria, 21 dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19. Patrizio Piccioni, una lunga esperienza musicale alle spalle come chitarrista classico insegna Storia della Musica e Letteratura Poetica e Drammatica presso l'Istituto Musicale Comunale di Grosseto ed è docente di Lettere presso le Scuole Medie e Culture delle Discipline presso il Corso di Scienze della Comunicazione dell'Università di Siena. Ettore Candela diplomato in Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio "Giacomo Puccini " di La Spezia, in Clavicembalo al Conservatorio "Morlacchi" di Perugia, in Pianoforte presso il Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze è docente di Cultura Musicale generale e collaboratore pianistico nelle classi di canto presso l'Istituto Musicale Comunale Giannetti. Info: tel. 0564.453128 L'AGENDA · 75 SABATO 17 MARZO · Follonica - Follonica Etruscan Jumping Tour Manifestazione di equitazione (concorsi di salto ad ostacoli) presso l'ippodromo dei Pini. Montepremi totale 312.000,00 euro. In funzione servizio bar e agenzia ippica · Grosseto - Silvana Pincolini Inaugurazione della mostra personale presso lo Spazio Cedav, in Via Mazzini 97, ore 17.30. Info: tel. 0564.488547 · Grosseto - GROSSETO Vs. Cittadella Decima giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio Serie B, presso lo Stadio Comunale Olimpico "Carlo Zecchini" · Grosseto - Stagione musicale da Piazzolla... a Bach in Savoia Cavalleria 2011/2012 Ciclo di concerti benefici promosso dal reggimento "Savoia Cavalleria" sotto la direzione artistica di Gloria Mazzi nei locali del proprio "Circolo delle Lance". La musica si incontra con la solidarietà. Trascorrere un pomeriggio tra le note di Mozart, Bach, Piazzolla, Musical, tanghi, ecc. Ingresso con offerta minima di 10 euro. Parte del ricavato sarà devoluto all'AISM. Programma: ore 18 Trio Violino-Flauto-Pianoforte con Claudio Cavalieri (violino), Walter Menichini (flauto), Gloria Mazzi (pianoforte). Musiche di J.S.Bach, G.Donizetti, G. Fauré, W.A. Mozart. Info: tel. 0564-453520 / 328-7018626 / 3408059940 · Massa Marittima - Performance di danza Iniziativa collaterale nell'ambito della mostra di arte contemporanea "PINK - arte al femminile" a cura dell'associazione SpazioARTaltro in svolgimento (dall'8 al 28 marzo) presso la Galleria 76 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Il mercatino di Marina di Grosseto Mercatino Mercatino dell'artigianato, antiquariato e prodotti tipici alimentari in Piazza Arnolfo organizzato da Artingegno - Arti e Mestieri (Pistoia) secondo sabato di ogni mese. Info: www.artingegno.biz, Pina tel. 339 6234723 - e-mail: artingegno.pt@virgilio.it, Alessandro tel. 347 8709729 10-11 marzo · Piombino (Li) Mercatino antiquario a Piombino Il mercato antiquario di Piombino si snoda da Piazza Cappelletti fino all'angolo di Via Fucini, attraverso Corso Italia. Sono presenti bancarelle di oggettistica, mobili antichi, stampe, articoli da collezione. Sono presenti inoltre artigiani con loro produzioni quali pelletteria, ceramica ecc. Info: 3383798676, www.comune.piombino.li.it 10-11 marzo · Pisa Mostra Mercato Mostra mercato dell'Antiquariato, Modernariato e Artigianato Artistico (80/100 espositori) in programma ogni secondo sabato (e dmenica) del mese, escluso luglio e agosto, nel Centro storico cittadino (Duomo-Borgo Stretto). Info: Comune 050/910111 11 marzo · Montepulciano (Si) Fiera mensile delle arti e dell'antiquariato Mercatino degli oggetti del passato promosso dalla Pro Loco che si svolge tutte le seconde domeniche in Piazza Grande. Orario: dalla mattina alla sera. Info: tel. 0578-717484 17-18 marzo · Marina di Grosseto (Gr) "Maremma Antiquaria" Mercatino delle cose antiche e meno antiche, numismatica, collezionismo e tante curiosità in Via XXIV Maggio. L'appuntamento si svolge ogni terzo week-end del mese, tutto l'anno. Info: tel. 338/7368503 18 marzo · Siena "L'angolo del collezionista" "Mercatino" del collezionismo per collezionisti e non...! organizzato da Siena '90, tutte le terze domeniche del mese (ad esclusione del mese di agosto) in Piazza del Mercato. Info: tel. 0577 281619 23-25 marzo · Grosseto "Giardini di Marzo" Grande fiera sul florovivaismo promossa da GrossetoFiere presso il centro fiere del Madonnino di Braccagni. Info: tel. 0564.418783 25 marzo · Cecina (Li) Mercatino del Corso Mercato dell'Antiquariato, Modernariato e Artigianato (70/100 espositori) in programma nell'ultima domenica del mese nel Corso Matteotti e nel Centro storico. Info: 0586/681691 25 marzo · Chiusi (Si) "Mercatino di Porsenna" Mercatino dell'antiquariato, artigianato e prodotti tipici di qualità nella terra di Porsenna, organizzato dall'Associazione Fata Morgana, in collaborazione con il Comune di Chiusi, la Pro Loco e il Comitato Eventi, nel Centro storico, ogni ultima domenica del mese. Orario: 9/20. Info: 0578/227667 - 331/3441690 25 marzo · San Gimignano (Si) "L'angolo del collezionista" "Mercatino" del collezionismo per collezionisti e non...! organizzato da Siena '90 in piazza dellle Erbe. Info: tel. 0577 281619, sito internet www.siena90.it L'AGENDA · 77 DOMENICA 18 MARZO · Casteldelpiano - Tutti A Teatro! 1° Rassegna di Teatro per Famiglie - Stagione Teatro Ragazzi 2012 a cura di Fondazione Toscana Spettacolo in collaborazione con Accademia Mutamenti, Comune di Castel del Piano, Comune di Arcidosso, Comunità Montana Amiata Grossetano presso il Teatro Amiatino. Programma: ore 17:00 Il segreto di Shahrazàd libero adattamento da Le Mille e una Notte con Sara Donzelli, musiche in scena di Fabrizio Bai, testo e regia di Giorgio Zorcù, produzione Bambimus ­ Museo d'Arte del Bambini di Siena, Accademia Mutamenti, Regione Toscana. Genere: teatro d'autore. Età consigliata: 512 anni. Info: tel. 0564.973017 (lun-ven ore 913) - cell. 334.7514792 · Follonica - Follonica Etruscan Jumping Tour Manifestazione di equitazione (concorsi di salto ad ostacoli) presso l'ippodromo dei Pini. Montepremi totale 312.000,00 euro. In funzione servizio bar e agenzia ippica · Grosseto - Cammina Natura Visite guidate escursionistiche nei borghi e negli ambienti naturali più belli della toscana meridionale a cura della Cooperativa le Orme. Prenotazione obbligatoria al 0564/416276 oppure al 333/1088184 oppure via email a eventi@leorme.com. Programma: Isola del Giglio. Scopriremo l'isola a piedi dal Porto al Castello sulla mulattiera e dopo la visita dell'abitato, percorreremo un tratto di crinale con bellissimi affacci panoramici. Lunghezza: Km 12. Cammino effettivo: 3h 30'. Ora Ritrovo: ore 9:15 Biglietteria Maregiglio a Porto Santo Stefano · Grosseto - Non ci resta che ridere 2012 Festival di teatro comico (... e tragicomico) della Città di Grosseto, alla quarta edizione, organizzato da Comune di Grosseto - Assessorato alla Cultura, Laboratorio Teatrale Ridi Pagliaccio, FITA - Federazione Italiana Teatro Amatori Grosseto, AVO - Associazione Volontari Ospedalieri Grosseto, Polo Scolastico Bianciardi, con la direzione artistica di Giacomo Moscato, presso il Teatro degli Industri. I biglietti sono disponibili in prevendita presso Expert Bartolucci in via dei Mille, 3-5-7 (tel. 0564/410155) e il giorno dello spettacolo saranno in vendita al botteghino del teatro a partire dalle 16. Programma: ore 17 e ore 21 (in doppia replica) La locandiera di Carlo Goldoni, regia Fabio Cicaloni, a cura della "Compagnia dei Soliti Ignoti" di Grosseto. Info: tel. 333/6140794 · Grosseto - Libero Circuito 2011-2012 ­ Rete Indipendente di Teatri Cartellone di spettacoli organizzato dal Teatro Studio in collaborazione con Spazio72 e Circolo Arci Khorakhané di Grosseto e con il patrocinio della Provincia di Grosseto, presso i locali di Spazio 72 in via Ugo Bassi, 72 a Grosseto. Programma: ore 18.00 "Qualcosa di bianco" Un'esperienza di vita che porterà i partecipanti a cercare di "vedere" nel buio totale utilizzando i vari sensi ad esclusione della vista: è quanto propone con la Cena al Buio la Condotta Slow Food del Monteregio il 15 marzo U na cena... al buio. È quanto propone la Condotta Slow Food del Monteregio in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi Sezione di Grosseto per giovedì 15 marzo alle ore 20 presso il Bolero a Scarlino. "Il menù ­ come si spiega il coordinatore della Condotta Slow Food Fausto Costagli ­ chiaramente non può essere annunciato perché la prerogativa principale della serata è IL NON CONOSCERE ed IL NON VEDERE ciò che i camerieri serviranno nel piatto. Durante la cena Slow Food Monteregio realizzerà due Text Sense, il primo inserito nello spazio "Antipasto" l'altro al momento del "Dolce", consisteranno nella degustazione guidata di tre varianti di uno stesso prodotto, un esperimento sensoriale che permetterà di concentrarsi ulteriormente sul tatto e sul gusto per capire quale è il cibo misterioso... Tutta la Cena al Buio non sarà un gioco, ma un'esperienza di vita che porterà i partecipanti a cercare di "vedere" nel buio totale utilizzando i vari sensi ad esclusione della vista. I vini in accompagnamento al menù sono offerti dall'Associazione: Strada del Vino e dei Sapori del Monteregio". Il costo della serata è pari ad euro 28 (max. 50 posti) (si può prenotare presso UICGR via fax al nr. 0564-410587 o via mail sulla casella uicgr@uiciechi.it) Il ricavato della cena sarà destinato alle attività sociali dell'UIC Sezione di Grosseto. Altro appuntamento di rilievo, sempre a cura della Condotta Slow Food Monteregio quello di giovedì 29 marzo giorno in cui è in calendario il 45° Laboratorio del Gusto® in carcere, Gusto è Libertà in questo caso dedicato al tema "La Birra in cucina". L'iniziativa, promossa in collaborazione con l'Amministrazione Penitenziaria, il Comune e la Casa Circondariale di Massa M.ma, oltre che in questo caso il Ristorante Tiburon e il Birrificio I Naviganti, si svolge proprio tra le mura del carcere di viale Martiri della Niccioleta. Come sempre c'è spazio anche per alcuni partecipanti esterni, chi interessato deve proporsi entro il giorno martedì 20 marzo telefonando al numero di tel. 349 0710478 od inviando una mail a fausto.costagli@gmail.com indicando: nome e cognome, data e luogo di nascita; dopo le verifiche di controllo previste per l'accesso alle carceri, i partecipanti designati saranno informati della loro accettazione. Laboratorio del Gusto® curato da: Michele Cocola, Simone Androvandi, Fausto Costagli in collaborazione con: Ristorante Tiburon, via Mentana 16 ­ Follonica e Birrificio Naviganti Via del Sugheraio 59 a Follonica. 78 · Maremma Magazine · Marzo 2012 · Grosseto - UNITRE Conferenza del prof. Vincenzo Masini sulla "Paternità", a cura di UniTre Grosseto, a Nomadelfia, ore 17 · Pitigliano - Torciata di San Giuseppe Tradizionale manifestazione folkloristica di inizio primavera promossa dal Comune di Pitigliano in collaborazione con l'Associazione Promo.Fi.Ter. Programma: ore 12,00 Ex Granai Fortezza Orsini - Apertura Taberna; ore 14,30 P .zza Garibaldi - Partenza Escursione alle Vie Cave (Tour dell'Angelo); ore 18,00 P.zza Repubblica - Esibizione Sbandieratori di Acquapendente; ore 21,00 Centro Storico - Corteo Storico con Sbandieratori e Torciatori; ore 22,00 P .zza Garibaldi - TORCIATA DI SAN GIUSEPPE; ore 22,30 P .zza Garibaldi - Giochi di bandiere nel fuoco e festa con i Torciatori. Info: tel. 340 2351696 · Orbetello - Uno sguardo nel passato Ciclo di Lezioni di Storia e Archeologia promosso dall'Assessorato comunale alla Cultura in programma nelle strutture museali del territorio orbetellano. Programma: ore 21 Albinia, Museo della Cultura Contadina "Gli Etruschi e il mare: pirateria e commercio" noi di Michael Frayn, regia Leo Muscato. Info: tel. 0565/30385 - 63352 - 63296 MERCOLEDÌ 21 MARZO · Grosseto - Leggiamo e Parliamone Conversazioni di psicologia a partire dalla lettura di un libro. Ciclo di incontri a cura di METIS in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il patrocinio del Comune di Grosseto. Programma: Di chi è la colpa? Psicoanalista e detective: parallelismi e prossimità tra l'investigazione analitica e quella poliziesca. Sul testo "Psicoanalisi in giallo" Ferro A. ed altri (2011) ed. Cortina. Relatore: dr. Maurizio Riccetti. Info: tel. 0564-20468, cell. 349-2964804 · Massa Marittima - UNIELI - Anno Accademico 2011-2012 Calendario di iniziative a cura dell'UNIELI - Università dell'Età Libera di Massa Marittima, nata dalla collaborazione dell'Amministrazione Comunale con le Associazioni culturali della città, presso l'ex Convento delle Clarisse (Porta del Parco degli Etruschi) alle ore 16,30. Programma: Acquerello 3a lezione. Relatore: G. Bonesini. Info: cell. 339 5936942 MARTEDÌ 20 MARZO · Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2011/2012 Cartellone di spettacoli organizzato dall'Amministrazione Comunale di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo. Programma: TEATRO MODERNO, ore 21 Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti in NIENTE PROGETTI PER IL FUTURO scritto e diretto da Francesco Brandi. Info: tel. 0564/21151 · Piombino (Li) - Stagione teatrale e concertistica 2011/2012 Rassegna di spettacoli organizzata dall'Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, presso il Teatro Metropolitan (Piazza Cappelletti 2). Programma: TEATRO - ore 21 Erretiteatro30/Le Art'teatro Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi in Due di GIOVEDÌ 22 MARZO · Campiglia M.ma (Li) - Stagione Teatrale 2011-2012 Rassegna di spettacoli organizzata con la direzione artistica dell'Associazione Nuovo Teatro dell'Aglio, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo e il Comune di Campiglia M.ma, presso il Teatro dei Concordi via Aldo Moro, 1 (ore 21.15). Programma: Teatro dell'Aglio, IL FANTASMA DI CANTERVILLE di Oscar Wilde, per la regia di Chiara Migliorini. Info: tel. 0565/837028 · Grosseto - "Capire l'arte contemporanea" LUNEDÌ 19 MARZO · Follonica ­ Corse al trotto Corse al trotto pomeridiane presso l'ippodromo dei Pini. In funzione servizio bar e agenzia ippica Il Campionato Maremmano alle Sementarecce L a seconda tappa del XXXVI Campionato Maremmano di Salto Ostacoli è prevista per domenica 25 marzo presso l'Az. Sementarecce del Dott. Mario Mencarelli, ubicata in loc. Roselle (Grosseto). Già nel pomeriggio di sabato 24 marzo è previsto nel Centro lo svolgimento di categorie addestrative. È stato proprio il Dott. Mencarelli, esperto uomo di cavalli e figura emblematica del territorio grossetano, a ideare, oltre trent'anni fa ed insieme ad altri appassionati di allora, il Campionato Maremmano, concepito inizialmente come appuntamento per permettere ai binomi di riprendere gradualmente l'attività agonistica dopo la pausa invernale e per prepararsi alla stagione agonistica primaverile. L'Azienda Sementarecce rappresenta da oltre quarant'anni un solidissimo punto di riferimento nella realtà allevatoriale nazionale di cavalli maremmani e sportivi, da cui hanno avuto origine importanti soggetti che in passato hanno partecipato a concorsi internazionali di salto ostacoli. Solo per citare il più recente successo sportivo in ordine cronologico, a conferma dell'eccellenza di questo allevamento, Rubens delle Sementarecce ha conquistato, sotto la sella del Caporal Maggiore dell'Esercito Emiliano Portale, il terzo posto nella categoria riservata ai soggetti di 6 anni nei Campionati del Mondo di Completo Giovani Cavalli, che hanno avuto luogo dal 21 al 23 ottobre scorsi a Le Lions d'Angers in Francia. Ricordiamo che è stato il Grifondoro di Rio Torto (Li) ad ospitare, domenica 19 febbraio, il primo appuntamento del Campionato Maremmano, dopo che le pessime condizioni meteorologiche avevano causato l'annullamento delle due prime tappe inizialmente previste al Ce.Mi.Vet (Centro Militare Veterinario) il 5 febbraio e al C.I.A.M. (Centro Ippi- co Allevamento Mustiaio) il 12 febbraio scorsi. Al Grifondoro si sono dati appuntamenti 79 cavalieri che, in sella agli 85 cavalli iscritti, hanno compiuto 90 percorsi. Prossimi appuntamenti in programma: domenica 1 aprile presso il C.M. Equitazione e la finale domenica 8 aprile presso l'Associazione Equestre La Serrata. Info: Silvia Leprai tel. 3391695310. L'AGENDA · 79 DOMENICA 25 MARZO · Casteldelpiano - Tutti A Teatro! 1° Rassegna di Teatro per Famiglie - Stagione Teatro Ragazzi 2012 a cura di Fondazione Toscana Spettacolo in collaborazione con Accademia Mutamenti, Comune di Castel del Piano, Comune di Arcidosso, Comunità Montana Amiata Grossetano presso il Teatro Amiatino. Programma: ore 17:00 Nata EMANUELE e il LUPO "Lo sai? Non ho più tanta voglia di mangiarti" di Livio Valenti, con Livio Valenti e Michele Mori, scenografie e costumi Andrea Vitali, pupazzi Roberta Socci, musiche di Lorenzo Bachini. Genere: teatro d'attore con pupazzi. Età consigliata: 4-11 anni. Info: tel. 0564.973017 (lun-ven ore 9-13) - cell. 334.7514792 · Gavorrano (Gr) - Gavorrano Vs. Giulianova Quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio II Divisione, Girone B, presso lo Stadio Comunale · Grosseto - Seminario di Psicosintesi Seminario breve e gratuito di psicosintesi (aperto a tutti) organizzato dall'Istituto di Psicosintesi Centro di Grosseto, presso il Centro di Psicosintesi, Strada Ginori 25. Un'occasione di incontro e di lavoro psicologico, per sperimentare la Psicosintesi applicata a particolari tematiche esistenziali nel calore e nell'energia del gruppo. Programma: h 10.00-13.00 Maria Letizia Zecca. Info: tel. 0564 22898 · Grosseto - "Giardini di Marzo" Grande fiera sul florovivaismo promossa da GrossetoFiere presso il centro fiere del Madonnino di Braccagni (fino al 25 marzo). Info: tel. 0564.418783 · Roselle (Grosseto) - XXXVI Campionato maremmano equestre di salto ostacoli Quinta tappa del Campionato maremmano equestre di salto ostacoli alla sua 36esima edizione presso l'Azienda Le Sementarecce. Info: 3391695310 · Valpiana (Massa Marittima) - GIORNATE DEL FAI Programma: GIORNATA FAI DI PRIMAVERA: percorsi guidati alle ferriere con partenza dal centro di Valpiana. Da sottolineare che a Valpiana è stata dedicata la giornata di Primavera del FAI della Toscana. Info: tel. 0566/901127, mail: eventimusei@comune.massamarittima.gr.it SABATO 24 MARZO · Capalbio - Stagione Teatrale 2012 - IV Edizione Città di Capalbio Cartellone di spettacoli organizzato dal Circolo C.R. la Torbiera e dalla FITA con il patrocinio del Comune di Capalbio, presso la Sala Tirreno di Borgo Carige. Programma: soirées ore 21,15 LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni, regia Fabio Cicaloni a cura della "Compagnia dei Soliti Ignoti" di Grosseto · Grosseto - Conferenza di Psicosintesi Ciclo di incontri di psicosintesi organizzato dall'Istituto di Psicosintesi Centro di Grosseto, presso la "Sala delle Contrattazioni" della Camera di Commercio in Via Fratelli Cairoli n. 10. Programma: h 19.00 "L'ascolto creativo" Maria Letizia Zecca. I relatori porteranno la loro esperienza personale e professionale come stimolo per approfondire la conoscenza della Psicosintesi, nell'ambito di una riflessione comune sulle tematiche proposte. Ingresso libero. Ad ogni conferenza seguirà un seminario breve sullo stesso argomento, la mattina dopo dalle h 10.00 alle ore 13.00. Info: tel. 0564 22898 · Grosseto - Eventi al Museo 2012 Cartellone di iniziative a cura della Fondazione Grosseto Cultura, in collaborazione con il Comune di Grosseto, presso il Museo di Storia Naturale della Maremma ­ Strada Corsini 5 ex piazza della Palma. Programma: ore 17:30 Convegno: La ricerca nel Parco Regionale della Maremma: risultati e spunti di riflessione. Info: tel. 0564.488749 · Grosseto - Condor Grosseto Vs. Predatori Golfo del Tigullio Incontro di football americano valevole per il Campionato italiano FIDAF di football a 9, presso il campo sportivo Bruno Passalacqua, in via Australia. · Grosseto - "Giardini di Marzo" Grande fiera sul florovivaismo promossa da GrossetoFiere presso il centro fiere del Madonnino di Braccagni (fino al 25 marzo). Info: tel. 0564.418783 · Massa Marittima - Musica al femminile Iniziativa collaterale nell'ambito della mostra di arte contemporanea "PINK - arte al femminile" a cura dell'associazione SpazioARTaltro in svolgimento (dall'8 al 28 marzo) presso la Galleria espositiva in via Moncini 48, nel centro storico VENERDÌ 23 MARZO · Grosseto - "Giardini di Marzo" Grande fiera sul florovivaismo promossa da GrossetoFiere presso il centro fiere del Madonnino di Braccagni (fino al 25 marzo). Info: tel. 0564.418783 · Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2011/2012 Cartellone di spettacoli organizzato dall'Amministrazione Comunale di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo. Programma: TEATRO DEGLI INDUSTRI, ore 21 NON TUTTO È RISOLTO di Franca Valeri regia di Giuseppe Marini - con Franca Valeri , Licia Maglietta, Urbano Barberini, Gabriella Franchini. Info: tel. 0564/21151 · Grosseto - Gli incontri del venerdì Ciclo di incontri del venerdì organizzato dall'Istituto di Psicosintesi Centro di Grosseto, presso la sede del Centro a situata in Strada Ginori 2325 (orario 19.00-20.30), aperto a tutti (ingresso libero). Un'occasione di riflessione e di scambio fra i soci e chiunque sia interessato a conoscere la Psicosintesi, ore 19-21. Programma: "Dante Alighieri: simboli e mistero nella Divina Commedia" con Maria Letizia Zecca. "Il Paradiso. La discesa e l'ascesa". Ingresso libero. Info: tel. 0564 22898 · Massa Marittima - UNIELI - Anno Accademico 2011-2012 Calendario di iniziative a cura dell'UNIELI - Università dell'Età Libera di Massa Marittima, nata dalla collaborazione dell'Amministrazione Comunale con le Associazioni culturali della città, presso l'ex Convento delle Clarisse (Porta del Parco degli Etruschi) alle ore 16,30. Programma: Erbe - Le erbe aromatiche (laboratorio del gusto). Relatore: Fausto Costagli. Info: cell. 339 5936942 · Massa Marittima ­ Slow Food Monteregio Iniziativa a cura della Condotta Slow Food Monteregio Programma: Porta degli Etruschi P. XXIV Maggio - Massa M.ma UNIELI Università della libera Età - Laboratorio del Gusto® ERBE AROMATICHE. Info: tel. 349 0710478 · Massa Marittima - Corso di Fotografia Corso di fotografia organizzato dal Gruppo LUNEDÌ 26 MARZO · Follonica ­ Corse al trotto Corse al trotto pomeridiane con corsa TRIS nazionale presso l'ippodromo dei Pini. In funzione servizio bar e agenzia ippica · Grosseto - "Gli archivi parrocchiali. Conservazione, inventariazione, valorizzazione" Corso di formazione organizzato dall'Associazione di volontariato Madre Teresa con il contributo del Cesvot ed in collaborazione con la Dioce- 80 · Maremma Magazine · Marzo 2012 IN CORSO > fino al 4 marzo (dal 4 febbraio) · Massa Marittima "Print - grafica d'autore" Mostra di arte grafica a cura dell'associazione SpazioARTaltro presso la Galleria espositiva in via Moncini 48, nel centro storico di Massa Marittima. Artisti in esposizione: Francesco Avesani, Enrico Baj, Angela Bombardi, Giuseppe Borrello, Eugenio Carmi, Gino Carrera, Novello Finotti, Silvano Girardello, Igino Legnaghi, Enrico Mitrovich, Giò Pomodoro, Gustavo Díaz Sosa, Mario Schifano, Tono Zancanaro, Ada Zanon. Orario di apertura: da martedì a domenica, ore 1619.30. Lunedì e in altri orari su appuntamento contattando: tel. 0566 090436 > fino a venerdì 30 marzo (dal 10 dicembre 2011) · Capalbio SOSPENSIONI Doppia personale di Patrizia Bonanzinga e Renata Rampazzi con testo di Valeria Viganò negli spazi della Galleria Il Frantoio Piazza della Provvidenza 11. Orari: 19.0023.00 e su appuntamento. Ingresso libero. Info: +39 0564896484 +39 3357504436 > fino al 31 marzo · Monticiano (Si) "Le palline sulle colline" Mostra fotografica dedicata all'antico gioco della "Palla Eh" o "Palla 21", tuttora praticato in provincia di Siena e in provincia di Grosseto. Ideata e curata dall'associazione "Attivarti.org" e realizzata con il contributo delle comunità dei paesi in cui il gioco è praticato, la mostra propone alcune immagini legate al gioco e alle piazze in cui si svolge, in un palleggio ideale fra immagini vecchie - a partire da fotografie ritrovare nei cassetti di amici e parenti - e immagini più nuove derivate anche da esperienze più recenti, fra trasferte internazionali e concorsi fotografici. In particolare è presente una selezione delle immagini raccolte nel 2008, nell'ambito di un concorso fotografico svoltosi durante i tornei estivi di palla. Info: Ufficio cultura del Comune di Monticiano al numero 0577 756265 o telefonare al numero 338 8681435. > fino a domenica 3 giugno (dal 1° dicembre) · Massa Marittima Gli Etruschi e il simposio Una mostra quella allestita a cura del Settore 5 del Comune di Massa Marittima presso il Museo Archeologico che ci riporta tutta la ricchezza culturale, artistica e persino enogastronomica che la civiltà etrusca ha lasciato sul nostro territorio. Un'interessante e originale esposizione dei suppellettili, ma anche dei cibi e dei vini che allestivano i banchetti di questa straordinaria civiltà. "Il Simposio Etrusco" è un'esposizione sulle risorse agrarie principali della civiltà etrusca, come vino ed olio e sulla loro tradizione cerimoniale nelle forme del banchetto e del simposio. La mostra è visitabile fino al 3 giugno tutti i giorni tranne il lunedì con il seguente orario: fino a marzo 10-12,30 e 15-17 e da aprile a giugno dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19. Biglietto di ingresso Intero euro 3.00 Ridotto euro 2.00. Per info, prenotazioni: musei@coopcollinemetallifere.it, 0566902289. INIZIANO 8>28 marzo · Massa Marittima "PINK - arte al femminile" Quale occasione migliore per festeggiare l'otto marzo e le prime avvisaglie della primavera se non quella di andare ad ammirare le opere di una qualificata rappresentanza di donne che lavorano nel campo dell'arte visiva? Proprio l'8 marzo 2012 la Galleria di Arte contemporanea SpazioARTaltro, aperta in Via Moncini 48 nel centro storico di Massa Marittima, inaugura alle ore 18.00 "PINK - arte al femminile", una mostra che vuole dare spazio all'immaginario, alla capacità narrativa e tecnica di OTTO ARTISTE che, con questa esposizione, rendono visibili a tutti la loro speciale sensibilità e la loro interpretazione del mondo. Sono opere di diversa tecnica e dimensione che possono diventare una sorpresa per il visitatore, invitato a cogliere e comprendere i diversi linguaggi declinati al femminile, in particolar modo oggi quando, in tutto il mondo, si registra un costante aumento della creatività "rosa" anche nel campo dell'arte. Non solo e non solo più muse ispiratrici nei diversi campi artistici, le donne hanno saputo conquistarsi nel tempo ruoli da protagoniste nel mondo dell'Arte: fini collezioniste, curatrici e direttrici artistiche, ma prima di tutto artiste capaci di esprimere il proprio talento. Artiste in esposizione: Maria Teresa Cazzadori, Rosabianca Cinquetti, Daniela Corsini, Lia Franzia, Irene Papini, Silvana Pincolini, Chicca Regalino, Carla Semprebon. Orario di apertura: da martedì a domenica, ore 1619.30. Lunedì e in altri orari su appuntamento contattando: tel. 0566 090436 - email: info@spazioartaltro.it 15 marzo>1° Aprile · Grosseto Irene Papini Mostra personale presso la Galleria EVENTI Via Varese 18. Irene Papini nasce nel dicembre dell'83 in una cittadina nel cuore della Maremma. Consegue il diploma superiore presso l'istituto per grafici pubblicitari di Grosseto seguendo alcuni stage professionali presso serigrafie locali. Il suo percorso artistico ha inizio negli anni novanta anche grazie a un ambiente familiare molto ricco di stimoli in questo senso. Parte dalla sperimentazione in forma astratta della stesura pura del colore e si dispiega fino a raggiungere il materico e l'informale. Mischia al suo tratto note di poesie, parole scritte, rivelando una capacità eclettica in più campi artistici essendone anche l'autrice. Mira soprattutto ad una contaminazione che porti al colore le parole e viceversa. Attualmente risiede nella sua città di origine. Inaugurazione giovedì 15 marzo ore 18,00. Orario: tutti i giorni 17,30-20,00 17 marzo>1 aprile · Grosseto Silvana Pincolini Mostra personale presso lo Spazio Cedav, in Via Mazzini 97. Inaugurazione: 17 marzo, ore 17.30. Info: Centro Documentazione Arti Visive, tel. 0564.488547 L'AGENDA · 81 si di Grosseto, il Seminario Vescovile, la Scuola di Formazione Teologica, la cooperativa Agape presso la Scuola di Formazione Teologica in Piazza S. Francesco, 1. Programma: ore 16.30-19.30 Storia della Diocesi di Grosseto e inquadramento storico-istituzionale di parrocchie, confraternite e altri enti e istituzioni del territorio. Docenti: dott.ssa Tamara Gigli, Storica e ricercatrice dott.ssa Olivia Bruschettini, Storica dell'Arte, Responsabile Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, Diocesi di Grosseto. Info: tel. 0564 29044 MARTEDÌ 27 MARZO · Grosseto - UNITRE Conferenza della dottoressa Anna Rita Nigro su "La filosofia del diritto", presso la Sala Corsi Unitre, via Garibaldi, ore 18 MERCOLEDÌ 28 MARZO · Massa Marittima - UNIELI - Anno Accademico 2011-2012 Calendario di iniziative a cura dell'UNIELI - Università dell'Età Libera di Massa Marittima, nata dalla collaborazione dell'Amministrazione Comunale con le Associazioni culturali della città, presso l'ex Convento delle Clarisse (Porta del Parco degli Etruschi) alle ore 16,30. Programma: Acquerello 4a lezione. Relatore: G. Bonesini. Info: cell. 339 5936942 · Orbetello - Uno sguardo nel passato Ciclo di Lezioni di Storia e Archeologia promosso dall'Assessorato comunale alla Cultura in programma nelle strutture museali del territorio orbetellano. Programma: ore 18.30 Orbetello, Museo Archeologico ex Plveriera Guzman "Medioevo e concetti in movimento: ridere lecito e illecito" Prosegue la quarta edizione della rassegna dedicata al teatro amatoriale. "La locandiera" della "Compagnia dei Soliti Ignoti" il 18 marzo e "Caviale e lenticchie" a cura della Compagnia "Il Teatraccio" il 1° aprile, i titoli dei prossimi spettacoli E ntra nel vivo "Non ci resta che ridere", la rassegna di teatro amatoriale giunta alla quarta edizione e organizzata dal Comune di Grosseto e dal Laboratorio teatrale Ridi Pagliaccio, diretto da Giacomo Moscato, in collaborazione con Fita (Federazione italiana teatro amatoriale), Associazione volontari ospedalieri e Polo Bianciardi di Grosseto. L'obiettivo è quello di far sorridere e divertire gli appassionati del teatro durante la stagione invernale con gruppi teatrali e compagnie che presentano spettacoli amatoriali legati da un unico filo conduttore, la comicità. Il prossimo appuntamento, sempre al Teatro degli Industri di via Mazzin è per domenica 18 marzo, quando il cartellone proporrà "La locandiera" di Carlo Goldoni a cura della "Compagnia dei Soliti Ignoti" di Grosseto, per la regia di Fabio Cicaloni, con Cesare Nigrelli, Fabio Cicaloni, Roberta Nelli, Fabrizio Cattarulla, Andrea Ferrari, Simona Di Mattia, Nicola Draoli, Bernardino Tartaglia, Elisabetta Rinaldi. "La locandiera" è senza alcun dubbio l'opera comica più completa ed esemplare del teatro italiano di tutti i tempi. Nella sua concettuale attualità e nel suo realismo crudo e onesto, mette in scena i vizi, le virtù e l'intelligenza con quella semplicità e fluidità che solo l'abile Goldoni è in grado di regalarci. Ma più che come un "elogio di Mirandolina", intesa come eterno femminino, la più fortunata delle commedie goldoniane è "l'apologo di una rivalutazione della donna e del suo lucido uso, a sufficienza spietato, dell'intelligenza come strumento di affermazione sociale". Questo adattamento non libera il copione dal contesto culturale del `700, poiché non intende stravolgere il mondo da cui esso proviene, ma restituisce al pubblico un senso di grande attualità concettuale, realizzando nel linguaggio e nell'arte scenica un disegno attualissimo carico di forza espressiva. Ultimi titoli ad aprile: "Caviale e lenticchie" di Scarnicci e Tarabusi a cura della Compagnia "Il Teatraccio" di Grosseto, regia Claudio Matta, domenica 1° aprile e "Harvey" di Mary Chase per la regia Giacomo Moscato, a cura del Laboratorio Teatrale "Ridi Pagliaccio" di Grosseto, domenica 15 aprile, al termine del quale, alle 18.45, si terrà la premiazione dello spettacolo vincitore. Tutti gli spettacoli sono proposti in doppia replica alle 17 e alle 21. I biglietti sono disponibili in prevendita presso Expert Bartolucci in via dei Mille, 3-5-7 (tel. 0564/410155) e il giorno dello spettacolo saranno in vendita al botteghino del teatro a partire dalle 16. Info: tel. 3336140794. GIOVEDÌ 29 MARZO · Campiglia Marittima - Teatro Ragazzi Cartellone di spettacoli rivolti agli alunni delle scuole materne, elementari e medie della Val di Cornia promosso da Comune di Campiglia Marittima, Fondazione Toscana Spettacolo e Teatro dell'Aglio, presso il Teatro Comunale dei Concordi. Programma: Teatrino dei Fondi presenta NOCCHIOPINOCCHIO, scenografie di Emanuele Luzzati (età consigliata dai 3 ai 10 anni). Info e prenotazioni, Teatro dei Concordi, tel. 0565 837028 · Grosseto - "Capire l'arte contemporanea" Corso serale promosso dal Cedav presso lo Spazio Cedav, in Via Mazzini 97, ore 20.30. Programma: Claudia Gennari, Graffiti e street art. Info: Centro Documentazione Arti Visive, tel. 0564.488547 · Grosseto - Pomeriggio in biblioteca... leggendo il teatro Nell'ambito della rassegna teatrale Il sipario incantato, dedicata ai più piccoli dal 16 febbraio al 19 aprile al Teatro degli Industri e nella quale vengono rappresentate fiabe e storie che fanno parte della letteratura universale per ragazzi, la Biblioteca Chelliana organizza una serie di incontri di lettura sui classici in programma, presso la saletta della Sezione Bambini e Ragazzi della Biblioteca Chelliana, P.zza Carlo Cavalieri 9, il giorno precedente la rappresentazione al Teatro degli Industri. Programma: ore 17.00 Alì Baba e i quaranta ladroni, da Le Mille e una notte. Info: Biblioteca Comunale Chelliana, tel. 0564 456244 · Grosseto - UNITRE Conferenza della dottoressa Luisa Calabrese su "La figura di Pietro Cano" presso la Sala Corsi Unitre, via Garibaldi, ore 18 · Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2011/2012 Cartellone di spettacoli organizzato dall'Ammi- 82 · Maremma Magazine · Marzo 2012 VENERDÌ 30 MARZO · Follonica - "Piazze d'Europa" Mercato Internazionale di manufatti, mercanzie e specialità dall'Europa e dal mondo promosso da Ascom Confcommercio sul lungomare Italia e zone limitrofe. · Grosseto ­ Rapporti tra "fiction" e "non fiction" Conferenza dell'Associazione italiana per la ricerca storico-critico-letteraria (sez Grosseto) presso la sede dell'Archivio di Stato in piazza Socci 3, ore 16. Relatore: Prof. Raffaele Donnarumma (Università di Pisa) · Grosseto - Sipario Incantato Rassegna di spettacoli per bambini e ragazzi promossa dal Comune di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, presso il Teatro degli Industri. Programma: ore 10 Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli ALÌ BABA fiaba in due tempi - parti recitate e musicali, tecnica utilizzata: marionette, età consigliata: dagli 8 anni. Info: tel. 0564 21151 - 0564/488794 - 338/2224624 · Grosseto - Stagione Teatrale Grossetana 2011/2012 Cartellone di spettacoli organizzato dall'Amministrazione Comunale di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo. Programma: TEATRO DEGLI INDUSTRI, ALÌ BABÀ fiaba in due tempi ­ parti recitate e musicali spettacolo in matinée per le scuole. Info: tel. 0564/21151 · Massa Marittima - UNIELI - Anno Accademico 2011-2012 Calendario di iniziative a cura dell'UNIELI - Università dell'Età Libera di Massa Marittima, nata dalla collaborazione dell'Amministrazione Comunale con le Associazioni culturali della città, presso l'ex Convento delle Clarisse (Porta del Parco degli Etruschi) alle ore 16,30. Programma: Erbe - Le erbe medicamentose. Relatore: Fausto Costagli. Info: cell. 339 5936942 · Massa Marittima - Corso di Fotografia Corso di fotografia organizzato dal Gruppo Fotografico Massa Marittima, presso Sala Consiliare in via Norma Parenti, 69. Programma: ore 20,30 11ª Lezione - Programma da definire. Docente: Silvana Pincolini · Massa Marittima ­ Slow Food Monteregio Iniziativa a cura della Condotta Slow Food Monteregio Programma: Porta degli Etruschi - P XXIV . Maggio - Massa M.ma UNIELI Università della libera Età ERBE OFFICINALI. Info: tel. 349 0710478 SABATO 31 MARZO · Follonica - "Piazze d'Europa" Mercato Internazionale di manufatti, mercanzie e specialità dall'Europa e dal mondo promosso da Ascom Confcommercio sul lungomare Italia e zone limitrofe. · Grosseto - Escursioni tra cielo e terra Ciclo di appuntamenti (otto in tutto) promossi dall'associazione Terramare in collaborazione con l'Associazione Maremmana Studi Astronomici (AMSA) e il patrocinio del Comune di Grosseto per conoscere alcune aree naturali e storiche del territorio grossetano e osservare la volta celeste presso l'Osservatorio Astronomico di Grosseto (a Roselle) e sulla spiaggia di Principina a Mare. Programma: Escursione - Monastero sconsacrato di S.Croce e Batignano. Osservatorio - Saturno il signore degli anelli: pianeta misterioso. Info: 3402600957 - 3316463193 · Grosseto - GROSSETO Vs. Sassuolo Dodicesima giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio Serie B, presso lo Stadio Comunale Olimpico "Carlo Zecchini" · Massa Marittima - Corso di Fotografia Corso di fotografia organizzato dal Gruppo Fotografico Massa Marittima, presso Sala Consiliare in via Norma Parenti, 69. Programma: Gita a Roma per visitare il PHOTOSHOW. Info: Enzo Tiberi, tel. 0566.901003 - 347.4823658 - 329.5939876 · Monterotondo M.mo - Stagione Teatrale 2011-2012 Cartellone di spettacoli organizzato dal Comune di Monterotondo M.mo in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo presso il Teatro del Ciliegio. Programma: ore 21 "Grosso guaio in Danimarca" quando spunta la luna ad Elsinore di Giovanni Guerrieri regia Angelo Cacelli con Marco Azzurrini e Enzo Illiano. Informazioni e prenotazioni 0566/917509 · Ribolla (Roccastrada) - 2° Festival Teatrale "Licia Panerati" - Fino all'ultina risata Rassegna di teatro amatoriale, dedicata alla memoria di una delle socie fondatrici, Licia, scomparsa prematuramente, organizzata dall'Associazione Culturale "Compagnia dell'Anello" di Ribolla, presso l'Ex cinema di Ribolla - Stagione Teatrale 2012 - Seconda Edizione. Il ricavato delle serate andrà in beneficenza ad Anmec e Ass. Cornelia de Lange. Biglietto unico per spettacolo euro 8,00 (presso edicole di Ribolla). Tutte le sere degli spettacoli dalle ore 17,00 saranno esposte le opere degli artisti A.G.A.F. Programma: ore 21,00 "Compagnia dell'Anello" di Ribolla INFERNO, PURGATORIO, PARADISO di A. Novelli - regia di O. Niccolaini e S. Parisi (FUORI CONCORSO) serata finale con Premiazioni Libero Circuito, il finale è dedicato alla Maremma D opo aver attraversato diversi generi teatrali con un costante successo di pubblico, si conclude, domenica 18 marzo alle ore 18.00 presso SPAZIO 72 (Via Ugo Bassi, 72), la Rassegna Teatrale di Libero Circuito (Rete di Teatri Indipendenti, Compagnie e Gestori professionisti) organizzata dal TEATRO STUDIO Arci di Grosseto e Circolo Arci Khorakhané. A chiudere la rassegna, patrocinata dalla Provincia e dal Comune di Grosseto, sarà lo spettacolo "Qualcosa di bianco" della Compagnia Arts&Crafts di Grosseto che attinge alla tradizione popolare maremmana mettendo in scena "le paure" e rievocando al tempo stesso il potere di un femminile magico e concreto. Le storie rappresentate, immagini e suggestioni, nonché il titolo, sono liberamente ispirati ai racconti di paura dei testi "Qualcosa di Bianco" (Roberto Ferretti e Piergiorgio Zotti) e "Fiabe e storie della Maremma" (Roberto Ferretti e Gabriella Pizzetti), di recente riedizione, e sono tra le più celebri leggende della Maremma: la storia della Strega e il Maremmano del Padule di Castiglione della Pescaia; la storia del carbonaio e della fanciulla fantasma di Buriano; i terribili Frati senza testa del parco dell'Uccellina; la storia della Lavandaia dalle mani bianche; la sposa fantasma; il lupo mannaro di Scansano, e infine la splendida, mitologica storia del Sasso di Santa Fiora e della sua fata Petorsola. Le scene dello spettacolo si snodano in un intreccio di immagini, racconti, danza, musica per ricordare le storie che ci appartengono, che ci fanno paura, che ci emozionano e che ci rendono quello che siamo; è un invito a continuare a giocare e a immaginare ripercorrendo il profilo delle nostre radici. Questo spettacolo è una dichiarazione d'amore per la Maremma, che è di per sé un posto leggendario, in cui alberi, montagne, mare, boschi, paludi, laghi delineano sagome e colori di un magnifi- co libro illustrato. In scena due donne, una narratrice e una danzatrice: Irene Paoletti e Isabella Tattarletti; mentre la regìa è un gioco scenico collettivo di Irene Paoletti, Isabella Tattarletti e Blu Lepore che si sono divertite a far rivivere storie e personaggi, reali e della fantasia. Le coreografie sono di Isabella Tattarletti. Musiche, rumori e silenzi, sono stati composti da Lorenzo Pezzella. Si raccomanda prenotazione 392.0686787, teatrostudio@gmail.com L'AGENDA · 83 C'È DA VEDERE | Perle e itinerari da scoprire in terra di Maremma LE RUBRICHE Riaperto al pubblico il Museo dello Stollo di Santa Caterina 84 · Maremma Magazine · Marzo 2012 È stato riaperto al pubblico in occasione della festa della Santa che dà il nome alla località (il 24 novembre scorso), il piccolo Museo Etnografico, nato nel 1987 dalla volontà dello studioso di tradizioni popolari Alessandro Giustarini di documentare la storia sociale ed economica e la vita quotidiana nei territori dell'alta valle dell'Albegna e dell'Amiata DI PAOLO NARDINI opo un periodo di chiusura, seguito all'acquisto di una parte della struttura rimasta proprietà della famiglia Giustarini, da parte del Comune di Roccalbegna, con il concorso della Comunità Montana Amiata Grossetano, il museo etnografico di Santa Caterina dal 24 novembre scorso è nuovamente visitabile. Per la sua riapertura è stata scelta, non a caso, la vigilia della festa di Santa Caterina. Il museo etnografico, indicato anche come Museo della Focarazza, o Museo dello Stollo, è nato nel 1987 dalla volontà di Alessandro Giustarini di documentare la storia sociale ed economica e la vita quotidiana nei territori dell'alta valle dell'Albegna e dell'Amiata. È inserito in una campagna che presenta ancora i tratti di coltivazioni tradizionali, in cui i campi sono segnati dalle siepi, dove è ancora praticata la pastorizia e gli ulivi e le querce secolari punteggiano il paesaggio. La strada che congiunge i villaggi sembra tagliata nel bosco. Il museo si colloca all'interno di un contesto che si caratterizza per le specificità dei centri abitati, con Baccinello, in cui sono ben evidenti le origini minerarie, sorto con lo sfruttamento delle miniere di lignite, Cana, che presenta un aspetto di evidente origine medievale, Vallerona, il cui nome suggerisce la sua posizione lungo il fianco della montagna, e infine Santa Caterina, di origine più recente, con le sue "contrade" in competizione, unite da sentieri. Proprio la località di Santa Caterina è stata scelta per la sua posizione di luogo d'incrocio fra la provinciale che conduce in Maremma, la strada per la montagna e quella collinare verso Scansano. La collezione di oggetti, immagini, documenti è una sorta di "vetrina" del territorio nel quale Giustarini aveva saputo rappresentare un itinerario delle attività umane e degli specifici momenti rituali integrati da materiali audiovisi- D LE RUBRICHE · 85 vi e da un ricco fondo documentario sulla figura del "profeta" David Lazzaretti. La comunità Giurisdavidica dell'Amiata e la figura di Lazzaretti avevano costituito, infatti, fin dagli anni Settanta, l'oggetto di ricerca di studiosi come Roberto Ferretti, Antonio Moscato, Francesco Pitocco; Giustarini era diventato, grazie al materiale che aveva raccolto sui seguaci del "Santo dell'Amiata", uno dei migliori conoscitori della storia di quella comunità. L'esposizione museale è articolata su due livelli e documenta il lavoro, le tradizioni e le ritualità legate al fuoco e all'albero. La sezione posta al piano terreno dell'edificio che un tempo fu la fucina del fabbro, ospita una raccolta di oggetti usati per le attività lavorative e domestiche legate ai cicli della vita e dell'anno, agli aspetti lavorativi, ludici e reli- giosi. Questi oggetti sono raccolti su base tematica in teche e pannelli. Il progetto allestitivo di Alessandro Giustarini prevedeva il raggruppamento degli oggetti sulla base di una "aria di famiglia": una teca raccoglie vasi in terracotta che si differenziano a seconda della fattura, delle colorazioni usate, dell'uso cui erano destinati nella famiglia contadina: dal pignatto per la cottura dei 86 · Maremma Magazine · Marzo 2012 La Focarazza di Santa Caterina, una tradizione secolare L a Focarazza è uno straordinario rito della fertilità che si svolge ogni anno, ormai da secoli, la sera del 24 novembre. Viene celebrato nel delizioso paesino di Santa Caterina (Roccalbegna) che prende il nome da una martire (la quale subì il martirio della ruota, non propriamente quello del fuoco ­ ma l'idea è comunque suggestiva), Santa Caterina, non da Siena ­ come si potrebbe pensare, data la vicinanza con i luoghi della Benincasa, ma da Alessandria: il toponimo deriva infatti da una vittoria contro i senesi avvenuta nel giorno di Santa Caterina d'Alessandria. Ebbene, verso il tramonto, un pagliaio di erica viene costruito sulla cima di una collinetta appena fuori il paese. Il parroco lo benedice e, quando nessuna luce è più visibile, il pagliaio viene incendiato. Si aspetta che il fuoco si spenga ed entrano in scena i maschi in età da sposarsi di Santa Caterina, i quali si impossessano dello stollo (il palo che regge il pagliaio) bruciacchiato e lo trascinano a forza verso le rispettive contrade. La strada è lunga e in discesa, ognuno cerca di portare lo stollo verso la propria parte del paese. Vince chi riesce appunto ad appoggiarlo alle mura della propria contrada, dove il palo farà bella mostra di sé per alcuni giorni. Finché non verrà bruciato e le sue ceneri sparse sui campi come augurio di fertilità per la prossima bella stagione. LE RUBRICHE · 87 Ti amo maremma fin dove al mar ti sposi e ti vesti di tramonti L'amore per la Maremma. Un tema, un leit-motiv ma forse potremmo dire anche una colonna sonora per molti. Sono sempre più numerosi infatti coloro che rimangono colpiti e stregati da questo angolo di Toscana, dai suoi spazi, dal suo verde, dal suo clima. Uno di questi è sicuramente il fotografo Andrea De Maria che ha appena pubblicato un libro particolarissimo... 88 · Maremma Magazine · Marzo 2012 L Ci dice qualcosa di più su questa bella opera e sui primi dieci anni di fotografia lo stesso autore Andrea De Maria. Allora De Maria, partiamo dalla sua passione per la fotografia e dal suo amore per la Maremma, due aspetti di un'unica medaglia, giusto? Direi proprio di sì. Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe stato di me se non avessi incontrato la fotografia durante la mia vita e se il posto in cui sono nato e cresciuto abbia influenzato se non deciso questo incontro, facendo sì che la fotografia diventasse il mio mestiere, intersecandosi ogni giorno con le mie vicende di vita. Se alla prima domanda non saprò mai dare risposta, invece sono sempre più convinto che al di là di qualcosa già scritto nei cromosomi, l'aria che ho respirato in riva al mio mare di Maremma, gli stimoli che quotidianamente ho percepito come suggestioni da questi luoghi, mi hanno sicuramente guidato ad imbracciare la macchina fotografica e guardarmi intorno. C'è stato un qualcosa, un particolare, che l'ha indirizzata con maggior forza verso la fotografia e che ha segnato il suo modo di vedere le cose e il mondo? Nel periodo in cui iniziavo a provare attrazione per la fotografia lessi un brano di un racconto di Italo Calvino dal libro "Palomar" che mi colpì molto e probabilmente mi aiutò ancora più ad aprire gli occhi, tanto che nel tempo cercai di farne tesoro per quella che oggi è la mia professione di fotografo. Il brano è tratto dal racconto "Il mondo guarda il mondo": [...] Eppure gli è sempre successo che certe cose ­ un muro di pietre, un guscio di conchiglia, una foglia, una teiera ­ gli si presentino come chiedendogli un'attenzione minuziosa e prolungata: egli si mette ad osservarle quasi senza rendersene conto e il suo sguardo comincia a percorrere tutti i dettagli, e non riesce più a staccarsene. Il signor Palomar ha deciso che d'ora in avanti raddoppierà la sua attenzione: primo, nel non lasciarsi LE RUBRICHE · 89 ···· Il volume, davvero pregiato, è edito dalla casa editrice Laurum di Pitigliano dove è stato stampato in sole 150 copie per i tipi della Tipolitografia ATLA e contiene una selezione di 44 immagini dedicate alla Maremma sfuggire questi richiami che gli arrivano dalle cose; secondo, nell'attribuire all'operazione dell'osservare l'importanza che essa merita.[...] Già, Calvino, un altro amico della Maremma. Forse è un caso, forse no, ma Calvino maturò alcune sue importanti riflessioni proprio durante la frequentazione del litorale maremmano a Roccamare, sta di fatto che iniziai anch'io a cercare di sentire i richiami che arrivavano dal territorio che mi circondava, a rapportarmi con esso nell'intimità del dare e dell'avere. È nata così questa sorta di simbiosi con il territorio, questo amore che anche grazie alla fotografia è cresciuto progressivamente? Esattamente. Si è trattato di un amore a prima vista, cresciuto in consapevolezza e maturato in tanti anni di scoperte, di osservazioni. Senza dubbio la fotografia in questi dieci anni di professione e diversi altri di iniziazione, mi ha portato ad invaghirmi ancora di più della Maremma, mi ha dato per ogni giorno che ho avuto la fortuna di dedicarmi ad essa, una ragione in più per desiderarla, la bellezza di un tesoro in più da svelare. Veniamo a questo nuovo lavoro. Intanto il motivo di questo titolo? Proprio durante uno di questi giorni passati a scrutare la Maremma, trovai scritta su una targa a Manciano, una frase che mi colpì molto: ... Ti amo maremma/ fin dove al mar ti sposi/ e ti vesti di tramonti. Ho scoperto solo dopo che queste parole erano frutto della sensibilità speciale di un grande artista che non conoscevo, Bruno Vannucci, Maestro dell'arte della pittura, della scultura, della letteratura, maremmano di adozione, nei confronti del quale, letto questo pensiero, mi sono sentito subito tanto vicino da dire che difficilmente ho trovato parole così alte e toccanti dedicate alla Maremma. Fortemente ho voluto che fossero il titolo di questo album, al quale ho cercato di dare la veste migliore possibile, il Andrea De Maria ndrea De Maria nasce a Monte Argentario il 27 aprile 1965, a due passi dal mare. Si diploma nel 1984 all'Istituto Tecnico Agrario di Grosseto per poi iscriversi presso la Facoltà di Scienze Biologiche di Pisa sostenendo buona parte degli esami del piano di studi e dedicarsi comple tamente alla fotograf ia. A Autodidatta, fotografo professioni sta dal 2001, per anni è il fotografo di riferimento per l'Agenzia ActionImage di Roma con la quale ha realizzato ser vizi fotograf ici e fornito immagini per campagne di comunicazione naziona li ed internazionali ed eventi di azien de come Swatch, Opel, Luxottica, Murphy & Nye, Chrysler, Nissan, Bec 90 · Maremma Magazine · Marzo 2012 stero dell'Ambiente e del Territorio. Volge uno sguardo particolare a tut to quello che è il mondo marino, non trascurando l'impegno per il suo terri torio, la Maremma Toscana, il suo archivio è utilizzato da enti locali, case editrici, consorzi, agenzie di comuni cazione con le quali collabora per l'i deazione di progetti diretti alla pro mozione di questo territorio con una non può mancare nelle librerie di chi la Maremma la ama. Direi di sì. Si tratta di un libro (di ottanta pagine complessive) assai particolare, per diversi motivi. Il primo è il formato: molto sui generis con i suoi 48x29 cm chiuso e 48x58 aperto. Il secondo è dato dalla tiratura limitatissima: solo 150 copie numerate in cifre arabe da 6 a 150 e da I a V in cifre romane destinate agli autori. Il terzo dalla fattura e confezione di gran pregio. Il volume è stampato su carta patinata opaca da 200 gr e presenta una copertina originalissima: in cartone vegetale con plancia di legno in tranciato di olivo applicata, sulla quale è inciso a laser il titolo dell'opera. Infine, completa il tutto un sacco di juta serigrafato che custodisce e protegge il libro. Solo 150 copie. Come e dove potrà essere acquistato e a che prezzo? Solo su prenotazione, che stiamo già presenza importante nell'editoria lega ta alla Maremma: "Argentario Spiagge d'autore", "Argentario racconti di luce e di Mare", "Vitozza", "Saturnia e din torni", "Sorano", "Mare di Maremma", "Voga!", "Effetto Capalbio", Effetto Magliano", "Effetto Isola del Giglio", "Maremma distretto rurale", "Portola no turistico del mar di maremma", "Escursionismo d'Autore nella Terra degli Etruschi ­ Viaggio nella Marem ma tosco laziale e nella Tuscia", "Le raccogliendo. Chi si sente di ringraziare? Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno condiviso questo progetto, dando il loro appoggio concreto e disinteressato con l'unico desiderio di custodire e sfogliare la propria copia o donarla ai propri cari. In particolare ringrazio la signora Urania Vannuccini per aver concesso l'utilizzo del brano del Maestro Bruno Vannucci, che ha dato il titolo al libro; il mio amico Davide Bisconti che con la sua professionalità ed incoscienza mi ha assecondato in tutto e per tutto. Tutto questo oggi non sarebbe stato possibile se i miei genitori non avessero creduto alla mia professione fin dall'inizio, a loro il mio immenso affetto e gratitudine. Per chi fosse interessato: Editrice Laurum - Pitigliano, tel. 0564 616220, sito internet www.editricelaurum.it; Andrea De Maria, tel. 347.6976015, sito internet web www.andreademaria.it Stagioni della Maremma ­ il senso del luogo", "Quattro tuff i in padella", "Capalbio", "La Costa d'Argento" e "Ti amo Maremma f in dove al mar ti spo si e ti vesti di tramonti". Direttore della produzione della Edi trice Europolis ha collaborato con Canon Italia per la didattica e la diffusione della fotografia professionale digitale. Collabora con Altion Studio Roma per la cura della fotograf ia e scrittura di realizzazioni video professionali. LE RUBRICHE · 91 Storie di incontri con la paura e con l'irreale nella campagna maremmana: due macabre osterie Le storie macabre della "Locanda delle Ova Sode" a Gerfalco e della Locanda della Gocciola a Buriano, tratte dalla raccolta "Qualcosa di bianco in Maremma" di Roberto Ferretti e Piergiorgio Zotti, nella quale sono presentate, come si legge nel sottotitolo, "storie di incontri con la paura e con l'irreale nella campagna maremmana" DI MASSIMO GORELLI N el panorama delle leggende e della narrativa orale di una terra misteriosa come la Maremma può capitare di imbattersi in storie e racconti che somigliano molto a quelli contenuti nelle "guide nere", molto in voga nel mondo anglosassone a cavallo tra Ottocento e Novecento. "Schegge" di cronaca nera in cui l'umano entra in contatto con l'irreale, il male, il terrificante. Si tratta di storie dove l'influsso dei romanzi di appendice e della cultura positivista inizia a farsi sentire, mescolandosi con l'antico rito della veglia e del racconto intorno al focolare. Racconti dove il mistero e l'ignoto assumono un connotato raccapricciante e terribile, in un mondo popolato da assassini, pratiche oscure e proibite, ancor più terrificanti perché legate a luoghi e pratiche quotidiane. Nella piccola e preziosa raccolta "Qualcosa di bianco in Maremma" di Roberto Ferretti e Piergiorgio Zotti, nella quale sono presentate, come si legge nel sottotitolo, "storie di incontri con la paura e con l'irreale nella campagna maremmana", c'è una sezione dedicata a racconti nel quale è l'uomo, e non l'irreale, a rappresentare con le sue azioni l'elemento di terrore, trasformando la "veglia", in una sorta di cronaca nera simbolo delle paure di un tempo figlio del positivismo e del razionalismo. In entrambe le storie che andremo a riassumere si parla di locande, di assassini e di una pratica da sempre considerata un "tabù" nella cultura occidentale. La prima storia ci porta nei pressi del bivio di Gerfalco, vicino a Massa Marittima, di fronte ad una locanda. La Locanda delle "Ova Sode", così chiamata per il piatto "forte" del luogo pronto a tutte le ore e disponibile sempre a chi si fosse trovato a passare di là, bisognoso di un po' di ristoro. Quel luogo nella memoria dei massetani è rimasto famoso per un terribile fatto delittuoso risalente al 1870. In quel periodo era padrona della locanda una ricca donna possidente di terre e bestiame, che, di tanto in tanto, inviava un funzionario alla locanda per curarle l'amministrazione. Un giorno la donna fu trovata morta, strangolata. Molti suoi parenti furono arrestati, accusati di aspirare all'eredità, ma molti sospetti ricaddero anche sui briganti che in quegli anni insanguinavano e depredavano la Maremma. Il delitto rimase comunque un mistero fino a che il funzionario della donna, ormai in fin di vita, confessò sul letto di morte di essere lui l'assassino della padrona. Una "filiera" di dolore che proseguì coinvolgendo la moglie del reo confesso la quale non resse al dolore e impazzì, mentre gli innocenti accusati del delitto furono rimessi in libertà. Questa storia è una sorta di macabra chiusura delle vicende, ancora più terribili che, stando ai racconti del popolo, riguardarono la locanda delle Ova Sode, precedentemente al fatto di sangue che ne sancì la chiusura. Si narra, infatti, che prima del 1870, l'osteria fu gestita da un uomo che, accanto alle tradizionali uova, serviva ai suoi clienti una carne molto saporita che ben presto 92 · Maremma Magazine · Marzo 2012 un epilogo così tremendo, che culminò, poi, nella condanna a morte, dell'oste, la cui pena, come per un tremendo contrappasso fu quella di trovare la morte dopo essere stato torturato "con le tenaglie che gli strappavano la carne di dosso". La leggenda non chiarisce se la condanna fu eseguita a Massa, a Siena o a Volterra, paese quest'ultimo di origine della famiglia del cuoco ucciso. Si sa, invece, che il boia straziò l'omicida sotto gli occhi del suo garzone, complice di tanti efferati delitti il quale, però, per aver confessato le sue colpe ebbe salva la vita. La seconda storia "nera" ha come sfondo sempre quello di una locanda e sempre la cornice selvaggia della Maremma profonda. Una storia che risale al secolo dei lumi, il Settecento e che ha come filo conduttore una strada, quella che da Buriano va verso Siena. Andare da Buriano a Siena, a quei tempi, era un'impresa piuttosto rara. Le distanze erano dilatate dalla mancanza di mezzi, da boschi fitti e strade solitarie. Il contatto con l'ignoto e il pericolo era, nell'epoca preindustriale, molto più immediato e naturale. I burianesi percorrevano con una certa frequenza quelle strada, soprattutto per far tappa a Monticiano, paese di origine dei Torti, famiglia imparentata con i conti Alberti, che nel diciottesimo secolo erano padroni di gran parte del paese e dei territori circostanti. Nei pressi di Torniella la strada in questione diventa particolarmente fredda e buia e, proprio là, narra la nostra storia, sorgeva la locanda di "Gocciola", una sorta di avamposto per il viaggiatore in cammino verso Monticiano. Un luogo sospeso fra la natura caotica dei boschi e l'ordine culturale del paese. La chiave della storia sta tutta nel nome di quel luogo maledetto: la "Gocciola". Un nome che richiama alla carne che l'oste dava da mangiare ai viandanti che si fermavano nella locanda. Carne umana, di viaggiatori solitari, uccisi e macellati dall'oste assassino. A fare la macabra scoperta fu un uomo che sceso casualmente in un sotterraneo sentì gocciolare addosso. Erano gocce di sangue che cadevano da quarti di carne appesa al soffitto. Carne che, guardando bene, si scoprì essere umana. LE RUBRICHE · 93 Louis Porte, ovvero colui che scoprì le miniere in Maremma Louis Porte (1779-1843), francese, naturalizzato toscano, dal 1811 divenne direttore delle cave di Montioni e di seguito, anche dopo la caduta del governo francese, fu il precursore dell'industria mineraria tra Massa Marittima e la Val di Cecina. È stato ricordato all'Archivio di Stato di Grosseto nel ciclo di conferenze sui "Grandi" del nostro territorio DI ROSSANO MARZOCCHI Q uando in Maremma si parla di attività mineraria, si pensa a due facce della stessa medaglia: l'industria estrattiva e la possibile occupazione nel settore, aspetti entrambi connessi al nostro territorio. Ciò a cui non si pensa, perché maga- ri non si sa, è a colui che di tali attività è stato il precursore. Tale vuoto è stato recentemente colmato da Tiziano Arrigoni, follonichese d'origine, abitante a Piombino ed insegnante al Liceo Scientifico Tecnologico di Rosignano. Il professore è stato invitato dalla direttrice dell'Archivio di Stato grossetano, Fiorenza Gemini, a parlare di Louis Porte (1779-1843), lo scopritore dei giacimenti minerari. Louis Porte nacque nel 1779 a Tolone, importante città della Francia anche in virtù della presenza della Marina francese. Dopo aver viaggiato con la sua famiglia per tutto il Mediterraneo, agli inizi dell'Ottocento si stabilì a Livorno, all'epoca città cosmopolita, densa di affari e di traffici dove convivevano etnie di diverse città di primo piano dal lato economico. Louis Porte divenne imprenditore nel settore del cuoio nella città labronica e si sposò 94 · Maremma Magazine · Marzo 2012 pronti-Kleiber. Nello stesso tempo fu l'artefice della rinascita del settore minerario maremmano nel settore del rame. Nel 1827 fu tra i promotori della miniera di rame di Montecatini Val di Cecina, dove rimase fino al 1836 e in cui cercò di coinvolgere anche imprenditori inglesi. Nello stesso tempo aprì nuove miniere di rame a Massa Marittima, a Montieri e a Roccatederighi. Il materiale grezzo estratto veniva trasportato prima a Vada, poi a Livorno per proseguire alla volta dell'Inghilterra. Ma la genialità, Porte, la dimostrò proprio in questo periodo tanto che si impegnò per trasformare il materiale grezzo estratto, almeno in semilavorato, e perciò aprì una fonderia a Massa. Questo fu un intervento ulteriore rispet- to alla semplice estrazione. Si dedicò quindi nelle diverse miniere sviluppandole ulteriormente, all'estrazione della pirite, del rame, alla lavorazione dei minerali e alla relativa commercializzazione. "La Miniera di Montecatini Val di Cecina - ha concluso il relatore Tiziano Arrigoni - sarà successivamente acquistata dai Fratelli Hall, e nascerà quindi la Magona di Piombino; l'imprenditore Dogani acquisterà la Montecatini Val di Cecina e si svilupperà appieno (fino agli anni settanta quando sopraggiunse la crisi di settore) l'attività estrattiva e quindi occupazionale in Maremma, nata grazie all'acume, all'ingegno e alla volontà di Louis Porte, un francese naturalizzato in Maremma". LE RUBRICHE · 95 La voce evoca: viaggio musicale nel panorama dei cori della Maremma Inizia con questo numero, nell'ambito del nostro spazio dedicato alle note, un viaggio musicale nel panorama, quanto mai ricco e variegato, dei cori della Maremma. Prima tappa: l'Associazione Polifonica I Madrigalisti di Magliano in Toscana, storico ensemble diretto dal M° Walter Marzilli. DI ANTONIO BONFILIO C ari Amici della Musica, con il primo appuntamento di Note di Maremma (Febbraio 2012), abbiamo voluto fare una panoramica della scena musicale maremmana. In particolare abbiamo cercato di considerare gli eventi in virtù della loro qualità, della loro presenza nel tempo, della partecipazione del pubblico e della considerazione della critica, senza peraltro essere certi di aver fotografato per intero l'offerta musicale presente in un territorio così vasto come il nostro: ci mancherebbe! Ma ancor prima di partire col nostro viaggio, vorremmo ringraziare i lettori che, con le loro telefonate, hanno voluto manifestare adesione ideale alla rubrica e al suo contenuto. A loro e a tutti gli appassionati di musica va l'invito a ricordarci eventuali altri appuntamenti o realtà non segnalate, a scriverci suggeri- menti e indicazioni e, se vorranno, a commentarle insieme strada facendo. LA VOCE L'argomento di cui vogliamo parlare in questo numero è la voce, da cui tutto parte, in musica. Essa è la più istintiva, immediata manifestazione dell'uomo, il suo verso, potremmo dire: il nascituro urla al mondo la sua venuta. Il canto è la sua successiva evoluta organizzazione. Dalle origini fino alla sue attuali sonorità, ha destato l'immaginazione per la creazione di molti strumenti musicali, ne ha ispirato il perfezionamento, ha indicato, infatti, le analogie tra la pratica vocale e quella strumentale: timbrica, modulazione, fraseggio, cantabilità, è stata ed è anche generatrice di stili e comportamenti musicali. Ma la pratica vocale è anche il risulta- to di una naturale esigenza di espressione, condivisione e socialità attraverso la musica, da parte, s'intende, di quelle persone sensibili al suo richiamo. Il coro, dunque, è anche solidarietà, intesa, complicità, persino edonismo: si va alle prove, a volte, per il solo piacere di esserci. È terapeutico, può dare beneficio al corpo per via delle tecniche vocali e di respirazione. Dà autodisciplina, dà nuove e singolari competenze e affina i gusti musicali, arricchisce spiritualmente: "....una Messa di Mozart può rendere l'ateo un mezzo credente....", come ha detto qualcuno. Inoltre si fonda sulla pratica del fare musica insieme. E l'orchestra, allora? Si potrebbe obiettare, non è fare musica insieme? Certo, ma quella formazione dà l'idea del completamento definitivo, stabile, chiuso, quasi granitico, mentre il 96 · Maremma Magazine · Marzo 2012 coro, nella sua pur precisa identità artistica autonoma, risulta singolare nella sua composizione che è sì, definitiva, ma avviene e si forma durante il percorso, in itinere. Il coro è come il dipinto a cui manca l'ultima pennellata, la tela non ancora incorniciata. Appartiene a quelle realtà spesso limitate nei mezzi ma formative, ricche e piene di significato per la crescita dei giovani che ne fanno parte e che, a volte, possono dare loro l'opportunità di giovarsi di quella disciplina musicale che plasma i futuri musicisti di professione: quasi sempre il direttore è l'unico professionista. Si apprendono le norme di una corretta convivenza, attraverso un continuo incontro/confronto con gli altri. Vi convivono persone diverse per età, sesso, ceto: il ragazzo, l'anziano, l'artigiano, il contadino, il professionista, la studentessa, la casalinga, l'imprenditore. Vi potremmo vedere i connotati stessi della società in cui viviamo, ma con tutti quegli elementi costruttivi e di opportunità che quest'ultima offre solo parzialmente. I CORI IN MAREMMA In Maremma è fortemente radicata l'attività del canto corale, diffusa e di lunga data, al pari di altri territori d'Italia, con ben altra storia musicale. La pratica del canto scandiva lo scorrere della vita nei campi, nella vita amorosa e affettiva e nei momenti di divertimento e riposo, e continua a farlo oggi testimoniando i cambiamenti sociali, i costumi, la storia del nostro territorio. Basti pensare che l'ACT Associazione Cori della Toscana riunisce 131 cori tra misti classici, gospel moderni, maschili, femminili e voci bianche, senza contare quelli non censiti, ma ugualmente attivi e vitali. La nostra provincia è, infatti, tra le più dinamiche della Toscana. Potremmo immaginare di essere stati influenzati dall'antica, millenaria tradizione aretina iniziata con Guido Monaco, insegnante di canto e teorico musicale, ideatore della moderna notazione. Chissà... magari durante il viaggio a Roma, agli albori del secondo millennio, in visita a Papa Giovanni XIX allo scopo di spiegare la sua rivoluzionaria teoria... potrebbe essersi fermato a diffondere il suo verbo musicale... non ci sono riscontri ma ci piace immaginare che possa essere andata così... Tra i più importanti cori della Maremma, di cui parleremo più approfonditamente nei prossimi numeri della Rubrica, vogliamo citare la Società Corale Giacomo Puccini di Grosseto diretta dal M° Francesco Iannitti Piromallo, nata nel 1914, Il Coro Polifonico Santa Bar- bara di Massa Marittima diretto dal M° Maurizio Morgantini, nato nel 1952 e formato originariamente da minatori, approdato poi alla polifonia classica, il Coro dei Minatori di Santa Fiora e il Coro degli Etruschi entrambi con repertorio di ricerca delle tradizioni popolari, nonché Sisters & Brothers Gospel Choir Ensemble diretto dal M° Carla Baldini a testimonianza della ricchezza di stili e dell'alto livello artistico delle proposte musicali. I MADRIGALISTI DI MAGLIANO Ma entriamo nel vivo dell'incontro con I Madrigalisti di Magliano in Toscana a cui è dedicato questo primo servizio. Il loro direttore M° Walter Marzilli dirige, di fresca nomina anche l'Ensemble ufficiale della Cappella Sistina "Octoclaves" e, da tempo, il Coro Polifonico del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma e il Coro Regionale della Calabria. È insegnante di canto presso il Collegio Internazionale Sedes Sapientiae a Roma, dove è anche direttore del Dipartimento di Musica. Ci riceve nella storica sede, intima ma capiente, del suggestivo borgo medievale di Magliano in Toscana. Le prove sono da poco terminate. La sala sembra ancora risuonare dell'intreccio maestoso delle cinque voci di Tu es Petrus di LE RUBRICHE · 97 Il M° Walter Marzilli è stato il motivo della presenza del logo del club sui nostri programmi di sala con la dicitura: Il Rotary sostiene la Cultura. I concerti dei Madrigalisti sono eventi di rara qualità vocale. Il repertorio, vasto, tra il sacro e il profano di ogni epoca comprende anche pagine della tradizione popolare della Maremma. Ci può illustrare il programma maggiormente gradito dal vostro pubblico? Dipende dalla situazione. Quando ci troviamo a cantare nelle chiese eseguiamo soltanto musica sacra. Facciamo anche delle conferenze-concerto sul tema del canto gregoriano nei suoi rapporti con la polifonia. Inoltre ci occupiamo dei vari periodi storici, con particolare riguardo alla polifonia del Rinascimento, vera culla della cultura musicale. Ci addentriamo anche nella musica sacra contemporanea, italiana e straniera, affrontando le musiche dei principali compositori moderni. Quando invece ci troviamo nei teatri e negli auditorium possiamo eseguire repertori profani, a partire dai madrigali del Rinascimento (per non tradire il nostro nome...) fino alla musica folcloristica e anche popolare. Ricordo con piacere che Giulio Libano, famoso arrangiatore e compositore che ha portato al successo Mina, ha arrangiato per noi il brano di Gino Paoli Senza fine. Non mancano nel nostro repertorio incursioni nella musica popolare spagnola, nel gospel, nella musica leggera e pop. Nell'ottobre scorso abbiamo riscosso un grande successo cantando in costumi rinascimentali nella rievocazione storica curata dal Gruppo Stori- co Reali Presidi di Orbetello all'interno della manifestazione Gustatus. M° Marzilli, abbiamo letto sulla stampa dei giorni scorsi di una sua recente nomina prestigiosa. Ce ne vuole parlare? Nel dicembre scorso sono stato nominato direttore dell'Ensemble ufficiale della Cappella Sistina, denominato Octoclaves. L'ensemble è formato da un nucleo di cantori della Cappella Sistina e da alcuni membri del Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. I membri di Octoclaves sono tutti cantanti affermati che hanno una importante carriera solistica in tutti i continenti. Abbiamo appena terminato le riprese di alcune trasmissioni televisive che sono andate in onda su TV 2000, e abbiamo da poco inciso un CD con musiche degli insegnanti di composizione del Pontificio Istituto di Musica Sacra. Stiamo lavorando ad un progetto interessante: cantare il Cantico dei Cantici di Giovanni Pierluigi da Palestrina, compositore principe del Rinascimento. Ci racconti un aneddoto, un ricordo, un fatto che possa far entrare i nostri lettori nell'atmosfera rarefatta di un concerto dei Madrigalisti oppure divertente, se crede, che poi a ben vedere entrambe le situazioni ricreano lo spirito. Eravamo a Follonica molti anni fa, e facemmo a gara di pubblico... con nientemeno che... Frank Sinatra che si esibiva in un teatro di un luogo vicino a noi. Ma quella volta vinse lui... e noi rimanemmo con un numero di spettatori pari più o meno a quello dei nostri cantori. In genere, poi, nei momenti conviviali successivi ai concerti avvengono situazioni ed escono battute che sono degne dei comici più bravi. Ma tornando seri, sa qual è la cosa che ci sorprende ogni volta? Sono quei secondi di silenzio assordante che spesso il pubblico lascia nell'aria prima di far scoppiare l'applauso. Come se non se la sentisse di soverchiare il nostro suono e di distruggerlo con il fragore delle mani... Non poteva esserci miglior chiusura di chiacchierata con il M° Marzilli, studioso della voce, che evocare The Voice, appunto. Grazie Maestro. Nel prossimo numero un ampio resoconto sul Premio Scriabin che si è svolto a fine febbraio a Grosseto. 98 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Mauro Mori, la memoria nella modernità Sono passati ormai sette anni dalla mostra dedicata al poeta grossetano Mauro Mori, presentata da Simone Casini e Paola Italia, Italianisti dell'Università di Firenze e realizzata con il contributo della Provincia, del Comune di Grosseto e della Fondazione "Luciano Bianciardi", a quasi un decennio di distanza ci sembrava giusto ricordare l'opera di uno dei massimi scrittori del nostro territorio DI ALESSANDRO ANGELI uando un poeta muore, si tende a dimenticarlo. Soprattutto adesso e in questi ultimi anni in cui la crisi morale e la guerra economica hanno raggiunto livelli parossistici, di un poeta non si sa cosa farsene. La sua figura è fuorviante, la sua opera può apparire superflua se non addirittura accessoria. D'altronde sull'utilità della poesia si era espresso lo stesso Mori, il quale nelle note che chiudono il suo libro di versi, Le onde del tempo, scrive: "Da giovane mi chiedevo spesso a che possa servire la poesia, oggi non me lo chiedo più, confesso candidamente che il pensiero non mi assilla. Anzi, quasi quasi me ne faccio un vanto nel vedermi attorno troppa gente mossa dall'immediato vantaggio. Non credo sia alterigia, mi sono soltanto convinto che serve anche ciò che non serve, compresa questa nota." Può capitare che quando qualcuno fa il nome di un poeta chi l'ascolta risponda: "Chi?" Ma questo Mauro Mori doveva saperlo in anticipo, difatti prima di andarsene ha deciso di sfidare l'oblio e il suo arbitrio, riordinando le sue opere in prosa e lasciando le disposizioni Q utili per la pubblicazione postuma dei suoi lavori. Alla realizzazione di questi volumi ha contribuito fattivamente la fondazione nata in suo nome. Così le prime due opere in prosa che Mori aveva composto sono uscite per l'editore AIÓN di Firenze. Si tratta di Bencivenne da Firenze, Libertino (2002), pubblicato quando l'autore era ancora in vita e di Una difficile vita normale (2004). La sua battaglia contro l'oblio, che in provincia è ancora più strenuo e implacabile Mori l'aveva combattuta con la sua arma migliore, la poesia, la stessa che ha portato l'editore Campanotto a pubblicare quattro delle sue raccolte poetiche: Luoghi della memoria (1989), La traversata di un giorno (1990), Le onde del tempo (1993) e Nati in guerra: Racconti di/versi (1998). Confesso che da un po' di tempo non aprivo un libro di poesia e l'occasione di quest'articolo mi ha reso ancora più gradita la cosa. Così sedendomi e infilando gli occhiali sono entrato nell'"epica" giornata di Mori, nella sua traversata. Sono canti del presente questi racchiusi nel libro, che ritraggono il poeta alle prese con la vita minima, apparentemen- te lineare, di una giornata come tante. Non mancano tuttavia delle oscillazioni, che dal tempo piccolo del qui e ora sconfinano nel caos, lo stesso caos in cui si smarriscono l'uomo e il poeta. Dentro e fuori, dal micro al macro, nelle semplici azioni giornaliere si levano le domande sulla vita e sulla dura ricerca dell'identità, perché c'è sempre una sostanza che rimane in difetto, la stessa che il poeta cerca invano nei volti altrui: "Io mi rispecchio nelle facce altrui/ e muore dentro di me l'ultimo grido:/ se tu non sei te se egli non è lui/ e ch'io sia me certo non mi fido/ si può sapere che succede a noi/ se mezzi siamo qui e mezzi già poi?" Mori sembra dirci che l'uomo solo, anche nell'intimo, nel familiare, è fragile e fallace, perduto, e chi in fondo non tiene conto di ciò, ignorando questa opacità della propria natura ­ che poi in ultima analisi decreta la vera forza di un uomo ­, è un pericoloso mentitore, che fa deragliare ogni comune ricongiungimento con la fragilità del genere umano. Così come il bottegante del sonetto numero otto: In un covo del Corso un bottegante/ 100 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Penultima raccolta pubblicata in volume che anticipa Nati in guerra, preludio alla pubblicazione delle sue opere narrative. Una copia de Le onde del tempo, arrivò tramite l'amico pittore, Marco Fagioli, a Luigi Baldacci, il critico scrisse di suo pugno una lettera al Mori, elogiando il rigore e l'originalità del poeta maremmano, eccone un brano: "Lei si trasferisce in una specie di Barbanera vaticinante, in un amoroso contadino canterino e non viene mai meno alla Sua chiave. Tutto ciò che sembra popolare è arduo, anzi macina una mitologia ricchissima che contribuisce alla numinosa oscurità dei vaticini." Con Le onde del tempo Mori passa dal sonetto al canto, dalla misura esatta all'effluvio di parole, dal significato all'evocazione, i luoghi dell'infanzia, le crete senesi, diventano il viatico per un oltremondo che abbiamo visitato nei miti e nei sogni o un premondo che sfioriamo a fatica, senza conoscere mai. La poesia danza e si diverte, senza spiegare sfida i suoi limiti, allontanando di una distanza ideale i confini della percezione: Ah la pace degli archi delle donne sulle colonne issate dalla brace! Ah l'invito della rossa San Galgano profumata del rotolo ingiallito e il discorrere piano dei colombi come portano il pensiero lontano! Ma quale follia c'incute questo andare? Quale fobia ci piglia di cantare odi al primo veniente seppellendo una viva conquista della mente? Osservo squinternare la ragione, il sonno e l'appetito, e poi un turpe equilibrio col Tavor si propone. Tu vai e sculetti al modo dei cavalli dal nodo e dall'apparecchio costretti, vedi solo lo scopo e dietro il passo di te rimane il nulla, il nulla dopo. Per chi volesse approfondire la lettura dell'opera dell'autore, si consiglia la visita al fondo Mario Mori (sul sito web http://siusa.archivi.beniculturali.it), dove sono contenuti i suoi testi editi e inediti con la relativa antologia critica. Biografia Mauro Mori nacque a Grosseto nel 1942 e qui si sposò nel 1967 con Carla Bertaccini dalla quale l'anno successivo ebbe un figlio, Samuele. LE RUBRICHE · 101 102 · Maremma Magazine · Marzo 2012 LE NEWS Collezionismo, che passione! I modellini di mezzi terrestri e aerei di Roberto Andrei C'era un'epoca in cui si conservava di tutto, dai sinalchi alle bottiglie, un'epoca in cui i ricordi e gli affetti andavano oltre il tempo, in cui le cartoline avevano un altro sapore rispetto agli sms e alle email di oggi. E chi le conservava tante diventava automaticamente un collezionista. Ma il vero collezionista era comunque un'altra cosa. Era colui che ricercava in lungo e in largo oggetti particolari di una determinata categoria per averli tutti e tutti insieme. La passione faceva il resto, portando il collezionista, dopo aver scovato pezzi unici, ad esporli in vetrine o in pianali in modo così ordinato da far risaltare la bellezza e l'unicità di ciascun esemplare che per lui aveva un valore ben al di là di quello di mercato. Il concittadino e collezionista Roberto Andrei ci ha invitato e accompagnato nella sua personale galleria all'interno della sua abitazione. L'esposizione si articola in due stanze dove sono stipati ordinatamente gli oggetti degni di un'attenzione tutta particolare. Si tratta per lo più di automobiline: un'infinità. Ci colpisce subito il posizionamento degli oggetti secondo le varie tematiche. La prima sezione è dedicata a macchinine e camion inglesi; per la precisione 17 pezzi originali risalenti alla fine anni degli cinquanta in cui primeggia il Camion tracteur unic saharien della Dinky Supertoys per trasporto tubi con annessa scatolina originale. Ci sono poi automobiline della Matchbox e Dinkytoys ed un piccolo omnibus con scala 1:87. Non passa inosservato un modello della Cor- gitoys, tutto apribile con una particolarità: un televisorino all'interno dell'auto che si illumina premendo un pulsante. Si prosegue con i personaggi della Walt Disney italiani della Politoys, più diversi fumetti e modellini della stessa casa. Si continua il percorso espositivo con una piccola storia di auto da rally, e poi veicoli commerciali e pubblicitari sempre del periodo fine anni cinquanta, inizio anni Sessanta. E ancora, le auto di rappresentanza dei vari governi e del Vaticano con i personaggi all'interno mentre fanno da sfondo alcuni giornali d'epoca. È da ammirare anche la vetrina che rac- chiude otto modellini della Ferrari, tra cui tre dei campionati del mondo e poi un aereo Caccia F104. Anche la vetrina riservata all'Alfa Romeo ha la sua importanza. Qui ci sono 17 modelli in scala 1:43 in cui primeggiano la Giulietta coupé, la Spider e la berlina. Vicino a questi cimeli, ma in uno spazio dedicato, si distinguono anche due camion in legno acquistati dai genitori di Andrei in uno storico negozio di giocattoli nel centro di Grosseto con ancora il prezzo scritto a matita: 2.600 e 1.600 lire. Con spirito entusiastico il nostro amico ci apre due sportelli di un mobile da cucina, anch'esso rigorosamente d'epoca, e si apre un altro mondo, fatto di automobiline con cui ha giocato da bambino, intatte. E poi giocattoli di latta con la carica a molla o a pile. Di una cosa il nostro collezionista si rammarica, non aver conservato le scatole. Ci racconta che le sue prime automobiline le acquistava, o meglio i genitori per lui, in due negozi della specie che erano entrambi in via Oberdan, e lì trovava i trenini Lima, i modellini della Politoys in scala 1:41, si ricorda anche il prezzo 200 o 300 lire. Si ricorda della Citroen Ds 19, la Simca 1500, la Ford Taunus. Altri 104 · Maremma Magazine · Marzo 2012 santuari del giocattolo erano in via San Martino, in corso Carducci ed anche al Vittadello, accanto alla chiesa di San Pietro, nel quale oltre ai vestiti c'era un intero reparto dedicato ai giocattoli. La particolarità di Roberto Andrei è che, a differenza dei tradizionali collezionisti, lui non espone pubblicamente i suoi cimeli, ma li mostra solo a pochi amici e ad alcuni appassionati del settore; non scambia e assolutamente non vende. Chissà che Andrei, prima o poi, non ci ripensi e decida di mostrare anche agli altri queste bellezze che non possono non suscitare nel visitatore ricordi nostalgici per un'epoca che non c'è più. Rossano Marzocchi Castiglione della Pescaia, prende forma la "Strada del Contemporaneo" Sono state gettate le basi per la realizzazione di un progetto inedito che coniugherà l'arte al territorio del comune di Castiglione della Pescaia. A parlarne sono l'assessore alle politiche culturali Federico Mazzarello che si è incontrato, alla presenza del sindaco Giancarlo Farnetani, con l'assessore provinciale alla cultura Cinzia Tacconi per avviare un nuovo periodo, legato alla realizzazione di eventi incentrati sul tema dell'arte. La strada del contemporaneo è il nome di un vero e proprio esperimento collocato in un progetto artistico e culturale fortemente legato al territorio che si propone di riqualificare aree dimenticate o dismesse: la vecchia strada provinciale che va da Macchiascandona a Ponti di Badia diventerà un museo a cielo aperto dove saranno visibili e visitabili installazioni realizzate da artisti che si cimenteranno nella creazione di opere contemporanee ma anche interventi di tecnici specializzati in bioarchitettura. "Una scommessa su cui ci sentiamo di puntare ­ sostiene Mazzarello ­. Questo progetto, pur risalendo a qualche anno fa, non ha mai riscosso l'attenzione delle amministrazioni passate. Oggi, con la collaborazione della Provincia di Grosseto, siamo sicuri di intraprendere un cammino avventuroso che ci permetterà di dare Un corso di scrittura a cura di Paola Zannoner Siete aspiranti scrittori ma l'impresa vi sembra mastodontica? La Biblioteca comunale, il gruppo IRIDE e La Torre Massetana organizzano un corso di scrittura narrativa di 30 ore, a cura della scrittrice Paola Zannoner. el 2003 la Biblioteca comunale Badii di Massa Marittima ha progettato e realizzato con la consulenza e la collaborazione della scrittrice Paola Zannoner un corso di base di scrittura narrativa incentrato sulla scrittura del racconto. Dopo questa prima fase, a grande richiesta da parte dei partecipanti al circolo, si è costituito un gruppo permanente di scrittura trasformato in laboratorio, sempre curato e coordinato da Paola Zannoner. I progetti sviluppati negli anni dal 2004 al 2011 hanno portato ogni volta alla pubblicazione di un'antologia di racconti ed è da segnalare che quasi tutti i partecipanti hanno vinto premi letterari importanti non solo locali (nella zona segnaliamo il premio Santa Barbara, promosso dal Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere e il premio Salmastro della città di Follonica). Proprio per fornire gli strumenti essenziali ad altri potenziali scrittori, la Biblioteca comunale ha progettato insieme all'Iride e alla Torre Massetana un nuovo corso di scrittura che sarà tenuto ancora da Paola Zannoner, e partirà dalle basi. Il corso, che sarà strutturato come un "circolo di studio" nel quale i partecipanti impareranno le tecniche della narrazione e si misureranno con la scrittura di un racconto, si articolerà in dieci incontri di circa tre, in Biblioteca N una volta alla settimana a partire dal 17 marzo. Di questi incontri, sei saranno tenuti da Paola Zannoner e quattro saranno coordinati da un tutor. Un ulteriore incontro verrà realizzato al termine con Massimo Sozzi e Riccardo Parigi sul tema del racconto giallo, mentre a fine aprile, la presenza di Valerio Varesi a Massa Marittima in occasione del "Premio al Miglior lettore 2012" offrirà l'opportunità ai corsisti di una lezione-seminario tenuta dall'autore. Le iscrizioni (fino al tetto massimo di 15) sono aperte a tutti coloro che vogliono partecipare senza limiti di età e di residenza. La quota di partecipazione è fissata in euro 180,00 per i soci Iride ed euro 200, 00 per i non soci. A conclusione del corso, che si concluderà presumibilmente a maggio 2012, i migliori racconti saranno pubblicati in un opuscolo curato dalla Torre Massetana. I partecipanti più bravi potranno partecipare al prossimo progetto del gruppo "Scrittori di Massa" che partirà presumibilmente nel mese di giugno 2012. Per ulteriori informazioni e per ricevere il programma del corso e la scheda d'iscrizione telefonare ai seguenti numeri della Biblioteca: 0566.901127 (dal lunedì al venerdì 8-14), 0566.902078 (mar-mer-ven 15.30-19) oppure scrivere a bibliotecazero13@comune.massamarittima.gr.it LE NEWS · 105 Il Vescovo di Grosseto ha incontrato i giornalisti Si è svolto anche quest'anno in occasione della festa di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti il tradizionale incontro del Vescovo di Grosseto Monsignor Franco Agostinelli con i rappresentanti della stampa locale el giorno dedicato a San Francesco di Sales, il 24 gennaio, il Vescovo di Grosseto ha voluto rinnovare il tradizionale incontro con i rappresentanti della stampa locale, che quest'anno si è svolto con un pic- N glia genere. La comunicazione sociale è un punto nevralgico per la vita della Chiesa, che nell'impossibilità di arrivare a tutti, deve necessariamente passare attraverso il filtro delle comuni- anche a Castiglione della Pescaia l'opportunità di valorizzare il proprio territorio coniugando arte, paesaggio e natura. Questa Amministrazione crede fortemente in quel futuro che stiamo scegliendo con determinazione e che ci condurrà in un vero e proprio circuito artistico il cui primo appuntamento vedrà la luce questa estate, quando Castiglione ospiterà il Premio Basi. Siamo altresì convinti della grande ed efficace rispondenza che l'arte e la cura del territorio hanno sull'incremento del flusso turistico che costituisce da sempre il volano della nostra economia. In questa ottica, il nostro Comune, parteciperà anche ad altri due progetti, ancora in fase embrionale: uno è il Giardino Viaggio di Ritorno del bioarchitetto Rodolfo Laquaniti che fa parte del circuito dei parchi artistici della Maremma, l'altro è il Centro Territoriale di documentazione per l'architettura e per l'urbanistica moderna e contemporanea proposto da un gruppo di architetti, eventualmente da realizzare in collaborazione con la Provincia di Grosseto". La Tenuta di Paganico ospita il Corso di Assaggiatori di salumi ufficiali ONAS Si svolgerà nella splendida cornice della Tenuta di Paganico il corso per aspiranti assaggiatori di salumi organizzato dall'ONAS ­ Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi. L'iniziativa con tanto di esame finale, rilascio attestato e patente di tecnico assaggiatore è in agenda nei giorni 31 marzo e 1° aprile 2012. Il programma delle lezioni spazierà da "L'analisi sensoriale: fisiologia degli organi di senso, analisi qualitativa e quantitativa, schede, panel test" (Silvia Marro) a "Il Suino: dall'allevamento alla macellazione. Il suino da Agricoltura biologica. Le razze autoctone" (Valentina Vottero), dalle "Materie prime nella produzione dei salumi: caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche (Marro e Vottero) a "Le varie categorie di salumi: cotti, crudi, affumicati. I prodotti da agricoltura biologica" (Serena Francini), fino ai "SALUMI DOP-IGPST, tracciabilità ed etichettatura" (Serena Francini). Previste anche degustazioni guidate prima dell'esame finale. Il costo del corso è pari ad euro 130 comprensivo della quota d'iscrizione (euro 37) all'O.N.A.S. per l'anno solare in corso. Le iscrizioni al corso che sarà realizza- colo cambiamento: in coerenza col desiderio di Monsignor Franco Agostinelli, che ha sempre auspicato un momento di riflessione più approfondita in un contesto di maggiore familiarità, il classico pranzo è stato infatti preceduto da una conversazione con i giornalisti nella Sede Vescovile. Tra i temi trattati, l'importanza sociale e culturale dell'attività giornalistica. I mezzi di comunicazione raggiungono una utenza molto vasta: le parole scritte, o dette nel caso di emittenti televisive, arrivano alla quasi totalità delle persone e, per molti di loro, la televisione o i giornali sono spesso l'unico approccio culturale. Questo determina un forte condizionamento, che deve suscitare un grande senso di responsabilità in chi lavora nel mondo della comunicazione. Occorrono serietà e obiettività, per non scadere nell'approssimazione e non lasciarsi catturare dalla trappola dello spettacolo a tutti i costi, assecondando debolezze e mode effimere. Per questo l'imperativo per il giornalista è mantenere un atteggiamento il più pulito possibile, pure nell'ambito di una libertà d'informazione che, proprio perché piena, deve restare svincolata da pressioni e simpatie di qualsivo- cazione "generalista". In questo ambito può accadere di sfruttare la facile presa che hanno sul pubblico alcuni argomenti "golosi" ma che, proprio per la loro delicatezza, necessitano di maggior cura e di un atteggiamento etico rigoroso. Per quanto riguarda lo spunto tratto dal messaggio del Papa per la XLVI Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012, Monsignor Agostinelli si è soffermato sul concetto di "Silenzio e Parola", evidenziando che il silenzio, non un imperativo, naturalmente, ma un invito all'ascolto e alla riflessione, non esclude la parola, ma la integra e la supporta. È il primo passo per un dialogo vivo e proficuo, sul cammino tracciato da Francesco di Sales, che ha fatto del confronto dialettico la cifra della sua attività di giornalista ante litteram. Se la missione della Chiesa è e rimane quella dell'evangelizzazione, ha commentato il Vescovo, essa è disposta a porsi sempre all'ascolto di tutti, perché l'uomo non vive di solo pane: anche per i non credenti ci sono molte domande che chiedono una urgente risposta e una imperiosa fame interiore che vuole ogni giorno essere saziata. Maria Grazia Lenni 106 · Maremma Magazine · Marzo 2012 È maremmano il toro più bello del mondo Dopo la mucca più bella del mondo è maremmano anche il toro più bello. Si chiama Goldsun ed è davvero un sole d'oro per la "Toc farm" di Filippo, Ilaria e Attilio Tocchi, quest'ultimo vicepresidente di Confagricoltura Grosseto, visto che è risultato il primo al mondo. A ringraziare questa azienda, vera punta di eccellenza della zootecnia mondiale, è il presidente di Confagricoltura Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna. "Per noi che ci occupiamo di agricoltura poter parlare di questi successi è motivo di orgoglio e di soddisfazione. In un momento di crisi profonda che sta vivendo il settore nel quale con affanno si cerca di tirare avanti, vedere che ci sono imprenditori ed aziende maremmane che raggiungono traguardi di questa portata e livelli di eccellenza di valore assoluto, può essere un incentivo per tutti noi, oltre che offrire una formidabile opportunità per far emergere il nome della Maremma e per trainare tutto il settore." Tutto nasce da Amyly, l'eccezionale vacca Frisona italiana, due volte campionessa nazionale e nel 2007 addirittura campionessa mondiale. La vacca della Toc Farm, oltre ad avere eccezionali qualità morfologiche che le hanno permesso di ottenere questi prestigiosi riconoscimenti, è diventata una delle più importanti vacche di selezione a livello mondiale. Basti pensare che embrioni suoi e delle sue figlie sono stati venduti in USA, Svizzera, Inghilterra, Australia e che ci sono richieste dal Canada ed Irlanda. Ma dopo queste straordinarie vittorie Amyly è tornata prepotentemente alla ribalta grazie ai suoi primi tre figli che hanno ricevuto una valutazione genetica ufficiale dall'ANAFI (Associazione Nazionale Allevatori Frisona Italiana) sulla base delle più di 150 figlie per ognuno. Toc Farm Goldsun, Toc Farm Goldfish e Toc Farm Duplex Glauco sono i nomi dei tre tori che si sono piazzati ai vertici della classifica italiana e che sono i veri leader nel trasmettere eccezionali qualità morfologiche, della mammella e caratteri della salute. Ma uno dei tre, Toc Farm Goldsun ha fatto molto di più, perché da più di un anno è il primo toro al mondo per indice della mammella. Questo gli ha permesso di raggiungere una popolarità eccezionale ed il suo seme è oramai distribuito in tutto il mondo e viene usato intensamente sulle miglior vacche anche in USA e Canada. A supportare questi suoi eccezionali dati ci sono moltissime ottime figlie e una di loro è riuscita addirittura a vincere il titolo di Campionessa Vacche Giovani alla mostra Nazionale di Cremona, nell'ottobre scorso. E questo è un altro dato storico, perché mai prima d'ora una bovina figlia di un toro in "prova di progenie", quindi impiegato non sulle migliori vacche ma casualmente, proprio per ottenere dei dati attendibili, aveva vinto un titolo così importante. "Si tratta ­ conclude Vivarelli Colonna ­ di successi che hanno una valenza eccezionale e il loro clamore è tale che pletore di allevatori stranieri fanno visita a Marina di Grosseto alla Toc Farm e ne approfittano per soggiornare in Maremma. Non solo. Anche il mondo dei media si è accorto di noi. Infatti una rivista del settore, tradotta in tutte le lingue, ha realizzato un reportage fotografico sulla spiaggia marinese con la LE NEWS · 107 famiglia di Amyly, ormai star a quattro zampe. Una pubblicità in più per Marina e la Maremma." "Io sono come" È stato presentato alla stampa il 9 febbraio scorso nella Sala del Consiglio comunale di Grosseto il videoclip "Io sono come". Il video, realizzato dal videomaker Maurizio Borgogni, racconta un percorso artistico collettivo nato da una poesia di Lorella Ronconi, divenuto canzone con la musica di Carla Baldini e l'interpretazione della stessa Baldini al canto, di Sergio Corbini al pianoforte e Andrea Frosolini al violino. Parole, musica e immagini che si incontrano per dare forma e forza al tema del diritto all'affettività delle persone diversamente abili. La poesia racconta di una donna innamorata che desidera conoscere il sapore di un bacio, un bacio dato da un uomo che la ami per quello che è: una donna diversamente abile, cioè una donna seduta in carrozzella, cioè una donna seduta. Gli autori di questo lavoro ­ Lorella, Carla, Maurizio ­ credono che una persona seduta, o sdraiata, sia solo e semplicemente una persona. Nel video non ci sono riferimenti espliciti alla disabilità. Unico, fugace accenno: i solchi delle ruote sulla sabbia. Il video, girato fra il Chianti e Principina a Mare, si conclude con l'immagine di un bambino che corre sul- la battigia, prima sui solchi delle ruote e poi superandole, nella speranza che il futuro porti anche il superamento di ogni pregiudizio. Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi ha sottolineato nel suo intervento l'importanza di andare oltre stereotipi e luoghi comuni sulla "diversità"; Giovanna Stellini, assessore alla Cultura, ha dichiarato il suo intento di portare nelle scuole cittadine "Io sono come" per avviare un percorso di approfondimento sul tema della disabilità; l'assessore alle Politiche Sociali Luca Ceccarelli ha evidenziato il valore artistico e l'importanza che questo lavoro riveste nel trattare il tema del diritto all'amore e all'affettività. Dopo la presentazione alla stampa il videoclip è stato presentato anche al pubblico, presso il Centro della Voce "Il Buon Canto". "Palla Eh/21! Gioco antico o risorsa per il futuro? Mettiamoci in gioco!" Si è svolto a Monticiano dopo un primo rinvio causa maltempo il convegno dal titolo "Palla Eh/21! Gioco antico o risorsa per il futuro? Mettiamoci in gioco!" organizzato dall'amministrazione comunale in collaborazione con l'Unione Sportiva di Scalvaia. L'appuntamento promosso in occasione della mostra fotografica "Le palline sulle colline", in esposizione fino al 31 marzo presso la sede del Comune, è stato un momento di con- 108 · Maremma Magazine · Marzo 2012 Diventa social il Museo di Storia Naturale della Maremma Grazie al progetto "Naturae" il Museo di Storia Naturale di Grosseto si apre alle tecnologie informatiche e dà vita al social mapping della biodiversità ovvero la possibilità, aperta a tutti, di segnalare le specie animali e vegetali presenti (riconosciute e avvistate) nel nostro territorio l nostro immenso e preziosissimo patrimonio naturale catalogato grazie alle tecnologie informatiche e presto disponibile su web e smartphone. Un sogno che diventa realtà per il Direttore del Museo di Storia Naturale di Grosseto Andrea Sforzi, a cui va il merito di aver recepito il progetto "Opal" del Museo di Storia Naturale di Londra; d'ora in poi saranno quattro i progetti attivi nel mondo, oltre a quello inglese esiste il Nature Mapping di Washington, USA, il Cybertrekker in Sud Africa, ed il progetto grossetano. Esso è nato grazie alla collaborazione tra lo stesso Museo di Storia Naturale, il Comune di Grosseto, Assessorato all'informatizzazione e Innovazione ed Assessorato alle Politiche Sociali, la Fondazione Grosseto Cultura e l'Associazione Guru@work. Per la prima volta sarà possibile avere una mappatura della biodiversità in provincia di Grosseto che dia una visione sulla dinamica delle popolazioni vegetali ed animali, un grande salto di qualità rispetto alle catalogazioni che sono state realizzate finora perché queste avevano il limite di non poter essere aggiornate in tempo reale. Il monitoraggio naturalistico è una delle strategie perseguite dalla Comunità Europea anche tramite Natura 2000, la rete di "siti di interesse comunitario", creata dall'Unione europea per la protezione e la conservazione I degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell'Unione Europea. "Conoscere la natura significa poterla conservare", dice il Direttore del Museo di Storia Naturale di Grosseto che aggiunge: "a breve termine sarà possibile realizzare percorsi formativi per scuole ed adulti, al fine di fornire strumenti cognitivi e stimolare una sempre maggiore collaborazione per la conservazione e la valorizzazione del nostro ambiente". Come funzionerà il Social Mapping? Chiunque sappia o voglia imparare a riconoscere le specie animali e vegetali e sia disponibile a fare segnalazioni di ciò che osserva nel territorio sarà elemento attivo nella realizzazione del progetto. I dati trasmessi saranno valutati da un team di esperti ed immessi nel database del Museo, arricchendolo così ogni giorno e rendendolo strumento di alta qualità scientifica e di facile fruizione. Non solo quindi professionisti del settore come guide ambientali, ricercatori, tecnici faunistici e bird watchers, ma anche escursionisti, studenti, insegnanti e tutti i cittadini sono chiamati a dare il proprio contributo ed a partecipare al progetto, che sarà fondamentale per la definizione di valutazioni di impatto ambientale e di azioni di tutela della natura nella nostra provincia. Fabiola Favilli LE NEWS · 109 Restinnova, ristorazione ed innovazione oltre i confini Decolla il progetto "Restinnova - Conoscenze e competenze per la crescita professionale nella ristorazione", per consentire a giovani diplomati o laureati di maturare un'esperienza all'estero tesa ad acquisire il know how necessario per migliorare la competitività sul mercato del lavoro. estinnova è un progetto finanziato dalla Regione Toscana e sviluppato da Associazione Industriali Grosseto, con l'obiettivo di organizzare 100 tirocini formativi in Andalusia nel comparto della ristorazione. Un progetto molto ambizioso stando ai numeri, che non ha eguali di queste proporzioni. Così come sottolineato da Giovanni Mascagni, Responsabile a Grosseto dell'area forma- la parte centrale della mattinata. Maremma Cup, riflettori spenti per quest'anno: l'edizione 2012 non si farà "Un anno sabbatico, il 2012, un vero anno sabbatico". Ernst Hutmacher è categorico, la Maremma Cup quest'anno non si fa, ma sta già lavorando al futuro. La crisi economica che attanaglia un po' tutta Europa ha fatto riflettere anche i supporter della gara di Massa Marittima, prevista per fine marzo, evento che ha portato a termine il progetto triennale iniziale diventando, da semplice new entry nella mtb, uno dei rarissimi appuntamenti al mondo di Hors Category. In tre anni l'evento grossetano ha fatto passi da gigante, ora sponsors ed istituzioni - preoccupati dal perdurare della crisi economica - hanno chiesto un momento di riflessione e la Maremma Cup si adegua. Non può scendere di livello, il livello a cui aveva abituato il mondo della mtb. Massa Marittima era pronta ad accogliere i bikers per la classica settimana pre-stagione, inizialmente erano previsti due appuntamenti degli Internazionali d'Italia, poi ridotti ad uno, utilissimi per gli atleti in vista dei Gioghi Olimpici, gare che avrebbero assegnato punti importanti per il ranking mondiale. Ma vista la situazione il comitato ha preso la decisione, inappellabile, di non organizzare l'evento per il 2012. Per il prossimo anno le speranze sono comunque concrete, quindi tutti gli appassionati sono attesi in Maremma nel 2013 per un nuovo entusiasmante spettacolo in mountain bike. Consegnati i Diplomi di Stato in "Savoia Cavalleria". Nel pomeriggio del 9 febbraio il reggimento "Savoia Cavalleria" (3°) ha consegnato, presso la propria sede, i Diplomi di Stato conseguiti dal personale del reparto e dell'Arma dei Carabinieri che hanno frequentato i corsi di studio previsti dal progetto formativo denominato "Diplomarsi on-line". Il progetto è stato promosso dalla Provincia di Grosseto e dall'Ufficio Scolastico Provinciale di Grosseto in collaborazione con gli Istituti scolastici ed Enti locali del territorio ed è teso allo sviluppo sostenibile di aree territorialmente decentrate e per contesti particolari, quale ad esempio quello di chi R nostro territorio. Ma non solo. Un progetto che farà partire in primavera alla volta della Spagna anche 20 imprenditori impegnati ed interessati al settore turistico e della ristorazione (e in Maremma ce ne sono molti), con la voglia di visionare le tecniche di imprenditoria ricettiva nell'area andalusiana, scambiare, confrontarsi e consolidare le pro- zione in Associazione Industriali e Coordinatore del progetto. "Siamo molto soddisfatti di poter realizzare un progetto di queste dimensioni, importante sia per Confindustria, inserito all'interno di tutte le numerose attività che stiamo portando avanti, sia per l'intero settore della formazione e per l'enorme valore aggiunto che potrà apportare a tutto il territorio regionale". Sono appena terminate le selezioni ed una volta portati a termine anche tutti gli aspetti organizzativi, saranno 80 i ragazzi toscani che, dal prossimo aprile, partiranno alla volta della Spagna per approfondire le proprie competenze ed arricchire le proprie attitudini, realizzando percorsi individuali ed esperienze lavorative all'interno delle più importanti strutture ricettivo-turistiche del territorio andalusiano. Saranno impegnati, secondo le loro preferenze ed i loro interessi, in attività che riguardano la cucina, la sala, il bar, il ristorante e la reception. Un'ottima occasione di apprendimento per i futuri cuochi, barman, camerieri e maitre del prie conoscenze. Si parlerà di comunicazione e di web 2.0, di tecniche di marketing one to one e dell'avvento dei social network nel turismo, con particolare attenzione all'utilizzo teorico e pratico di questi nuovi strumenti, che possono essere molto performanti anche e soprattutto in un settore così delicato e controverso. "L'intenzione è quella di dare dinamicità e una spinta tutta nuova al comparto turistico, in un momento molto difficile a livello economico, come quello attuale", dice Antonio Capone, Direttore Associazione Industriali Grosseto. "Sono convinto che grazie a quest'esperienza tanti nostri imprenditori potranno beneficiare di nuove idee e prospettive, e portare nella zona e nell'intera area regionale nuove tecniche di comunicazione e nuovi modi di fare imprenditorialità". Anche da qui bisogna puntare per rilanciare la Maremma, creare una rete di imprenditori che si muovano oltre i confini. L'Andalusia ci aspetta. Nadia Iacopini 110 · Maremma Magazine · Marzo 2012 all'interno dell'iniziativa. Saranno accolti anche consigli che permettano di migliorare il festival nel suo complesso: perché l'iniziativa è soprattutto dei suoi fruitori principali che potranno in questo modo essere artefici della prossima edizione. Un modo per ascoltare le tante voci della nostra provincia sulla scia di quello che sta accadendo al Teatro Valle Occupato e al Teatro del Lido di Ostia. Coloro che sono interessati a collaborare alla buona riuscita della manifestazione con i loro consigli o indicazioni possono scrivere a cinema@festambiente.it. I nomi delle associazioni e dei singoli soggetti che avranno partecipato a questo singolare esperimento, saranno inseriti nel catalogo del festival. Successo per due maremmani al Carnevale Romano Applausi scroscianti per Enrico Maria Scolari e Federico Forci, unici rappresentanti della Maremma al Carnevale Romano, che con un singolare numero equestre a Piazza del Popolo, hanno conquistato il consenso entusiasta della folla presente. Fedeli alla tradizione, con rigorose bardature tipiche ed eleganti abiti dell'Antica Sartoria di Maremma, i cavalieri, il primo sul mulo Brillantino e l'altro sul baio M. Silvan delle Murelle, hanno incantato il pubblico mostrando come appoggiate, passi laterali e vari tempi di galoppo non appartengano soltanto al più nobile degli animali, ma anche al cugino povero, l'orgoglioso mulo, il quale per l'occasione ha mirabilmente sfoderato tutta la sua versatilità e abilità nel lavoro in piano. Una sfida a suon di musica tra il bell'esemplare di razza maremmana e il più rinomato fra i duri, che con la stessa eleganza si è mostrato fiero e capace in tutte le figure sino alla fine dello spettacolo. Una perfetta armonia fra i due animali che ha raggiunto il clou quando il mulo, incurante delle sue lunghe orecchie, per una sorta di orgoglio equino, si è sdraiato docilmente in mezzo alla piazza come il cavallo, destando ammirazione e stupore tra il numeroso pubblico. I presenti, già incuriositi per l'insolito spettacolo sono rimasti incantati, quando durante il giro d'onore hanno improvvisamente visto arrivare in campo il cane Rocco, che con un audace salto è salito sulla schiena di Brillantino per salutare la folla esultante. Il numero, inserito nel palinsesto dell'Accademia del Teatro Equestre, che ha selezionato e riunito i più grandi protagonisti italiani ed internazionali di quest'arte, è stato presentato dall'ormai maremmana di adozione Maria Baleri, la quale ha sottolineato come questa terra con i suoi animali e con i cultori di un antico sapere, possa magistralmente esprimere tanto mestiere e tanta vitalità. Un appuntamento importante quello del Carnevale Romano, una vetrina per i più grandi binomi, che ha visto la Maremma interpretata in modo ironico e gentile, grazie ai due cavalieri del Centro Ippico il Bagnolo di Roselle, i quali hanno dimostrato come la pazienza e la costanza applicate al lavoro dolce con animali a torto ritenuti difficili, possano donare grandi emozioni e grandi successi a coloro che con rispetto costruiscono un rapporto di fiducia con i loro compagni a quattro zampe. Ambra Famiani LE NEWS · 111 DIRETTORE RESPONSABILE: Celestino Sellaroli REDAZIONE: Nicola Alocci, Francesca Costagliola, Massimo Gorelli, Maria Grazia Lenni, Rossano Marzocchi, Jeannette Rogalla, Antonella Vitullo CONSULENZA EDITORIALE: Corrado Barontini EDITORE: CS Editore DIREZIONE, REDAZIONE E PUBBLICITÀ: CS Editore, Via Tripoli n. 10 · 58100 Grosseto · Tel. 0564 20426 · Fax 0564 429364 · Cell. 349 2872103, sito Internet www.maremma-magazine.it, e-mail maremma.magazine@virgilio.it oppure csellaro@gol.grosseto.it STAMPA: Tipolitografia Ambrosini Gianfranco - Zona Industriale Loc. Campo Morino - 01021 Acquapendente (VT), tel. 0763.711040, fax 0763.732188, web www.tipografiaambrosini.it e-mail info@tipografiaambrosini.it FOTOGRAFIE: L'Editore è a disposizione per eventuali diritti d'autore nei confronti di soggetti con i quali non è stato possibile comunicare e per eventuali non volute omissioni nella citazione delle foto riprodotte. 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Testi, fotografie e disegni contenuti in questo numero non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l'autorizzazione scritta dell'Editore. Questo periodico è associato all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana e all'A.N.E.S. Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata PALINSESTO PRIMAVERILE 2012 LUNEDI 06.00 Risvegliati in pace - Programmi cristiani & musica 07.00 Buongiorno con R.B.C. - Cultura, notizie e grande musica 08.30 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 09.30 Voce al popolo - Gheri Guido 13.00 Il meglio di R.B.C. - Claudio Pepi 14 70-80 - Il meglio degli anni 70-80 15.00 Dedicando - Antonio 17.00 Le vie del rock sono infinite 2 Antonio 18.00 Sport fm > calcio + volley - Pietro Cesaro 19.00 Tropical latino - Il meglio della musica latina 20.00 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 21.00 R.B.C. Classica - Il meglio della musica classica 22.00 Rock show - Vinci 23.00 Le vie del rock sono infinite Classifica rock-posizioni 40-31 24.00 Il meglio di R.B.C. - Il meglio della musica soft italiana e straniera MARTEDI 06.00 Risvegliati in pace - Programmi cristiani & musica 07.00 Buongiorno con R.B.C. - Cultura, notizie e grande musica 08.30 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 09.30 Voce al popolo - Gheri Guido 13.00 90 all'ora - Antonio 14 70-80 - Il meglio degli anni 70-80 15.00 Lo Zoooooo ­ Franco Sensation 17.00 Single chart-classifica + ascoltati 2012 - Andrea Bolognese 18.00 Record - Vinci 20.00 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 21.00 Rock island - Ilenia 23.00 Le vie del rock sono infinite Classifica rock-posizioni 30-21 24.00 Il meglio di R.B.C. - Il meglio della musica soft italiana e straniera MERCOLEDI 06.00 Risvegliati in pace - Programmi cristiani & musica 07.00 Buongiorno con R.B.C. - Cultura, notizie e grande musica 08.30 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 09.30 Voce al popolo ­ Gheri Guido 13.00 Day by day ­ Lorenzo Cassigoli 14.00 70-80 Il meglio degli anni 7080 15.00 Ragazzi in frequenza - I ragazzi della scuola 17.00 Dedicando juke box - Ricordi del passato 18.00 Single chart 2 - Classifica + ascoltati 2012 19.00 2000 all'ora - Il meglio degli anni'2000 20.00 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 21.00 90 all'ora - Antonio 22.00 Le vie del rock sono infinite 2 Antonio 23.00 Le vie del rock sono infinite Classifica rock-posizioni 20-11 24.00 Il meglio di R.B.C. - Il meglio della musica soft italiana e straniera GIOVEDI 06.00 Risvegliati in pace - Programmi cristiani & musica 07.00 Buongiorno con R.B.C. - Cultura, notizie e grande musica 08.30 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 09.30 Voce al popolo ­ Gheri Guido 13.00 Record - Vinci 14 70-80 - Il meglio degli anni 70-80 15.00 Dedicando - Ana 17.00 90 all'ora - Antonio 18.00 Speciale italiano-straniero Speciale italiano-straniero 20.00 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 21.00 Lo Zoooooo ­ Franco Sensation 23.00 Le vie del rock sono infinite Classifica rock-posizioni 10-1 24.00 Il meglio di R.B.C.ROCK- Il meglio della musica rock VENERDI 06.00 Risvegliati in pace - Programmi cristiani & musica 07.00 Buongiorno con R.B.C. - Cultura, notizie e grande musica 08.30 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 09.30 Voce al popolo ­ Gheri Guido 13.30 Dance generations - Francesco Guarino 14.00 Super ten sensation 2 - solo musica - Classifica anni 70-80 15.00 Dio c'è - Don Michele 17.00 Rock island - Ilenia 19.00 Digital mix - Joseph Meloni 20.00 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 21.15 Speciale cinema - Notiziario del cinema 21.30 Super ten sensation anni `80 Franco sensation 22.30 Escalation flashback disco Classifica anni 70-80-90 SABATO 06.00 Risvegliati in pace - Programmi cristiani & musica 07.00 Speciale Cinema ­ Notiziario del cinema 08.30 L'ora dell'amore - Il meglio della musica italiana soft 09.30 Buongiorno con Studio 54 ­ Studio 54 12 Day by day ­ Lorenzo Cassigoli 13.00 Passion inside-dance 2012 Marco Veneziano + vocalist 14.00 Sport fm > calcio + volley - Pietro Cesaro 15.00 Dedicando - Ana 17.00 Dance generations - Francesco Guarino 18.00 Evolution chart 2012 - Classifica discoteca 2012 20.00 Single chart - classifica + ascoltati 2012 - Andrea Bolognese 21.15 Speciale cinema - Notiziario del cinema 21.30 Super ten sensation anni `80 Franco sensation 22.30 Evolution chart 2012 - Classifica discoteca 2012 24.00 Digital mix - Joseph Meloni 24.30 Blobhouse - Master j 1.30 Super ten sensation 2 - anni 2000 - Il meglio della discoteca anni 2000 DOMENICA 06.00 Risvegliati in pace - Programmi cristiani 07.00 Day by day - Lorenzo Cassigoli 08.00 L'ora dell'amore 60-70 - Il meglio degli anni 60-70 10.00 Dio c'è - Don Michele & ospiti 12.00 Via col liscio - Il meglio del liscio 13.00 Single chart - classifica + ascoltati 2012 - Andrea Bolognese 14.00 Sport fm > calcio + volley - Pietro Cesaro 15.00 Il meglio di R.B.C. - Claudio Pepi 17.00 Buona Domenica - Vario 19.00 Dance generations - Francesco Guarino 20.00 70 all'ora - Il meglio degli anni 70 21.00 R.B.C. Classica - Il meglio della musica classica 22.00 Radiochat - Alex Achille in diretta da Roma... 24.00 Il meglio di R.B.C. - Il meglio della musica soft italiana e straniera DOVE MANGIARE | la buona cucina · Al Girarrosto Ristorante Agrituristico - Carne alla brace, cucina maremmana, piatti tipici, pasta fatta in casa, forno a legna, girarrosto a vista | Loc. Bivio di Montorgiali - Scansano (Gr) | Tel. 0564.580201 - Cell. 347.6771547 · Gli Attortellati Ristorante Rurale | Strada della Trappola, 39 - Grosseto | Tel. 0564.400059 - Cell. 328 4572663 · Gusta la Maremma Trattoria-Pizzeria - Menù di mare e di terra, griglieria, veranda esterna e bracieria | S.S. 1 Aurelia Sud Km. 173,400 - Rispescia (Gr) | Tel. 0564.405929 · Il Carrettino Bar-Ristorante-Pizzeria-Pasticceria - Cucina vegetariana e vegana Tutto da asporto - Novità Franchising - Buoni ASL - Aperto 7.30-23 - Pane fresco tutte le mattine | Via Bengasi, 7 - Grosseto | Tel. 0564 28421 - Cell. 392 0544120 | www.ilcarrettinogr.it · Il Velaccio Ristorante - Il fascino di mangiare sul Porto di Marina di Grosseto Aperti tutto l'anno | Via Porto Turistico 11 - Marina di Grosseto | Tel. 0564.337812 | www.ristoranteilvelaccio.it · La Bocca della Verità Ristorante - Specialità romane!!! ...e non solo | Via Garibaldi 42 - Grosseto | Tel. 0564.20470 - Cell. 377 1690073 · La Corte del San Biagio Ristorante San Biagio Relais | Via Pirandello 6 - Orbetello (Gr) | Tel. 0564.860543 - 0564.850008 | sito web www.sanbiagiorelais.com · La Gricia Enosteria - Carne di chianina e cinta senese, specialità maremmane, degustazione e vendita dei migliori vini della zona | Via Alessandrini 41 - Caldana (Gr)| Tel.0566.81391 - 0566.871025 - Cell. 339 6155011 | www.lagricia.it · La Rosa dei Venti Albergo Ristorante - Cibo, vino... amore e fantasia! | Via Aurelia Sud 108/109 - Albinia (Gr) | Tel. 0564.870191 - 0564.870143 · La Scafarda Pizzeria-Spaghetteria-Bar - La tradizione delle specialità toscane | Via del Fante - Alberese (Gr) | Tel. 0564.412587 - Cell. 349 2268003 | www.lascafarda.com · Locanda de' Medici di Peccianti Wine Bar-Enoteca-Ristorante | Piazza del Popolo 5 - Grosseto | Tel. 0564.410744 | sito web www.locandademedici.it · Locanda del Glicine Campagantico L'intimità di un piccolo Boutique Hotel e Ristorante, nell'antico borgo medioevale di Campagnatico | Piazza Garibaldi 6/7/8 - Campagnatico (GR) | Tel. 0564.996490 | www.locandadelglicine.com · Locanda nel Cassero Affittacamere | Ristorante-osteria - Ambiente tipico ed accogliente cucina tradizionale toscana a variazione stagionale, ottima carta dei vini del territorio nella calda e rilassante cornice di un tranquillo borgo di Maremma | Via del Cassero 29/31 - Civitella M.ma (Gr) | Tel. 0564.900680 | www.locandanelcassero.com · L'Uva e il Malto Ristorante-Enoteca-Wine bar | Via Mazzini 165 - Grosseto (Centro Storico) | Tel. 0564.411211 · Osteria San Rocco Aperti tutti i giorni pranzo e cena | Via delle Collacchie, 704 - Marina di Grosseto (Gr) | Tel. 0564 1920123 - Cell. 345 2476421 · Ristorante La Cantina di Poggio Caiano Cucina toscana, catering, selezione vini toscani, prodotti tipici - Il catering che parla toscano | Via Mazzini, 19 (Centro storico) - Campagnatico (Gr) | Tel. 0564.996404 - Cell. 335 399211 | www.poggiocaiano.it · Taverna delle Logge Via della Penna n. 1 (Centro Storico) Castel del Piano (Gr) (chiuso il martedì) | Tel. 0564.973249 - Cell. 349 7277615 · Trattoria Da Sbrana A due passi dal centro di Massa Marittima nella borgata di Ghirlanda dal 1959 la Trattoria Sbrana accoglie i propri ospiti all'insegna della migliore tradizione enogastronomica toscana | Via di Perolla 95 - Ghirlanda Massa M.ma (Gr) | www.trattoriasbrana.it SHOPPING | vino, olio e prodotti tipici · Agrimaremma Imbottigliamo la passione - Loc. Magliano in Toscana (Gr) | www.agrimaremma.it · Azienda Agricola Amiata ...i vini del Vulcano - Produzione e vendita diretta Vino Montecucco Doc e Olio Extravergine di Oliva | Loc. Montegiovi - Castel del Piano (Gr) | Cell. 348 5714219­339 6902444 | www.amiatavini.it · Cantina Pieve Vecchia Campagnatico Vivere il vino, la Maremma e l'arte con visite guidate, degustazioni ed eventi | Strada Prov.le n.44 - Campagnatico (Gr) | Tel. 0564.996452 | www.cantinapievevecchia.com · Cantina di Pitigliano Grandi vini di una grande terra - Punto vendita in azienda | Via N.Ciacci 974 - Pitigliano (Gr) | Tel. 0564.616133 | www.cantinadipitigliano.it · Capua Winery Produzione e degustazione di vino e olio | Loc. Saturnia - Manciano (Gr) | Cell. 328 8216173 | www.capuawinery.com · Casavyc Azienda Agricola - Morellino di Scansano - Sottili differenze | Loc. Scansano (Gr) | Cell. 335 6880673 | www.casavyc.it Morellino di Scansano | Loc. Collecchio - Magliano in Toscana (Gr) | Tel. 0564.596009 - Cell. 3472910551 | www.vinolafornace.com · La Parrina Agriturismo, Vivaio, Sala degustazione, negozio aziendale vendita diretta prodotti di fattoria (vini Parrina DOC, olio, formaggi, frutta e verdura) | Loc. Parrina (bivio via Aurelia km. 146) - Albinia (Gr) | Tel. 0564.862626 | www.parrina.it · Lecceta del Sarto Azienda Biologica - Vini di qualità | Loc. Cupi - Magliano in Toscana (Gr) | Tel. 0564.589638 | www.leccetadelsarto.it · Podere Ristella Azienda vitivinicola - Loc. Montemassi - Roccatederighi(Gr) | www.agriturismoristella.it · Subissati Salumi dal 1968 - Dall'antica tradizione maremmana - Lavorazioni carni suine - Sapori dalla terra | Via della Tana 25 - Roccastrada (Gr) | Tel. 0564.563327 · Terenzi Viticoltori in Scansano - Cantina aperta, Degustazioni, Bruschetteria, Ristorante | Loc. Montedonico - Scansano (Gr) | Tel. 0564.599601 | www.terenzi.eu DOVE DORMIRE | ovvero l'accoglienza in Maremma e non solo · Agriturismo I Due Pini Loc. La Carla 20 - Magliano in Toscana (Gr) | Tel. 0564.592237 Cell. 339 7918989 · Antico Convento di Monto Pozzali Appartamenti per vacanze e ristorante per ogni tipo di cerimonia - Gusto e relax in Maremma Toscana | Loc. Monte Pozzali Massa M.ma (Gr) | Tel. 0566.919410 Cell. 339 4141222 | www.montepozzali.it · B&B Poderi Firenze L`osptalità nel cuore della Maremma | Loc. Arcidosso (Gr) | Tel. 0564.967271 | www.poderifirenze.it · Borgo Etrusco Appartamenti e case vacanze ...l'eleganza del passato | Loc. Col di Sasso - Scarlino (Gr) | Tel. 0566.37701 | www.borgoetrusco.com · La Guglielmima Agriturismo in Maremma | Via Aurelia Nord Km 145 - Orbetello Scalo (Gr) | Tel. 0564.862681 - Cell. 338 2850809 | www.laguglielmina.com · Il Marciatoio Agriturismo - La cordialità e il calore dell'ospitalità Toscana | Loc. Bivio Aquilaia - Scansano (Gr) | Tel. 0564.599075 - Cell. 339 6618855 | www.ilmarciatoio.com · Il Sassone Tenuta in Maremma Ospitalità di charme | Loc. Massa M.ma (Gr) | Tel. 0566.904230 - Cell. 335 8317423 | www.ilsassone.it · San Gabriele Agriturismo nel Parco Naturlae della Maremma a due passi dal mare... | Strada del Barbicato 24 - Alberese (Grosseto) | Tel. 339 1246581 - 0564.405203 | www.agrisangabriele.it PASSEPARTOUT | la Maremma dei servizi · Equinus Spettacoli con i Butteri di Maremma, eventi, turismo equestre, servizi | Info: 333 9579733 | www.cavallomaremmano.it · Naturalmente Toscana Consorzio Aziende Parco della Maremma - Ricettività turistica Ristorazione Tipica - Centro prenotazioni escursioni nel Parco - Logistica e organizzazione eventi e gruppi - Prodotti territorio Parco a filiera corta km 0 - Vendita e degustazioni di prodotti tipici | Via del Bersagliere 7/9 - Alberese (Gr) | Tel. 0564.407269 | www.naturalmentetoscana.it · Podere Doganelle Maneggio Il Draghino - Lezioni e passeggiate a cavallo con tecnico federale F.I.S.E. | Loc. Doganelle - Giuncarico (Gr) | Tel. 334 1981627 - 339 6722344 - 0566.88357 | www.doganelle.it · Parco Naturalistico Archeologico Vulci Vieni a vivere tutte le stagioni del Parco Naturalistico Archeologico di Vulci situato nel comune di Montalto di Castro (VT) | www.vulci.it call center (+39) 0766.879729 biglietteria (+39) 0766.89298 · Caseificio Il Fiorino Formaggi delle colline maremmane - Bontà e tradizione dal 1957 | Loc. Paiolaio - Roccalbegna (Gr) | Tel. 0564.989059 | www.caseificioilfiorino.it · Fattoria Casteani Prodotti di Maremma - Le migliori carni suine dal produttore alla tavola | Punti vendita: Via Aurelia Nord (angolo Via della Pace), Grosseto - Cell. 335 7629232; Loc. Casteani, Gavorrano - Cell. 393 9393464 · Fattoria Le Mortelle Visite in cantina su prenotazione, prodotti biologici | Loc. Ampio Tirli - Castiglione della Pescaia (Gr) | Tel. 0564.944003 Cell. 347 4610704 - www.lemortelle.it · Fattoria Mantellassi Azienda vitivinicola | Magliano in Toscana | Tel. 0564.592037 | www.fattoriamantellassi.it · Frantoio Franci ...true, genuine Quality, absolute with no compromise | Montenero D'Orcia (Gr) | Tel. 0564.954000 | www.frantoio.franci.it · Il Grosso Enoteca | Piazza Garibaldi 19 - Massa M.ma (Gr) | Tel. 0566.903399 · Le Sedici Azienda Agricola Le sedici | Loc. Massa Vecchia - Massa M.ma (Gr) | Cell. 348 0505056 - 338 6239027 · La Fornace di Collecchio